Tarquinia
| Tarquinia comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Mauro Mazzola (centrosinistra) dal 07/05/2012 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 42°14′57″N 11°45′22″E / 42.24917°N 11.75611°ECoordinate: 42°14′57″N 11°45′22″E / 42.24917°N 11.75611°E | ||||
| Altitudine | 133 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 279,65 km² | ||||
| Abitanti | 16 724[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 59,8 ab./km² | ||||
| Frazioni | Tarquinia Lido, Marina Velca, Saline, Sant' Agostino | ||||
| Comuni confinanti | Allumiere (RM), Civitavecchia (RM), Montalto di Castro, Monte Romano, Tolfa (RM), Tuscania | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 01016 | ||||
| Prefisso | 0766 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 056050 | ||||
| Cod. catastale | D024 | ||||
| Targa | VT | ||||
| Cl. sismica | zona 3B (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | tarquiniesi | ||||
| Patrono | Maria santissima di Valverde | ||||
| Giorno festivo | 8 maggio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Tarquinia nella provincia di Viterbo |
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| Sito istituzionale | |||||
| Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia (EN) Etruscan Necropoleis of Cerveteri and Tarquinia |
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|---|---|
| Tipo | Culturali |
| Criterio | (i) (iii) (iv) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 2004 |
| Scheda UNESCO | (EN) Scheda (FR) Scheda |
Tarquinia è un comune italiano di oltre 16.500 abitanti della provincia di Viterbo; dista dal capoluogo circa 45 chilometri.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Territorio [modifica]
Tarquinia si trova a 132 m d'altitudine su un colle dominante da sinistra il basso corso del fiume Marta, presso la Via Aurelia, nella Maremma laziale.
Nel territorio comunale scorre anche il torrente Arrone.
Clima [modifica]
Classificazione climatica: zona D, 1658 GR/G
Storia [modifica]
La città di Tarquinia (Tarquinii in latino e Tarch(u)na in etrusco, derivante da quello del mitico Tarconte[2]) fu uno dei più antichi ed importanti insediamenti della dodecapoli etrusca[3]. In rapporto con Roma fin da epoca molto antica, diede a questa città la dinastia dei re Etruschi[4] (Tarquinio Prisco,[4] Servio Tullio e Tarquinio il Superbo) che svolse un ruolo di primaria importanza nella storia della città latina (fine del VII e VI secolo a.C.).
Tarquinia entrò più volte in guerra con Roma e da questa fu infine sottomessa dopo la battaglia di Sentino, all'inizio del III secolo a.C. nel 295 a.C.. Da allora Tarquinia fece parte dei territori romani nella regio VII Etruria. Nel V secolo passò sotto il regno romano-gotico di Teodorico. Nella prima metà del VI secolo si trovò coinvolta nella guerra gotica e nella seconda metà del secolo entrò a far parte del longobardo ducato di Tuscia. Nella seconda metà dell'VIII secolo la Tuscia fu prima acquisita ai domini carolingi e poi donata al pontefice come parte del neo-costituito Stato della Chiesa.
Probabilmente già a partire dal VI secolo si ebbe l'iniziale graduale spopolamento dell'abitato etrusco-romano, che andò accentuandosi in età medievale, per poi completarsi nel tardo medioevo, quando la città antica si era ridotta a poco più di un castello fortificato.
A partire dall'VIII sec. d.C., su di un colle[5] contiguo alla città antica, ma in vista del mare, è attestata la presenza di una rocca detta Corgnetum o Cornietum. Tra la fine del X e gli inizi dell'XI secolo, nei documenti troviamo nominato un Corgitus (dal 1004) o Torre di Corgnitu (dal 939). Da questo piccolo primo nucleo si svilupperà, nei secoli XI e XII, il centro medievale di Corneto.
Nel 1144 Corneto divenne libero comune italiano stipulando patti commerciali con Genova (nel 1165) e con Pisa (nel 1177). Nel XIII secolo resistette validamente all'assedio dell'imperatore Federico II. Si oppose anche alle mire della Chiesa, ma la città fu infine ridotta all'obbedienza dal cardinale Egidio Albornoz (1355) e da quel momento, anche se con brevi interruzioni, rimase stabilmente allo Stato Pontificio condividendone le vicende.
Nel 1435 papa Eugenio IV elevò Corneto al rango di civitas e di sede vescovile. Nel 1854 la diocesi di Corneto fu unita aeque principaliter alla diocesi di Civitavecchia. Nel 1986 le diocesi furono pienamente unite nella diocesi di Civitavecchia-Tarquinia.
Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale divenne sede della scuola di paracadutismo.
