Bormio

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Bormio
comune
Bormio – Stemma
Bormio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Occhi (Lista civica)
Territorio
Coordinate 46°28′00″N 10°22′00″E / 46.466667°N 10.366667°E46.466667; 10.366667 (Bormio)Coordinate: 46°28′00″N 10°22′00″E / 46.466667°N 10.366667°E46.466667; 10.366667 (Bormio)
Altitudine 1.225 m s.l.m.
Superficie 41,44 km²
Abitanti 4 084[1] (31-12-2010)
Densità 98,55 ab./km²
Frazioni nessuna
Comuni confinanti Stelvio (BZ), Val Müstair (CH-GR), Valdidentro, Valdisotto, Valfurva
Altre informazioni
Cod. postale 23032
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014009
Cod. catastale B049
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bormini
Patrono santi Gervasio e Protasio
Giorno festivo 19 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bormio
Posizione del comune di Bormio nella provincia di Sondrio
Posizione del comune di Bormio nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Bormio (Burmi in dialetto valtellinese, Worms in Veltlin in tedesco) è un comune italiano di 4.100 abitanti della provincia di Sondrio, in Lombardia, situato in alta Valtellina. Ubicata nel Parco Nazionale dello Stelvio, Bormio è una rinomata località turistica, estiva ed invernale, delle Alpi, che ha ospitato i campionati mondiali di sci alpino nel 1985 e nel 2005. Fa parte della Comunità montana Alta Valtellina.

Oltre che per lo sci Bormio è nota per le sue terme, citate fin dal tempo degli antichi romani. Gli stabilimenti termali sono tre: le Terme di Bormio, che si trovano sul territorio di Bormio, e due stabilimenti, i Bagni Nuovi e i Bagni Vecchi, che si trovano sul territorio della frazione di Premadio del limitrofo comune di Valdidentro.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La conca di Bormio è ampia e luminosa; scavata nei secoli dai ghiacciai e dai corsi d'acqua ed in parte colmata dalle alluvioni, è circondata da monti che verso nord formano una barriera di calcare e dolomia la cui cima principale è la Reit (3.075 m).

Vi confluiscono quattro valli: la Valdidentro, percorsa dal torrente Viola, la Valfurva, percorsa dal Frodolfo e la Valle del Braulio che la collega al Passo dello Stelvio, e la Valdisotto, nella quale scorre il fiume Adda.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Bormio.

Botanica[modifica | modifica wikitesto]

La presenza degli scarichi delle acque termali (Bagni Vecchi di Bormio) ha fatto sì che lungo la parete rocciosa sottostante si sia insediata una stazione di Capelvenere (Adiantum capillus-veneris) che è la più alta d'Europa.

Nel parco del Grand Hotel Bagni Vecchi è presente una piccola colonia di Pini dell'Engadina (Pinus engadiniensis), unica all'esterno della valle svizzera.

A Bormio il botanico Martino Anzi ha condotto i propri studi sulle piante cryptogamae.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico ginnasio in Bormio esistente dal 1632.

Il Bormiese costituisce una regione unitaria le cui caratteristiche fisiche hanno contribuito a determinare un'unica storia, una comune impronta etnografica e condizioni di vita simili.

La prima citazione di Bormio nei documenti antichi si ha in una lettera di Cassiodoro[2].

Durante il Medioevo Bormio fu sede dell'omonimo Contado, comprendente i territori che oggi corrispondono ai comuni di Valfurva, Valdidentro e Livigno.[3]

Il Contado, nonostante i tentativi di acquisire il potere dei vescovi di Como e del vescovato di Coira, mantenne la propria indipendenza per circa tre secoli dal X al XIII, allorché finì sotto il controllo di Como. Nel 1377, attraverso l'emanazione dell'"magna charta delle libertà bormiensi", il comune riprese autonomia ed ottenne importanti privilegi.[3] Il potere venne affidato al Podestà di Bormio. Egli rappresentava l’autorità superiore e godeva di un potere direttivo e costrittivo.[4] Senza di lui gli organi comunali non potevano agire.[4]

