Mendrisio
| Mendrisio comune |
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Mendrisio |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | |||||
| Sindaco | Carlo Croci (Partito Popolare Democratico) dal 04.04.1994 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°52′00″N 8°58′00″E / 45.866667°N 8.983333°ECoordinate: 45°52′00″N 8°58′00″E / 45.866667°N 8.983333°E | ||||
| Altitudine | 367 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 32,1 km² | ||||
| Abitanti | 14 815[1] (31.12.2011) | ||||
| Densità | 461,53 ab./km² | ||||
| Quartieri | Arzo, Besazio, Capolago, Genestrerio, Ligornetto, Meride, Rancate, Salorino, Tremona | ||||
| Comuni confinanti | Besano (IT-VA), Bizzarone (IT-CO), Brusino Arsizio, Castel San Pietro, Clivio (IT-VA), Coldrerio, Novazzano, Melano, Porto Ceresio (IT-VA), Riva San Vitale, Saltrio (IT-VA), Stabio, Viggiù (IT-VA) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Lingue | italiano, ticinese [2] | ||||
| Cod. postale | 6850 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5254 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Nome abitanti | mendrisiensi | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Mendrisio (Mendrìs in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, capoluogo del distretto omonimo, situato ai margini di un territorio pianeggiante a vocazione agricola ma che si sta coprendo di piccole e medie industrie.
Il 4 aprile 2004 ha inglobato l'ex comune di Salorino e il 5 aprile 2009 Mendrisio (2004: 6.633 abitanti), ha realizzato un'ulteriore fusione con gli ex comuni di Arzo (2000: 1.010 abitanti), Capolago (2000: 758 abitanti), Genestrerio (2000: 827 abitanti), Rancate (2000: 1.353 abitanti) e Tremona (2000: 393 abitanti). Il 24 gennaio 2012, con decreto governativo, vengono infine aggregati gli ex comuni di Besazio (2000: 539 abitanti), Ligornetto (2000: 1408 abitanti) e Meride (2000: 324 abitanti).
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Età antica
Fu forse popolata in epoca preromana da popolazioni lepontiche e insubri, l'integrazione fra Celti e Romani è testimoniato dalla lapide dedicata a Publio Valerio Dromone, un notabile locale, che si trova inglobata nella vecchia torre campanaria.
[modifica] Medioevo
La prima testimonianza certa di una comunità di nome Mendrisio è di epoca longobarda, in cui per la prima volta, nel 793, è citato il toponimo Mendrici, che un genitivo richiamante Mendricus o Manricus, probabilmente dal nome di un capo della fara longobarda che si era stanziata nel territorio. Durante l'alto Medioevo, tutto il Sottoceneri era parte del Contado del Seprio.
Il 14 maggio 847 Lubecino, figlio di Odovus, chiamato Mauro di Mendrisio, vendette al convento di Sant'Ambrogio di Milano i suoi averi a Mendrisio e a Melano per 60 soldi d'argento; il 17 agosto il prete Magiorino, monaco del convento di Sant'Ambrogio in Milano, prese possesso di queste proprietà cedute da Lubecino, abbracciando in presenza di testimoni una colonna della casa[3].
Il 21 agosto 1140 a Como il console Arderico, detto Cagainosa, di Milano con altri giudici sentenziò in una lite sorta tra Locarno da Besozzo, rappresentato dal figlio Petraccio, i conti del Seprio e Piacenza, i fratelli Marchese e Petraccio di Mendrisio e gli abitanti del borgo. Locarno pretendeva, con tanto di documenti, di essere investito dagli imperatori Enrico V e Lotario II della giurisdizione su Mendrisio e Rancate; ma il tribunale rinviò la decisione davanti all'imperatore, e a Locarno venne sottratta la giurisdizione dei citati borghi, ritenendolo inoltre obbligato alla restituzione dei beni tolti a quelli di Rancate e di Mendrisio, e tenuto ad indennizzare nel giorno di San Michele (29 settembre) i fratelli Marchese e Petraccio[4]. Il 20 maggio 1142 sul sagrato della chiesa di San Barnaba a Milano, il giudice e console Gualterio di Milano, unitamente ad altri consoli, emanò la sentenza in una causa dei conti del Seprio e Piacenza contro i sudditi di Mendrisio. I conti pretendevano il versamento dell'imposta imperiale, ma la pretesa cadde per mancanza di prove scritte; i rappresentanti di Mendrisio prestarono giuramento e i consoli milanesi sentenziarono a loro favore[5].
[modifica] Periodo milanese e ducale
Nel 1242 l'esercito milanese, guidato dalla famiglia Visconti, occupò Mendrisio e il Sottoceneri. Il territorio fu annesso alla Signoria di Milano, e, dal 1395 al costituitosi Ducato di Milano. Nel 1424 sono segnalati per la prima volta degli statuti di Mendrisio, che presumibilmente derivavano dalla semplice adozione degli statuti di Lugano (salvo l'aggiunta di alcune feste locali).[6] Nel 1512 il Sottoceneri venne conquistato dall'esercito dei Confederati che si videro riconosciute le loro conquiste nel 1515, con la Pace di Friburgo, ma di fatto, fino al 1522, il Mendrisiotto venne ancora amministrato da funzionari del Ducato di Milano.
