Bassano Romano

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Bassano Romano
comune
Bassano Romano – Stemma
Bassano Romano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Angela Bettucci (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°13′31″N 12°11′24″E / 42.225278°N 12.19°E42.225278; 12.19 (Bassano Romano)Coordinate: 42°13′31″N 12°11′24″E / 42.225278°N 12.19°E42.225278; 12.19 (Bassano Romano)
Altitudine 360 m s.l.m.
Superficie 37,55 km²
Abitanti 5 049[1] (31-12-2010)
Densità 134,46 ab./km²
Comuni confinanti Trevignano Romano (RM), Capranica, Oriolo Romano, Sutri, Vejano
Altre informazioni
Cod. postale 01030
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056005
Cod. catastale A704
Targa VT
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Nome abitanti bassanesi
Patrono san Gratiliano
Giorno festivo 12 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bassano Romano
Posizione del comune di Bassano Romano nella provincia di Viterbo
Posizione del comune di Bassano Romano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale
Palazzo Giustiniani-Odescalchi
Madonna dei Monti
Santa Maria Assunta
San Gratiliano
Chiesa del monastero di San Vincenzo

Bassano Romano è un comune italiano di 4.819 abitanti della provincia di Viterbo; dista dal capoluogo circa 30 km e dal GRA (Roma) 35 km.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato ad un'altitudine di 350 metri s.l.m., si colloca a metà strada tra il lago di Bracciano e il lago di Vico, entrambi di origine vulcanica. Il territorio, principalmente collinare, è immerso in un ambiente ricco di vegetazione lussureggiante, caratterizzata principalmente da alberi secolari di faggi, castagni e querce. Queste caratteristiche fanno in modo che, in particolare durante il periodo estivo, il clima sia apprezzato soprattutto per la sua aria salubre e fresca.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini sono datate attorno all'anno 1000, quando compaiono i primi agglomerati urbani al fine dello sfruttamento delle risorse naturali. Nel 1160 Enotrio Serco, ricco possidente terriero, decide di costruire quello che poi diventerà un palazzo principesco con affreschi di illustri artisti.

Nel 1482 papa Sisto IV assegna agli Anguillara, famiglia patrizia romana, il "Foedus Bassani"; la crescita (demografica, culturale e artistica) di Bassano subisce però un'accelerazione solo a partire dal 1595, anno in cui, attraverso una concessione di papa Clemente VIII, viene ceduto alla famiglia Giustiniani del ramo De Banca[2], mercanti genovesi. Nel 1605 Bassano viene eretto a marchesato e prendono inizio molti lavori per la costruzione di una casina di caccia (denominata comunemente “La Rocca”), di granai, una chiesa (quella di san Vincenzo) e del ponte delle Vaschie. In questo periodo giungono a Bassano molti artisti come Francesco Albani, Domenico Zampieri e Antonio Tempesta.

Nel 1644, con bolla di papa Innocenzo X, il feudo di Bassano viene eretto a principato e iniziano così le visite del papa e di altri principi, tra cui Giacomo III Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra. Nel 1735, proveniente da Siena, si trasferisce con la famiglia il maestro di maiolica artistica Bartolomeo Terchi. Si abbattono su Bassano numerose epidemie: nel 1709, nel 1770 e nel 1786. Nel 1799 i francesi, che per mezzo di Napoleone hanno creato in Italia la Repubblica Romana, si scontrano per ben quattro volte con gli insorti. Nel 1854 il principato di Bassano passa dai Giustiniani agli Odescalchi.

