Nettuno (Italia)

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Nettuno
comune
Nettuno – Stemma Nettuno – Bandiera
Nettuno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Alessio Chiavetta (PD) dal 28-4-2008
Territorio
Coordinate 41°27′27″N 12°39′40″E / 41.4575°N 12.661111°E41.4575; 12.661111 (Nettuno)Coordinate: 41°27′27″N 12°39′40″E / 41.4575°N 12.661111°E41.4575; 12.661111 (Nettuno)
Altitudine 11 m s.l.m.
Superficie 71,46 km²
Abitanti 47 332[1] (31-12-2010)
Densità 662,36 ab./km²
Frazioni Acciarella, Cadolino, Canala, Falasche Nord, Grugnole, Ospedaletto, Padiglione, Piscina Cardillo, San Giacomo, Pocacqua, Sandalo di Levante, Sandalo di Ponente, Tre Cancelli
Comuni confinanti Anzio, Aprilia (LT), Latina (LT)
Altre informazioni
Cod. postale 00048
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058072
Cod. catastale F880
Targa RM
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 255 GG[2]
Nome abitanti Nettunesi
Patrono San Rocco, Madonna delle Grazie
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nettuno
Posizione del comune di Nettuno nella provincia di Roma
Posizione del comune di Nettuno nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Nettuno (47 642 ab.) è un comune italiano del Lazio in provincia di Roma.

Sorge sul mar Tirreno ed è di origine latina; fu, col nome di Antium[3], luogo termale e di villeggiatura ai tempi dei Romani; in seguito, dal Rinascimento fino all'Unità d'Italia, fu feudo di diverse casate del Lazio e durante il fascismo fu unito, in un'unica amministrazione comunale, con la limitrofa Anzio.

Tornata comune autonomo dopo la guerra, è oggi una città di quasi cinquantamila abitanti dotata di un proprio porto turistico e, oltre alla sua caratteristica di centro per vacanze estive, è divenuta un'alternativa abitativa rispetto a Roma in ragione del minor costo dei fabbricati.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Si trova al confine tra l'Agro Romano e l'agro pontino. È una città del litorale laziale ed è bagnata dal Mar Tirreno.

Sul territorio comunale sono stati rinvenuti diversi minerali; il più rilevante, per il quale è definita località tipo, è la perrierite-(Ce)[4].

Clima[modifica | modifica sorgente]

NETTUNO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,8 13,3 15,8 18,6 21,7 26,0 28,4 28,3 25,8 22,5 17,1 13,7 12,9 18,7 27,6 21,8 20,3
T. min. mediaC) 4,3 5,2 6,3 9,0 11,9 15,7 18,4 18,2 16,3 13,1 9,1 5,9 5,1 9,1 17,4 12,8 11,1

Dalla Stazione meteorologica di Ardea

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anzio (città antica).

Le origini: Antium latino-volsca[modifica | modifica sorgente]

Come accennato, Nettuno affonda le proprie radici nell'antica Antium[5], città fondata dai Latini agli inizi del primo millennio a.c., in seguito occupata dagli antichi Volsci, che erano giunti nella zona costiera tra il VI e il V secolo a.c. L'Antium pre-romana, fin dalle origini fiorente centro commerciale, comprendeva verosimilmente gran parte del territorio dell' odierna Nettuno (secondo diversi studiosi la sua estensione andava, approssimativamente, dal Capo d'Anzio, nell'odierna Anzio, al fiume nettunese Loricina); nella parte più alta della riviera nettunese, oggi Villa Borghese, vi sarebbe stata l'acropoli[6]. Nell'area del borgo o in corrispondenza del fiume Loricina, doveva sorgere un oppidum, chiamato Caenon (Cenone), che fin dal periodo latino, con relativo porto, fungeva da arsenale navale, da foro per il mercato e da deposito per i viveri[7]; fondamentale punto strategico, da esso partivano le scorrerie piratesche per tutto il Mediterraneo.

Antium, che nel periodo volsco osteggiò lungamente Roma, per lungo tempo fu la capitale dei Volsci Anziati (stanziati sulla costa tirrenica, e distinti dai Volsci Ecetrani, dell'entroterra); fu dunque alla guida di altre città divenute volsche e intraprese una lunga belligeranza che vide numerosi episodi, tra cui il più noto è quello del patrizio Gneo Marcio Coriolano, il quale, in esilio presso gli Anziati[8], fu accolto dal nobile Attio Tullio e con lui organizzò la strategia di guerra contro Roma; entrambi furono eletti, dalle città volsche, condottieri delle loro truppe, e Gneo Marcio, tra il 489 a.C. e il 488 a.C., portò i Volsci ad arrivare al IV miglio della via Latina[9]. Ad Antium Coriolano fu poi ucciso, mentre si apprestava a difendere il proprio operato al Foro[10].

Nel 484 a.C., nel territorio antistante la città, i Volsci inflissero in battaglia una dura sconfitta alle legioni romane, condotte da Lucio Emilio Mamercino, costringendole ad una imbarazzante fuga notturna.[11].

Nel 469 a.C., i Romani conquistarono e devastarono la città di Cenone[12]. Nel 468 a.C., dopo aver perso la battaglia di Antium, gli Anziati si arresero ai Romani, che stabilirono un presidio armato in città[13]. L'anno seguente Roma fondò una colonia di diritto latino nel territorio di Antium[14], che in seguito, nel 459 a.C., in una battaglia sanguinosa assediò nuovamente e conquistò, dopo che i Volsci anziati coi coloni romani si erano ribellati al suo controllo; la città fu depredata, i maggiori responsabili della rivolta uccisi[15][16].

Dopo lunghe ostilità, la città anziate fu definitivamente annessa allo Stato romano.

Età romana[modifica | modifica sorgente]

Antium, che era stata tra le prime colonie romane (fu dedotta come tale nel 338 a.C.), ospitò, tra i romani più eminenti che vi costruirono bellissime ville in riva al mare, Cicerone e Mecenate. Furono soprattutto gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia ad avere frequenti contatti con la città marittima. Meno di dieci anni dopo la morte di Nerone, avvenuta il 9 giugno dell'anno 68, Antium era già quasi tutta in rovina.

A Nettuno sono state trovate molte antiche targhe di marmo, con varie iscrizioni: tra cui "Nettuno una volta Antium". È infatti a Nettuno che viene attribuita la continuazione diretta dell'antica Antium; anche se l'attuale città di Anzio si sente comunque erede dell'antico insediamento, essendosi essa stessa sviluppata, da Nettuno, tra il 1827 e il 1857.

