Civitavecchia

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Civitavecchia
comune
Civitavecchia – Stemma Civitavecchia – Bandiera
Civitavecchia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Antonio Cozzolino (M5S) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 42°06′00″N 11°48′00″E / 42.1°N 11.8°E42.1; 11.8 (Civitavecchia)Coordinate: 42°06′00″N 11°48′00″E / 42.1°N 11.8°E42.1; 11.8 (Civitavecchia)
Altitudine 8-76 m s.l.m.
Superficie 71,95 km²
Abitanti 51 449[1] (31-12-2012)
Densità 715,07 ab./km²
Frazioni Aurelia, La Scaglia
Comuni confinanti Allumiere, Santa Marinella, Tarquinia (VT)
Altre informazioni
Cod. postale 00053
Prefisso 0766
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058032
Cod. catastale C773
Targa RM
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Nome abitanti civitavecchiesi
Patrono Santa Fermina
Giorno festivo 28 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Civitavecchia
Posizione del comune di Civitavecchia nella provincia di Roma
Posizione del comune di Civitavecchia nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Civitavecchia è un comune italiano di 51.449 abitanti[2] della provincia di Roma posto sul litorale romano.

Affacciata sul mar Tirreno, la sua storia è legata alla marineria e al commercio, tanto che oggi il porto di Civitavecchia è tra i più importanti d'Italia, il secondo scalo europeo per numero di passeggeri annui in transito[senza fonte].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il villaggio, che poi diventò Civitavecchia, si sviluppò lungo la costa tirrenica in epoca etrusca. La città è situata in un territorio compreso tra il fiume Mignone a nord ed il fiume Marangone a sud. Anche se non gode di grandi rilievi, la periferia è leggermente rialzata rispetto al resto dei quartieri. Inoltre vi sono numerosi fossi e piccoli canyon che partono dai vicini monti della Tolfa e sfociano a mare. La costa presenta numerose insenature e golfetti (cellae) con fondali rocciosi, le spiagge sabbiose invece sono presenti solo verso nord.

A nord di Civitavecchia scorre l'ultimo tratto del fiume Mignone che passa poi nella provincia di Viterbo per confluire infine nel mar Tirreno.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Civitavecchia-Santa Marinella.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Centum Cellae (questo il nome latino che significa Cento [numerose] Celle) era all'epoca riferito, secondo quanto scrisse Plinio il giovane per la prima volta in una lettera nel 107 d.C., a un luogo dove erano in corso grandi lavori per la costruzione del porto, nei pressi della villa dell'imperatore Traiano. Si può ipotizzare quindi che la città venne a compimento intorno al 110 d.C. Numerose sono le ipotesi avanzate per spiegare l'origine del toponimo Centumcellae; si ritiene possa riferirsi al numero di insenature naturali che erano presenti sulla costa, oppure ai numerosi ambienti costruiti nella darsena per la raccolta merci, o ancora alle cento stanze della Villa Imperiale. Nell'828, in seguito all'invasione distruttiva dei Saraceni, la popolazione lasciò il centro, rifugiandosi prima sui monti, poi in un nuovo sito chiamato "Cencelle" (per distinguerla dal primitivo), fino a quando non fece definitivamente ritorno nel 889 nella città d'origine, cambiandone il nome in Civitas Vetula (Città Vecchia) per distinguerla da Cencelle.

La città venne creata sicuramente da un insediamento etrusco. La zona civitavecchiese non diventa realmente città, né è presente in documenti romani, fin dopo il ritorno di Traiano nel 103 d.C. Per maggiori informazioni consultare il sito Civitavecchia.

Archetto nelle mura medievali attraverso il quale si giunge a Piazza Leandra
Il Bastione, torre ottagonale facente parte delle mura che in epoca medievale circondavano a trapezio l'abitato di Civitavecchia
Facciata del teatro Traiano
Forte Michelangelo.
Un traghetto al porto commerciale

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Civitavecchia fu certamente abitato fin da epoche antichissime. Presso il torrente Fiumaretta sono stati ritrovati punte di frecce e raschiatoi in silice di epoca neolitica. Nelle località di Mattonara, Malpasso e Torre Chiaruccia, l'erosione della costa ha riportato alla luce numerosi scarichi di capanne dell'età del bronzo e dell'età del ferro. Si tratta di popolazioni che certamente traevano dal mare i propri mezzi di sussistenza.

I pagi di epoca etrusca[modifica | modifica sorgente]

Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, nel libro III dedicato alla geografia del Mediterraneo occidentale, nell'elencare i popoli dell'antica Etruria nomina gli Aquenses Taurini e i Castronovani. L'ubicazione dei due insediamenti è stata accertata il primo presso il colle Ficoncella nei pressi dei resti delle Terme di Traiano, il secondo presso il torrente Marangone. Tutto il territorio di Civitavecchia è disseminato da resti di tombe etrusche e si può supporre che anche in epoca preromana, in corrispondenza dell'attuale centro città, prosperasse un piccolo insediamento etrusco. Storici e archeologi concordano sull'esistenza di un antichissimo porto cellulare, formato cioè da piccoli bacini paralleli capaci di dare alloggio ad una singola imbarcazione. I resti di tali approdi erano ancora visibili alla fine del XIX secolo nei pressi del Forte Michelangelo.

Antica Roma[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Antica Roma.

La prima volta che compare il nome Centumcellae è in una lettera in cui Plinio il Giovane informa Corneliano di essere stato convocato dall'imperatore per il "Consilium Principis" presso la sua villa, situata nel luogo chiamato Centum Cellae, nel 107. «Villa pulcherrima cingitur viridissimis agris», così scriveva lo storico all'amico quando, ospite dell'imperatore Traiano, poté ammirare i grandi lavori, destinati a far sorgere il porto che avrebbe conservato per sempre, egli diceva, il nome del suo fondatore. L'imperatore aveva voluto stabilire in tale località la propria residenza proprio al fine di accelerare i lavori di costruzione del porto.