Monumenti e luoghi di interesse [modifica]
L'antico centro etrusco e romano sorgeva sull'altura detta "La Civita", alle spalle del "colle dei Monterozzi" dove sorge l'abitato odierno e dove si trova la necropoli antica (necropoli dei Monterozzi).
Architetture religiose [modifica]
- Santa Maria di Castello (1121-1208), in cui si notano influssi lombardi e cosmateschi;
- Santissima Annunziata, dove si notano influssi arabi e bizantini;
- San Giacomo;
- Chiesa del Suffragio, esempio di edificio barocco;
- Chiesa di San Pancrazio, dove forme gotiche si innestano su quelle romaniche;
- Chiesa di San Francesco;
- Chiesa di San Giovanni;
Architetture civili [modifica]
- Mura medievali; la città attuale conserva, soprattutto nei quartieri settentrionali, uno spiccato carattere medievale, accentuato dalle numerose torri dalle mura e da parecchie chiese.
- Compongono il più caratteristico scenario medievale della città i resti del palazzo dei Priori e di alcune torri.
- Il grandioso palazzo Vitelleschi, iniziato nel 1436 e completato in eleganti forme rinascimentali verso il 1480-1490, è sede del Museo nazionale tarquiniese.
Siti archeologici [modifica]
Città etrusca [modifica]
Le testimonianze più antiche di abitato sul colle de "La Civita" risalgono a un grande centro proto-urbano del periodo villanoviano (IX-VIII secolo a.C.) che grazie alle ricerche topografiche si è potuto calcolare attorno ai 150 ettari di estensione; non sono numerosi i resti dell'abitato, di cui sono visibili in particolare gli imponenti avanzi di un tempio, oggi detto Ara della Regina (44 × 25 m), datato intorno al IV - III secolo a.C.; l'edificio, con unica cella e colonnato, era costruito in tufo con sovrastrutture in legno e decorazioni fittili. È identificabile il tracciato della cinta urbana, adattato all'altura per un percorso di 8 km circa (IV - V secolo a.C.).
Necropoli [modifica]
Un elemento di eccezionale interesse archeologico è costituito dalle vaste necropoli, in particolare la necropoli dei Monterozzi, che racchiudono un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia, nelle quali è conservata una straordinaria serie di dipinti, che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana. Le camere funerarie, modellate sugli interni delle abitazioni, presentano le pareti decorate a fresco su un leggero strato di intonaco, con scene di carattere magico-religioso raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori di aulós, giocoleria, paesaggi, in cui è impresso un movimento animato e armonioso, ritratto con colori intensi e vivaci. Dopo il V secolo a.C. figure di demoni e divinità si affiancano agli episodi di commiato, nell'accentuarsi del mostruoso e del patetico.
Tra i sepolcri più interessanti si annoverano le tombe che vengono denominate del Guerriero, della Caccia e della Pesca, delle Leonesse, degli Auguri, dei Giocolieri, dei Leopardi, dei Festoni, del Barone, dell'Orco e degli Scudi. Parte dei dipinti, staccati da alcune tombe allo scopo di preservarli (tomba delle Bighe, del Triclinio, del Letto Funebre e della Nave), sono custoditi nel Museo nazionale Tarquiniense; altri sono visibili direttamente sulla parete su cui furono realizzati, restituendoci la conoscenza della scomparsa pittura greca, cui sono legati da vincoli di affinità e dipendenza.
Di minor livello artistico appare la scultura in pietra, presente in rilievi su lastre o nella figura del defunto giacente sul sarcofago; notevole tra gli altri il sarcofago calcareo della tomba dei Partunu, opera di pregevole fattura, databile a età ellenistica; tra le decorazioni fittili, un frammento ad alto rilievo, proveniente dal frontone dell'Ara della Regina, è conservato nel Museo nazionale tarquiniense, ove è raccolta tra l'altro un'importante serie di reperti ceramici, bronzi laminati, rilievi e terrecotte provenienti dalla zona, databili dal periodo geometrico al tardo-etrusco.
Aree naturali [modifica]
- Riserva naturale Salina di Tarquinia; nel territorio sono presenti le antiche "Saline", oggi riserva naturale di popolamento animale delle Saline di Tarquinia.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[6] 
Cultura [modifica]
Istruzione [modifica]
Musei [modifica]
- Museo nazionale tarquiniese.
Arte [modifica]
Al Rinascimento appartengono anche gli eleganti affreschi di Antonio del Massaro da Viterbo (detto "il Pastura") nel coro del duomo e quelli di autore ignoto nel palazzo Vitelleschi.
