Lugano
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| Lugano | |
|---|---|
| Stato: | |
| Cantone: | |
| Distretto: | Lugano |
| Circolo: | Lugano est, Lugano ovest |
| Lingua ufficiale: | Italiano |
| Coordinate: | Coordinate: |
| Altitudine: | 273 m s.l.m. |
| Superficie: | 48,74 km² |
| Popolazione: - Totale - Densità |
(2009) 58'407 ab. 1.851 ab./km² |
| Frazioni: | Brè-Aldesago, Caprino, Centro, Besso, Loreto, Castagnola Cassarate, Molino Nuovo, Davesco-Soragno, Pambio Noranco, Cureggia, Breganzona, Gandria, Pazzallo, Pregassona, Viganello, Barbengo, Carabbia, Villa Luganese |
| Comuni contigui: | Arogno, Bioggio, Cadro, Campione d'Italia (IT-CO), Canobbio, Carona, Collina d'Oro, Grancia, Lanzo d'Intelvi (IT-CO), Massagno, Melide, Muzzano, Paradiso, Porza, Savosa, Sorengo, Valsolda (IT-CO), Vezia |
| CAP: | da CH-6900 a CH-6905 |
| Pref. telefonico: | 091 |
| Codice BFS: | 5192 |
| Targa: | TI |
| Abitanti: | Luganesi, (anticamente detti in dialetto "sbroiabotasc") |
| Sito istituzionale | |
Lugano[1] (Lügann in lombardo), è un Comune[2] del Canton Ticino di 58'407 abitanti (oltre 140'000 abitanti nell'agglomerato), nona città svizzera per popolazione e principale centro urbano cantonale, non che della regione insubria.
Situata nella Svizzera meridionale, ai confini con l'Italia, si estende su circa 48,74 km2 (32 km2 in superficie) ad un'altezza di 273 m s.l.m. sulla sponda settentrionale del lago di Lugano.
Località turistica molto frequentata, Lugano si è inoltre affermata mondialmente come piazza bancaria internazionale di primo piano, al terzo rango in Svizzera dopo Zurigo e Ginevra.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giorgio Giudici dal 04/04/1980
Centralino del comune: 058 866 71 11
Posta elettronica: municipio@lugano.ch
[modifica] Risultati delle ultime elezioni comunali (2008)
| Partito | % Consiglio comunale [3] | 2004 | Seggi in Municipio | Seggi nel Consiglio comunale |
|---|---|---|---|---|
| Partito Liberale Radicale Ticinese[4] | 32.5 % | (37.9 %) | 3 | 20 |
| Lega dei Ticinesi[5] | 24 % | (14.1 %) | 2 | 14 |
| Partito Popolare Democratico[6] | 17.1 % | (18.9 %) | 1 | 11 |
| Partito Socialista[7] | 16 % | (19.4 %) | 1 | 10 |
| Unione Democratica di Centro | 5.3 % | (5.5 %) | - | 3 |
| I Verdi[8] | 3.9 % | (2.9 %) | - | 2 |
| Partito Comunista[9] | 1.3 % | ( -) | - | - |
[modifica] Elezione del giudice di pace 2009 Circoli di Lugano Ovest e di Lugano Est
Circolo di Lugano Ovest
- Eletto in forma tacita
- Giudice di pace
(PLR) Gherra Giovanni 1.2.1953 Lugano - Castagnola
- Eletta in forma combattuta
- Supplente Giudice di pace
(PPD) Ermotti-Lepori Maddalena 24.8.1957 Lugano
- Circolo di Lugano Est
- Eletto in forma combattuta
- Giudice di pace
(PLR) Cassina Giuseppe 1.9.1952 Lugano - Cureggia
- Eletto in forma combattuta
- Supplente Giudice di pace
Vitalini Ivan 28.12.1963 Lugano - Davesco-Soragno
[modifica] Il patriziato
Il Comune patriziale[10] comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità ricostituiti a partire dal 1971. Nel secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio.