Da allora e per tutti i due secoli successivi, il Contado fu al centro della rotta commerciale che collegava Venezia con il nord Europa. Grazie a posizione strategica e alla possibilità di imporre dazi in via esclusiva sulle merci di lì in transito, poté svilupparsi economicamente. Nel 1400 la popolazione era di 5.000 abitanti e sul territorio si potevano contare 32 torri.[3]

La prosperità durò sino al 1487 quando la località cadde sotto l'assedio dei Grigioni, divenuti più potenti in seguito all'accordo delle Tre Leghe. Da quel momento gli Sforza concessero anche alla Repubblica delle Tre Leghe la possibilità di imporre dazi al pari di Bormio. Il Contado, a causa della peste e dell'instabilità politica e militare della zona volse verso il declino e nel 1512 divenne un protettorato sottoposto al dominio delle Tre Leghe.[3]

Degno di nota fu intorno al 1500 il Podestà Gio' Giacomo Vismara Cavaliere Aulico e Consigliere Segreto del Duca di Milano.[senza fonte]

La stessa denominazione di "Magnifica Terra" o "Magna Terra di Bormio et honorate valli", assegnata in passato a tutta la zona, al di là degli aspetti naturali, definisce un territorio circoscritto nella sua autonomia, orgoglioso, sin dai tempi più lontani, della sua vita sociale.

Con l'arrivo di Napoleone e l'annessione alla Repubblica Cisalpina terminò anche l'indipendenza del Contado di Bormio, che seguì la stessa sorte della Lombardia, dapprima sotto gli Asburgo poi nel Regno d'Italia.

Turismo ed economia[modifica | modifica wikitesto]

I Bagni Vecchi.

Bormio è un'importante meta del turismo montano nazionale. I turisti vengono attratti dalle sue tradizioni ancorate a secoli di storia, dalla cucina tipica con i suoi formaggi e i suoi vini. Nucleo portante dell'industria turistica locale sono gli sport invernali, che spaziano dal pattinaggio allo sleddog allo snowboard, ma soprattutto lo sci nordico e alpino, che possono essere praticati anche in estate sul ghiacciaio del Passo dello Stelvio. Tra gli sport estivi vi sono buone attrezzature per la pratica della mountain bike, le scalate, il golf, la pesca sportiva, il tiro con l'arco e l'equitazione. Altro settore turistico di punta, è quello del benessere e del relax. Infatti oltre ad avere un clima temperato nella "Magnifica terra" sono presenti le terme. Grazie alla sua collocazione alle porte del Parco Nazionale dello Stelvio è possibile effettuare passeggiate oppure dedicarsi alla micologia.

Altra fonte di ricchezza di questa conca è l'acqua utilizzata soprattutto per la produzione dell'energia idroelettrica ma sfruttata anche per degli stabilimenti termali che risalgono all'epoca romana[5] ed oggi noti col nome Bagni di Bormio, anche se non si trovano nel comune di Bormio, ma in quello vicino di Valdidentro. Esistono i Bagni Vecchi che risalgono all'epoca romana e i Bagni Nuovi che risalgono al 1835 d.C.

Nelle vicinanze, presso la Valle di Fraele, sono presenti laghi artificiali noti come dighe o laghi di Cancano, ed è possibile anche visitare una centrale idroelettrica nel vicino paese di Premadio, frazione del comune di Valdidentro.

Eventi della Tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Gabinát[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta sconsacrata di Santa Barbara a Bormio, attualmente ospita un'esposizione artistica.
La chiesa collegiata dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, risale all'824.
Il ponte di Combo sul torrente Frodolfo.

Il Gabinát è un'antica tradizione in uso nella giornata del 6 di gennaio. Dai vespri della vigilia sino a quelli del giorno dell'Epifania si scatena fra la popolazione locale una vera e propria gara nel prevenire quanti si incontrano col motto "Gabinat!". Colui che è stato prevenuto deve "pagare" il Gabinat entro il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio, offrendo semplici dolci o una bicchierata. La medesima tradizione è presente in Val Camonica.