Costruzioni[modifica | modifica sorgente]

Anche in epoca romana, la parte più importante della città di Antium si trovava, probabilmente, sull'altura occupata oggi dalla Villa Bell'aspetto o Villa Borghese. Essendo destinata allo svago e al riposo dei nobili romani[17], Antium si estese ad occidente e ad oriente fino ad Astura, su tutto il territorio ora occupato dalle due città di Nettuno e di Anzio:

  • Cicerone ebbe una villa anziate con splendida biblioteca (tornato poi dall'esilio, riorganizzò i resti delle sue biblioteche, per metterli in un posto sicuro). Quando era straordinario dispiacere per la repubblica, o la lunga vacanza del foro l'obbligava a cercare una stanza più tranquilla, si recava in quella villa, quando non nell'altra di Astura[18].
  • Secondo Pirro Ligorio, Caio Cilnio Mecenate aveva una villa presso le acque Caldane (oggi Tor Caldara) a sei miglia da Antium, ove eresse una statua ad Augusto quale protettore della fonte. Partendo da quella località e andando a sud, le sei miglia (nove chilometri, visto che il miglio romano è di circa 1500 metri) terminano a Nettuno, nei prezzi dell'odierna piazza Mazzini.
  • Secondo gli storici, molti nobili romani avevano le loro ville nei pressi del fiume Loracina, oggi Loricina (che scorre a levante del borgo nettunese), nei cui dintorni infatti sono stati trovati molti reperti archeologici. Tito Livio scrisse che il pretore romano Caio Lucrezio, circa l'anno di Roma 583 (170 a.C.), possedeva una villa nei pressi del fiume detto Loracina, ove doveva esserci un acquedotto[19].
  • Il questore di Antium Lucio Verazio Afro doveva invece risiedere nell'antica zona chiamata San Biagio.
  • Cippi di legionari romani appartenenti alla XII Legione anziate, come risultava dalle loro iscrizioni, erano stati rinvenuti sotto la gradinata della Chiesa di San Giovanni (che si trova all'interno del Borgo medievale), durante gli scavi del 1937. Depositati poi nel municipio di "Nettunia porto", sparirono durante la Seconda guerra mondiale.
  • Pare che l'intera città di Nettuno sia attraversata da una grande rete di gallerie sotterranee, che altro non sarebbero che le rovine nettunesi dell'antica Antium (e che, altresì, sono state utilizzate dai soldati americani durante lo sbarco di Anzio e Nettuno).
  • Presso l'attuale Nettuno, era stata rinvenuta un'iscrizione marmorea, risalente, forse, al II secolo d.C., nella quale si accenna all'esistenza di una sorgente di acqua, di un foro per il mercato di erbe e di bestiame, nonché di depositi di grano e di vestigia del "porto di Nettuno". Pare che l'iscrizione si riferisca all'antico Cenone, porto ed emporio degli Anziati.

Templi[modifica | modifica sorgente]

Antium ne aveva molti, dedicati alle divinità della mitologia romana; per la maggior parte situati, verosimilmente, in varie località dell'attuale Nettuno:

  • Il tempio della Dea Fortuna sorgeva, secondo molti studiosi, nell'area della Chiesa di San Francesco, e le sue vestigia si troverebbero al di sotto di essa;
  • Il tempio di Ercole avrebbe le sue rovine al di sotto o nei pressi dell'attuale Forte San Gallo, dove nel 1863 fu rinvenuta una statua di questo dio, la cui gamba era stata trovata, anni prima, più a ponente;
  • Uno dei templi del Dio Nettuno deve avere le sue rovine sotto l'attuale chiesa di San Giovanni, nel Borgo medievale (che secondo molti storici era l'antico quartiere Cenone).
  • L'iscrizione marmorea sopramenzionata accenna anche all'esistenza di un tempio di Apollo, che probabilmente era collocato nelle adiacenze del detto borgo.

Strade[modifica | modifica sorgente]

  • Fra le antiche strade romane che, colleganti la colonia di Antium del 338 a.C. con altre località del Lazio, dovevano convergere nella zona del Borgo medievale[20], quella che univa Lanuvium ad Antium coincideva in un tratto finale con l'attuale via Romana, che in passato terminava il suo percorso tra le vecchie mura del detto borgo[21][22].

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il Borgo medievale di Nettuno

All'inizio del VI secolo d.C. secolo l'antica città, come tante altre, fu saccheggiata e distrutta dai Goti, che scorrazzavano per il Lazio e per il litorale romano, seminando distruzione e morte.

La storiografia sembra concorde nell'affermare che il quartiere di Nettuno continuò la storia dell'antica Antium, sviluppandosi sul suo territorio come centro autonomo. Abbandonato l'antico porto neroniano era stato abbandonato, gli Anziati sopravvissuti alle incursioni "barbariche" (cui parteciparono anche i Saraceni, a partire dall' VIII-IX secolo d.C.) si sarebbero spostati, tutti o in parte, da subito o moltissimo tempo dopo, in un piccolo gruppo di case intorno al probabile tempio del Dio Nettuno; l'agglomerato diventò poi l'attuale borgo medioevale di Nettuno. Il nome di Antium riaffiorò definitivamente dall'oblio solo nel 1827, con la nascita del Comune di Nettuno e del Porto d'Anzio. Con effetto giuridico dal 1º gennaio del 1857, papa Pio IX istituì il Comune di Anzio, cedendogli circa un terzo di Nettuno.

Nel Medioevo il borgo fu quindi ciò che rimase della vecchia Antium. Come accennato, molte iscrizioni marmoree ritrovate recitano "Neptunum olim Antium" ossia "Nettuno una volta Antium", oppure "Neptuno in Antium". Infatti i sopravvissuti non fecero altro che cambiare il nome della contrada da Antium a Nettuno, forse in onore del Dio Nettuno. Almeno generalmente, i Nettunesi avevano la consapevolezza di far parte di quel territorio una volta chiamato Antium, e ci tenevano a chiamarsi Anziati, per differenziarsi da tutti coloro che giunsero da altre località.

I feudatari di Nettuno erano inizialmente i conti Tuscolo, poi i monaci di Grottaferrata ed i Frangipane. Nel IX secolo, il paese dovette subire l'invasione e la distruzione da parte dei Saraceni, arrivati con centotrenta navi, tredicimila uomini e cinquecento cavalli; allora gli abitanti dovettero scappare verso i monti, nelle foreste, ma in seguito, dopo che le truppe di papa Benedetto VIII giunsero e decimarono i Saraceni, salvando probabilmente donne e bambini, si sarebbero gettate le basi per la formazione di un nuovo nucleo di Nettuno. Risalirebbe infatti a questo periodo l'episodio per il quale le donne nettunesi, per praticità o per civetteria, avrebbero adottato il vestito saraceno, corto al ginocchio (alla saracena), acquisendo la fama di donne dalle cosce come colonne. Successivamente il Papa scacciò i Conti di Tuscolo, poi fortificò un castello, con torri e bastioni, che rappresenta l'attuale borgo medievale.

