Montorio Romano

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Montorio Romano
comune
Montorio Romano – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Roma – stemma Roma
Sindaco Domenico Di Bartolomeo (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 42°8′0″N 12°48′0″E / 42.13333°N 12.8°E / 42.13333; 12.8 (Montorio Romano)Coordinate: 42°8′0″N 12°48′0″E / 42.13333°N 12.8°E / 42.13333; 12.8 (Montorio Romano)
Altitudine 575 (min 135 - max 934) m s.l.m.
Superficie 23,03 km²
Abitanti 2 035[1] (31-12-2010)
Densità 88,36 ab./km²
Comuni confinanti Monteflavio, Montelibretti, Moricone, Nerola, Scandriglia (RI)
Altre informazioni
Cod. postale 00010
Prefisso 0774
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058066
Cod. catastale F692
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2224 GG[2]
Nome abitanti montoriani
Patrono san Leonardo
Giorno festivo 6 novembre
Localizzazione
Montorio Romano è posizionata in Italia
Montorio Romano
Posizione del comune di Montorio Romano nella provincia di Roma
Posizione del comune di Montorio Romano nella provincia di Roma

Montorio Romano è un comune di 2.048 abitanti della provincia di Roma. Dista circa 51 km da Roma e 49 km da Rieti. Ci si arriva dalla Salaria: al km 45 si prende la statale numero 636, la Maremmana Inferiore, poi la provinciale numero 28/a che porta, dopo numerose curve, al paese. Una strada alternativa per raggiungere il paese è la Palombarese, alla quale si accede dalla Tiburtina nonché dalla Nomentana: al km 10 si prende la provinciale numero 29 per Monteflavio e, quindi, per Montorio. Il paese è situato a 570 metri sul livello del mare. I suoi confini sono: a est Scandriglia, a nord Nerola, ad ovest Montelibretti e a sud Moricone e Monteflavio. Il paese è famoso per la sua abbondanza nonché purezza di acqua e per il suo clima: mitigato d'inverno, ma con venti fastidiosissimi, e temperato d'estate.

Indice

[modifica] Le origini del nome

Il nome "Montorio", dal latino Mons Aureus, era già in uso sin dal IX secolo. Il nome proviene dal colore giallo-oro del tufo gianicolense: a Montorio questo colore è ricorrente in alcune zone, quali "le Pantane" dopo l'aratura. Nonostante questo sono molte le ipotesi ed ancora oggi è ignota la provenienza del nome. Per distinguerlo dagli altri paesi omonimi fu chiamato anche "Montorio de Romania", "Montorio di Romagna" e simili. Sin dal XVII secolo però il suo nome fu cambiato in quello attuale, "Montorio Romano".

[modifica] Origini del paese

Non vi è alcuna traccia o notizia sulla vera origine del paese. Nonostante ciò la prima notizia certa su questo "Mons Aureus" è del secolo IX, citato come possedimento all'abate Pertone e al monastero di Santa Maria in Farfa. Già dal XI secolo "Mons Aureus" non è più un villaggio coltivato e di dimensioni piccolissime bensì un castrum (castello), un podium (poggio), piccolo abitato, raggruppato nonché fortificato. Questo era un posto inaccessibile per i nemici. Il castello costruito nel XI secolo è quello che ancor oggi si può vedere. Alcune leggende locali vogliono che "Montorio Romano sia stato costruito da esiliati". Questa leggenda, raccontata dai più anziani del paese, narra di uomini esiliati in una località collinare, appunto "Montorio Romano", nella quale s'insediarono e iniziarono a costruire. Nel corso degli anni e secoli dopo, il paese è stato in mano a Farfa e, dopodiché, conteso da Roma e le casate nobili di quel tempo. Nel secolo XIV viene citato il paese nell'elenco del monopolio del sale che doveva acquistare da Roma: Montorium rubra salis 15 (Montorio 15 rubri di sale). I nobili romani, scoperta l'esistenza del territorio, si accaparrarono subito del suo mulino, attuale "mola", fonte di guadagno nonché pericolosa, in quanto spesso attaccata da malviventi o persone affamate. Nel 1480 viene citato Montorio Romano come "paese che rende poco" in confronto alle vicine Palombara Sabina nonché Moricone. Tra i signori di Montorio vale la pena citare i Savelli, gli Orsini e i Barberini.

