Franco Franchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri personaggi di nome Franco Franchi, vedi Franco Franchi (disambigua).
« Franco Franchi non era un siciliano, era il siciliano. Non era un comico, era il comico. »
(Francis Ford Coppola)
Franco Franchi da giovane.

Franco Franchi, pseudonimo di Francesco Benenato (Palermo, 18 settembre 1928[1]Roma, 9 dicembre 1992), è stato un attore, comico e cantante italiano.

Insieme a Ciccio Ingrassia ha formato una coppia di comici entrata nella storia della cinematografia italiana: Franco e Ciccio.

Indice

Biografia [modifica]

Giovinezza [modifica]

Franco Franchi e Antonella Steni nel film Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964)

Nacque a Palermo in Vicolo delle Api nel quartiere Monte di Pietà e poi ancora in fasce, trasferitosi a Via Terra delle Mosche, nel quartiere Vucciria. Famiglia poverissima del proletariato palermitano, quarto di diciotto figli, racconta come egli salasse le pietanze di legumi perché i fratelli e i cugini ne mangiassero meno, ovviamente a suo favore. Non poté completare neanche le elementari poiché dovette iniziare a lavorare con il padre come muratore. I genitori emigrarono in cerca di fortuna e lui restò a Palermo lavorando come artigiano, realizzando icone sacre sui marciapiedi, poi come garzone in pasticceria e facchino alla stazione. Non mancarono momenti nei quali, spinto dall'indigenza, fu costretto a piccoli furti.

Franco Franchi interpreta Cassio in Che cosa sono le nuvole?

Franchi, per sua fortuna, fu sempre attratto dalla recitazione e dalla comicità, arti in cui era incredibilmente dotato. Lo si vedeva girare per la città come banditore, suonando la grancassa ed aggiungendo elementi di comicità alle sue "esibizioni", e questa fu l'occasione per venire notato da Salvatore Polara, un musicista napoletano che nel 1945 lo inserì nel suo gruppo: gli Striscianti. Franchi riceveva uno stipendio di 6 lire a settimana, una paga dignitosa per il tempo.

Questo giovane talento eclettico e clownesco realizzò concerti musicali per le vie, le piazze e per i ristoranti di tutta la Sicilia, nella cosiddetta posteggia, nonché spettacoli comici all'aperto e animazioni per cerimonie come matrimoni e battesimi, occupazione dalla quale nacque il suo primo personaggio, "Ciccio Ferraù". Franchi divenne imitatore di personaggi famosi come Totò, Benito Mussolini ed Adolf Hitler. La sua incredibile mimica facciale, ancora agli inizi, era il suo pezzo forte, fonte di curiosità nel pubblico e in alcuni attori di teatro, che presero da lui degli spunti.

Entrato in un circo, nel 1948, in qualità di tuttofare non riuscì a lavorarvi a lungo. Franchi lasciò anche la compagnia di Polara, che non gli dava più stimoli e rimase nuovamente disoccupato. Ebbe alcuni problemi con la Giustizia per piccoli furti e nel 1950 fu arrestato. Quando uscì andò a lavorare come posteggiatore nel nord Italia e fu militare a Bologna. Al suo ritorno in Sicilia, riprese a fare l'attore. Conobbe e sposò Irene Gallina dalla quale ebbe due figli: Maria Letizia, nata il 31 luglio 1961, e Massimo, nato il 10 maggio 1965. Qui debuttò al teatro Golden di Palermo.

Ciccio Di Magria (Ciccio Ingrassia) e Nicolino Celletti (Franco Franchi) nel film Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964)

Franco e Ciccio [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Franco e Ciccio.

All'inizio degli anni cinquanta la vita di Franchi ha una svolta. Francesco Ingrassia detto Ciccio era attore in una compagnia teatrale e veniva regolarmente pagato. Quasi per sbaglio i due si incontrarono per le strade di Palermo e da lì iniziò una lunga collaborazione, che avrebbe dato vita a una coppia definita d'oro per gli incassi altissimi e per il grande successo che ebbe nel pubblico. Realizzarono insieme 132 film. I numeri sono concentrati negli anni sessanta: uno nel 1960, sei nel 1961, sette nel 1962 e 1963, solo nel 1964 ne realizzarono ben ventidue. Tutti i loro lavori erano molto apprezzati dal pubblico ma quasi sempre snobbati dalla critica: Franchi, ogni volta che leggeva il commento negativo dei critici sui giornali, rimaneva molto deluso. Nel 1964 i loro film incassarono circa 7 miliardi e 300 milioni (il 10% degli incassi dei film italiani in quell'anno).

