Albano Laziale

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Albano Laziale
Panorama di Albano Laziale
Albano Laziale - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: stemma Roma
Coordinate: 41°44′0″N 12°40′0″E / 41.73333, 12.66667
Altitudine: 400 m s.l.m.
Superficie: 23,80 km²
Abitanti:
38.830 2007
Densità: 1631,51 ab./km²
Frazioni: Cecchina, Pavona 
Comuni contigui: Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Rocca di Papa, Roma
CAP: 00041
Pref. tel: 06
Codice ISTAT: 058003
Codice catasto: A132 
Nome abitanti: albanesi o albanensi 
Santo patrono: San Pancrazio martire 
Giorno festivo: 12 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Ai bordi del cratere spento che oggi, (...), è divenuto il lago Albano (...) era situata Alba, madre di Roma, distrutta dalla politica romana fin dai primi tempi dei re. Qualche secolo più tardi, a un quarto di lega da Alba, sul versante che guarda il mare, è sorta Albano, la città moderna, separata dal lago da una parete di rocce che nascondono il lago alla città e la città al lago. Quando la si scorge dalla pianura, le sue bianche case spiccano sullo sfondo della scura e profonda vegetazione della foresta così cara ai briganti, e così spesso nominata, la quale circonda da ogni lato la montagna vulcanica. »
(Stendhal, La badessa di Castro, 1839.)

Albano Laziale (confidenzialmente detta solo Albano, Albanum in latino, Arbano in dialetto romanesco e in dialetto albanense) è una prospera città commerciale di 38.830 abitanti in provincia di Roma, sui Colli Albani, nella zona dei Castelli Romani, distante da Roma circa 25 km.

Albano è uno dei centri più importanti dei Castelli Romani, nonché uno dei luoghi più animati comercialmente.[1] Sede vescovile suburbicaria fin dal V secolo, storico principato della famiglia Savelli e dal 1699 al 1798 possesso inalienabile della Santa Sede, ospita attualmente, tra le altre cose, la sezione distaccata del tribunale circondariale di Velletri. Il territorio di Albano è in parte incluso nel Parco Regionale dei Castelli Romani. Popolose sono le frazioni di Cecchina e Pavona.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Clima

Dal punto di vista termico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Le precipitazioni si aggirano sui 900 - 1000 mm. annui, con con una diminuzione da gennaio-febbraio a luglio-agosto e un brusco aumento a settembre [2]. I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, più raramente da nord e da est.

Ecco i dati climatici dell'anno 2007[3]:


Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temp. max. media (°C) 11.8 12.4 14.3 19.5 21.4 25.4 29.1 28.3 23.7 20.1 13.8 10.8 19.2
Temperatura media (°C) 4.6 5.1 5.5 8.4 10.8 13.7 15.6 16.2 12.4 9.9 5.4 2.8 9.2
Temp. min. media (°C) 8.0 8.4 9.4 13.5 15.7 19.2 22.1 21.8 17.1 13.9 9.0 6.3 13.7
Piogge (mm) 60.5 177.8 111.5 53.3 66.8 20.1 1.0 21.6 42.4 61.5 78.2 61.5 756.2
Venti (dir.-nodi) SE
4.7
SE
5.5
E
5.0
ESE
3.6
WNW
4.1
SE
3.9
WNW
4.4
SE
4.6
SE
4.2
SE
3.3
SE
4.2
N
5.3
4


[modifica] Territorio

La campagna attorno la frazione di Cecchina. Sullo sfondo il mar Tirreno.
La campagna attorno la frazione di Cecchina. Sullo sfondo il mar Tirreno.

Il territorio di Albano Laziale è con la sua estensione di 23.80 km2 uno dei più grandi dei Colli Albani, precisamente il sesto dopo Velletri (112.21 km2), Lanuvio (43.912), Rocca di Papa (40.182), Rocca Priora (28.07 km2) e Marino (26.102).

Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia[4] la maggior parte del territorio albanense è composta, similmente alle altre zone dei Colli Albani, da terreni classificati come v2.[5]

L'area di Castel Savello invece è divisa geologicamente in due parti: le pendici del colle sono zona v7, ovvero prodotto di un antico centro d'emissione di lava del Vulcano Laziale, la sommità invece è zona sc, scorie caotiche in grossi banchi. Il bacino di Valle Pozzo o del laghetto di Giuturna, sotto Castel Savello, risulta zona av.[6]

Sia nella zona della moderna espansione edilizia di Albano, tra Villa Doria, Cecchina e Vallericcia, che nell'altura del Colle dei Cappuccini è presente un terreno di tipo scp.[7] La zona della località Roncigliano si differenzia dal contesto circostante in quanto zona sp[8]: a Cecchina sono riconosciuti invece i peperini di Cecchina, che compongono un particolare tipo di suolo classificato come v'1. Una vasta fascia adiacente il cratere di Vallericcia, in località Prelatura, è nella zona v1. Ancora presso Cecchina sono classificate le lave di Cecchina, di composizione s.[9]

[11]

[modifica] Idrografia

Per approfondire, vedi la voce Lago Albano.
Una veduta del Lago Albano da Castel Gandolfo.
Una veduta del Lago Albano da Castel Gandolfo.

La principale risorsa idrografica del territorio albanense è il Lago Albano, spesso chiamato impropriamente Lago di Albano, il cui nome completo è in realtà Lago Albano o di Castel Gandolfo. Infatti la maggior parte delle coste lacustri sono di pertinenza del comune di Castel Gandolfo, mentre le restanti sono in territorio albanense: il bacino lacustre è invece gestito dalla provincia di Roma.

Un piccolo bacino lacustre, prosciugato nel corso dei secoli in parte per mano dell'uomo in parte per circostanze naturali, era il laghetto di Giuturna, situato in località Valle Pozzo sotto Castel Savello in prossimità di un altro lago vulcanico prosciugato, il laghetto di Turno a Pavona, in comune di Castel Gandolfo.

Nel territorio comunale scorrono alcuni piccoli corsi d'acqua, spesso in secca, denominati fossi. Sono almeno quattro, esattamente partendo da nord:

  • Fosso di Santa Palomba; si origina da vene d'acqua provenienti dalle alture dei Colli Albani nell'area del centro storico, e scorre in direzione ovest verso la località Santa Palomba, in comune di Roma e Pomezia.
  • Fosso di Cancelliera; si origina da vene d'acqua provenienti dalla località Cancelliera, in comune di Ariccia, a 118 m s.l.m., e continua a scorrere in direzione sud-sud-ovest verso il mar Tirreno.
  • Fosso di Valle Caia; si origina dalla località Quarto Negroni, ai limiti con il comune di Ariccia, presso il chilometro 7 della Strada Statale 207 Nettunense, e continua il suo percorso verso il mar Tirreno in direzione ovest.
  • Fosso di Montagnano; si origina da tre canali di scolo di acque che vengono raccolte nella località Montagnano, tra i comuni di Albano, Ariccia e Ardea, e continua in un braccio in direzione ovest per il mar Tirreno.

[modifica] Orografia

Un paesaggio della campagna collinare presso Cecchina.
Un paesaggio della campagna collinare presso Cecchina.

La cima sicuramente più elevata del comune di Albano è il Colle dei Cappuccini, posto 615 m s.l.m.. Dal colle, che ospita una pineta pubblica adiacente il Convento dei Cappuccini, si gode di una meravigliosa visuale sul Lago Albano e Monte Cavo.

Il centro storico di Albano è uno degli abitati dei Castelli Romani con la maggiore pendenza: l'11%, cioè 47 metri su 435, prendendo in considerazione la distanza in linea d'aria tra la Cattedrale di San Pancrazio (384 m s.l.m.) e la Chiesa di San Paolo (431 m s.l.m.).[12] Altre altitudini disponibli per il centro storico sono quella di Villa Altieri, al chilometro 25 della Strada Statale 7 Via Appia (363 m s.l.m.), e della Chiesa della Stella (391 m s.l.m.).

L'altura della località Castel Savello è invece di 280 m s.l.m., mentre la sottostante frazione di Pavona è edificata a 110 m s.l.m.. La frazione di Cecchina all'altezza della stazione ferroviaria è posta a 212 m s.l.m..

