Grottaferrata

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Grottaferrata
Grottaferrata - Bandiera
Grottaferrata - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: stemma Roma
Coordinate: 41°48′0″N 12°40′0″E / 41.8, 12.66667Coordinate: 41°48′0″N 12°40′0″E / 41.8, 12.66667
Altitudine: 320 m s.l.m.
Superficie: 18,36 km²
Abitanti:
20.813 2008
Densità: 1133,61 ab./km²
Frazioni: Molara, Squarciarelli 
Comuni contigui: Castel Gandolfo, Ciampino, Frascati, Marino, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Roma
CAP: 00046
Pref. telefonico: 06
Codice ISTAT: 058046
Codice catasto: E204 
Nome abitanti: grottaferratesi o criptensi 
Santo patrono: San Nilo 
Giorno festivo: 26 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Grottaferrata (IPA: ʛròttaferràta[1], Crypta Ferrata in lingua latina[2], Kρυπτοφεράς in lingua greca[3]) è un comune italiano di 20.555 abitanti[4], della provincia di Roma in Lazio, nell'area dei Castelli Romani.

Il paese, che attualmente è una delle località residenziali più frequentate nei dintorni di Roma, storicamente deve la sua notorietà all'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, fondata da san Nilo da Rossano nel 1004, sede di una sede esarchica nullius e quartier generale dell'Ordine Basiliano Italiano di Grottaferrata.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Per approfondire, vedi la voce Colli Albani.

Il territorio comunale di Grottaferrata, con un'estensione di 18.36 km2, è il decimo comune più vasto dei Castelli Romani -a pari estensione con Ariccia- dopo Velletri -113.21 km2-, Lanuvio -43.91 km2-, Rocca di Papa -40.18 km2-, Rocca Priora -28.07 km2-, Lariano -27 km2-, Marino -26.10 km2-, Monte Compatri -24.38 km2-, Albano Laziale -23.80 km2- e Frascati -22.41 km2-.

Questo territorio, come quello dell'intera area dei Colli Albani, è stata soggetto tra i 600.000 ed i 20.000 anni fa circa[5] all'attività vulcanica del Vulcano Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte di materiale vulcanico, ed abbondano minerali caratteristici come il peperino, la pietra sperone del Tuscolo ed il tufo.

I Colli Albani in una foto satellitare: si notino l'altura di Monte Cavo con il lago Albano ed il lago di Nemi.

Secondo la Carta Geologica d'Italia realizzata a cura del Servizio Geologico d'Italia[6] c'è una grande varietà di materiali nel sottosuolo criptense. L'area del centro abitato e la parte orientale del territorio comunale, ai confini con Rocca di Papa, è classificata come zona ca ("materiali piroclastici incoerenti o poco coerenti: lapilli, scorielle, areniti pirosseniche fino a cineriti, talora con tracce di fluitazione."[6]), mentre tutta la parte occidentale del territorio comunale, digradante verso Ciampino e Roma, risulta classificata come zona v4 ("lapilli fini e ceneri straterellate".[6]). L'altura di Castel de' Paolis, ai confini meridionali con Marino, è classificata come zona v2 ("manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocrati, ultrafenici, pirosseniti biotiche, più enoliti di cave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione (Lago Albano|Albano, v2)."[6]). Il fondo del vallone scavato dalla marana dell'Acqua Marciana è classificato come zona lp ("lapilli di vario colore distintamente stratificati con intercalazioni cineritiche, zone talora argillificate, ricchi di minerali femici isolati, e abbondante leucite analcimizzata."[6]), mentre i fianchi del medesimo vallone sono zona β4 ("lava in ammassi."[6]), come anche l'altura del Borghetto di Grottaferrata; le ultime alture di Grotte Centroni digradanti verso Morena e tutta l'area dei confini settentrionali verso Frascati sono classificate come zona β5 ("lave in grandi colate, sovrastanti o sottostanti ad lp: lave di Grottaferrata-Centroni."[6]). Valle Marciana è classificata come zona av ("tufiti alluvio-lacustri; [...] arenarie straterellate entro depressioni crateriche con Bos taurus L., Cervus elaphus L. e avifauna (Gyps) a Valle Marciana; prodotti del dilavamento entro valli radiali, provenienti dalle formazioni vulcaniche del Vulcano Laziale."[6]). Infine, l'altura presso Villa Cavalletti è classificata come zona sc1 ("coni e bocche eruttive eccentriche, talvolta soprastanti a lp [...]; saldame lavico, scorie, agglomerati e lapilli stratificati."[6]).

[modifica] Idrografia

Il territorio comunale di Grottaferrata non è attraversato da fiumi di considerevoli dimensioni, ma solo da corsi d'acqua a carattere torrentizio, alimentati dalle acque che scendono dalle sorgenti di Monte Cavo e della cintura tuscolano-artemisia dei Colli Albani.

Il più importante, anche a livello storico, di questi corsi d'acqua, è la Marana dell'Acqua Mariana o Marciana, che scaturisce dalle pendici di Monte Cavo, presso la località Squarciarelli e scorre perc circa venticinque chilometri in direzione del fiume Tevere.

Un altro corso d'acqua è il Fosso dell'Acqua Algidosia, che scaturisce dalla sorgente dell' Acqua Algidosia in prossimità di Squarciarelli e scorre in direzione NE per alcuni chilometri verso la località di Molara.

Anche la Marana delle Pietrare, che inizia nei territori di Marino e Rocca di Papa, attraversa per un tratto il territorio di Grottaferrata, prima di confluire nella Marana dell'Acqua Mariana o Marciana.

[modifica] Orografia

Il punto più alto del territorio comunale è nella parte del Tuscolo di competenza criptense, e si aggira sui 500 m s.l.m.. Non ci, infatti, sono vere e proprie montagne nel perimetro comunale di Grottaferrata.

Altro punto elevato del territorio comunale è la località di Tre Coni (495 m s.l.m.), contenuta nella piccola exclave, stretta tra i comuni di Marino, Castel Gandolfo e Rocca di Papa, di Pozzo Carpino (458 m s.l.m.)sul crinale orientale del Lago Albano.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Grottaferrata.

La temperatura di Grottaferrata, posta a circa 322 m s.l.m., differisce poco da quella di Roma Urbe, rispetto a cui si registrano generalmente un paio di gradi in meno per la maggiore altitudine e un minore tasso di inquinamento e umidità anche se, nell'ultimo decennio, per queste ultime due voci si nota un avvicinamento ai dati della Capitale.

Il clima di Grottaferrata è di tipo mediterraneo molto mite. L’estate è calda e asciutta, l’inverno è mite e piovoso senza temperature troppo basse. I rilievi dei Colli Albani sbarrano il passaggio delle correnti umide e delle nubi foriere di pioggia provenienti da sud-ovest. Per questo Grottaferrata è un po' arida con meno di 800 mm di pioggia nell’arco di un anno. La cittadina può tuttavia essere colpita da violenti temporali provenienti da nord-nord est. In inverno i venti freddi provenienti da nord soffiano forte in città e mantengono le temperature su valori leggermente inferiori a 10 °C anche durante le ore del giorno. Durante la notte, in assenza di vento si possono toccare gli 0 °C. Solo in alcuni casi si scende sotto lo 0 °C. A Grottaferrata non nevica: è capitato in passato ma la neve resta un fenomeno raro e difficile da verificarsi a Grottaferrata. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C con punte di 37 °C in casi rari. La cittadina non ha mai raggiunto i 40 °C. Mediamente la temperatura estiva si aggira sui 29 °C.


GROTTAFERRATA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,2 12,5 14,9 18,1 22,5 26,5 29,7 29,2 25,2 20,2 15,5 12,2 12 18,5 28,5 20,3 19,8
T. min. mediaC) 3,3 3,7 5,3 7,8 11,3 14,8 17,1 17,5 14,8 11,0 7,6 4,3 3,8 8,1 16,5 11,1 9,9
Precipitazioni (mm) 99 89 76 71 53 36 17 46 90 99 132 105 293 200 99 321 913
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 8 7 8 7 6 4 2 4 5 6 8 8 23 21 10 19 73

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia dei Castelli Romani.
Le origini del nome
Quando, nel 1004, San Nilo da Rossano ed i suoi seguaci presero possesso del terreno rurale occupato da ruderi di una villa romana, che Gregorio I dei Conti di Tuscolo aveva loro donato come residenza, notarono subito un locale a volta quasi perfettamente conservato dotato di una finestra con ferrata. Probabilmente il primo accampamento dei monaci fu nei paraggi, se non all'interno, della "cripta" ferrata, che diventò elemento caratterizzante del territorio: lentamente l'area, che non aveva una denominazione specifica, prese nome di Cryptaferrata.

[modifica] Età antica

Il Vulcano Laziale fu attivo tra i 600.000 ed i 20.000 anni fa:[10] tuttavia, l'uomo era già arrivato nel Lazio almeno 50.000 anni fa, come testimoniano i resti di scheletri appartenenti all'uomo di Neanderthal rinvenuti nel 1939 presso la Grotta Guattari al Circeo.[11] Nel territorio dei Colli Albani, la civilità si andrà sviluppando a partire dal I millennio a.C.; in particolare, la prima presenza umana nel territorio di Grottaferrata è riferibile alle necropoli di Boschetto, Villa Cavalletti e Villa Giusti, risalenti al periodo laziale I e II A (1000 a.C. - 830 a.C.):[12]: la necropoli di Villa Cavalletti è anche una delle più vaste dell'epoca, con una cinquantina di tombe.[12] Nella necropoli di Villa Giusti invece sono presenti strutture più sofisticate, che presentano delle pseudo-cupole ed un ricco corredo funerario con rozze figurine votive umane.[13]

In età romana il territorio criptense non venne toccato da insediamenti importanti, tranne alcune ville suburbane di ricchi cittadini romani come Marco Tullio Cicerone[14] (probabilmente presso l'attuale abbazia di Santa Maria di Grottaferrata[15]) e la famiglia degli Scriboni-Libones a Castel de' Paolis, ai confini con Marino.[16]
Il sito di Grottaferrata inoltre, per la sua vicinanza con l'importante città di Tusculum e per la presenza della via Latina, venne probabilmente evangelizzato da san Paolo di Tarso e da san Pietro apostolo,[17] che secondo una tradizione avvalorata da più fonti diffusero il cristianesimo nell'area dei Colli Albani. Il cristianesimo del resto nel III secolo era già ben organizzato nell'area tuscolana, a giudicare dall'esistenza delle catacombe di Ad Decimum rinvenute al X miglio della via Latina, presso l'attuale Borghetto di Grottaferrata:[18] ed un altro sepolcreto cristiano doveva sorgere attorno al XII miglio della via Latina, presso l'attuale Bivio.[19] Nel 370 Giovanni di Cappadocia, allievo di san Basilio Magno, fondò un monastero basiliano al XV miglio della via Latina, presso l'antica Roboraria e l'attuale Molara:[19] la presenza di religiosi orientali nel Lazio e nel Mezzogiorno d'Italia era all'epoca molto forte, basti pensare che nell'XI secolo si calcolavano circa 540 monasteri basiliani nelle sole regioni peninsulari meridionali più il Lazio meridionale e la Sicilia.[15]

[modifica] Medioevo

La chiesa abbaziale dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata.

