Ardea

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Ardea
comune
Ardea – Stemma Ardea – Bandiera
Ardea – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Luca Di Fiori (La Destra) dall'08/05/2012
Territorio
Coordinate 41°37′00″N 12°33′00″E / 41.616667°N 12.55°E41.616667; 12.55 (Ardea)Coordinate: 41°37′00″N 12°33′00″E / 41.616667°N 12.55°E41.616667; 12.55 (Ardea)
Altitudine 37 m s.l.m.
Superficie 50,90 km²
Abitanti 44 202[1] (31.12.2011)
Densità 868,41 ab./km²
Frazioni Banditella, Castagnetta, Castagnola, Centro Regina, Colle Romito, Marina di Ardea, Montagnano, Nuova California, Nuova Florida, Rio Verde, Tor San Lorenzo, Tor San Lorenzo Lido
Comuni confinanti Albano Laziale, Anzio, Aprilia (LT), Ariccia, Pomezia, Roma
Altre informazioni
Cod. postale 00040
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058117
Cod. catastale M213
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 295 GG[2]
Nome abitanti Ardiesi - ardeatini
Patrono san Pietro Apostolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ardea
Posizione del comune di Ardea nella provincia di Roma
Posizione del comune di Ardea nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Ardèa (IPA: /ardɛa/)[3] o Àrdea (IPA: /'ardea/)[4] è un comune italiano di 42.384 abitanti[5] della provincia di Roma, nella regione del Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Ardea sorge su una rocca tufacea, in vista delle propaggini occidentali dei Colli Albani, dalla quale domina la zona circostante; il comune è inserito nell'Agro Romano e si estende a sud di Pomezia, con ai lati la veduta dei Castelli romani e del Mar Tirreno, confinando a sud con il comune di Anzio ed Aprilia.

  • Superficie territorio Comunale di Ardea: 79,4 km². Confini: a nord, Comune di Roma. Pomezia, Albano Laziale e Ariccia, a est; Aprilia, comune in Provincia di Latina. a sud con Anzio e Mar Tirreno, a ovest con Pomezia. Denominazione abitanti: Ardeatini, Ardiesi gli abitanti della Rocca di Ardea.

L'origine geologica di quest'area si deve prima all'emersione dal mare del terreno, caratterizzato da lagune e paludi, e quindi dal deposito di consistenti strati di tufi e pozzolane di origine vulcanica in seguito alle eruzioni del cosiddetto Vulcano Laziale. Raffreddandosi il materiale vulcanico si era spaccato, costituendo profonde e strette gole, che si addolciscono mano a mano che si procede verso sud.

  • - La costa, formata da lunghe spiagge sabbiose, era caratterizzata dalla presenza di dune conservatesi, oramai, solo in alcuni tratti. brutalmente sbancate per lasciare posto a lottizzazioni snaturando il litorale di Ardea e Pomezia. La configurazione della costa ha subito profonde modifiche successivamente all'esplosione del vulcano d'Ischia e successivo innalzamento del livello marino, negli Anni 60, pescatori di Minturno assicurano la presenza di colonne e strutture al largo della Costa di Ardea, distanza 300/600 metri, profondità 12/ -15 metri.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Ardea.

Il clima di Ardea è compreso nella regione climatica "Tirrenica meridionale", che risente fortemente dall'influenza del mar Tirreno, la cui distanza massima dall'estremo confine del Comune è di circa dodici chilometri. Il clima è caratterizzato da estati molto calde rinfrescate da venti termici provenienti dal mare, da forti piogge autunnali e primaverili e dalla presenza di correnti umide soprattutto durante l'inverno.

  • - Sino agli Anni 70 trombe d'aria provenienti dal mare devastano tratti interni del territorio di Ardea e Pomezia, ciclicamente susseguite sino agli Anni 80.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini mitiche[modifica | modifica sorgente]

Il mito ha elaborato varie versioni sulle vicende della fondazione della città di Ardea, legate al racconto dello sbarco di Enea sulle coste del Lazio e quindi alla nascita di Roma.

