Mendrisio

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Mendrisio
comune
Mendrisio – Stemma
Mendrisio vista dalle pendici del Monte Generoso
Mendrisio vista dalle pendici del Monte Generoso
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Canton Ticino
Distretto Mendrisio-coat of arms.svg Mendrisio
Amministrazione
Sindaco Carlo Croci (PPD)
Territorio
Coordinate 45°52′N 8°59′E / 45.866667°N 8.983333°E45.866667; 8.983333 (Mendrisio)Coordinate: 45°52′N 8°59′E / 45.866667°N 8.983333°E45.866667; 8.983333 (Mendrisio)
Altitudine 367 m s.l.m.
Superficie 32,01 km²
Abitanti 15 356[2] (31-12-2013)
Densità 479,73 ab./km²
Quartieri vedi
Comuni confinanti Besano (IT-VA), Bizzarone (IT-CO), Brusino Arsizio, Castel San Pietro, Clivio (IT-VA), Coldrerio, Novazzano, Melano, Porto Ceresio (IT-VA), Riva San Vitale, Saltrio (IT-VA), Stabio, Viggiù (IT-VA)
Altre informazioni
Lingue italiano, ticinese [1]
Cod. postale 6850
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5254
Targa TI
Nome abitanti mendrisiensi
Patrono Santi Cosma e Damiano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Mendrisio
Mendrisio – Mappa
Sito istituzionale

Mendrisio (Mendrìs in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, capoluogo del distretto omonimo.

Il 4 aprile 2004 ha inglobato l'ex comune di Salorino e il 5 aprile 2009 Mendrisio (2004: 6.633 abitanti), ha realizzato un'ulteriore fusione con gli ex comuni di Arzo (2000: 1.010 abitanti), Capolago (2000: 758 abitanti), Genestrerio (2000: 827 abitanti), Rancate (2000: 1.353 abitanti) e Tremona (2000: 393 abitanti). Il 14 aprile 2013, sono stati aggregati i comuni limitrofi di Besazio, Ligornetto e Meride[3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età antica[modifica | modifica sorgente]

Fu forse popolata in epoca preromana da popolazioni lepontiche e insubri, l'integrazione fra Celti e Romani è testimoniato dalla lapide dedicata a Publio Valerio Dromone, un notabile locale, che si trova inglobata nella vecchia torre campanaria.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

La prima testimonianza certa di una comunità di nome Mendrisio è di epoca longobarda, in cui per la prima volta, nel 793, è citato il toponimo Mendrici, che un genitivo richiamante Mendricus o Manricus, probabilmente dal nome di un capo della fara longobarda che si era stanziata nel territorio.

Durante l'Età dei Comuni, Mendrisio gravitò nell'area di influenza della Città di Como. Il borgo era un'importante località di difesa, grazie ai suoi tre castelli, e presto si attirò le mire della Città di Milano. Como uscì sconfitta dallo scontro con Milano e il Borgo di Mendrisio entrò a far parte dello Stato milanese.

Periodo milanese e ducale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1424 sono segnalati per la prima volta degli statuti di Mendrisio, che presumibilmente derivavano dalla semplice adozione degli statuti di Lugano (salvo l'aggiunta di alcune feste locali).[4]

Nel 1433 Filippo Maria Visconti, duca di Milano, assegnò il Borgo di Mendrisio alla famiglia Sanseverino, che instaurò un governo dispostico. I mendrisiensi si ribellarono ripetutamente, finché nel 1485 i Sanseverino dovettero abbandonare il borgo. Mendrisio passò sotto il diretto controllo del duca, il quale nominava un podestà che, in collaborazione coi consoli scelti fra le famiglie patrizie cittadine, governava il borgo.

Nel 1512 il Mendrisiotto venne conquistato dall'esercito dei Confederati che si videro riconosciute le loro conquiste nel 1515, con la Pace di Friburgo, ma di fatto, fino al 1522, Mendrisio venne ancora amministrato dal podestà del Ducato di Milano e dai consoli.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1803 il distretto di Mendrisio, insieme con gli altri baliaggi, andò a costituire il Canton Ticino (parificato agli altri Cantoni svizzeri in seguito all'Atto di mediazione napoleonico). Dal 1810 al 1813 il territorio venne temporaneamente occupato dalle truppe del Regno d'Italia del generale Achille Fontanelli, che ne reclamavano l'annessione, con il pretesto di reprimervi il "contrabbando" fra Svizzera e Regno d'Italia.

Evo contemporaneo[modifica | modifica sorgente]

Dal 1996 Mendrisio è sede dell'Accademia di Architettura di Mendrisio[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Foto[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Pollini.
Villa Argentina.
Casa Croci.

Mendrisio (Centro Storico)[modifica | modifica sorgente]

Quartiere di Salorino[modifica | modifica sorgente]

Quartiere di Rancate[modifica | modifica sorgente]

Quartiere di Besazio[modifica | modifica sorgente]

Quartiere di Ligornetto[modifica | modifica sorgente]

Quartiere di Meride[modifica | modifica sorgente]

Edilizia militare[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Cultura[modifica | modifica sorgente]

L'Accademia di Architettura.