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Albano.
Le origini del nome
L'origine del nome Albano è ancora fonte di discussioni. In epoca romana il territorio dell'attuale Albano Laziale era chiamato Albanum: Albanum (Pompeiani, Domitiani, ecc.) erano chiamate infatti le tenute dei ricchi romani sui Colli Albani (Ager Albanus), e Castra Albana era il nome dell'accampamento fatto costruire da Settimio Severo, entro i confini del fondo Albanum posseduto in precedenza da Domiziano, per alloggiare la II legione Partica. L'ipotesi ritenuta più attendibile riallaccia questi toponimi alla radice indoeuropea *alb/*alp indicante una località elevata, il Mons Albanus (oggi monte Cavo) in questo caso, che nel contempo fosse centro di culto e di pascolo comune (compascuo). Altre ipotesi, ritenute tuttavia neno valide, riallacciano il toponimo all'aggettivo latino albus ("bianco") o al greco αλαβα ("cenere"). L'origine etimologica proposta per Albanum/Castra Albana è la stessa che viene proposta per Alba Longa, l'antica capitale latina, la cui localizzazione non è nota con certezza, ma che una tradizione medievale collocava nei luoghi del nucleo urbano della moderna Albano Laziale.

La seconda denominazione di Laziale è stata assunta nel 1873 per distinguere la città da Albano Sant'Alessandro (provincia di Bergamo), Albano Vercellese (provincia di Vercelli) e Albano di Lucania (provincia di Potenza).

[modifica] Età antica (3000 a.C. - 476)

Il territorio albanense fu abitato fin dal Neolitico, come testimoniano vari reperti conservati presso il Museo Civico.

[modifica] Medioevo (476 - 1699)

Nel 326 l'imperatore Costantino I, secondo una tradizione consolidata[13], ordinò la fondazione della cattedrale albanense dedicata a San Giovanni Battista. Secondo le fonti, Costantino donò alla neonata cattedrale vari arredi sacri per un valore complessivo di 65 libbre, e varie tenute e fondi nell'Ager Albanus.

Durante la Guerra gotica Albano si ridusse, da municipium come veniva attestato ancora nel V secolo, ad oppidulum, piccola città fortificata.

Nel 964 l'imperatore Ottone I conferisce l'investitura su Albano, Ariccia e altri tre castelli posti lì intorno a Virginio Savelli, suo capitano a Roma.

Nel 1116 si ha la prima citazione dell'eremo di Sant'Angelo in Lacu, situato sotto Malafitto, sul versante meridionale del Lago Albano[14].

Papa Pasquale II nel 1118 si rifugiò in Albano poiché i Colonna ostili a lui occupavano Roma, e riscontrò tale fedeltà negli albanensi da concedere ad essi l'esenzione perpetua dalle tassi di molitura del grano[15].

Durante lo scisma dell'antipapa Anacleto I con il papa Innocenzo II, nel 1137 l'antipapa marciò su Albano e su altre località laziali per estendervi il suo dominio, ma subito qujesti territori vennero ripresi da Innocenzo II. Correndo l'anno 1142, Albano venne saccheggiata dai Saraceni.

Dopo la battaglia di Prata Porci, nel 1168, il popolo romano pensò bene di vendicarsi su Albano, città che aveva parteggiato per l'imperatore Federico Barbarossa contro Roma, e così la città venne saccheggiata e rasa al suolo. Dato lo stato d'abbandono in cui versava Albano, papa Innocenzo III donò al monastero di San Paolo fuori le mura il Palatium con le chiese di Santa Maria Minore e San Nicola [16] con le loro dipendenze.

Papa Onorio III nel 1217 concesse Albano in possesso ai suoi vescovi, come in effetti era già dal 1137, con una bolla che venne riconfermata nel 1278 da Niccolò III.

Nel 1436 venne rasa al suolo assieme a Castel Savello dal cardinal Giovanni Maria Vitelleschi, per ordine di papa Eugenio IV.


Nel 1697 Albano passò al dominio diretto della Santa Sede.

[modifica] Età moderna (1699 - 1798)

Albano Laziale - Le antiche terme romane di Cellomaio
Albano Laziale - Le antiche terme romane di Cellomaio

Tra il 1791 ed il 1722 Francesco Buratti portò a termine la ricostruzione della Cattedrale di San Pancrazio.

Nel 1789 papa Pio VI ordinò di rettificare ed allargare la via Appia, rendendola così la via principale per Napoli: questo fatto ha posto il fondamento della crescita di Albano. Difatti l'antico tracciato della via postale, corrispondente grossomodo all'attuale Strada Statale 217 Via dei Laghi (Roma - Via Castrimeniense - Marino - Palazzolo - Velletri) eludeva il passaggio attraverso Albano. Un succesivo ampliamento della via Appia venne effettuato al tempo di papa Pio IX alla metà del XIX secolo.

