Valmontone

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« [...] Valmontone, la tonda cittaduzza che sorge cinta di mura sulla montagna [...][1] »
(Charles Dickens - Pictures from Italy, 1846)
Valmontone
comune
Valmontone – Stemma Valmontone – Bandiera
Palazzo Doria e la Collegiata visti da Colle Sant'Angelo
Palazzo Doria e la Collegiata visti da Colle Sant'Angelo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Alberto Latini (PD) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°47′00″N 12°55′00″E / 41.783333°N 12.916667°E41.783333; 12.916667 (Valmontone)Coordinate: 41°47′00″N 12°55′00″E / 41.783333°N 12.916667°E41.783333; 12.916667 (Valmontone)
Altitudine 303 m s.l.m.
Superficie 40,87 km²
Abitanti 15 469[2] (31-12-2010)
Densità 378,49 ab./km²
Frazioni Colle San Giudico, Colle Vallerano, Cruci, Valle Pera
Comuni confinanti Artena, Cave, Colleferro, Genazzano, Labico, Palestrina
Altre informazioni
Cod. postale 00038
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058110
Cod. catastale L639
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti valmontonesi
Patrono san Luigi Gonzaga
Giorno festivo 21 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valmontone
Posizione del comune di Valmontone nella provincia di Roma
Posizione del comune di Valmontone nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Valmontone è un comune italiano di 15.740[3] abitanti della provincia di Roma, situato su un rialzo tufaceo, lungo la via Casilina a circa 35 km dalla capitale.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Valmontone sotto la forte nevicata del 03-02-2012

Valmontone ha un'altitudine di circa 303 m s.l.m. ed è parte di un sistema orografico formato da piccole valli, e modesti rilievi. Il territorio rientra nel bacino idrografico dell'Alta Valle del Sacco, e difatti il piccolo fiume si incontra al confine tra i comuni di Valmontone e Colleferro, attraversato da un ponte. Il sottosuolo è inoltre ricchissimo di acque e falde freatiche, ragion per cui a Valmontone è stata aperta la sede del C.E.R. I. (il centro di ricerca, previsione, prevenzione e controllo dei rischi idrogeologici)[4].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la modesta altitudine renda il territorio considerabile "bassa collina" ("collina interna"[5]), Valmontone gode di un clima di tipo mediterraneo, benché in inverno non siano rari fenomeni di gelate o neve.

Sismicità[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Il territorio che circonda Valmontone è stato abitato fin da tempi antichi: tuttavia le prove archeologiche non permettono ancora oggi di stabilire se fosse esistito o meno un vero e proprio insediamento urbano[6]. Una ipotesi fu portata avanti nel XVIII secolo dall'antiquario Francesco de' Ficoroni, che identificò alcuni resti nelle campagne di Lugnano come antiche vestigia di “Labicum”, colonia albana, la cui reale posizione geografica non è ancora chiara, benché la localizzazione più probabile sarebbe tra gli attuali comuni di Monte Compatri e Colonna[7]. Lugnano cambiò nome in Labico nel 1880, mentre Valmontone sostituì lo stemma allora in uso con quello attuale che rappresenta un guerriero labicano[8]. Un'altra ipotesi più recente e fattibile è l'identificazione con l'antica “Tolerium” (o “Toleria”), città laziale distrutta dai Volsci nel V secolo a.C.[9].

Sarcofago marmoreo del III secolo d.C. rinvenuto nel 1936 in contrada Colle Vallerano

In territorio valmontonese è archeologicamente provato che vi transitasse la via Labicana (alcuni resti sono visibili a Colle San Giovanni) ed è certa la presenza di strutture di epoca romana, dal momento che sono stati rinvenuti numerosi reperti: si va dalle epigrafi latine rinvenute nel 1789 ad alcuni sarcofaghi di epoca imperiale. Inoltre, nel 1996-1998, durante i lavori per il TAV sono riemersi i resti di varie strutture, le più importanti sono le “carbonaie” di Colle Carbone, il sito produttivo di Colle dei Lepri, la “statio” di Colle Pelliccione, comprensiva di un piccolo complesso termale, collegata alla vicina Via Labicana[6].