Nel corso del VII, dell'VIII e del IX secolo i papi estesero il proprio potere temporale su Roma e sul Lazio approfittando del vuoto del potere politico: in quest'epoca nacque l'organizzazione del territorio in patrimonia e massae rurali, latifondi gestiti da diaconi direttamente soggetti al papa. Attorno al XII miglio della via Latina ed a Valle Marciana sarebbe stata collocata una massa, la Massa Marulis, presso la quale sorgevano almeno due chiese menzionate in numerosi passi del Liber Pontificalis.[20] Nell'846 un'incursione saracena seminò terrore e distruzione in molti luoghi dell'Agro Romano, fino ad Ariccia, Frascati ed agli Appennini: la minaccia saracena gravò sul Lazio meridionale fino al 926, quando i maomettani furono definitivamente scacciati dalla Ciociaria.[20]

Nel 1004 san Nilo da Rossano raggiunse il Lazio dalla Calabria dopo il suo lungo peregrinare per varie località del Sud Italia, e si sistemò con i suoi seguaci presso il summenzionato cenobio basiliano di Sant'Agnese alle pendici del Tuscolo.[21] Gregorio I dei Conti di Tuscolo, esponente di spicco della potente casata romana dei Conti di Tuscolo, donò allora al monaco calabrese un terreno prossimo al XII miglio della via Latina occupato da resti di strutture romane: nacque così l'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata.[21] San Nilo morì pochi mesi dopo aver fondato il monastero, al tramonto del 25 settembre 1004.[21]
I suoi compagni proseguirono i lavori ed in breve la chiesa abbaziale venne completata e potè essere consacrata da papa Giovanni XIX, figlio di Giovanni I dei Conti di Tuscolo, il 17 dicembre 1024, sotto l'intitolazione della Madonna di Grottaferrata.[21]

I primi archimandriti dell'abbazia dopo san Nilo furono Paolo, Cirillo e san Bartolomeo il Giovane:[22][23] sotto la loro guida l'abbazia si arricchì di decorazioni, di ricchezze e di possedimenti: in breve, da Grottaferrata dipesero ventidue chiese succursali sparse in tutta l'Italia centro-meridionale.[22] Solo pochi anni dopo la sua fondazione, il monastero ospitava già circa 200 monaci basiliani,[22] e le continue donazioni portarono l'archimandrita a controllare territori vastissimi in Lazio e nel Sud Italia: i feudi campani di Rofrano nella diocesi di Policastro e di Conca della Campania nella diocesi di Caserta, i castelli laziali di Castel de' Paolis nella diocesi suburbicaria di Albano e di Borghetto di Grottaferrata nella diocesi suburbicaria di Frascati, i casali calabresi di Cotrone, Ungolo e Baracala nell'arcidiocesi di Cosenza, le rettorìe di Diano Castello e Saxano nella diocesi di Capaccio, le grangie di San Salvatore nella diocesi suburbicaria di Albano e di Colle Peschio nella diocesi suburbicaria di Velletri ed il monastero di Morbino nella diocesi di Venosa.[22] L'abbazia inoltre ottenne da molti papi il riconoscimento della propria autonomia rispetto ai cardinali vescovi della diocesi suburbicaria di Frascati.[22]

La tradizione racconta che papa Benedetto IX, per fare ammenda della propria vita scandalosa, nel 1048 si fece monaco basiliano presso l'abbazia criptense, dove morì nel 1065.[22] Il suo sepolcro è probabilmente stato ritrovato durante alcuni scavi ottocenteschi sotto al pavimento della chiesa abbaziale.

Nel 1155 Guglielmo I "il Malo" di Sicilia saccheggiò le terre dell'abbazia,[24] imitato nel 1163 da Federico I "Barbarossa" del Sacro Romano Impero:[24] i monaci di conseguenza fuggirono dall'abbazia e ripararono a Subiaco presso i monaci benedettini, portando con sè grandi ricchezze.[25] Pochi anni dopo, nel 1241, l'imperatore Federico II "di Svevia" del Sacro Romano Impero saccheggiò nuovamente l'abbazia, portando via pregevoli opere in bronzo di età romana.[26]

Durante le guerre tra papa Urbano VI e l'antipapa Clemente VII combattute all'inizio dello Scisma d'Occidente (1378-1417), nell'aprile 1379 l'archimandrita Girolamo diede ospitalità all'esercito antipapalino[27] formato da mercenari francesi e bretoni che il 21 aprile affrontò l'esercito papalino comandato dal capitano di ventura italiano Alberico da Barbiano nella battaglia di Marino, svoltasi nell'attuale Valle dei Morti tra Marino e Castel de' Paolis.

[modifica] Età moderna

[modifica] Dal Quattrocento al Seicento

Papa Martino V nel 1428 ridusse l'abbazia a commenda, nominando il primo abate commendatario nella persona di tale Oddone de Variis,[27] un proprio parente fedele alla causa della sua famiglia, i Colonna. Il successore di Martino V, papa Eugenio IV, nel 1432 abolì la commenda e nominò archimandrita Pietro Vitali, già archimandrita prima del 1428:[27] questi si impegnò a recuperare tutti i beni dell'abbazia ed intervenne al concilio di Basilea, Ferrara e Firenze (1431-1439) in merito alla riunificazione della chiesa cattolica e della chiesa ortodossa.[27]

Nel 1462 papa Pio II istituì nuovamente l'abbazia in commenda, nominando abate commendatario il cardinale Basilio Bessarione,[28] che non solo si interessò della sistemazione del patrimonio librario ma fece redigere la "Platea" o "Regestum Bessarionis", un elenco di tutte le proprietà dell'abbazia. Nel 1463 Pio II, durante la sua visita ai Castelli Romani, visitò Grottaferrata, lasciando una viva testimonianza del viaggio nei suoi "Commentarii".

Alla morte del cardinale Bessarione nel 1472 gli successe come abate commendatario il cardinale Giuliano della Rovere (che nel 1503 diventerà papa Giulio II),[28] il quale pensò bene di prevenire ogni futuro saccheggio dell'abbazia dopo l'ultimo dell'estate 1482, perpetrato ai danni dei monaci basiliani dalle soldatesche di Fabrizio I Colonna, alleato del duca di Calabria Alfonso d'Aragona nella guerra tra papa Sisto IV e Ferrante d'Aragona. Fu così rapidamente realizzata l'imponente cinta muraria dell'abbazia,[29] che risultava già almeno parzialmente compiuta nell'ottobre 1492, quando l'elezione di papa Alessandro VI mise in allarme il cardinale della Rovere che si rifugiò nell'abbazia, salvo poi dover fuggire nella più fortificata Ostia (1494)[30] e quindi in Francia.

Con la morte di Alessandro VI, dopo il breve papato di transizione di papa Pio III (settembre-ottobre 1503), nel novembre 1503 salì al soglio papa Giulio II, che concesse immediatamente la commenda dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata alla famiglia Colonna, nella persona del cardinale Giovanni Colonna,[31] cui nel 1508 successe Pompeo Colonna.[31] Tra il 1512 ed il 1535 la commenda spettò al cardinale Ippolito de' Medici, cui successe tra il 1535 ed il 1555 il cardinale Giovanni Maria Ciocchi del Monte (che lascierà la commenda per diventare papa Giulio III). Tra il 1554 ed il 1557 la commenda spettò al cardinale Fabio Colonna,[31] ma gli venne tolta da papa Paolo IV durante una guerra contro i Colonna, ed incamerata ai beni della Camera Apostolica.

L'abate commendatario Alessandro Farnese il Giovane, in carica dal 1564 al 1589,[32] fu il primo abate commendatario della famiglia Farnese. Il secono fu il cardinale Odoardo Farnese, in carica dal 1589 al 1626.[32] Nel periodo farnesiano venne costruito ed affrescato il palazzo dell'abate commendatario all'interno del recinto dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata e venne realizzata la decorazione della cappella dei Santissimi Nilo e Bartolomeo, eseguita da Domenico Zampieri detto "il Domenichino".[32]

Alla morte di Odoardo Farnese, iniziò il periodo degli abati commendatari della famiglia Barberini: il primo fu Francesco Barberini "seniore", in carica dal 1626 al 1679:[33] seguirono il cardinale Carlo Barberini dal 1679 al 1704[34] ed il cardinale Francesco Barberini "iuniore" dal 1704 al 1738.[34]

[modifica] Dal Seicento alla seconda metà dell'Ottocento

Nel Settecento, si successero abati commendatari appartenenti a diversi famiglie: il fiorentino Giovanni Antonio Guadagni dal 1738 al 1759,[34] il veneziano Carlo Rezzonico "iuniore" dal 1759 al 1799, infine il romano Ercole Consalvi che fu l'ultimo abate commendatario, in carica fino alla definitiva abolizione della commenda nel 1824.[35]

Nel 1761 papa Clemente XIII promulgò un motu proprio con cui regolamentava lo svolgimento della Fiera di Grottaferrata in due periodi, a marzo e a settembre:[36] se la fiera di settembre è attestata già dalla seconda metà del Quattrocento, la fiera di marzo più antica di cui abbiamo memoria è dei primi anni del Seicento.[37]

Durante la Repubblica Romana (1798-1799) l'abbazia venne probabilmente occupata dai francesi, che chiusero e saccheggiarono diversi conventi dei Castelli Romani. Ad ogni modo, fu solo con l'occupazione napoleonica del 1807 e l'annessione del Lazio alla Francia che la commenda venne abolita, i beni abbaziali espropriati (nonostante la controversia giuridica sollevata dai monaci basiliani[38]) e Grottaferrata con il suo territorio aggregati al cantone di Marino.[39] Con il ritorno di papa Pio VII nello Stato Pontificio nel 1814 il cardinale Consalvi potè rientrare nel possesso della commenda e in tale posizione rimase fino alla sua morte, nel 1824.[35] In seguito ad alcuni scandali sorti nell'abbazia[40] papa Gregorio XVI nominò visitatore apostolico ad acta Mario Mattei, cardinale vescovo della diocesi suburbicaria di Frascati.[41]

Il 3 giugno 1848 Grottaferrata ottiene l'autonomia comunale da papa Pio IX:[42] il primo sindaco criptense è il commerciante Giovanni Passamonti, che era stato fra i più impegnati per dotare il paese dei servizi fondamentali che consentissero l'aumento della popolazione ed il conseguente riconoscimento dell'autonomia rispetto alla comunità di Frascati. Il primo sviluppo urbanistico venne incentivato lungo l'asse dell'attuale corso del Popolo;[43] viene inoltre assicurato un regolare rifornimento idrico anche al di fuori dell'abbazia.[44] Nel frattempo, le cartiere vengono modernizzate dal nuovo proprietario Luigi Passamonti e nel 1868 lo stabilimento inizia a produrre la carta moneta dello Stato Pontificio.[45]

[modifica] Età contemporanea

Corso del Popolo negli anni Dieci del Novecento.