Nel 1427, dopo la morte di Rinaldo Orsini, viceré degli Abruzzi, Antonio Colonna divenne signore di Nettuno e di Astura, grazie a papa Martino V. In questo periodo a Nettuno vennero costruite molte ville medioevali, come Villa Borghese o Bell'Aspetto, Villa Albani (oggi nel Territorio comunale di Anzio) e Torre Astura.

L'età moderna[modifica | modifica sorgente]

Il litorale di ponente di Nettuno visto dal borgo

Le vicende del feudo di Nettuno durante il XVI secolo riflettono da vicino quelle dello Stato Pontificio: furono a loro volta relazionate alla prossimità di Nettuno a Roma; e per la sua collocazione geografica la città marittima era dotata di postazioni difensive poste a guardia sul mare; il feudo di Nettuno apparteneva in tale periodo alla potente famiglia dei Colonna e lo fu per quasi tutto il secolo. Nel XVI secolo Nettuno non era altro che un piccolo centro abitato, circondato da mura e da torri, e al cui centro sorgeva la chiesa di San Giovanni. Poco più avanti del castello, c'era il Forte Sangallo, fatto costruire all'inizio del secolo, tra il 1501 ed il 1503, da papa Alessandro VI Borgia, per difendere lo Stato Pontificio dagli assalti di predoni, corsari, pirati arabi e africani. Di fronte alla fortezza c'era il convento di San Francesco. E poi si stendeva una vasta campagna di circa 70 chilometri quadrati.

I residenti erano poche centinaia e molti in quel periodo vi migrarono dall'Abruzzo e dal napoletano, per la coltivazione del grano, la raccolta dell'uva, il taglio della legna, la produzione del carbone e la pesca. C'era una discreta economia, tale da assicurare ai suoi feudatari rendite ragguardevoli: grano, vino, orzo, legna e carbone, minerali, pelli conciate, lana, prodotti che venivano imbarcati dal porto di Astura, per andare verso Napoli o Pisa.

Nel 1501, subentrarono i Borgia, con papa Alessandro VI, dopo che quest'ultimo confiscò i possedimenti dei Colonna a causa della loro amicizia con i francesi. I Borgia in quell'anno affidarono ad Antonio da Sangallo la costruzione della fortezza, ma i Colonna se ne riappropriarono nel 1503, anno della morte di papa Alessandro VI. Il nuovo pontefice Giulio II Della Rovere, alleato della famiglia Colonna, d'intesa con questi, ordinò di eseguire l'esplorazione del territorio nettunese. Si scoprirono molte vestigia antiche che furono portate via, come la statua di Apollo, ora nel Museo Vaticano; il gladiatore combattente che portava scolpito il nome dello scultore Agasia; il Dositheo da Efeso, che si trova ora nel museo del Louvre a Parigi; il gladiatore moribondo, ora al museo capitolino; la statua del dio Nettuno, che si trova al museo Lateranense; Cibale (oggi nella Villa Doria Pamphilj, fuori il Gianicolo), ed altre pregevolissime opere d'arte.

Nel 1535 nacque Marcantonio Colonna, feudatario di Nettuno, famoso per la sconfitta inflitta ai turchi nella battaglia di Lepanto nel 1571.

Secondo la tradizione, nel 1550 approdò alla foce del fiume Loricina, la statua di legno della Madonna col Bambino, la famosa Madonna delle Grazie di Nettuno, che veniva trasportata dall'Inghilterra a Napoli, per sottrarla alle persecuzioni di Enrico VIII contro i cattolici, in seguito allo Scisma anglicano.

Nel 1575 papa Gregorio XII, in occasione del Giubileo, notati gli sguardi dei pellegrini alle vesti di foggia saracena delle ragazze di Nettuno, ordinò loro di indossare vesti più lunghe: la Camera Apostolica pagò di suo pugno le modifiche alle vesti delle nettunesi, e si dovette ricorrere alle minacce per farle indossare.

Nel 1584 la vedova di Marcantonio Colonna, Felicia Orsini vendette il feudo a papa Clemente VIII Aldobrandini.

Nettuno, Astura e tutte le terre contigue vennero vendute nel 1594 da Marcantonio Colonna (III) alla Camera Apostolica per quattrocentomila scudi e papa Clemente VIII informò i nettunesi di questo suo acquisto tramite una lettera, nella quale promise di disboscare e ridurre a cultura tutto il territorio, per falo più prospero.

Nel biennio 1625/26 lo Stato Pontificio restaurò il borgo e ricostruì il baluardo di S. Rocco.

Nel 1656 l'epidemia della peste decimò più di mille nettunesi. Venne istituito il Monte Frumentario, per la distribuzione del grano ai più poveri.

Nel 1661, il vescovo di Albano Laziale diede inizio alla tradizionale e solenne processione della Madonna delle Grazie; inizialmente la prima domenica di maggio.

Tra il 1697 e il 1700 il pontefice Innocenzo XII fece costruire il nuovo Porto di Anzio, abbandonando quello che restava del porto Neroniano. Nel 1700 il Papa acquistò dal principe Giovanni Pamphilj tutta la valle intorno al nuovo porto, allo scopo di consentire ai nettunesi di costruirvi le loro abitazioni ed agevolarli nei loro commerci marittimi. Ma dopo l'inaugurazione del porto Innocenziano, i beneficiari, ossia i nettunesi, furono esclusi dalle attività marittime.

Nel 1856, per astii interni, gli abitanti dell'area del porto, i portodanzesi, chiesero la scissione dalla città di Nettuno; il Papa acconsentì a questa loro richiesta, dunque decretò la cessione ad Anzio, come detto, di circa un terzo del preesistente territorio di Nettuno: il 1857 è la data formale della nascita di Anzio.

L'inizio del Novecento[modifica | modifica sorgente]

Il borgo di Nettuno, visto dal Lungomare Matteotti

Nel 1900 arrivò nelle strade del centro cittadino la corrente elettrica, che solo negli anni successivi si estese anche alle zone periferiche del paese.

Nel 1901 il ministro dell'Interno Giovanni Giolitti concesse al comune di Nettuno l'uso di una propria bandiera: un telo quadrato di seta celeste e verdemare, con l'asta blu, sormontata dal dio Nettuno.