Il significato di Centum Cellae per anni è stato luogo di discussioni, alcuni ritengono che esso si riferisca alle insenature della costa, ma è stato ritenuto più probabile che centum, il quale in latino è un aggettivo che indica un numero ancora da definire, si riferisca alle stanze della Villa di Traiano, la quale è ancora da collocare.

Dunque si può dedurre che la data natale di Civitavecchia sia attorno al 107, durante il quale dovrebbero essere iniziati i lavori per la costruzione del porto, e che nel 110 siano terminati i lavori. Durante l'edificazione della città essa prese lo stile romano e venne edificato il Cardo Massimo, ovvero l'attuale Corso Marconi.

Sul finire dell'impero, quando tanti luoghi abitati, già fiorenti, declinavano rapidamente, Civitavecchia conservava ancora la sua importanza. Ne dà notizia il poeta Rutilio Namaziano che all'inizio del V secolo, tornando via mare in Gallia, si fermò presso Centocelle e descrisse sia la vitalità del porto sia le Terme di Traiano che, seppur lontane tre miglia, erano di facile accesso al viaggiatore.

Alto medioevo[modifica | modifica sorgente]

Bisanzio assunse il controllo di Civitavecchia tra il 537 e il 538 d.C., strappandola ai Goti. Lo storico bizantino Procopio di Cesarea, nel narrare le vicende della guerra contro i Goti, sottolinea l'importanza strategica dell'occupazione di Civitavecchia da parte delle forze bizantine, in considerazione delle dimensioni e dell'elevato numero degli abitanti della città, dotata di un porto ancora in piena efficienza. Durante la dominazione dell'impero romano d'oriente la città dipendeva dal Duca con sede in Roma, ma il vero e proprio comando dipendeva dal Conte a capo della guarnigione militare di stanza in città. Di uno di essi, un certo Teofanio, vissuto verso la fine del secolo VI, si ha una menzione nei Dialoghi del Pontefice Gregorio Magno, in ragione delle sue virtù di mitezza nel governo. Bisanzio mantenne il controllo di Civitavecchia fino all'ottavo secolo. La città passo sotto il dominio dello Stato Pontificio nel 728 d.C.

Gregorio III nel 740 d.C. fece restaurare le mura che consentirono alla città di resistere al tentativo di occupazione delle milizie longobarde guidate dal duca Grimoaldo nel 749 d.C. Le mura gregoriane non bastarono qualche decennio più tardi contro gli assalti dei saraceni.

L'incombente pericolo delle incursione "saracene" sembra verificarsi nell'anno 776 quando si ha notizia di navi piratesche condotte a Centumcellae e date alle fiamme. Di una prima devastante incursione e saccheggio su Centumcellae si ha notizia tra la fine dell'813 e gli inizi dell'814 (da Eginardo, lo storico di corte di Carlo Magno nella sua opera " Vita Karoli") ,cui seguirono ripetute incursioni, fino ad una supposta conquista della città da parte dei saraceni nell'828 ma in verità due successive invasioni si fanno risalire all'846 e all'876. Gli sconfitti dovettero trovare rifugio tra le selve boscose circostanti, ma già nell'854 il pontefice Leone IV, per dare loro stabile e sicura dimora, consacrò non lontano, tra le colline dei Monti della Tolfa, sulla sinistra del fiume Mignone, sui ruderi di un preesistente "pagus" etrusco, una nuova città che secondo il biografo di questo pontefice avrebbe dovuto chiamarsi Leopoli, ma che nella realtà, come attestano i documenti, perpetuò il nome di Centumcellae, anche perché ivi si era trasferito il vescovo della primigenia città romana portando con sé il titolo dell'antica omonima diocesi. Questa nuova città munita di dieci torri e tre porte prosperò per lungo tempo come libero Comune mutando gradualmente il nome in Centocelle e poi Cencelle.

Una tradizione sorta da errate interpretazioni storiche narra che dopo 60 anni dalla non documentata invasione saracena dell'828 d.C., la popolazione della nuova città di Leopoli fosse assai incerta se tornare tra i ruderi della vecchia Centumcellae o rimanere nel nuovo abitato di Leopoli, lontano dal mare ma certamente più protetto da altre eventuali invasioni. La popolazione totalmente rinnovata e i giovani affezionati al luogo nativo si sarebbero riuniti tutti in aperta campagna all'ombra di una grande quercia, per decidere se tornare ai luoghi antichi vicini al mare o rimanere sulla collina di Leopoli. Quando i contrari al ritorno stavano per ottenere la maggioranza sarebbe intervenuto un vecchio marinaio, di nome Leandro, uno dei superstiti dell'antica città. Il suo eloquio sarebbe stato così convincente che riuscì a cambiare l'esito della votazione convincendo l'assemblea a votare, all'unanimità, per il ritorno alla vecchia città, che sarebbe stata ribattezzata appunto Civitas Vetula. Sarebbe questo, secondo la leggenda, all'origine del simbolo della città, la quercia con le lettere O.C., per l'ottimo consiglio fornito dal vecchio marinaio, al quale fu intitolata la piazza principale del nuovo borgo, ancora oggi denominata piazza Leandra. In realtà il nome si fa risalire all'Oleandro(Leandro) secondo una consuetudine medievale di attribuire il nome di piante alle vie; nei pressi di questa Piazza infatti vi sono via dell'Olmo, via Colle dell'Olivo, via di Laura (Alloro=Lauro).