Durante il secondo conflitto mondiale, Bassano è teatro di duri scontri tra le forze naziste di occupazione e gli Alleati. Il paese è occupato interamente dal Genio Pontieri della Wehrmacht. I partigiani sono molto attivi, infatti compiono molte azioni di sabotaggio, primo fra tutti è da ricordare Mariano Buratti, medaglia d'oro al valor militare. Nel 1964 il nome cambia da Bassano di Sutri in Bassano Romano[3].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Complesso di San Vincenzo Martire: situato in una posizione panoramica, comprende una chiesa, un Istituto Tecnico Industriale Statale, strutture ricettive, un piccolo campo da pallavolo e basket, un campo da calcio, due grandi pinete e varie sale per conferenze e per offrire ospitalità di ogni genere. L'attuale complesso di edifici è il risultato delle costruzioni avvenute negli anni '40 del XX secolo, come aggiunta alla chiesa preesistente, finita di costruire invece nella prima metà del XVII secolo per volere di Vincenzo Giustiniani: proprio questa struttura è senz'altro quella di maggior rilievo. Essa ricalca senz'altro lo stile architettonico definito da Jacopo Barozzi da Vignola e che si può facilmente riconoscere anche nel palazzo Giustinani presente al centro del paese, in numerosi palazzi delle zone limitrofe al comune di Bassano Romano e in molti edifici presenti a Roma. L'interno presenta una semplicità quasi disarmante: le pareti sono prive di affreschi e solamente decorate con semplici stucchi, ma non c'è da meravigliarsi di questo stile così spoglio, in quanto la chiesa, inizialmente, era destinata a semplice mausoleo della famiglia Giustiniani; emerge dal disegno riguardante il progetto di partenza che tale mausoleo dovesse essere circondato da un insieme di case, la cui disposizione è stata maticolosamente curata, per dare vita ad un nuovo borgo, lontano da quello situato più a valle. Al suo interno sono presenti due lapidi, che riportano delle indulgenze particolari del papa Innocenzo X; degne di nota anche due tele disposte ai lati del transetto, una riguardante la nascita del Redentore e l'altra l'incoronazione di San Vincenzo martire. Più di tutti colpisce però la statua del Cristo Portacroce o Cristo Redentore, realizzata da Michelangelo Buonarroti nel 1514-1516, di eccezionale portamento e espressione, anche se, lasciata incompiuta dal grande fiorentino, fu terminata da mano successiva. Il complesso di San Vincenzo martire è ora di proprietà dei monaci benedettini silvestrini, ai quali è stato donato (assieme a diversi appezzamenti di terra) dal principe Odescalchi nel 1940.
  • Chiesetta di Santa Maria dei Monti: non molto distante dal centro storico, ma situata anch'essa in una posizione decisamente panoramica e molto vicina al parco del Palazzo Giustiniani, troviamo questa chiesetta eretta nel XV secolo su di un piccolo colle. Narrano le scritture contenute in un volume del 1600 dell'archivio storico che i campi e i pastori, che abitavano quelle zone, erano tormentati da un drago e da spiriti di ogni sorta; pare che la Vergine Maria abbia scacciato queste creature maligne, portando prosperità e pace. A seguito di questo evento, fu eretta questa piccola chiesa, a cui si accede per mezzo di una caratteristica scalinata e che al suo interno presenta degli affreschi in buone condizioni; in onore di Maria fin dal 1479 si celebra ogni hanno una processione (che inizialmente, alle sue origini, prevedeva anche dei giochi tra cavalieri e intrattenimenti di ogni tipo) la cui tradizione non è stata mai spezzata.
  • Chiesa di San Gratiliano: la chiesa del patrono si trova al centro della zona in cui i cittadini bassanesi sono soliti ritrovarsi. La collocazione non è ovviamente casuale. Narra infatti la tradizione che il santo martire fu giustiziato alle rive di un torrente tra Falerii e Falerii Novi (Civita Castellana) con una tragica decapitazione, era il 12 agosto del 313 d.C. Nel 1437 Capranica chiede a Civita Castellana la sua reliquia, che verrà poi posta in una chiesetta della Madonna del Ruscello, custodita da un eremita e venerata il 12 agosto di ogni anno. Il santo però apparve in sogno e ordinò di portare la sua testa nella cittadina di Bassano. Il monaco eremita si incamminò, giunse non molto lontano dal borgo e la testa rotolò tra i cespugli: lì oggi sorge la Chiesa di San Gratiliano, eretta nel 1546 per volere del popolo bassanese. All'interno troviamo numerosi affreschi, tra i quali, degni di nota, senz'altro quelli riguardanti le vicissitudini del santo; sono presenti anche delle pregevoli grottesche.
