Ciclismo

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In bicicletta a Londra

Per ciclismo si intende l'utilizzo della bicicletta a scopi molto vari e differenziati. L'accezione più comune di "ciclismo" è riferita allo sport del ciclismo, ma in realtà lo spettro è più ampio, ed abbraccia anche gli usi trasportistici, quelli ricreativi e cicloturistici e quelli militari.

La bicicletta ha cominciato a diffondersi nel diciannovesimo secolo e oggi sono circa due miliardi le persone, di ogni età ed estrazione sociale, che nel mondo utilizzano tale veicolo.[1] È a tutt'oggi il principale mezzo di trasporto in molti paesi in cui la motorizzazione di massa non si è ancora sviluppata, e in modo crescente in paesi in cui questo processo è già avvenuto e, a causa delle conseguenze negative (congestione, inquinamento, vivibilità), si è avviato un processo di riduzione e uscita dal trasporto motorizzato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della bicicletta.

Il ciclismo in ogni sua accezione è ovviamente inscindibile dalla bicicletta. Il termine ebbe origine alla fine degli anni 1860 in Francia e rimpiazzò quello di velocipede, ma il tipo di costruzione e di uso che conosciamo oggi risale al 1880-1890. Decisiva fu l'invenzione dello pneumatico da parte di John Boyd Dunlop. Per circa 150 anni è stato il principale e spesso unico mezzo individuale per gran pare della popolazione. Ha inoltre svolto il ruolo di trasporto commerciale di merci e persone.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Trasporto[modifica | modifica wikitesto]

Noci di cocco su bicicletta
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ciclismo urbano e Mobilità ciclabile.

L'uso trasportistico della bicicletta ha luogo, soprattutto in aree urbane, sia per gli spostamenti di persone che in attività commerciali, per il trasporto merci.

La bicicletta ha storicamente costituito uno dei pochi modi per spostare persone e merci a disposizione delle classi meno agiate. Lo sviluppo economico, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha portato a un'importante diffusione dell'automobile, che ha in gran parte soppiantato l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto. Con l'aumento del traffico urbano, tuttavia, e il raggiungimento, soprattutto nei territori fortemente urbanizzati, dei limiti di sviluppo del trasporto motorizzato, l'utilizzo della bicicletta è ridivenuto concorrenziale: a suo favore anche l'estrema economicità rispetto agli altri mezzi e l'impatto ambientale praticamente nullo.

Bicicletta per cicloturismo in Tibet

Storicamente un uso molto diffuso della bicicletta è stato quello nel servizio postale, ridottosi nel corso della crescente motorizzazione ed oggi in nuova espansione. Anche l'uso della bicicletta nei corpi delle forze dell'ordine ha avuto un decorso simile: forte nella prima metà del ventesimo secolo, poi quasi abbandonato, è oggi in forte ritorno in concomitanza con le limitazioni al traffico motorizzato, la congestione e le pedonalizzazioni. Infine, un aspetto trasportistico-commerciale per il trasporto di persone è quello dei velotaxi, tipici dei centri storici, sovente chiusi al traffico, di molte città europee.

Ricreazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cicloturismo.

L'uso ricreativo della bicicletta è diffuso in ogni età. Il cicloturismo è uno sviluppo recente in forma di gite e viaggi di varia durata, esplorazioni o visite su distanze più o meno lunghe. Si tratta di un modo di viaggiare particolarmente economico, generalmente estraneo ai consueti itinerari del turismo di massa.

Scopi militari[modifica | modifica wikitesto]

Fanteria tedesca in bicicletta durante la Prima guerra mondiale

La fanteria in bicicletta ha costituito, tra il XIX e il XX secolo, una delle specialità della fanteria. Suddivisi in reparti organici, e armati di moschetti e di mitragliatrici, i fanti in bicicletta potevano coprire 80-90 km al giorno e trovare utilità sia in fase prebellica che in combattimento.[2]

In fase prebellica avevano numerosi impieghi: coadiuvare la cavalleria nelle fasi esplorative e di studio del nemico, sostenere, nelle fasi di inizio ostilità, le truppe di copertura e contribuire alla protezione di grandi unità ferme, ma anche formare servizio di pattuglia e dare aiuto logistico (collegamenti e trasmissione di notizie).[2] In fase di combattimento, invece, in cooperazione con la cavalleria, agivano come i normali reparti di fanteria, caratterizzandosi però per azioni rapide e a sorpresa contro il fianco e le spalle del nemico.[2] In tale ottica rientrano la rapida occupazione di punti avanzati di importanza strategica, l'inseguimento del nemico sconfitto e il suo trattenimento per agevolare la ritirata delle proprie truppe.[2]

L'ultimo paese ad avere truppe in bicicletta è stata la Svizzera, che ha soppresso quel tipo di reparti nel 2003.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclisti professionisti ritratti durante la Tro-Bro Léon 2009
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ciclismo (sport).

Le competizioni di ciclismo sono parte integrante del ciclismo. Nate negli ultimi decenni del XIX secolo, si sono storicamente distinte in tre discipline principali: il ciclismo su pista, praticato all'interno dei velodromi, il ciclismo su strada, praticato sulle comuni strade, e il ciclocross, praticato fuori strada. Dagli anni settanta e ottanta ha avuto molta diffusione anche il mountain biking. Esistono poi anche le specialità della BMX, quelle del trial, quelle di ciclismo indoor e quelle di paraciclismo.

Il ciclismo è sport olimpico dal 1896, anche se solo dal 1988 sono ammesse nel programma le gare femminili. Al 2012 rientrano nel programma olimpico quattro discipline: il ciclismo su pista, il ciclismo su strada, il mountain biking e la BMX. Le competizioni sono regolate e coordinate dall'Unione Ciclistica Internazionale attraverso le organizzazioni continentali e nazionali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) About Cycling for All in www.uci.ch. URL consultato il 6 settembre 2014.
  2. ^ a b c d Ciclisti - Enciclopedia Italiana (1931) in www.treccani.it. URL consultato il 6 settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia del ciclismo - 150 anni: dai pionieri ai giorni nostri di Davide Mazzocco, Bradipolibri, Torino, 2010

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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