Castel San Pietro (Svizzera)
| Castel San Pietro comune |
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Castel San Pietro |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Mendrisio | ||||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°51′40″N 9°00′50″E / 45.861111°N 9.013889°ECoordinate: 45°51′40″N 9°00′50″E / 45.861111°N 9.013889°E | ||||
| Altitudine | 449 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 8,02 km² | ||||
| Abitanti | 2 082 (2009) | ||||
| Densità | 259,6 ab./km² | ||||
| Frazioni | Casima, Monte, Campora, Obino, Gorla, Corteglia | ||||
| Comuni confinanti | Balerna, Breggia, Coldrerio, Melano, Mendrisio, Morbio Inferiore, Rovio, San Fedele Intelvi (IT-CO) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 6874 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5249 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Nome abitanti | castellani | ||||
| Circolo | Balerna | ||||
| Localizzazione | |||||
Castel San Pietro[1] è un comune svizzero del Canton Ticino. Le case del centro storico, percorso da stretti vicoli, si addossano compatte contro la collina.
Il 4 aprile 2004 Castel San Pietro (2000: 1.728 abitanti) ha incorporato i comuni di Casima (2000: 61 abitanti), Monte (2000: 92 abitanti), e il territorio di Campora, frazione di Caneggio.
Indice |
[modifica] Storia
Il 18 febbraio 865 da Pavia Sigerato, vassallo dell'impero, figlio del conte Leone, dona la sua proprietà di Obino al convento di Sant'Ambrogio di Milano[2].
Il villaggio prende il nome da un castello attestato nel 1171, che comprendeva nel suo complesso la "Chiesa Rossa".
[modifica] Il patriziato
Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[3] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.
Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[4].
Ufficio patriziale:
- Presidente Silvano Parravicini
- Vicepresidente attualmente vacante
- Membri: Roberto Bernasconi - Davide Fontana - Alessandro Brazzola
- Segretaria: Giovanna Bernasconi.
Pure ancora attivi sono il patriziato di Monte e il patriziato di Campora, ex frazione del comune di Caneggio, anche se a breve saranno inglobati dal Patriziato di Castel San Pietro, uno dei più attivi della regione.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Lorenzo Bassi dal 16/03/2003
[modifica] Personalità
- Giovanni Albino Carabelli (1692-1766) di Obino, scultore e stuccatore a Roma.
- Francesco Carabelli (1737-1798), suo figlio, scultore a Como (Villa Olmo) e a Milano (Palazzo Pezzoli e Palazzo Serbelloni)[5].
- Donato Carabelli (1760-1839), scultore e stuccatore al Duomo di Milano, autore della fontana di Galatea per la Villa Borromeo Litta a Lainate e di opere in marmo e stucco nel castello di Ickworth nel Suffolk.
- Luigi Fontana (Castel San Pietro, 1824 - Milano, 1894), architetto a San Pietroburgo
- Gregorio Petondi (Castel San Pietro, 1732 - Genova 1817) architetto a Genova
- Carlo Luca Pozzi (Bruzella 1734 - Castel San Pietro 1812), scultore e stuccatore in Italia, Germania e Francia
- Francesco Pozzi[6] (Bruzella 1704 - Castel San Pietro 1789), stuccatore in Germania e in Svizzera nella Cattedrale dei Santi Orso e Vittore a Soletta.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Edilizia religiosa
- La chiesa parrocchiale di Sant'Eusebio[7] è una delle più ricche testimonianze del barocco ticinese. Documentata dal 1270, detiene dal 1626 i diritti parrocchiali.
- La chiesa di San Pietro detta Chiesa Rossa[8], su uno spiazzo roccioso strapiombante sul torrente Breggia, nel complesso dell'antico castello demolito dai Confederati elvetici nel 1512, conserva uno dei più ricchi cicli di affreschi gotici del Canton Ticino.
- La cappella di San Rocco, attestata dal 1578, è una modesta costruzione neoclassica con lesene angolari e timpano triangolare del 1817 circa. All'interno sulla parete d'altare: affresco coevo della Madonna coi santi Rocco e Sebastiano.
- La costruzione neoclassica, nel cimitero, con cappella centrale e ali semi ellittiche, progettata da Luigi Fontana[9] di Castel San Pietro nel 1888 e diverse tombe monumentali con opere di artisti ticinesi del secolo XX.