Medioevo ed epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

La storia della Valmontone odierna inizia comunque nel Medioevo. Risale al 1052 la prima menzione finora rinvenuta dell'esistenza di un castrum, una cittadella fortificata, definito come Castrum Lateranensis, in quanto patrimonio della Chiesa[10]: tuttavia, già nel VIII secolo dei Benedettini avevano fondato il convento di San Zosimo sull'attuale Colle Sant'Angelo[11]. Inoltre a Colle Sant'Ilario sorgono i resti di un complesso religioso formato dalle catacombe paleocristiane utilizzate fino al IV secolo d.C., dal cimitero in uso fino al VII secolo d.C. e la basilica edificata intorno all'VIII secolo d.C. su parte del cimitero[6].

Il nome Vallis Montonis appare per la prima volta in un documento del 1139, con il significato di "valle sovrastata da un monte" oppure "valle sovrastata dal Montone"[12], cioè la piccola altura su cui sorge il centro storico, affacciata ad occidente sulla valle del Casaleno (Prato della Madonna). Nel 1208 Innocenzo III della famiglia dei Conti[13] acquistò la terra di Valmontone e l'affidò in gestione al fratello Riccardo conte di Sora. In questo fiorente periodo Valmontone fu meta ricercata da importanti personaggi come re Carlo VIII di Francia, Urbano VI ed altri pontefici. Successivamente (prima metà del Cinquecento) alleanze sbagliate portarono Valmontone in disgrazia, finché, nel febbraio del 1528 il paese fu saccheggiato dai lanzichenecchi di Carlo V: in uno di questi assalti, Valmontone fu messa a ferro e fuoco, e gli archivi bruciarono, provocando il "buio" riguardante la storia antica del paese.

Nel 1575 il feudo passò agli Sforza e nel 1634 iniziò, previa compravendita delle terre, la breve parentesi di Taddeo Barberini: egli cominciò la demolizione del vecchio castello fortificato, con l'intenzione di costruire un nuovo palazzo, di gusto più moderno. Tuttavia realizzerà solo un'esigua parte dell'edificio[14].

Dal 1651 Valmontone è compresa nelle proprietà del principe Camillo Pamphilj. Il principe voleva realizzare una sorta di utopica città ideale, la Città Pamphilia, e promosse la costruzione di svariate opere architettoniche per elevare Valmontone da semplice feudo al rango di città. Lo zio paterno, il papa Innocenzo X, visitò la cittadina nel 1662, e soggiornò nel Palazzo Doria. Nel XVIII secolo, i Pamphilj rischiavano di estinguersi, così, con un matrimonio ad hoc, la famiglia si fuse con i Doria-Landi, diventando Doria-Landi-Pamphilj. Nel 1843 Valmontone ricevette la visita di papa Gregorio XVI.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale Valmontone subì ingenti danni. Nel 1944, gli Alleati, sbarcati ad Anzio, pianificarono l'Operazione Shingle con l'obiettivo di riprendere il controllo su Roma. Valmontone, trovandosi sulla strada per la capitale, era un obiettivo sensibile, in quanto situato sulla Via Casilina e sulla Ferrovia Roma-Cassino-Napoli. Quindi, nel maggio-giugno 1944, gli Alleati attaccarono ripetutamente la città con bombardamenti aerei a tappeto, ipotizzando la presenza di soldati tedeschi asserragliati al suo interno. Valmontone fu colpita pesantemente: l'80% dei suoi edifici fu raso al suolo, i restanti ne uscirono comunque notevolmente danneggiati e pericolanti. Per i danni subiti e per il valore dimostrato alla fine della seconda guerra mondiale la città fu insignita della "Medaglia d'argento al Valor Militare".

