Roiate

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Roiate
comune
Roiate – Stemma
Roiate – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Patrizio Battisti (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 41°52′00″N 13°04′00″E / 41.866667°N 13.066667°E41.866667; 13.066667 (Roiate)Coordinate: 41°52′00″N 13°04′00″E / 41.866667°N 13.066667°E41.866667; 13.066667 (Roiate)
Altitudine 697 m s.l.m.
Superficie 10,35 km²
Abitanti 770[1] (31-12-2010)
Densità 74,4 ab./km²
Comuni confinanti Affile, Arcinazzo Romano, Bellegra, Olevano Romano, Serrone (FR)
Altre informazioni
Cod. postale 00030
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058090
Cod. catastale H494
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti roiatesi
Patrono san Salvatore
Giorno festivo 9 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roiate
Posizione del comune di Roiate nella provincia di Roma
Posizione del comune di Roiate nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Roiate è un comune di 775 abitanti della provincia di Roma.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si erge sulle pendici occidentali del Monte Scalambra, ultima propaggine della catena montuosa dei monti Ernici, a 697 metri sul livello del mare.

Posto sulle colline dove corre lo spartiacque del Sacco e dell'Aniene, offre tra i panorami più suggestivi del centro Lazio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene fosse abitata prima della fondazione di Roma e fu base degli Equi per le spedizioni contro i Romani. Il suo territorio montano offriva una discreta ed unica visibilità sulla piana latina verso Sud e sul territorio delle popolazioni erniche. Numerosi sono i resti di insediamenti montani e mura poligonali dell'età del ferro riferibili al controllo dei percorsi montani legati alla transumanza. L'attuale abitato, agglomerato nella tipica forma di incastellamento a doppio fuso risente nelle architetture presenti della povertà dei materiali usati tanto da non conservare resti degni di nota se non nella forma delle viuzze e delle piazzette aperte a corte chiusa. L'intero paese antico visto dall'alto rivela l'originale incastellamento su uno sperone di arenaria a forma di prua navale posto a controllo della sella che fa comunicare la valle del Sacco e quella dell'Aniene e di una delle vie della transumanza da Nord a Sud.

Una pia tradizione vuole che qui su un masso, abbia lasciato un'impronta (lunga cm 170, larga 45 e profonda 40) San Benedetto da Norcia. Fin dal IV secolo per custodire il masso contenente l'impronta del Santo, fu eretta una chiesa e più tardi un cenobio di monache. Tale reliquia nei secoli ha interessato numerosi viaggiatori e riportata in molteplici testimonianze. Il monastero di monache fu presto abolito ma la chiesa esistente ha continuato ad esistere per la tradizionale devozione del popolo roiatese. L'Impronta del Santo ha dato origine a una particolare tradizione legata a una "sudorazione" per secoli ricorrente e rara negli ultimi decenni, dalla quale evincere funesti presagi sul futuro dell'umanità (le più recenti in occasione delle guerre mondiali e più recentemente nel terremoto dell'Irpinia). La cosiddetta "sudorazione" consiste nella formazione di una serie di gocce di liquido che nascono dall'Impronta e che si raccolgono ai piedi della pietra usata come giaciglio dal Santo. Nei secoli questo liquido è stato utilizzato nella medicina popolare come ultima risorsa per i moribondi.

Nel 313 a.C. Roiate entra a far parte della diocesi di Palestrina, dalla quale dipendeva per gli affari ecclesiastici, mentre per i diritti feudali soggiaceva all'Abazia di Subiaco che esercitava la sua giurisdizione in campo civile ed amministrativo. Nel 962 Roiate fu eretto libero comune, in seguito ai servizi resi all'imperatore Ottone I, e a questo periodo risalirebbe lo stemma del gonfalone comunale.

In data 11 gennaio 967, nel cosiddetto "Diploma di Ottone I" (Imperatore del Sacro Romano Impero) gran parte delle terre di Roiate furono confermate come beni dei monaci di Subiaco. In tale documento appare come "domus culta" e casale sotto il nome di Luroiate, poiché tutta la contrada era denominata "Roia" per le numerose sorgenti ivi esistenti, tra le quali la fonte Roia, da questo toponimo risalirebbe una delle ipotesi sulla nascita del nome Roiate. Recentemente si ipotizza che il nome Roiate potrebbe nascere dalla radice arcaica latina Rus (luogo d'acqua) e la desinenza longobarda ATE tipica dei toponimi legati ai luoghi occupati sin dal V secolo dai Longobardi i quali sono penetrati in queste valli nella loro discesa nel Sud Italia.

Nel 1174 Landolfo Raone, proveniente da un ramo dei Conti Longobardi di Ceccano, occupò Roiate e Roccasecca con l'astuzia e la forza. L'Abate sublacense Simone, dovette rivolgersi al papa Alessandro III, il quale scomunicò Raone, dopodiché con le armi lo costrinse a restituire i castelli, i quali furono donati in feudo ai Monaci sublacensi. Nel 1270 i borghi ebbero poi di nuovo una certa "libertà" sancita dai monaci con uno statuto, che stabiliva un'ampia autonomia comunale per quanto riguardava la vita politica, civile e amministrativa.

Nel 1435 Roiate prese parte, con il comune di Affile e Ponza (l'attuale Arcinazzo Romano), alla distruzione del castello di Roccasecca, che fu assediata e conquistata per fame. Il borgo fu raso al suolo e gli abitanti deportati nei tre paesi vincitori. Sulla cima del colle dove sorgeva il castello sono visibili i resti dell'abitato e delle case rase al suolo. Da questo fatto storico nasce il detto locale: " Ponza, Afile e Rujate sò tre cani arabbiati". Per tutto il medioevo Roiate restò di fatto sotto il governo prima degli Abati claustrali e curiali e poi sotto quello dei Cardinali commendatari fino a quando, nel 1753, il Pontefice Benedetto XIV abolì il potere dei cardinali commendatari su Roiate e su altri 17 castelli e li pose sotto la "Congregazione del buon governo".

La storia e le vicissitudini del paese hanno sofferto sempre di un certo isolamento sia economico che culturale dovuto alla condizione del territorio e all'assenza fino agli anni '60 di una viabilità soddisfacente. Questo ha permesso una conservazione del suo territorio boschivo e montano pressoché intatto e di tradizioni locali ancora presenti e vive.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Tommaso
  • Chiesa di San Benedetto (con impronta del corpo del Santo lasciata su un masso di pietra)
  • Santuario della Santissima Trinità
  • Santuario della Madonna delle Grazie
  • Resti delle chiese di San Salvatore, San Rocco, Santa Maria

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Antonio - 17 gennaio
  • Madonna delle Grazie - seconda domenica di maggio
  • Santissima Trinità - cade la domenica successiva alla Pentecoste
  • Inchinata - 14 agosto
  • Maria Santissima Assunta - 15 agosto
  • San Rocco - 16 agosto (gnoccata in piazza)
  • San Benedetto - IV domenica di agosto (fiaccolata Benedettina)
  • SS. Salvatore - 9 novembre

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Agosto roiatese
  • Calici & Sapori Sotto le stelle "passeggiata eno-gastronomica" secondo sabato di agosto
  • Sagra dell'abbacchio - fine agosto o inizi settembre
  • Festa dell'Olio Nuovo Roiatese - penultimo Week-end di novembre

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Pietro Camilli Lista Civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Associazioni presenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Associazione Volontari Protezione Civile di Roiate - tel/fax: 06.95680008
  • Associazione Promozione Sociale - Roiate in Progress -

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]