[modifica] Età moderna e dei balivi
Successivamente alla conquista svizzera, fu costituito il baliaggio di Mendrisio, che non comprendeva però la pieve di Riva San Vitale. Il potere sovrano era rappresentato da un balivo (Landvogt)[7], che restava in carica due anni e si occupava di amministrare la giustizia. Il resto era lasciato agli abitanti; il baliaggio era diviso in due entità: la pieve di Balerna e la comunità di Mendrisio, entrambe avevano le proprie assemblee (chiamate Consigli generali) che designavano ciascuna due Reggenti, incaricati di occuparsi di vettovaglie, strade, ponti, pesi e misure.[8]
Il 22 febbraio 1798 i "cisalpini" partiti da Campione d'Italia, occuparono il borgo di Bissone; chiedendo a nome del governo della Repubblica Cisalpina la liberazione di un loro compagno, Bellasi (arrestato a Lugano). I Cisalpini volevano annettere il territorio di Mendrisio (come avevano cercato di fare a Lugano) al Regno d'Italia, ma la popolazione locale non voleva saperne, poiché sotto il dominio svizzero si trovava bene e le autorità locali (Patriziato e Consiglio parrocchiale) godevano di amplissima autonomia. I cisalpini Quadri, Pasta e Biondina emanarono un proclama al popolo di Mendrisio: «Ricordatevi che dalla Cisalpina ricevete il pane, e dalla Svizzera non avete ad aspettarvi che sassi!» Gli abitanti, tuttavia, declinarono l'offerta, affermando, con un'espressione divenuta celebre: «Ebbene noi vogliamo attenerci ai sassi perché sono più franchi».
Il 23 febbraio i Cisalpini si impadronirono con la forza di Mendrisio, riunirono un congresso e obbligarono i cittadini del baliaggio a delegarne tre per ottenere l'aggregazione del borgo alla Repubblica Cisalpina. I delegati di Riva San Vitale, Tremona e dintorni compilarono una costituzione provvisoria acclamata dal popolo. L'occupazione italiana fu di breve durata: il 4 marzo i cisalpini vennero cacciati da Bissone. Il 15 aprile Mendrisio si rivolse al generale Guillaume Marie Anne Brune per ottenere il ritiro degli occupanti stranieri dal distretto; il 26 aprile il generale Guillaume Brune fece ritirare le truppe francesi (che si erano unite ai cisalpini) dal Mendrisiotto. A Mendrisio si tenne un Congresso che delegò Pietro Soldini al Direttorio elvetico[9]. Il 6 giugno i cittadini di Mendrisio proclamarono la loro unione alla Repubblica elvetica[10].
Tuttavia, dopo pochi anni, l'esperimento di uno stato svizzero centralizzato, la Repubblica elvetica, doveva scontentare anche gli abitanti del distretto di Mendrisio: tra il 28 e 29 aprile 1799 scoppiarono torbidi nel capoluogo e venne messo in fuga del viceprefetto cantonale (era il Cantone di Lugano); l'11 maggio i rivoltosi provenienti dalle campagne irruppero in Mendrisio[11]. Nel 1803 la Svizzera tornò ad essere uno stato federale e il distretto di Mendrisio, insieme con gli altri baliaggi, andò a costituire il Canton Ticino (parificato agli altri Cantoni svizzeri in seguito all'Atto di mediazione napoleonico).
Pochi anni dopo, il Regno d'Italia tentò una seconda conquista del Mendrisiotto (ma destinata a fallire come la prima). Dal 1810 al 1813 il territorio venne temporaneamente occupato dalle truppe del Regno d'Italia del generale Achille Fontanelli, che ne reclamavano l'annessione, con il pretesto di reprimervi il "contrabbando" fra Svizzera e Regno d'Italia. La sconfitta napoleonica a Lipsia segnò il tramonto delle aspirazioni annessionistiche del vicino Regno. Il Congresso di Vienna, nel 1815, riconfermò la neutralità elvetica e l'integrità dei confini svizzeri. Da allora non vi furono più variazioni territoriali.
[modifica] Evo contemporaneo
Dal 1996 Mendrisio è sede dell'Accademia di Architettura di Mendrisio[12].
A partire dagli anni novanta, Mendrisio ha vissuto una forte ri-localizzazione di imprese estere (provenienti soprattutto dall'Italia) attratte dalla buona amministrazione pubblica, da un carico fiscale moderato, dalla vicinanza con il confine italiano e da buoni servizi offerti alle imprese e alla popolazione. Per questo è stata creata l'area industriale del Piano di San Martino.
Il 4 aprile 2004 Mendrisio ha incorporato il comune di Salorino; il 5 aprile 2009 Mendrisio ha incorporato i comuni di Arzo, Capolago, Genestrerio, Rancate e Tremona; il 24 gennaio 2012 gli ex comuni di Meride, Besazio e Ligornetto.
Nel 2010 il Mendrisiotto (che pure comprende la piccola piazza finanziaria di Chiasso) era il distretto con la maggior concentrazione di industrie, la cui importanza, per numero di addetti (11.029 addetti), superava di gran lunga quella del settore finanziario (quindi bancario e assicurativo messi insieme: 1071 addetti)[13].
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
I seguenti monumenti e oggetti d'arte figurano nell'elenco dei Beni culturali del Canton Ticino.
[modifica] Edilizia religiosa[14]
- La chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano[15] è la più monumentale costruzione ecclesiastica della seconda metà del XIX secolo nel Canton Ticino.
L'attuale edificio, eretto negli anni 1863-1875 da Luigi Fontana), consacrato nel 1887, è preceduto da una scenografica scalinata[16].
- L'antico complesso conventuale di San Giovanni Battista, al margine nord del borgo comprende una chiesa-oratorio medievale dedicato alla Vergine Maria, il chiostro centrale attorno a cui si raggruppavano gli edifici. Indagini archeologiche condotte a più riprese negli anni 1959, 1975-1982, 2003-2004, hanno portato alla luce strutture databili tra la fine del secolo XI e l'inizio del XIX secolo.
- L'antico convento dei Serviti, documentato nel 1268 quale convento degli Umiliati passò nel 1447 ai Serviti (provenienti dal complesso di San Sisinio alla Torre) fino alla sua soppressione nel 1852, al collegio per ragazzi istituito nel 1786 subentrò poi il ginnasio cantonale fino al 1958.
- La chiesa di San Giovanni Battista[17] sorge sul lato est del chiostro del convento dei Serviti; già prima del 1268 esisteva qui un monastero di Umiliate detto di San Giovanni, poi soppresso nel 1852[18].
