Ariccia

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Ariccia
Panorama di Ariccia
Ariccia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: stemma Roma
Coordinate: 41°43′0″N 12°40′0″E / 41.71667, 12.66667Coordinate: 41°43′0″N 12°40′0″E / 41.71667, 12.66667
Altitudine: 412 m s.l.m.
Superficie: 18,36 km²
Abitanti:
18.105 2008
Densità: 986,11 ab./km²
Frazioni: Cecchina di Ariccia, Fontana di Papa 
Comuni contigui: Albano Laziale, Aprilia (LT), Ardea, Genzano di Roma, Lanuvio, Nemi, Rocca di Papa
CAP: 00040
Pref. telefonico: 06
Codice ISTAT: 058009
Codice catasto: A401 
Nome abitanti: ariccini o, in dialetto, aricciaroli 
Santo patrono: Santa Apollonia 
Giorno festivo: 9 febbraio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Terra della Comarca, posta nel distretto e nella diocesi di Albano, distante da Roma 16 miglia, sulla strada postale per Napoli, che la traversa, e contenente 1264 abitanti. [...] Essa fu un tempo una delle città principali e più insigni della Lega Latina, ed una delle più antiche d'Italia. »
(Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della mappa de' dintorni di Roma, Roma, 1819.)

Ariccia (IPA: arìĉĉa[1], La Riccia in italiano antico, Aricia in latino, 'A Riccia in dialetto ricciarolo) è un comune italiano di 18.105 abitanti[2], della provincia di Roma, situato nell'area dei Castelli Romani, in Lazio.

In età romana Aricia, sede di un celebre tempio di Diana, era la prima statio lungo la via Appia Antica provenendo da Roma: oggi Ariccia è famosa per la porchetta e per le fraschette, tipiche osterie all'aperto, oltre che per l'imponente e famigerato ponte di Ariccia e per il seicentesco Palazzo Chigi con la prospiciente collegiata di Santa Maria Assunta, opere progettate da Gian Lorenzo Bernini. In territorio ariccino inoltre è situato il santuario di Santa Maria di Galloro, uno dei santuari mariani più noti del Lazio.

Panorama del centro storico di Ariccia dalla via Appia Antica in località Vallericcia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Per approfondire, vedi la voce Colli Albani.

Il territorio comunale di Ariccia, con un'estensione di 18.36 km2, è il decimo comune più vasto dei Castelli Romani -a pari estensione con Grottaferrata- dopo Velletri -113.21 km2-, Lanuvio -43.91 km2-, Rocca di Papa -40.18 km2-, Rocca Priora -28.07 km2-, Lariano -27 km2-, Marino -26.10 km2-, Monte Compatri -24.38 km2-, Albano Laziale -23.80 km2- e Frascati -22.41 km2-. Una prima misurazione del territorio ariccino venne eseguita su commissione dei Chigi non appena essi entrarono in possesso del feudo, nel febbraio 1662.[3] Nel Catasto Gregoriano, incominciato durante il regno di papa Pio VII (1800-1823), il territorio di Ariccia era calcolato in 914 rubbia, una quarta e tre scorzi,[4] che, calcolando 1.848438 ettari come superficie corrispondente ad 1 rubbio,[5] equivalgono a circa 16.90 km2.

I Colli Albani in una foto satellitare: si nota al centro in basso il cratere di Vallericcia, tra il Lago Albano ed il Lago di Nemi.

Il territorio ariccino, come quello dell'intera area dei Colli Albani, è stata soggetto tra i 600.000 ed i 20.000 anni fa circa[6] all'attività vulcanica del Vulcano Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte di materiale vulcanico, ed abbondano minerali caratteristici come il peperino, la pietra sperone del Tuscolo ed il tufo. Il vasto cratere ovale di Vallericcia, che occupa la maggior parte del territorio comunale, è geologicamente classificato (secondo la Carta Geologica d'Italia realizzata a cura del Servizio Geologico d'Italia[7]) come zona av ("tufiti alluvio-lacustri; [...] arenarie straterellate entro depressioni crateriche (Prata Porci, Ariccia) con Bos taurus L., Cervus elaphus L. e avifauna (Gyps) a Valle Marciana; prodotti del dilavamento entro valli radiali, provenienti dalle formazioni vulcaniche del Vulcano Laziale"[7]). Le alture del centro storico e di Colle Pardo ai confini con Genzano di Roma sono classificate come sc ("scorie solidificate senza stratificazione, in ammassi e tumuli; lapilli più o meno stratificati nella parte superiore dei coni; "Sperone" Auct.: scorie caotiche in grossi banchi"[7]) con inserimenti di β7("agglomerati lavici, intercalati in ammassi polimorfici, fino a colate leucitiche"[7]).
I due profondi valloni che corrono ai lati dell'abitato storico sono classificati come dt ("detriti di falda, conoidi"[7]). I bordi del cratere di Vallericcia sono invece composti da v1 ("manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocrati, ultrafenici, pirosseniti biotiche, più enoliti di cave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi più o meno consolidati ("Peperino" Auct.) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione"[7]), ovvero da peperini emessi dallo stesso cratere di Vallericcia. Infine, c'è da notare come la porzione di Vallericcia adiacente alle alture di Galloro sia zona se ("scorie e lapilli giallastri sciolti, talora agglomerati, scoriette e lapilli stratificati"[7]).
Il resto del territorio è, come la maggior parte dell'area nord-occidentale dei Colli Albani, composto da terreni classificati come v2,[7] ovvero peperini emessi dal cratere formato dall'attuale Lago Albano.

[modifica] Idrografia

Una porzione consistente del territorio ariccino, cioè la depressione di Vallericcia, era originariamente un lago di origine vulcanica, come i vicini Lago Albano e Lago di Nemi, e i prosciugati bacini del Laghetto di Turno a Castel Gandolfo e di Campovecchio tra Marino e Grottaferrata. Il Lago di Vallericcia venne probabilmente prosciugato in età romana, o pre-romana, attraverso un complesso sistema di emissari artificiali: un emissario infatti versa le acque del Lago di Nemi in Vallericcia, dove poi queste acque e le acque ristagnanti in situ vengono captate da fossi e condotte tramite un altro emissario, passante sotto Cecchina, verso il mar Tirreno e Pratica di Mare[11].

[modifica] Orografia

La cima più alta del territorio è, come già ricordato sopra, Monte Gentile, altura brulla che si eleva a 580 metri s.l.m. al centro della cosiddetta Corona del Lago, la lingua di terra che separa il Lago Albano dal Lago di Nemi. Altre cime di una certa altitudine sono l'altura di Malafitto, sede di un antico castello medioevale, a 565 metri s.l.m. a picco sul Lago Albano, ai margini del comune verso Rocca di Papa; la Fontanaccia, sopra Galloro, a 520 metri s.l.m., Colle Pardo, a 420 metri s.l.m. verso Genzano; Galloro, sede dell'omonimo Santuario, a 420 metri s.l.m.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Ariccia.

Il clima di Ariccia è sempre stato molto salubre, comportando una grande incidenza sulla longevità degli abitanti dei luogo.

La distribuzione annuale della piovosità è inferiore ai 1000 mm e in media è compresa tra i 700 e i 900 mm. Ai Colli Albani si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei Colli Albani, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord.

