Sutri

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Sutri
comune
Sutri – Stemma
Sutri – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Guido Cianti (lista civica di centrodestra Uniti per Sutri) dal 27/05/2013 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°14′52″N 12°12′57″E / 42.247778°N 12.215833°E42.247778; 12.215833 (Sutri)Coordinate: 42°14′52″N 12°12′57″E / 42.247778°N 12.215833°E42.247778; 12.215833 (Sutri)
Altitudine 291 m s.l.m.
Superficie 60,94 km²
Abitanti 6 671[1] (31-12-2010)
Densità 109,47 ab./km²
Comuni confinanti Bassano Romano, Bracciano (RM), Capranica, Monterosi, Nepi, Ronciglione, Trevignano Romano (RM)
Altre informazioni
Cod. postale 01015
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056049
Cod. catastale L017
Targa VT
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Nome abitanti sutrini
Patrono Santa Dolcissima
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sutri
Posizione del comune di Sutri nella provincia di Viterbo
Posizione del comune di Sutri nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale
Posizione dell'antica Sutrium nell'età regia di Roma.
Necropoli etrusca
Anfiteatro
Concattedrale di Santa Maria Assunta
Villa Savorelli
Torre degli Arraggiati
Madonna Del Parto, Esterno
Madonna Del Parto, Interno
Porta vecchia
Monumento ai caduti della Polizia

Sutri è un comune italiano della provincia di Viterbo, con una popolazione di poco superiore ai 6.000 abitanti. Dista circa 30 km dal capoluogo e circa 50 km dal Grande Raccordo Anulare (Roma).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sutri sorge su un imponente rilievo di tufo che domina la via Cassia. Le sue origini sono molto antiche e presenta evidenti testimonianze del suo passato: un anfiteatro romano completamente scavato nel tufo, una necropoli etrusca formata da decine di tombe scavate anch'esse nel tufo, mura etrusche incorporate da quelle medioevali, un mitreo poi tramutato in chiesa (intitolata alla Madonna del Parto), il Duomo di origine romanica.

Francesco Petrarca, scrivendo del suo primo viaggio a Roma nella lettera al cardinale Giovanni Colonna, descrive Sutri:

« A due sole miglia sta Sutri, sede diletta a Cerere, e antica colonia, secondo che dicono, di Saturno: ove non lungi dalle mura mostrano il campo che narrano fosse il primo in Italia a ricevere la sementa del grano, segato indi a poco dallo stranio re che con tal beneficio mansuefatti e cattivatisi gli animi di quei primi abitatori regnò su loro tranquillo infin che visse, e venuto dopo morte in voce di Dio, dalla gratitudine degli uomini qual vecchio nume con in mano la falce fu venerato. Saluberrimo, a quanto la breve dimora mi concede di giudicarne, è questo clima.
Cingono d'ogni parte il paese colline senza numero, né troppo alte, né di malagevole salita e di nessuno impedimento allo spaziar della vista, infra le quali s'aprono sui convessi fianchi ombrose e fresche caverne, e sorge frondoso il bosco a riparare l'ardore del sole da tutti i lati da quello infuori che guarda a Borea, ove un monticello degli altri più basso in aprica valle spiegandosi appresta alle api una fiorita dimora. Qui d'acque dolcissime ne' bassi fondi il mormorio, qui cervi, damme, cavrioli, e tutto il selvaggio gregge de' boschi errante ne' colli aperti, e schiera infinita d'augelli che lambe le onde o su pei rami saltellando sussurra. Taccio de' buoi, e de' domestici armenti, e dei doni di Cerere e di Bacco, che alla fatica dell'uomo dolci ed ubertosi rispondono, e dei naturali tesori dei vicini fiumi, dei laghi e del mare, che anch'esso poco è distante. »
(Lettere di Francesco Petrarca delle cose familiari, lettera XXIII, ca. 1337)

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Sutri (anticamente Sutrium) è testimoniata dai numerosi ritrovamenti archeologici nella zona appartenenti a diverse epoche. Le sue origini sono molto antiche, probabilmente risalenti all'età del bronzo. La sua fondazione è, secondo la leggenda, da attribuirsi ad un antico popolo di navigatori orientali, i Pelasgi. Altre leggende parlano della fondazione da parte di Saturno, che appare a cavallo con tre spighe di grano in mano nello stemma ufficiale del comune.

Ebbe un forte sviluppo nel periodo di dominazione etrusca, come centro agricolo e commerciale. Come passaggio obbligato per l'Etruria, fu conquistata definitivamente nel 383 a.C. dai Romani, dopo la caduta di Veio. Successivamente sostenne il passaggio di diverse orde barbariche in viaggio per la via Cassia alla volta di Roma, fungendo da baluardo del consolato e dell'impero.