Il 6 luglio 1902 morì nell'Ospedale Fatebenefratelli la piccola Maria Goretti, colpita a morte il giorno prima da Alessandro Serenelli, nella masseria di Conca. Fu canonizzata nel 1950.

Nell'estate-autunno del 1903, Gabriele D'Annunzio fu ospite dei Borghese nella villa Bell'Aspetto (Villa Borghese).

Ai primi del Novecento, la città andava sviluppandosi verso levante, con la ricostruzione del Santuario a San Rocco e del Municipio, sito in Via San Rocco, ora Via Matteotti.

Il 15 luglio 1904 morì fra Orsenigo, principale promotore dell'ospedale Fatebenefratelli, portando il suddetto nosocomio ad un periodo di crisi: il Sanatorium finì con il cessare le attività; sopravvisse però come Casa della Salute. Padre Benedetto Menni, fondatore delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore, continuò l'attività di accoglienza. Nel 1921 l'ospedale fu venduto al Vaticano. Da allora si chiamò Casa della Divina Provvidenza e della sua gestione si occupò il Comitato Romano di Previdenza e Assistenza Sanitaria, che lo affidò alle suore del Piccolo Cottolengo. Il 2 giugno 1943 papa Pio XII decise poi di ripristinare l'ospedale, ma ciò non avvenne. In Piazza San Francesco venne istituito un pronto soccorso, proprio dove oggi si trova il poliambulatorio Barberini. La Divina Provvidenza, fu poi abbandonata dal Vaticano e acquistata dal Comune di Nettuno nel 1975/76, per alloggiarvi scuole, uffici sanitari e associazioni locali.

Un problema molto grave per Nettuno e la pianura pontina era l'endemia malarica. Nel 1918 a Nettuno fu fondata la Scuola di malariologia, diretta da Bartolomeo Gosio, per il perfezionamento di medici ed infermieri e la preparazione del personale ausiliario nella lotta contro la malaria[23].

Nel 1910 entrò in funzione la tranvia elettrica per Anzio, che nel 1939 fu sostituita dalla filovia.

Nel 1914, dopo un incendio nella chiesa di San Rocco, che distrusse il trono della statua di Nostra Signora delle Grazie, i nettunesi inaugurarono il nuovo Santuario riedificato dai Padri Passionisti.

Cuore della cittadina era ancora il borgo antico, intessuto di palazzi signorili e di case semplici, intreccio di vicoli e piazzette, tutto intorno alla Chiesa Collegiata, dedicata ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista. Ad un lato della Collegiata vi era l'Oratorio del Carmine, dall'altro la chiesa del SS. Sacramento, di fronte al palazzo baronale già Colonna, ora proprietà Borghese. Da una parte del borgo il bel palazzo dei Segneri, dall'altra parte il maestoso palazzo Pamphilj-Doria, anch'esso di proprietà Borghese, con gli affreschi di Pier Francesco Mola, nelle sale e specialmente nel salone delle feste.

Dal 1901 al 1931 la popolazione di Nettuno passò da 4.707 a oltre 9.000 abitanti. Molti erano i nettunesi che vivevano nelle frazioni: Poligono, Armellino, Tre Cancelli, Valmontorio, Conca e Ferriere.

Il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

II 20 luglio 1925, nel Forte Sangallo, Mussolini firmò con i ministri della Jugoslavia la convenzione di Nettuno, una serie di accordi economici e giuridici che interessavano specialmente le condizioni degli italiani in Dalmazia e le relazioni fra Zara e il retroterra dalmata e - data l'annessione di Fiume all'Italia - anche regolare i limiti delle acque territoriali tra Fiume e Sussak, nonché le zone di pesca di rispettiva competenza.

Nel 1931 le frazioni nettunesi di Conca e Ferriere (compreso il fiume Astura) furono trasferite nella nuova provincia di Littoria, ora Latina.

Tra il 1939[24] ed il 1945[25] Anzio e Nettuno vennero riunite sotto lo stesso nome e comune: Nettunia. Sulle coste della cittadina, il 22 gennaio del 1944 mezzi da sbarco anglo-statunitensi diedero vita a quello che viene ricordato come lo Sbarco di Anzio (Operazione Shingle). A ricordo dell'accaduto venne edificato un monumento commemorativo proprio all'interno del bosco di Nettuno, nei pressi dell'entrata prospiciente il poligono militare.

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Il Grattacielo di Nettuno, in Piazzale Michelangelo a Scacciapensieri

Il Presidente della Repubblica (1999-2006) Carlo Azeglio Ciampi, il 24 febbraio 2003 ha insignito Nettuno del titolo di città[26]. Oggi, è una città in via di espansione: il numero dei suoi abitanti cresce di anno in anno, anche per via degli esosi costi delle case della vicina capitale.

Il consiglio comunale presieduto da Vittorio Marzoli (Centro Destra) è stato sciolto per infiltrazioni della malavita organizzata, il 28 novembre 2005 e messo nelle mani dei tre commissari, Mario Licciardello, Renata Castrucci e Maurizio Alicandro. A far scattare l'inchiesta prefettizia erano state alcune denunce contenute nelle interrogazioni parlamentari dell'opposizione. In varie occasioni, nel corso del 2004, i deputati Carlo Leoni, Elettra Deiana e Nichi Vendola avevano denunciato la presenza di clan della malavita organizzata e la realizzazioni di affari poco chiari. Dopo le relazioni della Commissione prefettizia e dello stesso prefetto di Roma, Achille Serra, in seguito senatore PD, il governo Berlusconi decise lo scioglimento. Nell'aprile 2008, è stato eletto un nuovo sindaco del PD, il dottor Alessio Chiavetta.

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Monumento ai caduti

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'Oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al merito civile
«Città strategicamente fondamentale per il comando tedesco, impegnato a bloccare lo sbarco degli anglo-americani, fu sottoposta, all'indomani dell'armistizio, a dure evacuazioni e a feroci rastrellamenti e rappresaglie, dando prova di numerosi episodi di resistenza all'oppressore. Oggetto di continui e violentissimi bombardamenti, subiva numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato e del patrimonio agrario. I sopravvissuti seppero resistere, con fierissimo contegno, alle più dure sofferenze della guerra ed affrontare, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale.»
— 1943 - 1944/Nettuno (RM)

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Il Santuario

Santuario di Nostra signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di Nostra signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti.

Il Santuario sorge alla fine del Lungomare Giacomo Matteotti, sulla costa, in prossimità della foce del fiume Loricina. È situato dove una volta c'era la piccola chiesa dell'Annunziata. Fu costruito per volere dei padri passionisti nel 1914, grazie all'aiuto di papa Pio X.

