Tolfa

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Tolfa
comune
Tolfa – Stemma
Tolfa – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Roma – stemma Roma
Sindaco Luigi Landi (Progetto Tolfa) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 42°9′0″N 11°56′0″E / 42.15°N 11.93333°E / 42.15; 11.93333 (Tolfa)Coordinate: 42°9′0″N 11°56′0″E / 42.15°N 11.93333°E / 42.15; 11.93333 (Tolfa)
Altitudine 484 m s.l.m.
Superficie 167,76 km²
Abitanti 5 252[1] (31-12-2010)
Densità 31,31 ab./km²
Frazioni Santa Severa Nord[2]
Comuni confinanti Allumiere, Blera (VT), Bracciano, Canale Monterano, Cerveteri, Manziana, Monte Romano (VT), Santa Marinella, Tarquinia (VT), Vejano (VT)
Altre informazioni
Cod. postale 00059
Prefisso 0766
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058105
Cod. catastale L192
Targa RM
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Nome abitanti tolfetani
Patrono Sant'Egidio Abate
Giorno festivo 1 settembre
Localizzazione
Tolfa è posizionata in Italia
Tolfa
Posizione del comune di Tolfa nella provincia di Roma
Posizione del comune di Tolfa nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Tolfa è un comune italiano di 5.250 abitanti della provincia di Roma.

Indice

[modifica] Territorio

Centro agricolo dei Monti della Tolfa, pittorescamente addossato a scoscese rupi trachitiche, sul versante meridionale del gruppo. La parte vecchia, immediatamente sottostante alla rocca Frangipane oggi diruta, ha una caratteristica pianta a semicerchio, adattata alla forma del colle conico; da essa si diramano tre appendici più recenti, protese ai lati delle principali vie di accesso. La natura vulcanica e la presenza di numerosi minerali metallici ha facilitato l'insediamento umano. L'estensione del territorio arriva fino alle coste tirreniche, dove è situata la frazione di Santa Severa Nord.

[modifica] Storia

Il nome Tolfa ha origine incerta, potrebbe derivare da "Tulphae", dalla radice tol- (sollevare), riferito alla sua posizione geografica. Secondo un'altra ipotesi potrebbe riferirsi al nome di un principe longobardo, forse Agilulfo o Ataulfo. Nel territorio della Tolfa sono ben documentate, tramite ritrovamenti archeologici, l'età della pietra (in particolare Paleolitico e Neolitico) e l'età del rame. Attestata con notevole ricchezza di fonti archeologiche dirette è l'età del bronzo (ultimo quarto del III millennio a.C.-inizio del I millennio a.C.). L'area era densamente popolata da villaggi che gradualmente si stabilizzano, attraverso un processo di selezione in favore delle sedi più idonee ai sistemi di vita in progressiva trasformazione (ess.: Bronzo Antico: Bufalareccia, Fosso del Laghetto; Bronzo Medio: la Sughera, la Tolfa, Pian Sultano; Bronzo Recente: Rota); via via i gruppi si concentrano in luoghi ben circoscritti e difesi dove l'abitato prospera specialmente nel Bronzo Finale (la Tolfa; la Tolfaccia, Elceto e Monte Rovello nel contermine territorio di Allumiere); nell'età del bronzo finale non mancano impianti in luoghi aperti, forse con funzioni complementari rispetto ai centri su area difesa (es.: la Concia) e tombe ad incinerazione, sia raggruppate, sia isolate (Poggio della Capanna, Poggio Finocchiara, Coste del Marano). Da ricordare che la fase piena del Bronzo Finale medio-tirrenico, giacché esemplarmente rappresentata dagli oggetti bronzei del ripostiglio delle Coste del Marano, è universalmente nota come fase Tolfa.