Una prima leggenda, riportata da Dionigi di Alicarnasso, fa risalire la fondazione della città ad Ardeas, figlio di Odisseo e Circe. Una diversa versione lega le origini di Ardea, nel XV secolo a.C. a Danae, figlia del re di Argo, che dopo la nascita di Perseo da Zeus, sarebbe giunta sulle coste laziali e avrebbe sposato il rutulo Pilumno. Insieme decisero di fondare una nuova città:[6] il luogo fu scelto in corrispondenza di una ripida rupe tufacea, scoperta risalendo il fiume Incastro su una piccola imbarcazione.

Ovidio riferisce l'origine del nome di Ardea all'alzarsi in volo di un airone cenerino (ardea cinerea) dopo l'incendio e la distruzione della città ad opera di Enea, vittorioso sul re rutulo Turno, figlio di Dauno, che a sua volta era figlio di Danae e di Pilumno.

« Turno muore. Ardea cade con lui, città fiorente finché visse il suo re. Morto Turno, il fuoco dei Troiani la invade e le sue torri brucia e le dorate travi. Ma, poi che tutto crollò disfatto ed arso, dal mezzo delle macerie un uccello, visto allora per la prima volta, si alza in volo improvvisamente e battendo le ali, si scuote di dosso la cenere. Il suo grido, le sue ali di color cenere, la sua magrezza, tutto ricorda la città distrutta dai nemici. Ed infatti, d'Ardea il nome ancor gli resta. Con le penne del suo uccello Ardea piange la sua sorte »
(Ovidio, Metamorfosi, XV.)

Preistoria e protostoria[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Ardea era già frequentato nel Paleolitico e sono state rinvenute tombe dell'età del rame, con sepolture in posizione rannicchiata, risalenti agli inizi del II millennio a.C.reperti fossili e utensili primitivi presso il Museo di Albano.

Nell'età del ferro l'insediamento era formato da tre villaggi di capanne rispettivamente sui tre pianori sui quali sorge ancora oggi la città (Civitavecchia, Acropoli e Casalazzara), dove sono state rinvenute le tracce dei fori di palo delle capanne e una necropoli a "Monte della Noce", sul pianoro della Civitavecchia, con tombe a fossa infantili e una tomba principesca femminile dell'VIII secolo a.C., con ricco corredo.

Plinio riporta il popolo dei Rutuli, a cui appartenevano anche i centri di Antium, Satricum e Lavinium, come uno dei più antichi popoli del Latium vetus. Ardea, nata come agglomerato essenzialmente agricolo, si sviluppò tuttavia soprattutto grazie agli scambi commerciali, favoriti dalla posizione della città, compresa tra Latini, Volsci ed Etruschi e dalla dotazione di un porto-canale alla foce del fiume Incastro (Castrum Inui). Nei secoli dall'VIII al VI a.C. fu uno dei centri più importanti del Lazio meridionale, con un ricco artigianato e oggetti importati anche da regioni lontane.

La città arrivò al suo periodo di massimo sviluppo nel VII secolo a.C. e furono occupati da edifici religiosi e civili l'Acropoli e la Civitavecchia. Era particolarmente rinomata per la produzione di armi e di oggetti ornamentali.

Rutuli e Romani[modifica | modifica sorgente]

A più riprese gli Ardeati furono alleati o nemici di Roma, nell'ambito delle vicende della Lega Latina: un primo attacco sotto Tarquinio il Superbo, di cui parla la tradizione,[7] sembra non avesse avuto successo, e poco dopo, nel primo trattato tra Roma e Cartagine del 509 a.C., la città era riportata tra gli alleati dei Romani. Nel corso del V secolo a.C. la vita cittadina fu dominata dalla contesa contro i Volsci e nel IV i Galli, dopo aver saccheggiato Roma, si rivolsero contro Ardea e la assediarono, senza successo; furono anzi gli Ardeati, guidati da Furio Camillo, in esilio nella città, che dopo aver respinto l'assedio, marciarono verso Roma e la liberarono dall'occupazione gallica.

