Tour de France

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Tour de France
Logo della competizione
Sport Cycling (road) pictogram.svg Ciclismo su strada
Tipo Gara individuale
Categoria Uomini Elite, UCI World Tour
Federazione Unione Ciclistica Internazionale
Paese Francia Francia
Organizzatore Amaury Sport Organisation
Direttore Christian Prudhomme
Cadenza Annuale
Apertura luglio
Partecipanti Variabile
Formula Corsa a tappe
Sito Internet http://www.letour.fr/
Storia
Fondazione 1903
Numero edizioni 101 (al 2014)
Detentore Italia Vincenzo Nibali
Maggiori titoli Francia Bernard Hinault
Belgio Eddy Merckx
Francia Jacques Anquetil
Spagna Miguel Indurain (5)
Ultima edizione Tour de France 2014

Il Tour de France (in Italiano "Giro di Francia") è uno dei tre grandi giri maschili di ciclismo su strada ed uno tra i più importanti avvenimenti sportivi del mondo. È parte del calendario professionistico UCI World Tour.

A partire dal 1903 la corsa si è svolta ogni anno, ad eccezione dei periodi della prima e della seconda guerra mondiale, durante il mese di luglio, nell'arco di circa tre settimane e su un percorso ogni volta diverso attraverso la Francia ed i paesi confinanti. Attualmente l'organizzazione della gara è affidata alla Société du Tour de France, una sussidiaria dell'Amaury Sport Organisation, che fa parte del gruppo mediatico de L'Équipe.

A partire dal 1984 e fino al 1993 venne organizzato parallelamente anche un Tour de France femminile, con un percorso e tappe più brevi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del Tour[modifica | modifica sorgente]

Giusto Cerutti al Tour de France nel 1928

Le radici del Tour de France possono essere ricondotte all'Affare Dreyfus, uno scandalo politico che divise la Francia per molti anni sul finire del XIX secolo riguardo all'innocenza di Alfred Dreyfus, un ufficiale accusato di aver venduto segreti militari alla Germania. Le opinioni si scaldarono e ci furono dimostrazioni da entrambe le parti, come quella che lo storico Eugen Weber chiamò "un'assurda baruffa politica" verificatasi durante una corsa di cavalli a Parigi nel 1899.[1] Tra i manifestanti vi era il Marchese Albert de Dion, proprietario della De Dion-Bouton, una casa automobilistica francese, che riteneva Dreyfus colpevole.[2] De Dion passò 15 giorni in prigione e fu multato di 100 franchi per il suo ruolo ad Auteuil.[3]

Tale incidente, secondo Weber, fu creato su misura per la stampa sportiva. Il più importante quotidiano sportivo francese era Le Vélo,[4] che vendeva 80.000 copie al giorno.[5] Il suo editore, Pierre Giffard, riteneva Dreyfus innocente ed i suoi principali sponsor, tra cui de Dion, non apprezzarono. Quest'ultimo, nel 1900, decise, insieme ad altri "anti-Dreyfusards" come Edouard Michelin, di finanziare Henri Desgrange che creò un quotidiano sportivo rivale, L'Auto-Vélo. Visto che le Vélo era pubblicato su carta verde, Desgrange fece editare il suo su carta gialla (qualche anno più tardi fu proprio da questo colore che nacque la maglia gialla).[6]

Desgrange era un famoso ciclista e possedeva insieme a Victor Goddet il velodromo al Parco dei Principi.[7] De Dion lo conobbe per la sua reputazione nel mondo del ciclismo, attraverso libri e articoli di ciclismo che aveva scritto.

L'Auto-Vélo non ebbe però il successo che i suoi finanziatori speravano. Per trovare una soluzione alla crisi ed alle vendite inferiori al giornale rivale, ci fu una riunione il 20 novembre 1902 nella sede del giornale a Montmartre, Parigi. L'ultimo a parlare fu il più giovane tra loro, il principale giornalista di ciclismo, un ventiseienne chiamato Géo Lefèvre,[8] che Desgrange aveva assunto dal quotidiano rivale.[9] Lefèvre suggerì una gara di sei giorni di ciclismo, attraverso tutta la Francia.[9] Le gare di ciclismo su lunga distanza era un comune mezzo per vendere più giornali, ma nessun evento della lunghezza che Lefèvre aveva suggerito era mai stato organizzato.

Desgrange in precedenza aveva già tentato di copiare e ricreare corse organizzate dal suo rivale: nel 1901 ripropose, dopo un decennio di assenza, la Parigi-Brest ma la corsa non ottenne l'attenzione del pubblico sperata. Normalmente le più lunghe gare andavano da città a città, come da Bordeaux a Parigi, in un giorno solo. Giffard fu il primo a suggerire una gara che durasse diversi giorni, evento nuovo per il ciclismo ma pratica già diffusa nelle gare automobilistiche. Diversamente da altre gare di ciclismo, sarebbe stata corsa largamente senza battistrada. Se una gara del genere fosse stata organizzata, L'Auto-Vélo avrebbe battuto il quotidiano rivale e probabilmente lo avrebbe fatto anche fallire.[10]

Desgrange era dubbioso ma il direttore finanziario, Victor Goddet, fu entusiasta. Lasciò le chiavi della cassaforte della compagnia a Desgrange e gli disse: "Prendi ciò che ti serve"[11] Il 16 gennaio 1903, Desgrange perse il processo che lo vedeva opposto a le Vélo, e fu costretto a rinominare L'Auto-Vélo in L'Auto. Il ciclismo era lo sport re in Francia e questo cambio di denominazione poteva avere effetti decisivi.[12] Pochi giorni dopo, il 19 gennaio, L'Auto annunciò l'organizzazione della corsa.

Il primo Tour de France[modifica | modifica sorgente]

Il primo Tour fu organizzato su cinque tappe, dal 31 maggio al 5 luglio 1903,con partenza e arrivo a Parigi e tappe intermedie a Lione, Marsiglia, Bordeaux e Nantes. Tolosa fu aggiunta in seguito per interrompere la lunga traversata del sud della Francia, dal Mar Mediterraneo all'Oceano Atlantico. Le tappe iniziavano durante la notte e terminavano il pomeriggio successivo, con giorni di riposo per permettere ai ciclisti di recuperare le energie. La durezza della corsa ed i costi elevati per molti,[13] portarono a sole 15 iscrizioni. Desgrange, che non era mai stato pienamente convinto, fu vicino ad abbandonare l'idea.[14] Diminuì invece la lunghezza a 19 giorni, cambiando le date dal 1º al 19 luglio, ed offrì un assegno quotidiano di cinque franchi a tutti i corridori tra i primi 50 che avevano vinto meno di 200 franchi[14][15] e a chi aveva mantenuto una media di al massimo 20 km/h in tutte le tappe,[16] cifre che un corridore avrebbe guadagnato lavorando una giornata in fabbrica.[17] Diminuì anche il costo dell'iscrizione da 20 a 10 franchi, portò il primo premio a 12000 franchi ed il premio per ognuno dei vincitori di tappa a 3000 franchi. Il vincitore avrebbe guadagnato sei volte quello che la maggior parte dei lavoratori percepivano in un anno.[17] Questo portò all'iscrizione di circa 60-80 corridori, tra cui non solo professionisti, ma anche dilettanti, alcuni impiegati e alcuni avventurieri.[8]

Il primo Tour de France partì all'esterno del Café Reveil-Matin all'incrocio tra le vie Melun e Corbeil nel villaggio di Montgeron. Il via fu dato dallo starter Georges Abran alle 3 e 16 nella notte del 1º luglio 1903. L'Auto – che non aveva parlato della corsa sulla sua prima pagina quella mattina[18] – preferì concentrarsi sulla corsa automobilistica Coupe Gordon-Bennett, anche se non sarebbe iniziata che 48 ore dopo. La scelta rifletté non solo il fatto che il Tour era una cosa sconosciuta - solo dopo la fine della prima edizione assunse una reputazione - ma anche i dubbi di Desgrange al riguardo. La sua posizione di editore dipendeva dall'aumento delle vendite che ci sarebbe stato se il Tour avesse avuto successo, ma sia il giornale che i suoi impiegati avrebbero perso molti soldi se ciò non fosse accaduto. Desgrange preferì mantenere le distanze. Non diede il via della corsa e non seguì i corridori. Fu Lefèvre a seguire la corsa in moto e treno. Desgrange mostrò un personale interesse solo quando la corsa sembrava avviata al successo. L'Auto riportò:

«Gli uomini sventolarono i loro cappelli, le signore i loro ombrelli. Uno disse che a loro sarebbe piaciuto toccare i muscoli d'acciaio dei campioni più coraggiosi dall'antichità. Chi porterà via il primo premio, entrando nel pantheon dove solamente superuomini possono andare?»[19]

Tra i corridori c'erano il futuro vincitore, Maurice Garin, il suo rivale Hippolyte Aucouturier, il favorito tedesco Josef Fischer, e molti avventurieri tra i quali uno partecipò come "Samson". L'uso di nomi falsi e coloriti non era inusuale. Rifletteva non solo la presunzione e l'audacia dei partecipanti ma anche lo scandalo che era ancora associato alle gare di ciclismo. La prima gara, da Parigi e Rouen, incluse molti partecipanti con nomi costruiti o semplicemente presentatisi con le iniziali. La prima donna che terminò la corsa fu presentata come "Miss America", anche se non era americana. La corsa finì alla periferia di Parigi, a Ville d'Avray, all'esterno del "Restaurant du Père Auto", prima di un corsa cerimoniale a Parigi e diversi giri del Parco dei Principi. Garin dominò la gara, vincendo la prima e le ultime due tappe, ad una media di 25,68 km/h. L'ultimo classificato, Arsène Millocheau, terminò a 64h57'08" da lui.

La corsa catturò l'attenzione del pubblico. Le vendite de L'Auto salirono da 25 000 a 65 000;[8] nel 1908 furono 250 000 e durante il Tour del 1923 500 000. Il record fu di 854 000 copie durante il Tour del 1933.[20] Le Vélo invece fallì.

Le crisi e la lotta al doping[modifica | modifica sorgente]

Il Tour de France è stato scosso tre volte dalla morte di un ciclista. Lo spagnolo Francisco Cepeda perse la vita nel 1935, vittima di una spaventosa caduta lungo la discesa del Galibier. Poco prima della vetta del Mont Ventoux, il 13 luglio 1967 morì il ciclista inglese Tommy Simpson, vittima di un micidiale cocktail di anfetamine e alcol e del caldo opprimente. Nel 1995 morì il giovane ciclista italiano e campione olimpico Fabio Casartelli a causa delle ferite riportate nella caduta nella discesa del Col Portet d'Aspet (Pirenei).

Durante il Tour del 1998 il ciclismo ha sperimentato una durissima crisi: il più grande scandalo di doping della storia del ciclismo esplose dopo che nella macchina di Willy Voet, responsabile della squadra Festina, fu trovata una grande quantità di sostanze proibite. Il pubblico ministero ordinò numerose perquisizioni negli hotel occupati dalle squadre dei ciclisti. Queste perquisizioni dimostrarono che nella squadra della Festina era ampiamente praticato l'uso di sostanze dopanti, e mostrarono anche l'inefficienza dei controlli antidoping, in quanto nessun corridore della Festina era mai risultato positivo a tali test; la squadra fu comunque espulsa. In segno di protesta per tale atmosfera, tutti i corridori tolsero i loro numeri su maglie e bici per una tappa, che risultò senza vincitori, dove il gruppo fece "vincere" la TVM, altra squadra sospettata di doping, che pure sarà esclusa dalla Boucle.

Le contestazioni dei tifosi

Il doping tornò alla ribalta nel 2006, quando molti ciclisti coinvolti nell'inchiesta spagnola Operación Puerto furono esclusi dalla Grande Boucle alla vigilia della partenza, tra questi i tre principali pretendenti: Ivan Basso, reduce dalla vittoria al Giro d'Italia, Jan Ullrich, che venne anche licenziato dalla sua squadra, e Aleksandr Vinokurov, il quale non fu direttamente coinvolto nello scandalo ma non poté prendere il via in quanto la sua squadra non fu in grado di schierare il numero minimo di atleti richiesti. La corsa fu vinta da Floyd Landis, ma subito dopo l'americano fu trovato positivo e squalificato, cedendo la vittoria allo spagnolo Oscar Pereiro.

Il 25 maggio 2007, il vincitore del Tour del 1996, Bjarne Riis, ammise in una conferenza stampa di aver fatto uso di doping nel periodo in cui vinse la Grande Boucle; per questo motivo la sua vittoria del 1996 fu in un primo momento revocata e poi riconsegnata il 4 luglio del 2008 (perché al momento della confessione il reato era prescritto[21]). Il 24 maggio 2007 anche Erik Zabel ammise di aver usato EPO nelle prime settimane del Tour del 1996.

Fu un anno nero il 2007. Tre ciclisti risultano positivi ai controlli: Aleksandr Vinokurov (dopo aver vinto due tappe) per una trasfusione, il due volte campione italiano Cristian Moreni per testosterone e il tedesco Patrick Sinkewitz sempre per testosterone ma in un controllo fuori dal Tour. Quest'ultima squalifica porterà le tv tedesche ARD e ZDF ad abbandonare la copertura della corsa. Le squadre di Vinokourov (l'Astana) e Moreni (la Cofidis) si ritirano in blocco. Inoltre Michael Rasmussen, mentre è in maglia gialla a pochi giorni dalla conclusione della gara, viene prima escluso dalla sua nazionale per le Olimpiadi, poi cacciato dalla propria squadra (la Rabobank) e infine espulso dalla corsa per aver mentito sulla reperibilità per i test antidoping. A incastrarlo è, involontariamente, il commentatore RAI Davide Cassani, che durante una telecronaca racconta di averlo incontrato mentre si allenava in Italia, senza sapere che Rasmussen in quello stesso periodo aveva detto alla propria squadra di trovarsi in Messico.

Al Tour 2008, viene trovato positivo Riccardo Riccò, vincitore di due tappe e maglia bianca; la squadra abbandona il Tour e licenzia il ciclista, insieme con Leonardo Piepoli.

Nel 2009 invece, è Alejandro Valverde che è costretto a rinunciare alla Boucle: implicato nell'Operación Puerto, gli è stato precluso per 2 anni dalla procura antidoping del CONI di prendere parte alle corse che si svolgono in Italia, e il Tour di tale anno attraversa in parte il paese, in Valle d'Aosta.

Partecipanti[modifica | modifica sorgente]

Desgrange ed il suo Tour inventarono le gare a tappe di ciclismo.[22] Desgrange sperimentò prima la classifica per tempo impiegato,[23] poi dal 1906 al 1912 per punti guadagnati in base alla posizione al termine di ogni tappa.[24][25]

Il suo sogno era una gara a partecipazione individuale. Invitò delle squadre ma vietò ai loro membri di collaborare tra loro. Successivamente gestì il Tour in altro modo, come una grande cronometro a squadre, con le squadre che partivano separate ed i corridori che collaboravano tra loro. Inizialmente permise ai corridori che cadevano di continuare a correre il giorno successivo, gareggiando per i premi giornalieri ma non per quello finale. Permise anche alle squadre che perdevano dei corridori negli anni in cui il Tour si correva come una cronometro a squadre di sostituirli con rimpiazzi freschi.

Condusse soprattutto una campagna contro gli sponsors, come le fabbriche di biciclette, che secondo lui stavano minando lo spirito individualista del Tour.

Touriste-routiers e squadre regionali[modifica | modifica sorgente]

Il primo Tour fu aperto a chiunque volesse parteciparvi. Molti corridori facevano parte di squadre, mentre i partecipanti singoli venivano chiamati touriste-routiers - turisti della strada - e fu permesso loro di parteciparvi anche senza fare domanda agli organizzatori. Alcuni dei più rappresentativi partecipanti al Tour erano "touriste-routiers". Uno di essi ogni giorno, dopo aver terminato la tappa, offriva esibizioni acrobatiche nelle strade per guadagnare i soldi per l'hotel.

Non ci fu più posto per i partecipanti individuali nei Tour dopo il 1930, così Desgrange creò delle squadre regionali, generalmente provenienti dalla Francia, che permettevano di partecipare ai corridori che non avevano altri metodi per qualificarsi. Molti dei "touriste-routiers" non parteciparono più, ma alcuni furono inclusi nelle squadre regionali.