Tra il V e l'VIII secolo Sutri fu coinvolta nelle lotte tra Longobardi e Bizantini, fino a che, nel 728, il re dei Longobardi Liutprando offrì la città e le terre circostanti al papa Gregorio II. Questa donazione viene considerata l'inizio del dominio temporale della Chiesa, ovvero il primo passo per la costruzione del Patrimonio di San Pietro.

Nel IX secolo si colloca la leggenda di Berta, sorella di Carlo Magno, diseredata ed esule per aver avuto rapporti con un uomo di umili origini. Secondo tale leggenda, lungo la strada per Roma, ella si fermò a Sutri (secondo alcuni avendola ricevuta in dono dal fratello come dimora) e partorì in una grotta Rolando (o Orlando), poi nominato paladino di Francia dallo stesso imperatore e protagonista di numerose opere sulle sue gesta cavalleresche.

Si svolse a Sutri nel 1046 un Concilio indetto dall'imperatore Enrico III, che pose fine allo scisma che vedeva opporsi tre rivali per il papato: vi fu eletto papa Clemente II.

In età feudale fu al centro degli scontri tra guelfi e ghibellini, che culminarono nell'incendio che distrusse il borgo nel 1433, ad opera di Nicolò Fortebraccio, capitano di ventura. Da quel momento la città vide un rapido declino della sua importanza demografica ed economica, dovuto anche al dirottamento delle rotte commerciali lungo la Via Cimina, a favore di Ronciglione, fortemente potenziata dai Farnese. Sutri si ridusse quindi ad una cittadina rurale di secondo piano nello Stato Pontificio, facile merce di scambio per le famiglie nobili.

Alla fine del XVIII secolo, Sutri fu conquistata dalle truppe francesi e accomunata a Ronciglione. Nella Restaurazione fu resa allo Stato Pontificio.

Sutri è un'importante sede vescovile almeno dal V secolo, sebbene la leggenda voglia che San Pietro stesso vi inviò San Romolo come vescovo, agli albori del cristianesimo. Il primo vescovo residente di cui si ha notizia certa è Sant'Eusebio, nel 465. Tra il 1243 ed il 1244 la città è stata per breve tempo sede papale, quando papa Innocenzo IV vi si stabilì per fuggire dall'imperatore Federico II, che egli aveva scomunicato. Nel 1435 la sede vescovile fu unificata con quella di Nepi, a riprova del declino demografico ed economico avvenuto all'epoca. Nel 1556 è stata sede vescovile del futuro papa Pio V, poi canonizzato, a cui sono dedicate molte opere nel Duomo cittadino.

Monumenti e Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Sutri[modifica | modifica wikitesto]

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Orlando Paladino[modifica | modifica wikitesto]

Lasciando Sutri in direzione di Roma, a circa un chilometro e mezzo dalla piazza centrale, a sinistra sulla Via Cassia, si può notare un viottolo che scende a valle. Percorsi pochi metri, appare una grotta a due stanze sorrette da una colonna (probabilmente una tomba etrusca a camera).
La tradizione popolare, rafforzata dai poemi cavallereschi franco-veneti del XII secolo, vuole che qui sia nato Orlando Paladino, Marchese del Chiaramonte, Conte di Blaye e Gonfaloniere della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
La leggenda racconta che Carlo Magno aveva una sorella di nome Berta la quale ebbe l'impudenza di invaghirsi di un valoroso condottiero privo di titolo, di nome Milone. Il re, adiratosi, scacciò la donna dalla corte assieme al suo innamorato sgradito. Per quest'ultimo divenne vitale cercare chi lo assumesse al proprio servizio ma, respinto da tutti, fu costretto a dirigersi verso Roma per chiedere al Papa di intercedere presso il re. Durante la sosta a Sutri, in quella grotta, Berta fu colta dalle doglie del parto e mise alla luce un bel bimbo. Mentre lo accudiva un giorno il piccolo le scivolò di mano iniziando a rotolare sull'erba del pendio e facendo esclamare alla madre disperata "Ooh! le petit rouland!". Da qui venne il suo nome Rolando o Orlando e quello della valle che ancora è chiamata Valle Rotoli.

Il ragazzo crebbe sano e robusto, divenendo capo della gioventù Sutrina, meritandosi la carica di "Re del Carnevale" e conducendo una vita spensierata fino a quando non giunse a Sutri la corte di Carlo Magno. Il re dei Franchi era diretto a Roma e tant'era l'euforia che suscitavano i re e il suo seguito al passaggio che Orlando, contagiato da tanta eccitazione, non perse tempo a mettersi in mostra. Si travestì da servitore, si infiltrò nella sala del banchetto reale e rubò con la velocità del fulmine, la coppa dove aveva appena bevuto il sovrano. Carlo, più meravigliato che adirato per l'accaduto, sfidò giocosamente il ladro a ripetere la malefatta il giorno successivo, cosa che si ripeté puntualmente identica fra lo stupore generale. Sulla strada di casa Orlando trovò i tre dignitari inviati dal re che, riconosciuta la madre Berta come sorella del sovrano, permisero il ricongiungimento dei familiari da tanto tempo divisi. Rientrando in Francia, Carlo Magno volle suo nipote al fianco, ma Orlando pretese che il suo compagno Oliviero - sutrino autoctono - lo accompagnasse, divenendo poi con lui Paladino di Francia. (entrambi morirono combattendo contro i Saraceni nella battaglia di Roncisvalle, nell'agosto del 778.)