Gabinat è un parola dialettale che deriva dal tedesco geben-nacht ovvero notte dei doni e indica il giorno dell'Epifania.

Geneiron[modifica | modifica wikitesto]

Il Geneiron, è un rito di origine precristiana, che è sopravvissuto sino ad oggi. La tradizione prevede che la sera del 31 gennaio i ragazzi di Bormio transitino per le vie del paese trascinando delle "tolle" (contenitori di latta, come ad esempio barattoli, parti di lamiera, etc.) con l'intento di fare baccano per risvegliare la primavera.

Le fora l'Ors de la tana[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione dell'ors de la tana, prevista per il 2 di febbraio, è un antico uso della popolazione locale che consiste nel fare uscire qualcuno dalla propria abitazione mediante un pretesto ironico. Il malcapitato viene poi accolto da quanti gli hanno giocato lo scherzo col saluto "L'è fora l'ors de la tana" (è uscito l'orso dalla tana).

Anche in questo caso, l'uscita dell'"orso" dal letargo invernale, vuole significare la fine dell'inverno e annunciare la primavera che è alle porte.

Carneval di Mat[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta di San Vitale edificata già nel XII secolo in stile romanico

Il Carneval di Mat è un'antichissima tradizione risalente al Quattrocento. Dal giorno di Sant'Antonio abate e per una settimana intera i mat (giovani del paese) prendono il potere in paese e sotto il Kuerc incoronano il Podestà dei Mat. Il bormino prescelto non poteva rifiutare l'incarico divenendo il Monarca dei Matti, in tal modo veniva condotto a Palazzo spodestando il vero Podestà del Contado. Per sette giorni egli deteneva il potere che gli permetteva di avere illimitata giurisdizione. E passava a raccogliere denari per le vie e le abitazioni dei privati che loro malgrado finanziavano le gozzoviglie dei mat del carnevale. Il Podestà dei Mat in questa settimana attraverso un discorso "metteva in Piazza" tutti gli scomodi segreti e gli avvenimenti accaduti durante l'anno. La goliardica settimana terminava ai piedi del Kuerc, ove veniva allestita dagli arlecchini, aiutanti e difensori del Podestà, una grossa polentata a cui partecipavano i poveri del paese. Al termine di questa settimana il Podestà dei Mat perdeva i propri poteri e quasi sempre si riduceva in miseria.

Questa tradizione venne dapprima abolita nel 1755 da un decreto delle Tre Leghe in quanto il Governo grigionese non tollerava influenze sul potere. Tuttavia la protesta dei bormini, legati a questa secolare tradizione, indusse il governo grigionese nel 1766 a revocare e sostituire il decreto con un altro in cui si diceva che non era intenzione delle Tre Leghe abolire quei divertimenti, purché non si commettessero violenze e soprattutto si rispettasse il Palazzo del Podestà.

Questa tradizione restò quindi sospesa per anni, oggi è stata però ripresa, e si celebra all'insegna del proverbio "A Sant'Antoni Abat, al salta fora tucc' i mat". Così ogni anno il Podestà dei mat simbolicamente prende il posto del Sindaco di Bormio per un giorno e l'arlecchino capo, al centro della piazza, legge le lamentele che i cittadini depositano durante l'anno nella cassetta dei Mat, posizionata in un angolo della piazza del Kuerc.

I Pasquali[modifica | modifica wikitesto]

I Pasquali sono delle portantine allegoriche a tema religioso. Esse vengono realizzate dai cittadini di Bormio, che divisi in cinque reparti (Maggiore, Dossorovina, Buglio, Combo, Dossiglio), si sfidano nella sfilata che si svolge il giorno di Pasqua. I carri sono rappresentazioni di valore simbolico religioso, sono composti da portantine in legno, dette barelle, sulle quali vengono poste delle preziose opere artigianali. La lavorazione dei Pasquali ha inizio, già dopo il Natale, i lavori, coinvolgo sia grandi che piccini, ed avvengono in assoluta segretezza, per evitare le 'spiate'. La vittoria è concessa al Pasquale che ottiene la valutazione migliore sulla base di vari criteri: aspetto estetico, significato religioso e qualità della lavorazione. Ogni Pasquale è mirato a trasmettere un messaggio che spazia dalla religione e l'amore di Dio per gli uomini, alla tolleranza nei confronti delle diversitá, e così via.