Da solo [modifica]

Desdemona (Laura Betti) e Cassio (Franco Franchi) in Che cosa sono le nuvole? (episodio di Capriccio all'italiana, 1968)

Ciò non deve far pensare che l'amicizia tra Franco e Ciccio fosse stabile: ci furono, e spesso in diretta televisiva, sonore litigate fra i due (storica è rimasta la baruffa in una trasmissione condotta da Raffaella Carrà, ovviamente in diretta). In genere Ciccio accusava Franco di megalomania, mentre Franco rimproverava al compagno una certa arroganza. Il momento di maggior crisi fra i due si ebbe tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta.

Nei periodi di lontananza da Ciccio, Franco continuò ad interpretare lo stesso genere di film, come le parodie Ultimo tango a Zagarolo di Nando Cicero e Ku-Fu? Dalla Sicilia con furore (entrambi del 1973).

Franco Franchi impersona Paolino Pastorino in Paolo il freddo.

Si occupò anche di satira politico-militaresca nei film Il sergente Rompiglioni di Pier Giorgio Ferretti (sempre del 1973) e Il sergente Rompiglioni diventa... caporale di Mariano Laurenti (1975), nel quale Franco esegue una perfetta imitazione del dittatore tedesco Adolf Hitler.

Fece anche il cantante e nel 1970 prese parte al 18° Festival della Canzone Napoletana, dove si aggiudicò il secondo posto con il brano di Matassa e Gallifuoco O divorzio, eseguito in abbinamento con Angela Luce. Alla stessa manifestazione propose anche A mossa, divertentissima canzone di Soricillo, Negri e Forte, interpretata in abbinamento con Mirna Doris; entrambi i brani furono pubblicati su 45 giri dalla Hello, etichetta fondata da Luciano Rondinella.

Incise un LP. Le sue canzoni, melodiche e romantiche, non avevano però nulla a che fare con la sua comicità. Nel 1978 incise una canzone con Ilona Staller, dal titolo Cappuccetto Rosso. come cantante, incise anche la sigla ("Skateboard") di un programma televisivo da lui condotto, Buonasera con... Franco Franchi, nella primavera - estate del 1978.

Il muro che si era creato tra lui e Ciccio cadde nel 1974, allorché Ingrassia lo scelse per interpretare il suo film Paolo il freddo. C'è infatti da dire che, a differenza di Ciccio, Franco non volle mai fare il regista, non sentendosi portato per questo ruolo.

I motivi del successo [modifica]

Nel breve periodo in cui fu solo, Franco letteralmente si scatenò, dando vita a giocate mimiche superbe e smorfie facciali che furono apprezzate soprattutto dai giovanissimi. In breve tempo, Franco divenne l'erede di Totò.

Gli ultimi anni [modifica]

Margaret Lee e Franco Franchi nel film Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964)

Negli anni Ottanta Franco Franchi cambiò completamente registro: ridusse notevolmente la sua presenza al cinema e volle impegnarsi anche in film drammatici o "di alto livello intellettuale". Nel 1984 apparve in Kaos, dei Fratelli Taviani, anche in tal caso in coppia con Ciccio Ingrassia e nel 1987 ebbe una parte in Tango blu di Alberto Bevilacqua, film tratto da un romanzo dello stesso regista parmense.

In quegli anni iniziò a lavorare per la Fininvest con Ciccio. Si dice che i contatti tra il duo e la televisione privata furono propiziati dall'ammirazione che Silvio Berlusconi provava per loro. Il critico Tatti Sanguineti, alla presentazione di Come inguaiammo il cinema italiano, dichiarò che in quel periodo Franco e Berlusconi collaborarono nello scrivere i testi di alcune canzoni, che sarebbero state usate dalla coppia in alcuni spettacoli e successivamente dal futuro premier e Mariano Apicella.[2]

Il maxiprocesso quater [modifica]

« Ero un eroe dei bambini, adesso sono un mostro da sbattere in prima pagina »
(Franco Franchi, 1989)