Il santuario ospita la cripta della Santa Maria Goretti ed una statua lignea della Madonna delle Grazie.

Altre chiese sul territorio nettunese[modifica | modifica sorgente]

  • San Giovanni
  • San Francesco
  • Sant'Anna
  • Sacro Cuore
  • Chiesa della Divina Provvidenza (Santa Barbara)
  • Chiesa del Perdono
  • San Giacomo
  • San Paolo
  • Santa Lucia
  • Madonna del Buon Consiglio
  • San Pietro Claver

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Borgo medievale[modifica | modifica sorgente]

Uno scorcio del borgo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Borgo medievale di Nettuno.

A picco sul mare, si trova la parte vecchia di Nettuno, il vero centro storico della città. Costruito all'interno delle mura con torrioni cilindrici. Le torri sono del 1300, quando Nettuno era sotto la Signoria degli Orsini. Oltre alle case di molti residenti, tra i vicoletti e le piazze suggestive si trovano anche palazzi storici, come il Palazzo Baronale, il cui ingresso è in Piazza Marconi; il palazzo, un tempo della famiglia Colonna, fu il simbolo del potere feudale; il Palazzo Doria-Pamphilj, del 1600; la chiesa collegiata di San Giovanni Battista, di origine medievale (anche se costruita sulle antiche rovine del probabile tempio del Dio Nettuno), ma completamente ricostruita tra il 1738 ed il 1748. Il borgo medievale è attualmente il centro della vita notturna, dove si concentra la maggior parte dei pub e dei locali. Nell'antichità il Borgo Medioevale avrebbe rappresentato la parte più antica di Antium ed unica sopravvissuta alla distruzione; passeggiando per il borgo, si può notare che le case a piano terra sono molto più antiche di quelle ai piani superiori.

Torre Astura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre Astura.

Nel territorio del comune, all'interno di un poligono militare, situata a circa 5 chilometri a sud dalla città, si trova Torre Astura. Edificata su un antico porto romano ancora visibile, nel 1193 dai Frangipane, signori del posto, che costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura.

Torre Astura

Villa Bell'Aspetto, conosciuta come Villa Borghese o Villa Costaguti[modifica | modifica sorgente]

La Villa cardinalizia facente parte di un sistema costiero di ville, quali quelle di Anzio come villa Adele, Villa Sarsina e Villa Albani, tutte edificate da Cardinali come dimore di rappresentanza e di svago, fu fatta costruire nel 1648 dal cardinale Vincenzo Costaguti, appartenente ad una ricca famiglia di banchieri genovesi stabilitisi a Roma alla fine del Cinquecento. I Costaguti rimasero proprietari dell'edificio fino al 1818, anno in cui, per debiti, lo vendettero a Don Giovanni Torlonia. Nel 1832 la proprietà fu acquistata dal principe Camillo Borghese, marito dì Paolina Bonaparte, la sorella di Napoleone I. La Villa Bell'Aspetto, questo il nome con cui era chiamata, da allora è sempre appartenuta ai Borghese che tuttora la possiedono. La Villa è stata eretta in posizione dominante su un colle prospiciente il mare, circondata da un ampio parco-giardino, disegnato nel 1840, con giardino all'italiana, giardino degli aranci e bosco. Interessanti le gallerie scavate sotto la villa ed utilizzate durante lo sbarco degli alleati nel corso della seconda guerra mondiale. Il parco presenta una rigogliosa macchia mediterranea con numerose piante di essenze tipiche autoctone di Farnia, Leccio, Sughera e Pino domestico. Oggi la villa è conosciuta come Villa Borghese. La zona in cui oggi sorge la villa con tutto il suo immenso giardino sarebbe stata, nell'antichità, la parte più importante, più popolata e più sviluppata dell'antica Antium; infatti sotto di essa sono presenti centinaia di rovine.

Monumenti e fontane[modifica | modifica sorgente]

  • Fontana del Nettuno, in piazza Mazzini
  • Monumento per i Caduti, in piazza Battisti
  • Statua di Paolo Segneri, in piazza San Giovanni
  • Busto di Paolo Segneri, in piazza Segneri, davanti la sua casa natale
  • Statua di Santa Maria Goretti, in piazza San Francesco
  • Statua della Madonna, in P.le Michelangelo
  • Monumento della Pace in Via Cristoforo Colombo
  • Monumento del guerriero sulla spiaggia della Riviera Egidi

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Forte Sangallo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Forte Sangallo (Nettuno).
Il Forte Sangallo

La fortezza fu costruita tra il 1501 ed il 1503 da Antonio da Sangallo il Vecchio, per volere di Cesare Borgia. Fu edificata per proteggere la città, definita il granaio del Lazio, dagli attacchi del mare. Il forte è a picco sul mare di Nettuno, ha una struttura quadrangolare di 320 metri quadrati, ed ha quattro baluardi, con mura dallo spessore di cinque metri. Al centro sorge un imponente mastio, ampliato successivamente con nuovi piani. Dopo i Borgia, il forte passa ai Colonna, fino al 1594, quando venne ceduto alla Camera Apostolica. Nel 1831, è il turno dei Borghese. il 20 luglio 1925, venne stipulata qui la convenzione di Nettuno, tra Italia e Jugoslavia. Oggi l'edificio ospita il Museo dello sbarco alleato e l'Antiquarium, museo che contiene materiale archeologico, storico ed artistico del territorio nettunese.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Cimitero dei caduti americani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cimitero americano di Nettuno.
Vista del cimitero americano

È un grande memorial, dedicato ai caduti americani della seconda guerra mondiale. Sono giunti a commemorare i loro caduti, due presidenti degli Stati Uniti d'America, George H. W. Bush, nel 1989, in occasione del Memorial Day, e Bill Clinton, nel 1994, per il 50º anniversario dello sbarco.

Porto turistico[modifica | modifica sorgente]

Tra il borgo ed il Lungomare, si trova il porto turistico di Nettuno. Inaugurato nel 1986, con i suoi 980 posti barca, 14 pontili e 3000 metri di molo, ha raggiunto l'obiettivo di essere uno dei maggiori porti turistici del Tirreno.