Squadre nazionali[modifica | modifica sorgente]

Il primo Tour fu riservato ai partecipanti individuali ed ai membri delle squadre sponsorizzate. C'erano due classifiche, una per i migliori ed una per gli altri, con regole differenti.[26] Dalla fine degli anni 20, Desgrange non credeva di riuscire a sconfiggere le tattiche sottobanco delle fabbriche di biciclette.[27][28] Quando la squadra Alcyon fece vincere Maurice Dewaele nonostante fosse malato,[29] disse "La mia corsa è stata vinta da un cadavere" e nel 1930 ammise solo squadre rappresentate da corridori di un Paese o regione.[29][30]

Squadre nazionali si contesero la vittoria al Tour fino al 1961.[31] Le squadre erano di dimensioni differenti: alcune nazioni avevano più di una squadra ed altre erano unioni tra nazioni diverse per raggiungere il numero di corridori per partecipare. Le squadre nazionali catturavano l'attenzione del pubblico ma avevano un problema: molti corridori che vi facevano parte, gareggiavano in squadre rivali durante il resto della stagione. La lealtà dei corridori era spesso discutibile, sia all'interno che tra le squadre.

Ritorno alle squadre di club[modifica | modifica sorgente]

I corridori delle squadre nazionali vestivano i colori della loro nazione e vi era una piccola scritta sul torace che indicava la squadra per cui correvano normalmente. Gli sponsor erano contrari a lasciare i loro corridori nell'anonimato per la più importante gara dell'anno e la situazione divenne critica all'inizio degli anni 60. La vendita di biciclette era scesa e molti produttori avevano chiuso.[32] Secondo gli sponsor, si rischiava che le industrie fallissero se non avessero potuto pubblicizzarsi al Tour de France.

Il Tour ritornò alle squadre di club nel 1962,[33] con diversi problemi. Il doping diventò un problema e furono introdotti i test per i corridori, che decisero di scioperare vicino a Bordeaux nel 1966[34][35] e gli organizzatori sospettarono che fossero stati gli sponsor a deciderlo. Il Tour tornò dunque a squadre nazionali nel 1967 e nel 1968[36] come "esperimento"[37]

Tornò di nuovo alle squadre di club nel 1969[38] con la suggestione che le squadre nazionali potessero tornare in pochi anni. Non accadde più.

Organizzatori[modifica | modifica sorgente]

Monumento in onore a Jacques Goddet sulla cima del Tourmalet

Il primo organizzatore fu Henri Desgrange, anche se fu Lefèvre a seguire la corsa nel 1903, in moto e treno. Nel 1936 Desgrange fu operato alla prostata - due operazioni erano necessarie all'epoca - ed il Tour doveva essere disputato tra queste. Riuscì a persuadere il suo chirurgo a lasciargli seguire la gara.[39] Il secondo giorno fu estremamente provante, giunto febbricitante a Charleville, si ritirò nel suo castello a Beauvallon. Morì nella sua casa sulla costa del Mediterraneo il 16 agosto 1940.[39] L'organizzazione passò nelle mani di Jacques Goddet.[40]

La seconda guerra mondiale interruppe il Tour. La "German Propaganda Staffel" voleva fosse corso ed offrì delle facilitazioni altrimenti negate, nella speranza di mantenere un senso di normalità.[39][41] Offrirono di aprire i confini della Francia occupata al nord e la Francia di Vichy nel sud, ma Goddet rifiutò.[39][42]

Nel 1944, L'Auto fu chiuso – le sue porte vennero inchiodate – e tutti i suoi possedimenti, incluso il Tour, furono sequestrati dallo Stato per aver pubblicato articoli vicini ai tedeschi.[43] I diritti sul Tour furono quindi gestiti dal governo. A Jacques Goddet fu permesso di pubblicare un altro quotidiano di sport, L'Équipe, ma c'era un candidato rivale nell'organizzazione del Tour: un consorzio di Sports e Miroir Sprint. Ognuno organizzò una propria corsa. L'Équipe e Le Parisien Libéré presentarono "La Course du Tour de France"[44] mentre Sports e Miroir Sprint "La Ronde de France". Entrambi prevedevano cinque tappe, la lunghezza massima concessa dal governo a causa delle poche risorse disponibili.[45] La corsa de L'Équipe fu meglio organizzata e attrasse di più il pubblico, in quanto presentava squadre nazionali, che avevano avuto grande successo prima della guerra, quando i ciclisti francesi erano i più forti. A L'Équipe furono assegnati i diritti per organizzare il Tour de France 1947.[39]

Henri Desgrange nel 1892

I finanziatori de L'Équipe non appoggiarono l'organizzazione e Goddet accettò un'offerta di Émilion Amaury.[39] Amaury era un magnate dell'editoria e la sua condizione era che il suo editore sportivo, Félix Lévitan, avrebbe dovuto affiancare Goddet per il Tour.[39] I due lavorarono insieme, Goddet gestendo il lato sportivo e Lévitan quello finanziario.

Lévitan iniziò a reclutare degli sponsor, accettando qualche volta premi in generi se non potevano dare denaro.[46] Introdusse il traguardo sugli Champs-Élysées nel 1975. Lasciò il Tour il 17 marzo 1987 dopo le perdite legate al Tour of America, nel quale fu coinvolto. L'accusa era di essere stato finanziato dal Tour de France.[39] Lévitan proclamò la sua innocenza, ma la serratura del suo ufficio fu cambiata ed il suo lavoro terminò.[39] Goddet si ritirò l'anno successivo. Furono rimpiazzati da un venditore di cognac, Jean-François Naquet-Radiguet, e l'anno successivo da Jean-Marie Leblanc. Il commentatore televisivo Christian Prudhomme - che commentava Tour ed altri eventi — rimpiazzò Leblanc nel 2005, dopo averlo assistito per due anni.

Prudhomme lavora per la Société du Tour de France, una sussidiaria della Amaury Sport Organisation (ASO), che è parte del gruppo che possiede L'Équipe. Impiega circa 70 persone a tempo pieno, in un ufficio vicino ma non connesso a L'Équipe nell'area di Issy-les-Moulineaux nella periferia ovest di Parigi. Il numero di impiegati aumenta a circa 220 durante il periodo della corsa, senza includere 500 lavoratori a contratto per preparare il percorso delle tappe.[47]

Gli organizzatori:

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Come in tutte le corse a tappe, il massimo obiettivo al Tour de France è la vittoria della classifica generale; all'edizione 2013 esistono comunque altre quattro classifiche accessorie, tre individuali (a punti, montagna, per il miglior giovane) e una a tempi riservata alle squadre. Il leader di ognuna delle classifiche individuali veste una maglia distintiva, diversa per ogni classifica. Un corridore che guida più di una classifica veste la maglia più prestigiosa, mentre il secondo della classifica minore indossa la maglia subordinata.

Classifica generale[modifica | modifica sorgente]

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica generale (Tour de France).

Il leader della classifica generale indossa la prestigiosa maglia gialla (maillot jaune).

Il vincitore del primo Tour non indossò una maglia gialla ma un bracciale verde.[8] La prima maglia gialla fu indossata formalmente da Eugène Christophe, il 19 luglio 1919.[48] Nonostante questo, il corridore belga Philippe Thys, che vinse nel 1913, 1914 e 1920, ricordò nella rivista belga Champions et Vedettes che gli venne data una maglia gialla nel 1913 quando Henri Desgrange gli chiese di indossare una maglia colorata. Thys declinò, dicendo che renderlo più visibile avrebbe incoraggiato gli altri corridori ad attaccarlo.[8][49]

Il primo corridore a indossare la maglia gialla dall'inizio alla fine della corsa fu l'italiano Ottavio Bottecchia nel 1924.[50] La prima azienda che sponsorizzò la maglia e assegnò un premio giornaliero al corridore che l'indossava fu la "Sofil", produttrice di lana, nel 1948.[51] Nel Tour de France 1929 ci furono tre corridori a vestire la maglia contemporaneamente, Nicolas Frantz, André Leducq e Victor Fontan; questo dal momento che i tre avevano lo stesso tempo e non vi erano regole per classificarli.[51] Eddy Merckx è il ciclista che ha portato questa maglia più volte, per ben 96 frazioni (tappe e semitappe).

Classifica a punti[modifica | modifica sorgente]

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica a punti (Tour de France).