L'ufficio patriziale rieletto il 26 aprile 2009 è presieduto Giorgio Foppa.
L'ufficio patriziale di Castagnola rieletto il 26 aprile 2009 è presieduto Andrea Ender.
L'ufficio patriziale di Davesco-Soragno rieletto il 26 aprile 2009 è presieduto da Flavio Gianini.
L'ufficio patriziale di Brè rieletto il 26 aprile 2009 è presieduto da Alfio Prati.
Le famiglie patrizie luganesi rimaste sono oggi trentanove: Airoldi, Alleoni, Anastasi, Bariffi, Bellasi, Beretta, Beretta-Piccoli, Bernasconi (due ceppi), Bianchi, Bossi, Brentani, Camuzzi, Conti (due ceppi), Crivelli, De Carli, De Filippis, De Marchi, Domeniconi, Fioratti, Foppa, Gorini, Laghi, Lepori, Lurati, Luvini, Moroni-Stampa, Morosini, Peri-Morosini, Perlasca, Riva (due ceppi), Salmini, Solari, Soldini, Torricelli, Vegezzi, Viglezio.
[modifica] Etimologia
Sull'origine del toponimo Lugano vi sono diverse teorie:
- dal nome del dio celtico Lug, protettore delle acque
- dal latino "lucus", bosco, selva
- dall'acronimo della "Legio V (quinta) Gaunica Auxiliares", una legione ausiliaria dell'impero romano, da cui sarebbe derivato poi anche lo stemma della città, tuttavia la ricerca filologica più aggiornata la ritiene cervellotica e destituita di ogni fondamento.
[modifica] Stemma
Sul significato della sigla LVGA e della grafica dello stemma esistono molteplici ipotesi, ma non esistono interpretazioni ufficiali. La testimonianza più antica a colori dello stemma della città (sfondo rosso e la croce argentata con la sigla LVGA) risale al 1588 e la si trova su un attestato di benservito rilasciato dalla città al balivo (capitano reggente o landfogto) Sebastiano von Beroldingen[11], originario del Canton Uri: documento visibile al museo di Altdorf.
L'uso della V in luogo della U, secondo l'uso delle iscrizioni romane, fa credere che l'origine sia romana, quasi ad indicare effettivamente una legione. Un'altra interpretazione faceta indicherebbe che la sigla LVGA sia l'acronimo di "La Vera Giustizia Antica".
La versione corrente dell'Amministrazione comunale, comprovata da alcune copie di documenti datati 1208 e 1209 (gli originali sono andati persi) depositati nell'Archivio della Diocesi di Lugano, è che LVGA non sia nient'altro che l'abbreviazione del nome della città stessa.
[modifica] Storia
[modifica] Le origini e il Medioevo
I primi documenti indicanti l'esistenza della città sono datati 875. Già il 2 aprile 724 il borgo di Lugano veniva nominato nella donazione dei suoi beni a Lugano che da Pavia re Liutprando fece a San Carpoforo di Como[12]..
Nel Medioevo, per secoli, Lugano come le altre terre dell'attuale Cantone Ticino seguirono le vicende dei vicini Comuni lombardi di Como e Milano, i cui conflitti ebbero spesso come campo di battaglia proprio la regione che costituisce ora la Svizzera italiana. il 26 aprile 1061 papa Alessandro II confermò al convento del Senatore a Pavia diverse proprietà fra cui gli alpi del Camoghè, il lago di Lugano coi relativi diritti di pesca e di navigazione.[13]. Il 4 giugno 1222 Bertaro Lambertenghi di Vico (Como) cedette per testamento le decime di Viganello, Cassarate, Pregassona ed Aldesago all'ospedale di Lugano[14].
Del secolo XIV sono i primi Statuti, a noi solo in parte noti, redatti sulla falsariga di quelli di Como del 1335. Il 15 marzo 1429 sotto la signoria di Luigi Sanseverino la Comunità di Lugano e Pievi sulla piazza di Lugano promulgò i nuovi Statuti[15]. Ci sono invece pervenuti integralmente gli statutari luganesi del 1441 basati su quelli anteriori. Nel 1449, quando il borgo ricadde per breve tempo sotto la signoria di Como, quest'ultima si affrettò tuttavia ad imporre nuovamente la propria legislazione particolare.