Normalmente la zona è battuta da venti di Scirocco e Libeccio, ma talvolta compare anche il Ponentino. Durante l'inverno invece si ha la presenza di Tramontana e Grecale, il primo proveniente dalla vasta pianura dell'Agro Romano.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura max. media (°C) 11 - - - - 30 - - - - - 4 -
Temperatura min. media (°C) 3.5 - - - - 20 - - - - - 2 -
Piogge (mm) - - - - - - - - - - - 49.7 -
Umidità relativa (%) - - - - - - - - - - - 79 -
Eliofania assoluta (ore) - - - - - - - - - - - - -
Venti (dir.-nodi) SSW - WNW - WNW - WNW - WNW - WNW - WNW - WNW - WNW - WNW - WNW - SSW - --

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Ariccia.

[modifica] Età Antica

Per approfondire, vedi la voce Aricia.
Le origini del nome
Targa posta su Porta Napoletana

Ariccia è l'evoluzione dell'antico toponimo latino designante la città di Aricia. Questo nome deriverebbe dal nome proprio della moglie del leggendario fondatore di Aricia, Virbio o Ippolito, figlio di Teseo, che dopo aver fondato una città nel luogo in cui Diana l'aveva portato in salvo dall'ira paterna, le diede il nome della consorte[12].

La fondazione della città di Aricia sarebbe avvenuta, secondo un'incerta notizia riportata da Gaio Giulio Solino, ad opera di un certo Archiloco, re dei Siculi, in età antichissima[13]. I resti rinvenuti nella parte alta della città testimoniano di un centro risalente all'VIII-VII secolo a.C. (mura di fortificazione in blocchi di peperino). La città faceva parte della Lega Latina e nel suo territorio, comprendente anche il Lago di Nemi con gli attuali territori dei comuni di Nemi, Genzano e buon parte del comune di Albano, aveva sede il santuario federale di Diana Aricina (o Diana Nemorense).

Sotto le sue mura si combatté la battaglia di Aricia descritta da Tito Livio. Si narra, infatti, che nel 506 a.C. gli Aricini, alleati dei Cumani, sconfissero gli Etruschi, capeggiati da Arunte figlio di Porsenna.

Dopo la definitiva conquista romana agli inizi del IV secolo a.C., la città ebbe titolo di municipium e l'abitato si espanse anche nella valle sottostante, dove era attraversato dalla via Appia nel suo antico e originario percorso e per lungo tempo, la prima statio di posta lungo la Via Appia, a partire da Roma. La vicinanza con Roma e la bellezza dei luoghi favorirono la costruzione delle sue numerose ville, delle quali esistono ancora diversi resti nelle campagne circostanti.

[modifica] Medioevo

Con le invasioni barbariche, proprio a causa della sua posizione, la città fu saccheggiata dai Goti, dai Vandali e dai Saraceni che nell'827 la distrussero. Gli abitanti si trasferirono, quindi, nell'antica acropoli e crearono una nuova comunità. Nel 990 il Castrum o Castellanum Ariciensis era dominio di Guido conte di Tuscolo. Con papa Nicolò II il Castello divenne proprietà della Santa Sede che nel 1116 concesse nuovamente il feudo alla potente famiglia tuscolana. Nel 1223, su ordine di Papa Onorio III (della famiglia Savelli), fu restituita alla Chiesa che ne ebbe il controllo fino alla prima metà del XV secolo. La città di Ariccia comincia, via via, a spopolarsi fino ad essere assoggettata all'amministrazione del Castello di Lariano, prima, e di Genzano, poi, che ne registra una popolazione di circa 100 persone. Nel 1400 circa il territorio divenne proprietà del monastero di Sant'Anastasio delle Tre Fontane e, dopo un breve controllo da parte dei Savelli, che fecero erigere il palazzo omonimo, venne ceduto all'Abbazia di Grottaferrata. Nel 1437 papa Sisto IV consegnò, nuovamente, la città ai Savelli che realizzarono una serie di opere come il prosciugamento del lago situato nella Valle (lago di Vallericcia).

[modifica] Età Moderna e Contemporanea

Nel 1661 la città fu attribuita alla famiglia Chigi, che apportò modifiche e ampliamenti al palazzo Savelli, tuttora dominante la piazza principale (Piazza di Corte), che mutò la denominazione in palazzo Chigi. Papa Alessandro VII, esponente della famiglia Chigi, dimorò a lungo nella città e trasformò radicalmente l'assetto urbanistico grazie anche al determinate contributo di Gian Lorenzo Bernini a cui si deve la bellissima piazza e la Chiesa dell'Assunta che fronteggia il Palazzo. Anche Ariccia ebbe una parte nei fatti del 1798 concernenti alla Repubblica Romana (vedi Rivoluzione Francese nei Castelli Romani e a Velletri). Nel 1854 Papa Pio IX fece costruire il ponte, a tre ordini di archi, che sormontando il foltissimo bosco, ora denominato parco Chigi, permetteva alla via Appia di risalire fino alla collina di Galloro. Il ponte fu distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e ricostruito nel 1947. Una parte del ponte crollò il 18 gennaio del 1967 per il cedimento di un pilone, ed un altro pilone cedette il successivo 27 agosto, fu quindi ricostruito nella sua forma attuale, ed in quanto drammatico teatro di innumerevoli suicidi l’ANAS nel 1997, su progetto e pressioni del Comune, ha posto in opera eleganti reti di protezione in tensostruttura.

[modifica] Simboli

Lo stemma di Ariccia.

Originariamente, la Comunità ariccina utilizzava come proprio stemma solo le lettere AR inscritte in una circonferenza:[14] poi il 4 agosto 1613 un pubblico consiglio decretò di utilizzare come stemma l'immagina di una donna "moglie del re stesso edificatore di questa Terra anticamente città detta Aritia".[14] Dunque, lo stemma raffigurerebbe la leggendaria Aricia, moglie dell'altrettanto leggendario fondatore di Aricia Ippolito o Virbio,[15] figlio di Teseo.[16] Tuttavia, già nel Settecento si pensava che la donna rappresentata nello stemma fosse la ninfa Egeria,[14] figura mitologica legata al culto di Diana ed al lago di Nemi. La descrizione ufficiale redatta dalla Regia Commissione Araldica il 25 marzo 1939 opta per la ninfa Egeria, e così descrive lo stemma comunale:[17]

« Campo di cielo alla ninfa Egeria in maestà coronata e recante nella destra lo scettro, nella sinistra un mazzo di tre fiori movente dalla punta; il tutto al naturale. »

Il gonfalone comunale invece è così descritto nello Statuto Comunale:[17]

« Drappo di stoffa di colore cremisi, bianco e azzurro, caricato della stemma civico sormontato dall'iscrizione in oro 'COMUNE DI ARICCIA'  »
(Statuto Comunale di Ariccia[17].)

Il motto di Ariccia, contenuto nello stemma, è "universitas nobilis et vetustae terrae Ariciae".[14]

[modifica] Ricorrenze

  • 1 febbraio; nel 1944 Ariccia subì il suo primo bombardamento aereo da parte dell'aviazione alleata, bombardamento nel quale furono colpiti il ponte di Ariccia e l'ala settecentesca di Palazzo Chigi, oltre alle numerose vittime umane che perirono nell'azione bellica.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa di Santa Maria Assunta presso la località Fontana di Papa.
Vallericcia, particolare di un arco antico appartenente alla città di Aricia affiorante lungo il tracciato della via Appia Antica.
Una veduta di porta Romana.
Ariccia, uno scorcio di piazza di Corte.