Il leader della classifica a punti indossa la maglia verde (maillot vert). Alla fine di ogni tappa, ai primi corridori giunti sul traguardo vengono assegnati dei punti in base al piazzamento; vengono assegnati punti anche nei cosiddetti "traguardi intermedi", traguardi inseriti intorno a metà percorso di ciascuna frazione in linea. I traguardi vengono suddivisi in cinque tipologie – traguardi intermedi, traguardi finali di tappe pianeggianti, accidentate o di montagna, traguardi finali delle cronometro individuali – e ogni tipologia prevede l'assegnazione di un determinato numero di punti per ciascun piazzato: nella fattispecie il numero dei punti assegnati è maggiore nelle tappe pianeggianti, al fine di premiare i velocisti, e minore nelle tappe montuose.

In caso di arrivo a pari merito, il numero di tappe vinte determina chi indosserà la maglia verde, poi il numero di traguardi intermedi vinti ed infine la posizione nella classifica generale. La classifica a punti venne introdotta nel 1953, per ricordare il cinquantesimo anniversario dalla prima edizione; la graduatoria venne denominata Grand Prix du Cinquentenaire e vinta dallo svizzero Fritz Schär. Il primo sponsor fu "La Belle Jardinière", quello attuale è "Pari Mutuel Urbain", una compagnia di scommesse.[52]

Erik Zabel ha il record di successi, avendo indossato per ben sei volte questa maglia all'arrivo a Parigi, record in precedenza appartenuto all'irlandese Sean Kelly (quattro volte).

Classifica degli scalatori[modifica | modifica sorgente]

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica scalatori (Tour de France).

Il leader della classifica degli scalatori veste la maglia bianca con pois rossi (maillot à pois rouges). Sulla vetta delle colline e delle montagne percorse sono in genere posti dei traguardi intermedi in cui ai primi a transitare vengono assegnati dei punti in base al piazzamento. I traguardi sono suddivisi in cinque tipologie, Hors Catégorie ("fuori categoria"), prima, seconda, terza e quarta categoria, a seconda della difficoltà della salita di accesso. La difficoltà è stabilita in base alla ripidezza dell'ascesa, della sua lunghezza e della sua posizione lungo la frazione. Vengono quindi assegnati più punti sui traguardi di Hors Catégorie, meno su quelli di quarta categoria. Peraltro, se una tappa si conclude con un traguardo Hors Catégorie, i punti su quel traguardo vengono raddoppiati.

Il miglior scalatore fu eletto per la prima volta nel 1933, premi vennero assegnati a partire dall'edizione successiva, mentre la maglia a pois fu introdotta nel 1975.[52] La particolare cromia venne imposta dallo sponsor dell'epoca, l'azienda di cioccolato Poulain. Il francese Richard Virenque ha vinto questa speciale classifica sette volte, seguito dallo spagnolo Federico Bahamontes ed il belga Lucien Van Impe con sei successi a testa.

Classifica dei giovani[modifica | modifica sorgente]

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica giovani (Tour de France).

Il leader della classifica riservata ai giovani indossa la maglia bianca (maillot blanc). Si tratta di una classifica a tempi, sul modello della classifica generale, in cui però concorrono soltanto i ciclisti aventi un'età minore di 25 anni il 1º gennaio dell'anno in cui si tiene la corsa.

Classifica a squadre[modifica | modifica sorgente]

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica a squadre (Tour de France).

I ciclisti appartenenti al team leader nella classifica a squadre indossano un dorsale con il numero di gara stampato in nero su giallo (dossard jaune). La graduatoria viene calcolata sommando il tempo dei tre migliori ciclisti di una squadra in ogni tappa e cumulandolo con il tempo fino alla tappa precedente. Non vi è mai stata una maglia particolare, ma dal 2006 i ciclisti della squadra leader vestono un numero stampato su fondo giallo; in precedenza si distinguevano per indossare un casco giallo. Questa classifica esiste sin dalla prima edizione e la squadra con più successi è la Alcyon, che la vinse dal 1909 al 1912 e dal 1927 al 1929. Le migliori squadre nazionali sono Francia e Belgio, con 10 vittorie ciascuna.[52]

Premio della combattività[modifica | modifica sorgente]

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Premio della Combattività (Tour de France).

Il ciclista più combattivo di ogni tappa indossa, il giorno seguente, un dorsale con il numero di gara stampato in bianco su rosso (dossard rouge). Il premio va quotidianamente al corridore più attivo della tappa, a colui che quel giorno si è distinto per la tenacia e la generosità, di solito tra quelli che tentano, ed animano, le fughe. Non viene assegnato nelle tappe a cronometro. Un premio finale, quello di Supercombattivo, va anche al corridore più aggressivo di tutto il Tour.

Il trofeo venne assegnato per la prima volta nel 1956, e fino al 2002 venne organizzato nella forma di classifica. Dal 2003 è una giuria specializzata composta da otto membri a determinare quotidianamente i vincitori. Già nel 1908, comunque, venne assegnato una sorta di premio della combattività, quando Sports Populaires e L'Education Physique crearono Le Prix du Courage, 100 franchi e una medaglia d'argento per «il corridore che ha finito la corsa, anche se non piazzato, che si è particolarmente distinto per le energie spese».[50][53]

Classifiche non più in uso[modifica | modifica sorgente]

Classifica degli sprint intermedi[modifica | modifica sorgente]

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica sprint (Tour de France).

Dal 1966 al 1989 venne stilata la classifica degli sprint intermedi. In ogni tappa venivano assegnati punti ai tre ciclisti che per primi transitavano sui traguardi intermedi; questi sprint assegnavano anche punti per la classifica a punti e bonus per la graduatoria generale. Introdotta nel 1966 come classifica dei "punti caldi", venne abolita nel 1989 e accorpata nella classifica a punti.[54] Il simbolo distintivo del leader, la maglia rossa (maillot rouge), venne assegnato per sei edizioni, dal 1984 al 1989.

Classifica combinata[modifica | modifica sorgente]

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica combinata (Tour de France).

Dal 1968 al 1974, dal 1980 al 1982 e dal 1985 al 1989 venne stilata anche una classifica combinata, assegnata in base ad un sistema che tramutava in punti il piazzamento di ciascun corridore nelle altre classifiche (generale, a punti, scalatori e, dal 1984 al 1989, anche sprint). Il leader risultava essere il ciclista la cui somma dei punti era minore; questi vestiva inizialmente una maglia bianca, poi, dal 1985 al 1989, una maglia multicolore (maillot combiné), il cui design era un patchwork con aree colorate a rappresentare la livrea di ognuna delle altre quattro maglie.

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Le corse ciclistiche hanno una lunga storia

Il Tour in origine percorreva il perimetro della Francia. Il ciclismo era uno sport di resistenza e gli organizzatori immaginarono le vendite che avrebbero fatto creando dei superman. Le tappe notturne furono abbandonate dopo il Tour del 1904, quando si verificarono continui imbrogli visto che i giudici non riuscivano a vedere i corridori.[55] Questa decisione ridusse la distanza di ogni tappa e quella totale, ma la caratteristica fondamentale rimase la resistenza. Desgrange disse che la sua corsa ideale era talmente dura che un solo corridore sarebbe dovuto arrivare a Parigi.[56]

Un susseguirsi di scandali legati al doping negli anni 60, culminati nella morte di Tom Simpson nel 1967, indisse l'Union Cycliste Internationale a limitare le distanze parziali e totale e introdurre dei giorni di riposo. Divenne poi impossibile seguire la linea di frontiera ed il percorso aumentò gli zig-zag attraverso il paese, con anche qualche spostamento con il treno, mantenendo sempre una sorta di anello. Il Tour moderno ha in genere circa 20 tappe, interrotte da due giorni di riposo, per un totale di 3.000-4.000 km. Il più corto Tour fu quello del 1904 con 2.420 km, il più lungo quello del 1926 con 5.745 km. Il Tour del 2014 è di 3.664 km.

Dalla forma che il percorso assume, una specie di grande ricciolo che gira attorno al paese fino a giungere a Parigi, è nato il soprannome di Grande Boucle (Grande Ricciolo).

Dal 1967 il Tour inizia spesso con una breve tappa a cronometro (circa 5–10 km), detta prologo. L'itinerario ed i luoghi sede di tappa cambiano di anno in anno, l'unica eccezione è Parigi dove, sugli Champs-Élysées, dal 1975 è situato il traguardo. Già dalle prime edizioni, ci sono state tappe che hanno sconfinato oltre i confini della Francia e dal 1954 il Tour qualche volta è addirittura iniziato all'estero (finora in Germania, Spagna, Italia, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, Inghilterra, Lussemburgo, Irlanda, e Monaco).

