Gallicano nel Lazio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gallicano nel Lazio
comune
Gallicano nel Lazio – Stemma Gallicano nel Lazio – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Marcello Accordino (lista civica Insieme per Gallicano) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°52′00″N 12°49′00″E / 41.866667°N 12.816667°E41.866667; 12.816667 (Gallicano nel Lazio)Coordinate: 41°52′00″N 12°49′00″E / 41.866667°N 12.816667°E41.866667; 12.816667 (Gallicano nel Lazio)
Altitudine 214 m s.l.m.
Superficie 26,03 km²
Abitanti 6 058[1] (31-12-2010)
Densità 232,73 ab./km²
Comuni confinanti Palestrina, Roma, Zagarolo
Altre informazioni
Cod. postale 00010
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058040
Cod. catastale D875
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti gallicanesi
Patrono sant'Andrea Apostolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gallicano nel Lazio
Posizione del comune di Gallicano nel Lazio nella provincia di Roma
Posizione del comune di Gallicano nel Lazio nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Gallicano nel Lazio è un comune di 5.719 abitanti della provincia di Roma nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Gallicano nel Lazio è situato a 214 metri sul livello del mare, alle falde dei monti Prenestini .

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Il nome del comune (Gallicano) deriva, da una storia di origine popolare la cui veridicità non è stata mai del tutto provata e secondo la quale; una notte, coperti dal silenzio e dall’oscurità, un gruppo di soldati, al servizio della famiglia Rospigliosi, tentò di attaccare la piccola cittadina, che in quel momento era assorta in un profondo sonno, ma fu a quel punto che un cane iniziò ad abbaiare contro gli invasori e ad esso fece eco un gallo che con il suo acuto canto risvegliò dal sonno la popolazione che dopo alcuni momenti di smarrimento prese in mano lance e spade respingendo l’invasore nemico. Da allora la cittadina, per rendere omaggio a coloro che avevano, senza volerlo, salvato la cittadina dall’occupazione, prese il nome ,con cui la si conosce ancora oggi, di Gallicano.

Gallicano nel Lazio era in epoca romana l'antica Pedum.[2]

La prima menzione scritta in cui si parla del Castello di Gallicano risale al 984 ed è il diploma con cui Giovanni e Crescenzio, principi, donano la Chiesa di San Benedetto agli abitanti del "Castrum Gallicani". Successivamente gli stessi lo cedettero ai Monaci Benedettini di Subiaco i quali, sul crinale di tufo ove ancora oggi sorge il paese, fortificarono il "castrum", difeso naturalmente da due lunghi e larghi fossati a destra e a sinistra del borgo, edificandovi anche la Chiesa Parrocchiale, intitolata a Sant'Andrea Apostolo.

Accanto al Castello, sul colle poi denominato di Santa Maria, accanto ad una Chiesa intitolata alla Madre di Dio, edificarono un Monastero, stanziandovisi. In questa Chiesa posero in venerazione un'immagine mariana molto antica, che fu poi denominata Madonna delle Grazie. Passato successivamente all'Abbazia di San Paolo fuori le Mura di Roma, divenne proprietà della potente Famiglia Colonna agli inizi del XIII secolo.

Per quasi quattro secoli, la famiglia possedette Gallicano, coinvolgendolo sempre nei suoi dissapori con il Papato e facendo di esso un ponte con la vicinissima Roma. Ma anche tempi di pace sorsero sul paese che poté ospitare la villeggiatura di Martino V (Oddone Colonna) nel 1424. Ad essi si deve, inoltre, il passaggio del Monastero dei Benedettini di Santa Maria in Convento francescano, mentre era ancora in vita San Francesco (quindi prima del 1226).

Nel 1501 fu espugnato dai Borgia i quali lo tennero fino alla chiusura del pontificato del loro Papa, Alessandro VI (1503), poi tornò ai Colonna. Durante le ulteriori lotte tra il Casato e il Papa dell'epoca, Clemente VII, il Castello di Gallicano fu distrutto nel 1526.

Ricostruito dalla tenacia degli abitanti, dal 1530 fu amministrato dal principe Alessandro Colonna, che gli diede gli Statuti, ancora conservati nell'Archivio Vaticano e che ricostruì la Rocca oggi detta Palazzo Baronale. Il passaggio dei Colonna è ancora oggi ricordato dallo scudo con il loro stemma che campeggia sulla porta nord del borgo, detta del "Santo Salvatore". La dinastia dei Colonna lasciò definitivamente la supremazia su Gallicano nel 1622 quando il principato passò al Cardinale Ludovico Ludovisi, Arcivescovo di Bologna, nipote di Gregorio XV. Questo papa visitò il paese nello stesso anno e celebrò la Messa nella Chiesa di Sant'Andrea.

Con la prematura morte del Ludovisi (1633), Gallicano passò ai Rospigliosi Pallavicini. Era stata eretta, intanto, all'ingresso del paese la Chiesa di San Rocco, che, secondo la leggenda, apparendovi, aveva liberato il luogo dalla peste (1628).

Don Nicola Pallavicini e la sua consorte Donna Vittoria Altieri vengono ricordati per la loro munificenza nei confronti degli abitanti di Gallicano, soprattutto a motivo della ricostruzione ex novo dell'antica Chiesa di Sant'Andrea in forme barocche su progetto di Ludovico Rusconi Sassi negli anni 1732-1734 e della fondazione di una scuola pubblica gratuita per le ragazze, aperta nel paese da Santa Lucia Filippini su invito della Principessa Pallavicini (1726).

Nel 1734 giunse anche in Gallicano il corpo di Sant'Aurelio Sabazio, Martire, tratto dalle Catacombe di Priscilla. Nello stesso periodo, la principessa ospitò a Gallicano per le missioni popolari il famoso predicatore francescano, poi santo, Leonardo da Porto Maurizio (1741). Tuttavia, in questo periodo (1748) Gallicano visse come un trauma la soppressione del Convento francescano di Santa Maria delle Grazie e l'incameramento dei suoi beni da parte del Convento omonimo di Zagarolo.

Rimase come un tesoro al paese la sola vetustissima immagine della Vergine. Nel colle opposto rispetto a quello "francescano" sorse, nella metà del secolo XVII un Convento domenicano, intorno all'antica Chiesa ove sono ancora oggi conservate le Reliquie di San Pastore Martire. Oggi è sede estiva del Pontificio Collegio Germanico Ungarico.

I Pallavicini rinunciarono ai loro diritti feudali su Gallicano solamente nel 1849, quando esso divenne Comune libero. Nel 1872, infine, si aggiunse al nome del paese la specificazione "nel Lazio" per distinguerlo dal Gallicano in provincia di Lucca. Nel 1905 il Cardinale Vincenzo Vannutelli, Vescovo di Palestrina, incoronò la Madonna delle Grazie quale Regina di Gallicano ad imperitura memoria di una devozione millenaria, ancora oggi molto viva.

Dagli anni Novanta del XX Secolo Gallicano ha visto un notevole incremento demografico dovuto all'amenità del luogo, al clima salubre e all'aria pulita che ne hanno fatto una località ove è auspicabile abitare, soprattutto a motivo della vicinanza con la Capitale.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Banda Parrocchiale S. Andrea Apostolo

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1872 Gallicano cambia denominazione in Gallicano nel Lazio.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ The life and letters of Marcus Tullius Cicero: being a new translation of the letters included, in Mr. Watsons's selection, di Marcus Tullius Cicero, George Edward Jeans, Albert Watson, 1880. p.442. [1]
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Lazio Portale Lazio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Lazio