[modifica] Architetture religiose

Per approfondire, vedi la voce Chiese di Ariccia.

La collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo è il principale luogo di culto cattolico di Ariccia, e venne costruita tra il 1664 ed il 1665 su progetto dell'architetto Gian Lorenzo Bernini, grazie all'interessamento di papa Alessandro VII e si suo fratello, il cardinale Flavio Chigi. A pianta circolare con cappelle laterali, è una delle architetture più celebri ed apprezzate dei Castelli Romani: la facciata principale prospetta sulla scenografica piazza di Corte.

Il santuario di Maria Santissima di Galloro è il secondo luogo di culto cattolico di Ariccia per importanza, ed uno dei santuari mariani più importanti del Lazio. Edificato tra il 1624 ed il 1633 assieme all'attiguo convento -che fu retto prima dalla Congregazione Vallombrosana e poi dalla Compagnia di Gesù-, l'attuale aspetto venne dato alla chiesa con gli interventi del 1662-1663 finanziati dai principi Chigi, con la consulenza di Gian Lorenzo Bernini, che ne disegnò la facciata e parte dell'altare maggiore.

  • Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto della località Fontana di Papa a Cecchina di Ariccia, situata lungo la via Nettunense.

La chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari è un luogo di culto cattolico sconsacrato ed oggi adibito a sala teatrale comunale. Edificato su progetto di Luigi Bernini -fratello di Gian Lorenzo- nel 1665, sorge sulle murature dell'antica collegiata di Santa Maria Assunta precedente agli interventi chigiani. Fu sede, assieme all'attiguo ex-collegio di San Nicola, del collegio della congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana.

  • Oratorio di via Silvia

L'oratorio di via Silvia è un piccolo oratorio cattolico edificato nella prima metà dell'Ottocento nell'area più popolosa del centro storico, oggi annesso alla parrocchia della collegiata di Santa Maria Assunta.

[modifica] Architetture civili

Edificato dalla famiglia Savelli, passò poi alla famiglia Chigi che iniziò i lavori di ampliamento nel 1667. Il progetto del nuovo palazzo fu ideato da Gian Lorenzo Bernini e da Girolamo Fontana. Nel 1988 il comune di Ariccia ha acquisito il possesso del palazzo, che dal 2007 ospita la Collezione Barocco Romano. Retrostante l'omonimo palazzo c'è il Parco Chigi: il suo primo nucleo venne recintato dai Savelli. Dal 1661 però i Chigi procedettero all'ampliamento dell'area verde, proclamando il divieto di tagliarvi alberi. Il Parco, dal 1988 di proprietà del comune, ad oggi è una delle poche zone dei Castelli Romani in cui la vegetazione si sia conservata nella forma originaria.

  • Ex-collegio di San Nicola

Attiguo all'omonima chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari, ospita oggi il Municipio. È un grande complesso di edifici situato nella parte più antica del borgo antico, con vista panoramica su Vallericcia.

  • Locanda Martorelli

[modifica] Architetture militari

Sono stati rinvenuti diversi tratti delle mura difensive dell'antica Aricia, sia dalla parte dell'acropoli -due cortine parallele in blocchetti di peperino con terrapieno interno[18]- che dalla parte di Vallericcia -muratura in opera quadrata[18]-. Le mura antiche, già esistenti nel V secolo a.C., vennero probabilmente rifatte nel III secolo a.C. -con l'inclusione del sobborgo lungo la via Appia[18]- e nel II secolo a.C. -con la costruzione di una porta d'accesso[18]-: tuttavia alla fine del periodo repubblicano la loro efficenza doveva essere già stata compromessa da nuove costruzione civili addossate alle mura stesse.[18]

L'abitato moderno di Ariccia non è dotato di alcuna opera difensiva[19], ma semplicemente circondato da case sufficientemente protette dal forte pendio del colle, almeno su tre lati. Due erano le porte d'accesso al paese:

  • Porta Napoletana; già rifatta ed allargata dai Savelli nel 1642[19], l'aspetto attuale -su disegno di Gian Lorenzo Bernini- le venne dato dai Chigi immediatamente dopo che ebbero acquistato il feudo, nel 1661. Fu il principale accesso al paese fino al Settecento: dal piazzale adiacente la porta si gode una spettacolare panoramica a 360° su Vallericcia.
  • Porta Romana o Portella; a causa delle sue piccole dimensioni, venne murata nel 1642 ed in tal stato rimase fino all'Ottocento.

Un'altra fortificazione presente nel territorio comunale è stata il castello di Malafitto. La prima testimonianza riguardo questo castello, situato presso il convento di Santa maria ad Nives di Palazzolo ai margini del territorio comunale verso Rocca di Papa, a picco sul Lago Albano, risale al Duecento. Pare sia stato dominio della famiglia Conti, e a partire dal Cinquecento dei Savelli, che nel 1661 lo vendettero ai Chigi assieme al feudo di Ariccia. La zona del castello, oggi diruto, è ricca di acque, che fin dall'età romana alimentano Albano Laziale ed Ariccia.

[modifica] Monumenti e fontane

[modifica] Siti archeologici

Panorama di Ariccia dalla contrada Prelatura
Per approfondire, vedi la voce Aricia.

[modifica] Aree naturali

Per approfondire, vedi la voce Parco Regionale dei Castelli Romani.

Una piccola parte del territorio comunale di Ariccia è inclusa nel perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani, ente di tutela ambientale regionale istituito nel 1984 dalla Regione Lazio nell'area dei Colli Albani. In origine, l'intero territorio comunale era situato all'interno del parco (legge regionale n° 2 del 13 gennaio 1984[20]), ma già il 28 settembre 1984 le aree assegnate al parco furono drasticamente ridotte[21], per ovvi motivi legati all'espansione edilizia futura dei centri abitati inclusi. Gli attuali confini del parco, stabiliti nel 1998, sono più vasti dei confini precedenti, e includono anche il centro storico e le sue propagini occidentali.[22]

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Evoluzione storica della popolazione
1560 500 circa [23]
1597 800 circa [23]
1780 1450 [24]
1800 1350 circa [25]
1853 1668 [26]
1871 2115 [25]
1936 5696 [25]
1951 5560 [27]
1961 7942 [25]
1971 10787 [25]
1982 14.515 [28]
1986 15.858 [29]
1991 16.858 [30]
1992 17.120 [31]
1996 17.812 [32]
2001 17.865 [33]
2002 17.848 [34]
2003 17.669 [35]
2004 17.885 [36]
2005 17.995 [37]
2006 18.053 [38]
2007 18.060 [39]
2008 18.083 [40]

Abitanti censiti


[modifica] Nazionalità

Evoluzione storica della popolazione straniera residente
2003 524 [42]
2004 658 [43]
2005 800 [44]
2006 859 [45]
2007 925 [46]
2008 1122 [41]

Al 1 gennaio 2007, i cittadini stranieri residenti all'interno dei confini comunali di Ariccia erano 925, di cui 388 maschi e 537 femmine.[41] Solo 317 di essi risultano a quella data iscritti ai registri dell'anagrafe comunale: di essi, 19 lo sono per nascita, 81 per trasferimento da altri comuni italiani e 217 per trasferimento direttamente dall'estero.[41] I cancellati risultavano essere 120, di cui 1 cancellato per morte, 91 cancellati per trasferimento in altri comuni italiani, 5 cancellati per trasferimento all'estero:[41] le acquisizioni di cittadinanza italiana nel corso del 2007 sono state 14.[41] Così, al 31 dicembre 2007 la popolazione straniera residente ad Ariccia risultava pari a 1122 individui, di cui 466 maschi e 656 femmine;[41] i minorenni erano 232, di cui 149 nati in Italia.[41] Le famiglie con almeno un elemento straniero erano 565, di cui 411 con almeno il capofamiglia straniero.[41]