  • Chiesa della Madonna della Pietà: costruita attorno alla prima metà del '600, si trova alla fine del caratteristico borgo di San Filippo Neri, voluto dal principe Andrea Giustiniani. La facciata è semplicissima e non presenta decori architettonici. Tuttavia l'interno rappresenta un'eleganza e una raffinatezza eccezionali. Il soffitto ligneo è affrescato con l'ascensione di San Filippo Neri e gli stemmi della famiglia Odescalchi, che cancellarono quelli preesitenti della famiglia Giustiniani. Troviamo poi decorazioni in stucco e numerose tele: San Michele Arcangelo che poggia i piedi sul corpo di Lucifero; San Francesco di Paola, vestito del saio dei Cappuccini; Sant'Anna, il Bambino e San Giovannino; l'apparizione della Vergine a San Filippo Neri. L'altare è molto elegante, anche se non ridondante, e racchiude l'immagine della Madonna della Pietà, alla quale tutti i bassanesi sono molto devoti: la chiesa fu infatti dedicata alla Madonna della Pietà all'inizio del XIX secolo.
  • Chiesa di Santissima Maria Assunta: è questa la chiesa parrocchiale situata nel cuore del centro storico, infatti si trova proprio nella piazza principale, alla quale si affaccia anche il palazzo Giustiniani e il palazzo comunale. L'attuale chiesa è il risultato degli ampliamenti terminati nel 1703 sulla base di una struttura quattrocentesca, come si nota osservando stampe antecedenti a quella data e anche la struttura, lo stile e la composizione architettonica della chiesa stessa. La facciata si presenta semplice e rifinita, alla cui sommità si trovano due campanili contenenti un tempo delle pregiate campane di bronzo, poi sottratte dalle truppe tedesche durante il secondo conflitto mondiale; al centro dei due campanili si erge la statua marmorea della Assunta. All'interno sono presenti numerose tele del XVIII secolo: San Luigi Gonzaga; la "Mater dolorosa" ornata da una corona d'argento; San Pietro; il martirio di San Gratiliano; San Giovanni Evangelista; Sant'Antonio Abate e una statua lignea della Madonna col Bambino. L'altare principale è un trompe-l'oeil e contiene il quadro dell'Assunta, che colpisce per la delicatezza delle linee e dei colori. All'interno della chiesa parrocchiale sono contenute anche le reliquie dei santi Luciano e Gratiliano. Da notare la presenza di un organo del XVIII secolo, posto nel coro situato in fondo la chiesa.
  • Chiesa della Madonna del Canale: questa piccola chiesetta si trova in quella che oggi è la piazza del mercato, situata proprio in basso allo sperone tufaceo dove sorge il borgo. In un piccolo angolo appartato si può scorgere questa stanzetta che nelle sue essenziali dimensioni ho per molto tempo costituito un rifugio per gli animi degli abitanti e dei contadini di quella zona, dove prima passava un piccolo corso d'acqua. Al suo interno infatti si possono scorgere degli oggetti preziosi, dono delle genti che desideravano ricevere una grazia dalla Madonna. Di questa chiesetta quello che colpisce molto è la sua intimità e riservatezza.