Nel secondo trattato romano-cartaginese del 348 a.C., Ardea è nuovamente nominata tra le città alleate dei Romani. A quest'epoca risale il rifacimento delle mura di cinta: il precedente triplice recinto difensivo venne sostituito da mura in opera quadrata, di cui si conservano alcuni resti, che cingevano i pianori dell'Acropoli e della Civitavecchia. Tuttavia, durante la seconda guerra punica, Ardea fu una delle dodici colonie che rifiutarono ai Romani gli aiuti militari. Dopo la sconfitta cartaginese, i Romani si rivolsero contro le città ribelli della Lega Latina sconfiggendole, e le privò dell'autonomia.

Tra il III e il II secolo a.C. Ardea decadde, probabilmente soprattutto per la crisi economica dei centri laziali, le cui risorse si erano prosciugate nelle guerre puniche e nella successiva guerra contro i Sanniti. La città era quasi completamente in abbandono entro l'età imperiale romana, sebbene resti di abitato sopravvivessero fino al V secolo, mentre delle grandi ville furono costruire lungo la via in direzione del mare, infatti in età repubblicana e imperiale vi erano deportati e relegati al confino i prigionieri politici.

Medioevo ed età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel IX secolo Ardea diede i natali a un importante Papa Leone V, un papa eletto nel 903 in odore di santità, ma che fu deposto dopo soli 30 giorni da una congiura. La città, sopravvissuta probabilmente come piccolo luogo fortificato, riprese a crescere solo dal IX secolo, in seguito al progressivo spopolamento delle domus cultae, piccoli centri agricoli fondati dai papi nelle campagne per la coltivazione e la bonifica, e alle necessità di difesa contro i Saraceni.

Ardea ospitò nel 1118 papa Gelasio II in fuga da Roma per sfuggire all'imperatore Enrico V che pretendeva la conferma dei privilegi concessigli nel 1111 dal suo predecessore, il papa Pasquale II, e l'incoronazione in San Pietro.

In quest'epoca ai piedi della rocca di Ardea sorgeva un lazzaretto che ospitava i lebbrosi e gli appestati espulsi dall'Urbe, da cui deriva il nome moderno della zona di Casalazzara.

Nel 1130 l'antipapa Anacleto II attribuì la civitas Ardeae ai monaci benedettini della Basilica di San Paolo fuori le mura. Successivamente il controllo feudale della città fu oggetto di aspre contese tra le famiglie nobiliari romane. Nel 1419 papa Martino V diede la città ai propri familiari, la potente famiglia dei Colonna che dominava sul lazio meridionale. Il feudo passò successivamente ad altre famiglie papali: dai Borgia tornò ai Colonna, finché nel 1564 venne venduto a Giuliano Cesarini e una parte ai Cafferelli. In questo periodo la città visse essenzialmente come borgo agricolo, seguendo le sorti delle famiglie che di volta in volta la governavano. Il castello dei Colonna edificato nel 1461 sorge ancora oggi in località Campo del Fico, mentre in località Castellaccio a Fossignano ci sono i resti del castello dei Frangipane del 900 d.c. a pochi chilometri dalla rocca.

Nel 1816, a causa dell'esiguo numero di abitanti, la città divenne una frazione di Genzano di Roma e il borgo, alla vigilia della bonifica integrale pontina, risultava disabitato. A partire dal 1932 l'area circostante fu oggetto di lavori di bonifica idraulica, regimentazione delle acque e appoderamento, curati dall'ONC e dai consorzi di bonifica, cui seguì il ripopolamento controllato del centro e delle campagne circostanti. Il borgo fu praticamente "ri-fondato", ristrutturandone i resti, e divenne parte del comune di Pomezia fin dall'atto della sua costituzione.

Il 27 maggio 1970 Ardea diventa comune autonomo staccandosi da Pomezia su un territorio che rispecchia solo in parte quello delle sue origini.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Marina
La chiesa di Santa Marina

La chiesa di Santa Marina si trova all'interno del cimitero di Ardea, adagiata alla roccia tufacea del paese, nel luogo dove, secondo una leggenda, si sarebbe trovata l'entrata della grotta dove visse la santa in eremitaggio, dopo che i monaci ne scoprirono il sesso e la cacciarono dal convento in cui viveva.