Durante l'occupazione francese e le vicende legate alla Rivoluzione francese, il 18 febbraio 1798 anche Albano, assieme a Frascati, Velletri e più tardi Marino, si proclamò Repubblica associata alla nascente Repubblica Romana. In seguito alla sommossa dei trasteverini però anche gli albanensi si ribellarono ai francesi, e il 28 febbraio Albano venne occupata e saccheggiati dalle truppe di Gioacchino Murat. L'anno seguente, invece, ad Albano si istallò frà Diavolo, al comando di una colonna napoletana. (Vedi Rivoluzione Francese nei Castelli Romani e a Velletri)

[modifica] Età contemporanea (1798 - 1944)

Con il motu proprio del 6 luglio 1816, papa Pio VI rientrato nello Stato Pontificio con la Restaurazione elevò Albano a sede di Governo.

Nel 1870 Albano entrò a far parte del Regno d'Italia. Divenne sede di pretura, che dagli anni '30 del XX secolo accorpò anche gli uffici di Marino.

Il 1 febbraio 1944 Albano ed Ariccia vennero bombardate dagli alleati. Furono colpiti il convento delle Clarisse di clausura in piazza Pia, annesso al complesso della Villa Pontificia e numerose abitazioni civili. Le vittime furono alcune centinaia, anche perché un'altro bombardamento colpì il 10 febbraio il collegio di Propaganda Fide nella vicina Castel Gandolfo, dove erano raccolti molti sfollati. (Vedi I Castelli Romani durante la seconda guerra mondiale)

[modifica] Oggi

Albano Laziale, il centro e sulla sinistra il palazzo papale di Castel Gandolfo
Albano Laziale, il centro e sulla sinistra il palazzo papale di Castel Gandolfo

Nel 1961 è stato fondato il Liceo Ginnasio Statale Ugo Foscolo.

Negli anni '70 è stata aperta in località Roncigliano, circoscrizione di Cecchina, una discarica che smaltisce i rifiuti di buona parte del quadrante sud-occidentale della provincia di Roma. Nel 2007 è stato annunciato che la sesta fossa è in esaurimento, e che per ovviare ai problemi dei rifiuti nel Lazio sarebbe necessario realizzare un gassificatore ad Albano. Il Comune e diversi comitati di cittadini si sono subito vivacemente opposti, tanto che la situazione è oggi in fase di stallo.

[modifica] Stemma

« Di rosso, al cinghiale d'argento, fermo, che allatta tre piccoli dello stesso, il tutto sulla campagna di verde al naturale. »

La scrofa raffigurata nello stemma comunale rappresenta la città madre di Albalonga che allatta le trenta città della Lega Latina, raffigurate dai porcellini, posti sotto un'antica quercia ai bordi del lago e del monte Albano, dove Giove Laziale aveva la sua sede e il suo tempio massimo.

[modifica] Ricorrenze

Pianta monumentale della città
Pianta monumentale della città
  • 1 febbraio; si ricorda il bombardamento alleato di Albano ed Ariccia, avvenuto proprio il 1 febbraio 1944, che colpì duramente il centro storico della città; tra gli altri obiettivi, vennero colpiti il convento della Clarisse di clausura di Piazza Pia e l'abitazione che nascondeva le strutture della Porta Pretoria dei Castra Albana[17].

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Chiese e conventi

La Chiesa di San Paolo, accoglie le spoglie di San Gaspare del Bufalo
La Chiesa di San Paolo, accoglie le spoglie di San Gaspare del Bufalo
Per approfondire, vedi la voce Chiese di Albano.


La cattedrale o (duomo) di Albano sorge sulle rovine dell'antica basilica fatta erigere dall'Imperatore Costantino.

Nella cripta sottostante il presbiterio sono conservati alcuni dei capitelli ionici dell'antica basilica paleocristiana che Papa Leone III (795-815) fece riedificare in seguito ad un furioso incendio. Dopo varie vicissitudini e modifiche come ad esempio la costruzione della sagrestia e di un piccolo cimitero limitrofo, nell'anno 1772 il Cardinale Fabrizio Paolucci fece costruire l'attuale facciata, su progetto dell'architetto Carlo Buratti, mentre l'odierno aspetto della basilica si ebbe soltanto nel 1913, a seguito di nuovi adeguamenti e restauri eseguiti per più di mezzo secolo, mediante concorso finanziario del popolo di Albano.

