Ciclismo

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Tro-Bro Léon Corsa, 2009
In bicicletta ad Amsterdam

Per ciclismo si intende l'uso della bicicletta a scopi molto vari e differenziati, quello sportivo, il più noto, ma anche ricreativo, come mezzo di trasporto e in campo militare. La bicicletta è stata introdotta nel diciannovesimo secolo e conta oggi circa un miliardo di veicoli di questo tipo nel mondo.[1]

Il ciclismo è uno degli sport più popolari del mondo e consiste nel gareggiare correndo su una bicicletta, ma che viene inteso anche semplicemente come spostamento mediante una bicicletta o una handbike.

La bicicletta è a tutt'oggi il principale mezzo di trasporto in molti paesi in cui la motorizzazione di massa non si è ancora sviluppata, e in modo crescente in paesi in cui questo processo è già avvenuto e, a causa delle conseguenze negative (congestione, inquinamento, vivibilità ecc.) si è avviato un processo di riduzione e uscita dall'automobile.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della bicicletta.

Il ciclismo in ogni sua accezione è ovviamente inscindibile dalla "bicicletta". Il termine ebbe origine alla fine degli anni 1860 in Francia e rimpiazzò quello di velocipede, ma il tipo di costruzione e di uso che conosciamo oggi risale al 1880-1890. Decisiva fu l'invenzione del pneumatico da parte di John Boyd Dunlop. Per circa 150 anni è stato il principale e spesso unico mezzo individuale per gran pare della popolazione. Ha inoltre svolto il ruolo di trasporto commerciale di merci e persone.

Quasi contemporaneamente o poco dopo il ciclismo divenne sport, al punto che la parola oggi indica prevalentemente questo aspetto. Esso fu il primo sport a grande diffusione internazionale; se altri sport come il baseball, il rugby e il cricket sono ritenuti parte integrante della storia recente di alcuni paesi come gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda e il Regno Unito, il ciclismo non può essere identificato con una nazione in particolare e, anche se raggiunge la sua maggior popolarità in Italia, Francia, Paesi Bassi e Belgio, esso gode di molto consenso in molte altre parti del mondo.

Le prime competizioni agonistiche in bicicletta nacquero a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Si svolgevano quasi esclusivamente in "pista", anche se già nell'ultimo decennio dell'Ottocento cominciarono a essere corse gare su strada, quelle competizioni (spesso massacranti, per distanza percorsa e condizione delle strade) che poi sarebbero state denominate "classiche". Le prime corse a tappe si tennero invece solo dall'inizio del secolo successivo.

La prima corsa ciclistica documentata si tenne il 31 maggio 1868, su un tratto di 1200 metri all'interno del Parco di Saint-Cloud vicino Parigi; fu vinta da James Moore, un inglese residente in Francia.[2] La prima corsa a coprire la distanza fra due città fu la Parigi-Rouen, nel 1869, vinta sempre da Moore, che riuscì a coprire i 123 chilometri del percorso in 10 ore e 40 minuti.[3]

In Italia la prima corsa ciclistica su strada ad essere disputata fu la Firenze-Pistoia, corsa il 2 febbraio 1870, organizzata dal neo costituito veloce club. Parteciparono 19 dei 23 concorrenti iscritti che si sfidarono sul percorso fra le due città, 33 chilometri in sella a primordiali biciclette. Vi è chi la definisce la prima gara su strada in assoluto, di certo fu la prima di quel tipo, internazionale. Tra gli iscritti c'erano infatti concorrenti di Stati Uniti, Francia, Belgio. Vinse lo statunitense Rynner Van Heste davanti al francese Auguste Charles, terzo un altro francese, Alexandre De Sariette.

Tipologie di ciclismo e di uso della bicicletta[modifica | modifica sorgente]

L'accezione più comune di "ciclismo" è riferita allo sport, ma in realtà lo spettro è più ampio, ed abbraccia anche gli usi trasportistici, quelli ricreativi e cicloturistici e quelli militari.

Trasporto[modifica | modifica sorgente]

Noci di cocco su bici
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ciclismo urbano e Mobilità ciclabile.

L'uso trasportistico della bicicletta ha luogo sia negli spostamenti quotidiani di persone (pendolari) che in attività commerciali, per il trasporto merci, soprattutto in aree urbane. Un uso commerciale per il trasporto persone è quello dei risciò, tipici di alcuni paesi prima della motorizzazione di massa, e ricomparsi anche in società moderne orientate alla demotorizzazione.

Storicamente un uso molto diffuso è stato il servizio postale, ridottosi nel corso della crescente motorizzazione ed oggi in nuova espansione. Anche l'uso in corpi di polizia ha avuto un decorso simile: forte nella prima metà del 20esimo secolo, poi quasi abbandonato, ed oggi in forte ritorno in concomitanza con le limitazioni al traffico motorizzato, la congestione e le pedonalizzazioni.

Ricreazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cicloturismo.

L'uso ricreativo della bicicletta è diffuso in ogni età. Il cicloturismo è uno sviluppo recente in forma di gite e viaggi di varia durata, esplorazioni o visite su distanze più o meno lunghe.

