Piani dei Resinelli

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Piani dei Resinelli
Lecco dai Resinelli.jpg
Lecco vista dai Piani Resinelli
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Lecco Lecco
Comune Lecco
Altezza 1200-1300 m s.l.m.
Catena Prealpi lombarde
Coordinate 45°54′19.4″N 9°23′36.54″E / 45.905389°N 9.393483°E45.905389; 9.393483Coordinate: 45°54′19.4″N 9°23′36.54″E / 45.905389°N 9.393483°E45.905389; 9.393483
Altri nomi e significati Piani Resinelli
Pian de' Resinelli
Piàn di Resnèi, in lingua Lombarda
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Piani dei Resinelli

I Piani dei Resinelli o Piani Resinelli o Pian de' Resinelli (Piàn di Resnèi in lingua Lombarda, variante lecchese, ossia "Altopiano della famiglia Resinelli", dal nome della famiglia che ne ebbe la proprietà), è un altipiano tra i 1200 ed i 1300 m s.l.m.[1] situato nelle Prealpi lombarde in provincia di Lecco. Qui nasce il torrente Calolden.

Questo altipiano è situato alle pendici della Grignetta, divenendone punto di appoggio per le relative escursioni, estendendosi sui comuni di Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Ballabio e Lecco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie risalgono al XVII secolo quando veniva usata dalla famiglia Alippi come alpeggio. Nel 1830 la famiglia Resinelli, vi costruì un roccolo di caccia e dal 1930 questo divenne il nome della località. Sulla fine XIX secolo si costruiscono i primi rifugi: nel 1899 quello della Società Escursionisti Milanesi, nel 1911 il rifugio Carlo Porta. Nel 1917 venne costruita la chiesetta progettata dall'architetto Paolo Mezzanotte dedicata al Sacro Cuore.

All'inizio del XX secolo con la diffusione dell'alpinismo e del turismo nasce l'esigenza di collegare attraverso una strada carrabile i Piani, allora raggiungibili con mulattiera, al fondovalle. Il primo progetto, realizzato dall'ingegnere Naco Guzzi, risale al 1915, ma l'inaugurazione della Strada Consortile Ballabio - Piani Resinelli arriva il 7 ottobre 1936. La strada che era di proprietà di un consorzio costituito dai quattro comuni di Ballabio, Abbadia Lariana, Mandello del Lario e Lecco, rimane a pedaggio sino al 1980.

Dopo la realizzazione della strada i Piani hanno avuto uno sviluppo turistico con la costruzione di rifugi, alberghi, case da vacanza e impianti sciistici.

La pratica dello sci ai Resinelli ha origini molto antiche. Nel febbraio 1913 la SEL (Società Escursionisti Lecchesi) vi organizzò i primi campionati italiani. In seguito venne realizzato anche un trampolino per il salto con gli sci, successivamente smantellato.
Alla fine degli anni Cinquanta sorsero i primi impianti sciistici. In pochi anni vennero aperti tre impianti: gli skilift Coltignone, Baby e la manovia Campo Scuola. La località poté contare su un'ottima frequentazione, in quanto era ottima sia per i principianti, che per gli sciatori più esperti, che potevano cimentarsi sulle piste servite dallo skilift Coltignone. Negli anni Ottanta il progressivo calo di presenze e la sempre minor quantità di neve, portarono in difficoltà economica i gestori degli impianti sciistici, che vennero così abbandonati.

Parco Valentino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1961 in seguito alla donazione fatta dalla famiglia lecchese Gerosa-Crotta al Touring Club Italiano di un'area di circa 185 ettari estesa a nord del monte Coltignone, ai Piani Resinelli è nato il parco Valentino; al suo centro c'è il museo naturalistico delle Grigne.

Le miniere[modifica | modifica wikitesto]

Il parco Minerario dei Piani Resinelli permette di visitare le miniere piombo-zincifere poste a 1300 m nella formazione detta "dolomia metallifera". Furono sfruttate dal XVI secolo fino alla seconda guerra mondiale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: http://www.nirvanaverde.it/index.cfm?fuseaction=cartografia&id=1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Magni, Guida illustrata della Valsassina, 1926
  • Dino Brivio, Montagna facile, Itinerari lecchesi - Banca Popolare di Lecco 1980

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]