- La chiesa-oratorio di Santa Maria delle Grazie[19], all'angolo sud-ovest del complesso[20], è l'antica cappella dell'ospizio di San Giovanni Battista degli Umiliati, documentata nel 1268, passata nel 1477 ai Serviti e modificata radicalmente negli anni 1658-1659. Congiunta all'oratorio è l'antica porta del convento di San Giovanni Battista, citata nel 1566 con un affresco sbiadito dell'Addolorata con san Giovanni Battista, san Filippo Benizi, santa Giuliana Falconieri e san Pellegrino Laziosi, dipinto da Giovanni Battista Bagutti nel 1788 circa.
- La Chiesa di Santa Maria in Borgo[21], frutto di importanti trasformazioni avvenute risalenti agli anni 1616-1617, quando fu invertito l'orientamento, è di antica fondazione, forse identificabile con una delle due chiese possedute nel borgo dal convento di San Pietro di Lodi citate nel 886; documentata nel 1518, è gestita dalla confraternita del Santissimo Sacramento dal 1585.
- La chiesa di San Francesco d'Assisi o dei Cappuccini[22] a sud-ovest del centro del borgo fu edificata a partire dal 1621, fu consacrata nel 1635[23]. Il convento, coevo alla chiesa, fu soppresso nel 1852 e demolito nel 1853, su parte del terreno liberato sorse un'ala del vecchio ospedale della Beata Vergine. Subì restauri negli anni 1751, 1829 e 1965-1967, con eliminazione di buona parte delle decorazioni pittoriche in stile eclettico ottocentesco.
- All'angolo di Vicolo Bena sta la singolare Cappella Franchini[24] neogotica.
- La Chiesa di San Sisinio[25], antico tempio gentilizio delle famiglie Torriani e Busioni (Bosia)[26], di probabili origini altomedievali, attestato indirettamente dal 1233 e documentato dal 1276, sorge nell'agglomerato di Torre, sulla collina a sud-est del borgo, antica residenza della famiglia feudale dei Della Torre (Torriani) distrutta forse nel 1242 quando i milanesi conquistarono il borgo; deve l'odierna struttura con cortile ad arcate (più volte restaurata) alla famiglia dei Beroldingen - landscribi del baliaggio di Mendrisio - insediatasi nel 1679. A destra della chiesa si trova il Cimitero Torriani, con cappella centrale della Risurrezione affrescata da Antonio Rinaldi di Tremona e numerose lapidi neoclassiche ed eclettiche. Poco più in basso il nuovo Cimitero Torriani, costruzione neoclassica ad emiciclo porticato eretta negli anni 1838-1841.
- La Chiesa dei Santi Martino e Rocco[27], nei prati di San Martino nella parte settentrionale del territorio del borgo, è fra i più antichi edifici di culto del Mendrisiotto insieme all'antica chiesa parrocchiale di San Pietro a Stabio. L'edificio è posto lungo l'asse stradale romano che dalla regione del Seprio, passando per Stabio, portava a Riva San Vitale. L'11 novembre nei prati circostanti si tiene l'annuale fiera di San Martino, con mercato di bestiame, istituita nel 1684. Subì indagini archeologiche e restauri negli anni 1959-1963 diretti da Guido Borella e Fernando Reggiori.
- La cappella della Madonna del Rosario, in Vicolo Industria, è una costruzione neogotica a pianta quadrangolare con absidiola poligonale, cupola piramidale e pinnacoli dell'architetto Antonio Croci, del 1860 circa, eretta in luogo di una precedente cappella. Subì restauri nel 1903 e nel 1975 circa.
- Il centro religioso Presenza Sud con chiesa dal campanile piramidale isolato di Edy Redaelli, degli anni 1981-1983. All'interno della chiesa: statua lignea tardogotica della Madonna in trono col Bambino del 1440 circa, di provenienza nordica (già nella chiesa parrocchiale); la vetrata di fra' Roberto Pasotti di Bellinzona rappresentante l'Eucaristia è del 2004.
- La chiesa parrocchiale di San Zeno[28], raggiungibile con una bella scalinata[29], nella parte alta della frazione di Salorino e preceduta da un vasto sagrato[30] con croce stazionale[31], è documentata dal 1330, parrocchiale dal 1601, è un edificio del secolo XVII a una navata con presbiterio e coro semicircolare aggiunto nella seconda metà del secolo XVIII.
- L'Oratorio di San Rocco[32], documentato a Salorino nel 1632[33], è un edificio ad una navata con coro semicircolare, portico palladiano e campaniletto laterale. L'interno è affrescato forse da Francesco Catenazzi[34] all'inizio del secolo XIX con la Gloria di san Rocco (volta a vela della navata) e l'Angelo con il bordone del santo (volta a botte del coro). Sulla parete sinistra della navata: San Rocco nutrito dal cane, del XVIII secolo. Nel coro, cinto da una balaustra barocca: nuovo arredo liturgico del 1984, e nicchia con la statua lignea del Santo titolare, del secolo XVIII. In navata: ex voto, del 1861 circa, con la Madonna col Bambino e san Rocco di Antonio Rinaldi.
- La Chiesa-oratorio di San Giuseppe[35], nella frazione di Somazzo sopra cui fu rinvenuta una necropoli romana.
- La chiesa-oratorio di San Nicolao[36] sorge nella località omonima a nord-est del borgo raggiungibile da Somazzo, frazione di Salorino. Dal 1606 l'edificio è di proprietà della Confraternita di Santa Maria liberatrice fondata in quell'anno.
- L'Oratorio della Madonna del Buon Consiglio[37], a Cragno[38], frazione alpina di Mendrisio, isolata sulle pendici del Monte Generoso, e un edificio con aula rettangolare, coro quadrangolare e campanile a vela, eretto negli anni 1754-1786 in luogo di una precedente cappella. Il presbiterio è cinto da una balaustra in marmo d'Arzo, del secolo XVIII (recuperata nel 1874 dalla vecchia chiesa parrocchiale di Mendrisio); sull'altare pala con la Madonna del Buon Consiglio e san Gaetano di Thiene, della metà del secolo XVIII. La decorazione pittorica con l'Assunta e gli Evangelisti dipinti a monocromo è opera di Giuseppe Solcà del 1868. In navata: olio su tela con la Deposizione, della fine del secolo XVIII. Subì restauri negli anni 1973, 1983 (tetto), 1997 e 2003 (pitture murali).