  • Chiesa dell'Ospedale: questa chiesetta si trova in via dell'Ospedale e presenta al suo interno delle raffigurazioni che si inseriscono però in un contesto molto semplice e scarno. Si narra che nel palazzo ci sia l'accesso per un cunicolo sotterraneo, che avrebbe come destinazione proprio questa piccola chiesetta, che in effetti è abbastanza distante dalla piazza, al di sotto della rupe tufacea e fuori dal borgo storico anticamente munito di strutture difensive.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Giustiniani-Odescalchi: è questa la struttura più importante e affascinante del borgo di Bassano Romano, dimora estiva della famiglia Giustiniani e in seguito di quella Odescalchi. Inizialmente era un maniero feudale, costruito da Enotrio Serco attorno alla seconda metà del XII secolo poi lavori di ristrutturazione e abbellimento, avvenuti a partire dal 1603 ad opera del grande collezionista il marchese Vincenzo Giustiniani, gli hanno donato l'attuale aspetto. I Giustiniani si trasferirono qui dopo circa 300 anni di residenza nell'isola di Scio (oggi Chios), avamposto mercantile nell'Egeo, a seguito dell'invasione dei turchi in cerca di un luogo tranquillo. L'ingresso principale si trova nella piazza sulla quale si affaccia anche la chiesa parrocchiale ed è costituito da una massiccia porta in legno, fiancheggiata da quattro busti in peperino che sorreggono altrettante teste in marmo, risalenti all'epoca romana (II secolo d.C.). Le pareti del cortile al suo interno erano affrescate da fantastiche scene di trionfi, realizzate da Antonio Tempesta; sempre nel cortile si può scorgere una statua sovrastante una piccola fontana. Al piano nobile si accede per mezzo di un loggiato affrescato con delle grottesche verso il 1570-1580 e al suo interno sono presenti numerose stanza, tutte splendidamente affrescate con i motivi più vari: lo stemma di casa Giustiniani; la favola di Amore e Psiche; le quattro stagioni; il monte Parnaso consacrato ad Apollo e sede delle Muse; il porto di Genova (città d'origine dei Giustiniani) e il porto di Scio (isola nella quale diedero vita a fiorenti traffici mercantili); episodi biblici legati alla figura di Mosè; una volta a cupola (dipinta per ampliare visivamente lo spazio di una volta a padiglione); un'allegoria della vittoria dell'anima sul peccato; le Leggende di Diana; la tragica caduta di Fetonte e numerosi altri affreschi e decorazioni. Il patrimonio contenuto in questo palazzo, costituito da pezzi d'armi, busti, statue, suppellettili e ogni genere di oggetti propri di un palazzo abitato per molto tempo, è stato ingiustamente trasferito e concentrato nel palazzo Odescalchi, nella vicina Bracciano, proprio dalla stessa famiglia Odescalchi. Degno di nota è un piccolo teatrino, situato al pian terreno e concepito alla maniera inglese: Vincenzo Giustiniani era stato infatti nella residenza estiva di Enrico VII d'Inghilterra, nel Surrey. Al suo interno si possono scorgere dei palchi in legno, prima tappezzati da drappi e utili ad ospitare il pubblico nobile, e un'ampia platea alla quale si accede per mezzo del cortile, riservata a tutto il popolo. All'interno del palazzo hanno prestato opera numerosi artisti: Antonio Tempesta; Bernardo Castello; Marcantonio Piamontese; Antonio Gaio; Domenico Zampieri detto il Domenichino; Paolo Guidotti, detto il Cavalier Borghese; Francesco Albani. Il Palazzo, con l'annesso parco e Casina di caccia, è stato acquistato dallo Stato nel 2003. Ne sono iniziati lenti restauri (per ora soprattutto interventi di emergenza) a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Lazio, volti a rimediare a decenni di incuria (specialmente evidente nel parco e nella Casina).
  • Casina di Caccia: all'interno del parco adiacente al palazzo si trova questa residenza di caccia, disposta su tre livelli e ricca di decorazioni. Denominata dagli abitanti locali "La Rocca", per il suo aspetto precedentemente deteriorato, essa conserva un fascino del tutto particolare. Architettonicamente ricalca lo stile del palazzo, ma è munita di un'altana merlata e di una torre centrale, precedentemente circondata da altre quattro, poi distrutte dalla famiglia Odescalchi per rivalità: questa edificio originariamente ricalcava infatti in modo pressoché perfetto quello contenuto nello stemma Giustiniani sormontato da un'aquila. Al suo interno sono presenti decorazioni e stucchi di vario tipo; mancano affreschi degni di nota.