Con questi interventi, furono messe a vista una serie di colonne della cattedrale medievale di Leone III e la Chiesa fu dedicata, oltre che a San Giovanni Battista, anche a San Pancrazio, entrambi protettori della città.

Linterno della chiesa si presenta di gusto neoclassico, è ripartito in tre navate con 6 cappelle laterali, dove sono collocate, come nella sagrestia, interessanti dipinti risalenti al XVIII secolo. Il monogramma di Cristo troneggia nell'abside sopra tre grandi quadri raffiguranti rispettivamente la gloria di San Pancrazio (al centro), l'apparizione a Costantino della Santa Croce (sulla destra) e il rinvenimento della Santa Croce da parte di Sant'Elena (lato sinistro).

Nella cattedrale è conservato un pregevole sarcofago marmoreo paleocristiano, con figura di orante centrale.[18]


Questa antica chiesa, voluta da Papa Ormisda (514-523 d.C.), fu ricavata da una grande aula appartenente alle terme romane fatte costruire dall'imperatore romano Caracalla.

Il più importante dei numerosi restauri avvenne nel tardo medioevo (XII secolo), mentre nel XIV secolo si effettuarono una serie di modifiche, delle quali ancora oggi rimangono tracce, come ad esempio l'arco ogivale a due spioventi con mensole e colonne di marmo, posto sopra una porta del lato occidentale della chiesa.

I Savelli, nel 1440, entrarono in possesso dell'antica chiesa. Nella cappella, oggi distrutta, vi seppellirono alcuni loro familiari.

Le tombe principesche sono ora visibili nell'interno della chiesa; qui sono conservate, trasformate in altari o balaustre, anche stupende trabeazioni marmoree di età severiana.

Alcune delle pareti conservano ancora pregevoli affreschi, come quello posto in una nicchietta della Vergine del Segno di età bizantina e quello più grande, raffigurante Santa Margherita e Sant'Onofrio, databile all'incirca tra il XIII secolo e il XIV secolo d.C..

Pregevoli risultano essere anche la grande pala dell'altare del XVI secolo, raffigurante la consegna della chiavi a San Pietro e gli stendardi settecenteschi.

Sul lato orientale esterno della chiesa si possono ammirare due notevoli trabeazioni di età imperiale finemente decorate, utilizzate come stipiti della porta, assieme al bel campanile romanico del XII secolo.[19]


Le due strutture furono costruite intorno all'anno 1282, in un proprio fondo, dal Cardinale Giacomo Savelli, in seguito divenuto papa con il nome di Onorio IV. Nel 1710, il pittore Gaspar Van Wittel, in occasione della visita ad Albano di Papa Clemente XI Albani, ritrasse in una splendida tela (oggi conservata al Museo Pitti di Firenze) la chiesa e l'annesso convento.

Nel 1769, il Cardinale Marcantonio Colonna restaurò completamente l'intero complesso modificandolo in parte, soprattutto nell'interno della chiesa, ove è presente un gusto baroccheggiante piuttosto rielaborato, mentre la facciata denota uno stile neoclassico ottocentesco.

Tra le tele seicentesche e del settecento presenti nell'edificio, poste presso gli altari, si pone in evidenza quella dietro l'altare principale, nella quale è raffigurata l'unzione di San Paolo, opera del tardo XVII secolo di un pittore appartenente alla scuola di Pietro da Cortona. La volta della navata è decorata con un bell'affresco ottocentesco, attribuibile al Gagliardi, molto attivo in quel tempo in Albano.

Nella cappella sinistra, sotto l'altare, è conservato il corpo di San Gaspare del Bufalo, fondatore dei P.P. Missionari del Preziosissimo Sangue; per tale motivo il complesso è anche conosciuto con tale denominazione, essendo meta di frequenti pellegrinaggi in onore del santo.[21]


Il convento e la chiesa furono costruiti intorno alla metà del XVI secolo, molto probabilmente nel luogo dove era sorta in precedenza la chiesa paleocristina di San Senatore, sopra le catacombe omonime.

Solamente nel 1687, con il contributo decisivo del Comune di Albano, la chiesa ed il convento raggiunsero l'attuale stato. L'altare maggiore, ornato con marmi policromi del XVIII secolo, è come il resto delle decorazioni della chiesa, di chiaro gusto barocco. Alle spalle dell'altare si eleva una struttura con timpano, la quale racchiude al centro il quadro della Madonna con Bambino contornato da angeli. Il manto della Vergine è ornato da una stella, e da ciò deriva il nome della chiesa.