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Vino bianco uve di Bellone, localmente detto Cacchione; molluschi e crostacei; insalata di mare; timballi; minestroni; lasagne e calamari in umido; baccalà; caciocavallo e provola.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Poco fuori il comune c'è una grande macchia mediterranea, che si estende fino al confine con la provincia di Latina, il bosco del Foglino con una superficie di 550 ettari è un lembo residuo dell'antica selva del Circeo e di Terracina, in passato si estendeva da Roma a Napoli. Nel bosco sono presenti numerose specie vegetali e animali. Qui nasce un fungo porcino il boletus aestivalis.
  • Nella frazione di Cadolino, c'è un importante sughereto.
  • In direzione di Aprilia è presente un altro grande bosco, la Campana, situato su una vecchia strada romana.
  • Intorno a Torre Astura, si estende una grande pineta; è inoltre presente una parte del bosco di Foglino, oltre ad un'area costituita da siepi e bassi arbusti selvaggi, pullulante di specie animali e vegetali come cinghiali, conigli e molte specie di funghi, appartenente all’Esercito Italiano.
  • Tra i parchi cittadini, il più famoso è il parco Loricina, (prende il nome dall'omonimo fiume che sfocia nel mare di Nettuno), intitolato a Giovanni Palatucci e recentemente è stato rivalutato anche il Parco Pubblico di via Romana Antica nel quartiere San Giacomo.
  • Rivalutato e di nuovo amato dai nettunesi è il Laghetto Granieri. Oasi ricca di vegetazione, il tutto si snoda intorno al lago. Vi sono punti di ristoro, e c'è la possibilità di affittare dei barbecue. Per il giro del lago si possono affittare canoe, pattini. Il lago è ricco di cigni, papere, germani reali.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Piazza Mazzini

Abitanti censiti[27]

Anno Residenti
1999 36.641
2000 36.576
2001 36.080
2002 36.254
2003 36.849
2004 39.434
2005 40.651
2006 41.867
2007 42.370
2008 43.409
2009 44.444
2010 46.846
2011 47.332
2012 47.642[28]

[29]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 3.268 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 973 2,06%

Bulgaria Bulgaria 834 1,76%

Tradizioni e folklore[modifica | modifica sorgente]

Festa della Madonna delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

La solenne processione, che si svolge il primo sabato di maggio, per le vie centrali di Nettuno. La Madonna delle Grazie viene portata e accompagnata dai Nettunesi dal Santuario di Santa Maria Goretti e Nostra Signora delle Grazie alla Chiesa di San Giovanni, nel borgo medioevale. Sfilano tutte le confraternite delle parrocchie della città, e anche rappresentanti dei comuni limitrofi, i bambini vestiti da pargoletti e le bambine da angeli, le associazioni educative, come gli scout, la banda di Nettuno, le priore, l'amministrazione comunale, le autorità civili, le autorità militari e i cittadini. Come tutte le feste, c'è anche il lato profano: infatti durante la settimana, ci sono i festeggiamenti del maggio Nettunese, con concerti, sagre, e la città da così il via all'estate, accogliendo migliaia di persone, che accorrono da tutti i comuni vicini.

La Priora[modifica | modifica sorgente]

La Priora era anticamente una donna nettunese appartenente al clero, aristocratica e nubile. Il costume della donna nettunese è molto sfarzoso ed elegante: prima di arrivare alla decadenza alla fine dell'Ottocento, il costume era con camicie aperte sul petto, orlate con un merletto; la veste senza maniche, chiamata guarnaccia, è lunga, stretta ai fianchi, e ricca di pieghe sulla gonna; sopra la veste, indossavano un corsaletto anch'esso aperto sul petto, e chiuso con una pezza di drappo ricamato con due file di trine d'oro per le maritate, ed una per le nubili. Il costume ora è possibile ammirarlo durante la solenne processione della Madonna delle Grazie, nel mese di maggio, dove delle ragazze nettunesi, secondo la tradizione illibate, sfilano con il costume da priora. La tradizione vuole anche che la capo priora, prepari un grande buffet per tutti i concittadini che vogliano unirsi ai festeggiamenti, presso la sua dimora.

Il Bagno di Capodanno[modifica | modifica sorgente]

Dal 1987, a mezzogiorno del primo dell'anno, è ormai consuetudine per i Nettunesi e non solo, giovani e anziani, uomini e donne, tuffarsi e nuotare nelle acque fredde del mare di Nettuno; tradizione che si sta affermando negli ultimi anni, e che sta riscuotendo sempre più successo, decretando di anno in anno un nuovo primato di presenze.

La sagra del fungo porcino[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, le prime due settimane di settembre si tiene la sagra dei funghi porcini all'interno del Parco Palatucci.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Ospedale Riuniti Anzio Nettuno
  • Poliambulatorio Barberini

Istituto di Polizia per ispettori I.P.I. Nettuno[modifica | modifica sorgente]

L'istituto di polizia si estende su un'area di 15 ettari, nel quartiere Santa Barbara, in Via S. Barbara 94: è il fiore all'occhiello della Polizia di Stato ed una delle più grandi caserme d'Europa. In passato è stata scuola di Tiro dell'Artiglieria, scuola allievi p.s., scuola per sottufficiali p.s. Nel 1985 è stato dato all'istituto il nuovo titolo e ruolo ovvero Istituto per Sovrintendenti e di perfezionamento per Ispettori, dal 2004 l'Istituto ha assunto una nuova ed attuale denominazione ovvero Istituto per Ispettori. È un importantissimo Centro di Addestramento cinofilo della Polizia di Stato, oltre che al nuovissimo centro per l'addestramento all'Ordine Pubblico, inoltre ospita anche la scuola di specializzazione al tiro (Centro Nazionale di Specializzazione e Perfezionamento del Tiro). La scuola è dotata di aula magna, utilizzata anche dai nettunesi come teatro, di una cappella, sala eventi, sala maxi-schermo, bar, mensa, poligono di tiro, piscina, campi da calcio e calcetto, campi da tennis e palestra pesi e palestra arti marziali dove ogni giorno si allenano gli atleti delle fiamme oro pluridecorati nella disciplina del Taekwondo.

Scuola Centrale di Tiro d'Artiglieria[modifica | modifica sorgente]

A Nettuno dal 1888, viene trasferita ufficialmente a Bracciano nel 1945. Rimane oggi il poligono di tiro che si estende fino alla provincia di Latina, sul mare. Il tratto di spiaggia che va da Scacciapensieri a Torre Astura è territorio dell'E.I.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei media di diffusione locale fruibili a Nettuno:

newspaper
Quotidiani
television
TV
radio
Radio

Giornali

  • www.inliberauscita.it
  • Il Granchio
  • Il Litorale
  • Il Caffè
  • " Scanner News"
  • "Scaccomatto"
  • Il Messaggero edizione locale (Ostia-Litorale)
  • Teleobiettivo
  • [http://www.youngtv.tv Young TV]
  • Radio Enea

Persone legate a Nettuno[modifica | modifica sorgente]