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del borgo, che si snoda in più zone comunque situate su rupi tufacee per ovvie esigenze difensive, sono presenti numerosi altri edifici che presentano architetture interessanti e destinati a vari usi. Si possono scorgere anche delle torri difensive, oggi trasformate in abitazioni, molto massicce, come quella situata a una testa del ponte delle Vaschie, costruito per volere di Vincenzo Giustiniani nella prima metà del XVII secolo e dal quale si ha una bella vista del Palazzo Giustiniani-Odescalchi. A metà di questo ponte si trova, "incastonata" in una pessima edicola di cemento, la Madonna col Bambino, dipinta su ceramica dal noto maestro di maiolica Bartolomeo Terchi, che presenta una delicatezza e una morbidezza delle linee davvero apprezzabili. Si scorgono poi piccole e numerose edicole contenenti ritratti scultorei o dipinti della Madonna in tutto il paese, sia nelle vie del centro storico, sia nelle strade di campagna; sono stati ritrovati anche resti di ville romane e le origini etrusche sono testimoniate dalla presenza di ambienti scavati nel tufo, nel tempo rimaneggiati e oggi destinati a vari usi.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Area attrezzata "La Faggeta": ben distante da qualsiasi centro abitato, rappresenta una vera e propria oasi di pace, immersa nel verde degli alti faggi e dei castagni. Al suo interno è possibile scorgere numerose specie floreali e vegetali; dotata di tavoli e di barbecues offre uno spazio per sfuggire al caos cittadino e alla frenesia della vita moderna, magari cuocendo alla brace i prodotti del luogo, come carne di maiale e di vitella. Il luogo è inoltre un rifugio sicuro contro l'ormai asfissiante caldo estivo, l'aria infatti è salubre e fresca. Nelle zone recintate e dedicate alla caccia, appositamente regolamentata, si trovano numerosi esemplari di cinghiale; in tutta la zona, molto vasta, circostante l'area attrezzata "La Faggeta", è possibile imbattersi in splendidi scoiattoli, ricci, volpi, upupe, istrici e molti altri animali propri della fauna locale.
  • Parco del Palazzo Giustiniani-Odescalchi: la sua realizzazione risale agli inizi del '600, a opera di Vincenzo Giustiniani, che era rimasto molto colpito dai parchi presenti nei palazzi francesi e inglesi. Oggi in via di ristrutturazione, il parco era costituito da numerose soluzioni decorative: viali, di cui alcuni anche coperti, ognuno costeggiato da siepi e arbusti di ogni specie e piccole piazzette dotate di gruppi scultorei e arredi in pietra, il tutto in modo da rispettare i canoni rinascimentali nella sintesi tra natura e arte. A questo splendido parco si accede per mezzo di un ponte che lo collega al Palazzo Giustiniani-Odescalchi e al termine del quale si trovano due eleganti rampe di scale, che racchiudono un ninfeo, prima circondato da statue di ogni genere. Segue poi un giardino all'italiana, le cui condizioni sono oggi di totale degrado; dal palazzo si poteva scorgere un tempo anche la casina di caccia, per mezzo di un lunghissimo viale, tuttora esistente, ma ricoperto dalla fitta vegetazione. Il parco è tuttora dotato di uno splendido patrimonio arboreo: lecci, abeti, cipressi, pecci, castagni e alberi da frutto quali ciliegi, peschi, peri e molti altri tipi di piantagione.
  • Altre attrazioni: il paese è ovviamente immerso nel verde e allo stesso tempo è disposto su un territorio collinare. Questo permette di godere di splendidi panorami pur restando immersi nella natura più selvaggia. Solo avventurandosi per le vie di campagna si possono scorgere angoli caratteristici e scorci mozzafiato, inutile quindi soffermarsi per ulteriori indicazioni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Banda musicale di Bassano a Montefiascone
  • Festa della Madonna della Pietà - (giorno dell'Ascensione): la prima festa fu celebrata nel lontano 1800, da quel momento la popolazione è sempre rimasta legata all'immagine della Madonna della Pietà. I momenti culminanti della festa sono senz'altro le processioni, di cui una di sera, in cui il raccoglimento raggiunge livelli che toccano l'animo anche dei non credenti. La processione consiste nel portare per le vie del paese la cosiddetta "macchina" della Madonna della Pietà, che racchiude una quadro di pregevole delicatezza raffigurante Maria raccolta nel suo dolore. Quattro facchini caricano la macchina, del peso di 3 quintali, e la portano per il centro storico, seguiti da centinaia di uomini vestiti di bianco, con ceri in mano; a loro si accoda tutto il resto della popolazione. Singolare la presenza di donne che compiono tutto il percorso completamente scalze, per una grazia ricevuta da Maria. I bassanesi sono molto legati a questa festa, tanto che, per partecipare, si sacrificano preziosi giorni di ferie e i compaesani giungono appositamente nel paese da tutte le parti d'Italia e del mondo (Canada, Australia, Inghilterra...). La festa però non è fatta di sole processioni: le vie del centro storico si popolano di bancarelle; c'è la tradizionale tombolata, con una piazza gremita di gente; il lancio del pallone aerostatico, sulle note della banda musicale locale; lo spettacolo pirotecnico e molto altro. La festa della Madonna della Pietà è senz'altro la più sentita nel paese di Bassano Romano.
