Bracciano

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Bracciano
comune
Bracciano – Stemma Bracciano – Bandiera
Bracciano – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Roma – stemma Roma
Sindaco Giuliano Sala (lista civica) dal 29 maggio 2007
Territorio
Coordinate 42°6′0″N 12°11′0″E / 42.1°N 12.18333°E / 42.1; 12.18333 (Bracciano)Coordinate: 42°6′0″N 12°11′0″E / 42.1°N 12.18333°E / 42.1; 12.18333 (Bracciano)
Altitudine 280 m s.l.m.
Superficie 142,52 km²
Abitanti 19 058[1] (31-12-2010)
Densità 133,72 ab./km²
Frazioni Pisciarelli, Castel Giuliano, Sambuco, Vicarello, Vigna di Valle.
Comuni confinanti Anguillara Sabazia, Manziana, Trevignano Romano, Oriolo Romano, Cerveteri, Ladispoli, Bassano Romano (VT), Sutri (VT), Tolfa
Altre informazioni
Cod. postale 00062
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058013
Cod. catastale B114
Targa RM
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Nome abitanti braccianesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Localizzazione
Bracciano è posizionata in Italia
Bracciano
Posizione del comune di Bracciano nella provincia di Roma
Posizione del comune di Bracciano nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Bracciano è un comune italiano di 19.058 abitanti della provincia di Roma nel Lazio, circa 40 km a nord della Capitale, in posizione dominante sull'omonimo lago, detto anche Lago Sabatino.

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Bracciano Vigna di Valle.

[modifica] Storia

Sulle origini di Bracciano non si hanno notizie certe; probabilmente le origini dell'insediamento urbano di risalgono al X secolo. Dalla fine del IX secolo i saraceni iniziarono le loro incursioni nel territorio, saccheggiando e diffondendo insicurezza e paura tra le popolazioni. I grandi proprietari terrieri costruirono fortificazioni e castelli e molti contadini trasferirono la loro residenza all'interno delle aree fortificate, chiamate castrum. I proprietari diventarono di fatto i signori dei borghi che andavano formandosi.

Il nome "Castrum Brachiani", che risulta nei documenti fino al XV secolo, evidenzia l'origine fortificata del luogo. Verso la fine dell'XI secolo il territorio di Bracciano divenne proprietà della famiglia dei Prefetti di Vico, che trasformò la preesistente torre in una rocca e realizzò nuove fortificazioni.

Nel 1419 papa Martino V cedette il feudo per un triennio in vicariato ad un ramo della famiglia Orsini, quello di Tagliacozzo. Da allora il modesto borgo di pescatori ed agricoltori legò il suo destino ad una più potenti famiglie baronali del tempo, trasformandosi in una fiorente cittadina. Il castello, una delle più mirabili opere di architettura militare dell'epoca che è tuttavia anche uno splendido palazzo, è diventato il più caratteristico simbolo di Bracciano. Sull'omonimo lago si affacciano altri due paesi (Anguillara Sabazia e Trevignano). Una legenda narra che sotto le acque del lago di origine vulcanica esista una parte della città sommersa; la parte emersa sarebbe stata denominata Bracciano in seguito alla forma presa.

Entrata del Castello, con statua dell'orso simbolo della famiglia Orsini.

La trasformazione della rocca dei Vico in quello che diverrà il maestoso castello attuale fu voluta da Napoleone Orsini nel 1470 e da suo figlio, Virginio.

Nel 1481 il castello ospitò papa Sisto IV, in fuga dalla peste che devastava la città di Roma. Nel 1485 le truppe papali guidate da Prospero Colonna devastarono e saccheggiarono il castello. Risalgono agli anni novanta del Quattrocento gli affreschi del castello realizzati dalla scuola di Antoniazzo Romano. Nel 1548 il dominio degli Orsini si estese fino ad Anguillara. Per difendere la città gli Orsini fecero costruire, probabilmente intorno al 1480, una nuova cinta muraria intorno al borgo, ancora oggi in gran parte esistente, nella quale fu compreso il convento di Santa Maria Novella (posto allora fuori porta). Si accedeva alla città da due porte principali dotate di ponte levatoio.

