Titanus

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Titanus
Stato Italia Italia
Fondazione 1904 a Napoli
Fondata da Gustavo Lombardo
Sede principale Roma
Prodotti film

La Titanus è una casa cinematografica italiana, fondata nel 1904 a Napoli da Gustavo Lombardo, con sede attuale a Roma in via Tiburtina 1361; dove insieme a Videotime possiedono degli studi di produzione il Centro Titanus Elios.

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

L'impresa sorse come distributore e noleggiatore di pellicole cinematografiche. Nel 1907 passò alla distribuzione dei film come filiale di rappresentanza per l’Italia centromeridionale, per Malta e per la Turchia della Itala Film di Torino.

Appena un anno più tardi, Lombardo decise di mettersi in proprio, e nel 1909 divenne rappresentante esclusivo per Napoli e le province meridionali, di importanti case di produzione come l'Itala Film di Torino, la SAFFI-Comerio di Milano o le straniere Éclair, Gaumont e Vitagraph[1].

Creazione della SIGLA e del Monopolio Lombardo[modifica | modifica sorgente]

Lombardo potenziò ulteriormente la sua rete distributiva, estendo la sua area di interesse anche all'Italia centrale. Ottenne la rappresentanza della Gaumont italiana e della Milano Films, per la quale nel 1911 svolse un'intensa attività per la pubblicizzazione e la distribuzione nelle sale, sia nel Sud Italia che all'estero, del primo lungometraggio italiano, L'Inferno[2]. Inoltre rilevò una sala cinematografica a Roma, entrando così anche nell'esercizio.

Il 3 dicembre 1910[3], Lombardo, contando sull'appoggio delle case di produzione di cui era rappresentante, costituì la Società Italiana Gustavo Lombardo Anonima, più nota semplicemente come SIGLA.

La nuova società ottenne altre rappresentanze, come quelle della francese Le Film d'Art e dell'americana Edison. La SIGLA agì da escusivista nei territori di competenza per le case rappresentate, come avvenne nel 1914 con il film Cabiria dell'Itala per le province centromeridionali.

La società rafforzò ulteriormente la sua rete distributiva, fortemente consolidata nel Mezzogiorno e penetrò anche in alcune zone del Nord, con la creazione di una filiale a Milano. Nel 1915 assunse la denominazione Monopolio Lombardo. In quello stesso anno la nuova società importò e distribuì sul mercato italiano i primi cortometraggi girati da Charlie Chaplin[4].

Dalla distribuzione alla produzione: creazione della Lombardo Film[modifica | modifica sorgente]

Lombardo decise di estendere le sue attività anche alla produzione. Nel 1916 costituì la Teatro-Lombardo Film, le cui riprese dei film vennero effettuate in teatri di posa al Vomero affittati dalla casa di produzione Polifilms del cav. Di Luggo. La nuova società affidò la direzione artistica al conte Giulio Antamoro, quella tecnica all'operatore Giovanni Vitrotti e scritturò registi, attori e attrici come Amleto Palermi, Mario Caserini, Gero Zambuto, Lamberto Picasso, Vittoria Lepanto (come prima attrice), Dillo Lombardi e molti altri.

Prima produzione della casa fu L'avvenire in agguato di Antamoro, su soggetto di Roberto Bracco. Fecero seguito L'ombra (1917), Il piacere (1918), tratto dall'omonimo romanzo di D'Annunzio e Malacarne (1918).

Nel 1919 la Polifilms, in difficoltà economiche cedette i suoi impianti a Lombardo, che diede vita alla Lombardo Film.

La Lombardo Film e la crisi degli anni venti[modifica | modifica sorgente]

La quasi totalità del personale artistico e tecnico della Polifilms passarono alla Lombardo, che includeva personalità come Giovanni Grasso e Leda Gys. Quest'ultima fu «prima attrice» della casa fino al termine della sua carriera, nonché poi compagna di vita del produttore napoletano, e interpretò un gran numero di film da protagonista come Un cuore nel mondo (1920), I figli di nessuno (1921), La trappola (1922) e Napoli è una canzone (1927).