Tali contese si chiusero con l'avvento del definitivo predominio di Milano, sotto la signoria dei Visconti, attorno alla seconda metà del XIV secolo. La città fu occupata prima dai soldati francesi del Mondragon, poi dagli Svizzeri nel 1512. Il 28 gennaio 1513 i difensori francesi del castello furono espulsi dagli Svizzeri[16]. Dunque, dopo più di cento anni di dominio da parte della potente città lombarda, in concomitanza con la perdita dell'indipendenza del Ducato di Milano e con le invasioni straniere in Italia, s'instaurò il quasi trisecolare governo dei Confederati (1521-1798).
La città era fortificata e dove oggi sorgono il "Palacongressi" e Villa Ciani si poteva scorgere un castello costruito dai comaschi nel 1286, ricostruito da Ludovico il Moro nel 1498 e consegnato dai francesi ai confederati il 26 gennaio 1513 dopo un assedio durato sei mesi. La costruzione fu definitivamente abbattuta dagli svizzeri (prevalentemente per motivi di costi di manutenzione) dopo la conquista del territorio luganese.
[modifica] La dominazione svizzera
Il 20 agosto 1571 i sei Cantoni sovrani evangelici protestarono contro la cessione delle sciolte prebende di Locarno e di Santa Maria di Torello a Carona a favore dell'arcivescovo Carlo Borromeo[17]. Il 24 giugno 1583 i consiglieri e i cittadini di Lugano avvisarono la Dieta della decisione di organizzare un tiro ogni domenica, richiedendole i relativi premi. Il 24 giugno 1586 i consiglieri di Lugano richiesero dagli Svizzeri l'erezione di un collegio di Gesuiti finanziato colle rendite delle scadute prebende di Sant'Anna e di Torello.
Il 21 marzo 1596 papa Clemente VIII impose l'obbligo in perpetuo ai detentori della prepositura di Sant'Antonio di Lugano d'istruire la gioventù grammatica, nelle umane lettere e nei buoni costumi[18]. Il 1 luglio 1604 il Sindacato elvetico ordinò al capitano di Lugano di supplicare il papa al fine di conferire le due prepositure di Sant'Antonio e di Santa Maria di Torello al padri Somaschi e ordinò alla Comunità di provvedere un maestro; il 24 giugno 1606 i padri Somaschi promisero di venire a Lugano entro l'anno per insegnare nella scuola da istituire; «bisognò quasi adoperare gli argani per attirare questi Reverendi a Lugano. E che cosa si dovette sborsare per far loro tenere scuola! Ai maestri ticinesi di oggi i nostri legislatori negano invece persino il necessario!»[19].
Al lungo periodo, durante il quale la città di Lugano fu un baliaggio dei 13 Cantoni dell'allora Confederazione elvetica pose fine l'invasione napoleonica. Il 24 giugno 1608 gli Svizzeri confermarono le franchigie di Lugano, Brissago, Val Verzasca e Gambarogno; il 30 aprile 1658 la Dieta federale di Aarau decise di fissare a Lugano un cimitero per i riformati protestanti; a tal scopo il 10 agosto 1659 fu acquistato il giardino di A. Pelo (Pelli) situato dietro l'ospedale di Santa Maria[20]. Il 10 agosto 1667 il Sindacato del baliaggio di Lugano trovò necessaria l'elaborazione d'un concordato colla Santa sede pontificia per porre freno alle ingerenze, all'ozio ed alla dissolutezza del clero[21]. Il 30 giugno 1675 al vescovo di Como venne negata la visita all'ospedale di Lugano di cui voleva controllare l'amministrazione![22]. Il 10 agosto 1680 le pievi di Agno, Riva San Vitale e Capriasca protestarono contro la pieve di Lugano a motivo dei comuni rendiconti; si giunse ad una pacificazione mediante l'arbitrato delle autoritä elvetiche[21].