Scopi militari[modifica | modifica sorgente]

La bicicletta è stata usata in funzione logistica, per il trasporto di soldati e rifornimenti o per esplorazione, ma non in combattimenti. L'ultimo paese ad avere truppe in bicicletta è stata la Svizzera, che ha soppresso quel tipo di reparti nel 2003.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito del ciclismo sportivo classico esistono tre specialità principali: il ciclismo su pista, che si corre all'interno dei velodromi, il ciclismo su strada e il ciclocross. Dagli anni ottanta ha avuto molta diffusione anche il ciclismo fuoristrada, il mountain biking. Esistono poi anche le competizioni di BMX, che ricordano le gare di motocross, e quelle di bike trial. Nel panorama rientrano infine le gare di ciclismo indoor, suddivise in ciclismo artistico e cycle ball.

Ciclismo su strada[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ciclismo su strada.

Il ciclismo su strada è probabilmente la specialità più diffusa, praticata e seguita del ciclismo. Le gare, che si disputano solitamente da febbraio ad ottobre, si dividono in due tipologie: corse di un giorno e corse a tappe.

Tra le corse di un giorno più famose, chiamate "classiche", rientrano la Milano-Sanremo, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix, la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia. Si aggiungono al calendario anche i campionati del mondo, che si svolgono annualmente, e le prove dei Giochi olimpici estivi, ogni quattro anni.

Le corse a tappe più importanti sono invece il Tour de France, il Giro d'Italia e la Vuelta a España: queste corse durano ciascuna tre settimane e si articolano su 20-22 tappe, in linea o a cronometro. Altre importanti corse a tappe, anche se più brevi, sono il Giro di Svizzera, la Volta Ciclista a Catalunya e la Tirreno-Adriatico.

Dal 1989 al 2004 le principali corse di un giorno del calendario internazionale formavano il programma della Coppa del mondo. Nel 2005 la Coppa del mondo è stata sostituita dall'UCI ProTour, manifestazione comprendente tutte le principali corse del calendario, sia di un giorno che a tappe. Nel 2011 è nato invece l'UCI World Tour.

Ciclismo su pista[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ciclismo su pista.

Il ciclismo su pista consiste in una serie di competizioni che si svolgono in un velodromo, cioè una pista (all'aperto o al chiuso) formata da due rettilinei e da due curve particolarmente inclinate per vincere la forza centrifuga.

Tra le specialità si possono distinguere la velocità, l'inseguimento, sia individuale che a squadre, la cronometro, la velocità a squadre, la corsa a punti, l'americana, il keirin, la corsa ad eliminazione e lo scratch. Diffuse un tempo anche le prove di velocità in tandem e il mezzofondo, o dietro motori. Specialità più moderna, e inclusa nel programma olimpico, è invece l'omnium, comprendente sei differenti prove.

Le principali competizioni su pista sono le prove dei Giochi olimpici, aperti ai dilettanti e ai professionisti, che si svolgono ogni quattro anni, ma anche i campionati del mondo di specialità (con cadenza annuale), le prove di Coppa del mondo e le Sei giorni, che si disputano nel corso dell'anno nelle più prestigiose piste di tutto il mondo.

Ciclocross[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ciclocross.

Il ciclocross è una particolare disciplina, non olimpica, praticata soprattutto in autunno e nei mesi invernali e diffusa soprattutto tra Belgio, Paesi Bassi, Francia e Repubblica Ceca. Viene talvolta praticata anche da ciclisti specialisti su strada durante l'interruzione della loro attività agonistica.

I percorsi presentano pendenze variabili, salite e discese brevi e molto ripide, molte curve angolate e tratti su sentiero strettissimo. Vengono allestiti solitamente su tratti sterrati o sabbiosi, in prati e boschi, e raramente presentano tratti in asfalto (abitualmente solo il rettilineo d'arrivo).

Le gare più importanti sono i campionati del mondo, anch'essi disputati annualmente, e le prove di Coppa del mondo e delle competizioni multiprova come il Superprestige e il Trophée Gazet van Antwerpen.

Mountain biking[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mountain biking.

Negli ultimi anni si è diffusa la specialità del mountain biking, disputata con particolari biciclette, le mountain bike, e su percorsi fuoristrada.

Esistono diverse specialità, caratterizzate da differente organizzazione delle gare, diversa tipologia di percorso, di mezzi e di equipaggiamenti. Le principali sono il cross country, il marathon (o granfondo), il downhill, il dual slalom, il four-cross e il cross country eliminator.

Le gare più importanti sono anche in questo caso i campionati del mondo (che comprendono anche eventi di bike trial), le prove di Coppa del mondo, nonché, unicamente per il cross country, la prova di specialità ai Giochi olimpici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ DidYouKnow.cd. There are about a billion or more bicycles in the world.. Retrieved 30 July 2006.
  2. ^ Maso, B. (tr. Horn, M.) (2005), The Sweat of the Gods, Mousehold Press, pp. 1-2, ISBN 1-874739-37-4
  3. ^ (FR) Paris-Rouen 1869, www.memoire-du-cyclisme.net. URL consultato il 2 dicembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Storia del ciclismo - 150 anni: dai pionieri ai giorni nostri di Davide Mazzocco, Bradipolibri, Torino, 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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