Damiano Cunego

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Damiano Cunego
Damiano Cunego GiroItalia2006.jpg
Damiano Cunego al Giro d'Italia 2006
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 169[1] cm
Peso 58[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Squadra Lampre Lampre
Carriera
Squadre di club
2002-2004 Saeco Saeco
2005- Lampre Lampre
Nazionale
2004-2009 Italia Italia
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Verona 1999 In linea Jr
Argento Varese 2008 In linea
Statistiche aggiornate al maggio 2011

Damiano Cunego (Verona, 19 settembre 1981) è un ciclista su strada italiano che corre per la Lampre-Merida. Professionista dal 2002,[1] ha vinto il Giro d'Italia 2004, tre Giri di Lombardia (2004, 2007 e 2008) e un'Amstel Gold Race (2008) oltre ad un argento mondiale a Varese 2008.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Scoperto dall'ex ciclista Giuseppe Martinelli, il "Piccolo Principe" (così viene soprannominato dai suoi tifosi) inizia tardi l'attività ciclistica, nel 1997 (secondo anno allievi), dopo essersi cimentato nella corsa campestre. Nella categoria allievi vince 14 gare con la squadra Gaiga-Gore Tex e arriva secondo nel campionato italiano della categoria. Nel 1999 conquista la vittoria juniores al campionato del mondo disputato nella natia Verona, arrivando in solitaria sotto lo striscione d'arrivo.[2]

Trascorre due anni nella categoria Under-23 con la Zalf-Euromobil-Fior vincendo quattro gare (tra l'altro la classica Bassano-Montegrappa); firma quindi un contratto con Claudio Corti per il passaggio al professionismo.

2002-2004: i primi anni da pro e la vittoria al Giro[modifica | modifica wikitesto]

Passa professionista nel 2002 con la Saeco. Al primo anno arrivano immediatamente due successi, Giro d'Oro e Giro del Medio Brenta. L'anno seguente dimostra le sue grandi capacità di scalatore vincendo una tappa e la classifica finale della corsa a tappe cinese Tour of Qinghai Lake, mentre nel 2003 partecipa al Giro d'Italia per fare esperienza in una grande corsa a tappe e conclude 34º.

La sua esplosione avviene comunque nel 2004, anno in cui totalizza 18 vittorie. Inizia la stagione in Spagna e tornato in Italia vince il Giro del Trentino con due tappe, il Giro dell'Appennino, il Gran Premio Industria e Artigianato a Larciano e, soprattutto, fa suo il Giro d'Italia con quattro vittorie di tappa arrivando anche secondo nella classifica a punti e di montagna. Dopo il successo di Milano vince il Gran Premio Fred Mengoni battendo gli azzurri di Franco Ballerini e partecipa insieme alla Saeco alla Vuelta a España.

Damiano Cunego durante una cronometro del Giro d'Italia 2005, concluso al 18º posto

Partecipa quindi al Campionato mondiale di Verona giungendo nono nel gruppetto dei migliori, dopo aver tentato la fuga sulla salita delle Torricelle. L'intensa stagione termina con la vittoria alla classica d'autunno, il Giro di Lombardia, davanti all'olandese Michael Boogerd e a Ivan Basso: diventa così il primo ciclista dal 1972 – prima di allora vi riuscì Eddy Merckx – a vincere Giro d'Italia e Lombardia nello stesso anno.[3] Grazie a questi successi passa inoltre, in una sola stagione, dal 224º al primo posto nel ranking mondiale dell'UCI; viene inoltre nominato dall'Istituto ciclistico internazionale miglior ciclista dell'anno solare 2004.