Oltre ai già citati Antamoro, Palermi e Caserini, furono ingaggiati negli anni successivi altri registi come Ubaldo Maria Del Colle, che fu per molto tempo principale realizzatore della casa partenopea, ed Eugenio Perego, che diresse quei film girati tra il 1924 e il 1929, ambientati nella realtà napoletana e interpretati dalla Gys. Dalla Francia vennero il regista Charles Krauss e sua moglie, l'attrice Marise Dauvray[5], che girarono drammi e commedie fino al 1926.

Tuttavia, nonostante la grave crisi esplosa al termine della prima guerra mondiale, che colpì l'industria cinematografica nazionale, la Lombardo seppe resistere, e ciò fu possibile grazie al fatto che essa stessa distribuiva le proprie produzioni e quelle di terzi. Nello stesso anno sorse l'Unione Cinematografica Italiana, consorzio che riunì buona parte delle grandi case italiane in difficoltà, in particolare quelle torinesi e romane, al quale Lombardo decise di non aderire.

La nascita della Titanus e il trasferimento da Napoli a Roma[modifica | modifica sorgente]

Nel 1928 Lombardo Film divenne Titanus, mentre nel 1931 venne creato l'emblema della società: uno scudo. A partire da quell'anno le attività della Titanus furono gradualmente trasferite a Roma, per la politica di accentramento dell'industria cinematografica verso la capitale attuata dal regime fascista[6].

Nel 1932 furono affittati gli stabilimenti alla Farnesina[7] appartenuti alla Cines e che comprendevano cinque teatri di posa. L'anno seguente uscì nelle sale il primo film sonoro della Titanus, che fu Venere di Nicola Fausto Neroni. Nei nuovi studi furono girati negli anni seguenti film come Scipione l'Africano (1937) di Carmine Gallone ed Ettore Fieramosca (1938) di Alessandro Blasetti.

Furono prodotti altri due film, che segnarono l'avvio della carriera cinematografica di Totò, che furono Fermo con le mani! (1937) di Zambuto e Animali Pazzi (1939) di Carlo Ludovico Bragaglia.

La casa rilevò poi lo studio per il doppiaggio romano della MGM in via Margutta, e parallelamente fu creata la ODIT (Organizzazione Distributrice Italiana Titanus), per la distribuzione delle pellicole.

A partire dagli anni quaranta, l'attività produtiva della Titanus incrementò e furono girati film come Amore imperiale (1941) , Ridi pagliaccio! (1941), Orizzonte di sangue (1942), La storia di una capinera (1943), Finalmente sì (1944), La carne e l'anima (1945) e molti altri.

Nella casa vi lavorarono alcuni dei maggiori interpreti del tempo come Valentina Cortese, Fosco Giachetti, Claudio Gora, Luisa Ferida, Amedeo Nazzari, Osvaldo Valenti, ecc.

Il dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo della seconda guerra mondiale si continuò quindi a produrre. Dopo l'occupazione nazista di Roma, a cui fece seguito nel 1944 quella alleata, la produzione della Titanus subì un arresto e focalizzò sulla distribuzione.

La produzione riprese nel 1948, e l'anno seguente uscì il film Catene di Raffaello Matarazzo, realizzata assieme alla Labor Film e interpretata da Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson, interpreti di altri film della casa romana fino al 1958.

Nel 1951 morì Gustavo Lombardo, e alla guida della casa gli succedette il figlio Goffredo, che da anni seguiva l'attività del padre e che prese subito le redini della società, a partire dall'acquisto degli stabilimenti. Il figlio di Gustavo e Leda, divenne uno dei principali produttori italiani del dopoguerra, seguendo il neorealismo ed i principali registi del movimento come Roberto Rossellini e Vittorio De Sica.

Nel 1955 acquistò i teatri di posa situati sulla circonvallazione Appia dalla Scalera Film e diverse sale a Napoli e nelle altre province campane. Qualche anno prima avviò le prime cooproduzioni internazionali, soprattutto con case francesi e americane, come Bufere (1953) di Guido Brignone.