La leggenda di Leandro però, di forte e radicata tradizione e creduta fondata dagli storici del secolo scorso, è contraddetta dalle più recenti evidenze storiche. La Centumcellae (Leopoli-Cencelle) fondata da Leone IV si estinse definitivamente solo nella metà del XV secolo, in concomitanza con la scoperta dell'allume tra i monti della Tolfa e il conseguente sviluppo commerciale della romana Centumcellae, che attorno all'anno 1072 compare per la prima volta come una Rocca sulle rovine del porto, con il nome di Civita Vetula o Civita Veccla, donde il nome definitivo di Civitavecchia.

Le lettere OC che campeggiano nell'insegna araldica di Civitavecchia, si ritiene che non siano le iniziali del motto "Ottimo Consiglio" riferibile alla favola del mitico Leandro che avrebbe "consigliato" gli abitanti a fare ritorno alla città marinara, bensì le iniziali del motto ORDO CENTUMCELLENSIS in ricordo e ad onore delle origini romane di Civita vecchia.

Basso medioevo[modifica | modifica sorgente]

Sui primi secoli della città rinata le notizie sono assai scarse. Nell'XI secolo ebbero signoria su Civita Vetula il Conte Ranieri di Civitacastellana e il Monastero di Farfa. Il Pontefice Innocenzo II concesse Civita Vetula in feudo a Pietro Latro. I feudatari che ebbero più a lungo il possesso della città furono i Di Vico, ai quali fu inizialmente concessa la sovranità da Federico Barbarossa poi confermata anche dal papa Urbano IV. A contendere la sovranità sul feudo ai Di Vico fu la famiglia nobile dei Romani che esercitò il potere sulla Rocca prima di restituirlo a Giovanni di Vico nell'anno 1347 (fonte: Carlo Calisse, Storia di Civitavecchia). L'ultimo feudatario di Civitavecchia fu Giacomo Di Vico il quale si unì ai Colonna contro il papa Eugenio IV. Nell'anno 1431 il pontefice invio contro Giacomo l'esercito comandato dal cardinale Giovanni Maria Vitelleschi e composto dai migliori capitani di ventura dell'epoca: Fortebraccio, Ranuccio Farnese e Menicuccio dell'Aquila. Nonostante il numero soverchiante dei fedeli al Papa la rocca di Civita Vecchia o Civita Vetula risultò inespugnabile e Giacomo Di Vico riuscì a trattare la resa, cedendo la città alle forze del papa per 4.000 fiorini d'oro.

Il Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Parallelamente alle lotte intestine della nobiltà romana per il controllo del feudo civitavecchiese, il popolo della città cominciava a sviluppare i propri statuti comunali di cui si ha la prima traduzione in volgare conosciuta risalente al 1451 ed è opera di Bartolomeo di Ser Giovanni da Toscanella, vicario di Civitavecchia. A capo della magistratura comunale era posto un Visconte che durava in carica 4 anni ed era coadiuvato da un Camerlengo che svolgeva le funzioni di tesoriere, nonché da due "assessori" chiamati consiglieri o ufficiali. Con la vittoria di papa Eugenio IV su Giacomo Di Vico il potere dei papi su Civitavecchia si consolidò definitivamente, dando inizio ad un periodo di rinascita della città nel quadro del contestuale Rinascimento italiano. Papa Nicola V provvide a restaurare le mura nel 1455, e il suo successore Sisto IV doto la città di un'efficiente acquedotto. Come per il resto dello Stato Pontificio fu Papa Giulio II a dare il maggior impulso di sviluppo e rinascita di Civitavecchia. Fu sotto il suo pontificato che iniziarono i lavori della fortezza, progettata dal Bramante, ma che prese il nome di Michelangelo, anche se quest'ultimo, su commissione di Papa Paolo III si limitò a realizzare la parte superiore del maschio esagonale, completando l'opera nel 1535.

Nel 1522 l'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri con il loro Gran Maestro Filippo Villiers, a seguito della loro cacciata dall'isola di Rodi da parte dei turchi, si stabilì a Civitavecchia rimanendovi fino al 1530, anno in cui Carlo V concesse ai Cavalieri l'Isola di Malta, di cui assunsero in seguito il nome. Papa Paolo III benedì a Civitavecchia le navi delle flotte veneziana, genovese e spagnola, che nel 1535 partirono dal porto della città per combattere i pirati di Tunisi, il cui capo era il celebre corsaro Aruj Barbarossa.

Durante tutto il XVI secolo la città fu fortifica e dotata di nuove infrastrutture. Si segnalano per pregio e importanza le mura del Sangallo iniziate nel 1515 e terminate nel 1555 sotto il pontificato di Giulio III, nonché di opere di difesa andate perdute nel bombardamento dell'ultima guerra come il bastione della vecchia darsena e le quattro torri di avvistamento (Chiaruccia, Marangone, Valdaliga e Bertalda). Il Papa Sisto V istituì la flotta pontificia permanente di stanza a Civitavecchia nell'anno 1588, dotando la città di acqua dalla sorgente di San Liborio. I papi Clemente VIII, Paolo V e soprattutto Urbano VIII, contribuirono a portare il porto alla piena efficienza perduta con la caduta dell'Impero romano d'Occidente.

Nel XVII secolo Civitavecchia fu dotata da Papa Alessandro VII di un imponente arsenale, andato distrutto nel corso dei bombardamenti alleati subiti dalla città nella seconda guerra mondiale e il suo porto divenne nevralgico per l'approvvigionamento di cereali, da cui dipendeva la capitale. In meno di un secolo la popolazione passò da mille a tremila abitanti. L'arsenale costituiva un supporto indispensabile per la flotta pontificia impegnata all'epoca nella lotta contro la pirateria e la politica espansionista dell'Impero Ottomano. Nel 1693 Civitavecchia ottenne lo statuto di città.