Quattro statue in gesso sormontano il muro che divide a metà il presbiterio; sulla parete di fondo vi è lo stemma dei Principi Savelli signori di Albano per parecchi secoli.

Accanto alla chiesa è posto il cimitero storico comunale, il cui accesso originario, costituito da un portale classico con colonne di granito e marmi bianchi, conserva l'iscrizione recante l'anno della sua consacrazione, il 1833.[22]


Il santuario di S. Maria della Rotonda sorge su di un grazioso ninfeo che costituisce un interessante precedente architettonico del famoso Panteon di Roma.

La chiesa fu consacrata nel 1060 anche se l'uso ecclesiale è attestato dal IX secolo.

Alle trasformazioni seicentesche che subì l'edificio, si aggiunsero quelle settecentesche e ottocentesche finche nel 1938 l'edificio di età romana fu riportato all'originario splendore.

L'interno della Chiesa può risultare piuttosto suggestivo: sull'altare centrale è esposta un'antica icona raffigurante la Madonna con il Bambino, di stile bizantino e ridipinta nel XV secolo; nei catini a destra dell'altare si conservano poi resti di affreschi, il più completo dei quali è certamente quello della storia della vera Croce, databile intorno al XIV secolo; sull'altare laterale destro è invece conservato un ulteriore affresco del XIII secolo, attribuito alla mano del Cavallini, che raffigura Sant'Anna insieme con San Giovanni e Sant'Ambrogio. Gli altari della chiesa sono stati eretti su preziosi frammenti architettonici di età severiana, come pure della stessa età sono gran parte dei reperti archeologici conservati all'interno della sagrestia e nel vano del campanile romanico.[23]


[modifica] Palazzi e ville

Il sepolcro detto degli Orazi e dei Curiazi.
Il sepolcro detto degli Orazi e dei Curiazi.
Il Palazzo Vescovile.
Il Palazzo Vescovile.
Villa Ferrajoli, sede del Museo Civico.
Villa Ferrajoli, sede del Museo Civico.
« Sussurra il vento come un alveare
tra le chiome dei pini a Villa Doria
mentre lontano iul luccichio del mare
risveglia i miti dell'antica storia.
 »
(Vincenzo Misserville.)
  • Palazzo Savelli; edificato nel XIII secolo dalla famiglia Savelli, l'edificio nacque come fortificazione. Di questa originaria funzione sono testimonianza le torri quadrangolari visibili su corso Giacomo Matteotti. Il palazzo, dopo l'acquisizione di Albano da parte della Camera Apostolica nel 1697, divene residenza del Governatore pontificio, e ospitò varie personalità importanti. Venne realizzato il portico sul fronte principale e venne collegato tramite un cavalcavia al Palazzo Camerale, oggi sede di alcuni uffici comunali, su via Cavour. Divenuto nel 1870 sede del Municipio, furono eseguiti restauri negli anni '30 e nel primo decennio del XXI secolo. (Vedi Palazzo Savelli (Albano))
  • Palazzo Lercaro o Palazzo Vescovile; edificato nel 1727 dal cardinal Nicolò Maria Lercaro per ospitare papa Benedetto XIII, fu concesso in seguito Ecclesiae ac Episcopis Albanensibus, "alla Chiesa e ai vescovi di Albano". Notevole il portale d'ingresso nell'atrio e la cappella interna. Oggi ospita il Vescovado e gli uffici curiali.
  • Palazzo Campano; edificato nel 1465 dal vescovo e letterato Giannantonio Campano (1429-1477) sull'attuale via del Collegio Nazareno, è stato uno dei primi palazzi patrizi costruito in Albano.
  • Palazzo Pamphilj o Palazzo del Collegio Nazareno; edificato nel 1655 dal cardinal Vincenzo Maculani, fu acquistato in seguito da Camillo Francesco Maria Pamphilj, a cui si devono i restauri e l'aspetto attuale. Nel 1764 venne acquisito dal Collegio Nazareno di Roma, retto dai PP. Scolopi.
  • Palazzo Poniatowskj; edificato nel XIX secolo dal principe Amedeo Poniatowskj, grande proprietario terriero nonché proprietario all'epoca del Lago Albano, su corso Matteotti.
  • Villa Doria-Pamphilj; edificata nel XVIII secolo dal cardinale Fabrizio Paolucci, fu in seguito acquisita dalla famiglia Doria. La palazzina della villa, prospettante sulla via Appia, venne rasa al suolo nel 1951 a causa dei danni subiti nei bombardamenti anglo-americani, ed al suo posto venne aperta l'attuale piazza Mazzini. La villa è oggi un parco pubblico, conosciuto come 'a Villa, una delle aeree verdi più importanti del territorio. Al centro dell'area verde ci sono i ruderi di una villa romana attribuita a Gneo Pompeo Magno.
  • Villa Altieri; edificata nel XVIII secolo dal cardinal Lorenzo Altieri su un'antico casale, posta proprio all'ingresso di Albano provenendo da Roma, lungo la via Appia. Ospitò papa Pio VI, fatto ricordato da una lapide latina appostavi dal principe Emilio Altieri, dove per prosopopea viene fatta parlare la villa stessa.[26]
  • Villa Ferrajoli; edificata a partire dal 1845 dalla famiglia Ferrajoli su un preesistente casino appartenente alla famiglia Benucci, è composta da tre palazzine, di cui quella centrale, neoclassica, ospita il Museo Civico di Albano. Dal 1948 la villa è pubblica, mentre la palazzina ha assunto l'attuale funzione dopo essere stata sede dell' Istituto Professionale di Stato Nicola Garrone.
  • Villa Venosa-Boncompagni; edificata nel 1857 dalla famiglia Boncompagni, prospetta anch'essa su via Appia e accoglie un grande parco monumentale. Nella villa soggiornò spesso Margherita di Savoia.