[modifica] Lingue e dialetti

L'idioma principale di Ariccia è la lingua italiana, mentre il dialetto locale è il dialetto ariccino. (Vedi Dialetto ricciarolo)

[modifica] Religione

Il Santuario di Santa Maria di Galloro con la cornice del monte Cavo

Santa Apollonia è la patrona di Ariccia, in onore della quale gli abitanti della cittadina organizzano due feste: una a febbraio ed una a fine luglio. L'appuntamento maggiormente legato alla decisione di far divenire Santa Apollonia patrona di Ariccia è sicuramente quello invernale. Sembra, infatti, che tutto sia legato ad un evento miracoloso accaduto il 9 febbraio 1622. Quel giorno, mentre diversi cittadini erano riuniti in preghiera nella Chiesa Collegiata, (attualmente ex chiesa San Nicola) si scatenò un violento temporale ed un fulmine cadde proprio sulla Chiesa incendiandola. Tutti scamparono al pericolo e ciò venne attribuito all'intervento miracoloso della Santa che in quel giorno ricorreva.

Dal periodo medioevale al Seicento è attestata la presenza ad Ariccia di una comunità ebraica. Il canonico e storico ariccino Emanuele Lucidi ipotizza che i primi ebrei giunsero ad Aricia dopo la morte di Simon Mago[47], che secondo la leggenda morì in città per le ferite riportate a Roma nella sfida di levitazione con san Pietro. Nell'archivio della Basilica di Santa Maria in Via Lata a Roma il Lucidi vide un atto di donazione del 1235, da parte di una "Ebrea vidua religiosa" alla Chiesa di San Nicola in Ariccia.[47] Nonostante la bolla Hebraeorum gens, promulgata da papa Pio V nel 1569, ordinasse l'allontanamento delle comunità ebraiche da tutte le città dello Stato della Chiesa -eccetto Roma, Ancona ed Avignone-[47], sembra che ad Ariccia la comunità ebraica continuò a risiedere fino all'inizio del Seicento.[47] Il 14 dicembre 1597 il cardinale Silvio Savelli e sua cognata Artemisia Savelli tennero a battesimo nella Collegiata di Santa Maria Assunta "Lucia figliuola d'Isacco hebreo, di Lucia sua consorte".[48] Un atto di successione del 1603, controfirmato dal governatore di Ariccia, viene firmato "actum in domi sopradicti Moisi in Aricia"[48]: dunque gli ebrei continuavano a possedere beni ad Ariccia, come confermato da una deposizione del 1608, fatta da "Belladonna uxor Rubini de Castro Cynthiani hebrea", dalla quale emerge che l'ebreo Elia Capone non solo possedeva una casa di propria abitazione ad Ariccia, ma affittava un'altra casa ad altri ebrei.[48] Infine, il canonico Lucidi afferma che ancora alla fine del Settecento presso il ghetto di Roma alcuni ebrei venivano chiamati "dell'Ariccia".[48]

[modifica] Tradizioni e folclore

Donne ariccine in costume d'epoca durante la festa della Pentecoste in località Galloro

Da molti anni inoltre nella città si tiene il celebre Festival degli sconosciuti di Ariccia, che ha portato sulla scena grandi cantanti, prima tra i quali Rita Pavone. (si teneva fino a qualche anno fa, ora non più)

Un evento caratteristico di Ariccia è la sagra della porchetta che si tiene nei primi giorni di settembre, tre giorni di divertimento insieme alla compagnia della banda musicale città di Ariccia, con il famoso carro della porchetta e infine i fuochi pirotecnici visibili dal ponte monumentale.

[modifica] Istituzioni, enti e associazioni

  • Università della Terza Età
  • Accademia degli Sfaccendati.
  • Archeo Club Aricino-Nemorense.
  • Ariccia Città Teatro.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

Per approfondire, vedi la voce Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani.

Il Comune di Ariccia è uno dei sedici comuni aggregati nel Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani, che si ripropone di creare una rete tra le biblioteche dei Castelli Romani. Presso il centro storico di Ariccia è attivo da alcuni anni un Punto Prestito Interbibliotecario Comunale[49], che ha sede presso il centro Informagiovani e permette di consultare il catalogo on-line di tutte le biblioteche della zona. Inoltre, nel novembre 2002 il SBCR ha firmato una convenzione con il Circolo Didattico di Ariccia per aprire al pubblico la Biblioteca Scolastica "Pinocchio".[50]

Presso Palazzo Chigi inoltre è conservata la Biblioteca Chigi, che raccoglie interessanti opere settecentesche e introvabili copie di opere di storiografia locale.[51]

Il canonico ariccino Emanuele Lucidi, autore delle Memorie storiche dell'illustrissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano e Nemi, afferma che i documenti comunali più antichi che era riuscito a reperire risalivano al 1602[52]: tuttavia solo in una seduta del consiglio comunale del 24 novembre 1647 venne stabilito di creare un archivio comunale e di raccogliere tutti questi documenti e le deliberazioni reperibili all'interno di un unico locale[52], decisione messa in atto solo nel 1652.[52]

Inoltre, presso la collegiata di Santa Maria Assunta è conservato l'archivio capitolare.

[modifica] Ricerca

Il Liceo Classico Statale James Joyce invia ogni anno una selezione di studenti meritevoli del quarto anno a fare uno stage presso i Laboratori Nazionali di Fisica di Frascati, dove i ragazzi entrano in contatto con l'ambiente della ricerca ad alto livello sotto la guida di tecnici e ricercatori.[53]

[modifica] Scuole

Scuole primarie

Il bisogno di dare un'istruzione primaria al maggior numero dei cittadini possibile era avvertito dagli ariccini fin dall'inizio del Seicento: dopo l'approvazione degli Statuti del 1610, che prevedevano per la Comunità la possibilità di imporre tassazioni sui pascoli comunitari della Selvotta per pagare un maestro di scuola ad uso dei giovani ariccini[54], nel 1622, la Comunità stessa si accollò la spesa di assumere un maestro stabile nel paese.[54]

Durante la dominazione pontificia, l'istruzione secondaria dei giovani di sesso maschile venne garantita dalla Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana -volgarmente noti come dottrinari-, che aprirono un collegio ad Ariccia nel 1638[55], presso la chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari, e vi rimasero fra alterne vicende almeno fino a tutto il Settecento, patrocinati dalla Comunità e dai principi Chigi. L'educazione primaria femminile invece venne garantita dalle Maestre Pie Venerini, che aprirono la loro casa in Ariccia nel 1730[56], sovvenzionate anch'esse dai principi Chigi.