La tradizione dei Pasquali trae origine dalla vecchia usanza del sacrificio dell'agnello ed è presente solo a Bormio e a Roma e da nessun'altra parte. In origine, infatti, il pasquale fu una costruzione sulla quale cittadini dei vari reparti ponevano l'agnello sacrificale da offrire a Dio. La volontà di abbellire, addobbando il proprio carro pasquale, trasformò questo primordiale uso in una vera e propria competizione che sopravvive sino ai nostri giorni nostri.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Collegiata: costruita nell'803, fu ricostruita dopo un devastante incendio avvenuto nel 1621 a causa dell'esercito spagnolo. All'interno è caratterizzata da due armadi di stile rustico del XVII secolo. Nell'abside sono conservate due tele del Prina risalenti al XVIII secolo.
  • Oratorio S.Vitale: realizzato nel 1196, con uno stile tipicamente romanico, conservante resti di affreschi del Trecento sulla facciata, che rappresentano gli emblemi dei vari artigiani.
  • Kuerc: risale al XIV secolo, nel pieno periodo dell’autonomia bormina, ed era il luogo dove un tempo avvenivano le adunanze e si amministrava la giustizia. Sulle sue colonne venivano infatti affissi i decreti e le sentenze. Situato in Piazza Cavour di fronte alla Collegiata.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei Sindaci del Comune di Bormio dal 1945 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Francesco Berbenni Sindaco
1946 1964 Italo Occhi Sindaco
1964 1967 Francesco Berbenni Sindaco
1967 1970 Renzo Pelosi Sindaco
1970 1973 Cardelio Pedrana Sindaco
1973 1973 Marcello Forestieri Commissario Prefettizio
1973 1978 Italo Occhi Sindaco
1978 1988 Gianni Confortola Sindaco
1988 1991 Francesco Forte Sindaco
1991 1991 Raffaele Sirico Commissario Prefettizio
1991 1996 Renato Pedrini Sindaco
1996 2001 Cardelio Pedrana Sindaco
2001 2006 Renato Pedrini Sindaco
2006 2010 Elisabetta Ferro Tradati Sindaco
2010 2011 Luigi Scipioni Commissario Prefettizio
2011 in carica Giuseppe Occhi Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Bormio è gemellata con:

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Bormio dall'alto

Per 6 volte Bormio è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1953, l'ultima nel 2004, con arrivo a Bormio 2000.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Bormio
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1953 20ª Bolzano 125 Italia Fausto Coppi Italia Fausto Coppi
1960 20ª Trento 229 Lussemburgo Charly Gaul Francia Jacques Anquetil
1961 20ª Trento 275 Lussemburgo Charly Gaul Italia Arnaldo Pambianco
1988 14ª Chiesa in Valmalenco 120 Paesi Bassi Erik Breukink Stati Uniti Andrew Hampsten
2000 14ª Selva di Val Gardena 205 Italia Gilberto Simoni Italia Francesco Casagrande
2004 18ª Cles 118 Italia Damiano Cunego Italia Damiano Cunego

Molte altre volte è stata luogo di transito/passaggio del Giro grazie anche alla presenza nei paraggi di importanti salite valtellinesi. A Bormio infatti partono/arrivano due salite che hanno fatto la storia del ciclismo e del Giro d'Italia: il Passo dello Stelvio e il Passo di Gavia, mentre altra salita nelle vicinanze è quella del Passo del Foscagno.