2005-2006: miglior giovane al Tour de France[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 fa parte della formazione Lampre-Caffita, nata per volontà di Mario Galbusera e Sergio Zappella, i patron dei gruppi industriali Lampre e Saeco. In aprile, in preparazione al Giro d'Italia, prende parte al Tour de Romandie, vince una tappa e veste la maglia di leader per due giorni, prima di perdere la leadership nella cronometro finale (chiude comunque secondo nella generale). Al Giro d'Italia di quell'anno, che lo vedeva tra i favoriti per il successo finale insieme al compagno di squadra Gilberto Simoni, Cunego si classifica però soltanto diciottesimo. Causa del rendimento negativo è la mononucleosi, malattia che lo colpisce poco prima della "Corsa Rosa"[4] e che poi gli impone un mese di riposo forzato condizionando la sua stagione agonistica; e proprio per tale motivo Cunego è anche costretto a saltare il Tour de France.[5] Ristabilitosi, torna comunque alla vittoria nel finale di stagione aggiudicandosi il Gran Premio Nobili Rubinetterie,[4] il Trofeo Melinda e la Japan Cup.

Nel 2006 vince la Settimana Internazionale di Coppi e Bartali,[6] il Giro del Trentino, conquista il terzo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi e partecipa al Giro d'Italia concludendolo al quarto posto. Per la prima volta prende parte anche al Tour de France: è protagonista durante l'ultima settimana di corsa, con il secondo posto sull'Alpe d'Huez alle spalle di Fränk Schleck, che lo stacca negli ultimi km,[7] e la conquista della maglia bianca di miglior giovane; in classifica generale giunge 12º a 19 minuti e 19 secondi dal vincitore, poi squalificato, Floyd Landis.

Damiano Cunego in azione durante la cronometro di Pontedera al Giro d'Italia 2006

2007-2008: i due Lombardia, l'Amstel Gold Race e l'argento mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 partecipa al Giro del Trentino, conquistando due tappe e la classifica finale, diventando in tal modo il primo corridore capace di aggiudicarsi per tre volte la corsa a tappe trentina. Partecipa quindi al Giro d'Italia chiudendolo, senza particolari acuti, con un quinto posto in classifica generale, a 3'49" dal vincitore Danilo Di Luca. In settembre partecipa alla Vuelta a España per affinare la condizione in vista del campionato mondiale, ma una brutta caduta ne condiziona il rendimento. Nonostante la caduta ha modo di mettersi in evidenza in montagna, e dopo essere stato inizialmente escluso[8] viene convocato ugualmente per il mondiale di Stoccarda.

Al mondiale svolge un ruolo di gregario, prova ad entrare in una fuga da lontano e contribuisce al successo di Paolo Bettini. A coronare l'ottimo stato di forma arrivano anche i successi nel Gran Premio Bruno Beghelli e soprattutto nel Giro di Lombardia. Nella "Classica delle foglie morte" batte agevolmente in una volata a due Riccardo Riccò, con il quale era scattato sul San Fermo della Battaglia a dieci chilometri dal traguardo;[9] bissa così il successo ottenuto nel 2004, confermando i progressi nelle corse di un giorno.

Nel 2008 cambia programmi ed obiettivi, escludendo il Giro d'Italia dai suoi piani stagionali e puntando tutto sul Tour de France a luglio. Ciò nonostante, riesce ad entrare in forma abbastanza presto e a vincere per la prima volta una tappa alla Vuelta al País Vasco in aprile. Nello stesso mese vince anche l'Amstel Gold Race, battendo Fränk Schleck in volata, e si piazza sul terzo gradino del podio alla Freccia Vallone, rimontando varie posizioni nel finale. Al Tour de France è costretto al ritiro a causa di una caduta nei primi chilometri della 18ª tappa: fino a quel momento era 20º in classifica generale.[10]

Sofferente di problemi respiratori, oltre che dei postumi della caduta subita al Tour, e dopo aver effettuato un test medico, decide di non partecipare ai Giochi olimpici di Pechino; al suo posto subentra nella squadra olimpica Vincenzo Nibali, convocato come riserva per la prova su strada.[11] Dopo la partecipazione alla Vuelta a España (dalla quale si ritira), viene inserito nella lista dei convocati per il Campionato mondiale di Varese, nel quale conquista la medaglia d'argento alle spalle del compagno di squadra Alessandro Ballan. Il 18 ottobre, dopo una fuga di 15 km, con un distacco di più di 20 secondi sul secondo, vince il Giro di Lombardia per la terza volta in carriera.[12]