[modifica] Le strade

Per parlare delle strade del paese, occorre fare subito una distinzione. Il paese è diviso in due parti: la zona del castello, chiamata Montaterra, con il borgo, u buriu; la parte nuova che si estende sulla collina. Sin dai documenti antichi vi è questa distinzione: la parte del castello è chiamata Entro terra; la parte nuova è chiamata Adiacenza al colle.

La zona dell'entro terra:

  • Via della Porta: era l'ingresso al castello.
  • Piazza della Chiesa: di forma rettangolare, relativamente grande e inclinata verso ovest. Originariamente era molto più piccola a causa della presenza della chiesa parrocchiale, che oggi non c'è più e di cui sono rimasti alcuni resti. Nel corso del tempo la piazza venne denominata Piazza dell'Antico Castello.
  • Via del Monganello Piccolo: trattasi di un vicolo piccolissimo, una strettoia chiamata in dialetto manganello per l'appunto. Vi può passare solo una persona alla volta per quanto è stretta. Secondo alcuni il nome riferisce al fatto che nella via, angusta e buia, era facile consumare vendette.
  • Piazza delle Donne: detta anche spiazzo delle donne è una piazzetta dove anticamente vi sedevano le donne a ricamare e a parlare tra loro. La piazzetta è riparata dal vento ma allo stesso tempo arieggiata.
  • Strada del Monganello Grande: a nord del paese. È diventata la strada più frequentata visto che immette direttamente alla mulattiera che conduceva alle Pantane o ai Colli.
  • Piazza del Forno: oggi giorno nessuna zona è chiamata cosi. Anticamente era una piazzetta, o addirittura una vietta, in cui era presente un forno.
  • Contrada Retta del Tavolato: vietta molto angusta nonché circondata da muri contorti e sbriciolati. Il nome proviene dal fatto che molte abitazioni erano di legno anticamente. Ora corrisponde a via Antico Castello.

La zona dell'Adiacenza al Colle:

  • Piazza del Colle: ovvero Piazza del Municipio. S'interseca con Via del Colle. In questa piazza vivevano le famiglie più facoltose e vi si trovavano anche il Municipio e le scuole. L'edificio scolastico era composto al primo piano dalle elementari e al secondo dalle medie. L'edificio ospitò le scuole materne dal 1957 finché non fu costruito un nuovo edificio in Via IV Novembre. In quell'edificio ora vi si trova Lab.Ter., laboratorio territoriale, che ospita alcuni giorni della settimana, al piano successivo, le prove della Banda Musicale di Montorio Romano nonché le prove per le Majorettes di Montorio Romano. Allo stesso tempo anche il Municipio fu abbandonato nel 1988 per approdare nel nuovo palazzo comunale. Ora il vecchio edificio è utilizzato come Centro Anziani. In questa piazza si svolge un'importante festa denominata Madonna dell'8 settembre che ospita, sin dall'antichità, i giochi popolari.
  • Via delle Botteghe: si chiamava cosi perché qui vi erano le officine degli artigiani. Si chiamò poi Via Nuova e, tuttora, corso Umberto I.
  • Borgo: ovvero Via San Leonardo, strada molto popolata che porta ad altri vicoli quali Vicolo dei Sediari (oggi sbocca in Piazza della Festa), Vicolo degli Orti (oggi Via del Casalino), Vicolo delle Scalette e Vicolo San Leonardo. Anticamente vi era anche una piazza dal nome piazza del Celso, oggi senza nome.
  • Piazza dell'Ariuccia: detta anche piazza della Riuccia ma conosciuta oggi come Piazza Risorgimento. Fu costruita anni dopo. Anticamente il popolo poteva accedergli arrivando dal Colle.

Ad oggi sono state costruite numerose altre strade e stradine, tra le più importanti si ricordano:

  • Borgo Sant'Anna (chiamato anche Vicolo Sant'Anna) e Via della Fontana, che fiancheggiano la Chiesa Parrocchiale.
  • Via Prato della Fonte
  • Via delle Sorgenti che passa per la zona conosciuta come Santu Jacu (Santo Jaco, santo Giacomo, san Giacomo).
  • Via Roma, la via principale
  • Via IV Novembre, continuazione di Via Roma

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Domenico Di Bartolomeo (lista civica) dal 16/05/2011 secondo mandato /

  • Fa parte della Comunità Montana "Monti Sabini-Tiburtini-Prenestini" e dell'Unione della Sabina Romana

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Personaggi storici: Don Pietro Borgia poeta del XV sec autore del De Raptu sabinarum Padre Colombo Angeletti Padre Agostino Fioravanti Elia Imperi poeta Tranquillo D'Agostini carabiniere medaglia d'oro alla memoria

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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