Charly Gaul

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Charly Gaul
Charly Gaul en 1998.jpg
Charly Gaul nel 1998 al Memoriale "François et Nicolas Frantz"
Dati biografici
Nazionalità Lussemburgo Lussemburgo
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 1965
Carriera
Squadre di club
1953-1954 Terrot Terrot
1955 Magnat
1956-1958 Faema Faema
1959-1960 Emi Emi
1961-1962 Gazzola Gazzola
1963 Peugeot Peugeot
1964 Individuale
1965 Libertas Libertas
Nazionale
1953-1962 Lussemburgo Lussemburgo
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Bronzo Solingen 1954 In linea
 

Charly Gaul (Pfaffenthal, 8 dicembre 1932Lussemburgo, 6 dicembre 2005) è stato un ciclista su strada e ciclocrossista lussemburghese. Professionista dal 1953 al 1962, vinse i Giri d'Italia 1956 e 1959 e il Tour de France 1958. Si piazzò due volte terzo al Giro d'Italia (1958 e 1960) e al Tour de France (1955 e 1961), vincendo un totale di undici tappe nella corsa rosa e dieci tappe in quella francese.

Aveva caratteristiche di scalatore, ed era soprannominato "l'Angelo della montagna"[1][2].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Passato professionista nel 1951, nel 1954 fu terzo ai campionati del mondo di Solingen, in Germania, preceduto da Louis Bobet e Fritz Schär. Si mise poi in evidenza anche l'anno dopo, al Tour de France 1955, conquistando la classifica degli scalatori.

Nel 1956 vinse la tappa del Giro d'Italia che andava da Merano al Monte Bondone. Era l'8 giugno, e la frazione attraversava anche i passi del Rolle e del Brocon, sterrato. In una giornata da tregenda, caratterizzata da neve, vento e gelo[1][2], Gaul tagliò per primo il traguardo. Versava però in uno stato di semicongelamento, tanto che, dopo essere stato tirato giù di peso dalla bicicletta, riuscì a proferir parola solo dopo essere stato immerso in una vasca d'acqua calda[2]. Ben 44 degli 87 ciclisti partiti al mattino abbandonarono la corsa[3]. Il secondo classificato di giornata, Alessandro Fantini, giunse con quasi 8 minuti di ritardo da Gaul; a dodici primi arrivò invece Fiorenzo Magni (avendo una spalla fratturata, reggeva il manubrio con un laccio stretto fra i denti) mentre la maglia rosa Pasquale Fornara si ritirò. Gaul risalì così in un sol giorno dal quattordicesimo posto in classifica, che occupava alla partenza della tappa, al primo[4], primato che difese fino all'arrivo a Milano. Proprio per onorare l'"eroica" tappa del Monte Bondone, nel 2006 fu istituita la gara La Leggendaria Charly Gaul Trento - Monte Bondone.

Nel 1957 Gaul perse il Giro d'Italia quando era in maglia rosa, scivolando dalla prima alla quarta piazza finale. Nella tappa del Monte Bondone, confidando sul vantaggio in classifica, si fermò infatti a urinare, venendo però proprio in quel momento attaccato e staccato dai rivali[1], Louis Bobet e Gastone Nencini in testa. Proprio Nencini andò a vincere quel Giro.

L'anno successivo, per tutta risposta, pur avendo ceduto il Giro d'Italia a Ercole Baldini, Gaul vinse il Tour de France. La vittoria arrivò negli ultimi giorni di gara. Nella ventunesima tappa, da Briançon ad Aix-les-Bains (219 km, con cinque colli), Gaul attaccò subito sul primo colle, dando inizio a una lunga fuga solitaria e vincente. Non riuscì a prendere la maglia gialla, che andò all'italiano Vito Favero arrivato terzo, a oltre dieci minuti, ma due giorni dopo, vincendo la lunga cronometro da Besançon a Digione, riuscì a vestire di giallo e a vincere il Tour.

Gaul vinse anche il Giro d'Italia 1959, imponendosi, come nella Grande Boucle 1958, con un'impresa epica. Era il 6 giugno 1959, penultima tappa del Giro, da Aosta a Courmayeur, e in testa alla classifica c'era Jacques Anquetil. Gaul, che già aveva vestito di rosa per dodici giorni, andò all'attacco sul colle del Piccolo San Bernardo; il rivale andò invece crisi, giungendo all'arrivo con un ritardo di nove minuti. Nella graduatoria finale Anquetil dovette accontentarsi del secondo posto, a 6 minuti e 12 secondi da Gaul.

Nel suo palmarès compaiono anche altre corse a tappe minori come tre Tour de Luxembourg, un Giro delle Sei Province e un Giro del Sud-Est. Conquistò in totale sei titoli nazionali su strada; si cimentò anche nel ciclocross assicurandosi, anche in tale specialità, due titoli nazionali. Si ritirò dalle corse proprio nel 1962, poco dopo essere diventato per l'ennesima volta campione nazionale del Lussemburgo.