[modifica] Castelli e fortificazioni

Monte Savello ed i ruderi di Castel Savello.
Monte Savello ed i ruderi di Castel Savello.
La Torraccia di Cancelliera.
La Torraccia di Cancelliera.
  • Mura e porte di Albano. La fortificazione del centro storico di Albano è stata oggi quasi integralmente smantellata, a partire dalla fine del XVIII secolo con l'allargamento della via Appia. All'epoca della Guerra Gotica (535-553) Albano era un oppidulum, dunque un piccolo abitato fortificato. Presumibilmente, le fortificazioni subirono le alterne vicende delle varie distruzioni e delle successive ricostruzioni della città. Il complesso originariamente fortificato di Palazzo Savelli risalirebbe al XIII secolo. Nella cerchia muraria si aprivano alcune porte di cui ci è stata tramandata memoria:
  • Porta Romana o di San Rocco; situata su via Appia in direzione di Roma, affiancata dalla palazzina Doria e dalla chiesa di San Rocco, l'aspetto definitivo le venne dato nel XVIII secolo. Tutti gli ornamenti, gli stemmi e la lapide posti sulla porta sono ora nell'atrio di Palazzo Savelli. La porta infatti è stata rasa al suolo nel 1908 insieme alla vicina chiesa per allargare la via Appia e far passare la linea tramviaria Roma-Genzano delle Tramvie dei Castelli Romani.
  • Porta San Paolo; situata in piazza San Paolo, vicino la Chiesa di San Paolo, è l'unica porta sopravvissuta della vecchia cerchia.
  • Porta dei Cappuccini; situata sull'attuale via San Francesco d'Assisi, era un arco sovrastante la strada per il Convento dei Padri Cappuccini. Venne rasa al suolo nel XIX secolo con l'allargamento della strada, che prese nome di via dell'Anfiteatro.

Numerose sono poi le torrette o i casali fortificati dislocati su alture della campagna fra Pavona e Cecchina:

  • Tor Paluzzi; possedimento dei monaci della Chiesa di San Paolo in Albano, fu concessa ad un certo Paluzzo da papa Clemente X. Oggi denomina una zona urbanistica di Cecchina.
  • Torraccia o Torre di Cancelliera; edificata su ruderi romani al chilometro 7 della via Nettunense, appartenne alla famiglia Cancelliera, ai Savelli ed ai Chigi. È oggi in parte inclusa nel territorio di Ariccia.
  • Tor di Sbarra o Tor di Montagnano; chiamata anticamente anche turris Gandulphorum ed edificata nel Medioevo come punto difensivo verso le incursioni provenienti dal mar Tirreno, appartenne a diverse famiglie nobiliari romane fra cui gli Altieri e i Boncompagni.

[modifica] Fontane e monumenti

  • Fontana del Mascherone.
  • Fontanella del Re.
  • Monumento ai Caduti.