- L'oratorio di Santa Maria Assunta nella località montana di Cascina d'Armirone, è un edificio eretto per iniziativa del prevosto Giovanni Battista Maderni e consacrato il 29 giugno 1751; rinnovato nel 1890.
[modifica] Edilizia civile
Il borgo conta palazzi e case inserite nell'elenco dei Beni culturali del Canton Ticino:
- in via Santa Maria indagini archeologiche nel 2002 a sud-est della chiesa hanno rilavato le strutture di una villa romana con frammenti di mosaici decorati dei secoli I-III dopo Cristo.
- In via San Damiano l'antica dimora nobiliare Torriani-Ghiringhelli, un ampio edificio a tre piani con pianta a L e cortile ad arcate dell'inizio del secolo XVIII, presenta un androne[39] e in una sala conserva lo stemma dei Ghiringhelli in stucco[40] e lo stemma dei Torriani[41]; pure la volta della sala ha una decorazione plastica[42].
- In via Nobili Bosia 11 Palazzo Beroldingen (tipografia Stucchi) è un edificio del tardo Seicento a tre piani, con portale d'entrata bugnato e corte a giardino munita di pozzo[43], sorto raggruppando e trasformando edifici rurali preesistenti. Nel salone a pianterreno: soffitto a cassettoni, pavimento di tipo veneziano bianco e nero a losanghe e caminiera in stucco del tardo Settecento.
- In via Municipio n. 8 la Casa plurifamiliare e studio dell'architetto Ivano Gianola (nato nel 1944): costruzioni realizzate da Gianola negli anni 1984-1986 e 1992-1994, ai margini del nucleo abitato sull'area precedentemente occupata da parte del convento delle Orsoline[44]; arcate, ampie superfici chiuse e loggiato fanno riferimento a caratteri architettonici locali;
- la Torre del Castellaccio, un'originaria costruzione neoromanica di Ignazio Cremonini, della seconda metà del secolo XIX;
- il palazzo del municipio, edificio rappresentativo per l'architettura scolastica e comunale ticinese d'inizio Novecento, costruito da Ferdinando Bernasconi senior (1867-1919)[45] negli anni 1904-1906, sull'area occupata nel medioevo da un castello distrutto nel secolo XIII e poi dal convento delle Orsoline, fondato il 16 dicembre 1664 e parzialmente demolito nel 1904[46]. Nell'atrio soffitti decorati e busti in marmo con i ritratti dei fratelli Sebastiano Beroldingen (1818-1865[47] e Francesco Beroldingen (1817-1883) eseguiti da Vincenzo Vela, rispettivamente nel 1867 e nel 1885. Subì restauri nel 1989;
- la Casa Croci[48], con antistante giardino quadrato[49], detta "Carlasc" dal nome della località che richiama la presenza dell'antico castello; capolavoro di Antonio Croci (Mendrisio, 1823-1884)[50] che realizzò nel 1873 come propria abitazione. Costruzione unica nel suo genere a pianta triangolare smussata che, per contrazioni successive negli spigoli terrazzati, si conclude in un prisma esagonale con altana di coronamento. Subì restauri negli anni 1996-2003 diretti da Fabio Reinhart (nato nel 1942);
- la Scuola di disegno (uffici di società del borgo), realizzata da Ferdinando Bernasconi senior nel 1906, è caratterizzata da un frontone liberty e da decorazioni pittoriche, ridipinte.
- In Via Vela 21 il Cinematografo-Teatro-Varietà (Cinema Teatro Mignon), edificato nel 1908 da Ferdinando Bernasconi senior su iniziativa del milanese Francesco Allegri. La cadenza compositiva liberty che caratterizza la facciata[51] è quanto rimane dopo le successive trasformazioni dell'edificio, unico superstite delle sale cinematografiche ticinesi della prima generazione.
- In Corso Bello una palazzina conserva in facciata tre balconcini settecenteschi con ringhiera in ferro battuto[52][53][54].
- In via Alla Torre una casa borghese con cortile antistante provvisto di cancellata pilastrata[55] reca in facciata un portale bugnato[56] seguito da un androne[57] che reca sul muro un tondo monocromo[58] a fresco.
- In Via Lanz il cimitero comunale, realizzato da Giambattista Rusca nel 1835; le cappelle mortuarie private costruite nel 1881 da Carlo Beroldingen; notevole è la [[Architettura neogotiche della famiglia Bernasconi, di Ignazio Cremonini, con una Madonna di Pietro Bernasconi[59] di Morbio Inferiore, del 1898; il monumento funebre a Carlo Buzzi di Luigi Vassalli[60] di Riva San Vitale, del 1892; il monumento ai caduti italiani della prima guerra mondiale realizzato da Fiorenzo Abbondio[61] di Ascona nel 1921]], e numerose opere plastiche di scultori ticinesi del XIX e XX secolo.
- In piazza San Giovanni gli edifici dell'ex convento degli Umiliati e poi dei Serviti[62] oggi sono adibiti a Museo comunale d'arte[63] che conserva anche un romanico fonte battesimale in pietra[64] con figure scolpite.
- L'antica porta del borgo di San Giovanni[65] reca un affresco sopra l'arco d'ingresso.
- In Via Beroldingen 11 il Pretorio[66] è un edificio in stile eclettico con avancorpo centrale tripartito ed esuberanza di elementi architettonici usati a scopo decorativo; progettato dall'architetto Paolo Zanini (1871-1914), fu realizzato da Ernesto Quadri (1868-1922) negli anni 1914-1916. Subì restauri nel 2004.
- In Via Pollini 31 la Villa costruita da Paolo Andreoli ad uso proprio nel 1913 è caratterizzata da aperture liberty.