2009-2010: le vittorie di tappa alla Vuelta a España[modifica | modifica wikitesto]

Damiano Cunego in allenamento durante il Tour de France 2010

Nel 2009 partecipa alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali nella quale conquista, oltre alle due tappe di Faenza e di Serramazzoni, il trionfo finale. Arriva sesto nella classifica generale della Vuelta al País Vasco a 1'16" dal vincitore Alberto Contador. A metà aprile prende il via alle corse del "Trittico delle Ardenne". Nella prima, l'Amstel Gold Race, giunge quinto; tre giorni dopo arriva staccato di 2 secondi dal vincitore Davide Rebellin, alla Freccia Vallone, conclude la corsa al terzo posto; infine, nella Liegi-Bastogne-Liegi, giunge settimo senza neanche partecipare alla volata per il terzo posto.

Dopo un Giro del Centenario molto deludente, partecipa al Tour de Suisse sfiorando la vittoria di tappa a Crans Montana e concludendo la gara al sesto posto. Nell'ultimo fine settimana di giugno corre sul tracciato nei dintorni di Imola per la maglia tricolore che gli sfugge di poco, beffato in volata da Filippo Pozzato. Dopo alcune settimane di riposo torna in sella al Brixia Tour e al Giro del Portogallo in preparazione della seconda parte di stagione.

A settembre, durante la Vuelta a España, ottiene la quarta vittoria stagionale andando a vincere per distacco l'ottava tappa, la prima con arrivo in salita, con un attacco ai 2 km dall'arrivo. Una settimana più tardi conquista ancora una tappa di montagna, con arrivo a La Pandera, giungendo in solitaria dopo aver staccato i compagni di fuga sull'ultima salita. Al campionato mondiale di Mendrisio parte tra i favoriti, ma cede sull'ultimo strappo piazzandosi ottavo.[13] Poche settimane dopo dimostra un'ottima condizione al Giro di Lombardia, riuscendo a riportare il gruppo sui fuggitivi durante la scalata del San Fermo della Battaglia, ma non riesce a rispondere allo scatto vincente di Philippe Gilbert.

Nel 2010 Cunego non ottiene alcuna vittoria, ma solo dei piazzamenti nelle tappe dei Grandi Giri: un secondo posto nella frazione di Montalcino al Giro d'Italia, vinta dal campione del mondo Cadel Evans, poi un terzo e un quarto posto di tappa al Tour de France. Proprio alla Grande Boucle si classifica ventinovesimo nella generale, risultando così il migliore degli italiani, e quinto nella graduatoria riservata agli scalatori.

2011-2012: il ritorno al successo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un digiuno di vittorie durato 527 giorni, Cunego torna al successo il 23 febbraio 2011, conquistando la seconda tappa del Giro di Sardegna.[14] In quella stesa corsa si aggiudica il terzo posto nella classifica finale. Successivamente chiude terzo nella Strade Bianche e ottavo alla Tirreno-Adriatico, a 50" dal vincitore Cadel Evans. Il 10 aprile seguente vince il 72º Giro dell'Appennino precedendo Emanuele Sella e il colombiano Luis Laverde; nello stesso mese, dopo aver partecipato senza particolare successo alle Classiche delle Ardenne, vince la seconda tappa del Tour de Romandie, quella con arrivo a Romont, precedendo di 2" Cadel Evans e Aleksandr Vinokurov.

In giugno gareggia al Tour de Suisse, prende la leadership della classifica generale al termine della terza tappa ma è costretto a cederla proprio nella cronometro finale, preceduto di 4" dallo statunitense Levi Leipheimer. Nel mese di luglio corre il Tour de France, partendo con l'ambizione di ottenere dei successi di tappa. Vista però la buona condizione fisica decide di concentrarsi sulla classifica generale: chiuderà la corsa in sesta posizione, con un ritardo di 6'05" dal vincitore Evans, risultando comunque, per il secondo anno consecutivo, l'italiano meglio piazzato in graduatoria (Ivan Basso conclude settimo).