La costruzione è datata al 1191, ad opera di Cencio Savelli, futuro papa Onorio III, dall'iscrizione posta sopra il portale di ingresso.

Sulla facciata era un portico di ingresso, oggi quasi del tutto scomparso, mentre l'ingresso è ancora inquadrato da colonne sorrette da leoni stilofori, con architrave decorato da un bassorilievo. L'interno è ad unica navata e in origine si presentava interamente affrescato.

Dietro l'altare sono ancora visibili i resti di un ninfeo del II secolo d.C., scavato nel tufo.

Chiesa di San Pietro Apostolo
La chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo fu edificata nel XII secolo dai monaci dell'abbazia di San Paolo fuori le mura, in stile romanico presso i resti di un tempio di epoca ellenistica. Incorpora una precedente torre di vedetta contro i Saraceni, trasformata in campanile. Conserva materiali più antichi: fregi marmorei del II secolo sono stati riutilizzati come stipiti della porta di ingresso, e di reimpiego è anche un capitello del presbiterio e un'ara sepolcrale.

L'interno è a tre navate, divise da archi.

Tra il XIV e XVI secolo, quando divenne chiesa baronale subì notevoli trasformazioni. A questo periodo risalgono gli affreschi (XV secolo), un crocifisso ligneo (XVI secolo) e un dipinto di scuola caravaggesca (XVII secolo).

  • - Patroni degli Ardiesi,abitanti medievali della Rocca di Ardea sono: santo Antonio Abate, San Cristoforo, San Leonardo, Sant'Ansano, Santa Eurosia, Sancto Lionardo, Santo Onofrio eremita, San Procolo.

Fra di essi si noti che San Cristoforo è uno dei quattordici Santi ausiliatori particolarmente invocati in occasione di gravi calamità naturali o per la protezione da disgrazie o pericoli specifici. Il patrocinio di san Cristoforo era particolarmente invocato durante le epidemie di peste: elemento che fa propondere per l'ipotesi dell'esistenza di un Lazzaretto nei pressi di Ardea.

L'ultimo restauro risale al 1940 e fu eseguito per espressa volontà di Benito Mussolini durante una sua visita ad Ardea. In epoca recente lo scultore Giacomo Manzù ha realizzato la fonte battesimale, il tabernacolo della navata, adattato come leggio un capitello in marmo recuperato in località Blasi, (ex villa di Livia, zia di Ottaviano Augusto Imperatore), opera rubata durante i recenti lavori di restauro della chiesa di san Pietro Apostolo.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

La prima fortificazione della città è uno degli esempi meglio conservati di aggere arcaico: la difesa era assicurata dallo scavo di un fossato, e il materiale di scavo veniva a formare lungo il lato interno un muro di terra, con un pendio più ripido verso l'esterno e più dolce verso l'interno, per facilitare l'accesso ai difensori. Le difese erano quindi completate da palizzate in legno.I tre pianori della città, in parte fortificati naturalmente dai pendii scoscesi delle colline, erano dotati di aggeri nei punti più facilmente accessibili, verso l'entroterra. La costruzione di queste prime difese è stata attribuita al VII secolo a.C..

Le fortificazioni vennero ricostruite nel IV secolo a.C., con mura in opera quadrata che circondavano l'Acropoli, i cui resti sono visibili sul lato nord-orientale, insieme ad un bastione a pianta pentagonale, aggiunto modernamente con il riutilizzo dei blocchi più antichi.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Muro in opera incerta del santuario dell'acropoli

Le fonti antiche riportano l'esistenza di culti dedicati a Giunone Regina, a Castore e Polluce, a Venere, a Ercole, a Natio, e al fondatore Pilumno. Gli scavi archeologici hanno rimesso in luce i resti di quattro grandi templi, due sull'Acropoli e due sulla Civitavecchia, dei quali tuttavia si ignora la dedica.