[modifica] Dalla seconda metà dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale

Il decoro urbano e l'impianto fognario di corso del Popolo venne deciso dall'intervento dell'architetto Agostino Mercandetti del 1872;[46] nel frattempo il paese si espande in direzione di Frascati e Squarciarelli, lungo la direttrice della strada statale 216 via Maremmana III. Vengono edificate le nuove chiese periferiche del Sacro Cuore (1918-1928)[47] e di San Giuseppe (1889).[48] Si moltiplicano i villini eclettici e liberty della medio-alta borghesia romana,[49] mentre a Squarciarelli nel 1921 sorge la celebre fabbrica di ceramiche artistiche dei fratelli Tidei.[50][51]

[modifica] Dalla seconda guerra mondiale al Duemila

Se il centro abitato di Grottaferrata non è stato sconvolto dalle incursioni aeree anglo-americane, il territorio criptense è stato colpito marginalmente con il bombardamento della sorgente dell'acquedotto di Squarciarelli l'8 settembre 1943[52] e con la distruzione dell'aeroporto militare tedesco in località Molara il 30 gennaio 1944. Proprio in comune di Grottaferrata, nella galleria di Colle Oliva della ferrovia Roma-Frascati, presso Villa Senni, i tedeschi avevano nascosto due cannoni ferroviari Krupp K5 da 238 mm capaci di bombardare la testa di ponte anglo-americana di Anzio: mentre tutte le altre postazioni simili nascoste in varii luoghi dei Castelli Romani furono individuate ed annientate con i bombardamenti aerei, i due "cannonissimi" rimasero indenni ed oggi uno di essi, soprannominato dagli americani "Anzio Annie", è esposto ad Aberdeen, Maryland, negli Stati Uniti, presso il Proving Grounds Museum.[53] Nella notte tra il 3 ed il 4 giugno 1944 i primi reparti anglo-americani raggiunsero Grottaferrata dopo gli ultimi scontri con i tedeschi sul Tuscolo,[54] e si dirigono rapidamente verso Marino dove alcuni tedeschi oppongono resistenza presso la località San Rocco.[55]

Nel 1972[56] è stato approvato il primo piano regolatore generale, a proposito del quale attualmente si sta discutendo uno stralcio di variante.[57]

Nel 2004 è ricorso il millenario della fondazione dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata: per l'evento sono stati organizzati numerosi eventi,[58][59][60][61] la Città del Vaticano ha emesso una cartolina postale speciale[62] e Poste Italiane ha diffuso un francobollo ed un annullo speciale figurato dedicati a san Nilo da Rossano ed all'abbazia.[63]

[modifica] Onorificenze

[modifica] Simboli

Lo stemma dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata è un giovenca con le lettere ON: l'animale probabilmente fa riferimento alla tradizionale leggenda per cui Federico II del Sacro Romano Impero, nel saccheggiare l'abbazia nel 1241, avrebbe portato via un pregiato gruppo bronzeo attribuito allo scultore greco Mirone raffigurante un uomo ed una giovenca.[64]

Il gonfalone cittadino invece fa riferimento al toponimo del paese: raffigura infatti un'inferriata in ferro simile a quella presente nella "cripta ferrata", il complesso di due stanze risalenti al I secolo inglobate come cappelle laterali nella chiesa abbaziale dell'abbazia.[65] I colori cittadini sono rosso e bianco.[66] Nello statuto comunale il gonfalone e lo stemma sono così descritti:[66]

« [...] Il gonfalone è costituito da uno stendardo bicolore (rosso - bianco), con al centro un ovale con corona nobiliare sovrapposta, contornato da fregi fogliati e da una corona bifolie di querciaed alloro non a chiudere, con al centro una inferriata le cui barre orizzontali si inseriscono in quelle verticali con buchi a gonfiare, ovale corrispondente allo stemma del Comune. »
(Statuto del Comune di Grottaferrata (delibera C.C. n° 79/2000), titolo I, art. 2 comma 1.)

[modifica] Monumenti e luoghi d'ìnteresse

[modifica] Architetture religiose

  • Casa Santa Rosa. Il convento sorge poco lontano dall'Abbazia di Grottaferrata e dalla Strada Statale 511 (Via Anagnina), fuori dal centro abitato di Grottaferrata. La fondatrice dell'ordine delle suore di Santa Rosa, Suor Maria della Passione, al secolo Elena de Chappatin De Neuville, cercando in Lazio un luogo per fondare la casa generalizia dell'ordine, nel 1892 acquistò il terreno su cui sorge il convento dalla famiglia Santovetti. Sul terreno vennero individuati resti di strutture romane, ma i lavori per la costruzione del convento e della chiesa iniziarono nel 1903 e finirono nel 1914. Il grande complesso della chiesa e del convento è a forma di "T", ed è circondato da una vasta tenuta. Le suore sono molto attive nel sociale fin dal loro insediamento in situ.

[modifica] Architetture civili

  • Palazzo Santovetti. Il nucleo originario del palazzo, posto alla fine della strada principale di Grottaferrata, Corso del Popolo, risale al 1741 ed era di proprietà della famiglia Passerini, che vi ricevette in quell'anno papa Benedetto XIV. Nel 1872 il palazzo passò ad Antonio Santovetti, che fece ampliare la fabbrica su progetto dell'architetto della Fabbrica della Basilica di San Pietro, Enrico Celso Donnini. I Santovetti aprirono nei grandi locali sottostanti il palazzo una rinomata cantina, operante fino agli anni '50 del XX secolo.
  • Villa Cavalletti. Villa Cavalletti venne costruita nel 1596 dal marchese Ermete Cavalletti, su un terreno appartenuto alla famiglia Cesi. L'attuale aspetto risale al XVIII secolo. È notevole il grande parco, ed alcuni particolari della struttura della villa sono degni di ammirazione.
  • Villa Bracciano-Montalto-Grazioli. Villa Bracciano-Montalto-Grazioli, chiamata solo Villa Grazioli, venne fondata nel 1580 dal cardinal Antonio Carafa su un terreno di proprietà dei PP. Maroniti. Nel 1591 la proprietà della villa andà al cardinal Ottavio Acquaviva, marchese di Atri, il quale essendo stato nominato Arcivescovo di Napoli concede la villa in uso a papa Paolo V e ai suoi parenti.

Nel 1612 la villa passa al cardinal Scipione Borghese, che però la cede al cardinal Taverna in cambio di Villa Mondragone a Frascati; il Taverna a sua volta la vendette al principe Michele Peretti il 21 luglio 1614, nipote di papa Sisto V. La villa passa dunque ai Savelli, i quali nel 1683 la cedono al duca Livio Odescalchi, che cura il consolidamento della struttura tra il 1696 e il 1698, il tutto sotto la direzione dell'architetto Giovanni Battista Fontana. Nel 1833 la proprietà passa al Collegio di Propaganda Fide che la vende nel 1870 al duca Pio Grazioli, che fa compiere grandi restauri anche nel parco. Sono importanti gli affreschi seicenteschi e settecenteschi che adornano buona parte delle stanze della villa, attribuiti a vari pittori noti, e la grande galleria monumentale.

  • Villa Rasponi. Venne eretta nel 1821 dal conte Eugenio Rasponi, nel 1846 tutta la proprietà che i Rasponi avevano acquistato tra il 1823 ed il 1838 passò al principe Aldobrandini per la somma di 8000 scudi. La villa contiene alcuni affreschi e un bel parco.
  • Villa Arrigoni-Muti. L'origine della villa risale al 1579 e venne fondata da monsignor Cerasoli, canonico di Santa Maria Maggiore in Roma. Nel 1595 subentrò come proprietario monsignor Pompeo Arrigoni, uditore della Sacra Rota, che un anno dopo divenne cardinale. Alla morte dell'Arrigoni la villa venne divisa tra monsignor Diomede Varesi e monsignor Ciriaco Rocci, i quali si divisero materialmente la villa con la tenuta nel 1629. La parte del Varesi andrà alla famiglia Amedei, mentre quella del Rocci alla famiglia Muti.

Nel 1802 monsignor Angelo Cesarini, proprietario di una porzione della villa, vi riceve papa Pio VII, il re di Sardegna Carlo Emanuele IV e il cardinale vescovo di Frascati Duca di York. In seguito l'intera tenuta torna unita sotto la proprietà del marchese Achille Muti-Bussi. Nella villa sono da ammirare alcuni affreschi del Seicento, oltre al grande e curato parco.