- In Via Brenni 7 la Villa Rosa, una residenza signorile con torretta belvedere, fu realizzata da Ferdinando Bernasconi senior prima del 1909.
- In Piazza del Ponte sta il busto bronzeo di Luigi Lavizzari (1814-1875, statista e geologo, di Antonio Soldini (1854-1933)[67] di Chiasso, del 1900.
- In Via Nobili Torriani il Palazzo Torriani[68] è un complesso edificio (74 locali distribuiti su quattro piani) con tre cortili interni, cresciuto nei secoli intorno ad un nucleo duecentesco. Un portale bugnato ad arco tondo coronato dallo stemma di famiglia del 1551 (proveniente dall'antica casa parrocchiale), immette in due cortili interni contigui, il primo a sud con portico colonnato coperto con volta a crociera, dell'inizio del secolo XVII, il secondo a nord con portico colonnato dotato di mensole lignee e soffitto piano, del secolo XV. Il nucleo più antico si trova a nord, dove sopravvive un portale archiacuto trecentesco di pietre rettangolari sormontato da una finestra ad arco fortemente ribassato, non visibile dall'esterno, che si apre sul secondo cortile. Al primo e al secondo piano del blocco nord: bifore binate a nicchia e resti di affreschi decorativi tardogotici, della metà del secolo XV. Nel blocco sud, del secolo XVII, si trovano diverse stanze con soffitti lignei ornate di affreschi neoclassici; notevole il salone di rappresentanza a pianterreno con soffitto a cassettoni, camino in marmo d'Arzo, fregi affrescati con vedute di città e quattro grandi tele con ritratti di membri della famiglia: Alessandro Torriani arciprete di Balerna morto nel 1674, Giovanni Torriani, arciprete di Mendrisio e Balerna, morto nel 1656, Giovanni Torriani (1625-1699) e la moglie Giovanna Fontana. Subì restauri con indagini archeologiche negli anni 1988-1994.
- In Via Nobili Rusca il Pretorio antico[69], già palazzo Rusca e poi residenza dei balivi. Il nucleo quattrocentesco dell'edificio fu trasformato durante il Seicento, negli anni 1782-1785 da Antonio Nolfi (demolizione della torre antistante il palazzo, sistemazione della corte interna, della facciata e dell'ingresso al giardino) e nuovamente riattato da Luigi Fontana di Muggio nel 1843, quando divenne sede del pretorio distrettuale. La facciata ha un portale in pietra di Saltrio e sguanci dipinti delle finestre del 1783. Di fronte: ampio giardino[70] con ingresso pilastrato ad esedra preceduto da scalinata[71] con gradini semicircolari. A pianterreno, bel cortile colonnato e, all'interno, camino in pietra di Saltrio con stemma della comunità di Mendrisio, del secolo XVI. Nell'ala più antica del palazzo: tre soffitti lignei del secolo XV, di cui uno finemente intagliato al primo piano. Subì restauri negli anni 1976-1979;
- la Casa d'abitazione tra le più antiche del borgo, databile al secolo XIII e sopraelevata nel secolo XIV; la parte inferiore della facciata, con paramento compatto di conci rustici, reca un bel portale di pietra bicroma bianca e rossa del secolo XIII; la parte superiore intonacata è ornata di beccatelli in cotto del secolo XIV;
- il Palazzo Busioni è un interessante edificio con corte interna a doppio loggiato su colonne in pietra al pianterreno e pilastri quadrangolari in cotto al primo piano; di fondazione anteriore alla prima metà del secolo XIII, la costruzione attuale risale principalmente ai secoli XIV-XV. Al primo piano: soffitti lignei a cassettoni del Quattrocento con semplici fasce decorative a piccoli scacchi rossi e neri che corrono lungo i bordi. Subì indagini archeologiche nel biennio 2001-2002 e restauri nel biennio 2003-2004.
- In Largo Soldini l'Edificio residenziale e commerciale con una fitta decorazione incisa e dipinta (rifatta) che riveste la facciata, modificando la percezione della struttura architettonica d'inizio Novecento;
- l'Edificio residenziale e commerciale che presenta uno stile costruttivo lombardo coevo.
- In Via Industria l'ex filanda Torriani-Bolzani detto (Centro Filanda) è un imponente opificio eretto nel 1873 per la filatura della seta; ristrutturato ai fini commerciali, amministrativi e residenziali da Ivano Gianola negli anni 1982-1988; è un raro esempio nel Canton Ticino di riqualificazione di un edificio industriale.
- Nel centro del nucleo storico la Casa Cremonini presenta in facciata un seicentesco portale bugnato[72].
- In Via Lavizzari il Piazzale alla Valle è un vasto complesso a destinazione commerciale, amministrativa e residenziale realizzato da Mario Botta (nato nel 1943) negli anni 1991-1998, costituito da due corpi principali; uno pubblico e uno privato che ricuciono il tessuto urbano, creando al loro interno una piazza.
- In Piazzetta Carrobbiello il Palazzo Pollini[73], tra i più maestosi palazzi tardobarocchi del Canton Ticino, è stato eretto intorno al biennio 1719-1720 per volontà del conte Aurelio Nicolò Torriani (1691-1723), figlio del mercante e banchiere Francesco Torriani; poi passato alla famiglia Confalonieri nel 1744; nel 1792 fu acquistato dal conte Gaetano Pollini arricchitosi in Sardegna. La costruzione monumentale a due piani più ammezzato è composta da due corpi congiunti disposti a L. La facciata sulla piazzetta presenta due portali ad arco pieno con volute, sovrastati da balconi in ferro battuto, e una fontana a nicchia di tufo con mascherone; le finestre hanno cornici dipinte. Un'ala perpendicolare alla facciata riservata alla servitù e alle stalle fu demolita poco prima degli anni settanta del Novecento. Attraverso un portico colonnato ad angolo retto si accede al cortile interno con fontana di serizzo a vaso baccellato. Il corpo rappresentativo antistante il giardino ha due portali ornati di conchiglie e balconi in ferro battuto. Al primo piano, quattro stanze con volte a padiglione sono decorate da Scene mitologiche: Ercole con lo stemma dei Torriani (torre) e dei Pollini (tacchino), Diana ed Endimione, Flora e putti con le insegne di Marte, dell'inizio del secolo XIX. Nel belvedere: ligneo soffitto a cassettoni con dipinti ornamentali coevi alla residenza. Subì restauri negli anni 1978-1982 diretti da Lino Caldelari.