Dopo il ritiro si occupò senza successo della gestione di una birreria, ed ebbe problemi di alcolismo[1] da cui riuscì però a risollevarsi. Fu assunto come dipendente del Museo dello sport del Lussemburgo. L'ultima occasione in cui apparve pubblicamente fu ai funerali del ciclista Marco Pantani, a Cesenatico. Da poco ricoverato all'ospedale di Lussemburgo per un'embolia polmonare, morì il 6 dicembre 2005, due giorni prima del suo settantatreesimo compleanno[2].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Strada[modifica | modifica sorgente]

Classifica generale Flèche du Sud
1ª tappa Circuit de 12 Cantos
2ª tappa Circuit de 12 Cantos
3ª tappa, 2ª semitappa Circuit de 12 Cantos
4ª tappa Circuit de 12 Cantos
Classifica generale Circuit de 12 Cantos
1ª tappa Österreich-Rundfahrt
Classifica generale Flèche du Sud
3ª tappa Circuit des 6 Provinces
Classifica generale Circuit des 6 Provinces
4ª tappa Tour de Luxembourg
4ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré
7ª tappa Tour du Sud-Est
Classifica generale Tour du Sud-Est
8ª tappa Tour de France (Thonon-les-Bains > Briançon)
17ª tappa Tour de France (Toulouse > Saint-Gaudens)
Campionato lussemburghese, Prova in linea
9ª tappa Giro d'Italia (Pescara > Campobasso)
15ª tappa Giro d'Italia (Bologna > San Luca, cronometro)
20ª tappa Giro d'Italia (Merano > Trento/Monte Bondone)
Classifica generale Giro d'Italia
2ª tappa Tour de Luxembourg
Classifica generale Tour de Luxembourg
4ª tappa, 1ª semitappa Tour de France (Circuit des Essarts, cronometro)
18ª tappa Tour de France (Torino > Grenoble)
Campionato lussemburghese, Prova in linea
2ª tappa Giro d'Italia (Verona > Bosco Chiesanuova, cronometro)
19ª tappa Giro d'Italia (Trento > Levico Terme)
2ª tappa, 2ª semitappa Tour de Luxembourg (Differdange > Differdange, cronometro)
8ª tappa Tour de France (Circuit de Chateaulin, cronometro)
18ª tappa Tour de France (Mont Ventoux, cronometro)
21ª tappa Tour de France (Briançon > Aix-les-Bains)
23ª tappa Tour de France (Besançon > Dijon, cronometro)
Classifica generale Tour de France
Le Mont Faron - Chrono
Grand Prix Forteresse
Le Bettex (corsa in salita)
14ª tappa Giro d'Italia (San Marino > San Marino, cronometro)
3ª tappa Grand Prix Bali
Campionato lussemburghese, Prova in linea
3ª tappa Giro d'Italia (Salsomaggiore > Abetone)
7ª tappa Giro d'Italia (Boscoreale > Vesuvio, cronometro)
21ª tappa Giro d'Italia (Aosta > Courmayeur)
Classifica generale Giro d'Italia
Classifica generale Tour de Luxembourg
Le Bettex (corsa in salita)
7ª tappa Gran Premio Ciclomotoristico
17ª tappa Tour de France (Saint-Étienne > Grenoble)
Campionato lussemburghese, Prova in linea
Le Bettex (corsa in salita)
20ª tappa Giro d'Italia (Trento > Bormio)
Campionato lussemburghese, Prova in linea
3ª tappa Tour de Luxembourg (Bettembourg > Bettembourg)
Classifica generale Tour de Luxembourg
9ª tappa Tour de France (Saint-Étienne > Grenoble)
20ª tappa Giro d'Italia (Trento > Bormio)
Campionato lussemburghese, Prova in linea

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

Cross[modifica | modifica sorgente]

Campionato lussemburghese
Ciclocross di Dippach
Ciclocross di Kopstal
Ciclocross di Bettembourg
Ciclocross di Limpertsberg
Ciclocross di Colmar-Berg
Ciclocross di Bissen
Ciclocross di Schuttrange
Ciclocross di Kopstal
Ciclocross di Colmar-Berg
Ciclocross di Ettelbruck
Ciclocross di Alzingen
Ciclocross di Muhlenbach
Campionato lussemburghese

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi Giri[modifica | modifica sorgente]

1956: vincitore
1957: 4º
1958: 3º
1959: vincitore
1960: 3º
1961: 4º
1962: ritirato
1953: ritirato (6ª tappa)
1954: ritirato (12ª tappa)
1955: 3º
1956: 13º
1957: ritirato (2ª tappa)
1958: vincitore
1959: 12º
1961: 3º
1962: 9º
1963: ritirato (16ª tappa)

Classiche monumento[modifica | modifica sorgente]

1957: 125º
1959: 35º

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Sportivo lussemburghese dell'anno nel 1954, 1955, 1956 e 1958
  • Trophée Edmond Gentil nel 1958
  • La leggendaria Charly Gaul " gara ciclistica Trento- Monte Bondone dedicata al Campione dal Comune di Trento dal 2006

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Mimmo Carratelli, Gaul, l' angelo della montagna una danza per domare il vulcano in ricerca.repubblica.it, 28 maggio 2009. URL consultato il 19 luglio 2012.
  2. ^ a b c d Eugenio Capodacqua, Addio indimenticabile Gaul l' eroe di ghiaccio del Bondone in ricerca.repubblica.it, 7 dicembre 2005. URL consultato il 19 luglio 2012.
  3. ^ Leonardo Coen, Quel Bondone del ' 56: Il gelo ci uccideva in ricerca.repubblica.it, 23 maggio 2006. URL consultato il 19 luglio 2012.
  4. ^ Vittorio Varale, I corridori flagellati dall'uragano sulle Dolomiti arrivano a Trento sotto una tempesta di neve in La Stampa, Anno XII, Num. 134, 9 giugno 1956. URL consultato il 20 luglio 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 26307145 LCCN: n95029675