  • Villa Rossellini - Dusmet. Situata davanti villa Arrigoni-Muti, è stata costruita alla fine del XIX secolo da Zeffiro Rossellini, poi acquistata nel marzo del 1919 dal marchese Alfredo Dusmet. In seguito diviene proprietà dei conti Campello; nel 1940 requisita dall'aeronautica militare italiana e dall'8 settembre 1943 occupata dai tedeschi ed adibita a quartier generale del I Corpo Paracadutisti al comando del generale Alfred Schlemm. In seguito rientra in proprietà dei Campello, qui vi abitò nel periodo 1952-1953 il re d'Egitto Faruk. Nel 1966 la villa viene acquistata dalle Suore Pallottine. All'interno della villa ci sono resti di una cisterna romana a 7 navate 30x20 metri.
  • Villa Gavotti-Gioacchini. La villa viene fondata nel 1614 in località Campovecchio, sul culmine del colle che funge da spartiacque tra Marino e Grottaferrata, dal marchese Lorenzo Gavotti.

Nel 1798 la villa passa di mano a Vincenzo Onelli[67] Dagli Onelli la villa passa, alla metà dell'Ottocento, ai Lugari-Spiga, che a loro volta la rivendono agli inizi del Novecento alla famiglia Gioacchini che ne ha conservato la proprietà ai giorni nostri. La villa è dotata di chiesina e cantine, ed inoltre nel 1625 vennero rinvenuti scavando resti della probabile villa romana di Silano Tirquato Onorato. Nel 1905 venne lambita dalla nuova strada carrabile tra Marino e Grottaferrata.

[modifica] Architetture militari

  • Castel de' Paolis. Situato sul colle di Castel de Paolis, al confine con Marino, la prima citazione è del 1033: "in castro quod dicitur Pauli". Il toponimo và collegato al Mons Paulelli e alla Massa Pauli ex corpore patrimonii Appiae citate in territorio marinese nell'Alto Medioevo, al Colle SS. Apostoli e alla Paolina, località che ancor oggi conservano nomi evocanti San Paolo e San Pietro, i quali attorno al 64 d.C. furono probabilmente gli evangelizzatori di Tusculum e zone limitrofe. Vi era una chiesa dedicata a Santa Maria -"Ecclesia S. Mariae (...) in loco qui dicitur Pauli"-, di cui restano ruderi della parte absidale. Nel 1603 si parla di un castrum Pauli diruto. Il castello sorge su ruderi romani, appartenenti verosimilmente alla villa degli Scriboni-Liboni.

[modifica] Siti archeologici

Il sito archeologico più vicino è: le catacombe di decimum.

Nel territorio criptense è stata collocata una delle due tenute tuscolane di Marco Tullio Cicerone: nel corso dei secoli, diversi studiosi hanno formulato svariate ipotesi sulla collocazione di queste ville, ma sembra ormai confermato che una sorgesse sul Tuscolo presso la città antica di Tusculum, e l'altra fosse posta in prossimità dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata[14], e che magari si estendesse fino alle propaggini settentrionali del Tuscolo,[15] o addirittura in località Poggio Tulliano, che prenderebbe nome proprio dall'arpinate.[68] La collocazione presso l'attuale abbazia appare più probabile e confermata da diverse strutture romane, come l'imponente criptoportico con affaccio sul vallone della marana dell'Acqua Marciana, su cui san Nilo da Rossano ed i suoi compagni avrebbero costruito il monastero.

[modifica] Aree naturali

La terra dei monaci basiliani dell'abbazia.

Una piccola porzione del territorio di Grottaferrata è inclusa all'interno del perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani, ente di tutela ambientale istituito nel 1984 dalla Regione Lazio nell'area dei Colli Albani.[69] In origine, l'intero territorio comunale era stato incluso all'interno dell'area protetta del parco (legge regionale n° 2 del 13 gennaio 1984),[70] ma già il 28 settembre 1984 le aree assegnate al parco furono drasticamente ridotte,[71] per ovvi motivi legati all'espansione edilizia ed industriale dei centri abitati inclusi. Gli attuali confini del parco sono più vasti dei confini precedenti, ed includono la parte criptense del Tuscolo e Molara, mentre l'area contigua si estende per gran parte del territorio comunale fino al Borghetto di Grottaferrata.[72]

Problemi ambientali

  • Villa Arrigoni-Muti. Nel 1991 gli allora proprietari della villa manifestarono l'intento di aprire una scuola di polizia all'interno della villa seicentesca: ma la mobilitazione di Legambiente e di molti cittadini portarono a una sentenza in Corte di Cassazione con parere sfavorevole e il comune di Grottaferrata con l'I.R.VI.T. (Istituto Regionale VIlle Tuscolane) si impegnarono a trovare una funzione consona all'antica villa. Nel 2007 la società proprietaria della villa attualmente, Tuscolo & Co S.r.L., ha manifestato l'intento di fare nella villa 50 appartementi residenziali, incassando pareri favorevoli dal comune di Grottaferrata e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. È subito scattata la protesta di Legambiente, che ancora una volta si oppone allo "scempio" della villa per scopi di lucro.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Evoluzione storica della popolazione
1982 14.729[73]
1985 15.303[73]
1990 16.128[73]
1995 16.777[74]
2000 17.408[74]
2001 17.501[74]
2002 17.670[75]
2003 18.025[76]
2004 19.004[77]
2005 19.606[78]
2006 19.986[79]
2007 20.310[80]

Abitanti censiti


[modifica] Nazionalità

Evoluzione storica della popolazione straniera residente
2003 948[81]
2004 1131[82]
2005 1263[83]
2006 1328[84]
2007 1351[85]
2008 1506[86]

Al 31 dicembre 2007 la popolazione straniera residente nel territorio di Grottaferrata risulta essere così composta:[87]

Negli ultimi anni, la popolazione straniera residente nel territorio comunale criptense è andata crescendo progressivamente, in linea con la tendenza generale riscontrata sulla maggior parte del territorio nazionale. Nel corso dell'anno 2006, sono stati iscritti ai registri dell'anagrafe comunale 163 cittadini stranieri: di essi 18 sono stati iscritti per nascita, 48 per trasferimento da altri comuni e 97 direttamente per provenienza dall'estero.[88] Gli stranieri cancellati dai registri dell'anagrafe criptense sono stai invece 140, di cui 2 soli cancellati per morte, 70 per trasferimento ad un altro comune e 36 per trasferimento all'estero.[88] Le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 13.[88] Il totale dei minorenni stranieri residenti nel territorio comunale è calcolato nel numero di 214, di cui 149 nati in territorio italiano.[88] Nell'anno 2007 invece i cittadini stranieri iscritti all'anagrafe comunale sono stati 293, di cui 12 per nascita, 61 per trasferimento da un altro comune e 208 direttamente provenienti dall'estero.[87] Gli stranieri cancellati dai registri dell'anagrafe comunale sono stati 138, di cui 1 solo cancellato per morte, 90 per trasferimento in altri comuni, 27 per l'estero.[87] Le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 13.[87] I minorenni di cittadinanza straniera sono 237, di cui 162 nati in Italia.[87] I nuclei familiari con almeno uno straniero sono 700, mentre quelle in cui il capofamiglia è straniero sono 544.[87]

[modifica] Lingue e dialetti

Per approfondire, vedi la voce Dialetti dei Castelli Romani.

La lingua parlata ufficialmente nel comune di Grottaferrata è la lingua italiana, e non vi è alcuna forma di bilinguismo istituzionalmente riconosciuta. I monaci basiliani dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata coltivano e tutelano oramai da due millenni la lingua greca, e celebrano le loro funzioni liturgiche secondo il rito greco-bizantino parlando appunto in greco.

Per il resto, non si può parlare dell'esistenza di un vero e proprio dialetto caratteristico di Grottaferrata, a causa delle relativamente recenti origini dell'abitato, che ha iniziato la sua crescita a partire dalla seconda metà dell'Ottocento grazie ad una massiccia immigrazione da varie parti d'Italia. Ciò ha portato alla mescolanza di varii dialetti locali, dall'abruzzese ai dialetti dell'Italia meridionale ed al veneto, con i dialetti dei Castelli Romani come il dialetto marinese, il frascatano ed il dialetto rocchigiano. Oggi, la tendenza generale è per l'espansione del dialetto romanesco un po' in tutta l'area metropolitana di Roma e soprattutto nel quadrante meridionale della provincia di Roma.[89]

[modifica] Religione

La religione più diffusa sul territorio criptense è il cristianesimo nella confessione cattolica, che venne annunciato nell'area tuscolana nella prima metà del I secolo, probabilmente proprio grazie alla presenza evangelizzatrice di san Paolo di Tarso e di san Pietro apostolo.[17] Se già nel 370 Giovanni di Cappadocia, allievo di san Basilio Magno, fondò un monastero basiliano al XV miglio della via Latina, presso l'attuale località di Molara,[19] fu nel 1004 che san Nilo da Rossano si installò presso l'attuale abbazia di Santa Maria di Grottaferrata con la protezione dei Conti di Tuscolo, e da allora l'abbazia criptense assunse una straordinaria importanza nella comprensione tra chiesa cattolica e chiesa cristiana ortodossa. Ad oggi, la maggior parte del territorio comunale è sottoposto alla giurisdizionale episcopale della diocesi suburbicaria di Frascati, ad eccezione del perimetro murato dell'abbazia che costituisce l'abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata, considerato come un esarcato nullius: nell'abbazia le liturgie sono officiate secondo il rito greco-bizantino.

La chiesa cattolica ha suddiviso il territorio comunale in quattro parrocchie: la chiesa parrocchiale di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria a Squarciarelli,[90] la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù,[91] la chiesa parrocchiale di San Pio X[92] e la chiesa parrocchiale di San Camillo de Lellis.[93] Inoltre, nel territorio criptense, data la vicinanza con Roma, sono situate molte case generalizie o comunque sedi distaccate di diversi ordini religiosi cattolici.[94] Fino al 1964 il Movimento dei Focolari ha avuto a Grottaferrata un importante centro di dialogo inter-religioso con le altre confessione cristiane, poi trasferito a Rocca di Papa e dopo ancora a Castel Gandolfo.[95]

A Grottaferrata è presente una comunità cristiana evangelica luterana, che si raduna presso la chiesa cristiana evangelica "Italia per Cristo".[96]

[modifica] Tradizioni e folclore

Tipico del folklore grottaferratese è la manifestazione "na vota c'era" che tende a ricreare le tipiche giornate di mercato nella grottaferrata medioevale,molto apprezzata poiché per tradizione popolare "se magna,se beve,e se parla".

