Someo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Someo
frazione
Someo – Stemma
Dati amministrativi
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Vallemaggia
Comune Maggia
Territorio
Coordinate 46°17′14″N 8°39′44″E / 46.287222°N 8.662222°E46.287222; 8.662222 (Someo)Coordinate: 46°17′14″N 8°39′44″E / 46.287222°N 8.662222°E46.287222; 8.662222 (Someo)
Altitudine 366 m s.l.m.
Superficie 32,73 km²
Abitanti 258 (31 dicembre 2003)
Densità 7,88 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6674
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Someesi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Svizzera
Someo
Someo – Mappa

1leftarrow.pngVoce principale: Maggia (comune).

Someo (Suméi in dialetto ticinese) è un ex comune del Canton Ticino. Nel 2004 il centro, del quale faceva parte anche la frazione di Riveo, è stato accorpato ad Aurigeno, Coglio, Giumaglio, Lodano, Moghegno e Maggia in un nuovo comune che porta il nome di quest'ultimo.

Nel XIX secolo molti abitanti di Someo emigrarono in California e in Australia. Antonio Tognazzini fondò la località di Someo (ora Casmalia) in ricordo del suo paese di origine[1].

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma è caratterizzato da un cervo coronato da una croce, che rappresenta San Eustachio, e da una luna

Monumenti d'arte e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Edilizia religiosa[modifica | modifica sorgente]

  • La chiesa dei Santi Placido ed Eusebio, risalente forse al XIII secolo, fu citata per la prima volta nel 1365. A giudicare dalla data sull'architrave del portale l'attuale aspetto risale probabilmente al 1536, anche se l'edificio, a pianta allungata, subì importanti modifiche fra il XVII e il XIX secolo.
  • La cappella di San Giovanni Battista, risalente al 1850, conserva alcune decorazioni realizzate da Giacomo Antonio Pedrazzi un anno dopo[2]. All'interno anche un Cristo Morto, una Addolorata e statue di San Luca e San Giuliano.
  • La cappella Gesola, a Terra di dentro, conserva affreschi databili fra il XVII e il XIX secolo che rappresentano la Madonna di Re, la Madonna col Bambino, figure di Santi e gli Evangelisti di Giacomo Andrea Pedrazzi.
  • L'oratorio della Madonna delle Grazie, a Riveo, fu consacrato nel 1703 e citato a metà del secolo precedente. L'attuale pianta allungata, dotata di un coro quadrato con volta a botte, è frutto di modifiche successive, risalenti al 1729 e al 1877. Sul campanile sette-ottocentesco il quadrante dell'orologio sulla faccia che dà sulla valle è solo dipinto. Negli interni, decorati forse da Giacomo Antonio Pedrazzi, un altare in stucco (1729) con una Madonna col Bambino in legno, un dipinto secentesco che rappresenta San Giuseppe e l'angelo e una Madonna del Soccorso ex voto risalente al 1722[3].

Edilizia civile[modifica | modifica sorgente]

Il ponte sospeso sul fiume Maggia

L'architettura del paese risale per lo più al periodo compreso fra il 1860 e il 1890.

Fra le architetture civili si segnala il ponte sospeso sulla Maggia.

Patriziato[modifica | modifica sorgente]

Il comune patriziale è formato dalle famiglie Bianchi, Bormiolini, Camanini, Lepori, Morganti, Poletti, Righetti e Tomasini e possiede la capanna Alzasca e il lago omonimo[4].

Festa patronale[modifica | modifica sorgente]

  • San Eustachio e famiglia (seconda domenica di settembre)

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il principale club sportivo del paese è il Football Club Someo, nato nel 1942 e attualmente in terza lega. Il campo sportivo del club è il Campo patriziale Someo (1982).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cheda Giorgio, L’emigrazione ticinese in California, Dadò, Locarno, 1981
  2. ^ Sikart: Giacomo Antonio Pedrazzi
  3. ^ Buetti, 1969, 404.
  4. ^ Laghetto alpino di Alzasca

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gastone Cambin; Armoriale dei Comuni Ticinesi, Istituto Araldico e Genealogico, Lugano 1953.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Martino Signorelli, Storia della Val Maggia, Tipografia Stazione S.A., Locarno 1972.
  • Rivista informativa del Comune di Maggia, A Tu per Tu, No. 1-2.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 179.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Rivista Patriziale Ticinese, No. 264 marzo 2007, 20-21.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 238, 244, 247, 248.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]