Nella località "Casarinaccio" sul pianoro della Civitavecchia, sono conservati i resti di un altro tempio, riferibile al VI secolo a.C., epoca di massimo splendore della città. Gli scavi del tempio, eseguiti negli anni trenta, hanno riportato alla luce il podio del santuario, costituito da tre filari di blocchi di tufo poggianti direttamente sulla roccia, decorati all'esterno da modanature. Il tempio viene convenzionalmente identificato con quello di Venere. Nei pressi di "Casarinaccio" è presente un ipogeo paleocristiano del V sec. con importanti affreschi sacri, probabilmente realizzato su un luogo pagano, rinvenuto negli anni '60.

L'area archeologica di "Casarinaccio"

Un secondo tempio arcaico, datato al V secolo a.C. è stato rinvenuto nella località "Monte della Noce", sempre sul pianoro della Civitavecchia. Il tempio fu in uso fino al I secolo a.C., mentre in seguito venne abbandonato e i materiali riutilizzati per la costruzione delle ville della zona.

Nei pressi doveva trovarsi il foro cittadino, al quale era annessa una basilica, la cui costruzione è stata datata intorno al 100 a.C. e di cui si conservano resti del pavimento in signino.

Una rete di cunicoli scavati nel tufo e realizzati nel V secolo a.C. costituiscono un notevole sistema idraulico, destinato al drenaggio delle acque o per le fognature cittadine. Altri ambienti scavati nella roccia erano utilizzati come magazzini o cisterne, in alcuni casi suddivisi in navate da pilastri di tufo. Ambienti scavati sul pendio della Civitavecchia sono stati interpretati come apprestamenti artigianali per l'attività della concia delle pelli (I secolo a.C.).

Castrum Inui
Area archeologica Castrum Inui

Alla foce del fiume Incastro scavi archeologici in corso dal 1998, diretti dal dott. Francesco Di Mario, responsabile di zona della Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio, hanno riportato alla luce i resti di un centro portuale fortificato (dal IV-III secolo a.C. fino al III secolo d.C.) e di una precedente area sacra (dal VI secolo a.C. al II secolo d.C.), che sono stati identificati con il Castrum Inui e con il santuario internazionale noto come Aphrodisium, dedicato ad Afrodite Marina.

I reperti attestano la presenza di un insediamento urbano numericamente consistente ed organizzato che si avvaleva di grandi cisterne per la riserva idrica, era dotato di impianto termale, di elaborati meccanismi di deflusso delle acque, di costruzioni a più piani con decorazioni murali e numerosi mosaici, sia con tessere grandi, sia con tessere molto piccole. Le parti più antiche sono caratterizzate da strutture imponenti realizzate con blocchi di tufo di grandi dimensioni. Questi manufatti sono stati inglobati nelle costruzioni successive, che si sovrappongono e intersecano tra loro. Con il passare dei secoli le ristrutturazioni diventano meno raffinate e realizzate prevalentemente riutilizzando il materiale esistente. Le recenti campagne di scavo hanno portato alla luce un'area sacra molto estesa, con edifici e strutture in tufo, provvisoriamente datate fra il VI secolo a.C. ed il II secolo d.C. una delle porte di accesso al Castrum ed importante materiale collegato al culto dei Dioscuri, di Venere, di Minerva e di Esculapio.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Giardini della Landriana

I Giardini della Landriana sono dei giardini disegnati da Russel Page, famoso architetto di paesaggi, che sistemò la notevole collezione di piante e fiori realizzata da Lavinia Taverna sulla propria proprietà della "La Landriana" nel corso di una decina di anni.
La proprietà si articola su una serie di giardini a tema (giardino degli aranci, giardino delle eriche, valle delle rose, ecc.), da cui il nome della tenuta.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 4.950 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 2.108 4,92%

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Palio di maggio: si corre la prima domenica di maggio e vede in competizione le contrade della città (Banditella, Caronti, Casalazzara, La Rocca, Le Salzare, La Torre, Montagnano, Pian di Frasso e Torre Bruna).
  • Festa di Santa Maria del Rosario: in luglio tutti i balconi e le finestre di Ardea sono addobbati con lenzuola ricamate.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo Manzù

Il museo Giacomo Manzù raccoglie oltre 400 opere che l'artista donò nel 1979 allo stato italiano; all'interno della proprietà è posto anche il sepolcro dell'artista che qui visse dai primi anni settanta fino alla sua morte.