L'anno precedente (1692) papa Innocenzo XII aveva promosso il ripristino dell'antico acquedotto di Traiano, incrementato dalla captazione di nuove sorgenti. Nell'approssimarsi della sua inaugurazione, il 6 maggio 1696 il pontefice si recò personalmente a Civitavecchia per spronare la conclusione dell'opera, lunga 35 km. Fu all'inizio del XVIII secolo che, data l'accresciuta importanza della città, Civitavecchia divenne sede di governatore e capoluogo di provincia, che comprendeva i territori di Tolfa, Allumiere e Tarquinia. Ancora in questo periodo, però, le autorità cittadine erano quelle di epoca rinascimentale, ossia il visconte e il camerlengo.

Il secolo d'oro, caratterizzato da pace e stabilità, stava per finire. Con l'occupazione dello Stato Pontificio i francesi presero possesso anche della città di Civitavecchia nel 1798 e del suo porto. Qui nello stesso anno si concentrò e prese imbarco una divisione francese di 6.000 uomini, guidata dal generale Desaix, destinata da Napoleone Bonaparte alla campagna d'Egitto. A tal fine fu requisita ed utilizzata tutta la flotta pontificia. Il generale austriaco Mack, alla testa dell'esercito del Regno di Napoli, invase lo Stato Pontificio nel novembre del 1798. Le truppe francesi a quel punto si ritirarono dalle città per concentrarsi e resistere uniti all'invasore. Le istituzioni cittadine a quel punto decisero di mostrarsi neutrali alla disputa che impazzava tra i francesi da una parte e austriaci, che peraltro godevano dell'appoggio inglese da mare e di quello russo da terra. Quando i francesi tentarono di rientrare in città, il primo febbraio 1799, la città chiuse le porte dando inizio ad un lungo assedio, durato oltre un mese. Le forze francesi in campo ammontavano a circa 3000 uomini ben equipaggiati con artiglieria pesante, guidati dal generale Merlin. Nonostante la soverchiante superiorità di forze i francesi non riuscirono a fare breccia tra le mura e, infine, il Popolo di Civitavecchia poté trattare una resa onorevole.

Nel 1809 tutto lo Stato Pontificio venne annesso all'Impero francese e grande impulso fu dato da Napoleone allo sviluppo delle infrastrutture e delle istituzioni della città. Furono creati tra l'altro il Tribunale, la Camera di Commercio e un'importante Stazione Meteorologica.

Dalla restaurazione all'Italia unita[modifica | modifica sorgente]

Con il ritorno di Pio VII sul seggio di Pietro nel 1814, a seguito della disfatta napoleonica, venne dato ulteriore impulso alla crescita delle istituzioni locali, con la creazione di un Ufficio di sanità marittima, che aveva competenza su tutto il litorale dello Stato. In questo periodo di restaurazione Civitavecchia divenne capoluogo di Delegazione e il visconte e il camerlengo furono sostituiti da un gonfaloniere, con funzioni di "sindaco", coadiuvato da una giunta di sei persone chiamati Anziani. Leone XII ripristino la cattedra vescovile di Civitavecchia, soppressa dalla caduta di Centumcellae e da allora unita a quella di Tuscania. Nel corso del papato di Gregorio XVI furono costruiti importanti edifici, tra cui il Teatro Traiano.

Il popolo di Civitavecchia, di sentimenti liberali, aderì subito al movimento risorgimentale. Il 9 febbraio 1849, giorno in cui fu proclamata la Repubblica Romana, il primo tricolore sventolava sul Forte Michelangelo. L'entusiasmo durò poco e fu subito spento il successivo 24 marzo, allorquando le truppe francesi di Napoleone III, comandate dal generale Oudinot, sbarcarono in città con l'intenzione, malcelata, di ristabilire l'ordine e rimettere il Papa al suo posto di comando. Il popolo non oppose resistenza convinto, a torto, che i francesi avrebbero svolto quel ruolo di "liberatori" dall'oppressione clericale che gli era stato proprio qualche anno prima. L'ultimo ventennio di dominio pontificio su Civitavecchia fu caratterizzato, sotto il pontificato di Pio IX, da importanti opere pubbliche, tra cui il tronco ferroviario Civitavecchia Roma del 1859.

Il 16 settembre 1870, quattro giorni prima della Breccia di Porta Pia, gli italiani guidati da Nino Bixio, fecero il loro ingresso in città tra ali di folla plaudente. Civitavecchia divenne così definitivamente italiana. È la fine del potere ultra millenario dei papi risalente (sia pur con qualche discontinuità) all'anno 728 d.C.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Bandiera degli Arditi del Popolo di Civitavecchia

Civitavecchia, durante la seconda guerra mondiale, venne rasa al suolo dalle bombe alleate nel corso dei 76 bombardamenti protrattasi dal 14 maggio 1943 al giugno 1944. Fu luogo di forte movimento partigiano, anche se Mussolini faceva frequenti visite in questa città. Si può dire che il movimento partigiano ha antiche origini che risalgono alla forte compagine degli Arditi del Popolo, fondata nel 1921 da Argo Secondari ex pluridecorato Ardito assaltatore. Tale formazione univa principalmente anarchici, ma anche comunisti, socialisti e altri idealisti di sinistra, l'appoggio delle masse operaie a tale formazione fu molto rilevante proprio a Civitavecchia, per cui la bandiera degli Arditi del Popolo di Civitavecchia assunse valenza nazionale come gagliardetto delle squadre di difesa antifascista.

Durante la guerra si contano, in questa città, circa duecentocinquanta caduti e danni irreparabili a strutture storiche.

Nel 1949 cedette la frazione di Ladispoli al comune di Cerveteri[3].

L'8 marzo 1999 Civitavecchia ha ricevuto la Medaglia d'oro al Valor civile, per i sacrifici delle sue popolazioni e per i danni alla città.