[modifica] Feste e sagre

[modifica] Eventi

  • Fiera di Grottaferrata. Le origini della Fiera criptense si perdono nella notte dei tempi. Iniziò nel XII secolo, connesa al pellegrinaggio religioso all'Abbazia, intorno alla festa dell'Annunciazione di Maria, il 25 marzo. Nel 1463 papa Pio II afferma che la Fiera "vino madente plebe, raro sine caede peraguntur", termina raramente senza fatti di sangue, dato che il popolo trasuda vino. Nel 1606 il Papa autorizzò ufficialmente la celebrazione della Fiera, che venne poi riconosciuta più di recnet nel 1966. Dal 1996 la Fiera si svolge in un piazzale di 14.000 metri 2 presso l'Abbazia.

[modifica] Istituzioni, enti ed associazioni

[modifica] Qualità della vita

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

Per approfondire, vedi la voce Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani.

La biblioteca comunale "Bruno Martellotta" venne fondata nel 1968[103] grazie al contributo del Comune e della Regione Lazio ed affidata fino al 1978 alla gestione del Comitato Studentesco Grottaferrata,[103] associazione di volontariato fondata appunto da Bruno Martellotta, che in seguito fu anche fondatore del Gruppo Archeologico Latino, maturando i meriti per cui nel 2003 gli è stata ufficialmente intitolata la biblioteca stessa.[103] L'attuale sede è stata inaugurata nel 1997 nei locali dell'ex-mattatoio abbandonato, ristrutturati con fondi regionali.[103] La biblioteca fà parte del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani, e possiede allo stato attuale un fondi di 12.873 volumi.

Inoltre presso l'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata ha sede la biblioteca statale del monumento nazionale di Grottaferrata, classificata dal 1967[104] come biblioteca pubblica statale di competenza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ma custodita con atto di delega[104] dai monaci basiliani dell'Ordine Basiliano Italiano di Grottaferrata. La biblioteca, le cui origini sono contemporanee a quelle dell'abbazia stessa (tanto che custodisce tre manoscritti autografi di san Nilo da Rossano risalenti al 965 circa[104]), contiene 1197 manoscritti, 71 incunaboli, 700 cinquecentine ed oltre 50.000 volumi.[104] In aggiunta a questo prezioso ed enorme patrimonio, la comunità monastica possiede un proprio patrimonio librario di oltre 20.000 volumi.[105]

Infine, il collegio francescano "Sant'Antonio" di Squarciarelli ha una biblioteca di oltre 30.000 volumi.[106]

[modifica] Ricerca

Il liceo scientifico statale Bruno Touschek è stato il luogo di inaugurazione, il 30 maggio 2006, del progetto Extreme Energy Events, alla presenza del professor Antonino Zichichi e del professor Roberto Petronzio, presidente dell'istituto nazionale di fisica nucleare. Presso il liceo infatti è stato installato uno dei 100 rilevatori di sciami di particelle sub-atomiche e sub-nucleari prodotte dall'interazione dei raggi cosmici con gli atomi dell'atmosfera terrestre.[107]

[modifica] Scuole

Nel territorio comunale di Grottaferrata hanno sede numerose istituzioni scolastiche, sia scuole primarie e secondarie di primo grado che secondarie di secondo grado. I due istituti comprensivi statali del territorio sono l'istituto comprensivo "Giovanni Falcone" e l'istituto comprensivo "San Nilo da Rossano",[108]generalmente apprezzati anche dall'utenza più esigente proveniente dai comuni confinanti. Il principale istituto secondario di secondo grado pubblico è il liceo scientifico statale Bruno Touschek,[109] fondato nel 1974 da una sede succursale del liceo scientifico statale Vito Volterra di Ciampino, ed oggi una delle scuole più grandi del quadrante sud-est della provincia di Roma.

Vanno menzionate infine alcune delle tanti istituzioni scolastiche paritarie o private, come il liceo classico "Papa Benedetto XV",[110] annesso all'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata e retto dai monaci basiliani dell'Ordine Basiliano Italiano di Grottaferrata, l'istituto tecnico e professionale "San Giuseppe",[111] l'istituto tecnico agrario "Europa Unita",[112] il complesso scolastico "Seraphicum", le scuole internazionali "Little Genius International" e "Castelli International School", e inoltre diverse scuole di lingua.

[modifica] Seminari

Presso una villa in località Squarciarelli, ai confini comunali con Marino, dal 1932[106] è ospitato il collegio "Sant'Antonio" dell'ordine francescano dei Frati Minori, dipendente dalla Pontificia Università Antonianum di Roma, nel quale si istruiscono i frati appena diventati sacerdoti. Presso il collegio era operativa fino agli anni Novanta un'azienda agricola di sedici ettari.[106] Inoltre, l'istituto dal 1908 ha curato la pubblicazione dell'Archivum Franciscanum Historicum,[106] e dal 1973 presso il collegio criptense è situato il quartier generale della Commissio Leonina, che si occupa della riedizione dell'opera omnia di san Tommaso d'Aquino.[106]

[modifica] Musei

Presso l'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata è ospitato un importante museo, che contiene non solo pezzi notevoli risalenti all'età romana rinvenuti scavando nel territorio tuscolano nel corso dei secoli, ma anche opere d'arte medioevali, bizantini, rinascimentali, barocche ed ottocentesche.[113] Il museo archeologico nazionale ospitato all'interno dell'abbazia, attualmente chiuso per restauri, ha accresciuto il suo patrimonio dal 1875 e contiene alcuni pezzi pregiati come il corredo funebre dell'ipogeo "delle Ghirlande", sepolcro romano rinvenuto nel 2000 presso le catacombe di ad Decimum sulla via Anagnina.[114]

[modifica] Media

[modifica] Radio

Non risultano essere presenti stazioni radio nel territorio di Grottaferrata, tuttavia il Comune di Grottaferrata, nell'ambito del nuovo piano regolatore generale, ha commissionato tra il 2001 ed il 2003 uno studio sul territorio per individuare le aree dove sia possibile l'installazione di nuove stazioni radio base fisse.[115]

[modifica] Stampa

Per quanto riguarda la stampa nazionale, i quotidiani romani come la Repubblica, Il Messaggero ed Il Tempo si occupano dei casi più eclatanti di cronaca locale nelle pagine apposite riservate ai Castelli Romani nell'edizione locali; il Corriere dello Sport - Stadio nell'edizione locale riporta le notizie riguardanti le squadre dilettantistiche del territorio fino alla Seconda Categoria, mentre per i settori giovanili e la Terza Categoria si rimanda al quotidiano sportivo regionale Il Corriere Laziale.

La stampa locale a pagamento diffusa sul territorio criptense è rappresentata dal quotidiano Nuovo Oggi Castelli, mentre senz'altro più estesa è la presenza della stampa locale a diffusione gratuita, con i mensili dell'area castellana Il Tuscolo, Controluce e La Città Tuscolana, Vivavoce e Giorno per Giorno.

Dal 2006[116] inoltre nel territorio criptense si è trasferita la sede generale della casa editrice romana Avverbi, importante realtà nell'editoria castellana.

[modifica] Cinema

Per approfondire, vedi la voce Film girati ai Castelli Romani.

Fin dal secondo dopoguerra a Grottaferrata esisteva un cinema, "Il Veneri", chiuso per fallimenti negli ultimi decenni del Novecento e riaperto solo nel 2000, dopo ammodernamenti e necessari lavori di restauro, con il nome attuale di "Alfellini", in omaggio al regista Federico Fellini. Il cinema attualmente conta tre sale dotate di aria condizionata ed ingresso per disabili.[117] Vi era anche un cinema teatro denominato "Ambassador", chiuso negli anni novanta e sostituito da un supermercato.

[modifica] Arte

L'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata ospita alcune importanti opere d'arte, come gli affreschi di Francesco da Siena, pittore manierista allievo di Baldassarre Peruzzi,[118] Taddeo e Federico Zuccari[118] e del Domenichino[119] ed altre realizzazioni di Luigi Capponi,[120] Antonio da Sangallo il Giovane,[29] Annibale Carracci,[119] Giovanni Artusi,[119] Gian Lorenzo Bernini,[119] Tommaso Righi.[35] Tante sono inoltre le testimonianze, più o meno anonime od antiche, di arte bizantina conservate nell'abbazia: l'abbondanza di materiale permise tra l'aprile 1905 ed il giugno 1906 l'organizzazione di una mostra d'arte sacra bizantina che riscosse un grandissimo successo di pubblico e di critica.
Le ceramiche di Squarciarelli, pregiato prodotto artigianale dagli ornamenti liberty ed art decò in commercio solo per pochi anni, dal 1921 ai primi anni Quaranta, sono oggi oggetto d'arte da collezione, tanto che il Comune di Grottaferrata ha allestito una mostra a riguardo.
Tra le tante Ville Tuscolane situate nel territorio criptense alcune ospitano altre opere d'arte di pregio, come gli affreschi di Agostino Ciampelli[121] e Giovanni Paolo Pannini[122] a Villa Grazioli e la decorazione pittorica del Cigoli, del Passignano, di Pietro da Cortona e Giovanni Lanfranco a Villa Arrigoni-Muti.[123]

[modifica] Teatro

A Grottaferrata esiste un vivace fermento teatrale, che ruota attorno alle tre sale teatrali del comune: il "Teatro Piccolo di san Nilo", situato nel plesso del liceo classico paritario Benedetto XV, a ridosso dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, il "Sacro Cuore", situato nell'istituto paritario "Virgo Fidelis" presso la chiesa del Sacro Cuore, ed il "Comunale", situato presso la sede municipale in via Giuseppe Garibaldi.

[modifica] Musica

A Grottaferrata operano diverse associazioni musicali, come la Corale Polifonica di Grottaferrata,[12] fondata nel 1986 dal maestro Massimo Di Biagio ed attiva in Italia e all'estero, e le scuola di musica Esacordo, Magiche Melodie, Note Blu.