  • Festa del patrono San Gratiliano - (12 agosto): San Gratiliano è patrono di Bassano dal XVI secolo, quando un eremita, su indicazione del santo apparsogli in sogno, ne porta qui la testa, custodita in Ronciglione, per dono di un cardinale. In occasione di questa festa si svolge una processione e la reliquia del santo, la sua testa placcata d'argento, viene portata per le vie del paese. Segue una tombola, uno spettacolo pirotecnico e spesso a questo evento, che cade in piena estate, vengono associate degli spettacoli di cabaret, presentati da Fabrizio Frizzi, originario di Bassano. È da sottolineare che questa festa è paradossalmente meno sentita dalla popolazione rispetto a quella della Madonna della Pietà, nel senso che attorno ad essa c'è un minor interesse spirituale.
  • Carnevale Bassanese: nato negli anni del dopoguerra, quando un signore di nome Mario Fravolini cercò di far tornare un paese intero a sorridere e ritrovarsi in tante manifestazioni che ancora oggi sono ricordate da tanti con nostalgia. È il primo ad organizzare il carnevale il giorno di S.Antonio, partendo dalla benedizione del mattino degli animali domestici, delle mucche tutte inghirlandate, della cavalleria in costume (si ricordano "gli ussari", "i moschettieri", "i veneziani", "gli antichi romani"), e in chiusura degli asini. Questa manifestazione ruota intorno alla figura di "Trenzio", nato dall'idea di offrire al Carnevale bassanese un re "da bruciare". In questi ultimi anni la popolazione bassanese ha assistito alla nascita della versione estiva del Carnevale, riscuotendo un discreto consenso generale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Mercatini del '600 - (primo weekend di luglio): evento ormai consolidato, è la riproposizione di una giornata di mercato del XVII secolo ed è caratterizzata dalla bancarelle che, costruite con materiali semplici, popolano tutto il centro storico assieme a figuranti vestiti con abiti d'epoca. I prodotti esposti sono principalmente di artigianato locale, ma non mancano libri, piccole opere d'arte, oggetti d'antiquariato... Sono poi presenti stand gastronomici, che permettono di rifocillarsi anche dei tipici prodotti locali. La manifestazione è fatta anche di alcuni spettacoli, come una sfilata con personaggi che rappresentano la famiglia Giustiniani, con rifiniti abiti d'epoca, seguiti da suonatori di tamburi; gli sbandieratori e gli spadaccini; il palio del saraceno, che consiste nel centrare un cartellino graduato, fissato sulla mano di un fantoccio, mentre si corre in gran velocità su un cavallo. Questo evento è un'occasione unica per addentrarsi nelle vie del centro storico, respirando un'aria insolita e molto caratteristica, grazie anche ai decori in tema con i mercatini.
  • Sagra della bruschetta - (estate): questa sagra offre l'opportunità di degustare varie specialità di bruschetta, accompagnate dai tipici prodotti locali. La manifestazione non è ovviamente fatta di solamente di questo, ma è arricchita con bancarelle di ogni tipo, che variano di anno in anno e anche da curiosi giochi popolari, ormai entrati nella tradizione. Singolare è infatti la scalata del "palo della cuccagna", che consiste nell'arrampicarsi su un palo privo di appigli, alto 8 metri circa, per afferrare prosciutti e salumi, lanciati poi al resto della squadra, posizionata alla base del palo. Alcuni anni si è anche organizzato un gioco che consisteva nel rincorrere un piccolo suino pieno di fango e quindi di facile sfuggita, ma è poi stato abbandonato per la troppa difficoltà. La Sagra della Bruschetta è una manifestazione in cui si può assaporare l'essenza paesana più viva di Bassano.