Il 4 ottobre 1949 Santa Marinella e Santa Severa si distaccano da Civitavecchia diventando Comune autonomo.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune

Lo stemma della Città di Civitavecchia ha la seguente blasonatura:

« D'azzurro, alla quercia di verde, fustata e sradicata al naturale, il tronco accostato dalle lettere maiuscole O e C, d'oro. Motto: S.P.Q.C. in lettere maiuscole d'oro, su lista d'azzurro bifida e svolazzante. Ornamenti esteriori da Città »

L'origine dello stemma è fatta risalire al memorabile avvenimento, dopo il quale gli abitanti di Centumecellae fecero ritorno al vecchio sito di origine, essendosi rifugiati per alcuni decenni su un sito collinare a causa dell'invasione saracena.

La tradizione narra di un'assemblea del popolo, all'ombra di una quercia, affinché venisse presa una decisione: se tornare tra i ruderi della vecchia città o rimanere nella nuova patria. Qui si fece notare un vecchio marinaio, di nome Leandro, il quale volse in suo favore tutte le menti, facendo decretare ad unanimità il ritorno alla vecchia patria. Lo stemma ricorda il memorabile avvenimento con la quercia su fondo azzurro e con le lettere O.C. (l'Ottimo Consiglio dato da Leandro).

In verità lo stemma cittadino nel XVII secolo raffigurava Santa Fermina ma nel primo quarto del 700 compare, per quanto se ne sappia, per la prima volta, la Quercia con le lettere C.O. che nel 1740 in una stampa dello Scotto sono invertite (O.C.),disposizione che si generalizza nella prima metà dell'Ottocento.La Commissione Araldica Nazionale sul finire dell'Ottocento presieduta dal Tomassetti chiaramente esplicita che le due lettere sono abbreviazione del motto CENTUMCELLENSIUM ORDO. Altre fonti posteriori citano che le lettere O.C. non significano Ottimo Consiglio come vorrebbe la tradizione popolare, bensì sono le iniziali del motto Ordo Centumcellensis, a ricordo delle origini romane della città marinara, se non il motto Orbis Centumcellensis che compare in un Homelia di San Gregorio Magno.

Un altro simbolo della città è il Forte Michelangelo.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Città strategicamente fondamentale per il suo porto sul Mediterraneo, durante l'ultimo conflitto mondiale fu sottoposta a continui e violentissimi bombardamenti che causavano la morte di numerosissimi concittadini e la quasi totale distruzione dell'abitato e delle strutture portuali. La popolazione, costretta a rifugiarsi nei paesi vicini, con eroica determinazione costituiva un nucleo partigiano, contribuendo generosamente alla causa della Resistenza e, col ritorno della pace, affrontava con fierezza la difficile opera di ricostruzione.»
— Civitavecchia, 1943-1945

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Il 28 aprile ricorre la morte di Santa Fermina, patrona di Civitavecchia e Amelia. La ricorrenza prevede una processione in costume e alla fine di questa la statua della santa viene trasportata con un rimorchiatore sul faro antico della città. Durante questa fase suonano a festa incessantemente le trombe dei rimorchiatori creando un'atmosfera goliardica.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico della città è ben conservato e molto apprezzato dai turisti, nonostante molti dei monumenti storici siano stati distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Cattedrale, nel centro storico della città.
  • Chiesa della Morte (dell'Orazione e Morte), la più antica della città.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Mura medievali, che cingono il centro cittadino, e su cui si apre il passaggio dell'Archetto, la porta a monte dell'antica cinta risalente al IX secolo.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Porto storico

Il porto antico della città, nonostante le modifiche apportate nel corso dei secoli e i bombardamenti del 1943, rappresenta un'importante opera architettonica, come testimoniano alcune opere in esso contenute:

Cimitero monumentale

Detto anche cimitero vecchio, è uno dei due attuali cimiteri della città, situato su via Aurelia nord.

Lungomare
Tratto centrale del Viale

Il lungomare storico è rappresentato dal tratto centrale di Viale Garibaldi, dove sorgono alberghi, ristoranti e numerosi bar. Un altro tratto molto frequentato, soprattutto nella stagione estiva, è il tratto del Pirgo, posto verso sud. Negli ultimi anni il lungomare è stato interessato da lavori di riqualificazione che hanno ampliato la zona pedonale a disposizone, facendo nascere la zona detta La Marina.

Parte della Marina

Siti Archeologici[modifica | modifica sorgente]

Terme Taurine
Il Caldarium delle Terme Taurine

L'antico complesso di edifici termali di Civitavecchia, grazie anche all'ottimo stato di conservazione, si pone tra i più interessanti in tutto il territorio etrusco.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Terme della Ficoncella o Bagni della Ficoncella

Terme molto apprezzate dai civitavecchiesi e dai romani, prendono il nome di Ficoncella, l'albero di fico situato tra le vasche.

Le Terme hanno conservato la loro antica struttura, fatta di vasche in pietra all'aperto da cui si può ammirare il panorama delle vallate sottostanti e del mare da una parte, dei Monti della Tolfa dall'altro. Le acque della Ficoncella sono acque solfato-calciche che superano i 40º, utili per trovare sollievo a artropatie, dermatiti e allergie.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Nella stessa zona è presente il parco acquatico Aquafelix, il più grande del centro Italia[senza fonte], che durante l'estate attira numerose persone dai comuni limitrofi.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

La presenza straniera in Civitavecchia continua a salire, in parte dovuta alla sua vicinanza alla capitale, Roma. Alla fine del 2012, sono stati 2.084 gli stranieri che vivono a Civitavecchia, costituendo il 4,05 per cento della popolazione, percentuale comunque inferiore alla media regionale e nazionale. Le più grandi comunità nel 2010 erano in percentuale:

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Rilevanti la Processione del Cristo Morto, che rievoca la Passione e Morte di Gesù Cristo, nel giorno del venerdì Santo e le cosiddette "pastorelle" del 23 dicembre. Queste ultime sono un rito tradizionale che si ripete nell'antivigilia di Natale a partire dal dopoguerra: gruppi musicali girano per la città cantando tipiche canzoni natalizie.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia è sede di varie scuole elementari e medie, e di un numero rilevante di complessi scolastici per le scuole superiori che al loro interno contengono, a volte, scuole differenti.
Tra gli indirizzi presenti si trova: Alberghiero, Artistico, Classico, per Geometri, Linguistico, Psicopedagogico, per Ragionieri, Scientifico, Scientifico Scienze Applicate, Turistico, Tecnico Industriale ed altri.