In agosto partecipa prima alle gare del Trittico Lombardo e poi al Grand Prix de Ouest-France (vinto dal compagno di squadra Grega Bole); nel mese successivo è invece costretto a rinunciare, per problemi fisici, alle classiche canadesi di Québec e Montréal. Prende quindi parte, in ottobre, al Tour of Beijing, distinguendosi per la vittoria del GPM posto in prossimità della Grande muraglia cinese, e poi al Giro di Lombardia nel quale, a causa della condizione fisica non particolarmente brillante, ottiene solamente il 27º posto finale. Conclude la stagione con il quarto posto alla Japan Cup.

Sempre tra le file della Lampre-ISD inizia la stagione 2012 al Giro della Provincia di Reggio Calabria. Partecipa poi al Trofeo Laigueglia e al Gran Premio di Lugano, corsa nella quale ottiene il secondo posto (vince la volata del gruppo che giunge a 5" dal vincitore Eros Capecchi). In marzo prende il via alla Paris-Nice e alla Milano-Sanremo, senza però particolari acuti; si classifica inoltre sesto alla Volta a Catalunya e quarto alla Vuelta al País Vasco. Sempre in aprile partecipa all'Amstel Gold Race (cade all'ultimo chilometro mentre era in corsa per la vittoria),[15] al Giro del Trentino – conquista il successo tappa con arrivo a Sant'Orsola Terme e il secondo posto nella classifica finale – e alla Liegi-Bastogne-Liegi, chiudendo trentacinquesimo. In maggio gareggia quindi al Giro d'Italia in supporto del compagno di squadra Michele Scarponi. Nella "Corsa Rosa" si distingue per numerosi attacchi, come quelli nelle frazioni con arrivo a Cervinia, Pian dei Resinelli e Passo dello Stelvio; proprio nella tappa dello Stelvio, l'ultima in linea, chiude secondo alle spalle del solo Thomas De Gendt. Concluderà sesto nella graduatoria finale. In giugno partecipa poi al Tour de Suisse ed al campionato italiano.

Dopo un periodo di riposo ed allenamento, nei mesi di agosto e settembre prende parte prima alla Clásica San Sebastián e quindi alla Vuelta a España, con il principale obiettivo di rifinire la condizione fisica in vista del mondiale di Valkenburg. La partecipazione al campionato del mondo gli viene però negata a causa di una norma della Federciclismo resa nota pochi giorni prima della gara iridata, la quale prevede l'esclusione dalla nazionale degli atleti anche solo indagati in inchieste riguardanti il doping (il nome di Cunego è presente tra gli indagati nell'inchiesta di Mantova per la quale, visti gli atti, a differenza di altri atleti, mai è stato fermato dalla propria squadra e per la quale l'atleta ha sempre dichiarato la sua estraneità).[16][17] La suddetta decisione è stata ampiamente criticata anche dalla stampa, poiché va contro il principio costituzionale della presunzione d'innocenza.[18] Il 29 settembre partecipa al Giro di Lombardia, giungendo in tredicesima posizione.

2013[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, dopo aver firmato il rinnovo contrattuale con la Lampre-Merida, debutta al Challenge de Mallorca. All'inizio del mese di marzo partecipa alla Tirreno-Adriatico, dove si mette in luce per due lunghe fughe e per la conquista della maglia verde di miglior scalatore. In seguito, consegue una vittoria di tappa alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali sul traguardo di Piane di Mocogno, aggiudicandosi anche la seconda posizione nella classifica finale (dietro il compagno di squadra Diego Ulissi) e la classifica a punti. Nella prima settimana di aprile mostra una condizione fisica non ancora ottimale alla Vuelta al País Vasco, corsa che chiude al 16º posto in classifica generale, condizionato però anche da una sfortunata foratura nella cronometro conclusiva. Dopo una partecipazione incolore alle Classiche delle Ardenne, conclude la prima parte di stagione con il Tour de Romandie.