- In Largo Bernasconi, attorniata dal suo parco[74], la Villa Argentina[75] (Accademia di Architettura), interessante dimora estiva con ampio parco edificata nel biennio 1873-1874 da Antonio Croci per Giovanni Bernasconi[76], è una particolare fusione della tradizione palladiana con elementi dell'architettura coloniale. Sul volume, definito da un doppio ordine di loggiati, si innesta il corpo dell'attico balaustrato da cui emerge la cupola a tamburo; una bella scala a doppia rampa elicoidale colloca l'atrio al centro della costruzione.
- In Via Turconi l'Ospedale della Beata Vergine[77][78] (Accademia di Architettura) è un maestoso edificio neoclassico articolato attorno ad una corte centrale rettangolare, eretto negli anni 1853-1860 da Luigi Fontana sul terreno del soppresso convento dei Cappuccini. Il pronao monumentale a colonne ioniche presenta una realizzazione plastica di Niki de Saint Phalle, del 1996; nel timpano: rilievo in stucco della Vergine misericordiosa di Pietro Bernasconi, del 1859. Nel cortile interno: statua marmorea del conte Alfonso Turconi (1738-1805), fondatore e benefattore dell'ospedale, eseguita da Vincenzo Vela nel 1868. Subì restauri negli anni 1994-1996;
- il nuovo Ospedale regionale Beata Vergine, eretto negli anni 1978-1990 da Luca Bellinelli, Lino Caldelari, Massimo Sannitz e Claudio Pellegrini (nato nel 1938). Nell'atrio d'ingresso olio su tela del 1638 raffigurante la Natività di Gesù del Maestro della Natività di Mendrisio, pittore affine a Michelangelo Merisi detto Caravaggio, donato nel 1667 dal cancelliere Gian Giacomo Troger e dalla moglie Pellegrina Perini al convento dei Cappuccini;
- la Villa è una residenza signorile d'inizio Novecento con elementi neorinascimentali e raffinate decorazioni pittoriche del 1911. Dietro l'abitazione l'ex scuderia reca un decoro a graffito.
- In Via Canavée il Palazzo Canavée è sede degli studi dell'Accademia di architettura realizzata da Amr Soliman (nato nel 1965) e Patrik Zurkirchen, vincitori del concorso bandito nel 1998; l'edificio si apre verso il parco di Villa Argentina con una corte vetrata a copertura obliqua.
- Nel Viale Villa Foresta n. 30 la Villa Foresta[79] è una sontuosa dimora eclettica all'interno di un parco, realizzata negli anni 1888-1890 da Ignazio Cremonini (1836-1910) per Alfonso Bernasconi. Costruzione caratterizzata dalla tendenza pittoresca alla scomposizione volumetrica con loggiati, portici e tetti in pendenza; all'interno i locali, organizzati attorno ad un atrio a doppia altezza, sono ricchi di marmi, specchi, tappezzerie, stucchi e dipinti allegorici dedicati a temi come, ad esempio, la Scoperta dell'America.
- In Via Motta Villa Lina è una costruzione in stile eclettico ornata di raffinate decorazioni a graffito realizzate da Cesarino Rusca nel 1932.
- Allimite occidentale del nucleo storico la Casa Garobbio ha una sala[80] degna di nota.
- In Via Campo Sportivo il Mercato Coperto[81], realizzato negli anni 1940-1943 da Mario Chiattone fonde l'interesse per l'architettura classica e per la tradizione rurale locale. Due muri di testata in pietra reggono la struttura lignea della copertura (volta a botte). Originariamente destinato al mercato del bestiame ospita attualmente manifestazioni di vario genere.
- In Via Agostino Maspoli la Clinica psichiatrica cantonale è un complesso concepito da un team con la supervisione di Costantino Maselli ed Augusto Guidini senior, fu inaugurato nel 1898 quale struttura a villaggio con padiglioni di impostazione simmetrica alti da uno a tre piani e ampliato in diverse fasi; la piccola chiesa neoromanica in cima al colle fu eretta nel 1904 dall'architetto Aurelio Galfetti, Si segnalano il padiglione La Valletta di Americo Marazzi, del 1932, il padiglione Quadrifoglio di Marco Bernasconi, del 1966 e la Nuova villa Ortensia, realizzata in sintonia col principio della struttura aperta da Aurelio Galfetti negli anni 1969-1974. Notevole il parco sistemato tra il 1987 e il 1996 da Paolo L. Bürgi.
- La Cantina sociale in Via Bernasconi n. 22, fu costruita nel biennio 1949-1950 da Mario Chiattone con uso moderato di elementi razionalisti, poi ampliata.
- In Via Franscini il Palazzo Ferrazzini[82], costruito nel 1907 su progetto di Agostino Panscera, è uno dei rari palazzi liberty nel Canton Ticino.
- Tra via Gismonda e via Paolo Torriani sorge la Casa Fondazione Torriani[83] degna d'attenzione.
- Tra la linea ferroviaria e la via Stefano Franscini lo stabile della FOFT[84] (federazione ortofrutticola ticinese) è un esempio di deposito merci funzionale.
- A Salorino la Villa sulla strada principale, una costruzione in muratura di pietra che fonde temi della villa eclettica e del regionalismo ticinese, realizzata da Americo Marazzi per la famiglia di commercianti di tessuti Landolt; all'interno tutti i locali sono decorati a tempera e graffito da Carlo Basilico[85].