Nel 1494 il castello offrì ospitalità al re di Francia Carlo VIII ed alle sue truppe in marcia verso Napoli. Tale circostanza comportò la scomunica di Gentil Virginio Orsini, che era uno dei capi delle truppe aragonesi alleate del papa contro i francesi. Papa Alessandro VI Borgia mosse guerra allo stato Orsini assediando nel 1496 anche Bracciano. Fu in quell'occasione che fu edificato al margine est delle mura un nuovo bastione, detto della sentinella, divenuto oggi un panoramico belvedere sul lago e sui monti circostanti. L'assedio delle truppe pontificie non poté nulla contro le mirabili fortificazioni del castello e del borgo; dopo qualche mese di assedio le truppe papali lasciarono Bracciano per spostarsi nel viterbese, sui monti Cimini, dove furono definitivamente sconfitte dagli Orsini nella battaglia di Soriano.

[modifica] Ducato

Nel 1560 si celebrarono le nozze fra Paolo Giordano I Orsini e Isabella De' Medici, figlia del duca di Firenze Cosimo I. Per ingraziarsi la famiglia della sposa il papa elevò Bracciano a ducato, sottomettendogli nuovi territori: ciò comportò per Paolo Giordano I nuove disponibilità economiche. Bracciano conobbe in tale periodo un forte sviluppo economico a seguito delle nuove attività economiche impiantate dal duca, come la lavorazione del ferro e dello zolfo e la lavorazione degli arazzi (da cui la via dell'Arazzeria, nel borgo medievale), rese possibili grazie all'abbondante disponibilità di acqua che proveniva da un acquedotto fatto costruire nel 1573-75 dal duca. L'acquedotto attingeva dalle sorgenti della Fiora; sulla sorgente all'origine dell'acquedotto fu edificata una cappella, Santa Maria della Fiora, ancora esistente allo stato di rudere. Bracciano, grazie allo sviluppo economico, aveva nel 1575 settecento famiglie, quindi presumibilmente 3.000-3.500 abitanti.

Le nozze di Paolo Giordano I finirono, secondo alcuni storici ottocenteschi, nel modo più tragico: egli fece uccidere sua moglie per infedeltà. Secondo tali leggende Isabella avrebbe avuto molti amanti, regolarmente fatti sparire, al mattino, in una botola nel pavimento della sua stanza nel castello di Bracciano che dava all'interno di un profondo pozzo armato di picche affilate e pieno di calce viva. In realtà i documenti d'archivio (ed in particolare la fitta corrispondenza tra i due sposi mai interrotta nel corso di 22 anni di matrimonio) provano che Isabella non ha mai vissuto a Bracciano, se non per periodi molto brevi, e che i due sposi si sono amati fino alla morte di lei, avvenuta per cause naturali. Alla fine del Cinquecento l'espansione di Bracciano entro le mura rinascimentali era completa ed il paese iniziò a svilupparsi al di fuori verso i due assi che diverrano poi l'attuale via Agostino Fausti e via Principe di Napoli.

Le difficoltà economiche della famiglia Orsini, già evidenti al tempo di Paolo Giordano I, portarono alla vendita del ducato di Bracciano, che fu acquistato nel 1696 dalla famiglia Odescalchi, alla quale tuttora appartiene il castello. Questa famiglia, al pari degli Orsini, incrementò lo sviluppo della cittadina. Tra il 1700 ed il 1729 fu costruito un acquedotto, forse sulle tracce di quello della fine del Cinquecento, che dava forza motrice ad una cartiera, sei ferriere, una mola ad olio ed una a grano. Tracce di questo acquedotto sono ancora visibili su via principe di Napoli. La cartiera di Bracciano produceva carte pregiate tra cui la filigrana, con la quale venivano fabbricate le cedole bancarie. Le ferriere producevano tre tipi di ferro commerciale ed i chiodi.

Verso la fine del XVIII secolo anche la famiglia Odescalchi si trovò in difficoltà economiche e fu costretta a vendere il ducato, che fu acquistato dalla famiglia Torlonia nel 1803. Il contratto di vendita fu però stipulato dagli Odescalchi con la clausola "jus redimendi", cioè con la possibilità di ricomprarlo. Ciò avvenne nel 1848 a seguito del matrimonio di Livio III Odescalchi con la ricchissima principessa polacca Sofia Branicka, che portò alla famiglia una dote consistente. Nel corso del dominio Torlonia vennero dismesse le attività relative alle ferriere ed alla cartiera.