Fu significativa per il Ticino l'entrata di Napoleone Bonaparte in Lombardia nel maggio del 1796 e la creazione nella vicina Lombardia della Repubblica Cisalpina. Il 10 febbraio 1798, Giovanni Battista Quadri[23], Giovanni Reali e Fontana consegnarono un proclama ai rappresentanti dei Cantoni sovrani a Lugano e la mattina del 15 febbraio, i Cisalpini[24] sbarcarono di sorpresa a Lugano. Essi incontrarono però la resistenza dei Volontari del Borgo[25] - un corpo di guardia costituito fra la popolazione locale su iniziativa dei rappresentanti dei Cantoni Sovrani - e Pietro Taglioretti fu mortalmente colpito. Seguì una convulsa giornata di scontri, al termine della quale i Cisalpini, malgrado un iniziale successo, furono respinti. Gli elementi più aperti della borghesia luganese approfittarono tuttavia degli eventi per realizzare la sospirata indipendenza del borgo al motto di "liberi e svizzeri". I dodici Cantoni a Zurigo emanarono il proclama dell'indipendenza del Canton Ticino. Il 16 febbraio i cittadini eressero l'albero della libertà in Piazza Grande. I patrioti fuggiti a Campione d'Italia mandarono a Lugano come parlamentari Dubois e Felice Maria Bellasi[26] (questi fu arrestato). Il 18 febbraio il Congresso generale a Lugano nominò i membri del Governo provvisorio. L'8 marzo arrivò il desiderato rinforzo di truppa elvetico comandato dal colonnello Emanuel Jauch[27][28]. Il 30 luglio avvenne la consegna ai volontari luganesi della bandiera regalata loro dai dodici Cantoni sovrani[29].
[modifica] Il periodo napoleonico e il governo dei landamani
A determinare la svolta verso l'adesione alla Repubblica Elvetica[30] piuttosto che alla Repubblica Cisalpina contribuirono sia l'affrancazione dei baliaggi decretata dal Canton Basilea, rapidamente imitato da altri Cantoni, sia la nuova costituzione della Repubblica Elvetica. Quest'ultima, costituendo sull'intero territorio dell'attuale Canton Ticino i due Cantoni di Lugano e Bellinzona, troncò le resistenze dei Cantoni confederati meno disposti a concedere la libertà ai territori d'oltralpe.
Il periodo della Repubblica Elvetica fu per Lugano, come per il resto del paese, un'epoca di continui rivolgimenti e sommosse popolari, causati principalmente dal malcontento delle popolazioni rurali per la politica del nuovo Stato unitario. Nei giorni 28 e 29 aprile 1799 scoppiarono torbidi a Lugano con l'uccisione dell'abate Giuseppe Vanelli di Grancia, seguita dalla distruzione della stamperia Agnelli; scoppiarono torbidi anche a Mendrisio con la fuga del viceprefetto nazionale; il 1º maggio il Direttorio elvetico nominò Giacomo Buonvicini[31] di Albogasio a prefetto nazionale del Cantone di Lugano; il 10 maggio il duca di Rohan entrò a Lugano alla testa di 4000 austriaci per contrastare l'esercito francese[32].
Il 14 luglio 1800 il commissario nazionale Enrico Zschokke levò il sequestro imposto sui beni dei "patrioti";[33]. Il 18 agosto fu organizzata una grande festa civica con restauro dell'albero della libertà per la ricostituzione definitiva dei due Cantoni italiani con la cessazione delle autorità provvisorie[34]. Il 29 giugno 1801 vi fu un tentativo d'irruzione d'insorti di Camignolo e Mezzovico-Vira a Lugano; il 26 gennaio 1802 400 uomini della Pieve Capriasca penetrarono tumultuosamente in Lugano, ma furono in breve contrastati e cacciati[35]. Lo stesso Napoleone I dovette prenderne atto e con l'Atto di Mediazione del 1803 sanzionò la nascita del Canton Ticino come Repubblica formalmente sovrana e indipendente all'interno della riformata Confederazione Svizzera.