Montagne[modifica | modifica sorgente]

Il profilo dell'Alpe d'Huez, salita storica del Tour.

La corsa spesso si decide soprattutto nelle tappe di montagna. Alcuni passi e vette su cui spesso passa il Tour hanno acquisito nel corso degli anni un fascino quasi mitico.

Alcune tra le montagne più famose del Tour sono il colle del Tourmalet (2.114 m sui Pirenei) che nell'anno 1910 fu la prima alta montagna ad essere scalata, il Colle del Galibier (2.645 m nelle Alpi) inserito nella corsa l'anno successivo, il Colle dell'Izoard (2.361 m nelle Alpi) e il mont Ventoux (1.909 m in Provenza) nel cui paesaggio calcareo e desolato il Tour passò per la prima volta nel 1951 e la cui fama è legata alla morte di Tommy Simpson, deceduto mentre scalava questa montagna nel 1967.

A queste montagne bisogna aggiungere il Puy de Dôme e la scalata alla stazione di sci alpino dell'Alpe d'Huez i cui leggendari 21 tornanti, ciascuno dei quali è dedicato ad un ciclista vincitore su quella montagna, portano al traguardo a 1.850 metri, affrontata per la prima volta nel 1952 e quasi sempre presente dal 1976.

Albo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Aggiornato all'edizione 2014.[57]

Vincenzo Nibali Chris Froome Bradley Wiggins Cadel Evans Andy Schleck Carlos Sastre Alberto Contador Óscar Pereiro Marco Pantani Jan Ullrich Bjarne Riis Miguel Induráin Pedro Delgado Stephen Roche Greg LeMond Laurent Fignon Joop Zoetemelk Bernard Hinault Lucien van Impe Bernard Thévenet Luis Ocaña Eddy Merckx Jan Janssen Roger Pingeon Lucien Aimar Felice Gimondi Gastone Nencini Federico Bahamontes Charly Gaul Jacques Anquetil Roger Walkowiak Louison Bobet Hugo Koblet Ferdinand Kubler Fausto Coppi Jean Robic Seconda guerra mondiale Gino Bartali Roger Lapébie Sylvère Maes Romain Maes Georges Speicher Antonin Magne André Leducq Maurice de Waele Nicolas Frantz Lucien Buysse Ottavio Bottecchia Henri Pélissier Léon Scieur Firmin Lambot Prima guerra mondiale Philippe Thys Odile Defraye Gustave Garrigou Octave Lapize François Faber Lucien Petit-Breton René Pottier Louis Trousselier Henri Cornet Maurice Garin
Anno Vincitore Secondo Terzo
1903 Francia Maurice Garin Francia Lucien Pothier Francia Fernand Augereau
1904 Francia Henri Cornet Francia Jean-Baptiste Dortignacq Belgio Aloïs Catteau
1905 Francia Louis Trousselier Francia Hippolyte Aucouturier Francia Jean-Baptiste Dortignacq
1906 Francia René Pottier Francia Georges Passerieu Francia Louis Trousselier
1907 Francia Lucien Petit-Breton Francia Gustave Garrigou Francia Émile Georget
1908 Francia Lucien Petit-Breton Lussemburgo François Faber Francia Georges Passerieu
1909 Lussemburgo François Faber Francia Gustave Garrigou Francia Jean Alavoine
1910 Francia Octave Lapize Lussemburgo François Faber Francia Gustave Garrigou
1911 Francia Gustave Garrigou Francia Paul Duboc Francia Émile Georget
1912 Belgio Odile Defraye Francia Eugène Christophe Francia Gustave Garrigou
1913 Belgio Philippe Thys Francia Gustave Garrigou Belgio Marcel Buysse
1914 Belgio Philippe Thys Francia Henri Pélissier Francia Jean Alavoine
1915-18 non disputato a causa della prima guerra mondiale
1919 Belgio Firmin Lambot Francia Jean Alavoine Francia Eugène Christophe
1920 Belgio Philippe Thys Belgio Hector Heusghem Belgio Firmin Lambot
1921 Belgio Léon Scieur Belgio Hector Heusghem Francia Honoré Barthélémy
1922 Belgio Firmin Lambot Francia Jean Alavoine Belgio Félix Sellier
1923 Francia Henri Pélissier Italia Ottavio Bottecchia Francia Romain Bellenger
1924 Italia Ottavio Bottecchia Lussemburgo Nicolas Frantz Belgio Lucien Buysse
1925 Italia Ottavio Bottecchia Belgio Lucien Buysse Italia Bartolomeo Aymo
1926 Belgio Lucien Buysse Lussemburgo Nicolas Frantz Italia Bartolomeo Aymo
1927 Lussemburgo Nicolas Frantz Belgio Maurice Dewaele Belgio Julien Vervaecke
1928 Lussemburgo Nicolas Frantz Francia André Leducq Belgio Maurice Dewaele
1929 Belgio Maurice Dewaele Italia Giuseppe Pancera Belgio Jef Demuysere
1930 Francia André Leducq Italia Learco Guerra Francia Antonin Magne
1931 Francia Antonin Magne Belgio Jef Demuysere Italia Antonio Pesenti
1932 Francia André Leducq Germania Kurt Stöpel Italia Francesco Camusso
1933 Francia Georges Speicher Italia Learco Guerra Italia Giuseppe Martano
1934 Francia Antonin Magne Italia Giuseppe Martano Francia Roger Lapébie
1935 Belgio Romain Maes Italia Ambrogio Morelli Belgio Félicien Vervaecke
1936 Belgio Sylvère Maes Francia Antonin Magne Belgio Félicien Vervaecke
1937 Francia Roger Lapébie Italia Mario Vicini Svizzera Leo Amberg
1938 Italia Gino Bartali Belgio Félicien Vervaecke Francia Victor Cosson
1939 Belgio Sylvère Maes Francia René Vietto Belgio Lucien Vlaemynck
1940-46 non disputato a causa della seconda guerra mondiale
1947 Francia Jean Robic Francia Edouard Fachleitner Italia Pierre Brambilla
1948 Italia Gino Bartali Belgio Briek Schotte Francia Guy Lapébie
1949 Italia Fausto Coppi Italia Gino Bartali Francia Jacques Marinelli
1950 Svizzera Ferdi Kübler Belgio Stan Ockers Francia Louison Bobet
1951 Svizzera Hugo Koblet Francia Raphaël Géminiani Francia Lucien Lazarides
1952 Italia Fausto Coppi Belgio Stan Ockers Spagna Bernardo Ruiz
1953 Francia Louison Bobet Francia Jean Malléjac Italia Giancarlo Astrua
1954 Francia Louison Bobet Svizzera Ferdi Kübler Svizzera Fritz Schär
1955 Francia Louison Bobet Belgio Jean Brankart Lussemburgo Charly Gaul
1956 Francia Roger Walkowiak Francia Gilbert Bauvin Belgio Jan Adriaensens
1957 Francia Jacques Anquetil Belgio Marcel Janssens Austria Adolf Christian
1958 Lussemburgo Charly Gaul Italia Vito Favero Francia Raphaël Géminiani
1959 Spagna Federico Bahamontes Francia Henry Anglade Francia Jacques Anquetil
1960 Italia Gastone Nencini Italia Graziano Battistini Belgio Jan Adriaensens
1961 Francia Jacques Anquetil Italia Guido Carlesi Lussemburgo Charly Gaul
1962 Francia Jacques Anquetil Belgio Joseph Planckaert Francia Raymond Poulidor
1963 Francia Jacques Anquetil Spagna Federico Bahamontes Spagna José Pérez Francés
1964 Francia Jacques Anquetil Francia Raymond Poulidor Spagna Federico Bahamontes
1965 Italia Felice Gimondi Francia Raymond Poulidor Italia Gianni Motta
1966 Francia Lucien Aimar Paesi Bassi Jan Janssen Francia Raymond Poulidor
1967 Francia Roger Pingeon Spagna Julio Jiménez Italia Franco Balmamion
1968 Paesi Bassi Jan Janssen Belgio Herman Van Springel Belgio Ferdinand Bracke
1969 Belgio Eddy Merckx Francia Roger Pingeon Francia Raymond Poulidor
1970 Belgio Eddy Merckx Paesi Bassi Joop Zoetemelk Svezia Gösta Pettersson
1971 Belgio Eddy Merckx Paesi Bassi Joop Zoetemelk Belgio Lucien Van Impe
1972 Belgio Eddy Merckx Italia Felice Gimondi Francia Raymond Poulidor
1973 Spagna Luis Ocaña Francia Bernard Thévenet Spagna José Manuel Fuente
1974 Belgio Eddy Merckx Francia Raymond Poulidor Spagna Vicente López Carril
1975 Francia Bernard Thévenet Belgio Eddy Merckx Belgio Lucien Van Impe
1976 Belgio Lucien Van Impe Paesi Bassi Joop Zoetemelk Francia Raymond Poulidor
1977 Francia Bernard Thévenet Paesi Bassi Hennie Kuiper Belgio Lucien Van Impe
1978 Francia Bernard Hinault Paesi Bassi Joop Zoetemelk Portogallo Joaquim Agostinho
1979 Francia Bernard Hinault Paesi Bassi Joop Zoetemelk Portogallo Joaquim Agostinho
1980 Paesi Bassi Joop Zoetemelk Paesi Bassi Hennie Kuiper Francia Raymond Martin
1981 Francia Bernard Hinault Belgio Lucien Van Impe Francia Robert Alban
1982 Francia Bernard Hinault Paesi Bassi Joop Zoetemelk Paesi Bassi Johan van der Velde
1983 Francia Laurent Fignon Spagna Ángel Arroyo Paesi Bassi Peter Winnen
1984 Francia Laurent Fignon Francia Bernard Hinault Stati Uniti Greg LeMond
1985 Francia Bernard Hinault Stati Uniti Greg LeMond Irlanda Stephen Roche
1986 Stati Uniti Greg LeMond Francia Bernard Hinault Svizzera Urs Zimmermann
1987 Irlanda Stephen Roche Spagna Pedro Delgado Francia Jean-François Bernard
1988 Spagna Pedro Delgado Paesi Bassi Steven Rooks Colombia Fabio Parra
1989 Stati Uniti Greg LeMond Francia Laurent Fignon Spagna Pedro Delgado
1990 Stati Uniti Greg LeMond Italia Claudio Chiappucci Paesi Bassi Erik Breukink
1991 Spagna Miguel Indurain Italia Gianni Bugno Italia Claudio Chiappucci
1992 Spagna Miguel Indurain Italia Claudio Chiappucci Italia Gianni Bugno
1993 Spagna Miguel Indurain Svizzera Tony Rominger Polonia Zenon Jaskuła
1994 Spagna Miguel Indurain Lettonia Pëtr Ugrumov Italia Marco Pantani
1995 Spagna Miguel Indurain Svizzera Alex Zülle Danimarca Bjarne Riis
1996 Danimarca Bjarne Riis Germania Jan Ullrich Francia Richard Virenque
1997 Germania Jan Ullrich Francia Richard Virenque Italia Marco Pantani
1998 Italia Marco Pantani Germania Jan Ullrich Stati Uniti Bobby Julich
1999 Stati Uniti Lance Armstrong[58] Svizzera Alex Zülle Spagna Fernando Escartín
2000 Stati Uniti Lance Armstrong[58] Germania Jan Ullrich Spagna Joseba Beloki
2001 Stati Uniti Lance Armstrong[58] Germania Jan Ullrich Spagna Joseba Beloki
2002 Stati Uniti Lance Armstrong[58] Spagna Joseba Beloki Lituania Raimondas Rumšas
2003 Stati Uniti Lance Armstrong[58] Germania Jan Ullrich Kazakistan Aleksandr Vinokurov
2004 Stati Uniti Lance Armstrong[58] Germania Andreas Klöden Italia Ivan Basso
2005 Stati Uniti Lance Armstrong[58] Italia Ivan Basso Germania Jan Ullrich[59]
Spagna Francisco Mancebo
2006 Stati Uniti Floyd Landis[60]
Spagna Óscar Pereiro
Germania Andreas Klöden Spagna Carlos Sastre
2007 Spagna Alberto Contador Australia Cadel Evans Stati Uniti Levi Leipheimer
2008 Spagna Carlos Sastre Australia Cadel Evans Austria Bernhard Kohl[61]
Russia Denis Men'šov
2009 Spagna Alberto Contador Lussemburgo Andy Schleck Stati Uniti Lance Armstrong[58]
2010 Spagna Alberto Contador[62]
Lussemburgo Andy Schleck
Russia Denis Men'šov[63]
Spagna Samuel Sánchez
Belgio Jurgen Van Den Broeck
2011 Australia Cadel Evans Lussemburgo Andy Schleck Lussemburgo Fränk Schleck
2012 Regno Unito Bradley Wiggins Regno Unito Chris Froome Italia Vincenzo Nibali
2013 Regno Unito Chris Froome Colombia Nairo Quintana Spagna Joaquim Rodríguez
2014 Italia Vincenzo Nibali Francia Jean-Christophe Péraud Francia Thibaut Pinot