- La chiesa di Sant'Antonino[10], nella frazione di Obino, sul colle che sovrasta il paesello, documentata dal 1559. Subì restauri negli anni 1983-1985 (esterno), 1994-1995 (interno).
- L'oratorio di San Fermo (Castel San Pietro)|oratorio di San Fermo]][11] a Campora, già frazione del comune di Caneggio è un singolare edificio neoclassico[12].
- Diverse tombe d'epoca romana sono state rinvenute a Campora.
- La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate[13], sorge nell'ex comune di Monte;
- la canonica, a destra della chiesa, è un edificio del Seicento, rialzato di un piano nel 1798;
- l'ossario[14], di fronte alla chiesa, è un edificio a pianta quadrata all'esterno e ottagonale all'interno, ornato di stucchi rocaille, della seconda metà del secolo XVIII. L'altare reca la statua di San Giuseppe col Bambino del secolo XX.
- L'oratorio di San Filippo Benizi, nella parte alta del villaggio, è un singolare edificio neoclassico a pianta ovale.
- La chiesa parrocchiale dell'Addolorata[15], nella frazione di Casima, nella parte bassa del villaggio, su un terrazzo artificiale costruito per ovviare al ripido degradare del pendio, è un edificio neoclassico eretto inglobando una più antica costruzione (nota nel 1619) a partire dal 1789, dopo la separazione dalla parrocchia di Cabbio nel 1788; consacrato nel 1823.
- L'oratorio di San Carlo Borromeo[16] ad est della Villa Turconi è un edificio del secolo XVII, incorporato nella prima residenza dei Turconi sorta forse tra il Cinquecento e il Seicento.
- L'oratorio dell'Addolorata e di San Nicola da Tolentino, a Corteglia, fu fondato nel 1544.
- L'oratorio della Madonna di Caravaggio a Gorla, fu fondato nel 1422 con l'intitolazione a San Giacomo il Maggiore pellegrino.
[modifica] Edilizia civile
- La casa Rusconi, sotto il villaggio, edificata nel biennio 1983-1984 da Ivano Gianola (nato nel 1944); la costruzione in pietra grezza con tetto a botte in lamiera, si connota come barriera visiva tra il nucleo e la disordinata espansione periferica.
- La villa Turconi[17] (Istituto Sant'Angelo) nella frazione di Loverciano è una signorile residenza di campagna eretta tra il 1671 e il 1723 per il conte Ippolito Turconi di Como[18].
- La masseria già appartenente alla famiglia Turconi[19] a Vigino, è un interessante esempio di casa colonica a corte chiusa di tipo lombardo, sorta nel tardo medioevo. Ampliata e trasformata fino alla fine del secolo XIX e ancora in funzione. A pianterreno dell'edificio padronale dell'ala est: soffitto ligneo della seconda metà del Quattrocento e camino con stemma scolpito della famiglia Laghi di Lugano, attestata a Castel San Pietro dal 1366. Il corpo che chiude la corte a nord risale alla seconda metà del Cinquecento, al pianterreno si trovano le stalle con volte in muratura.
- La casa Crimella la cui costruzione di matrice regionalista, realizzata da Ivano Gianola nel biennio 1979-1980, riunisce due abitazioni minime sotto lo stesso tetto a spioventi.
- La Casa Binaghi presenta in facciata un'artistica decorazione plastica[20], nella frazione di Monte:
- la casa Bulla, nei pressi, ha una bella decorazione pittorica con identico soggetto[21] in facciata; un'altra casa ha un'antica cucina costruita in pietra faccia a vista[22] con forno per il pane[23]; un 'altra casa dispone di un locale apposito per il forno[24].
- Quattro antiche stalle poste nel territorio montano: una stalla per il bestiame[25] e tre altre si conservano ancora in montagna sulle falde del Monte Generoso[26][26][27] per il ricovero del bestiame e
- una nevèra[28].
- Un ardito ponte in pietra[29]nella zona di Campora scavalca le gole del torrente Breggia.
- Un'antica nevèra[30] si conserva anche a Casìma;
- un ponte in pietra sulla Breggia[31] si trova sotto Casima.
