Damiano Cunego
| Damiano Cunego | ||
|---|---|---|
| Damiano Cunego al Giro d'Italia 2006 | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Damiano Cunego | |
| Paese | ||
| Altezza | 169 cm | |
| Peso | 58 kg | |
| Ciclismo |
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| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada | |
| Squadra | ||
| Carriera | ||
| Squadre di club | ||
| 2002-2004 | ||
| 2005- | ||
| Nazionale | ||
| 2004- | ||
| Palmarès | ||
| Oro | Verona 1999 | In linea Jr |
| Argento | Varese 2008 | In linea |
| Statistiche aggiornate al maggio 2011 | ||
Damiano Cunego (Cerro Veronese, 19 settembre 1981) è un ciclista su strada italiano che corre per la Lampre-ISD.
Ha vinto il Giro d'Italia 2004, tre Giri di Lombardia (2004, 2007 e 2008) e un'Amstel Gold Race (2008).
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Gli esordi
Scoperto dall'ex ciclista Giuseppe Martinelli, il "Piccolo Principe" (così viene soprannominato dai suoi tifosi) inizia tardi l'attività ciclistica, nel 1997 (secondo anno allievi), dopo essersi cimentato nella corsa campestre. Nella categoria allievi vince 14 gare con la squadra Gaiga-Gore Tex e arriva secondo nel campionato italiano della categoria. Nel 1999 conquista la vittoria juniores al campionato del mondo disputato nella natia Verona, arrivando in solitaria sotto lo striscione d'arrivo.[1]
Trascorre due anni nella categoria Under-23 con la Zalf-Euromobil-Fior vincendo quattro gare (tra l'altro la classica Bassano-Montegrappa); firma quindi un contratto con Claudio Corti per il passaggio al professionismo.
[modifica] 2002-2004: i primi anni da pro e la vittoria al Giro
Passa professionista nel 2002 con la Saeco. Al primo anno arrivano immediatamente due successi, Giro d'Oro e Giro del Medio Brenta. L'anno seguente dimostra le sue grandi capacità di scalatore vincendo una tappa e la classifica finale della corsa a tappe cinese Tour of Qinghai Lake, mentre nel 2003 partecipa al Giro d'Italia per fare esperienza in una grande corsa a tappe e conclude 34º.
La sua esplosione avviene comunque nel 2004, anno in cui totalizza 18 vittorie. Inizia la stagione in Spagna e tornato in Italia vince il Giro del Trentino con due tappe, il Giro dell'Appennino, il Gran Premio Industria e Artigianato a Larciano e, soprattutto, fa suo il Giro d'Italia con quattro vittorie di tappa arrivando anche secondo nella classifica a punti e di montagna. Dopo il successo di Milano vince il Gran Premio Fred Mengoni battendo gli azzurri di Franco Ballerini e partecipa insieme alla Saeco alla Vuelta a España.
Partecipa quindi al Campionato mondiale di Verona giungendo nono nel gruppetto dei migliori, dopo aver tentato la fuga sulla salita delle Torricelle. L'intensa stagione termina con la vittoria alla classica d'autunno, il Giro di Lombardia, davanti all'olandese Michael Boogerd e a Ivan Basso: diventa così il primo ciclista dal 1972 – allora vi riuscì Eddy Merckx – a vincere Giro d'Italia e Lombardia nello stesso anno.[2] Grazie a questi successi passa inoltre, in una sola stagione, dal 224º al primo posto nel ranking mondiale dell'UCI; viene inoltre nominato dall'Istituto ciclistico internazionale miglior ciclista dell'anno solare 2004.
[modifica] 2005-2006: miglior giovane al Tour de France
Nel 2005 fa parte della formazione Lampre-Caffita, nata per volontà di Mario Galbusera e Sergio Zappella, i patron dei gruppi industriali Lampre e Saeco. Per prepararsi al meglio in vista del Giro d'Italia, che lo vede tra i favoriti per la vittoria finale insieme al compagno di squadra Gilberto Simoni, prende parte al Giro di Romandia, vincendo una tappa e vestendo la maglia di leader per due giorni; perde la leadership soltanto nella cronometro finale, giungendo secondo in classifica generale. La corsa rosa di quell'anno è però una vera debacle per il corridore veronese: il suo rendimento negativo è però dovuto alla mononucleosi, malattia che gli impone un periodo di riposo forzato e che ne condiziona pesantemente l'intera stagione agonistica, non permettendogli peraltro di prendere parte al Tour de France.
Nel 2006 vince la Settimana Internazionale di Coppi e Bartali,[3] il Giro del Trentino, conquista il terzo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi e partecipa al Giro d'Italia concludendolo al quinto posto. Per la prima volta prende parte anche al Tour de France: è protagonista durante l'ultima settimana di corsa, con il secondo posto sull'Alpe d'Huez alle spalle di Fränk Schleck, che lo stacca negli ultimi km,[4] e la conquista della maglia bianca di miglior giovane; in classifica generale giunge 12º a 19 minuti e 19 secondi dal vincitore, poi squalificato, Floyd Landis.