Vittorie per nazione[modifica | modifica sorgente]

Aggiornato al 2014

Pos. Nazione Vittorie
1 Francia Francia 36
2 Belgio Belgio 18
3 Spagna Spagna 12
4 Italia Italia 10
5 Lussemburgo Lussemburgo 5
6 Stati Uniti Stati Uniti 3
7 Gran Bretagna Gran Bretagna 2
- Paesi Bassi Paesi Bassi 2
- Svizzera Svizzera 2
10 Australia Australia 1
- Danimarca Danimarca 1
- Germania Germania 1
- Irlanda Irlanda 1

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Vincitori[modifica | modifica sorgente]

Sono i francesi, con 36 vittorie, ad essersi aggiudicati il Tour per più volte. Segue il Belgio con 18, poi distanziate Spagna a 12, Italia a 10, Lussemburgo a 5; seguono Stati Uniti a 3, poi Paesi Bassi, Svizzera e Gran Bretagna a 2 e per finire Australia, Danimarca, Germania, e Irlanda con un successo a testa[64].

L'ultima vittoria di un ciclista belga risale però al 1976 (vinse Lucien Van Impe, quella di un francese al 1985, quando Bernard Hinault si impose per la quinta e ultima volta. Da quel momento una serie di nuove nazioni ha scritto il suo nome nell'albo d'oro: nel 1986 il primo statunitense, nel 1987 il primo irlandese, nel 1996 il primo danese e nel 1997 il primo tedesco. Nel 2011 si è imposto il primo australiano; nel 2012 e nel 2013 sono invece arrivate le prime vittorie di ciclisti britannici[64].

Quattro corridori hanno ottenuto cinque vittorie:

Tre corridori hanno ottenuto tre successi:

Sette corridori hanno vinto il Tour de France ed il Giro d'Italia nello stesso anno:

Due corridori hanno vinto il Tour de France e la Vuelta a España nello stesso anno:

Il più giovane vincitore del Tour de France è il francese Henri Cornet, che vinse l'edizione 1904 a 19 anni. Il successivo è il belga Romain Maes, che nel 1935 vinse a 21 anni. Il più vecchio vincitore è invece il belga Firmin Lambot, trentaseienne nel 1922. I successivi sono il francese Henri Pélissier (1923), l'australiano Cadel Evans (2011) e l'italiano Gino Bartali (1948), tutti e tre trentaquattrenni. Lo stesso Gino Bartali detiene il più lungo tempo tra due vittorie, avendo vinto la prima volta nel 1938 e l'ultima nel 1948, a dieci anni di distanza.

Classifiche accessorie[modifica | modifica sorgente]

Un corridore ha vinto la classifica a punti sei volte:

  • Germania Erik Zabel nel 1996, 1997, 1998, 1999, 2000 e 2001.

Un corridore è stato "Re della Montagna" sette volte:

Due corridori sono stati "Re della Montagna" sei volte:

Due corridori hanno vinto la classifica giovani tre volte:

  • Germania Jan Ullrich nel 1996, 1997, 1998. In questi anni comunque la classifica non aveva una maglia particolare.
  • Lussemburgo Andy Schleck nel 2008, 2009, 2010.

Un corridore è stato "Re della Montagna", vincitore della classifica a punti e del Tour nello stesso anno:

  • Belgio Eddy Merckx nel 1969. Merckx avrebbe vinto anche il premio come miglior giovane se fosse esistito.

A tutto il 2013 i corridori con più partecipazioni al Tour de France sono lo statunitense George Hincapie e l'australiano Stuart O'Grady, con diciassette presenze ciascuno; seguono in questa graduatoria il tedesco Jens Voigt e l'olandese Joop Zoetemelk, con sedici presenze. Nella fattispecie Zoetemelk concluse tutti e sedici i Tour cui prese parte, e dodici volte si piazzò tra i primi dieci della classifica generale.