La produzione aumentò notevolmente, con film i cui generi spaziarono dal drammatico, alla commedia all'italiana, allo storico e l'avventura.

La crisi e l'insuccesso di Sodoma e Gomorra[modifica | modifica sorgente]

Sul finire degli anni cinquanta vi furono i primi segnali di crisi, con la riduzione della capacità produttiva dovuta all'aumento dei costi di produzione. Per fronteggiare tale situazione, Lombardo fece avviare la produzione di film "economici", basata sull'impiego di autori e interpreti giovani. Tra questi vi fu Poveri ma belli del 1957 diretto da Dino Risi, che ebbe un clamoroso successo di pubblico.

Nel frattempo, la Titanus ampliò le sue attività con l'ingresso nel settore discografico, che nel 1961 vide la fondazione di un'etichetta discografica. Sempre in quell'anno assieme all'americana Metro Goldwyn Mayer costituì una compagnia denominata Titanus-MGM[8], avviando una serie di coproduzioni destinate anche al mercato d'oltreoceano.

Gran parte dei film prodotti assieme alla MGM ebbero risultati disastrosi, ad eccezione de Le quattro giornate di Napoli (1962) di Nanni Loy. Su tutti l'insuccesso maggiore lo ebbe Sodoma e Gomorra di Robert Aldrich, ma l'ingente budget speso per produrre Il Gattopardo di Luchino Visconti spinsero la società ad abbandonare la produzione cinematografica nel 1964.

Titanus oggi[modifica | modifica sorgente]

Dopo la drastica decisione assunta da Lombardo volta a interrompere le produzioni della Titanus, la casa cinematografica si occupò della distribuzione. Alla fine degli anni settanta, con lo sviluppo dell'emittenza radio-televisiva privata in Italia, la Titanus diversi anni più tardi si specializzò nella produzioni di serie e fiction televisive.

Guido Lombardo è il Presidente dell'azienda succeduto al padre Goffredo che morì nel 2005.

Lista parziale delle produzioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. P. Brunetta, Storia del cinema italiano: il cinema muto 1895-1929, Ed. riuniti, 2001, p. 42
  2. ^ P. Russo, Breve storia del cinema italiano, Lindau, 2002, p. 31
  3. ^ R. Viscardi, Il cinema, Esselibri, 2000, p. 167
  4. ^ AA.VV., Lumière vol. 1, Bulzoni, 1985, p. 13
  5. ^ Jean A. Gili, Aldo Tassone, Parigi-Roma: 50 anni di coproduzioni italo-francesi (1945-1995), Il castoro, 1995, p. 10
  6. ^ AA.VV., Nord e Sud vol. 47, Edizioni Scientifiche Italiane, 2000, p. 75
  7. ^ C. Napoleone, Enciclopedia di Roma: dalla origini all'anno Duemila, Ricci editore, 1999, p. 259
  8. ^ L. Quaglietti, Storia economico-politica del cinema italiano, 1945-1980, Editori riuniti, 1980, p. 217

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aldo Bernardini - Cinema muto italiano: Industria e organizzazione dello spettacolo 1905-1909 - Bari, Laterza, 1980.
  • Aldo Bernardini, Vittorio Martinelli - Titanus. La storia e tutti i film di una grande casa di produzione- Milano, Coliseum Editore, 1986
  • Aldo Bernardini, Vittorio Martinelli - Un secolo Titanus. Cinema, Roma, Titanus, 2005.
  • Gian Piero Brunetta - Storia del cinema italiano: il cinema muto 1895-1929 - Roma, Editori riuniti, 2001, ISBN 8835950457.
  • M. Franco, S. Masi - Il mare, la luna e i coltelli. Per una storia del cinema muto napoletano - Napoli, Pironti, 1988.
  • P. Iaccio - L'alba del cinema in Campania. Dalle origini alla Grande Guerra (1895-1918) - Napoli, Liguori, 2010, ISBN 882074998X.
  • V. Paliotti, E. Grano - Napoli nel cinema - Napoli, Marotta e Cafiero, 2006, ISBN 8888234527.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]