Attualmente, scuola dell'infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado hanno sede nell'istituto ccomprensivo di Ariccia "Gianni Rodari", dipendente dal Circolo Didattico di Ariccia. La messa a norma del plesso è stata finanziata nel marzo 2009 dalla Regione Lazio con 691.670 euro.[57]

Scuole secondarie

All'inizio dell'anno scolastico 1997/1998 venne inaugurata una sede succursale del liceo classico statale "Ugo Foscolo" di Albano Laziale presso la località Monte Gentile: nel nuovo plesso trovarono collocazione i nuovi indirizzi sperimentali del classico linguistico e del socio-psico-pedagogico. Grazie al crescente numero di iscrizioni, nell'anno scolastico 2000/2001 la sede di Ariccia si rese indipendente dalla centrale di Albano e nel 2001 prese nome di liceo classico statale sperimentale "James Joyce".[58]

All'inizio dell'anno scolastico 2007/2008 il liceo aveva 51 classi per un totale di 1168 alunni, di cui 745 all'indirizzo classico linguistico e 423 al socio-psico-pedagogico.[58] Per far fronte al crescente numero di iscrizioni, il liceo ha dovuto acquisire una sede succursale in località Vallericcia, dove è collocato l'indirizzo socio-psico-pedagogico. La sede succursale di Vallericcia era una fabbrica di scarpe dismessa, nella quale alla fine degli anni Ottanta si è installata una succursale dell'istituto tecnico industriale di stato "Giovanni Vallauri" di Velletri, oggi aggregata all'istituto professionale di stato "Sandro Pertini" di Genzano di Roma.

[modifica] Università

Ad Ariccia ha sede una Università popolare della Terza Età, ubicata presso porta Napoletana, accanto a Palazzo Chigi. Tra i corsi che vi si svolgono ci sono Storia dell'Arte, Storia Contemporanea e Geografia. L'istituzione culturale ha il patrocinio del Comune di Ariccia.[59]

[modifica] Musei

Per approfondire, vedi la voce Palazzo Chigi (Ariccia).

Il polo museale più importante di Ariccia è il complesso monumentale di Palazzo Chigi, dal 1988 di proprietà comunale, all'interno del quale sono ospitati diversi percorsi museali.

La più importante raccolta museale del palazzo è la Collezione Chigi[60], composta da dipinti, sculture, decorazioni, arredi e suppellettili raccolte nel palazzo dai principi Chigi nei quattrocento anni della loro permanenza nella residenza. Tra la fine degli anni Novanta e il Duemila la collezione Chigi si è arricchita di nuove opere d'arte, radunate nell'autunno 2007 nel Museo del Barocco[61], composto dalla Collezione Fagiolo[62] -raccolta dal critico d'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco- e dalle donazioni di Luigi Koelliker.

[modifica] Media

[modifica] Stampa

Ad Ariccia sono diffusi i principali giornali locali a pagamento e numerosi giornali locali free-press, dei quali il più importante è Cinque Giorni, stampato a Colleferro, che è molto diffuso nel quadrante meridionale della provincia di Roma. Altri giornali free-press sono Controluce, stampato a Frascati, La Voce dei Castelli, stampato a Marino, e la rivista Vivavoce, organo del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani.

Ad Ariccia viene stampata da alcuni anni la rivista Castelli Romani: vicende - uomini - folclore, fondata a Roma nel 1956 dal "romanista" Vincenzo Misserville.

L'amministrazione comunale di Ariccia pubblica dal 2006 Aricia, organo ufficiale free-press del Comune di Ariccia. Le parrocchie della collegiata di Santa Maria Assunta e del santuario di Santa Maria di Galloro invece hanno un loro proprio organo ufficiale free-press, 7 giorni, con uscita a cadenza domenicale.

[modifica] Cinema

Per approfondire, vedi la voce Film girati ai Castelli Romani.

L'architettura della scenografica piazza di Corte con gli edifici che vi prospettano, la verticalità del ponte di Ariccia o il vasto panorama che si gode dal centro storico hanno attirato nel corso degli anni numerosi registi e troupe da tutto il mondo.

Il film più celebre girato ad Ariccia è Il Gattopardo (1963), per la regia di Luchino Visconti: la scena probabilmente più nota del film, quella del ballo, è stata girata negli ambienti di Palazzo Chigi. Fra i registi che hanno girato ad Ariccia, vanno ricordati Renato Castellani con Due soldi di speranza (1952), Nanni Loy con Un giorno da leoni (1961), Daniele Segre con Partitura per volti e voci (1991) e Tonino Cervi con L'avaro (1989), film che aveva Alberto Sordi come protagonista.

[modifica] Televisione

Come i colleghi del cinema, anche i registi del piccolo schermo hanno spesso girato intere fiction o piccole scene di esse ad Ariccia. È il caso della serie televisiva Orgoglio, prodotta dalla Titanus e da Rai Fiction per la regia di Maria Venturi: la maggior parte delle scene sono girate tra Palazzo Chigi, il Parco Chigi e piazza di Corte.

[modifica] Arte

Tra il maggio e l'ottobre 2008 il Comune di Ariccia ha patrocinato l'iniziativa Il perCorso dell'Arte, organizzata dall'omonima associazione lungo il rinnovato corso Giuseppe Garibaldi[63]: l'evento consiste in un'esposizione di opere d'arte all'aperto, con la presenza di artisti ed artigiani all'opera.

[modifica] Teatro

Presso l'auditorium della sede centrale del Liceo Classico Statale James Joyce si tiene ogni anno una rassegna teatrale molto ricca[64] composta sia da spettacoli interpretati da alunni che da spettacoli interpretati da attori professionisti. Tra gli altri, si sono esibiti presso il Joyce Ulderico Pesce[65] e Rolando Ravello[66] Gli eventi teatrali in questione sono patrocinati dal Comune di Ariccia e dalla Provincia di Roma.

Nell'estate 2008 il Comune di Ariccia ha organizzato l'Estate Teatrale Ariccina[67][68], con la partecipazione di professionisti del teatro.

[modifica] Musica

Nella piazza principale di Ariccia è stato girato quasi interamente il video musicale del brano "I belong to you" cantato da Eros Ramazzotti e dalla celebre Pop-Star Anastacia

Dal 2008 Palazzo Chigi ospita la sede del Gran Ballo Nazionale delle Debuttanti[69], iniziativa patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dagli enti locali.[70]

[modifica] Cucina

Alcune delle caratteristiche fraschette di Ariccia

Ariccia è famosa in virtù delle sue specialità culinarie (Porchetta, Mozzarella di Bufala). Per tale ragione il sabato sera le fraschette, locali tipici dove gustare questi prodotti, sono luogo di incontro di quanti vogliono mangiare bene e bere buon vino (in particolare per degustare la famosa Romanella, vinello dolce, bianco o rosso, leggermente frizzante, che allieta le serate in compagnia degli amici).

[modifica] Personalità legate ad Ariccia

  • Renato Ammannito (1932-2009) Ideatore, promotore, nucleo pulsante dell' Ariccia Volley Club, la squadra di pallavolo che vinse due scudetti, nel 1975 e nel 1977, portando la cittadina sotto i riflettori di tutto il mondo.Contribuì a rendere più splendente la cittadina proiettandola nel contesto internazionale.

