Passo di Gavia

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Passo del Gavia
Passo del Gavia.jpg
Passo del Gavia
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Brescia Brescia
Sondrio Sondrio
Località collegate Ponte di Legno
Santa Caterina di Valfurva
Altitudine 2.621 m s.l.m.
Coordinate 46°20′36.96″N 10°29′16.44″E / 46.3436°N 10.4879°E46.3436; 10.4879Coordinate: 46°20′36.96″N 10°29′16.44″E / 46.3436°N 10.4879°E46.3436; 10.4879
Infrastruttura SS 300 del Passo di Gavia
Pendenza massima 16%
Lunghezza 17,3 km
Chiusura invernale ottobre-maggio 
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo del Gavia

Il Passo del Gavia (2.621 m) è un valico alpino delle Alpi Retiche meridionali, che mette in comunicazione la valle del Gavia (Valfurva) e l'alta Valle Camonica, ai confini fra le province di Sondrio e Brescia.

È attraversato da una strada rotabile (SS 300 del Passo di Gavia) ad alto contenuto paesaggistico che da Bormio, passando da Santa Caterina di Valfurva (alta Valtellina) conduce a Ponte di Legno. È meta turistica frequente di cicloamatori e motociclistici d'estate e con scarso traffico veicolare, soggetto a chiusura invernale.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

La salita del Gavia, classificabile come salita alpina lunga, dall'importante dislivello, dall'elevata quota altimetrica raggiunta e con pendenze medio-alte dal versante di Ponte di Legno, è meta frequente di cicloamatori d'estate. Meno duro (più lunga, ma pendenze meno difficili) il versante opposto da Bormio-Santa Caterina Valfurva[1].

Il Passo di Gavia è stato reso celebre dal Giro d'Italia di ciclismo, in quanto rappresenta una delle salite diventate ormai mitiche, nonostante sia una strada secondaria poco frequentata dal traffico veicolare. È stata Cima Coppi per 7 volte nel 1989, 1996, 1999, 2004, 2006, 2008, 2010.

La prima ascesa risale al 1960, con la celebre impresa del vicentino Imerio Massignan, passato solitario in vetta, ma che dovette cedere al lussemburghese Charly Gaul a causa di ben due forature in discesa, arrivando al traguardo di Bormio con 14 secondi di ritardo e con il tubolare a terra, poiché non aveva potuto sostituirlo in fase finale di gara. Allora la strada era ancora sterrata in molti tratti[2].

Nell'anno successivo il Giro doveva passare nuovamente dal passo, ma la corsa fu deviata per neve a favore del passo dello Stelvio.

Dopo di allora si tornò a salire il passo Gavia solo nel Giro d'Italia 1988, con una tappa divenuta mitica, corsa sotto un'improvvisa e inaspettata bufera di neve.

Nel 1989 la scalata fu nuovamente annullata per le avverse condizioni meteo mentre nelle edizioni del 1996, del 1999, del 2000, del 2008 e del 2010 si riuscì a transitare regolarmente, nonostante nel 2010 la tappa sia stata in dubbio fino alla mattina stessa della scalata; in quella occasione la salita al passo è stata affrontata, per la prima volta, dal versante di Bormio mentre in precedenza era sempre stata affrontata da quello, ben più difficile, di Ponte di Legno.

La seconda parte della salita al Passo dal versante bresciano di Ponte di Legno è stata asfaltata durante gli anni novanta proprio a causa del passaggio della manifestazione ciclistica.

Oggi, insieme al Passo del Mortirolo che si può percorrere in successione una volta scesi in Valtellina, rappresenta una delle mete più ambite dai cicloamatori.

Il transito sul passo era previsto anche nella 19ª tappa del Giro d'Italia 2013 (Ponte di Legno-Val Martello) assieme al Passo dello Stelvio, ma a causa delle avverse condizioni meteorologiche i due passaggi sono stati annullati e la tappa prima modificata in più punti e poi definitivamente annullata. La medesima tappa è stata riproposta per il Giro d'Italia 2014 e nonostante le condizioni meteo difficili (neve durante il passaggio in vetta), ha visto il transito per primo del colombiano Robinson E. Chalapud Gomez. La salita è stata affrontata dal versante di Ponte di Legno.

PASSAGGI IN VETTA AL PASSO GAVIA

Giro d'Italia 1960; Imerio Massignan (ITALIA); Giro d'Italia 1988; Andrew Hampsten(USA); Giro d'Italia 1996; Hernán Buenahora (Colombia); Giro d'Italia 1999; José Jaime González (Colombia); Giro d'Italia 2000; José jaime González (Colombia), Giro d'Italia 2004; Vladimir Miholjević (Croazia) Giro d'Italia 2006; Juan Manuel Gárate (Spagna) Giro d'Italia 2008; Julio Alberto Pérez Cuapio (Messico) Giro d'Italia 2010; Johann Tschopp (Svizzera) Giro d'Italia 2014; Robinson E. Chalapud Gomez (Colombia)

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

In prossimità del passo esiste l'unico luogo in Italia dove è possibile trovare un tratto di Tundra artica, relitto dell'ultima glaciazione (Glaciazione Würm), che copre una estensione di circa duecento metri quadrati su dei dossi morenici, con presenza di Polytrichum sexangularis, Salix herbacea, Carex curvula, Loiseleuria procumbens, Ranunculus glacialis, etc.[3]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Gaviapass.jpg

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Passo Gavia - dati Tecnici, dimifox.it.
  2. ^ La "prima" del Giro d'Italia sul Gavia
  3. ^ Da Giacomini, La Tundra del Gavia, Pubblicazione fuori commercio per il Parco Nazionale dello Stelvio, 1975; e in La flora, op. cit.

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