In giugno partecipa al Critérium du Dauphiné e ai campionati italiani; prende quindi parte al Tour de France, senza tuttavia riuscire a raccogliere alcun risultato di rilievo. Nella parte finale della stagione prende il via delle classiche previste dal calendario World Tour, tra cui il Giro di Lombardia, e di alcune corse del calendario italiano, non riuscendo tuttavia a lottare per la vittoria in nessuna occasione. Conclude la stagione cogliendo un terzo posto alla Japan Cup.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo, Prova in linea juniores
  • 2002 (Saeco, due vittorie)
Giro d'Oro
Giro del Medio Brenta
  • 2003 (Saeco, due vittorie)
5ª tappa Tour of Qinghai Lake (Uuzhu)
Classifica generale Tour of Qinghai Lake
  • 2004 (Saeco, diciotto vittorie)
1ª tappa Giro del Trentino (Marcena di Rumo)
2ª tappa Giro del Trentino (Roncone)
Classifica generale Giro del Trentino
Giro dell'Appennino
Gran Premio Industria e Artigianato
2ª tappa Giro d'Italia (Pontremoli)
7ª tappa Giro d'Italia (Montevergine di Mercogliano)
16ª tappa Giro d'Italia (Falzes)
18ª tappa Giro d'Italia (Bormio 2000)
Classifica generale Giro d'Italia
Criterium di Broni
Trofeo Meregalli
Memorial Marco Pantani
Criterium degli Assi (prova scratch)
Gran Premio Fred Mengoni
Classifica generale Due Giorni Marchigiana
Gran Premio Nobili Rubinetterie
Giro di Lombardia
  • 2005 (Lampre, quattro vittorie)
3ª tappa Tour de Romandie (Anzère)
Gran Premio Nobili Rubinetterie
Trofeo Melinda
Japan Cup
  • 2006 (Lampre, sei vittorie)
Giro d'Oro
3ª tappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Scandiano > Fiorano Modenese)
Classifica generale Settimana Internazionale di Coppi e Bartali
2ª tappa Giro del Trentino (Cles)
Classifica generale Giro del Trentino
Gran Premio Industria e Artigianato
  • 2007 (Lampre, sei vittorie)
1ª tappa Giro del Trentino (Terlago)
2ª tappa Giro del Trentino (Predaia)
Classifica generale Giro del Trentino
4ª tappa Giro di Germania (Sonthofen)
Gran Premio Bruno Beghelli
Giro di Lombardia
  • 2008 (Lampre, cinque vittorie)
5ª tappa Vuelta al País Vasco (Orio)
Gran Premio Primavera
Amstel Gold Race
Giro di Lombardia
Japan Cup
  • 2009 (Lampre, cinque vittorie)
2ª tappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Faenza)
3ª tappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Serramazzoni)
Classifica generale Settimana Internazionale di Coppi e Bartali
8ª tappa Vuelta a España (Alto de Aitana)
14ª tappa Vuelta a España (Sierra de la Pandera)
  • 2011 (Lampre, tre vittorie)
2ª tappa Giro di Sardegna (Nuoro)
Giro dell'Appennino
2ª tappa Tour de Romandie (Romont)
  • 2012 (Lampre, una vittoria)
2ª tappa Giro del Trentino (Sant'Orsola Terme)
  • 2013 (Lampre, una vittoria)
3ª tappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Zola Predosa > Piane di Mocogno)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

Classifica UCI Road World Rankings
Trofeo Bonacossa Giro d'Italia
Classifica giovani Tour de France
Classifica punti Vuelta al País Vasco
Classifica punti Settimana Internazionale di Coppi e Bartali
Classifica scalatori Tirreno-Adriatico
Premio combattività "Franco Mealli" Tirreno-Adriatico
Classifica punti Settimana Internazionale di Coppi e Bartali

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2003: 34º
2004: vincitore
2005: 18º
2006: 4º
2007: 5º
2009: 15º
2010: 11º
2012: 6º
2014: 19º
2006: 11º
2008: non partito (19ª tappa)
2010: 29º
2011: 6º
2013: 55º
2004: 16º
2007: non partito (16ª tappa)
2008: non partito (16ª tappa)
2009: non partito (17ª tappa)
2012: 33º
2014: 76º

Classiche monumento[modifica | modifica wikitesto]