[modifica] 2007-2008: i due Giri di Lombardia e il secondo posto mondiale
Nel 2007 partecipa al Giro del Trentino, conquistando due tappe e la classifica finale, diventando in tal modo il primo corridore capace di aggiudicarsi per tre volte la corsa a tappe trentina. Partecipa quindi al Giro d'Italia chiudendolo, senza particolari acuti, con un quinto posto in classifica generale, a 3'49" dal vincitore Danilo Di Luca. In settembre partecipa alla Vuelta a España per affinare la condizione in vista del campionato mondiale, ma una brutta caduta ne condiziona il rendimento. Nonostante la caduta ha modo di mettersi in evidenza in montagna, e dopo essere stato inizialmente escluso[5] viene convocato ugualmente per il mondiale di Stoccarda.
Al mondiale svolge un ruolo di gregario, prova ad entrare in una fuga da lontano e contribuisce al successo di Paolo Bettini. A coronare l'ottimo stato di forma arrivano anche i successi nel Gran Premio Bruno Beghelli e soprattutto nel Giro di Lombardia. Nella "Classica delle foglie morte" batte agevolmente in una volata a due Riccardo Riccò, con il quale era scattato sul San Fermo della Battaglia a dieci chilometri dal traguardo;[6] bissa così il successo ottenuto nel 2004, confermando i progressi nelle corse di un giorno.
Nel 2008 cambia programmi ed obiettivi, escludendo il Giro d'Italia dai suoi piani stagionali e puntando tutto sul Tour de France a luglio. Ciò nonostante, riesce ad entrare in forma abbastanza presto e a vincere per la prima volta una tappa nel difficile Giro dei Paesi Baschi in aprile. Nello stesso mese vince anche l'Amstel Gold Race, battendo Fränk Schleck in volata, e si piazza sull'ultimo gradino del podio alla Freccia Vallone, rimontando varie posizioni nel finale. Al Tour de France è costretto al ritiro a causa di una caduta nei primi chilometri della 18ª tappa: fino a quel momento era 16º in classifica generale.
Sofferente di problemi respiratori, oltre che dei postumi della caduta subita al Tour, e dopo aver effettuato un test medico, decide di non partecipare alle Olimpiadi di Pechino; al suo posto subentra nella squadra olimpica Vincenzo Nibali, convocato come riserva per la prova su strada[7]. Dopo la partecipazione alla Vuelta a España (dalla quale si ritira), viene inserito nella lista dei convocati per il Campionato mondiale di Varese, nel quale conquista la medaglia d'argento alle spalle del compagno di squadra Alessandro Ballan. Il 18 ottobre, dopo una fuga di 15 km, con un distacco di più di 20 secondi sul secondo, vince il Giro di Lombardia per la terza volta in carriera.
[modifica] 2009: le due tappe alla Vuelta a España
Nel 2009 partecipa alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali nella quale conquista, oltre alle tappe di Faenza e di Serramazzoni, il trionfo finale. Arriva sesto nella classifica generale del Giro dei Paesi Baschi ad 1'16" dal vincitore Alberto Contador. A metà aprile prende il via alle corse del "Trittico delle Ardenne". Nella prima, l'Amstel Gold Race, giunge quinto; tre giorni dopo arriva staccato di 2 secondi dal vincitore Davide Rebellin, alla Freccia Vallone, conclude la corsa al terzo posto; infine, nella Liegi-Bastogne-Liegi, giunge settimo senza neanche partecipare alla volata per il terzo posto.
Dopo un Giro del Centenario molto deludente, partecipa al Tour de Suisse sfiorando la vittoria di tappa a Crans Montana e concludendo la gara al sesto posto. Nell'ultimo fine settimana di giugno corre sul tracciato nei dintorni di Imola per la maglia tricolore che gli sfugge di poco, beffato in volata da Filippo Pozzato. Dopo alcune settimane di riposo torna in sella al Brixia Tour e al Giro del Portogallo in preparazione della seconda parte di stagione.
A settembre, durante la Vuelta a España, ottiene la prima sua importante vittoria stagionale andando a vincere per distacco l'ottava tappa, la prima con arrivo in salita, con un attacco ai 2 km dall'arrivo. Una settimana più tardi conquista ancora una tappa di montagna, con arrivo a La Pandera con un arrivo in solitario, dopo aver staccato i compagni di fuga sull'ultima salita. Al campionato mondiale di Mendrisio parte tra i favoriti, ma cede sull'ultimo strappo piazzandosi ottavo. Poche settimane dopo dimostra un'ottima condizione al Giro di Lombardia, riuscendo a riportare il gruppo sui fuggitivi durante la scalata del San Fermo della Battaglia, ma non riesce a rispondere allo scatto vincente di Philippe Gilbert.
[modifica] 2010-2011: il ritorno al successo
Nel 2010 Cunego non ottiene alcuna vittoria, ma solo dei buoni piazzamenti nelle tappe dei grandi giri, un secondo posto al Giro d'Italia dietro al campione del mondo Cadel Evans, un terzo e un quarto posto al Tour de France, che chiuderà in ventinovesima posizione delle generale, risultando così il migliore degli italiani, e al quinto posto nella classifica scalatori.