Sci[modifica | modifica wikitesto]

Stazione sciistica specializzata nello sci alpino, Bormio ogni anno il 29 dicembre ospita sulla Pista Stelvio una gara di discesa libera valevole per la Coppa del Mondo di sci alpino, competizione organizzata dalla FIS. Bormio è stata anche sede di vari recuperi di gare di Coppa annullate altrove. È stata sede dei Campionati mondiali di sci alpino nel 1985 e nel 2005; dal 12 al 16 marzo 2008 ha ospitato le finali della Coppa del Mondo di sci alpino 2008.

La località ha ospitato anche alcune tappe della Coppa del Mondo di sci di fondo.

Short track[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 è stata scelta come la sede dei campionati europei di short track. Le gare si sono disputate nell'impianto Palaghiaccio Braulio.[7]

La squadra cittadina di short track è l'ASD Bormio Ghiaccio, uno dei principali vivai della nazionale. In questo club hanno mosso i primi passi pattinatori come Katia Zini, Mara Zini, Arianna Fontana, Nicola Franceschina, Nicola Rodigari, Yuri Confortola, Claudio Rinaldi, Michele Antonioli, Barbara Baldissera, Marinella Cancilini e Martina Valcepina.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

US Bormiese[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio di Bormio è la Bormiese (la denominazione ufficiale è Unione Sportiva Bormiese - Calcio), fondata il 20 febbraio 1985, anno in cui avviene anche l'affiliazione alla FIGC, Federazione Italiana Giuoco Calcio. Ha avuto risultati altalenanti tra la Seconda Categoria e la Terza Categoria.

Il campo di calcio utilizzato dalla squadra in principio non fu quello di Bormio che venne costruito solo nel 1988. La squadra iniziò quindi da Tirano, poi si trasferì a Grosio. Nel periodo dell'alluvione della Valtellina (1987), a causa delle difficoltà nei trasporti la squadra abbandona il campionato sino al 1989 anno in cui diviene attivo il nuovo stadio.

Squadre di calcio ospitate nei ritiri estivi[modifica | modifica wikitesto]

Bormio è stata sede dei ritiri calcistici estivi di importanti squadre nazionali ed internazionali.

Personaggi celebri[modifica | modifica wikitesto]

Marco De Gasperi 6 volte campione del mondo di corsa in montagna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Cassiodoro, Variae, X, XXVIIII, 1).
  3. ^ a b c d Voce dedicata a Bormio sul Dizionario storico della Svizzera.
  4. ^ a b Il Podestà di Bormio su Lombardia Beni Culturali.
  5. ^ Brevini Franco, Bormio regina delle terme Riaprono i Bagni Vecchi in Corriere della Sera, 15 dicembre 2003, p. 53. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Carta, inseguimento al poker Bormio sogna con i suoi razzi in la Gazzetta dello Sport, 21 gennaio 2000. URL consultato il 18 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Besta, Bormio antica e medioevale e le sue relazioni con le potenze finitime, Milano, Giuffrè, 1945.
  • Roberto Celli, Longevita di una democrazia comunale: le istituzioni di Bormio dalle origini del Comune al dominio napoleonico, Udine, Del Bianco, 1984.
  • Sandro Massera, La fine del dominio grigione in Valtellina e nei contadi di Bormio e di Chiavenna, 1797, Sondrio, Credito Valtellinese, 1991.
  • (DE) Konrad Meyer-Ahrens, Christian Georg Brugger, Die Thermen von Bormio in physikalisch-chemischer, therapeutischer, klimatologischer und geschichtlicher Beziehung, Zurigo, Orell, Fussli und Comp., 1869.
  • Silvio Baitieri, Bormio dal 1512 al 1620: analisi di documenti inediti, Milano, Giuffrè, 1960.
  • Bruno Credaro, Storia di Bormio, Bormio, Edizioni Magnifica Terra, 1966.
  • (DE) Johann Jakob Weilenmann, Gottfried Ludwig Theobald, Die bäder von Bormio: Landschaftsbilder, bergfahrten und naturwissenschaftliche skizzen, 1868.
  • (DE) Johann Jakob Weilenmann, Gottfried Theobald, Christian Gregor Brugger e Conrad Meyer-Ahrens, Die Bäder von Bormio und die sie umgebende Gebirgswelt, 1868.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]