[modifica] Eventi

{{RENATO AMMANNITO, ideatore, promotore, nucleo pulsante dell'Ariccia Volley Club, vincitrice dello scudetto negli anni 1975 e 1977.Grande amico della cittadina, portò il grande campione Kirk Kilgour a vivere qui, in tutto il periodo precedente al tragico incidente, che lo costrinse sulla sedia a rotelle....}}

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

[modifica] Suddivisioni storiche

[modifica] Località

La Fontana di Papa Pio IX a Cecchina di Ariccia
  • Cancelliera. Parte di questa località appartiene al comune di Ariccia, e viene identificata con il toponimo Cecchina di Ariccia; vi si trova la grande ed importante zona industriale denominata Cancelliera - Quarto Negroni. La zona è nota anche per il vecchio stabilimento della Pork's House, ora in disuso, per la produzione della famosa porchetta.
  • Cecchina. Il toponimo di questa frazione trae origine dal cognome di monsignor Sebastiano Cecchini, che attorno alla metà del XVII secolo possedeva un casale ed una vigna lungo la via nettunense. Del toponimo Cecchina di Ariccia fanno parte alcune località appartenenti al territorio comunale ariccino, fra cui le principali sono Fontana di Papa, parte di Cancelliera e Ginestreto
  • Fontana di Papa. La località, facente parte del territorio denominato Cecchina di Ariccia, ospita la sede dell'omonima cantina vitivinicola e la bella fontana, fatta costruire da Papa Pio IX per l'approvvigionamento lungo il transito sulla via Nettunense
  • Galloro.

Nella località è presente la chiesa denominata di Santa Maria a Galloro; è un santuario dedicato alla sacra immagine della Vergine, situata un tempo in un dirupo sottostante la località di Galloro lungo il nuovo tracciato dell'Appia. Le prime notizie inerenti a frequenti miracoli sono dell'anno 1616. Venne quindi decisa la costruzione di una piccola cappella lignea ed in seguito, grazie all'aiuto dell'allora signore di Ariccia Paolo Savelli, anche una chiesa in muratura. Intorno all'anno 1630, su precisa richiesta del Papa Urbano VIII Barberini (1623-1644), il Bernini si occupò dell'altare maggiore e nel 1661, con la famiglia Chigi divenuta nuova proprietaria del feudo di Ariccia, rifece la facciata, il pavimento, la cupola e due cappelle dedicate a San Tommaso da Villanova e San Francesco di Sales, decorate da tele di G. Gimignani e G. Borgognone.

  • Montagnanello.
  • Vallericcia
Per approfondire, vedi la voce Vallericcia.

Vallericcia è una vallata sita ai piedi della cittadina laziale di Ariccia, in Provincia di Roma ai Castelli Romani, posta a circa 300 mt s.l.m.

[modifica] Economia

[modifica] Agricoltura

L'agricoltura è stata dall'antichità fino alla metà del Novecento la principale risorsa economica del territorio ariccino. I porri di Aricia erano già ricordati da Lucio Giunio Moderato Columella[71], mentre i cavoli di Vallericcia furono lodati da Gaio Plinio Secondo.[72][73] Molto diffusa nella stessa Vallericcia era già nel Seicento la coltivazione delle cipolle, che gareggiavano in bontà con quelle di Nemi[73], poiché fatte crescere in zone paludose della valle tramite allagamento, come si usava ancora alla fine del Settecento nella valle alluvionale del Lago di Nemi.

Era praticata a Vallericcia la coltivazione della canapa, rimpiazzata tra Seicento e Settecento dalla più redditizia coltivazione del lino[73]: lo storico ariccino Emanuele Lucidi riferisce che nel 1792 venivano coltivate ogni anno venti rubbia di terreno -circa 36 ettari moderni, considerando il valoro di un rubbio romano a 1.848438 ettari[74]-, e che ogni rubbio rendeva circa 68 scudi al principe Agostino Chigi.[73] La coltivazione del lino, che si svolgeva tra la semina nel mese di marzo e la raccolta a luglio[73], faceva accorrere ad Ariccia anche braccianti dai vicini comuni castellani, contribuendo non poco all'occupazione dell'area.[73]

L'intera estensione di Vallericcia -140 rubbia al 1796[75], corrispondente a qualcosa come 258 ettari odierni, sempre calcolando il valore di un rubbio romano a 1.848438 ettari[74]- apparteneva completamente alla famiglia Chigi dal 1689[76]: per loro cura, lo sfruttamento della terra era stato razionalizzato, per cui alla fine del Settecento l'intera estensione era divisa in tre parti: una coltivata a lino, un'altra a grano ed una terza era lasciata a maggese.[73]
Fin dalla seconda metà del Quattrocento i Savelli avevano esteso in Vallericcia la coltivazione della vite[77], accompagnata da alberi da frutto in seguito fatti abbattere dai Chigi.[77] Il principe Sigismondo Chigi, inoltre, fece piantare in diversi luoghi della valle circa 600 esemplari di gelso bianco.[78]
Oltre Vallericcia, nel resto del territorio ariccino -località Piani di Santa Maria, Cancelliera, Ginestreto, Villafranca- la destinazione originaria del suolo era a grano -considerando che il grano ariccino era considerato uno dei migliori per ottenere un pane bianco, anticamente consumato dalla nobiltà[79]-, o per dirla con il Lucidi a coltivazioni che richiedessero che la terra cedesse all'aratro.[80] Tuttavia, con il tempo i proprietari ecclesiastici di queste tenute reputarono più conveniente concedere i terreni in enfiteusi a piccoli coltivatori che si diedero a piantare vigneti.[80]Del resto, i vini prodotti presso le località Villafranca e Ginestreto erano tanto apprezzata nelle osterie romane da non temere il confronto con i vini prodotti in quel di Genzano di Roma e Lanuvio[81] -oggi noto come il Colli Lanuvini-. La viticoltura, già nel Settecento, rappresentava la seconda fonte di introito nell'economia ariccina dopo il commercio del grano, ma mentre quest'ultimo era monopolio dei Chigi, dal prezzo di vendita del vino dipendeva la ricchezza o la povertà di un anno.[82] Oggi, pur nel quadro di un generale crollo del settore primario, la viticoltura continua a farla da padrona: nel 1959[83] venne fondata la Cantina Sociale Fontana di Papa, che ad oggi raccoglie oltre 400 piccoli e medi produttori vinicoli dell'area di Ariccia e comuni circonvicini dislocati su un territorio di circa 700 ettari.[83]

Un vigneto in località Poggio ameno - Ginestreto, presso la frazione di Cecchina.

La coltivazione dell'ulivo è ancor oggi poco diffusa, anche a causa dell'inflazione di uliveti presenti nel resto dei Colli Albani -il Lucidi afferma che negli ultimi quindici anni del Settecento in tutta l'area albana erano stati piantatio qualcosa come 80.000 ulivi, e funzionavano a pieno regime circa tredici mulini di nuova costruzione[84]-. Per quanto riguarda la coltivazione di piante da frutto, alla fine del Seicento i Savelli coltivavano cedri presso l'attuale Parchetto Savelli, alla testa del ponte di Ariccia ed altri agrumi presso il giardino dell'antico palazzo del Gallinario[85], mentre in località Fontana di Papa era praticata la coltivazione delle mele.[85] L'allevamento, non molto diffuso nel territorio ariccino, è dominato dalla presenza dei suini, utilizzati per la produzione della celebre porchetta: leader indiscussa nel settore è la ditta Cioli, fondata nel 1917, che produce circa 360.000 esemplari di porchetta l'anno.[86]

I lavorati nel settore primario nel territorio ariccino erano 1550 nel 1951[25], 1230 nel 1961[25] -diminuzione del 21% in dieci anni-, poco meno di 690 nel 1971[25] -diminuzione del 44% in altri dieci anni-: si nota dunque un progressivo arretramento del primario a favore del secondario, a fronte di uno sviluppo industriale sempre crescente[25] soprattutto nelle aree tradizionalmente a destinazione agricola -Cancelliera, Fontana di Papa, Vallericcia-.

