Dodecapoli etrusca
La dodecapoli etrusca è l'insieme di dodici città-stato etrusche che, secondo la tradizione, costituirono in Etruria una potente alleanza di carattere economico, religioso e militare: la Lega etrusca.
Sull'identità delle dodici città che facevano parte della Lega confederata non ci sono notizie certe (nessun documento storico, in special modo etrusco, al riguardo), perciò si possono solo fare supposizioni. Di certo dovevano farne parte importanti città come: Veio, Caere, Tarquinia, Vulci, Roselle, Vetulonia, Populonia, Volsinii, Chiusi, Perusia, Arretium (Arezzo) e Volterra[1]. Con la caduta in mani romane di alcune di queste città (come Veio), oppure con il declino delle stesse, è probabile che altre città presero il loro posto, magari quelle che fino a quel momento erano considerate centri minori, come Cortona, Fiesole o Falerii[1]. Dopo che l'Etruria divenne, sotto l'impero di Augusto, la Regione VII dell'Italia romana, le città principali divennero ufficialmente quindici[1].
Le città della dodecapoli erano tra loro in concorrenza per l'espansione territoriale e commerciale, e tali contrasti causarono una scarsa capacità di coordinamento militare nel combattere aggressioni esterne.
Ogni anno i rappresentanti delle città si incontravano presso il Fanum Voltumnae, un luogo a loro sacro rimasto tuttora sconosciuto, forse nel territorio della città di Volsinii (l'attuale Orvieto?) oppure a Tarquinia (Corneto), per eleggere il capo della Federazione (lo zilath mech rasnal, a cui sottostava tutto il popolo etrusco), per discutere degli affari politici ed economici, e per onorare i comuni idoli. In occasione di queste celebrazioni religiose e delle assemblee aveva luogo un importante mercato, occasione di interscambio economico-culturale.
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[modifica] Dodecapoli padana e campana
| Per approfondire, vedi le voci Etruria padana e Etruria campana. |
Nel VI secolo a.C. gli Etruschi decisero di espandere il loro dominio nel Nord Italia e nel Sud Italia, più precisamente in Emilia e in Campania, andando a formare altre due regioni etrusche (di stampo coloniale) sovente chiamate Etruria padana e di Etruria campana. Per ognuna di queste aree coloniali si può certamente parlare di dodecapoli. Ma come per la dodecapoli dell'Etruria propria, anche in questo caso non si ha la certezza di quali città rientrassero a far parte delle due formazioni.
Per l'Etruria padana si parla certamente di Felsina (Bologna), Spina e la città che sorgeva sull'attuale Marzabotto (forse Misa), mentre si possono solo supporre città quali Ravenna, Cesena, Rimini, Modena, Parma, Piacenza, Mantova e forse Milano. Per l'Etruria campana, invece, le città più probabili sono: Capua, Nola, Acerra e Nocera, mentre sono ipotizzabili Suessola, Ercolano, Pompei, Sorrento e Pontecagnano (Salerno)[2].
[modifica] Note
- ^ a b c Romolo A. Staccioli, Gli Etruschi. Un popolo tra mito e realtà, pag. 84.
- ^ Romolo A. Staccioli, Gli Etruschi. Un popolo tra mito e realtà, pagg. 85-86.