  • Marcantonio Colonna (Lanuvio 1535 - Medinaceli 1584), feudatario di Nettuno. Si distinse per la sconfitta inflitta ai turchi nella Battaglia di Lepanto nel 1571.
  • Andrea Sacchi (Nettuno 1599 - Roma 1661), un pittore italiano.
  • Paolo Segneri (Nettuno 1624 - Roma 1694), gesuita, scrittore e predicatore italiano.
  • Angelo Castellani (Nettuno 4 marzo 1863 - Marino 1º ottobre 1949), un musicista.
  • Luigi Trafelli (Nettuno 1881 - Nettuno 1942), fisico matematico ed inventore.
  • Bruno Conti (Nettuno, 13 marzo 1955), ex calciatore, campione d'Italia nel 1983 con la Roma, nonché campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 1982.
  • Pietro Cappellari (Latina, 1975), ricercatore e storico, risiede a Nettuno.
  • Giorgia Lucini (Nettuno, 19 settembre 1992), ex tronista di Uomini e donne
  • Alessio Romagnoli (Anzio, 12 Gennaio 1995), calciatore, è cresciuto e vive a Nettuno.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Borgo, Centro, Cretarossa-Scacciapensieri, Montegrappa, Eschieto, Seccia, Santa Barbara, San Giacomo, Zucchetti, Cioccati, Cadolino, Piscina Cardillo, Canala, Tre Cancelli, Sandalo di Ponente, Sandalo di Levante.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il porto turistico di Nettuno, visto dal borgo, con sullo sfondo il Monte Circeo.

L'attività turistica è di fondamentale importanza per Nettuno. Durante la stagione estiva le vie e le piazze del centro si affollano di turisti e persone di tutte le età, provenienti da tutte le città vicine. Di giorno è il mare ad attirare, la sera il vivo centro storico ricco di caratteristici locali commerciali di vario tipo. La storia ed i luoghi di interesse invitano molte persone ad ammirarne le bellezze. Parte della città è cinta da mura medioevali, al di fuori delle quali si trova il Forte Sangallo costruito da Antonio da Sangallo; il Cimitero dei caduti americani costruito dopo la seconda guerra mondiale; Torre Astura; Villa Bell'Aspetto conosciuta come Villa Borghese o villa Costaguti e il porto Turistico Marina di Nettuno. La città è anche meta di turismo religioso grazie al Santuario di "Nostra Signora delle Grazie" e Santa Maria Goretti, la Collegiata dei Santi Giovanni ed Evangelista, la Chiesa di San Francesco d'Assisi (secondo gli storici costruita sulle rovine del tempio della dea fortuna) come tutta la zona di carattere medioevale costruita su rovine dell'Antica Roma. Da non dimenticare il turismo legato allo sport del Baseball.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Da Roma sud, Pomezia

Da Roma est, Castelli romani e Aprilia

  • Strada statale 207 Nettunense: per Zucchetti uscita in via della Fonderia (Lavinio) o via del Cinema (Villa Claudia); per Pocacqua, Cioccati e San Giacomo uscita in via Piccola Cannuccia; per Santa Barbara e centro uscita in via Casal di Claudia

Da Ostia, Torvajanica e Ardea

Da Latina, Terracina

  • Strada Provinciale 106b Acciarella
  • Strada Regionale 148 Pontina: uscite a Latina-B.go Piave, Cisterna-B.go Montello, Nettuno-Campo Verde nord-Velletri

Da Cisterna di Latina

  • Strada Provinciale 12d Nettuno-Cisterna

Da Velletri

  • Strada Provinciale 87b Nettuno-Velletri o via dei 5 Archi
Un filobus ripreso in piazza Mazzini, a Nettuno, nei primi anni quaranta.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Nettuno funge da capolinea della ferrovia Campoleone-Nettuno, servita dalle relazioni della società Trenitalia denominate FR8 nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lazio.

In passato la stazione sorgeva in un'area più vicina alla costa, sulla preesistente ferrovia litoranea proveniente da Albano Laziale, inaugurata il 26 marzo 1884 dalla Società Anonima per la Ferrovia Albano-Anzio Nettuno (FAAN), poi passata alle Ferrovie Secondarie Romane (FSR); la variante di tracciato realizzata più a monte fu attivata dalle Ferrovie dello Stato nel 1934.

Fra il 1910 e il 1930 gli spostamenti lungo la costa erano serviti inoltre dalla tranvia Anzio-Nettuno, sostituita da una filovia, a sua volta soppressa nel 1944.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il Municipio sul Lungomare Matteotti, visto dal borgo
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 maggio 2003 27 novembre 2005 Vittorio Marzoli Centro-Destra Sindaco
28 novembre 2005 27 aprile 2008 Mario Licciardello, Renata Castrucci e Maurizio Alicandro Commissione Straordinaria
28 aprile 2008 in carica Alessio Chiavetta Centro-Sinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Discipline[modifica | modifica sorgente]

Baseball[modifica | modifica sorgente]

Lo sport principale di Nettuno è il baseball. Non a caso Nettuno è considerata la "Città del baseball", definizione riportata anche dai cartelli all'ingresso della città. La squadra di baseball di Nettuno è di massimo prestigio, essendo stata diciassette volte campione d'Italia, sei volte campione d'Europa. Nel 1958 addirittura al Nettuno venne impedito di partecipare al campionato per manifesta superiorità, vincendo senza mai perdere una partita un successivo torneo con le migliori squadre d'Italia. Inoltre nell'albo d'oro della società nettunese figurano anche due Supercoppe Europee, tre Coppe Ceb e quattro Coppe Italia. Il baseball è stato importato a Nettuno dai militari americani sbarcati nel 1944 sulle coste di Anzio e Nettuno. Persino Bruno Conti, nativo di tale città, prima di diventare calciatore (e campiona del mondo nel 1982), era considerato una giovane promessa del baseball non solo italiano ma anche internazionale. Nel 2009 a Nettuno si sono disputate le fasi finali e la finale del Campionato mondiale di baseball 2009. [32]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Nettuno Calcio (1926) che milita nel campionato dilettanti di Promozione. Le altre società calcistiche cittadine sono: l'A.S.D. Virtus Nettuno Tre Cancelli e l'A.S.D. Atletico Nettuno Sandalo Calcio che militano in Prima Categoria, l'A.S.D. Cretarossa Calcio che milita nel Campionato di Seconda Categoria e l'A.S.D. San Giacomo Calcio che opera momentaneamente nel settore giovanile.

Tiro a volo[modifica | modifica sorgente]

La città è la patria di Francesco D'Aniello medaglia d'argento alla XXIX olimpiade di Pechino nel Tiro a volo nella specialità Double trap.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Lo stadio Steno Borghese è uno stadio di baseball di Nettuno, che ospita la partite casalinghe del Nettuno Baseball Club; è attualmente lo stadio di baseball più grande d'Italia, con capienza di circa 8000 posti.