Università[modifica | modifica sorgente]

Sapienza Università di Roma - Sede di Civitavecchia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sapienza Università di Roma.

A Civitavecchia sono presenti alcune sedi dell'università di Roma La Sapienza[5].

  • Facoltà di Medicina e Odontoiatria
  • Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale
  • Facoltà di Economia

Università degli Studi della Tuscia - Sede di Civitavecchia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli Studi della Tuscia.
  • Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo Nazionale Archeologico
Il Museo Archeologico Nazionale

Ospitato nel settecentesco palazzo di Clemente XIII (già sede della guarnigione pontificia), custodisce una serie di reperti archeologici provenienti dall'antica Centumcellae e dall'intero comprensorio. Il museo, sito in Piazza Cavour 1, è articolato su tre livelli.

Media[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai giornali nazionali, tra i quali vi sono Il Messaggero e Il Tempo che nell'edizione civitavecchiese concedono maggiore spazio alle notizie di cronaca locali, a Civitavecchia e nelle aree limitrofe sono presenti i quotidiani La provincia di Civitavecchia, La Voce, Nuovo Oggi Civitavecchia e le testate telematiche TRCgiornale.it, Centumcellae.it, Civonline.it e BIGnotizie.it.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

A Civitavecchia ha sede l'emittente locale Telecivitavecchia, rete a carattere comunitario (non può trasmettere oltre il 5% di pubblicità per ogni ora di trasmissione), la quale si avvale di 3 dipendenti e qualche collaboratore. Nel dicembre 2012 l'emittente cessò per qualche settimana le trasmissioni: nella revisione del piano delle frequenze dovuta alla partenza dell'LTE non presentò la domanda di ammissione[6]; dopo pochi giorni la situazione fu risolta e ripresero le trasmissioni.

Nel 2011 è nata anche l'emittente Provincia Tv, facente parte del gruppo Seapress. Il canale, visibile sull'LCN 657 del digitale terrestre, ha una copertura regionale e produce soprattutto programmi di informazione, avvalendosi di 5 dipendenti e diversi collaboratori. Inoltre, l'emittente regionale Rete Oro 5 (LCN 667) trasmette anche il telegiornale locale in una versione differenziata per Civitavecchia. La copertura televisiva delle emittenti private è garantita molto bene dalle antenne installate, a pochi chilometri dal centro abitato, sulla collina di Monte Paradiso.

Serie televisive girate a Civitavecchia

Elenco delle principali serie televisive girate in toto o in parte a Civitavecchia:

Radio[modifica | modifica sorgente]

A Civitavecchia hanno sede le emittenti radiofoniche locali Idea Radio, Radio Stella Città e Radio Civitavecchia.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Film girati a Civitavecchia

Elenco dei principali film girati in toto o in parte a Civitavecchia:

Internet[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Civitavecchia ha voluto realizzare la rete "Civitavecchia WiFi", dando la possibilità alla cittadinanza di usufruire, lungo il percorso di copertura del segnale, della navigazione su internet gratuita.

L'inaugurazione di questa infrastruttura si è svolta il 21 dicembre 2012.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Cittadella della musica

La Cittadella della Musica è un complesso multifunzionale realizzato per ospitare eventi musicali e culturali di varie tipologie; è stato inaugurato il 19 dicembre 2009 alla presenza del Maestro Ennio Morricone a cui è stata dedicata la sala più grande del complesso. La struttura è stata ricavata recuperando l’edificio storico della ex Infermeria Presidiaria situato in pieno centro cittadino.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Durante l'arrivo dell'Epifania e nel giorno di Santa Fermina si organizzano mercatini per tutto il lungomare.

Persone legate a Civitavecchia[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il comune comprende tre frazioni: Aurelia nei pressi dell'autostrada e La Scaglia, dove sorgeva l'omonimo centro commerciale, ormai acquisito dalla multinazionale francese Leclerc, e Campo dell'Oro, quartiere alla periferia della città chiamato così perché un tempo totalmente ricoperto da distese di spighe di grano.

  • Aurelia, frazione di Civitavecchia lungo la via Aurelia. Nata quale nucleo abitativo per personale dirigente, amministrativo e qualificato creato attorno alla industria P.C.N. (Prodotti Chimici Nazionali). La P.C.N. - costituita prima della seconda Guerra mondiale con capitali italiani, statunitensi, tedeschi ed ebraici - doveva operare per la trasformazione della leucite, ricavata dai giacimenti dei monti della Tolfa, in allumina, destinata all'industria aeronautica nazionale.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia è suddivisa in otto rioni, riuniti in quattro circoscrizioni:

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Civitavecchia.

L'economia è basata principalmente sul porto e su una recente attività turistica di passaggio, poiché è uno scalo d'obbligo per arrivare a Roma per chi arriva tramite traghetto. Vi è anche una modesta attività peschereccia.

La città è sede di due centrali termoelettiche, una a ciclo combinato (gas metano) di proprietà di Tirreno Power e un'altra recentemente convertita per l'utilizzo del carbone come combustibile, facendo di Civitavecchia il cantiere più importante di Europa.

