Lino Toffolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lino Toffolo
Lino Toffolo in Yuppi du (1975), di Adriano Celentano
Lino Toffolo in Yuppi du (1975), di Adriano Celentano
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica d'autore
Folk
Periodo di attività 1963-?
Etichetta Fonit-Cetra; RCA Italiana; Numero Uno; RCA Original Cast; Fonotil
Album pubblicati 4
Studio 4
« Ah, lavorare è bello / è bello lavorar / prendiamo su il martello / e andate a lavorar... »
(Lino Toffolo, Ah, lavorare è bello, 1970)

Lino Toffolo (Murano, 30 dicembre 1934) è un attore, cantautore e cabarettista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Rivela sin da ragazzo inclinazione per la musica e la recitazione. Si mette in luce come attore nella Compagnia dei Delfini di Venezia, della quale farà parte dal 1960 al 1965: durante questo periodo compone anche delle musiche di scena e le sue prime canzoni in lingua veneta. Registra inoltre alcuni programmi radiofonici prodotti dalla sede regionale di Venezia della RAI.

Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1964 esegue l'accompagnamento musicale dello spettacolo Conversazioni e letture per il Festival Internazionale del Teatro di Prosa.

Il cabaret e la canzone d'autore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 fa il suo esordio al noto locale milanese Derby (Intra's Derby Club), accanto ad altri personaggi che, come lui, inizieranno proprio lì la scalata verso la notorietà, quali Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Franco Nebbia ed in seguito Cochi e Renato, Felice Andreasi ed altri; interpreta il caratteristico personaggio dell'ubriaco veneziano, proponendo anche alcune canzoni di sua composizione quasi tutte scritte sempre in dialetto. In questo periodo debutta sul mercato discografico, avendo ottenuto un contratto con la Fonit-Cetra, con il 45 giri, 'Na brombola impissada/No la vogio no, pubblicato nel 1963 e seguito dopo poco tempo da L'imbriago/Vin nero.

Sempre nel 1963 partecipa alla trasmissione televisiva Gran Premio nella squadra del Veneto (con Renato Bruson). Nel 1964, nel corso della trasmissione televisiva Questo e quello, propone insieme ad Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Silverio Pisu ed Otello Profazio un'interpretazione del canto anarchico Addio a Lugano. Nel 1966 effettua una tournée in Canada, assieme ad altri esponenti folk come Gabriella Ferri, Otello Profazio e Caterina Bueno in uno spettacolo teatrale che ha la regia di Aldo Trionfo.

Nello stesso anno pubblica il suo primo album, Lino Toffolo; tra le canzoni ivi contenute è da citare Gastu mai pensà, struggente canzone d'amore, che colpisce molto Enzo Jannacci, il quale la traduce in italiano e due anni dopo, con il titolo Hai pensato mai, la include nel suo album Vengo anch'io. No, tu no. Passa poi alla RCA Italiana ed incide il suo disco di maggior successo, Oh Nina (vien giù da basso che te vogio ben), con cui partecipa anche al Cantagiro 1969.

Un altro suo successo, l'anno seguente, è Ah, lavorare è bello, che viene presentata da Toffolo in varie occasioni durante la trasmissione televisiva È domenica, ma senza impegno, portando con sé (in base al testo del brano) una carriola ed un martello; la canzone affronta, con taglio ironico, il tema della durezza del lavoro manuale; verrà reincisa dal cantautore nel 1980 in una nuova versione. Nel 1971 la sua canzone Bel oselino è inserita nella colonna sonora del film La Betìa ovvero in amore, per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza, di Gianfranco De Bosio.

Nell'autunno 1976 Toffolo ottiene un grande successo con Johnny Bassotto, canzone per bambini scritta da Bruno Lauzi e Pippo Caruso. Il brano è la sigla del programma domenicale abbinato alla Lotteria Italia (Anteprima di CHI?), e prosegue il fortunato filone inaugurato nella stagione precedente con La tartaruga (sempre a firma Lauzi-Caruso e interpretata dal cantautore genovese), con un cartone animato a commento della canzone, realizzato dalla Bozzetto Film.

In seguito al successo riscosso dalla sigla televisiva Johnny Bassotto, a Toffolo fu chiesto di pubblicizzare le confetture Santa Rosa, utilizzando la sigla come jingle e modificando l'incipit "Chi ha rubato la marmellata?" in "Chi ha rubato la confettura?". Passa poi alla Numero Uno, l'etichetta fondata da Mogol e Lucio Battisti, per cui pubblica Centomila perché.