2006: 62º
2010: 34º
2012: 43º
2002: 124º
2005: 9º
2006: 3º
2007: 7º
2008: 30º
2009: 7º
2010: 20º
2011: 16º
2012: 35º
2013: 30º
2014: 13º
2004: vincitore
2005: 29º
2007: vincitore
2008: vincitore
2009: 14º
2011: 27º
2012: 13º
2013: ritirato

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

2002: 817°
2003: 245°
2004: vincitore
2005: 39º
2006: 18º
2007: 8º
2008: 2º

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Cunego Damiano, www.teamlampreisd.com. URL consultato il 27 agosto 2012.
  2. ^ Pier Bergonzi, Angelo Zomegnan, Cunego, arcobaleno sul futuro in archiviostorico.gazzetta.it, 10 ottobre 1999. URL consultato il 12 febbraio 2010.
  3. ^ Grande, grandissimo Cunego: il Lombardia è suo in www.tuttobiciweb.it, 16 ottobre 2004. URL consultato il 18 agosto 2004.
  4. ^ a b Gianluca Oddenino, Arona, finalmente Cunego in www.gazzetta.it, 27 settembre 2009. URL consultato il 27 agosto 2012.
  5. ^ Paolo Tomaselli, Il ritorno di Cunego «Puntate su di me» in archiviostorico.corriere.it, 11 agosto 2005. URL consultato il 27 agosto 2012.
  6. ^ Franco Calamai, Cunego ritorna re nel giorno di Riccò in archiviostorico.gazzetta.it, 26 marzo 2006. URL consultato il 12 febbraio 2010.
  7. ^ Marco Pastonesi, Cunego fa sognare Schleck lo gela in archiviostorico.gazzetta.it, 19 luglio 2006. URL consultato il 12 febbraio 2010.
  8. ^ Claudio Ghisalberti, Luigi Perna, Ecco la Nazionale Dentro Bennati Resta fuori Cunego in archiviostorico.gazzetta.it, 12 settembre 2007. URL consultato il 12 febbraio 2010.
  9. ^ Luca Gialanella, CUNEGO Il bis della svolta Ora il talento è maturo in archiviostorico.gazzetta.it, 21 ottobre 2007. URL consultato il 12 febbraio 2010.
  10. ^ Ciro Scognamiglio, Cunego lascia il Tour in www.gazzetta.it, 24 luglio 2008. URL consultato il 27 agosto 2012.
  11. ^ Damiano Cunego rinuncia alle Olimpiadi in www.corriere.it, 2 agosto 2008. URL consultato il 27 agosto 2012.
  12. ^ Antonino Morici, Tris Cunego al Lombardia in www.gazzetta.it, 18 ottobre 2010. URL consultato il 27 agosto 2012.
  13. ^ Luca Gialanella, Evans campione del Mondo A Mendrisio Cunego solo 8° in www.gazzetta.it, 27 settembre 2009. URL consultato il 27 agosto 2012.
  14. ^ Francesco Sulas, Giro di Sardegna 2011: Un urlo esplode 527 giorni dopo - Cunego vince a Nuoro, finita l'astinenza in www.cicloweb.it, 23 febbraio 2011. URL consultato il 26 agosto 2012.
  15. ^ Claudio Bagni, Amstel, il trionfo di Gasparotto "Non riesco ancora a crederci" in www.gazzetta.it, 15 aprile 2012. URL consultato il 27 agosto 2012.
  16. ^ Luca Capuano, Valkenburg 2012, niente mondiali per Cunego e Ballan? in www.spaziociclismo.it, 1° settembre 2012. URL consultato l'11 settembre 2012.
  17. ^ Renzo Puliero, Damiano Cunego: "Ingiusto restare a casa dal Mondiale" in www.larena.it, 11 settembre 2012. URL consultato l'11 settembre 2012.
  18. ^ Marco Grassi, Caso Federciclismo: Di Rocco fa a pezzi l'Italia di Bettini in www.cicloweb.it, 2 settembre 2012. URL consultato l'11 settembre 2012.
  19. ^ Cerimonia di consegna dei Collari d'Oro 2006

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]