Lo stadio Steno Borghese, per via del Nettuno Baseball Club la squadra più titolata d'Italia, e della sua ubicazione a Nettuno "La Città del Baseball", è considerato da sempre il "tempio del Baseball Italiano". Nella sua storia ha ospitato numerose manifestazioni di carattere internazionale, tra cui molte partite dei mondiali ed europei. Nel 2008 ha ospitato quattro gare dell'Italian Baseball Series contro il T&A San Marino, è stato uno degli stadi italiani ad ospitare le fasi iniziali del campionato europeo, iniziato a Nettuno il 31 marzo 2009 e nel settembre 2009 la fase finalissima del Campionato mondiale di baseball 2009; sono stati spesi circa mezzo milione di euro per l'ampliamento e la ristrutturazione dello stadio e per il decoro urbano nell'area circostante.;

  • Campi di Tennis, Nettuno Tennis Club;
  • Stadio Comunale da calcio "Celestino Masin" ove giocano la prima squadra e la juniores dell'ASD Nettuno Calcio;
  • Palazzetto dello Sport dove si giocano partite di Pallavolo e dove è presente la sede della Pallavolo Nettuno www.pallavolonettuno.it e numerosi altri incontri di Pallacanestro e si svolgono anche manifestazioni sportive e culturali. È situato all'interno del Centro Sportivo di Santa Barbara;
  • Sempre nell'indotto sportivo di Santa Barbara sono presenti tre campi da baseball, la sede di due squadre minori di Baseball Nettunese: I Lions Baseball Club e il Nettuno2 che vantano molti successi a livello giovanile come l'ultimo scudetto 2008 vinto dalla categoria allievi di questa squadra da parte dei Lions e molti altri;
  • Sede di un'altra squadra di Baseball è il campo sportivo "Enzo Castri" di San Giacomo ove gioca il San Giacomo Nettuno Baseball Club;
  • Un altro campo di Baseball con palestra è situato all'interno della scuola media Andrea Sacchi nel quartiere Cretarossa Scacciapensieri ove giocano i Lions Yankees Nettuno e in passato giocavano anche i New Tigers Nettuno;
  • Inoltre sono presenti altri impianti sportivi calcistici come l'impianto "Luigi Rizzo" sede del Cretarossa Nettuno Calcio, l'impianto "Mirco Ricci" sede della Virtus Nettuno Tre Cancelli, il "Filiberto De Franceschi" (già Centro Sportivo Loricina) dove giocano le giovanili dell'AsD Nettuno Calcio, il campo sportivo comunale di Sandalo sede dell'Atletico Nettuno e i campi di calcio a 5 e calcio a 8 "Niko Della Bella" sede dell'A.S.D.San Giacomo;
  • Centri di equitazione e tiri con l'arco presso il bosco "La Campana";
  • è presente sotto l'edificio del municipio di Nettuno, in via Matteotti, l'A. S. pugilistica nettunese, la quale spesso, durante l'estate organizza eventi di pugilato davanti il municipio;

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Monsignor Vincenzo Cerri, Nettuno e la chiesa Collegiata, Ed.Caritas, 1973
  • Francesco Rossi e Silvano Casaldi, Quei giorni a Nettuno, Roma, Edizione Abete, 1989.
  • Giancarlo Baiocco et al., Nettuno. La sua storia, Pomezia, Arti grafiche s.r.l, 2010, pp. 140.
  • Pietro Cappellari, Nettunia, una città fascista, Roma, Herald Editore, 2011.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Brandizzi Vittucci Paola, Antium. Anzio e Nettuno in epoca romana, Scienze e Lettere, 2000.
  4. ^ Minerali rinvenuti nei pressi di Nettuno
  5. ^ Giuseppe Lugli, Saggio sulla topografia dell'antica Antium, Roma, RIASA 7 (1940), pp. 153-188.
  6. ^ Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' Dintorni di Roma, Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1849, Vol. I
  7. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 56
  8. ^ Plutarco, Vite parallele, 6. Gneo Marcio Coriolano e Alcibiade, XXII, 1
  9. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 1-36.
  10. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 59.
  11. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 83-85.
  12. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 56.
  13. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 57-58.
  14. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, III, 1.
  15. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, III, 22-23.
  16. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, X, 21.
  17. ^ Strabone, Geografia, V, 3, 5
  18. ^ Cicerone, Epistulae Ad Atticum, IV, 8; XII, 19; XIII, 26, ecc.
  19. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, XLIII, 4, 6
  20. ^ Paola Brandizzi Vittucci, Op. cit..
  21. ^ Come riportato da una pianta di Kupferstich, relativa a Nettuno e datata 1557 (denominata Il vero ritratto di Nettuno, al presente occupato da gl'imperiali), l'odierna Piazza Mazzini si chiamava "Piazza dei Pozzi di grano", ed era interna, insieme a un tratto della "strada romana", al Borgo medievale nettunese (Universitätsbibliothek Salzburg, G 126 III).
  22. ^ Giancarlo Baiocco et al., Nettuno. La sua storia, Pomezia, Arti grafiche s.r.l, 2010.
  23. ^ Bartolomeo Gosio, Alberto Missiroli e Arcangelo Ilvento, Organizzazioni antimalariche alla luce delle nuove dottrine. Roma : Provveditorato Generale Dello Stato, 1925
  24. ^ Legge 27 novembre 1939, n. 1958
  25. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 3 maggio 1945, n. 265, in materia di "Ricostituzione dei comuni di Anzio e Nettuno."
  26. ^ "Titolo di Citta", sul sito istituzionale della Città d Nettuno.
  27. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  28. ^ http://demo.istat.it/bilmens2012gen/index.html dati provvisori in attesa dei riconteggi che si renderanno necessari a seguito del rilascio della Popolazione Legale dei Comuni
  29. ^ Demo Istat
  30. ^ Gemellaggio Nettuno-Ardee: La Città Irlandese Espone In Fiera I Prodotti Nettunesi - Anzio Nettuno Puntoinfo
  31. ^ Ardee delegation to visit Nettuno, proposed twin town, in Italy - Local - Dundalk Democrat
  32. ^ Un'esauriente storia del Nettuno Baseball Club, dalle origini ai giorni nostri, è descritta nel libro "I Nove Uomini d'Oro" (ISBN 8890487593) a cura del giornalista Mauro Cugola ed edito da Riccardo Viola Editore, che contiene anche rarissime fotografie d'epoca degli albori di questo sport nella cittadina tirrenica.

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