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la ricostruzione successiva, la città ha perso il suo aspetto medievale-barocco, se non in alcuni preziosi scorci del centro storico, miracolosamente scampati alla guerra e al dopoguerra.

Valmontone, Collegiata.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • "La Collegiata": la Chiesa di Santa Maria dell'Assunta fu costruita sull'omonimo tempio gotico del XII secolo, per volere di Gianbattista Aldobrandini Pamphilj, nell'ambito del rinnovamento del paese voluto dal padre Camillo Pamphilj, morto nel 1666 (i lavori cominciarono intorno al 1683). I resti della precedente struttura, ormai troppo piccola per il paese in fase di crescita, sono stati rinvenuti nei sotterranei di Palazzo Doria, mentre tratti di vecchi muri sono incastonati nelle pareti del cortile retrostante la chiesa attuale. Fu progettata dall'architetto Mattia de Rossi, fidato allievo del Bernini, con cui si occupò della costruzione di Chiesa di Santa Maria in Montesanto, a Roma: De Rossi si rifece proprio a questa chiesa per il disegno della pianta del nuovo edificio, mentre per l'esterno e la facciata, si ispirò a Sant'Agnese in Agone a Piazza Navona, realizzata da Borromini[15]. Quindi si tratta di una chiesa a pianta ellittica, con quattro cappelle simmetriche rispetto all'asse centrale che dà sull'altare. Internamente alla chiesa si possono vedere alcuni elementi risalenti alla precedente struttura gotica, come il vecchio fonte battesimale all'ingresso di destra, e una striscia di mosaico su uno scalino. Esternamente la chiesa si presenta con un pronao concavo decorato da quattro colonne a capitello ionico, compreso tra i due campanili gemelli. L'elegante cupola non è circolare, ma ellittica, per seguire la pianta dell'edificio.

Opere conservate nella chiesa:

  • "Sant'Antonio": anche questa piccola chiesa non scampò ai bombardamenti dell'ultimo conflitto, tuttavia è praticamente l'unico edificio di epoca medievale a non essere andato completamente perduto. La sua vera denominazione è Santa Maria delle Grazie e fu eretta nel XI secolo in stile romanico: per la costruzione sono stati usati blocchi di tufo, la facciata arricchita da due piccole finestre cieche, una delle quali decorata da un piccolo archetto. L'interno è decorato con stucchi barocchi, una Madonna con il Figlio, e un Sant'Antonio Abate, entrambi anonimi.
  • "Colle Sant'Angelo": su questa collina si trovano il cimitero di Valmontone e il Convento Sant'Angelo, costruiti, sembrerebbe, secondo alcune fonti storiche, sul sito di un antico tempio pagano, forse dedicato a Mercurio.[19]. Eretto nel VIII secolo da monaci dell'Ordine Benedettino, con la chiesa dedicata a San Zosimo, fu poi convertito in convento francescano nella prima metà del XIII secolo e la chiesa fu intitolata a San Michele Arcangelo, che poi diede il nome attuale al colle[11]: il complesso resistette fino alla guerra, quando fu praticamente polverizzato: venne ricostruito subito, in quanto simbolo molto importante nella vita dei valmontonesi. Tuttavia si possono ancora vedere alcuni preziosi resti del vecchio monastero nel chiostro, dove è visibile una serie di lunette con scene della vita di San Francesco, parte originali del 1607-08, e nel refettorio: inoltre due campane, una del 1523, l'altra del 1744, sono in mostra nel chiostro. Nonostante i continui rimaneggiamenti nel corso dei secoli, la distruzione bellica e la ricostruzione parziale, il convento è l'edificio più antico di Valmontone che sia giunto ai giorni nostri.
  • "Santuario della Madonna del Gonfalone": fu costruito nel 1508 al di fuori della cerchia muraria con il titolo di Sancta Maria Nova extra Muros, in località Prato della Madonna. Nel 1738 il santuario fu restaurato e ristrutturato dall'architetto Gabriele Valvassori, che ne ridisegnò la vecchia pianta, lasciando dell'originale chiesa il portale d'ingresso e la zona absidale. L'edificio fu gravemente danneggiato durante i bombardamenti del 1944, ma fu restaurato negli anni Cinquanta: è quindi possibile ammirare ancora l'elegante portale timpanato in stile rinascimentale, recante incisa la data MDVIII, che introduce nella chiesa. Internamente sono degni di nota la zona absidale con l'altare maggiore e un affresco su tufo con una Vergine che allatta Gesù, collocabile approssimativamente tra la seconda metà del secolo XIV e la prima metà del XV.[20]
  • "Santo Stefano": la piccola chiesa, dalle linee semplici, si ritiene fosse stata costruita nel 1624 in seguito alla distruzione, nel 1557, di un'ancora più antica chiesa sita nei pressi di Porta Romana. Ampliata dal principe Pamphilj nel 1733, fu in seguito restaurata altre volte, fino al 1914 ad opera di Monsignor Oreste Giorgi: ovviamente ci sono stati i restauri post-bellici. La chiesa presenta tre altari, quello maggiore dedicato a Santo Stefano, quello a destra alla Madonna di Loreto e quello a sinistra a Sant'Anatolia[8]; attualmente Santo Stefano è una chiesa di rito ortodosso ad uso delle comunità romene di Valmontone e dei paesi confinanti.
  • "San Giovanni in Silva": si tratta di una piccola chiesa di campagna sita a Colle San Giovanni e costruita nel XI secolo, ma restaurata più volte; sono ancora visibili degli affreschi del XVI secolo, le due colonne dell'VIII secolo, che sorreggono il baldacchino sopra l'altare, e un'acquasantiera di epoca incerta. Resti di affreschi del Seicento, asportati per ragioni di conservazione, sono visibili nella Stanza dell'Aria di Palazzo Doria. La chiesa è tuttora utilizzata per la messa domenicale a servizio del quartiere.
  • "Sant'Ilario": il complesso è formato dalle catacombe e dai resti dell'antica basilica di Sant'Ilario, siti non lontano dalla via Casilina, in aperta campagna; le prime sono sepolture paleocristiane scavate nel IV-V secolo d.C. secondo un impianto a sei tunnel e cinque cubicoli, illuminati da pozzi di luce. Parte del complesso è all'aperto, una necropoli utilizzata dal IV al VII secolo d.C., importante per il ritrovamento di sarcofaghi in tufo decorati con colonnine a spirale. La basilica di Sant'Ilario, di 6x10 m, fu costruita nel IX secolo d.C. sulla necropoli, ed utilizzata per servire messa fino al XIV secolo: i ritrovamenti includono lanterne, pietre tombali, monete del IV-V secolo. Al momento il complesso non è visitabile.
Palazzo Doria-Pamphilij dopo i restauri

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • "Palazzo Doria-Pamphilj" è il palazzo baronale, in origine castello fortificato, almeno fino alla breve parentesi dei Barberini, che iniziarono a rinnovare e ampliare la fortezza nella prima metà del XVII secolo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo Doria-Pamphilj (Valmontone).
Mattia Preti, particolare dell'affresco nella Stanza dell'Aria, Palazzo Doria-Pamphilij
  • "Fontana del Colle": questa fontana fu eretta in stile barocco, come parte del progetto di espansione urbana di Camillo Pamphilj. Formata da un piedistallo che sostiene quattro vasche circolari, una per angolo, decorate con teste di leone. Sul piedistallo si erge poi una colonna sul cui capitello troneggia una statua in bronzo del Labicano, il guerriero romano simbolo di Valmontone dal XIX secolo. La fontana fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, eccezion fatta per una delle vasche e il piedistallo: il monumento fu restaurato e ricostruito 1968. La colonna attuale, di epoca imperiale, è un regalo della città di Roma.
Resti di Porta Napoletana.
  • "Porte delle mura": prima della guerra a Valmontone erano presenti almeno tre porte murarie, ma una di esse, Porta Romana, in stile rinascimentale, fu completamente rasa al suolo e di lei rimane solo il toponimo della via. Le altre due sono Porta Napoletana e Porta Nuova: la prima era una massiccia porta medievale fortificata, con due solidi torrioni merlati sui lati, parzialmente visibili ancora oggi. L'altra fu eretta all'inizio della Via Nuova per volere di Camillo Pamphilj, in stile barocco, come porta per la strada che conduceva alla piazza sulla cima della collina, sul fianco di Palazzo Doria: di questa rimane solo parte della struttura e uno dei cardini.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Non lontano dal paese, sempre in territorio comunale, sorge un importante complesso in cui sono compresi:

  • il Fashion District Outlet, una sorta di enorme centro commerciale, realizzato ad imitazione di una città americana, quindi a cielo aperto, con strade, fontane, piazze, edifici, una finta stazione ferroviaria, che ospitano numerose boutique, negozi e ristoranti;
  • il Rainbow Magicland, un parco divertimenti a tema fantasy.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[21]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT[22] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.858 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 1.238 - 8,00%

Marocco Marocco 154 - 1,00%

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Altri luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle chiese presenti nella sezione Monumenti, a Valmontone sono da menzionare anche altri due edifici di culto di rito cristiano cattolico:

  • "San Sebastiano Martire": piccola chiesa dalle linee semplici, edificata negli anni Cinquanta del Novecento, a servizio del quartiere Rinascita, in sostituzione di una più antica chiesetta rurale, distrutta dai bombardamenti.
  • "Sant'Anna": la piccola chiesetta originale fu demolita nel 1973, per l'allargamento della via Casilina, mentre l'attuale complesso architettonico è stato inaugurato nel 1992.

Queste due chiese, insieme alla Collegiata di Santa Maria Maggiore, formano le tre parrocchie di Valmontone, dipendenti dalla Diocesi Suburbicaria di Velletri-Segni[23].

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • "Museo di Palazzo Doria-Pamphilj": è situato al piano terra del Palazzo Doria-Pamphilij. Dislocato in quattro sale, offre un'introduzione ai diversi siti archeologici presenti intorno Valmontone e argomenti ad essi correlati, attraverso i reperti, plastici e altri media. Vi sono ricostruiti ad esempio il villaggio dei carbonai rinvenuto a Colle Carbone, l'insediamento agricolo di Colle dei Lepri, le terme romane annesse alla "statio" e la fornace di Colle Pelliccione. Il reperto più importante e anche il simbolo del museo è senza dubbio un pettorale in cuoio e lamine d'oro, appartenuto probabilmente ad una fanciulla[9]. Nell'aprile 2011 è stato rinvenuto un massiccio sarcofago in tufo, non lontano dal campo di volo di Valmontone: datato approssimativamente al III secolo d.C. nel manufatto sono stati rinvenuti i resti del defunto. Al momento il sarcofago è visibile in una delle sale del museo, in attesa dei lavori di restauro conservativo.[24]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Valmontone è stato, suo malgrado, un ideale set cinematografico per i film di guerra, negli anni '60 del Novecento, visto l'aspetto diruto che vi si poteva ancora trovare. Tra i film ivi girati si possono citare sicuramente:

Persone legate a Valmontone[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa delle "cantine aperte" itinerario enogastronomico nel centro storico di Valmontone

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

  • Aiga bus on green circle.svg I collegamenti urbani sono garantiti dagli autobus della società "Corsi e Pampanelli"[25] grazie alle linee C1 e C2.

Mobilità extraurbana[modifica | modifica sorgente]

  • Autobus extraurbani I collegamenti sono garantiti dalle autolinee COTRAL, che effettua collegamenti quotidiani con Roma e le altre città della provincia.[26].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013 è stato eletto nuovo Sindaco della città LATINI ALBERTO che con la sua lista "Libera Valmontone" ha riportato 3295 preferenze con un 35,89%.