Distacchi[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni del Tour, i ciclisti correvano individualmente ed era vietato correre insieme. Questo portò a larghissimi distacchi tra il vincitore ed il secondo classificato. Da quando i ciclisti tendono a rimanere insieme in un gruppo, il margine di tempo del primo è diventato sempre più piccolo, e le differenze possono originarsi solo nelle cronometro, nelle fughe o negli arrivi in salita. Nella tabella sottostante, sono elencati gli otto più piccoli margini di vantaggio tra il vincitore ed il secondo classificato alla fine del Tour. Il più grande margine rimane quello del primo Tour del 1903: 2h 49m 45s tra Maurice Garin e Lucien Pothier.[65]

Margine Anno Corridori
8" 1989 Greg LeMond – Laurent Fignon
23" 2007 Alberto Contador – Cadel Evans
32" 2006 Óscar Pereiro – Andreas Klöden
38" 1968 Jan Janssen – Herman Van Springel
39" 1987 Stephen Roche – Pedro Delgado
48" 1977 Bernard Thévenet – Hennie Kuiper
55" 1964 Jacques Anquetil – Raymond Poulidor
58" 2008 Carlos Sastre – Cadel Evans

Vittorie di tappa[modifica | modifica sorgente]

Sono 30 i ciclisti che hanno vinto almeno 10 tappe (incluse le semitappe ed escluse le cronometro a squadre)[66][67]:

Pos. Ciclista Nazione Vittorie
1 Eddy Merckx Belgio Belgio 34
2 Bernard Hinault Francia Francia 28
3 Mark Cavendish Regno Unito Regno Unito 25
André Leducq Francia Francia 25
5 André Darrigade Francia Francia 22
6 Nicolas Frantz Lussemburgo Lussemburgo 20
7 François Faber Lussemburgo Lussemburgo 19
8 Jean Alavoine Francia Francia 17
9 Jacques Anquetil Francia Francia 16
René Le Greves Francia Francia 16
Charles Pélissier Francia Francia 16
12 Freddy Maertens Belgio Belgio 15
13 Philippe Thys Belgio Belgio 13
14 Jean Aerts Belgio Belgio 12
Gino Bartali Italia Italia 12
Mario Cipollini Italia Italia 12
Miguel Indurain Spagna Spagna 12
Robbie McEwen Australia Australia 12
Louis Trousselier Belgio Belgio 12
Erik Zabel Germania Germania 12
21 Louison Bobet Francia Francia 11
Raffaele Di Paco Italia Italia 11
23 Charly Gaul Lussemburgo Lussemburgo 10
Walter Godefroot Belgio Belgio 10
Thor Hushovd Norvegia Norvegia 10
Gerrie Knetemann Paesi Bassi Paesi Bassi 10
Antonin Magne Francia Francia 10
Henri Pélissier Francia Francia 10
Jan Raas Paesi Bassi Paesi Bassi 10
Joop Zoetemelk Paesi Bassi Paesi Bassi 10

Il primato del maggior numero di vittorie (8) in una singola edizione appartiene a tre corridori[66]:

Vittorie di tappa per nazione[modifica | modifica sorgente]

Dalla sua creazione, su 101 edizioni, sono stati 32 i Paesi che hanno visto un proprio atleta ottenere una vittoria di tappa al Tour. Questo conteggio tiene conto anche delle vittorie nelle cronometro a squadre, facendo riferimento alla nazionalità della squadra[68].

Pos. Nazione Vittorie
1 Francia Francia 693
2 Belgio Belgio 468
3 Italia Italia 268
4 Paesi Bassi Paesi Bassi 168
5 Spagna Spagna 123
6 Germania Germania 74
7 Lussemburgo Lussemburgo 70
8 Svizzera Svizzera 60
9 Regno Unito Regno Unito 56
10 Australia Australia 26
11 Stati Uniti Stati Uniti 20
12 Danimarca Danimarca 18
13 Norvegia Norvegia 16
14 Colombia Colombia 14
15 Portogallo Portogallo 12
16 Irlanda Irlanda 11
17 Russia Russia[69] 10
18 Uzbekistan Uzbekistan 9
19 Kazakistan Kazakistan 5
Slovacchia Slovacchia 5
21 Austria Austria 4
Estonia Estonia 4
Ucraina Ucraina 4
24 Polonia Polonia 3
25 Rep. Ceca Rep. Ceca 2
Lettonia Lettonia 2
Messico Messico 2
28 Brasile Brasile 1
Canada Canada 1
Lituania Lituania 1
Sudafrica Sudafrica 1
Svezia Svezia 1


Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Premio Principe delle Asturie per lo sport (spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per lo sport (spagna)
— 2003