Persone legate ad Ardea[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa "E...state con noi": in luglio organizzata dal Comitato di quartiere Nuova California.
  • Festa di Tor San Lorenzo: si festeggia in prossimità del 10 agosto (notte di S.Lorenzo) e dura dai 3 ai 5 giorni.
  • Festa di Sant'Antonio: si festeggia il 13 giugno nella zona Banditella.
  • Festa di Fossignano: organizzata dal comitato di via Fossignano, solitamente, nel fine settimana dell'ultima settimana di luglio.
  • Festa " boschetto in festa", organizzata nei giorni dal 22 al 25 luglio dalla chiesa San Gaetano da Thiene, presso nuova florida, in onore del suo santo patrono

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Le frazioni del comune sono la Banditella, Castagnetta, Castagnola, Centro Regina, Colle Romito, Marina di Ardea, Montagnano, Nuova California, Nuova Florida, Pian di Frasso, Rio Verde, Tor San Lorenzo e Tor San Lorenzo Lido.

Tor San Lorenzo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tor San Lorenzo.

Tor San Lorenzo è una popolosa frazione del comune di Ardea, situata dove sorge l'omonima torre, una delle più antiche torri costiere del Lazio, situata nell'Agro Romano.

Marina di Ardea

Marina di Ardea è una frazione del comune di Ardea. Negli ultimi due anni, il comune di Ardea sta effettuando numerosi lavori di abbellimento del litorale, cominciando nel demolire le "baracche" lungo la costa e la costruzione di un marciapiede e di piazzette per tutto il lungomare degli ardeatini. Inoltre dal 2010, nel periodo estivo, viene messo a disposizione dei turisti e dei cittadini, un bus a due piani scoperto.

  • Nella carta del Venettini figurano le seguenti Tenute facenti parte del Feudo di Ardea: Banditella d'Ardia, Banditella Monti, Buonriposo, Campo Ascolano, Campo del Fico, Campo di Carne, Campo Jemini, Campo Leone, Campo Morto, Carroceto, Carroccetello, Casa Lazzara, Fossignano, Gogna, Santo Appettito o Potito, Pescarella, Pian dei Frassi, Tefello, Valle Lata, La Fossa, Salzana e altre.
Lido dei Pini

Lido dei Pini è una frazione del comune di Ardea e del confinante comune di Anzio. La superficie di lido dei Pini è diviso grossomodo equamente tra i due comuni. La parte verso mare è perlopiù appartenente al comune di Ardea mentre la parte verso monte è perlopiù appartenente al comune di Anzio. La frazione conta all'incirca 10.000 abitanti suddivisi tra i due comuni. Nella parte del comune di Ardea Lido dei Pini parte dal bivio (congiunzione tra ardeatina e litoranea) fino al comune di Anzio e quindi è composta dal consorzio di Marina di Tor san Lorenzo, di Colle Romito, di Lupetta e di una vasta superficie fuori consorzio.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La città conserva ancora il carattere di centro agricolo, ma a partire dagli anni settanta ha avuto anche un certo sviluppo industriale, soprattutto nella zona lungo la SP Pontina.

Ultimamente il comune ha registrato un notevole incremento demografico, legato soprattutto al fenomeno del pendolarismo favorito dalla vicinanza con Roma e Pomezia.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2001 2004 Roberta Ucci centro-destra Sindaco [9]
2004 2007 Carlo Eufemi Sindaco
2007 2007 Giovanni Francesco Monteleone Comm. Pref.
2007 2012 Carlo Eufemi centro-destra Sindaco
2012 in carica Luca Di Fiori centro-destra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Chiara Morselli - Edoardo Tortorici, Ardea, 1982
  • Sandro Lorenzatti, Ardea. Sintesi storica, in Guida di Ardea, Roma 1991

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sito Istituzionale http://www.comune.ardea.rm.it/

Ardea Virtual Tour http://www.italiavirtualtour.it/?q=ardea