[modifica] Artigianato ed industria

Cecchina di Ariccia, la zona industriale di Cancelliera e del Quarto Negroni.

Lo sviluppo industriale di Ariccia è una realtà che ha preso piede nella seconda metà del Novecento, subito dopo la seconda guerra mondiale, con l'inclusione di Ariccia -unico comune dei Castelli Romani, tra i pochissimi comuni della provincia di Roma- nell'area beneficiata dai fondi della Cassa del Mezzogiorno.[25]
Piccoli e medi impianti industriali iniziarono a sorgere nel territorio ariccino, nelle aree precedentemente destinate alla coltivazione o all'allevamento. Ciò porto alla nascita del nuovo agglomerato industriale di Cancelliera e Quarto Negroni, ai confini con Albano Laziale, servito dalla ferrovia Roma-Velletri e dalla via Nettunense; piccole fabbriche sorsero anche a Vallericcia -un esempio per tutti, la fabbrica di scarpe in località Pantanelle oggi adibita a sede succursale del Liceo Classico Statale James Joyce.
La produzione della caratteristica porchetta ariccina -imitata dal 2002 anche in Alabama, negli Stati Uniti d'America[87]- è un'importante voce nella produzione industriale artigianale del comune, tanto che i produttori di prochetta, sostenuti dal Comune, stanno aspettando che il loro prodotto sia riconosciuto dal marcio di indicazione geografica protetta.[88] Anche perché, la porchetta ed il vino locale sono al centro dell'importante giro d'affari legato alle fraschette, i locali rustici in cui si mangia cucina romana magari sotto ad un pergolato di frasche, caratteristica in origine peculiare di tutti i centri castellani -anzi, le fraschette più rinomate tra Ottocento e Novecento erano a Frascati, Grottaferrata, Marino ed Albano Laziale- ma ad oggi peculiarità indiscussa del centro storico di Ariccia. Le fraschette, per lungo tempo fenomeno ingovernabile, sono state negli ultimi tempi oggetto di deliberazioni del locale consiglio comunale[89][90], al fine di ottenere una riqualificazione ed una regolamentazione dell'area in cui sorgono, a ridosso di Palazzo Chigi e del monumentale complesso berniniano.

A Ariccia sorsero così piccole industrie metalmeccaniche[25], manifatture calzaturiere[25], industrie tessili[25], e nell'area boscosa -l'antica selva sacra a Diana, il nemus Dianae- ai confini con Rocca di Papa e Nemi è ancor oggi fiorente la lavorazione del legname.[25]
I lavoratori nel settore secondario nel 1951, ovvero praticamente all'avvio degli interventi della Cassa del Mezzogiorno, erano 640, e nel 1961 erano diventati già 994 -aumento del 36% in dieci anni-; nel 1971, altri dieci anni dopo, i lavoratori del secondario erano passati a poco meno di 1400 persone -aumento del 44%[25]-. A fronte di questo sviluppo industriale, iniziò una lenta decadenza del settore primario, che procedeva di pari passo con la crescita industriale.

Attualmente, ad Ariccia è attiva anche l'industria editoriale, grazie alla presenza in zona di importanti case editrici come la Magic Press[91] e, negli anni passati, della Fratelli Fabbri Editori.

[modifica] Servizi

[modifica] Turismo

Il centro storico di Ariccia da ponte San Rocco, con Palazzo Chigi, porta Napoletana ed uno scorcio della collegiata di Santa Maria Assunta.

Ariccia è uno dei comuni più coinvolti dal turismo italiano ed internazionale nella provincia di Roma.
Fin dalla prima metà del Seicento, il paese divenne meta di pellegrinaggi di devoti mariani verso il santuario di Santa Maria di Galloro, dedicato alla miracolosa immagine della Madonna di Galloro. Inizialmente, la devozione fu limitata all'area di Roma e dei Castelli Romani -come testimonia la provenienza delle prime donazioni fatte al santuario[92][93]- ma in seguito si diffuse un po' in tutta Italia, tanto che fra i personaggi legati al santuario vanno annoverati papa Alessandro VII[94], Carlo IV di Spagna[95], Alessandro Raffaele Torlonia[96], papa Gregorio XVI[97], Ferdinando II delle Due Sicilie e papa Pio IX[96][98], Carlo Maria Martini.[99]

Al di là del turismo religioso, ad Ariccia è molto importante il turismo culturale ed artistico. Il complesso monumentale di piazza di Corte -ovvero Palazzo Chigi con il retrostante Parco Chigi, il ponte monumentale, la collegiata di Santa Maria Assunta e la quinta scenografica della piazza- è una delle attrattive turistiche più celebrate della zona. Soprattutto il complesso chigiano -Palazzo Chigi e Parco Chigi-, celebrata opera di Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana, inserito tra i beni architettonici più considerevoli della provincia di Roma[100], è al centro delle attenzioni dell'amministrazione comunale che dal 1988 -data dell'acquisizione del complesso da parte comunale[101]- ha teso a farne un polo museale di prim'ordine nel panorama del barocco romano e dell'arte in generale.
Inoltre, con il progetto Ariccia Città Teatro si vuole fare del paese un polo di riferimento teatrale per l'intera zona: l'inaugurazione di un teatro all'interno della chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari, avvenuta nel novembre 2008[102], è una prova dell'impegno in questo senso.
Non da ultimo, infine, Ariccia è al centro di un attivo turismo disimpegnato, attirato dalle fraschette, dalla celebrità della porchetta, ma anche dalle strutture sportive edificate tra gli anni Ottanta e Novanta presso Monte Gentile -il PalAriccia, ad esempio-.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Il corso principale, intitolato a Giuseppe Garibaldi

[modifica] Sanità

Per approfondire, vedi la voce Ospedale Specializzato Regionale Luigi Spolverini.

[modifica] Strade

Strade statali
Per approfondire, vedi la voce Strada Statale 7 Via Appia.

L'unica strada statale che attraversa il territorio ariccino è la via Appia Nuova. La via Appia Antica, costruita a partire dal 312 a.C. per ordine del censore Appio Claudio Cieco, collegava Roma a Capua e successivamente, via Benevento, a Brindisi. Presso l'antica Aricia era situata la prima statio della strada per chi proveniva da Roma, l'ultima per chi vi arrivava.
A partire dall'alto Medioevo la via Appia cadde progressivamente in abbandono, a causa dell'impaludamento del tratto pontino: la via privilegiata per raggiungere la Campania divenne l'attuale via dei Laghi, che attraverso Marino e Velletri raggiungeva la Valle del Sacco. Ariccia si trovò dunque tagliata fuori dalla grande comunicazione stradale: ancora nel Cinquecento si arrivava al paese attraverso due scomode e tortuose vie. Una di esse, che conduceva all'attuale porta Romana, venne abbandonata in seguito alla chiusura della porta stessa, decretata dai Savelli durante la guerra di Castro (1641 - 1649)[103], mentre l'altra, che conduceva all'attuale porta Napoletana, venne ampliata dai Chigi subito dopo il loro acquisto del feudo.[104] Nel 1667 il cardinale Flavio Chigi fece aprire una nuova strada, che collegava Albano Laziale a Genzano di Roma costeggiando Parco Chigi[105]; nel 1763 papa Clemente XIII ordinò che le comunità confinanti finanziassero la bonifica del tracciato della via Appia Antica tra Albano e Genzano, attraverso Vallericcia.[105]

[modifica] Ferrovie

Linee ferroviarie regionali extra-urbane
Linee tramviarie extra-urbane
Per approfondire, vedi la voce Tramvie dei Castelli Romani.