Il 23 febbraio 2011 Cunego ritorna al successo dopo un digiuno di 17 mesi conquistando la seconda tappa del Giro di Sardegna. Si aggiudica il terzo posto nella classifica finale della stessa manifestazione. Successivamente si classifica terzo nella gara Strade Bianche; alla Tirreno-Adriatico mette quindi in mostra una buona condizione fisica correndo in appoggio del compagno di squadra Michele Scarponi (che si classificherà terzo in classifica generale) e giungendo ottavo a 50" dal vincitore Cadel Evans. Il 10 aprile seguente vince il 72º Giro dell'Appennino precedendo Emanuele Sella e il colombiano Luis Laverde.
Dopo aver partecipato senza particolare successo alle Classiche delle Ardenne, in aprile vince la seconda tappa del Tour de Romandie (con arrivo a Romont), precedendo di 2" Cadel Evans e Aleksandr Vinokurov. In giugno gareggia al Tour de Suisse, prende la leadership della classifica generale al termine della terza tappa ma è costretto a cederla proprio nella cronometro finale, preceduto di 4" dallo statunitense Levi Leipheimer. Nel mese di luglio prende parte al Tour de France, partendo con l'ambizione di ottenere dei successi di tappa. Vista, però, la condizione fisica favorevole si concentra sulla classifica generale, concludendo la corsa in sesta posizione con un ritardo di 6'05" dal vincitore Evans. Risulta, per il secondo anno consecutivo, il miglior italiano della Grande Boucle essendo riuscito a concludere la corsa davanti a Ivan Basso, settimo.
In agosto partecipa prima alle gare del Trittico Lombardo e poi al Grand Prix de Ouest-France (vinto dal compagno di squadra Grega Bole). Il mese successivo è costretto a rinunciare, per problemi fisici, alle classiche canadesi di Québec e Montréal. Prende quindi parte, ad inizio ottobre, al Tour of Beijing nel quale si contraddistingue per la vittoria del GPM posto in prossimità della Grande muraglia cinese, e poi al Giro di Lombardia nel quale, a causa della condizione fisica non particolarmente brillante, ottiene solamente il 27º posto finale. Conclude la stagione con la Japan Cup, corsa nella quale rimane nel gruppetto di testa fino alla conclusione, ottenendo il quarto posto in volata.
[modifica] Palmarès
[modifica] Altri successi
- Classifica UCI Road World Rankings
- Classifica giovani Tour de France
- Classifica punti Giro dei Paesi Baschi
- Classifica punti Settimana Internazionale di Coppi e Bartali
[modifica] Piazzamenti
[modifica] Grandi Giri
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[modifica] Classiche monumento
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[modifica] Competizioni mondiali
[modifica] Riconoscimenti
- Oscar TuttoBici juniores nel 1999
- Giglio d'Oro rivelazione dell'anno nel 2003
- Atena d'Argento al Galà del Ciclismo di Conegliano nel 2004
- Premio Sport del Comune di Camaiore nel 2004
- Oscar TuttoBici professionisti nel 2004 e 2009
- Premio Gazzetta dello Sport-Fausto Coppi nel 2004
- Collare d'Oro al Merito Sportivo nel 2006[8]
- Miglior atleta italiano nel 2008
- Premio Italia al Galà del Ciclismo di Conegliano nel 2009
[modifica] Note
- ^ Pier Bergonzi, Angelo Zomegnan. «Cunego, arcobaleno sul futuro». La Gazzetta dello Sport, 10 10 1999. URL consultato in data 12-02-2010.
- ^ «Grande, grandissimo Cunego: il Lombardia è suo». www.tuttobiciweb.it, 16 ottobre 2004. URL consultato in data 18 agosto 2004.
- ^ Franco Calamai. «Cunego ritorna re nel giorno di Riccò». La Gazzetta dello Sport, 26 03 2006. URL consultato in data 12-02-2010.
- ^ Marco Pastonesi. «Cunego fa sognare Schleck lo gela». La Gazzetta dello Sport, 19 07 2006. URL consultato in data 12-02-2010.
- ^ Claudio Ghisalberti, Luigi Perna. «Ecco la Nazionale Dentro Bennati Resta fuori Cunego». La Gazzetta dello Sport, 12 09 2007. URL consultato in data 12-02-2010.
- ^ Luca Gialanella. «CUNEGO Il bis della svolta Ora il talento è maturo». La Gazzetta dello Sport, 21 10 2007. URL consultato in data 12-02-2010.
- ^ Damiano Cunego rinuncia alle Olimpiadi - Corriere della Sera, 2 agosto 2008
- ^ Cerimonia di consegna dei Collari d'Oro 2006
[modifica] Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Damiano Cunego
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale
- Profilo su Cyclebase.nl
- (FR) Profilo su Memoireducyclisme.net
- Profilo su Museodelciclismo.it
- Profilo su Sitodelciclismo.net
- (FR) Piazzamenti su Les-sports.info