Persone legate a Mendrisio[modifica | modifica sorgente]

  • Michael Albasini (1980), ciclista su strada, della squadra Velo Club Mendrisio
  • Mario Botta (1943), architetto, nato a Mendrisio
  • Luigi Lavizzari (1814 – 1875), naturalista e geologo, Consigliere di Stato, nacque a Mendrisio.
  • Pio Ortelli (1910 – 1963), docente e scrittore, nacque e insegnò a Mendrisio
  • Guglielmo Della Torre (ca. 1140 – 1226), vescovo di Como, beato, nato a Mendrisio.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione comunale[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Il primo luglio 2006 è stato fondato il Football Club Mendrisio, che milita in prima lega. La società gioca sul Campo comunale Mendrisio costruito nel 1945.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

La pallacanestro ha occupato e occupa ancora un posto di tutto rispetto nel panorama sportivo di Mendrisio, alla fine degli anni sessanta nasce la squadra femminile della Riri Mendrisio, la quale vince 4 titoli svizzeri e 3 coppe nazionali oltre che partecipare alla Coppa Campioni contro le più forti squadre europee; la società, causa mancata riconferma dello sponsor principale, cessa la sua attività nel 1972. Nel 1977 è arrivata da Lugano la squadra del Molino Nuovo con la denominazione di MoMo Basket, approdano a Mendrisio grandi campioni del passato Bob Heck, Robert Heck, Bob Lauriski, Ken Brady, Gary Stich, Mike Schultz, Keith Mc Cord. Dopo anni di gloria, alla fine del campionato 1983–1984 culminata con la retrocessione in LNB, causa mancanza di fondi, la dirigenza decise di ritirarare dal panorama cestistico svizzero il MoMo Basket. Nel 1991 venne trasferita la società di Basket di Morbio Inferiore SPMI a Mendrisio. Oggi il Mendrisio Basket partecipa con il settore giovanile ai vari campionati regionalli (circa 100 ragazzi) e con la prima squadra al campionato di IIa Lega Cantonale.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il dialetto ticinese della lingua lombarda, parlato nell'intero cantone non è riconosciuto ufficialmente.
  2. ^ La città di Mendrisio
  3. ^ Amministrazione federale: aggregazioni comunali
  4. ^ Chittolini, 1995, 172.
  5. ^ Messaggio n. 4583 del 15 ottobre 1996
  6. ^ Ordine dei Cappuccini in Dizionario storico della Svizzera.
  7. ^ Scalinata della Chiesa di San Zeno - Inventario dei beni culturali
  8. ^ Oratorio di San Rocco - Inventario dei beni culturali
  9. ^ Oratorio di San Rocco
  10. ^ Oratorio di San Giuseppe - Inventario dei beni culturali
  11. ^ Chiesa-oratorio di San Giovanni Battista - Inventario dei beni culturali
  12. ^ Oratorio di San Giorgio - Inventario dei beni culturali
  13. ^ Torre con lapide romana - Inventario dei beni culturali
  14. ^ Museo d'arte di Mendrisio

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angelo Baroffio, Memorie istoriche sulle diverse chiese ed oratorj esistenti in Mendrisio, in Bollettino storico della Svizzera italiana, anno 1, numero 1, Carlo Colombi, Bellinzona 1879, 8-13; Idem, Ibidem, anno 1, numero 2.
  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 203-209.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Giuseppe Martinola (a cura di), Invito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 49-52, 56, 66.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 22, 36-38, 40, 45, 294, 299, 366, 410, 414-421, 511, 543.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 221-319.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 292, 335, 353-361, 385.
  • Mario Medici, Storia di Mendrisio, I-II, Banca Raiffeisen di Mendrisio, Mendrisio 1980.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Fabrizio Frigerio, "Mendrisio (Vogtei)", Schweizer Lexikon, Lucerna, Mengis & Ziehr Ed., 1991-1993, vol. IV, p. 527
  • Giorgio Chittolini, A proposito di statuti e copiaticci, jus proprium e autonomia, in Archivio Storico Ticinese, anno XXXII, numero 118, Casagrande, Bellinzona 1995.
  • Raffaello Ceschi, Governanti e governati, in Storia della Svizzera italiana dal Cinquecento al Settecento, Bellinzona, 2000.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 416, 438-447, 449-451, 453, 454, 455, 464, 470, 475, 478, mappa 439.
  • Francesca Mariani Arcobello, Socialista di frontiera., L'avvocato Francesco Nino Borella (1883 - 1963), Fondazione Piero e Marco Pellegrini-Guglielmo Canevascini, Bellinzona 2008.
  • Stefania Bianchi (a cura di), L'Ospedale della Beata Vergine di Mendrisio. 150 anni di storia e memoria, Casa Croci, Mendrisio 2010.
  • Mauro Cerutti, Un importante repertorio biografico dei volontari svizzeri nella guerra civile spagnola, in Archivio Storico Ticinese, Casagrande, Bellinzona 2010.
  • Marco Schnyder, Famiglie e potere. Il ceto dirigente di Lugano e Mendrisio tra Sei e Settecento, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]