Per anni Civitavecchia ha fondato la propria economia in dipendenza delle grandi centrali termoelettriche ENEL (Torrevaldaliga Nord e Sud) presenti sul proprio territorio. Soltanto nell'ultimo decennio il porto, che vanta una posizione geografica strategicamente vantaggiosa per l'incremento dei traffici marittimi, ha sviluppato tutta una serie di attività, che grazie agli ingenti finanziamenti provenienti dallo Stato e dalla Regione Lazio, hanno consentito allo scalo marittimo di affermarsi a livello nazionale ed internazionale. Oggi Civitavecchia è il primo Porto nazionale ed il secondo in ambito europeo dopo Barcellona per traffico croceristico (1.850.000 passeggeri previsti nel 2009 pari al 21,8 dell'intero traffico nazionale - fonte Cemar[7]). Di assoluta importanza sono le "Autostrade del Mare" che per la movimentazione delle merci rappresentano l'alternativa al trasporto su gomma generando notevoli risparmi di spesa e di energie: esempi emblematici sono rappresentati dai collegamenti Civitavecchia-Palermo e Civitavecchia-Messina, che consentono a molti autotrasportatori di evitare la problematica Salerno-Reggio Calabria. Il Porto di Civitavecchia si è inoltre affermato tra i grandi armatori di navi da crociera quale porto di accesso alla città di Roma. Moltissimi sono i turisti che scelgono le crociere nel Mediterraneo e fanno scalo a Civitavecchia per poi visitare la Città eterna. Il porto di Civitavecchia può godere altresì di un entroterra storicamente interessante: si possono visitare le città etrusche di Tarquinia e Cerveteri e Viterbo, la città dei Papi, tutte distanti pochissimi chilometri.

Il porto di Civitavecchia potrà affermarsi anche come porto commerciale se tutti i progetti attualmente in cantiere saranno realizzati: l'interporto, la darsena grandi masse, il terminal container e le fondamentali opere della linea ferroviaria Civitavecchia-Orte, l'autostrada (o il potenziamento della S.S. Aurelia) Civitavecchia-Livorno e la superstrada Civitavecchia-Orte, per la quale manca soltanto la tratta Tarquinia-Monte Romano.

Presenti anche importanti aziende come "Mondo Convenienza" (settore mobili per casa) e il "Centro Moda Carabetta" operante nel ramo abbigliamento.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La città è collegata mediante le strade:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Civitavecchia.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia è servita per il solo servizio extraurbano dalle autolinee COTRAL Mediante autobus, altri collegamenti extraurbani sono garantiti dalle seguenti società:

Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere aggiornata.

I collegamenti urbani sono garantiti esclusivamente dagli autobus della società ETM Etruria Trasporti e Mobilità grazie a numerose linee.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1983 1988 Fabrizio Barbaranelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1989 1991 Fabrizio Barbaranelli Partito Comunista Italiano - Democrazia Cristiana Sindaco
1992 1994 Pietro De Angelis centrosinistra Sindaco
1994 1994 Calogero Cosenza Commissario Prefettizio
1994 2001 Pietro Tidei centrosinistra Sindaco
2001 2005 Alessio De Sio centrodestra Sindaco
2005 2006 Angelo Di Caprio Commissario Prefettizio
maggio 2006 gennaio 2007 Giuseppe Saladini centrosinistra Sindaco
gennaio 2007 maggio 2007 Giovanna Iurato Commissario Prefettizio
2007 2012 Giovanni Moscherini centrodestra Sindaco
2012 2013 Pietro Tidei centrosinistra Sindaco
2013 2014 Ferdinando Santoriello Commissario Prefettizio
2014 in carica Antonio Cozzolino MoVimento 5 Stelle Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia è gemellata con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Basket[modifica | modifica sorgente]

Ci sono 2 squadre di pallacanestro nella città: Cestistica Civitavecchia e Polisportiva 2094.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio locale è l'A.S.D. Civitavecchia Calcio 1920 che milita nel campionato regionale di Eccellenza.

Ci sono inoltre tre squadre di calcio appartenenti a categorie di livello regionale:

Vi è inoltre una squadra di calcio femminile fondata nell'agosto 2009, l'A.S.D. Women Civitavecchia F.C., che nella stagione sportiva 2009/2010 ha vinto il Campionato di Serie C e la Coppa Italia di categoria, acquisendo così il diritto a partecipare al campionato 2010-2011 di Serie B nazionale. Vincitore del proprio girone, nella stagione 2011-2012 partecipa al campionato di Serie A2, secondo livello nel campionato italiano di calcio femminile, disputando il girone D anche l'anno successivo quando la serie venne soppressa.

Calcetto[modifica | modifica sorgente]

A livello giovanile vi sono molte strutture per la pratica del calcetto. Le principali squadre sono il AS Civitavecchia che gioca in Serie C1 con sede al Palazzetto dello Sport e l'Atletico Civitavecchia Ca5 che milita in Serie C1 con sede, dal 21/12/2012, nel quartiere San Liborio www.atleticocivitavecchiaca5.it.

Pallanuoto[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia ha tre squadre di pallanuoto maschile:

Vi è inoltre una squadra femminile, la Coser, che milita in A2.

Hockey In Line[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia conta anche di una squadra di hockey in linea, i Pirati Civitavecchia che milita attualmente in serie B, dopo aver militato alcuni anni in serie A1. Nel 2010 hanno vinto il suo primo trofeo nazionale, la Coppa Italia. Nel 2011 a causa di problemi finanziari non si iscrive alla serie A1 e riparte dalla serie B, per poi rinunciare dal 2013 alla partecipazione al campionato. Dal 2011 è presente una seconda società, la CV Skating, militante in serie A2.

Pallamano[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia conta su due squadre femminili ed una maschile di pallamano. La squadra femminile G.S.H. Flavioni, milita in serie A2, il Tao Club milita in serie B, mentre la formazione maschile, sempre della G.S.H., milita in serie B.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia conta due squadre maschili:

  • ASP Civitavecchia in serie B2
  • Civitavecchia Volley in serie C

e due squadre femminili:

  • Pallavolo Alto Lazio in serie C
  • Civitavecchia Volley in serie B2

Orienteering[modifica | modifica sorgente]

Civitavecchia conta una società sportiva:

  • A.S.D. Civitavecchia Orienteering Team, società sportiva regolarmente affiliata alla Federazione Italiana Sport Orientamento (F.I.S.O.) quale disciplina associata del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.).