Seconda la lista di "Per Valmontone" candidato Attiani Piero con 2747 preferenze e il 29,92%. Terza la lista "Ora" candidato Colucci Francesco Giuseppe con 2727 preferenze e il 29,70%. Quarta la lista "Movimento 5 Stelle" candidato Colasuonno Francesco con 312 preferenze e il 3.40%.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2002 2007 Angelo Miele Sindaco
2007 2010 Angelo Angelucci lista civica Sindaco
2011 2012 Egidio Calvano lista civica "Occupazione e solidarietà" - centrodestra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Valmontone è gemellata con:

Le relazioni di gemellaggio sono portate avanti dall'associazione Amici per l'Europa[27].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Valmontone 1921 Calcio che milita nel girone C laziale di Promozione. È nata nel 1921.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

A Valmontone è presente lo Stadio dei Gelsi, sito sulla via Casilina, dove si svolgono le partite di calcio, gare podistiche ed altre attività sportive.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La versione originale in inglese: [...] that is Valmontone the round, walled town on the mount opposite [...]
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Settembre 2011
  4. ^ CERI Centro di Ricerca
  5. ^ Clima e Dati Geografici di Valmontone
  6. ^ a b c AA.VV., Il Museo Archeologico di Valmontone e il Palazzo Doria Pamphilj, 2008, Carsa Edizioni
  7. ^ Francesco de Ficoroni, Le memorie ritrovate nel territorio della prima, e seconda città di Labico e i loro giusti siti, descritti brevemente da Francesco de' Ficoroni socio della Reale Accademia di Parigi dedicate a Monsignor illustrissimo, e reverendissimo Giovanni Bottari. Roma : Nella stamperia di Girolamo Mainardi, 1745
  8. ^ a b Gabriele de Bianchi, Storia di Valmontone, 1981
  9. ^ a b AA.VV.,Il Museo Archeologico di Valmontone e il Palazzo Doria Pamphilj, 2008, Carsa Edizioni
  10. ^ Gennaro Farina, Preesistenze architettoniche dal Medioevo all'arrivo dei Pamphilj, in Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, 2004, pgg 13-17
  11. ^ a b Stanislao Fioramonti, Valmontone e i Francescani, 1994
  12. ^ Gabriele de Bianchi, Storia di Valmontone, 1981, p.42
  13. ^ Gabriele de Bianchi, Storia di Valmontone, 1981, pgg.327-328
  14. ^ Luca Maggi, La Fabbrica Pamphiliana di Valmontone: il Palazzo e la Collegiata, in Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, 2004 - "Taddeo Barberini comprò la terra di Valmontone da Mario Sforza e dal Tesoriere deputato da Urbano VIII per scudi 427.500", pg 19
  15. ^ Luca Maggi, La Fabbrica Pamphiliana di Valmontone: il Palazzo e la Collegiata, in Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, 2004, pgg 23-24
  16. ^ a b c d e f g h Monica Di Gregorio, 'La visita del Palazzo e della Collegiata, in Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, 2004
  17. ^ Sulla scorta di un'iscrizione che riporta "D.1622", si è ipotizzata l'attribuzione all'ambito dei Bassano o addirittura a Domenichino e Gaspard Dughet.
  18. ^ "Percorrendo la nostra storia", Valmontone, 2007
  19. ^ [...] Infatti verso la fine degli anni cinquanta, nel rimuovere le macerie della chiesa francescana distrutta dai bombardamenti del 1944, furono casualmente rinvenuti reperti archeologici attribuibili ad un santuario romano [...] - Stanislao Fioramonti, Valmontone e i Francescani, 1994, p.7
  20. ^ Stanislao Fioramonti, Regina Gonfalonis, Valmontone, 2005
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  23. ^ Diocesi Suburbicaria Velletri - Segni
  24. ^ Articolo sul ritrovamento
  25. ^ Corsi e Pampanelli
  26. ^ Orari COTRAL Valmontone
  27. ^ Sito dell'associazione

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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