Le Tramvie dei Castelli Romani, costruite tra il 1906 ed il 1916 dalla Società delle Tramvie e Ferrovie Elettriche di Roma (STEFER), sono state la prima linea tranviaria del Lazio e una delle più efficienti reti regionali. Nel 1906 venne inaugurata la tratta Roma-Grottaferrata-Frascati, integrata nel mese di aprile dalla Grottaferrata-Marino-Castel Gandolfo-Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma e nell'ottobre dalla tratta Grottaferrata-Valle Oscura con la funicolare per Rocca di Papa. Nel 1912 venne aperta la tratta Roma-Albano Laziale e nel 1913 la Genzano di Roma-Velletri, e infine nel 1916 la Genzano di Roma-Lanuvio. A partire dal 1944 iniziò la chiusura delle varie tratte, fino a che il 3 gennaio 1965 non venne chiusa anche la Roma-Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma.

Metropolitane leggere

La costruzione di una metropolitana, anche leggera, nell'area dei Castelli Romani è un progetto su cui molte proposte sono state fatte e sul quale si discute molto[106]: si era anche ipotizzato un tracciato che congiungesse Genzano di Roma a Tor Vergata, via Ariccia, Albano Laziale, Marino e Frascati.[107]

[modifica] Mobilità urbana

Per approfondire, vedi la voce COTRAL.

La COTRAL, compagnia regionalizzata dei trasporti pubblici, assicura numerose corse extra-urbane di collegamento tra i vari Castelli Romani e con Roma; Ariccia è servita dalle seguenti corse:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Emilio Cianfanelli (centrosinistra) dal 13 giugno 2006 (1º mandato)
Centralino del comune: 06/934851
Posta elettronica: segreteriagenerale@comunediariccia.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
maggio 2001 maggio 2006 Vittorioso Frappelli centro-destra Sindaco
maggio 2006 in carica Emilio Cianfanelli centro-sinistra Sindaco

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Altre informazioni amministrative

Di seguito viene illustrata la composizione dell'attuale consiglio comunale, eletto dopo le elezioni amministrative italiane 2006, che hanno visto uscire vincitore al ballottaggio il candidato del centro-sinistra Emilio Cianfanelli con il 62.9% sul candidato sindaco uscente del centro-destra Vittorioso Frappelli (37.1%).[109] L'affluenza al primo turno fu dell'80.7%, inferiore rispetto alle elezioni amministrative italiane 2001 (84.6%), mentre al secondo turno si registrò un'affluenza del 65.2%.[109]

Risultati delle elezioni amministrative italiane 2006 1° turno 28-29 maggio 2006[109]
Partito Voti (in percentuale) Seggi in consiglio comunale
lista civica (centro-sinistra) 14.4 4
Democratici di Sinistra 10.3 3
lista civica (centro-sinistra) 8.3 2
Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro 7.7 1
La Margherita 7.4 1
lista civica (centro-sinistra) 6.7 1
lista civica (centro sinistra) 6.5 1
Forza Italia 5.9 1
Rifondazione Comunista 3.8 1
Partito dei Comunisti Italiani 4.8 1

L'affluenza alle elezioni europee del 2009 è stata del 60%, inferiore alla media nazionale e nettamente inferiore all'affluenza registrata per le elezioni europee del 2004 (71.3%).[110]

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

L'Ariccia Calcio è stata costituita nel 1988 in seno alla Polisportiva Comunale.[111] La squadra è affiliata alla Società Sportiva Lazio, e nell'ottobre 1995 gli allievi provinciali classe 1995 della squadra sono stati sponsorizzati dai due calciatori biancocelesti Tommaso Rocchi e Gaby Mudingayi. [112]

[modifica] Calcio a 5

All'interno della Polisportiva Comunale, è operativa l'associazione sportiva Futsal Ariccia Calcio a 5.[111] Un'altra realtà ariccina per il calcio a 5 è la Carlisport Calcio a 5, attiva sempre all'interno della Polisportiva Comunale, che ha sede in località Piani Santa Maria[111], e militante nella stagione 2008/2009 in Serie C1.[113]

[modifica] Pallacanestro

L'Ariccia Basket 2000, inserita all'interno della realtà della Polisportiva Comunale[111], è l'associazione sportiva che rappresenta il comune nella pallacanestro. Un altro club ariccino di pallacanestro è l'Unione Castelli Basket Ariccia[114], inserita anch'essa nei quadri della Polisportiva Comunale.[111]

[modifica] Pallavolo

Per approfondire, vedi la voce Ariccia Volley Club.

L'Ariccia Volley Club, rappresentativa locale nella pallavolo, venne promossa in Serie A maschile FIPAV nel 1973/1974 sotto la gestione del presidente Renato Ammannito, che non esitò a portare ad Ariccia alcuni grandi campioni internazionali come Mario Mattioli, Erasmo Salemme ed il leggendario Kirk Kilgour: la compagine ariccina così vinse un titolo nazionale nel 1974/1975, e nel 1975/1976 venne trasferita a Roma diventando l'attuale Accademia dello Sport Roma.

Dal 1986/1987[115] è operativa (dal 1988 all'interno della Polisportiva Comunale) l'associazione sportiva Libertas Volley Ariccia.[116][111] Nel campionato 2008/2009, la Libertas Ariccia milita in Serie C maschile ed in Serie C femminile.

[modifica] Scherma

Il Club Scherma Ariccia,[117] inserito nella realtà della Polisportiva Comunale[111], nasce nel 1997. Il Club in poco più di dieci anni ha vinto quindici titoli nazionali, due Coppe Italia e quarantanove titoli regionali.[118] Ad oggi inoltre vanta ben quattro atleti nelle squadre nazionali juniores ed uno in quella maggiore.

[modifica] Rugby

Una delle società inserite nella realtà della Polisportiva Comunale è l'Ariccia Rugby[119][111], che milita nella stagione 2008/2009 nel campionato di Serie C maschile.

[modifica] Impianti sportivi

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dizionario di ortografia e pronunzia
  2. ^ Dati ISTAT 30-04-2008.
  3. ^ Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell' antichissimo municipio ora terra dell' Ariccia, e delle sue colonie Genzano, e Nemi, parte I cap. XXX p. 297.
  4. ^ Emanuele Lucidi, op. cit., parte I cap. IV p. 40.
  5. ^ Tiscali.it - Antiche unità di misura agricole URL consultato il 10-04-2009
  6. ^ Parco Regionale dei Castelli Romani, L'ambiente naturale del Parco Regionale dei Castelli Romani, pp. 3-8.
  7. ^ a b c d e f g h Carta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967.
  8. ^ Comuni-italiani.it - Ariccia
  9. ^ Riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio (2003)
  10. ^ Anche secondo le categorie sisimiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e la successiva ordinanza P.C.M. n° 3274 20 marzo 2003 Ariccia era in zona sismica 2. Sono nella stessa zone sismica tutti i Colli Albani.
  11. ^ Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'antichissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano e Nemi, parte I.
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[modifica] Bibliografia

  • Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'antichissimo municipio ora terra dell'Ariccia e delle sue colonie di Genzano e Nemi, Roma, Tipografia Lazzarini, 1797.

[modifica] Collegamenti esterni


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