Anche lo stesso Monte della Rocca (come oggi viene detto il picco roccioso della Tolfa) ospitò dunque un abitato dell'età del bronzo, di cui è però incerta la continuità con il successivo abitato di epoca storica. Caratteristico di tutto il territorio dei Monti della Tolfa, e condiviso con altre aree interne dell'Etruria, è infatti un periodo di apparente abbandono o di meno intensa frequentazione, corrispondente alla fase iniziale della Prima Età del Ferro (X secolo a.C.), quando la popolazione dei villaggi dell'età del bronzo finale contribuì allo sviluppo demografico dei nascenti centri protourbani (Tarquinia, Cerveteri ecc.). La graduale rioccupazione del territorio condusse alla stabilizzazione di un sistema di insediamenti etruschi, prevalentemente di piccole dimensioni, noti specialmente per l'evidenza dei rispettivi gruppi di tombe a camera (costruite con pietre o intagliate nel tufo a secondo del substrato locale). Dopo l'età romana, ben rappresentata nel territorio comunale, poche le informazioni disponibili, fino alla prima menzione nota del nome della Tolfa, del 13 marzo 1201 (documento contenuto nella Margarita Cornetana). Agli inizi del secolo XIII, nella sistemazione territoriale del patrimonio di San Pietro fatta dal papa Innocenzo II, il territorio venne riconosciuto come proprietà della Santa Sede. Occupato dai viterbesi nel secolo XIV, fu infeudato prima ai Capocci e poi a Ludovico Frangipane e Pietro Frangipane, che cinsero l'abitato di mura ed ebbero vivaci contrasti con la Camera Apostolica a causa dei diritti sui giacimenti di alunite (scoperti nel 1460-1462 dal Cardinale Giovanni di Castro, che nel 1463 ottenne da Papa Pio II la concessione venticinquennale per lo sfruttamento delle miniere con la facoltà di fabbricare l'edificio dell'allume) nella zona, finché la vertenza fu composta e il territorio passò alla Camera Apostolica. Finiti i venticinque anni di concessione di Giovanni di Castro, le miniere furono affittate da Agostino Chigi, nobile senese, che ottenne anche la concessione della Rocca di Tolfa, cioè lo sfruttamento agro-pastorale della zona, con la facoltà di tenervi un proprio castellano. Nel 1502 tale castellano fu Nicola Segardi senese, il quale trasportò diversi pezzi di artiglieria del castello con le armi del Signore della Rocca della Tolfa nelle fortezze di Portercole e Talamone facenti parte allora del dominio senese [1]. Le cave di allume con l'amministrazione Chigi si svilupparono al di là di ogni rosea speranza, e il papa stabilì che il ricavato servisse a finanziare la guerra contro i Turchi, come risulta, tra l'altro, da un atto notarile nell'Archivio Vaticano, datato 1513, inerente al rinnovo dell'appalto Chigi da parte di Leone X, che porta come titolo «Appaltum Alluminum Sanctae Crociatae».[2] L'industria dell'allume, minerale per il cui approvvigionamento non si poteva più contare sui giacimenti compresi nei territori ormai preclusi dalla caduta di Costantinopoli (1453), determinò un improvviso sviluppo della Tolfa, che nel 1530 ebbe da Clemente VII gli statuti di comune autonomo e si allargò rapidamente oltre la cerchia muraria; il complesso sorto vicino alle cave, a circa 4 chilometri dalla Tolfa, composto dallo stabilimento per la lavorazione dell'allume ("le allumiere") e da fabbricati costruiti per alloggiare gli operai, dette vita al paese di Allumiere, divenuto comune autonomo nel 1826. Nel 1799 la Tolfa, a seguito della rivolta contro la Repubblica Romana, repressa dalle truppe francesi, fu saccheggiata e i resti della rocca, che avevano costituito l'estremo baluardo dei ribelli, furono ulteriormente danneggiati.

[modifica] Economia

Le coltivazioni agricole prevalenti sono quelle dei cereali, degli ortaggi e della vite. Importante è l'allevamento del bestiame con gli allevamenti di bovini maremmani e dei famosi cavalli tolfetani. Industrie per l'estrazione del caolino e varie altre attività artigianali completano il panorama economico del paese. Presente anche il commercio del legname e un certo turismo estivo. La produzione artigianale di Tolfa trova nella borsa detta "catana" la sua massima espressione. La catana sarebbe nata nel 1575, ad opera di un tale "Mastro Stefano". Negli anni 70' la catana sbarca addirittura in America e negli anni 80' era in Italia la "borsa di Tolfa", diffusissima tra gli studenti.