Nel 1894 venne inaugurata la ferrovia Roma-Viterbo, che passa per Bracciano.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Chiese

[modifica] Altri monumenti

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.331 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Romania 927 abitanti

bandiera Albania 234 abitanti

bandiera Polonia 210 abitanti

bandiera Ucraina 88 abitanti

Castello di Bracciano

[modifica] Cultura

[modifica] Musei

[modifica] Scautismo

Lo Scautismo a Bracciano è presente dal 1943, con l'Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI) e l'Associazione Guide Italiane (AGI), e poi dal 1974 con l'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI). Il Gruppo Bracciano I ha la sede presso l'oratorio parrocchiale Innocenzo XI. A Bracciano c'è anche la Base nazionale dell'AGESCI, dove si svolge ogni anno il consiglio generale dell'associazione, oltre a numerosi campi di vario genere.

[modifica] Biblioteche

A Bracciano vi è una sola biblioteca, situata in piazzale dei pasqualetti. Vi sono comunque molte fonti scritte, molto spesso prende parte ad eventi culturali o sociali.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Ferrovie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Bracciano.

Bracciano ha una stazione ferroviaria propria sulla Ferrovia Roma-Capranica-Viterbo, con un'offerta di un treno ogni 30' per Roma Ostiense e uno ogni 60' per Viterbo Porta Romana. Bracciano è infatti la stazione di testa di alcuni treni per Roma. Nel territorio braccianese esiste anche la fermata di Vigna di Valle, limitatamente ai convogli Roma Ostiense-Bracciano ed ai treni Bracciano-Roma Ostiense.

[modifica] Distanze dalle principali città italiane

Bari 483 km
Bologna 416 km
Campobasso 257 km
Firenze 311 km
Genova 543 km
Milano 619 km
Napoli 252 km
Perugia 125 km
Roma 33 km
Torino 706 km
Trento 624 km
Trieste 706 km
Venezia 573 km

[modifica] Mobilità urbana ed extraurbana

La cittadina è collegata inoltre con Roma Saxa Rubra, con Viterbo, con Fiumicino Aeroporto e con i paesi di Anguillara Sabazia, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Vejano, Santa Marinella, Trevignano Romano, Manziana, Canale Monterano, Tolfa, Oriolo Romano, Allumiere, Bassano Romano e Blera attraverso le linee autobus della Cotral.

Bracciano è collegata ad Anguillara Sabazia e Trevignano Romano anche per mezzo della motonave Sabazia II, gestita dal Consorzio Lago di Bracciano.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giuliano Sala (lista civica) dal 29 maggio 2007

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2002 2006 Enzo Negri Sindaco
2006 2007 Patrizia Riccioni Sindaco f.f.
2007 in carica Giuliano Sala lista civica Sindaco



[modifica] Gemellaggi

Inoltre, il comune di Bracciano, intrattiene accordi con:

[modifica] Sport

Bracciano ospita molto spesso eventi di vela e nautica.

[modifica] Impianti sportivi

  • Lo Stadio Massimiliano Vergari ha una capienza di circa 500 spettatori, una pista da atletica di 400 metri ed un campo da calcio in erba.
  • Palazzetto dello sport Aldo Starnoni ha una capienza di 266 spettatori.
  • Campo da equitazione a prato pianciano.

[modifica] Società sportive

Bracciano ed il castello sullo sfondo.

[modifica] Personalità legate a Bracciano

[modifica] Curiosità

[modifica] Filmografia

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ «Un castello per Eros e Michelle». Corriere della Sera, 25 aprile 1998.
  3. ^ «La star della notizia si è sposata in Italia». OGGI, 20 agosto 1998.
  4. ^ «Katia e Ascanio, matrimonio da principi». Chi, 11 maggio 2005.
  5. ^ «Le mie nozze da favola». TV Sorrisi e Canzoni, 16 settembre 2006.
  6. ^ «Tom e Katie, celebrate le nozze blindate». Corriere della Sera, 19 Novembre 2006.

[modifica] Bibliografia

AA.VV.,Lago di Bracciano,Roma,2005

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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