- In Via Monte Generoso la Casa Cereghetti sotto il villaggio, realizzata da Tita Carloni nel 1994 in mattoni a vista, con questa casa unifamiliare l'architetto ha inteso stabilire un rapporto di continuità materica e formale con il paesaggio rurale.
- A Somazzo la Casa Pestoni, nel nucleo abitato del paese, è un edificio forse seicentesco con finestre prospicienti la strada decorate da interessanti coronamenti in stucco con testine rappresentanti le quattro stagioni (?) attribuiti a Carlo Francesco Moresco, degli anni 1720-1730. Nella sala a pianterreno: camino in marmo d'Arzo con caminiera stuccata del tardo secolo XVII.
[modifica] Edilizia militare
- La torre tardomedievale[86] ai piedi della chiesa parrocchiale è una costruzione massiccia in conci omogenei del secolo XIII, forse appartenente ad uno dei tre castelli del borgo (gli altri due erano situati nelle località di Carlàsc e Torre), in uso come campanile della vecchia chiesa parrocchiale fino al 1908, quando fu demolita la parte superiore barocca[87]. Subì restauri negli anni 1937-1941. Sulla parete nord: lapide sepolcrale con epigrafe romana di Publius Valerius Dromon, del II secolo d.C., qui collocata nel 1929.
- Nelle immediate vicinanze dell'eremo di San Nicolao, sopra Somazzo, verso sud, un alto balcone panoramico, costruito nel 1906, sorge sul luogo in cui Loterio Rusca[88] fece erigere nel 1413 una torre d'avvistamento.
[modifica] Cultura
- Dal 1982 Mendrisio ospita un Museo d'arte con oltre 1200 opere[89].
- Nel borgo ha sede l'Accademia di Architettura di Mendrisio, facoltà universitaria dell'Università della Svizzera Italiana (USI) che ospita anche la segreteria dell'Associazione Internazionale per la Storia delle Alpi.
[modifica] Personalità legate a Mendrisio
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate a Mendrisio. |
[modifica] Eventi
- Il giovedì ed il Venerdì Santo si tengono le Processioni storiche di Mendrisio.
- Mendrisio è stata sede dei Campionati del mondo di ciclismo su strada nel 1971 e nel 2009.
- Dal 1983 si svolge annualmente il Palio degli asini.
- Durante l'ultimo fine settimana di settembre si svolge a Mendrisio la "Sagra dell'uva".
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Carlo Croci dal 04/04/1994
[modifica] Sport
[modifica] Calcio
Il primo luglio 2006 è stato fondato il Football Club Mendrisio-Stabio (nato dalla fusione tra il Football Club Mendrisio e il Football Club Stabio), che milita in prima lega. La società gioca sul Campo comunale Mendrisio costruito nel 1945.
[modifica] Basket
Il Basket ha occupato ed occupa ancora un posto di tutto rispetto nel panorama sportivo di Mendrisio, alla fine degli anni sessanta nasce la squadra femminile della Riri Mendrisio, la quale vince 4 titoli svizzeri e 3 coppe nazionali oltre che partecipare alla Coppa Campioni contro le più forti squadre europee; la società, causa mancata riconferma dello sponsor principale, cessa la sua attività nel 1972. Nel 1977 è arrivata da Lugano la squadra del Molino Nuovo con la denominazione di MoMo Basket, la squadra è seguita da un pubblico incredibile, approdano a Mendrisio grandi campioni del passato Bob Heck, Robert Heck, Bob Lauriski, Ken Brady, Gary Stich, Mike Schultz, Keith Mc Cord. Dopo anni di gloria, alla fine del campionato 1983–1984 culminata con la retrocessione in LNB, causa mancanza di fondi, la dirigenza decise di ritirarare dal panorama cestistico svizzero il MoMo Basket. Nel 1991 venne trasferita la società di Basket di Morbio Inferiore SPMI a Mendrisio. Oggi il Mendrisio Basket partecipa con il settore giovanile ai vari campionati regionalli (circa 100 ragazzi) e con la prima squadra al campionato di IIa Lega Cantonale.
[modifica] Ciclismo
- Il 2 giugno 1974 la 16ª tappa del Giro d'Italia si è conclusa alla Bellavista con la vittoria di José Manuel Fuente.
- L'8 giugno 1989 la 19ª tappa del Giro d'Italia 1989, una cronometro individuale, si è conclusa alla Bellavista, sul Monte Generoso, con la vittoria del colombiano Luis Herrera.
- Il 5 giugno 1998 la 20ª tappa del Giro d'Italia 1998 si è conclusa a Mendrisio con la vittoria di Gian Matteo Fagnini.
- Dal 23 settembre al 27 settembre 2009 si è svolto a Mendrisio i campionati del mondo di ciclismo su strada.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Sito ufficiale della città di Mendrisio. 31 Dicembre 2010
- ^ Il dialetto ticinese della lingua lombarda, parlato nell'intero cantone non è riconosciuto ufficialmente.
- ^ Motta, 1991, 44, 70.
- ^ Motta, 1991, 71-72.
- ^ Motta, 1991, 45.
- ^ Chittolini, 1995, 172.
- ^ Balivo sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Ceschi, 2000, 46.
- ^ Motta, 1991, 18, 20, 21, 23, 28, 36, 38.
- ^ Motta, 1991, 50.
- ^ Motta, 1991, 39, 43.
- ^ Messaggio n. 4583 del 15 ottobre 1996
- ^ Ufficio di statistica del Canton Ticino
- ^ Baroffio, 1879, 8-13; Idem, Ibidem, anno 1, numero 2, 32-35.
- ^ Chiesa dei Santi Cosma e Damiano - Inventario dei beni culturali
- ^ Scalinata della parrocchiale - Inventario dei beni culturali
- ^ La chiesa di San Giovanni Battista - Inventario dei beni culturali
- ^ Borrani, 1896, 372.
- ^ Oratorio di Santa Maria delle Grazie - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di Santa Maria delle Grazie
- ^ Oratorio di Santa Maria in Borgo - Inventario dei beni culturali
- ^ Ordine dei Cappuccini sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Borrani, 1896,340-341.