[modifica] Parrocchia

La Parrocchia di Tolfa appartiene alla Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, che è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla Regione Ecclesiastica Lazio. Nel 2006 contava 82.752 battezzati su 85.746 abitanti. È attualmente retta dal Vescovo Sua Eccellenza Mons. Luigi Marrucci. E' intitolata a Sant'Egidio Abate.

[modifica] Feste popolari

A Tolfa tra le tradizioni più antiche che si sono tramandate nei secoli tra la popolazione tolfetana, sicuramente ci sono quelle religiose, essendo presenti a Tolfa , fin dal sec. XVI°, numerose Confraternite, che organizzavano ed organizzano ancora oggi alcune Processioni. La più suggestiva e forse più bella tra le Processioni è sicuramente quella del Venerdì Santo, organizzata dalla Confraternita dell’Umiltà e Misericordia, alla quale prendono parte più di 300 figuranti, i quali rappresentano lungo il percorso le varie fasi della Passione e della Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo, accompagnate dalle note della Banda Musicale G.Verdi di Tolfa e dal coro del Popule Meus, dai Flagellanti,che, scalzi e coperti in volto, trascinano per penitenza una pesante catena. Un’altra Processione suggestiva è quella di S.Antonio Abate, protettore degli animali, quindi il Patrono degli allevatori e dei contadini, manifestazione organizzata dall'Università Agraria e dalla Società di S.Antonio. La statua del Santo, portata a spalla da numerosi pastori lungo le vie del centro storico, è contornata da centinaia di cittadini che illuminano le strade con torce di cera, inoltre il giorno 17 gennaio, festa del Santo c’è la tradizionale benedizione degli animali. Dopo la Processione di S.Antonio e quella del Patrono S.Egidio, Patrono di Tolfa, c’è l’innalzamento dei palloni.Questa tradizione dell’innalzamento dei palloni, tipica di alcune zone della Maremma e della Tuscia, a Tolfa risale alla prima metà dell’Ottocento. Un’altra tradizione importante per i Tolfetani è quella della Pastorella. La prima Pastorella(ufficiale) a Tolfa fu organizzata a Tolfa nel 1929 da Checco del Tamburì, (che suonava una foglia), successivamente e fino ad oggi è organizzata dalla Banda Musicale G.Verdi, che rallegra le vie del Paese per tutta la notte del 24 dicembre.

[modifica] Luoghi d'interesse

Il Palazzaccio E' l'antica sede del Comune di Tolfa, situato nella parte antica del Paese.

La Cattedrale di Sant'Egidio Abate E' dopo la chiesa del Monte della Rocca, la chiesa più antica che si trova a Tolfa. E' situata nella parte antica del Paese, sotto il Monte della Rocca. La Chiesa collegiata di Sant’Egidio ha subito molti rifacimenti nel corso dei secoli; il suo abside localmente chiamato “Il torrione” era parte della cinta muraria della Tolfa medioevale. L’attuale facciata in travertino e pianelle è degli anni 60.

La chiesa e il castello del Monte della Rocca Il castello dei Frangipane, è una tipica rocca medioevale. Fu l'ultimo bastione di difesa per tantissimi secoli e riuscì a proteggere il Popolo tolfetano anche dall'esercito napoleonico. La chiesa della Rocca è lo scrigno di Tolfa. E' situata vicino al castello e fu costruita dall'esigenza del Popolo tolfetano di avere una chiesetta in cima "al monte", che proteggesse il Paese dall'alto.

Il Palazzo Comunale Fu costruito attorno al 1860 come seminario della Diocesi di Civitavecchia ma non fu mai usato per lo scopo per cui era stato costruito. Servì dapprima come caserma di soldati francesi e poi con l’avvento dello Stato Italiano da Palazzo Comunale. Dobbiamo ad un ufficiale francese l’orto botanico, che fu in seguito trasformato in un giardino comunale.