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Weber, Eugen (2003), prefazione a "Tour de France: 1903-2003", edizioni Dauncey, Hugh & Hare, Geoff, Routledge, USA, ISBN 978-0-7146-5362-4, p. xi
  2. ^ Boeuf, Jean-Luc e Léonard, Yves (2003); La République de Tour de France, Seuil, France
  3. ^ Weber, p. xi.
  4. ^ (FR) Boeuf, Jean-Luc, & Léonard, Yves (2003), La République du Tour de France, Seuil, France, p23
  5. ^ (EN) Nicholson, Geoffrey (1991) Le Tour, the rise and rise of the Tour de France, Hodder and Stoughton, UK
  6. ^ (FR) coll., Tour de France, 100 ans, 1903-2003, Paris, L’Équipe, 2003, p.16-17
  7. ^ (FR) Goddet, Jacques (1991), L'Équipée Belle, Robert Laffont (Paris), ISBN 2-221-07290-1, p16
  8. ^ a b c d e (EN) Les Woodland, The Yellow Jersey Companion to the Tour de France, Londra, Yellow Jersey Press, 2003.
  9. ^ a b (FR) Goddet, Jacques (1991), L'Équipée Belle, Robert Laffont (Paris), ISBN 2-221-07290-1, p20
  10. ^ (EN) Dauncey, Hugh and Hare, Geoff (2003), Tour de France: 1903-2003, Routledge, USA, ISBN 978-0-7146-5362-4, p64
  11. ^ (FR) Goddet, Jacques (1991), L'Équipée Belle, Robert Laffont (Paris), ISBN 2-221-07290-1, p15
  12. ^ (FR) Ibid
  13. ^ (EN) Dauncey, Hugh & Hare, Geoff (2003), Tour de France: 1903-2003, Routledge, USA, ISBN 978-0-7146-5362-4, p13
  14. ^ a b (EN) Nicholson, Geoff (1991), "Le Tour: the rise and rise of the Tour de France", Hodder and Stoughton, UK, ISBN 0-340-54268-3, p44
  15. ^ (EN) Woodland, Les (2000), The Unknown Tour de France, Cycle Resources, USA, p28
  16. ^ (FR) Chany, Pierre (1997) La Fabuleuse Histoire du Tour de France, La Martinière, France, ISBN 978-2-7324-2353-1, p21
  17. ^ a b Dauncey, Hugh & Hare, Geoff (2003), Tour de France: 1903-2003, Routledge, USA, ISBN 978-0-7146-5362-4, p131
  18. ^ (FR) Chany, Pierre (1997) La Fabuleuse Histoire du Tour de France, La Martinière, France, ISBN 978-2-7324-2353-1, p26
  19. ^ (EN) Bell, Adrian (ed) (2003), Golden Stages, Mousehold Press, UK, ISBN 1-874739-28-5, p3
  20. ^ (EN) Torelli's History of the Tour de France: the 1930s or, All They Wanted To Do Was to Sell a Few More Newspapers, BikeRaceInfo.com. URL consultato il 24 maggio 2010.
  21. ^ Articolo in inglese con i dettagli della vicenda e il commento di Riis - Riis reinserito come vincitore del Tour
  22. ^ McGann, Bill and Carol (2006), The Story of the Tour de France, Dogear, USA
  23. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France, Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, France, p7
  24. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France, Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, France, 9
  25. ^ La formula usata nel 1905 fu una combinazione di tempi e punti. I corridori avevano punti che venivano dedotti per ogni cinque secondi persi. Desgrange trovò problemi in entrambi i metodi di giudizio. Per tempi, un corridore con problemi meccanici - che le regole lo obbligavano e riparare da solo - poteva perdere molto tempo e giocarsi l'intera gara. Allo stesso modo, i corridori potevano finire molto distanziati tra loro, ed i tempi persi o guadagnati in uno o due giornipotevao decidere l'intera corsa. Giudicando per punti venivano rimosse le differenze abissali nei tempi, ma si scoraggiavano i corridori ad impegnarsi. Non vi erano infatti differenze se finivano velocemente o lentamente, separati da ore e secondi, così erano inclini a gareggiare insieme ad una lenta andatura, giocandosi solo i piazzamenti finali che avrebbero attribuito loro i punti.
  26. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France, Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, France, p13
  27. ^ Maso, Benjamin (2003), Het Zweet der Goden, Atlas, Netherlands, p50
  28. ^ McGann, Bill and Carol (2006), The Story of the Tour de France, Dog Ear, USA, p84
  29. ^ a b Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France, Panorama d'un Siècle, p30
  30. ^ Tour de France, 100 ans, 1903-2003, L'Équipe, France, 2003, p182
  31. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France, Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, France, p55
  32. ^ Maso, Benjamin (2003), Het Zweet der Goden, Atlas, Netherlands, p112
  33. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France; Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, France, p55
  34. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France; Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, France, p59
  35. ^ Nicholson, Geoffrey (1991), Le Tour, Hodder and Stoughton, UK, p50
  36. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France; Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, France, p60
  37. ^ Maso, Benjamin (2003), Het Zweet der Goden, Atlas, Netherlands, p126
  38. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France; Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, France, p62
  39. ^ a b c d e f g h i Goddet, Jacques (1991) L'Équipée Belle, Robert Laffont, France
  40. ^ Tour de France, 100 ans, 1903-2003, L'Équipe, France, 2003, p227
  41. ^ Bill McGann, Carol McGann, The Story of the Tour de France:1903-1964, Dog Ear Publishing, 2006, ISBN 1-59858-180-5. URL consultato il 2 luglio 2008.
  42. ^ Boeuf, Jean-Luc and Léonard, Yves (2003), La République du Tour de France, Seuil, France
  43. ^ Libération, France, 4 July 2003.
  44. ^ (EN) Cycling Revealed – Tour de France Timeline, Cyclingrevealed.com. URL consultato il 24 maggio 2010.
  45. ^ Hugh Dauncey, Geoff Hare, The Tour de France, 1903-2003: A Century of Sporting Structures, Meanings and Values, Routledge [2003], 2003, ISBN 0-7146-5362-4. URL consultato il 2 luglio 2008.
  46. ^ Augendre, Jacques (1996), Le Tour de France, Panorama d'un Siècle, Société du Tour de France, p69
  47. ^ Dauncey, Hugh and Hare, Geoff (2003), eds The Tour de France 1903-2003, Routledge (USA), ISBN 978-0-7146-5362-4, p37
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  49. ^ (FR) Chany, Pierre (1997) La Fabuleuse Histoire du Tour de France, Ed. de la Martinière, France.
  50. ^ a b (EN) Woodland, Les (2007), Yellow Jersey Guide to the Tour de France, Yellow Jersey, UK, ISBN 978-0-224-08016-3, p96
  51. ^ a b (EN) Woodland, Les (2007), Yellow Jersey Guide to the Tour de France, Yellow Jersey, UK, ISBN 978-0-224-08016-3, p202
  52. ^ a b c (EN) Woodland, Les (2007), Yellow Jersey Guide to the Tour de France, Yellow Jersey, UK, ISBN 978-0-224-08016-3, p203
  53. ^ (EN) Christopher S. Thompson, The Tour de France, University of California Press, 2006, p. 40, ISBN 0-520-24760-4. URL consultato il 24 maggio 2010.
  54. ^ (EN) The Tour de France in BBC H2G2, BBC. URL consultato il 9 luglio 2007.
  55. ^ Seray, Jacques (1994), 1904, The Tour de France which as to be the last, Buonpane Publications, USA
  56. ^ Professional Cycling Palmarès Site | Tour de France: 1924, Homepage.ntlworld.com, 4 aprile 2001. URL consultato il 18 luglio 2009.
  57. ^ (FR) Tour de France (Fra), memoire-du-cyclisme.eu. URL consultato il 21 luglio 2013.
  58. ^ a b c d e f g h Il 22 ottobre 2012 l'UCI riconosce la sanzione imposta dall'USADA a Lance Armstrong, accusato di aver utilizzato sostanze dopanti durante la sua permanenza alla US Postal Service, e conferma di fatto la cancellazione delle sue sette vittorie al Tour de France. Cfr. (EN) Laura Weislo, USADA's reasoned decision on Lance Armstrong follows the money trail in Cyclingnews.com, 10 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012., (EN) The UCI recognises USADA decision in Armstrong case in Uci.ch, 22 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012., (EN) UCI backs stripping Lance Armstrong of Tour de France wins in Usatoday.com, 22 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012.. Il 26 ottobre la stessa UCI ufficializza la decisione di non attribuire ad altri corridori le vittorie ottenute dallo statunitense. Cfr. (EN) Press release: UCI takes decisive action in wake of Lance Armstrong affair in Uci.ch, 26 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012..
  59. ^ Il 9 febbraio 2012 il TAS/CAS in un arbitrato tra Ullrich e l'UCI ha dato ragione a quest'ultima circa le accuse di doping rivolte al corridore in seguito all'Operazione Puerto, squalificando retroattivamente Ullrich per due anni e revocando tutti i titoli vinti dal 1º maggio 2005 al suo ritiro. Si veda Court of Arbitration for Sport, Jan Ullrich found guilty..., 9 febbraio 2012. URL consultato il 26 febbraio 2012.
  60. ^ La vittoria finale del Tour era andata allo statunitense Floyd Landis, che perse il titolo a causa di positività al testosterone, confermata dall'Agenzia Antidoping USA. L'UCI quindi assegnò la vittoria al secondo classificato, lo spagnolo Oscar Pereiro Sio. Si veda Landis, l'ultima condanna Addio al Tour del 2006 in gazzetta.it, 30 giugno 2008. URL consultato il 17 febbraio 2010.
  61. ^ In seguito alla squalifica di Bernhard Kohl per doping, all'austriaco sono stati annullati i risultati ottenuti al Tour de France 2008.
  62. ^ In seguito alla squalifica di Contador per doping, in base alla sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, allo spagnolo sono stati annullati i risultati ottenuti al Tour de France 2010. Si veda (EN) Press release: CAS decision in Contador case, Uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012., (EN) Alberto Contador case: the consequences of the CAS ruling, Uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012. La vittoria fu dunque assegnata ad Andy Schleck, secondo nella classifica generale. Si veda al riguardo (EN) Results Tour de France (FRA/HIS) - 2010 in Uci.ch. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  63. ^ Il 12 luglio 2014 Denis Men'šov è stato squalificato per due anni (fino al 9 aprile 2015) per irregolarità nel suo passaporto biologico riscontrate nel corso delle edizioni del Tour del 2009, 2010 e 2012. In seguito a tali irregolarità il corridore russo è stato squalificato nelle tre edizioni della corsa francese e, per l'edizione 2010 dove era arrivato in origine terzo, ha perso il secondo posto ottenuto dopo la squalifica di Contador (v. Athlete sanctions press release, UCI, 12 luglio 2014. URL consultato il 25 luglio 2014.). Samuel Sánchez, in origine quarto, è stato classificato dall'UCI al secondo posto e il belga Jurgen Van Den Broeck al terzo (v. Passaporto biologico, due anni di squalifica per Denis Menchov: il russo perde il podio al Tour 2010 in Cicloweb.it, 12 luglio 2014. URL consultato il 25 luglio 2014.)
  64. ^ a b (FR) The records - Victories per nation, www.letour.fr. URL consultato il 28 luglio 2013.
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  67. ^ (FR) Les Records des étapes du Tour, Ledicodutour. URL consultato il 18 luglio 2012.
  68. ^ Nel dettaglio: Belgio 10, Francia e Paesi Bassi 9, Italia 5, Stati Uniti 4, Spagna 3, Svizzera 2, Kazakistan e Australia 1
  69. ^ Le vittorie colte da atleti dell'URSS nel 1990 e le tre vittorie per l'RSFS de Russa nel 1991, furono ottenute tutte da ciclisti russi (3 per Dmitrij Konyšev e una da Vjačeslav Ekimov).

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