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella settimana che include il 16 settembre, dies natalis della patrona Santa Dolcissima, vengono organizzate manifestazioni che comprendono una processione religiosa con il simulacro della Santa ed uno spettacolo pirotecnico con fiaccolata all'interno dell'anfiteatro la sera del 17 settembre.
  • Il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant'Antonio abate, viene organizzata una sfilata di cavalli e, nella domenica successiva, viene conteso un palio. La festività è legata ad una leggenda secondo cui il santo avrebbe salvato, nel XIX secolo, gli animali del paese da una grave epidemia.
  • A giugno, in occasione del Corpus Domini, viene organizzata una processione religiosa ed una splendida infiorata lungo la strada principale del paese.
  • In occasione del Natale, viene organizzato il presepe vivente presso la necropoli rupestre.
  • Durante l'estate Sutri collabora al Festival Barocco, un festival di musica classica della Tuscia Viterbese con numerosi concerti, spesso gratuiti, che a Sutri si svolgono nella Chiesa di S. Francesco, sconsacrata e poi riconsacrata, a Villa Savorelli, o presso l'anfiteatro. In passato hanno partecipato al Festival musicisti del calibro di Severino Gazzelloni e Gustav Leonhardt.
  • Una delle prime due domeniche di settembre si tiene ogni anno la sagra del fagiolo. Il fagiolo di Sutri, detto "della Regina" è una varietà molto apprezzata per il sapore e l'alta digeribilità. Altri prodotti tipici locali sono i funghi porcini e i vini.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Sutri ha ricevuto nel 2003 dal Touring Club Italiano e dalla Regione Lazio la Bandiera Arancione come attestato di qualità turistica ed ambientale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Sutri può essere raggiunta in auto da Roma o da Viterbo percorrendo la via Cassia (da Roma si consiglia dal GRA l'uscita Cassia Bis/Veientana).

Sutri è collegata, tramite la Strada Provinciale 83 Beccacceto, a Ronciglione.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Un ulteriore collegamento disponibile è il treno della ferrovia regionale FR3 Roma-Cesano-Viterbo, fino alla stazione di Capranica-Sutri. Tuttavia la stazione, fatta eccezione per qualche sporadico bus COTRAL, non è collegata a Sutri.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Sutri passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 maggio 2003 14 aprile 2008 Vincenzo Petroni centro-destra Sindaco
15 aprile 2008 in carica Guido Cianti lista civica di centro-destra Uniti per Sutri Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Sutri fa parte dell'Associazione dei Comuni Italiani sulla Via Francigena[3], come passaggio per i pellegrini diretti a Roma da nord.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Home page Associazione Comuni sulla Via Francigena

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Fedele, Un " Consolato" nel protocollo di una carta romana dell'anno 1004, Roma, Forzani e c. tipografi del Senato, 1899
  • Generoso Patrone, Piano di assestamento del bosco dell'Università agraria di Bassano di Sutri per il dodicennio 1959-1970, Firenze, Tip. B. Coppini e C., 1959
  • Giovanni Miccoli, Un nuovo manoscritto del Liber de vita christiana di Bonizone di Sutri, Spoleto, Arti grafiche Panetto & Petrelli, 1966
  • Ludovico Gatto, Bonizone, vescovo di Sutri e di Piacenza, Roma, La goliardica, 1967
  • Ludovico Gatto, Bonizone di Sutri e il suo Liber ad amicum: ricerche sull'eta gregoriana, Pescara, Trimestre, 1968
  • Enrico Cruciani, Giovanni Mancinelli, Sutri, fotografie di Edoardo Montaina, Viterbo, Agnesotti, CARIVIT, 1988
  • Pacifico Chiricozzi, Le chiese delle diocesi di Sutri e Nepi nella Tuscia meridionale, Grotte di Castro, C. Caccarelli, 1990
  • Chiara Morselli, Sutri, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, 1991
  • Walter Berschin, Bonizone di Sutri: la vita e le opere, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto Medioevo, 1992
  • Paola Refice, Dulcissima e Mustiola : rappresentazioni femminili lungo le vie di pellegrinaggio, Manziana, Vecchiarelli, 1996
  • Salvatore Lorusso, La diagnostica nel settore dei beni culturali, Ravenna, Longo, 1998. ISBN 88-8063-191-8
  • Enrico Guidoni (a cura di), Pittura a Sutri dal Medioevo al Novecento, Vetralla, D. Ghaleb, 2002. ISBN 88-88300-04-X

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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