Il Convento dei Padri Agostiniani Il Convento dei Padri Agostiniani è attiguo al cimitero e alla Chiesa della Madonna della Sughera la cui costruzione fu iniziata da Agostino Chigi agli inizi del 1500. Recentemente restaurato ospita il nuovo Museo Civico e la Biblioteca Comunale di Tolfa.La Chiesa della Madonna della Sughera, fu costruita attorno ad un albero di sughero su cui, da due cacciatori, era stata rinvenuta l’immagine di una Madonna con il Bambino Gesù.

Il Convento dei Padri Cappuccini Il Convento e la Chiesa dei Padri Cappuccini sono del XVII secolo. Dopo anni d’abbandono seguiti alla partenza dei Frati Cappuccini da Tolfa, il Convento è stato reso di nuovo abitabile dai Gruppi Archeologici d’Italia che lo hanno usato come campo scuola di archeologia per oltre un ventennio. Attualmente è adibito ad ostello.

[modifica] La cucina tolfetana

La cucina tolfetana è una cucina fatta di poche pietanze. Il piatti tipico della cucina tolfetana è l’Acquacotta: una zuppa di verdure della Maremma Tosco-Laziale. La sua storia risale ai Popoli italici che erano soliti offrire alle divinità, piatti di verdure stagionali. Essa è un piatto con molte varianti stagionali, preparato con verdure coltivate o di campo, alle quali va aggiunto il “ battuto” (lardo di maiale) e la “persa” (maggiorana), il tutto versato in una scodella con alla base alcune fette di pane di grano duro. Un altro piatto è il “ Baccalà in agro e dolce”, tipico delle feste natalizie composto da baccalà, cipolla, uva passa, quarti di mela essiccati, prugne secche, visciole secche e peperoncino.

[modifica] I Gruppi Parrocchiali

Il Gruppo ASDA (Associazione al Servizio degli Altri)è un gruppo parrocchiale della Parrocchia S.Egidio Abate di Tolfa. E' molto conosciuto poichè in occasione del Santo Natale, propone il Presepe Vivente "E'Nato Per Te": una suggestiva rappresentazione animata da personaggi del'epoca, raffigurata lungo le vie più caratteristiche del Paese. Il gruppo scout Tolfa 1 dell’AGESCI (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani) nasce ufficialmente nel 1979. Il gruppo subì, durante il ventennio fascista, la sorte di tutto lo scautismo italiano: soppressione nel biennio 1927/28 tramite i decreti governativi di Mussolini. La prima rinascita avvenne nel 1944 ma fu una breve esperienza. Ed arriviamo al 1979,precisamente il 3 maggio quando viene ufficialmente censito l’attuale gruppo scout dell’AGESCI.

[modifica] Personalità legate a Tolfa

[modifica] Città gemellate

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Landi Luigi (Lista Civica) dal 15/05/2011 (1º mandato)

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2001 2006 Alessandro Battilocchio Sindaco
2006 2011 Alessandro Battilocchio Partito Socialista Italiano Sindaco



[modifica] Sport

La pallavolo La Pallavolo Tolfa nacque da una idea della Signora Carrassi che gestiva una camiceria nell’Oratorio della Parrocchia.. La squadra si chiamava T. T. T. (Trasformazioni Tessili Tolfa) e tutte le ragazze che lavoravano nel laboratorio furono coinvolte nell’iniziativa. L’anno seguente, con il nome U. S. Pallavolo Tolfa, la squadra si affiliò alla FIPAV con il numero di matricola 1206000004 risultando così la 4° società della Provincia di Roma iscritta alla Federazione Nazionale.

Il ciclismo Il Gruppo Ciclistico Tolfa nasce nell'estate del 1983 dalla passione per il ciclismo di una decina di persone. I colori sociali del gruppo sono rosso - bianco.

Il Gruppo Podistico Airone Fu fondato nel 1998 conta quasi 40 soci atleti che partecipano a gare in tutta l’Italia. Il fiore all’occhiello dell’Airone è “L’Arrampicata” gara podistica in salita giunta quest’anno alla 6^ edizione.

La Squadra di calcio A Tolfa è presente una squadra di calcio appartenente a categorie di livello regionale:

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Comune di Tolfa - Statuto.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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