- ^ Neogotica Cappella Franchini - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa di san Sisinio - Inventario dei beni culturali
- ^ Busioni (Bosia) sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Chiesa dei Santi Martino di Tours e Rocco - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa di San Zeno - Inventario dei beni culturali
- ^ Scalinata della Chiesa di San Zeno - Inventario dei beni culturali
- ^ Sagrato della Chiesa di San Zeno - Inventario dei beni culturali
- ^ Croce stazionale - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di San Rocco - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di San Rocco
- ^ Francesco Catenazzi pittore
- ^ Oratorio di San Giuseppe - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa-oratorio di San Nicolao - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio della Madonna del Buon Consiglio - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio della Madonna del Buon Consiglio
- ^ Palazzina nobiliare con androne - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina nobiliare con stemma dei Ghiringhelli - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina nobiliare con stemma dei Ghiringhelli - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina nobiliare: sala con decorazione plastica nella volta - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzo Beroldingen: corte con pozzo - Inventario dei beni culturali
- ^ Ordine delle Orsoline sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Ferdinando Bernasconi senior sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Borrani, 1896, 357-359.
- ^ Sebastiano Beroldingen sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Casa Croci - Inventario dei beni culturali
- ^ Giardino quadrato di Casa Croci - Inventario dei beni culturali
- ^ Antonio Croci architetto
- ^ La facciata del Cinematografo-Teatro-Varietà - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina con balconcino in ferro battuto - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina con balconcino in ferro battuto - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina con balconcino in ferro battuto - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina con cancellata pilastrata nel cortile - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina con portale bugnato in facciata - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina con androne - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzina con tondo monocromo a fresco - Inventario dei beni culturali
- ^ Sikart: Pietro Bernasconi
- ^ Sikart: Luigi Vassalli
- ^ Fiorenzo Abbondio sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Gilardoni, 1967, 415.
- ^ Museo comunale d'arte - Inventario dei beni culturali
- ^ Fonte battesimale romanico in pietra - Inventario dei beni culturali
- ^ Porta antica del borgo di San Giovanni - Inventario dei beni culturali
- ^ Il Pretorio - Inventario dei beni culturali
- ^ Sikart: Antonio Soldini
- ^ Il Palazzo Torriani - Inventario dei beni culturali
- ^ Il Pretorio antico - Inventario dei beni culturali
- ^ Giardino del Pretorio - Inventario dei beni culturali
- ^ Scalinata del giardino del Pretorio - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Cremonini: portale bugnato - Inventario dei beni culturali
- ^ Il Palazzo Pollini - Inventario dei beni culturali
- ^ Il parco di Villa Argentina - Inventario dei beni culturali
- ^ La Villa Argentina - Inventario dei beni culturali
- ^ fece fortuna in Argentina (Cf. Emigrazione ticinese)
- ^ Ospedale della Beata Vergine - Inventario dei beni culturali
- ^ Bianchi, 2010.
- ^ La Villa Foresta - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Garobbio: sala - Inventario dei beni culturali
- ^ Il Mercato Coperto - Inventario dei beni culturali
- ^ Il Palazzo Ferrazzini - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Fondazione Torriani - Inventario dei beni culturali
- ^ Stabile commerciale della FOFT - Inventario dei beni culturali
- ^ Sikart: Carlo Basilico
- ^ Torre con lapide romana - Inventario dei beni culturali
- ^ Gilardoni, 1967, 414, 418-421.
- ^ Loterio Rusca sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Museo d'arte di Mendrisio
[modifica] Bibliografia
- Angelo Baroffio, Memorie istoriche sulle diverse chiese ed oratorj esistenti in Mendrisio, in Bollettino storico della Svizzera italiana, anno 1, numero 1, Carlo Colombi, Bellinzona 1879, 8-13; Idem, Ibidem, anno 1, numero 2.
- Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 203-209.
- Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
- Giuseppe Martinola (a cura di), Invito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 49-52, 56, 66.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 22, 36-38, 40, 45, 294, 299, 366, 410, 414-421, 511, 543.
- Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 221-319.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 292, 335, 353-361, 385.
- Mario Medici, Storia di Mendrisio, I-II, Banca Raiffeisen di Mendrisio, Mendrisio 1980.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Giorgio Chittolini, A proposito di statuti e copiaticci, jus proprium e autonomia, in Archivio Storico Ticinese, anno XXXII, numero 118, Casagrande, Bellinzona 1995.
- Raffaello Ceschi, Governanti e governati, in Storia della Svizzera italiana dal Cinquecento al Settecento, Bellinzona, 2000.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 416, 438-447, 449-451, 453, 454, 455, 464, 470, 475, 478, mappa 439.
- Francesca Mariani Arcobello, Socialista di frontiera., L'avvocato Francesco Nino Borella (1883 - 1963), Fondazione Piero e Marco Pellegrini-Guglielmo Canevascini, Bellinzona 2008.
- Stefania Bianchi (a cura di), L'Ospedale della Beata Vergine di Mendrisio. 150 anni di storia e memoria, Casa Croci, Mendrisio 2010.
- Mauro Cerutti, Un importante repertorio biografico dei volontari svizzeri nella guerra civile spagnola, in Archivio Storico Ticinese, Casagrande, Bellinzona 2010.
- Marco Schnyder, Famiglie e potere. Il ceto dirigente di Lugano e Mendrisio tra Sei e Settecento, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2011.
[modifica] Voci correlate
- Comuni del Canton Ticino
- Alto Mendrisiotto
- Comuni dell'Italia geografica non in Italia
- Distretto di Mendrisio
- Stazione di Mendrisio
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del Comune di Mendrisio
- Ufficio di statistica del Cantone Ticino
- Mendrisio sul Dizionario storico della Svizzera
- Elezione del giudice di pace 2009
- Accademia di Architettura
- Processioni storiche di Mendrisio
- Inventario delle vie di comunicazione
- Mappa geografica.
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