Nel 1989, Giovanni Falcone gli inviò un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta che avrebbe portato al cosiddetto maxiprocesso quater: Franco Franchi era accusato di associazione mafiosa.[3] Tra gli imputati (poi condannati nel 1999), figurava anche Salvatore Lo Piccolo.[4]. I maggiori quotidiani tuttavia non enfatizzarono l'argomento. La Repubblica ad esempio, riportò la notizia nelle pagine interne, in taglio basso. Egli sì, ammise di aver conosciuto vari boss, ma solo perché invitato da essi in quanto personaggio famoso e non internamente all'organizzazione. Infatti proprio il fatto di aver conosciuto esponenti di famiglie opposte era indice che non parteggiasse per nessuna di esse [5], ed infatti l'attore sarà prosciolto dalle accuse; nonostante ciò ne uscirà molto provato.

La lunga malattia [modifica]

In molti[senza fonte] speravano che Franco potesse finalmente recitare in film "colti", prendendosi una bella rivincita nei confronti della critica. Invece le sue condizioni di salute iniziarono lentamente ma inesorabilmente a peggiorare.

Durante il programma Grand Hotel, a causa di un malore di Ciccio, Franco aveva dovuto lavorare per cinque puntate con l'attore Giampiero Ingrassia, figlio di Ciccio, che sostituì il padre sino al suo rientro nelle ultime puntate.

Nel luglio del 1992, a Napoli, durante le registrazioni del varietà di Raitre Avanspettacolo è Franchi a dover lasciare, a causa di un attacco cardiaco con immediato ricovero all'ospedale San Paolo. Ciccio fu costretto a lavorare da solo, anche se il duo aveva già registrato alcuni sketch usati poi per il programma. Franco, stanco e malato di cirrosi epatica, rientrerà solo nell'ultima puntata. Quasi privo di voce giustificherà questo ritardo dicendo: "Sono stato in paradiso ma non mi hanno voluto", per poi congedarsi definitivamente dalle scene chiedendo un applauso "a quanti ci hanno voluto bene".

La morte lo colse il 9 dicembre 1992 a Roma, presso la clinica Villa Flaminia, dove era stato più volte ricoverato durante la grave malattia al fegato: la notizia fu accolta con grande tristezza e commozione da milioni di persone, cui egli aveva regalato la gioia di un sorriso. La sua naturale simpatia e la brillantezza del suo genio creativo lo avevano ormai reso familiare ad ogni famiglia italiana. Narrano i giornali che le genti del "Bel Paese" appresero la notizia della sua scomparsa come se fosse deceduto un parente[senza fonte]. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone, tutte unite nel ricordare quel gran genio di Franco[senza fonte].

« Immagino ora di trovarmi in un film, nella scena del funerale di Franco e ad un tratto il regista dice Stop!. Purtroppo questo non è un film. »
(Ciccio Ingrassia al funerale di Franchi, 1992)

Alla sua memoria (e a quella di Ciccio Ingrassia, scomparso nel 2003) è dedicato il film Come inguaiammo il cinema italiano, girato nel 2004 sotto la direzione di Daniele Ciprì e Franco Maresco.

Riposa nel cimitero "Ai rotoli" di Palermo.

Filmografia [modifica]

Franco Franchi con il suo amico, il Cantante e Attore Mario Merola

Questa è la lista di tutte le apparizioni cinematografiche di Franco Franchi, con l'aggiunta dei documentari e dei film tv.[6]

Con Ciccio [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filmografia di Franco e Ciccio.

Film da solo [modifica]

Televisione [modifica]

Discografia [modifica]

Discografia solista [modifica]

Singoli [modifica]

Discografia con Franco e Ciccio [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Franco e Ciccio.

I due figli dei Trinità 1972

Note [modifica]

  1. ^ Data ricavata dalla tomba di Franco Franchi nel cimitero Ai rotoli di Palermo.
  2. ^ Stenio Solinas. Franco e Ciccio, i maghi della risata senza eguali né eredi. «Corriere della Sera», 9 settembre 2004.
  3. ^ http://www.francociccio.altervista.org/LibrieCritica/Articoli/articolo3.jpg
  4. ^ CSD - Cronologia
  5. ^ 'Sì', ho conosciuto tutti i boss' Franco Franchi si confessa. (La Repubblica, 08/07/1989)
  6. ^ La lista è ricavata da IMDb.com e da Paolo Mereghetti. Dizionario dei film 2006. Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2006.

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Controllo di autorità VIAF: 95316505