[modifica] Cucina

Il ristorante di Squarciarelli, come si presenta dopo l'incendio del 1997 (giugno 2009).
« [...] Si ritrova a pranzo a Squarciarelli
fettuccine e vino dei Castelli
come ai tempi belli che Pinelli immortalò [...] »

Grottaferrata e gli altri centri dei Colli Albani sono la meta privilegiata dai romani per la "gita fuori porta", tradizione della domenica o dei fine-settimana primaverili ed estivi almeno fino agli anni del boom economico. Grottaferrata, in particolare, conserva ancora un gran numero di "fraschette" caratteristiche e ristoranti tradizionali, accanto alla nascente tipologia degli agriturismo. Il più famoso ristorante criptense è stato probabilmente "La Tranquillità", a Squarciarelli, aperto nel 1937 dai fratelli Tidei dopo l'esperienza fallimentare della fabbrica di ceramiche[50][51], celebrato da Renato Rascel in Arrivederci Roma (1957) e rimasto in vita fino ad un incendio doloso che lo ha distrutto nel gennaio 1997.[124]
Federico Fellini e Giulietta Masina erano frequentatori abituali dell'osteria del Fico Vecchio, il cui proprietario Claudio Ciocca ebbe anche alcune piccole parti in qualche film del regista.[125]

[modifica] Personalità legate a Grottaferrata

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

Via Domenichino, parallela di corso del Popolo.


Lo sviluppo urbanistico pianificato del centro abitato di Grottaferrata è avvenuto tutto tra l'ultimo trentennio dell'Ottocento e la seconda guerra mondiale: dopo, l'abitato si è espanso disordinatamente, e si espande ancora, verso Frascati, Morena e Squarciarelli, soprattutto con abitazioni residenziali e villini più o meno signorili.

Nel 1848 Grottaferrata ottiene l'autonomia comunale[42] ed il primo sindaco criptense, il commerciante Giovanni Passamonti, avvia immediatamente un piano urbanistico per lo sviluppo del centro abitato. La principale arteria stradale del paese è l'attuale corso del Popolo, all'epoca chiamato "Stradone", "via del Castello" o, dopo la presa di Roma, "corso Vittorio Emanuele II":[43] l'edificazione di nuovi edifici ai lati di questa strada venne regolamentata con il regolamento edilizio redatto da un'apposita commissione ministeriale pontificia il 26 settembre 1868.[43] Nel 1872 l'amministrazione comunale incarica l'architetto Agostino Mercandetti di progettare una nuova sistemazione per il corso, che preveda l'allineamento dei margini stradali e la realizzazione di un impianto fognario:[46] i lavori durarono dall'aprile 1874 al marzo 1881,[46] e riguardarono anche l'attuale piazza Cavour con la fontana al centro della piazza. In un edificio prospiciente la piazza stessa, espropriato ai monaci basiliani, vennero collocate nel 1880 la caserma, la scuola ed altri pubblici servizi come il municipio.[126] Tra il 1904 ed il 1907 l'amministrazione comunale si occupa di rettificare, ampliare e pavimentare il tracciato della via Maremmana Inferiore tra Grottaferrata e Squarciarelli, dietro progetto dell'ingegnere Giulio Mazzoleni:[127] su questa direttrice l'abitato continua ad espandersi, soprattutto con villini borghesi, oggi in parte sostituiti con aree residenziali. Tra il 1918 ed il 1928 si completa la costruzione in questa zona della chiesa del Sacro Cuore, luogo di culto in architettura neogotica voluto dai monaci basiliani e dalla possidente locale Maria Santovetti Tanlongo.[128] Nel frattempo, in località Bivio, viene realizzata la fermata del più importante snodo delle tranvie dei Castelli Romani: tutto intorno, si moltiplicano i villini della piccola-media borghesia romana, alcuni dei quali si distinguono per estro artistico, come quelli progettati dagli architetti Giulio e Piero Degli Innocenti e Medardo Carretta Colli.[129]

La sistemazione della strada "della cartiera e dei Paoli", oggi strada provinciale 37/a di Campovecchio, che collega direttamente Marino e Grottaferrata venne messa in opera su iniziativa di un consorzio di proprietari terrieri locali tra il 1921 ed il 1923:[130] ancora nel 1921 inizia l'urbanizzazione di Squarciarelli con la fondazione della fabbrica di ceramiche dei fratelli Tidei.[50] In realtà, già dal 1889 la famiglia Santovetti aveva fatto edificare nella località la chiesa di San Giuseppe, ad uso degli abitanti delle campagne ai confini tra Marino, Rocca di Papa e Grottaferrata.[131]

Nel 1925 in piazza Cavour viene collocato il monumenti ai Caduti, opera dello scultore Amleto Cataldi finanziata dal marchese Antonio Dusmet.[132] Nel 1928 lo sviluppo urbanistico del centro abitato è arrivato a tal punto che l'amministrazione comunale dell'epoca pensa di provvedere alla denominazione delle strade ed alla numerazione dei numeri civici con caratteristiche targhe in ceramica prodotte presso la locale fabbrica di ceramiche di Squarciarelli.[133] Negli anni Trenta del Novecento viene costruito l'attuale municipio.[133] Nel 1932 viene aperta una nuova arteria di collegamento tra Squarciarelli e corso del Popolo, l'attuale viale I maggio (all'epoca "viale del Littorio").[133]

Grottaferrata non è stata sconvolta più di tanto dai bombardamento anglo-americani della seconda guerra mondiale, e nel secondo dopoguerra l'abitato ha continuato a crescere lungo la direttrice di viale San Nilo e soprattutto lungo tutto il tracciato la strada statale 216 via Maremmana Inferiore, sia in direzione di Frascati che in direzione di Marino: le località di Colonnelle e San Giuseppe, adiacenti al territorio marinese, formano ormai un'unica realtà con le ultime case del centro storico di Marino. Un altro fenomeno abbastanza recente riguarda l'espansione edilizia verso Rocca di Papa, iniziata in maniera massiccia tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Le uniche aree del territorio criptense relativamente salvaguardate dall'espansione edilizia sono il Tuscolo e la località di Molara, rimaste per molti versi selvagge come nei secoli andati.

[modifica] Frazioni

[modifica] Altre località del territorio

[modifica] Economia

[modifica] Agricoltura

La campagna criptense: dietro l'altura c'è Campovecchio.

Il territorio di Grottaferrata, come del resto l'intera area dei Colli Albani, è storicamente votato all'agricoltura, specialmente alla viticoltura ed, in misura minore, all'olivicoltura. Il comune è situato a cavallo tra le zone di produzione del Marino e del Frascati, entrambi storici vini bianchi a denominazione di origine controllata: in particolare, Grottaferrata fa parte della zona di produzione del Frascati, come disposto dal relativo disciplinare di produzione.[135]

Il comune è anche incluso nell'area di produzione del Castelli Romani bianco e Castelli Romani rosso, un altro vino a denominazione controllata. Dal 1883[136] fino almeno agli anni Cinquanta presso le grandi cantine di Palazzo Santovetti fu operativa la rinomata cantina sociale "Santovetti", che produceva una grande varietà di vini laziali. Nel corso del Novecento, la viticoltura ha ceduto progressivamente il passo ad altre attività del settore secondario e terziario, tanto che solo tra il 1990 ed il 2000 le aziende vitivinicole nel territorio comunale criptense sono diminuite del 20%, in linea con i dati della maggior parte dei comuni vicini.

Nel 1978 un sacerdote cattolico, don Franco Monterubbianesi, affiancato dalle Suore Francescane Missionarie di Maria, fondò presso la casa "Santa Rosa" un'azienda agricola gestita da disabili: nacque così "Capodarco",[98] che dal 2000 è diventata un'importante centro di produzione di agricoltura biologica.

Un altro settore importante nel passato era l'allevamento, concentrato soprattutto nella Valle Latina, ai piedi del Tuscolo.

[modifica] Artigianato

La più importante produzione artigianale del territorio è stata la ceramica, prodotta presso lo stabiliminto dei fratelli Tidei in località Squarciarelli, aperto nel 1921.[50][51] Il prestigio di questo ceramificio diventò tale che nel 1928 il Comune di Grottaferrata, considerato che la produzione di ceramiche era ormai caratteristica del paese, commissionò ai Tidei la realizzazione delle targhe stradali e dei numeri civici in ceramica per tutto il centro abitato:[133][51] negli anni Trenta, al ceramificio di Squarciarelli lavorarono artisti del calibro di Piero Hamed Venanzi ed Emidio Vangelli,[51] ed i ragazzi dell'sstituto statale d'arte "Paolo Mercuri" della vicina Marino venivano mandati a Squarciarelli a formarsi.[51] Tuttavia, la concorrenza della produzione industriale di ceramiche relegò le ceramiche criptensi a pezzi unici da collezione, e tra il 1937 ed i primi anni Quaranta i numerosi soci del ceramificio si ritirarono determinando la chiusura dello stabilimento.[51]

[modifica] Industria

Fin dal Medioevo il profondo vallone boscoso della marana dell'Acqua Marciana è sede di mulini e ferriere, a causa della ricchezza di acque sorgive che vi pervengono: proprio dall'edificio di una ferriera in abbandono agli inizi del Seicento vennero fondate le cartiere, per iniziativa di un privato cittadino, tale Andrea Brugiotti, su un terreno concesso in enfiteusi dall'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata.[137] Alla morte di Brugiotti, nel 1648, la cartiera venne donata ai padri Oratoriani[137] che per tutta la seconda metà del secolo furono in controversia giudiziaria con l'abate commendatario dell'abbazia di Santa Maria in merito alla proprietà della cartiera stessa, che infine nel Settecento tornò tra le proprietà dei monaci basiliani criptensi, che la concessero in uso alla famiglia Spada. Salvo le brevi parentesi delle occupazioni francesi (1798-1799 e 1807-1814), gli Spada mantennero la proprietà vendendola nel 1848 al marchese Fabio Cavalletti:[137] questi vendette a cartiera a Luigi Passamonti nel 1867: sotto la gestione dei Passamonti le cartiere furono costituite in società anonima,[45] si verifica un incendio doloso appiccato da un operaio licenziato[45] e la produzione venne modernizzata dal direttore Paolo Francesco Rayner tanto che nel 1868 lo stabilimento iniziò a produrre la carta moneta per lo Stato Pontificio.[45] Le cartiere di Grottaferrata furono definitivamente chiuse solo nel 1893, con il trasferimento di tutte le attrezzature presso lo stabilimento di Subiaco.[137]
L'11 agosto 1901 a Grottaferrata venne inaugurata una piccola centrale idroelettrica alimentata dalle acque della marana dell'Acqua Marciana, costruita allo scopo di fornire al paese l'illuminazione elettrica pubblica e privata.[138] Dal 1908 anche le acque di Squarciarelli iniziarono ad alimentare delle turbine che alimentavano la rete tranviaria delle tranvie dei Castelli Romani.[138]

[modifica] Servizi

Per approfondire, vedi la voce Fiera di Grottaferrata.