Nel 1980 Io di più viene scelta come sigla di C'era una volta l'uomo, un cartone animato che va in onda nella stagione 1980-1981, co-prodotto da Italia, Belgio, Olanda e Francia; riallacciandosi al tema della trasmissione, il testo del brano ripercorre la storia dell'umanità. Nel 1984 incide una reinterpretazione in italiano di Zuppa romana dei Schrott nach 8, intitolandola Pasta e fagioli, ottenendo un nuovo discreto successo. Dopo un periodo di assenza dalla musica, torna ad incidere nel 1999: l'album Acqua alta, arrangiato dal Maestro Alberto Baldan Bembo, racchiude alcuni inediti e nuove versioni dei suoi successi, come Gastu mai pensà e I chierichetti

Il cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il suo debutto nel cinema avviene nel 1968, seppure in un ruolo secondario, nel film Chimera, diretto da Ettore Maria Fizzarotti, un "musicarello" incentrato sulle vicende amorose di Gianni Morandi e Laura Efrikian.

Da allora, e per un decennio, interpreta molti film di successo. Degne di nota, tra l'altro, le sue partecipazioni in film di Monicelli (Brancaleone alle crociate, 1970), Festa Campanile (Quando le donne avevano la coda, 1970; Il merlo maschio, 1971; Quando le donne persero la coda, 1972; L'emigrante, 1973), De Bosio (La Betìa ovvero in amore, per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza, 1971), Samperi (Un'anguilla da trecento milioni, 1971; Beati i ricchi, 1972; Peccato veniale, 1974; Sturmtruppen, 1976), Celentano (Yuppi du, 1975), Mogherini (Culastrisce nobile veneziano, 1976) e Risi (Telefoni bianchi, 1976).

L'ultima sua interpretazione cinematografica è nel film satirico Scherzi da prete diretto nel 1978 da Pier Francesco Pingitore, dove Toffolo dà il volto e soprattutto la voce al personaggio di Monsignor Cassola, vescovo da cui dipende la parrocchia dell'irrequieto sacerdote don Tarquinio, interpretato da Pippo Franco.

La televisione[modifica | modifica wikitesto]

La popolarità di Lino Toffolo deve molto anche al piccolo schermo, dove ha cominciato ad apparire verso il finire degli anni sessanta in programmi di intrattenimento. È stato, tra l'altro, a fianco di Alighiero Noschese nella Canzonissima del 1971. Ha inoltre interpretato sigle di programmi televisivi, tra le quali ricordiamo, oltre la citata Johnny Bassotto, anche Lancillotto 008 nel 1980. Nel 1986 Toffolo è stato nel cast di Un fantastico tragico venerdì, condotto dall'attore Paolo Villaggio e da molti altri, e trasmesso su Rete 4.

Dal 7 settembre 1987 Lino Toffolo (all'epoca aveva 53 anni) ha preso il posto di Claudio Lippi nel gioco a quiz di Canale 5 Tuttinfamiglia (produttore Margherita Caligiuri), giunto al quarto anno di trasmissione, quindi è stato confermato anche per il quinto ed ultimo anno, e il quiz fu ripreso dal 19 settembre 1988. Nel 1989 ha affiancato Gino Rivieccio nella conduzione del gioco a quiz Casa mia (produttore Margherita Caligiuri). Successivamente appare nelle due serie di Dio vede e provvede (1997 e 1998) e nelle fiction con Lino Banfi Scusate il disturbo (2009) e Tutti i padri di Maria (2010), mentre nel 2007 partecipa al programma Stiamo lavorando per noi condotto da Cochi e Renato.Nel 2013 partecipa alla fiction con G.Proietti "L'ultimo papa re", nel ruolo del "perpetuo" Serafino ed è spesso ospite di Mara Venier alla Vita in Diretta.

Il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Lino Toffolo torna a calcare le scene, interpretando la commedia Tonin bela grazia di Goldoni nell'allestimento del Teatro Stabile di Trieste, con cui ottiene un lusinghiero successo che lo spinge a cimentarsi in altri generi, come l'operetta, con Il pipistrello di Johann Strauss nel 1997, diretto da Gianfranco de Bosio e come Zanetto Pesamenole (Donna Pasqua) in Al Cavallino Bianco di Ralph Benatzky nel 2002 per la regia di Gino Landi al Teatro Verdi (Trieste). Sarà anche voce recitante in Pierino e il lupo di Sergei Prokofiev nel 2000, ed in Histoire du soldat di Igor Stravinski nel 2002, di cui cura anche la regia.

Nuovamente per La Fenice nel 2003 è la voce recitante in Peer Gynt di Edvard Grieg al PalaFenice al Tronchetto.

È anche autore di alcune commedie, tra cui Gelati caldi, Fisimat e Lei chi è (2011)

L'esordio alla regia: Nuvole di vetro[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi mesi del 2006 Lino Toffolo presenta il suo film Nuvole di vetro, da lui scritto, diretto ed interpretato, i cui dialoghi sono interamente in lingua veneta. Esordisce così nella regia cinematografica con un'opera che ha riscosso i consensi di buona parte della critica[1][2].

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Spot pubblicitari[modifica | modifica wikitesto]

  • "Confettura Santa Rosa"(1984-1985)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Nuvole Di Vetro" Di Lino Toffolo - Nsc - Nonsolocinema
  2. ^ Quelliche...ilcinema

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]