[modifica] Edilizia militare
- Il castello di San Pietro[32], che nel 1282 ospitava il palazzo vescovile[33], passò sotto il dominio dei Rusconi[34], e nel 1335 dei Visconti; dopo vari passaggi di proprietà, nel 1610 era ridotto ad un ammasso di rovine, ancora in parte visibili ancora nel 1870; attualmente ne sopravvivono alcuni resti murari ancora visibili alla periferia dal paese, sul tracciato del Parco delle gole della Breggia. Indagini archeologiche dal 1987 al 1989[35].
[modifica] Cultura
Ad Obino nella notte di San Silvestro del 1924 gli artisti espressionisti Albert Müller (1897-1926)[36], August Hermann Scherer (1893-1927)[37] e Paul Camenisch[38] (1893-1970) fondarono il gruppo Rot-Blau.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Castel San Pietro sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Motta, 1991, 19.
- ^ Annuario del Canton Ticino
- ^ Patriziati affiliati all'ALPA
- ^ Agustoni, 2011, 24, 26 e nota 4.
- ^ Francesco Pozzi
- ^ Chiesa di Sant'Eusebio - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa di San Pietro - Inventario dei beni culturali
- ^ Luigi Fontana sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Chiesa di Sant'Antonino - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di san Fermo - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di San Fermo
- ^ Chiesa di Sant'Antonio abate - Inventario dei beni culturali
- ^ ossario - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa dell'Addolorata e di San Carlo Borromeo - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di San Carlo Borromeo - Inventario dei beni culturali
- ^ Vitta Turconi - Inventario dei beni culturali
- ^ Vaccaro et alii, 2003, 166, 276, 3230, 322, 433.
- ^ La masseria di Vigino - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Binaghi: decorazione plastica con la Sacra Famiglia - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Bulla: decorazione plastica in facciata - Inventario dei beni culturali
- ^ Antica cucina - Inventario dei beni culturali
- ^ Forno per il pane - Inventario dei beni culturali
- ^ Forno per il pane - Inventario dei beni culturali
- ^ stalla per il bestiame - Inventario dei beni culturali
- ^ a b stalla per il bestiame - Inventario dei beni culturali
- ^ stalla per il bestiame - Inventario dei beni culturali
- ^ Nevèra per la conservazione dei viveri - Inventario dei beni culturali
- ^ Campora: Ponte in pietra sulla Breggia - Inventario dei beni culturali
- ^ Nevèra per la conservazione dei viveri - Inventario dei beni culturali
- ^ Casìma; Ponte sulla Breggia - Inventario dei beni culturali
- ^ Ruderi del castello di San Pietro - Inventario dei beni culturali
- ^ Castello dei Rusconi.
- ^ Famiglia Rusconi sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Castello di San Pietro: indagini archeologiche.
- ^ Albert Müller sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Sikart: August Hermann Scherer
- ^ Sikart: Paul Camenisch
[modifica] Bibliografia
- Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 78-82, (Gorla) 117.
- Giovanni Sarinelli, La Diocesi di Lugano. Guida del clero, La Buona Stampa, Lugano 1931, 80-81.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 199, 279.
- Giuseppe Martinola (a cura di), Invito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 38-41.
- Agostino Robertini, Silvano Toppi, Gian Piero Pedrazzi, Castel San Pietro, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1974, 111-122.
- Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, volume I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 115-162, 343-349.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 254, 372-376.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Giuseppina Ortelli Taroni, Castel San Pietro. Storia e vita quotidiana, Basilea 1994.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 288, 301, 376nota.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 474-479.
- Edoardo Agustoni, I Carabelli di Obino e Giuseppe Antonio Felice Orelli di Locarno, in «Il Cantonetto», Anno LVII-LVIII, numero 1, Fontana Print, Pregassona 2011, 23-26.
[modifica] Voci correlate
- Comuni del Canton Ticino
- Lista dei comuni svizzeri di confine
- Comuni dell'Italia geografica non in Italia
- Distretto di Mendrisio
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Castel San Pietro (Svizzera)
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune di Castel San Pietro
- Ufficio di statistica del Cantone Ticino
- Elezioni comunali 2008
- Inventario delle vie di comunicazione
- Mappa geografica