[modifica] Turismo

In passato l'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata attirava un gran numero di pellegrini: emblematico quanto singolare è il caso di Faustina Terenzi, giovane ragazza proveniente da Nettuno che nel 1619 morì improvvisamente appena arrivata a Grottaferrata.[139] Oggi, più che pellegrini l'abbazia continua ad attirare semplici turisti, incuriositi dalla ricchezza monumentale e culturale che il luogo sacro racchiude: di tanto in tanto vengono organizzate mostre, spettacoli ed altri eventi culturali (come gli eventi legati al millenario nel 2004) che attraggono visitatori da Roma e dagli altri centri castellani.
Grottaferrata attira anche un turismo locale legato alla "gita fuori porta", usanza che prende piede alla fine dell'Ottocento e raggiunge l'apice prima e dopo la seconda guerra mondiale: Renato Rascel nel 1958 canterà ancora i pranzi a Squarciarelli nella celebre canzone "Arrivederci Roma".

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Sanità

Grottaferrata è inclusa nel perimetro del distretto H1 della ASL RMH. Gli ospedali più vicini solo il "San Sebastiano" di Frascati ed il "San Giuseppe" di Marino, oltre ai nosocomi romani più prossimi. In paese è presente un poliambulatorio, che ospita un reparto di medicina di base, un reparto di medicina legale, un consultorio familiare, un centro unico prenotazioni, un ufficio esenzione ticket, un ufficio libretto sanitario.[140]

Inoltre, a Grottaferrata hanno sede due strutture sanitarie private convenzionate, l'Istituto Neurotraumatologico Italiano ed il villaggio "Eugenio Litta".[141]
L'Istituto Neurotraumatologico Italiano[142] è un'istituzione attiva in tutta Italia dal 1947, presente dal 1971 a Grottaferrata[143] presso la villa del Pontificio Collegio Scozzese "Sant'Andrea" in località Sant'Anna, che si occupa della diagnosi e cura di svariate patologie, e soprattutto di patologie neurologiche.
Il villaggio "Eugenio Litta"[144] è stato fondato nel 1948 ed è retto dai padri Camilliani, che si occupano di gestire i disabili affetti da minorazione fisiche, mentali e sensoriali.

[modifica] Strade

« Dalla 7 poi annà dritto pè... Grottaferrata... »

Strade regionali

Allo stato attuale, il territorio comunale di Grottaferrata non è attraversato da strade regionali, cioè di competenza della Regione Lazio. Tuttavia, è in cantiere un progetto regionale[145] per mettere in atto un'idea già accarezzata negli anni Sessanta dagli amministratori della vicina Marino,[146] ovvero un collegamento rapido tra Roma ed il nodo stradale di Squarciarelli, in comune di Grottaferrata, che garantisca allo stesso tempo fluidità al traffico attualmente intasato della zona. I comuni interessati dalla nuova arteria a gestione regionale, oltre a Grottaferrata, sarebbero appunto Marino e Rocca di Papa, ma i benefici si risentirebbero in tutta l'area tuscolana, per un costo complessivo dell'opera valutato in circa 23 milioni di euro.[147] Numerose sono le proteste dei residenti e dei proprietari dei terreni coinvolti dagli espropri.[148]

Strade provinciali

Il territorio comunale di Grottaferrata è attraversato da diverse strade provinciali, tra cui vanno menzionate le tre ex-strade statali la cui gestione è stata devoluta dall'ANAS alla Provincia di Roma nel 2001, ovvero la strada statale 511 via Anagnina, la strada statale 216 via Maremmana III (con il percorso alternativo tra Squarciarelli e Frascati della strada statale 218 via Rocca di Papa) e la strada statale 217 via dei Laghi.

Altre importanti strade provinciali del territorio sono la strada provinciale 77/b via Pedemontana dei Castelli, antichissimo percorso pedemontano rispetto ai Colli Albani che collega trasversalmente la via Tuscolana, la via Anagnina e la via Appia; la strada provinciale 62/a via Castel de' Paolis; la strada provinciale 37/a via di Campovecchio, percorso alternativo di collegamento tra Marino e Grottaferrata realizzato attorno al 1923[130] su iniziativa di un corsorzio di proprietari locali fondato nel 1921;[130] la strada provinciale 87/b viale San Nilo e la strada provinciale 73/b del Tuscolo, principale arteria di collegamento con la cima del Tuscolo.

[modifica] Ferrovie e metropolitane

La funicolare Squarciarelli-Valle Vergine-Rocca di Papa negli anni Trenta.

Linee ferroviarie regionali extra-urbane

Il territorio comunale criptense allo stato attuale non è servito da alcuna stazione ferroviaria, pur essendo attraversato dalla ferrovia Roma-Frascati, costruita nel 1856 come prima linea ferroviaria dello Stato Pontificio. Tuttavia nel quadro dell'ultimo piano regolatore generale è stata prevista la realizzazione di almeno una nuova stazione presso Villa Senni.

Linee tranviarie extra-urbane

Per approfondire, vedi la voce Tranvie dei Castelli Romani.

Nel 1899 a Roma viene fondata la Società delle Tramvie e Ferrovie Elettriche di Roma (STFER)[138], che nel 1901 si aggiudicò l'appalto per la costruzione della linea tranviaria Roma-Grottaferrata e Frascati-Grottaferrata-Marino-Albano Laziale-Genzano di Roma: i lavori incominciarono subito, e il 19 febbraio 1906 venne inaugurata la linea Roma-Grottaferrata-Frascati, seguita dalla Grottaferrata-Marino-Albano-Genzano (7 aprile 1906[138]) e dalla funicolare Grottaferrata-Squarciarelli-Rocca di Papa (ottobre 1906). Tuttavia, nonostante i benefici portati ai Castelli Romani dalle linee tranviarie (che tra il 1912 ed il 1913 collegheranno Roma a Velletri e nel 1916 arriveranno a Lanuvio raggiungendo la massima espansione delle tramvie dei Castelli Romani), non tutti furono contenti di questa ventata di modernità, tanto che nel 1908 esplose una bomba sui binari tra Grottaferrata e Marino, ferendo il conducente di una vettura.[149]
Grottaferrata fu il punto nevralgico delle tramvie dei Castelli Romani, poichè per la località Bivio passavano le linee per tutte le direzioni raggiungibili. Proprio a Grottaferrata vennero costruiti un grande deposito STEFER in località San Giuseppe (oggi diventato deposito COTRAL) e le turbine presso Valle Marciana che servivano la centrale elettrica che alimentava l'intera rete.[138]
Le tramvie dei Castelli Romani furono abbandonate dopo la seconda guerra mondiale, tra il 1954 ed il 1963, e sostituite dal trasporto pubblico su gomma della COTRAL.

Metropolitane leggere

La costruzione di una metropolitana, anche leggera, nell'area dei Castelli Romani è un progetto su cui molte proposte sono state fatte e sul quale si discute molto[150]: si era anche ipotizzato un tracciato che congiungesse Genzano di Roma a Tor Vergata, via Ariccia, Albano Laziale, Marino, Grottaferrata e Frascati.[151] Sarebbero già iniziati alcuni sondaggi archeologici sul tratto tra Tor Vergata e Frascati.

[modifica] Aeroporti

Nel novembre 1941 si installò a Frascati l'"Oberbefehlshaber Süd", l'alto comando della Wehrmacht per le operazioni militari in Italia ed in Africa Settentrionale, comandato dal feldmaresciallo Albert Kesselring.[152] D'accordo con le autorità italiane, i tedeschi decisero di realizzare un piccolo aeroporto militare lungo la via Anagnina presso la località di Molara, nel cuore della Valle Latina. L'aeroporto di Molara ospitò alcuni aerei da collegamento come il Fieseler Fi 156 "Storch"[152] e venne difeso in aria da alcuni aerei della Regia Aeronautica come il Macchi M.C.202 "Folgore"[152] ed alcuni Fiat G.55 "Centauro" armati pesantemente.[152] La difesa a terra fu assicurata da mitragliere da 20 e 37 mm.[152] e da alcune batterie FlaK 88/56 posizionate sul Tuscolo.[152] L'aeroporto venne chiuso dopo lo sbarco anglo-americano ad Anzio, quando l'alto comando tedesco si trasferì sul Monte Soratte:[152] tuttavia, il 30 gennaio 1944 la pista venne colpita e resa inutilizzabile da un bombardamento anglo-americano.[152]

Attualmente, l'aeroporto civile più prossimo a Grottaferrata è l'aeroporto di Roma-Ciampino "Giovan Battista Pastine", situato a cavallo tra i comuni di Roma e Ciampino: è servito da voli di compagnie aeree "low cost" come EasyJet, Ryanair e Wizz Air.

[modifica] Impianti a fune

Il 10 ottobre 1906 entrò in servizio la funicolare ad acqua della STFER che dal bivio di Squarciarelli arrivava fino a Valle Oscura, ai piedi di Monte Cavo, e quindi saliva fino a viale Silvio Spaventa a Rocca di Papa: l'opera, celebratissima, contribuì allo sviluppo di Rocca di Papa come luogo di villeggiatura montana. Nel luglio 1932 la funicolare venne elettrificata, ed i capolinea vennero spostati rispettivamente a Valle Vergine e a piazza Margherita, l'attuale piazza della Repubblica. Nel dicembre 1963, con la chiusura della maggior parte delle tranvie dei Castelli Romani, ben presto anche la tratta Squarciarelli-Valle Vergine rimase isolata e fu dismessa e di conseguenza la funicolare abbandonata definitivamente. Attualmente, alcuni privati avrebbero intenzione di ripristinare la funicolare di Rocca di Papa.[153]

[modifica] Mobilità urbana

Per approfondire, vedi la voce COTRAL.