  • Rock Fest! - (estate): nato nel 2003 dall'idea di creare un'occasione per permettere a band locali, e non solo, di regalare bei momenti musicali a tutti, giovani e meno giovani. Si tratta di una manifestazione basata esclusivamente su quella particolarissima forma d'arte che è la musica. Dura per tre giorni ed è accompagnata da stand gastronomici, comprendenti anche varie specialità di birra. Sul palco si esibiscono infatti ogni sera ben tre band locali, e non solo, che propongono pezzi propri o cover di gruppi famosi (come The Beatles, Jethro Tull, Rolling Stones, Led Zeppelin, AC/DC, Negrita...). Sono presenti poi bancarelle con prodotti etnici, articoli musicali, libri, magliette, gadgets di ogni tipo e molto altro. Si aggiunge a tutto questo l'esibizione di un corpo di ballo di danza moderna e il motoraduno di Harley Davidson.
  • Metal Crusade : festival nato nell'estate 2009 con l'obiettivo di promuovere bands della scena Metal di livello nazionale e locale con lo scopo di far conoscere un panorama musicale non molto affermato nella provincia. Una giornata carica di adrenalina allo stato puro, con un contorno di stand gastronomici, merchandising e birra. Nel corso delle precedenti edizioni il palco ha visto protagoniste band del calibro dei Kaledon, Kenos, EndlessPain, Stormlord e i Sadist.
  • Bassano's Got Talent: talent show nato nel 2010 con l'obiettivo di far emergere i giovani talenti della zona. Lo show, diviso in due serate e svolto all'aperto nello spiazzo adiacente al parco giochi, riscuote un discreto successo anche fra gli abitanti dei paesi limitrofi. La giuria ospita spesso personaggi di rilievo e i concorrenti devono avere almeno sedici anni (regola introdotta nel 2012).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Bassano Romano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Bassano Romano ha una stazione ferroviaria propria, attualmente chiusa al traffico passeggeri, sulla linea metropolitana FL3 Roma Ostiense-Cesano-Viterbo. Fino all'orario invernale 1990/1991, alla stazione di Bassano fermavano pressoché tutti i treni sia in direzione Roma sia in direzione Viterbo. A partire dal 1991, la fermata fu improvvisamente soppressa per lo scarsissimo traffico passeggeri. Successivamente, tra il 1992 e il 1999, la fermata fu ripristinata per una decina di treni al dì. Tuttavia, la mancanza di collegamenti in coincidenza e la scarsa conoscenza da parte degli utenti bassanesi dell'esistenza di quelle tracce orarie, rendevano quelle fermate totalmente inutili. Al momento dell'ammodernamento della linea Roma-Viterbo, nel 2000, la stazione di Bassano Romano fu nuovamente soppressa, stavolta in maniera definitiva. Oggi è utilizzata saltuariamente da gruppi scout che chiedono la fermata a Trenitalia.[1]. Di conseguenza la stazione fruibile più vicina è quella di Capranica-Sutri, a circa 6 km. Nel maggio 2013, grazie all'interessamento di un cittadino e del Comitato Pendolari FL3 Lago di Bracciano, è stato annunciato anche in sedi amministrative il possibile ripristino di alcune fermate nei prossimi orari; nel mese di novembre 2013 si è tenuto un incontro di detto Comitato con la Provincia di Viterbo, nel corso del quale l'ipotesi di avere fermate a breve è sembrata sempre più realistica, specialmente per quanto riguarda i treni non veloci; nel dicembre dello stesso anno si è venuti a conoscenza che la Provincia di Viterbo ha inserito il ripristino della fermata a Bassano nei progetti relativi al TPL di zona.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964 Bassano di Sutri cambia denominazione in Bassano Romano.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Bassano Romano fa parte del Servizio Associato di Vigilanza della Bassa Tuscia con i Comuni di Oriolo Romano, Vejano, Barbarano Romano e Canale Monterano.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i film girati a Bassano Romano:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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