Persone legate a Tarquinia [modifica]
- Adriano Castellesi, cardinale
- Alberto Elia, pallavolista
- Angelo Jacopucci, pugile
- Bruno Elisei, pittore e scultore
- Giovanni Vitelleschi, cardinale
- Giuseppe Castellini, giornalista
- Lucia Filippini, santa cattolica
- Roberto Meraviglia, politico
- Sebastian Matta, pittore, esule cileno
- Sergio Guerri, cardinale
- Titta Marini, poeta dialettale
- Trio Medusa, comici
- Vincenzo Cardarelli, poeta
- Vito Bongiorno, pittore
- Suor Maria Alfonsa Bruno, Serva di Dio.
- Lorenzo Balduini, pittore
- Tino Scotti: attore
Economia [modifica]
Per il settore agricolo si producono nel territorio cereali e ortaggi e viene praticato l'allevamento. Sviluppato è anche il settore turistico, grazie i cospicui resti della città etrusca. Sulla costa si trova inoltre la stazione balneare del Lido di Tarquinia.
Proseguendo lungo la costa ci si ritrova nello splendido paesaggio dell'alto Lazio caratterizzato da grandi pianure e zone con coltivazione di arachidi e pompelmi. Al confine si trova il bosco Lomoriello citato anche nel Decameron di Boccaccio.
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Strade [modifica]
È servita dall'autostrada A12 Roma-Civitavecchia, che termina a pochi chilometri, dalla SS1 Aurelia e dalla in parte in costruzione Strada statale 675 Umbro-Laziale.
Inoltre è collegata tramite la Strada Provinciale 3 Tuscanese a Tuscania, e tramite la strada provinciale 97 Valle del Mignone a Monte Romano.
Ferrovie [modifica]
La città è servita da una stazione ferroviaria sulla linea Tirrenica, anche se questa non è ubicata nel centro cittadino. Essa comprende una biglietteria ormai chiusa da tempo.
Amministrazione [modifica]
Nel 1922 Corneto Tarquinia, allora nella provincia di Roma, cambiò denominazione in Tarquinia.
Nel 1928, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, un anno dopo che era stata istituita la provincia di Viterbo, Tarquinia passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 2002 | 2007 | Alessandro Giulivi | Sindaco | ||
| 2007 | 2012 | Mauro Mazzola | centrosinistra | Sindaco | |
| 2012 | in carica | Mauro Mazzola | centrosinistra | Sindaco | |
Città gemellate [modifica]
Altre informazioni amministrative [modifica]
Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
Curiosità [modifica]
Tarquinia è la prima città patrimonio dell'Unesco ad avere una cartellonistica Qr. Dal 31 marzo 2011 infatti la città è stata dotata di una segnaletica Qr Code che consente di ottenere informazioni sulle attrazioni e i servizi indicati direttamente sul proprio smartphone.
In fase di sviluppo[quando?] anche la guida in LIS, la lingua dei segni italiana. Sul proprio cellulare, sempre attraverso i codici Qr, sarà possibile vedere video-guide eseguite in lingua dei segni. Il progetto è realizzato in collaborazione con la Silis e l'Ente Nazionale Sordi.
Galleria fotografica [modifica]
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Strabone, Geografia, V, 2,2.
- ^ Nell'Eneide, Virgilio (III, 170; CI, 209; IX, 10; X, 719) cita la città di Corythus, patria del mitico Dardano, che è stata da alcuni identificata con la Tarquinia etrusca (N. Horsfall, "Corythus: the return of Aeneas in Virgil and his sources", in Journal of Roman Studies, 63, 1973, p.68 ss.; recensione critica di E.L. Harrison e risposta di Horsfall, in The Classical Quaterly, 26, 1976, 293-295 e 296-297; N. Horsfall, "Corythus re-examined", in J.N. Bremmer e N. Horsfall Roman Mith and Mythografy, Groningen 1987), anziché con Cortona, come tradizionalmente ritenuto (G. Dennis, The Cities and Cemeteries of Etruria, London 1848). Esistono anche ipotesi di identificazione della mitica Corythus virgiliana con Tuscania
- ^ a b Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.36.
- ^ Sul medesimo colle, tra l'altro, abbiamo tracce archeologiche di un insediamento villanoviano, di una necropoli utilizzata anche in epoca etrusca, e di fortificazioni etrusco-romane.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Tarquinia e i suoi Punti d'Interesse
- Scheda UNESCO
- http://www.rivistasitiunesco.it/articolo.php?id_articolo=658&categoria=Marketing%20territoriale Rivista Unesco su Tarquinia]
- Tarquinia Qr
- Tarquinia News