[modifica] Resti archeologici

Particolare dei ruderi della villa romana di Gneo Pompeo Magno dentro Villa Doria-Pamphilj.
Particolare dei ruderi della villa romana di Gneo Pompeo Magno dentro Villa Doria-Pamphilj.
L'anfiteatro severiano.
L'anfiteatro severiano.
Fornice centrale della Porta Pretoria dei Castra Albana, davanti Palazzo Savelli.
Fornice centrale della Porta Pretoria dei Castra Albana, davanti Palazzo Savelli.

Il circuito archeologico dei Castra Albana contiene una delle più imponenti concentrazioni di ruderi romani fuori Roma nell'area dei Castelli Romani, e ha suscitato in ogni epoca l'interesse di molti studiosi. È composto fondamentalmente da alcuni monumenti principali, risalenti in genere all'epoca severiana:

  • Porta Pretoria; ingresso principale ai Castra Albana, rivolta verso la via Appia, oggi prospiciente Palazzo Savelli e il Corso di Sopra. È una monumentale costruzione in peperino, fino al 1944 inglobata nei palazzi civili adiacenti e liberata dal bombardamento americano.
  • Terme di Cellomaio; attribuite all'imperatore Caracalla, che le avrebbe erette subito dopo aver fatto uccidere il fratello Geta come donativo per placare gli animi dei soldati[27]. Al loro interno è sorto un pittoresco e suggestivo borgo medioevale, con la Chiesa di San Pietro. Durante il Medioevo, fino all'età moderna, si credette fossero i resti di un favoloso Palazzo di Ascanio, appartenente al complesso degli edifici di Alba Longa. L'antico edificio, trasformato nel periodo medievale in roccaforte e successivamente occupato da civili abitazioni, oggi si può ammirare quasi nella sua totalità.
  • Anfiteatro; l'anfiteatro di Albano è l'unico rinvenuto nei Castelli Romani: appartenente o addirittura pre-esistente ai Castra Albana, forse vi si effettuarono anche dei martirii di cristiani, come si potrebbe evincere da due piccole cappelline cristiane dipinte ricavate nei loculi dei vomitoria. In età medioevale divenne, forse, una fortezza.
  • Cisternoni; è uno dei simboli di Albano, un'enorme cisterna di cinque navate grande 20x30 m. circa. Sottostante il complesso del Seminario annesso alla Chiesa di San Paolo, raccoglievano le acque di tre acquedotti provenienti da Malafitto e da Palazzolo. Sono stati in funzione (e sarebbero oggi ancora perfettamente funzionanti), dopo l'età romana, dal XVII secolo al 1880 per rifornire le civili abitazioni, e in seguito per l'irrigazione.
  • Sepolcro degli Orazi e dei Curiazi; attribuito agli Orazi ed ai Curiazi, protagonisti della leggandaria battaglia tra Roma ed Alba Longa, oppure ad Arunte figlio di Porsenna, morto nella battaglia di Aricia (509 a.C.), da altri addirittura a Gneo Pompeo Magno, è un complesso misterioso, copia in miniatura del sepolcro di Porsenna a Chiusi, posto sull'antico tracciato della via Appia verso Ariccia.

[modifica] Ambiente

Aree di verde pubblico nel comune di Albano Laziale
  • Villa Doria-Pamphilj
  • Villa Venosa-Boncompagni
  • Villa Corsini
  • Villa Ferrajoli
  • Pineta del Colle dei Cappuccini
  • Parco della Rimembranza
  • Villa Del Vescovo (Cecchina)

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Evoluzione storica della popolazione
1951 14.406[28]
1982 28.125[29]
1986 28.705[30]
1991 31.107[31]
1996 32.280[32]
2001 33.473[33]
2002 33.822[34]
2003 34.332[35]
2004 34.806[36]
2005 36.022[37]
2006 37.508[38]
2007 38.215[39]

Abitanti censiti


[modifica] Etnie

Provenienza della popolazione straniera residente[40] (2007)[41]
Romania 678
Albania 218
Polonia 88
Ucraina 73
Tunisia 52
India 48
Perù 48
Spagna 41
Marocco 40
Repubblica Popolare Cinese 32
Macedonia 30
Moldavia 29
Ecuador 28
Regno Unito 25
Francia 23
Evoluzione storica della popolazione straniera residente
2003 765[42]
2004 1048