Il territorio criptense è servito principalmente dall'azienda di trasporto regionale extra-urbano COTRAL,[154] con corse di collegamento frequenti per Roma, Rocca di Papa e per le località situate lungo la strada statale 216 Maremmana III Inferiore (la cosiddetta "intercastellare": Frascati, Marino, Castel Gandolfo, Albano Laziale, Ariccia, Genzano di Roma e Velletri). Corse meno frequenti sono dirette ad Artena, Colleferro, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Pomezia, Torvajanica, Rocca Priora e Segni.[155]

Il trasporto pubblico su gomma è anche garantito dalla Schiaffini Travel[156] attraverso tre linee intercomunali:

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Mauro Ghelfi (lista civica (centro-destra)) dal 19 aprile 2005 (1º mandato)
Centralino del comune: 06/9454011
Posta elettronica: info@comune.grottaferrata.roma.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
aprile 2000 giugno 2004 Angelo Viticchié centro-sinistra Sindaco
giugno 2004 aprile 2005 dott. Claudio Colomba Commissario prefettizio
aprile 2005 in carica Mauro Ghelfi lista civica (centro-destra) Sindaco

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Altre informazioni amministrative

Di seguito viene illustrata la composizione del consiglio comunale attualmente in carica dopo le elezioni amministrative comunali dell'aprile 2005: dalla votazione è uscito vincente al ballottagio il candidato appoggiato da liste civiche locali e dal centro-destra Mario Ghelfi con il 55.1% dei voti a fronte del 44.9% della candidata del centro-sinistra Maria Giuseppina Elmo.[162] Nelle precedenti elezioni amministrative comunali dell'aprile 2000 era riuscito vincente il candidato del centro-sinistra Angelo Viticchié con il 55.8% dei voti.[162]

Risultati delle elezioni amministrative comunali 2° turno 3-4 aprile 2005[162]
Partito Voti (in percentuale) Seggi in consiglio comunale
Lista civica (centro-destra) 16.8 % 9
Lista civica (centro-destra) 6.7 % 3
Totale centro-destra 23.5 % 12
Democratici di Sinistra 14.9 % 2
La Margherita 11.0 % 2
Rifondazione Comunista 4.8 % 0
Lista civica (centro-sinistra) 3.3 % 0
Partito Repubblicano Italiano 0.7 % 0
Totale 58.2 % 16

Il territorio comunale è suddiviso in 14 sezioni elettorali.[162]

L'affluenza alle urne alle elezioni europee del 2009 è stata del 63.59%, inferiore alla media nazionale.[163]

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

Dal 1922 la principale squadra calcistica di Grottaferrata è la Vivace Grottaferrata[164], che sta disputando con la prima squadra il campionato 2008/2009 in Prima Categoria.[165] La Vivace ha anche un buon settore giovanile alimentato dalla scuola calcio.
Altre squadre locali sono l'Atletico Grottaferrata, militante in Terza Categoria, ed il Real Grottaferrata, attivo soprattutto nel settore giovanile.
Tutte le squadre criptensi giocano le loro gare interne al recentemente rinnovato Stadio Comunale di via degli Ulivi, situato proprio accanto alle mura dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata.

[modifica] Pallavolo

Nel 1976 è stato fondato il Volley Club Grottaferrata[100], principale squadra di pallavolo del territorio comunale. Nel campionato corrente 2008/2009 la squadra maschile milita in Serie C e la squadra femminile in Serie D: il massimo successo raggiunto dal club fu la partecipazione al campionato di Lega Nazionale Pallavolo Serie B nel 1985/1986.[166]
Il Grottaferrata disputa le sue gare interne presso la palestra del liceo scientifico statale Bruno Touschek.

[modifica] Pallacanestro

La principale squadra di pallacanestro di Grottaferrata e la Basket San Nilo Grottaferrata[99], che disputa le sue gare interne presso la palestra del liceo scientifico statale Bruno Touschek.

[modifica] Impianti sportivi

  • Stadio Comunale "degli Ulivi", Via degli Ulivi, 1;[167]
  • Campo Comunale via Vecchia di Velletri, Via Vecchia di Velletri, 1;[167]
  • Palestra Polivalente Comunale, Via Giovanni Quattrucci, 1;[168]
  • Palestra del liceo scientifico statale Bruno Touschek, Viale John Fitzgerald Kennedy 1;

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dizionario di ortografia e pronunzia - Grottaferrata URL consultato il 27-02-2009
  2. ^ Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, vol. I p. 132.
  3. ^ a b Antonio Nibby, op. cit., vol. I p. 140.
  4. ^ Dati ISTAT (01-01-2008) URL consultato il 27-02-2009
  5. ^ Parco Regionale dei Castelli Romani, L'ambiente naturale del Parco Regionale dei Castelli Romani, pp. 3-8.
  6. ^ a b c d e f g h i Carta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967.
  7. ^ Comuni-italiani.it - Grottaferrata URL consultato il 27-02-2009
  8. ^ Riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio (2003) URL consultato il 27-02-2009
  9. ^ Anche secondo le categorie sisimiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e la successiva ordinanza P.C.M. n° 3274 20 marzo 2003 Grottaferrata era in zona sismica 2. Sono nella stessa zone sismica tutti i comuni dell'area dei Colli Albani.
  10. ^ Parco Regionale dei Castelli Romani, L'ambiente naturale del Parco Regionale dei Castelli Romani, pp. 3-8.
  11. ^ Tamara Gizzi, Breve inquadramento del palelitico e del mesolitico, con particolare riferimento all'area laziale, in Pino Chiarucci (a cura di), Il Lazio antico, p. 19.
  12. ^ a b c d Pino Chiarucci, La civiltà laziale e gli insediamenti albani in particolare, in Pino Chiarucci (a cura di), Il Lazio antico, p. 35.
  13. ^ Lorenzo Quilici, La civiltà del Lazio primitivo, in Pino Chiarucci (a cura di), Il Lazio antico, p. 41.
  14. ^ a b c Luigi Devoti, op. cit., p. 76
  15. ^ a b c d Gaetano Moroni, op. cit., vol. XXXIII pp. 44-45
  16. ^ Giuseppe Tomassetti, [[#CITEREFGiuseppe Tomassetti|op. cit.]], vol. IV p. 175.
  17. ^ a b Raimondo Del Nero, op. cit., pp. 5-7.
  18. ^ Raimondo Del Nero, op. cit., p. 11.
  19. ^ a b c Raimondo Del Nero, op. cit., p. 15.
  20. ^ a b Raimondo Del Nero, op. cit., pp. 27-29.
  21. ^ a b c d e Luigi Devoti, op. cit., pp. 71-72
  22. ^ a b c d e f Gaetano Moroni, op. cit., pp. 50-51.
  23. ^ a b Luigi Devoti, op. cit., pp. 83-84
  24. ^ a b Luigi Devoti, op. cit., p. 93.
  25. ^ Gaetano Moroni, op. cit., pp. 54-55.
  26. ^ a b Luigi Devoti, op. cit., pp. 94-95
  27. ^ a b c d Luigi Devoti, op. cit., p. 96.
  28. ^ a b c d Luigi Devoti, op. cit., p. 97
  29. ^ a b c Luigi Devoti, op. cit., pp. 99-107
  30. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 100.
  31. ^ a b c Luigi Devoti, op. cit., pp. 113-116.
  32. ^ a b c d e f Luigi Devoti, op. cit., p. 116
  33. ^ a b Luigi Devoti, op. cit., p. 126
  34. ^ a b c d e Luigi Devoti, op. cit., p. 140
  35. ^ a b c d e Luigi Devoti, op. cit., pp. 142-145
  36. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 133.
  37. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 129.
  38. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 144
  39. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 143
  40. ^ Luigi Devoti, op. cit., pp. 145-147
  41. ^ a b Luigi Devoti, op. cit., pp. 147-148
  42. ^ a b Luigi Devoti, op. cit., p. 149
  43. ^ a b c Luigi Devoti, op. cit., p. 157
  44. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 151
  45. ^ a b c d Luigi Devoti, op. cit., pp. 155-156.
  46. ^ a b c Luigi Devoti, op. cit., p. 158
  47. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 284
  48. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 308
  49. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 312
  50. ^ a b c d Luigi Devoti, op. cit., p. 293.
  51. ^ a b c d e f g Luca Ceccarelli, La manifattura di Squarciarelli, in Controluce, anno XII n° 10 (ottobre 2003) URL consultato il 31-03-2009
  52. ^ Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), p. 6.
  53. ^ Aberdeen US Army Ordnance Museum URL consultato il 07-04-2009
  54. ^ Raimondo Del Nero, op. cit., p. 88.
  55. ^ Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), p. 36.
  56. ^ Eddyburg.it - Paolo Berdini, Patti territoriali scellerati (02-04-2005) URL consultato il 07-04-2009
  57. ^ Comune di Grottaferrata - Variante generale P.R.G. - Stralcio (delibera C.C. n° 6/2008) URL consultato il 07-04-2009
  58. ^ Massimo Medici, San Nilo: Millenario 1004-2004 (prima parte), in Controluce, anno XIII n° 6 (marzo 2004) URL consultato il 07-04-2009
  59. ^ Massimo Medici, San Nilo: Millenario 1004-2004 (quarta parte), in Controluce, anno XIII n° 6 (giugno 2004) URL consultato il 07-04-2009
  60. ^ Massimo Medici, San Nilo: Millenario 1004-2004 (sesta parte), in Controluce, anno XIII n° 6 (settembre 2004) URL consultato il 07-04-2009
  61. ^ Massimo Medici, San Nilo: Millenario 1004-2004 (settima parte), in Controluce, anno XIII n° 6 (dicembre 2004) URL consultato il 07-04-2009
  62. ^ Città del Vaticano - Cartolina postale speciale per il millenario dell'abbazia di Grottaferrata URL consultato il 07-04-2009
  63. ^ Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata - Arte e Cultura->Filatelia URL consultato il 07-04-2009
  64. ^ Luigi Devoti, op. cit., pp. 94-96.
  65. ^ Luigi Devoti, op. cit., p. 75.
  66. ^ a b Comune di Grottaferrata - Statuto comunale, tit. I, art. 2 comma 1 URL consultato il 07-04-2009
  67. ^ Avendo comprato molte azioni del governo napoleonico, nel 1815, alla caduta di Napoleone Bonaparte, Onelli si suiciderà alla notizia che le azioni ovviamente avevano perso valore. Ecco uno dei "piccoli" drammi legati alla caduta del Grande Generale.
  68. ^ a b Luigi Devoti, op. cit., p. 288
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[modifica] Bibliografia

Per approfondire, vedi la voce Bibliografia sui Castelli Romani.
  • Luigi Devoti, Cryptaferrata - Grottaferrata , Ia ed. Velletri, Edizioni tra 8 & 9, 1999 . pp. 331
  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica , Ia ed. Venezia, Tipografia Emiliani, 1840 .
  • Antonio Nibby, vol. I in Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma , IIa ed. Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1848 . pp. 546

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