Rugby[modifica | modifica sorgente]

In città sono presenti due società la Centumcellae Rugby Civitavecchia, società dotata di impianto proprio, lo stadio "Moretti-Della Marta". Attualmente la prima squadra milita nel campionato di serie C. Oltre al settore giovanile con ogni categoria ufficialmente rappresentata nel rispettivo campionato è presente anche una storica squadra "Old" attiva dal 1993 che ha partecipato alle più importanti manifestazioni internazionali. È infine presente una neonata squadra femminile. L'altra squadra è la "Saraceni 7 Civitavecchia" che riprende il nome dai Saraceni che costantemente attaccavano la città. Formata da ex giocatori del Crc si allena al campo San Pio X, i colori sociali sono il verde ed il nero, opera molto nel sociale e nelle scuole. Oltre al settore giovanile ha nella società anche una squadra "Old" formata da ex giocatori della prima squadra del Crc e giocatori provenienti da altri sport. È impegnata anche nella propaganda del Rugby femminile e del Rugby a 7, specialità olimpionica a partire dalle Olimpiadi di Rio 2016.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno al DLF (Dopolavoro Ferroviario) si svolge un torneo di tennis femminile (singolare e doppio) con tenniste dalla 100ª posizione del ranking in giù; che si tiene di solito il mese di aprile.

Personalità sportive legate a Civitavecchia[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31/12/2012
  2. ^ Fonte: demo.istat.it (31/12/2012).
  3. ^ Decreto del presidente della Repubblica 3 giugno 1949, n. 361, in materia di "Distacco della frazione di Ladispoli dal comune di Civitavecchia ed aggregazione al comune di Cerveteri."
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ La Sapienza - Sede di Civitavecchia.
  6. ^ Trc costretta a spegnere dopo oltre trent’anni
  7. ^ Anno 2010: movimento croceristi in Italia, crociereonline.net, 15 marzo 2010. URL consultato il 12 giugno 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia
  • Mario Camilletti, Venerdì, 14 maggio. Un racconto di storia e d'invenzione. Roma, da Pascale, 2003. ISBN 978-88-88258-08-9
  • Mario Camilletti, Civitavecchia raccontata a mio figlio. Società Storica Civitavecchiese, 2009.
  • Antigono Frangipani, Istoria dell'antichissima città di Civitavecchia, Pallade, 1761.
  • Gaetano Torraca, Delle antiche Terme Taurine esistenti nel territorio di Civitavecchia., 1761 (Riproduzione anastatica 1991).
  • Pietro Manzi, Stato antico ed attuale del porto città e provincia di Civitavecchia, 1837.
  • Vincenzo Annovazzi, Storia di Civitavecchia dalla sua origine fino all'anno 1848, Roma, Tip Ferretti, 1853.
  • Carlo Calisse, Storia di Civitavecchia, Bologna, Forni Editore, 1973 (orifinale del 1898).
  • Civitavecchia, Vedetta imperiale sul mare latino, 1932. (ristampa: Mare Nostrum, 1994)
  • Salvatore Bastianelli, Centumcellae, Roma, Ist. studi romani, 1954.
  • Francesco Cinciari, Per il Porto di Civitavecchia dal 1870 ad oggi, Civitavecchia, Etruria, 1954.
  • Mirella Scardozzi, Civitavecchia tra Resistenza e Ricostruzione, 1978.
  • Vittorio Vitalini Sacconi, Gente, Personaggi e Tradizioni a Civitavecchia. Dal Seicento all'Ottocento, Civitavecchia, C.d.R. di Civitavecchia, 1982.
  • Francesco Correnti, Chome lo papa uole, 2ª ed. Civitavecchia, C.d.R. di Civitavecchia, 1985, 2006.
  • Odoardo Toti, La città medioevale di Centocelle (854-1462), 1988.
  • Odoardo Toti, Storia di Civitavecchia, Dalle origini agli albori dell'età moderna. Da Traiano a Paolo II. 1992.
  • A. Maffei, F. Nastasi, F. Mattei, a cura di, Immagini di Civitavecchia, 1993.
  • Francesco Correnti, a cura di, Obiettivo Civitavecchia. 1943- 1993, 1993.
  • A. Modesti, E. Brunori, A. Covati," Civitavecchia nella medaglia pontificia", 1994
  • Odoardo Toti, Storia di Civitavecchia. Da Sisto IV a Pio VI, 1996.
  • Odoardo Toti, Centocelle. La città leonina di Centumcellae, 1997.
  • Carlo De Paolis, a cura di, La Cassa di Risparmio di Civitavecchia nel 150º anniversario della fondazione. 1847 – 1997. 1997.
  • Ettore Brancato, Raul Di Gennaro, Glorie di Civitavecchia, Civitavecchia, 1998.
  • Carlo De Paolis, a cura di, Il Tribunale di Civitavecchia, passato e futuro. 2000.
  • Odoardo Toti, Enrico Ciancarini, Storia di Civitavecchia. Da Pio VII alla fine del Governo pontificio. 2000.
  • Odoardo Toti, Enrico Ciancarini, Storia di Civitavecchia. L'età liberale. Dal 1870 al 1915, 2003.
  • Enrico Ciancarini, "Storia di Civitavecchia. La prima guerra mondiale e il Fascismo. Dal 1915 al 1939" 2007.
  • "La Fortezza. Omaggio ai 500 anni del Forte Michelangelo" a cura della Società Storica Civitavecchiese, 2009.
  • Roberta Galletta "La Darsena Romana- Il Porticciolo di Civitavecchia", 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]