Con la caduta di Napoleone nel 1815 il Congresso di Vienna confermò l'indipendenza dei nuovi Cantoni e nacque così la Svizzera dei 22 Cantoni. Il 13 gennaio 1815 nelle prigioni di Lugano si scopre il suicidio-omicidio (?) di Angelo Maria Stoppani[36] di Ponte Tresa[37]. Per il Canton Ticino la nuova Costituzione - di tendenza restauratrice - risolse in modo salomonico la questione del capoluogo cantonale con l'alternanza ogni sei anni dei borghi di Bellinzona, Locarno e Lugano; quest'ultima, quindi, nel XIX secolo funse anche da capitale cantonale.
A partire dal 1815 il nuovo governo filo-austriaco fu capeggiato dal landamano Giovanni Battista Quadri dei Vigotti di Agno[38]. Il 1 luglio 1816 il governo varò il primo codice penale ticinese.
[modifica] Risorgimento italiano e Lugano
Il 1º maggio 1830 si tenne una grandiosa assemblea comunale a Lugano a favore della riforma liberale e il colonnello Giacomo Luvini-Perseghini[39] fu eletto sindaco della città[40].
Il 13 marzo 1832 furono avvertite parecchie scosse di terremoto; il 14 luglio 1836 scoppiarono a Lugano i primi casi di choleras morbus[41]. Nel XIX secolo Lugano svolse un ruolo rilevante nelle vicende del Risorgimento italiano, in quanto sulle rive del Ceresio soggiornarono molti e importanti esuli italiani. Il 13 agosto 1848 il battello a vapore "Ticino", più tardi trasportato sul Lario, cominciò a navigare sul Ceresio[34]. Il 20 agosto 1854 scoppiò una nuova epidemia di colera[17]. Il 7 marzo 1857 il governo austriaco con una sua nota al Consiglio federale appoggiò la domanda d'indennizzo dell'Ajani, suddito lombardo, per l'avvenuta distruzione della sua stamperia nel 1855; il 5 gennaio 1861 il tipografo Ajani reclamò presso il Consiglio federale per ottenere un indennizzo dal Governo ticinese[42].
A Castagnola visse i suoi ultimi anni Carlo Cattaneo[43], vi si era ritirato dopo il fallimento della rivolta delle Cinque Giornate di Milano. Qui morì il 16 febbraio 1869.
A Villa Tanzina soggiornò Giuseppe Mazzini per diversi anni, ospite di Sara Nathan[44] amica carissima anche del Cattaneo. Qui si trasferì anche il patriota Abbondio Chialiva dopo aver fatto fortuna nelle Americhe, e qui aveva acquistato la villa dove ospitava patrioti italiani e intratteneva rapporti con diversi intellettuali italiani. Il 30 maggio 1870 avvenne il tentativo mazziniano, finanziato dall'esule Sara Nathan d'invasione armata in Italia con la spedizione al passo del San Lucio[45].
A Lugano aveva riparato anche Maurizio Quadrio che aveva qui organizzato l'insurrezione della Val d'Intelvi insieme al Mazzini nel 1848.
[modifica] Politica amministrativa
Nel 1972 i comuni di Brè-Aldesago (1970: 411 abitanti), Castagnola (1970: 4.430 abitanti) e Lugano (1970: 22.280 abitanti) si fondono in un solo comune denominato Lugano.
[modifica] La Nuova Lugano
Il 15 dicembre 2002 è stato approvato in votazione dalla popolazione il progetto della Nuova Lugano, che consiste nell'aggregazione di diversi Comuni confinanti con la città (sola eccezione: Villa Luganese non confinante).
Il 4 aprile 2004 si sono aggregati nel nuovo Comune di Lugano i comuni di
- Breganzona[46] (2000: 4.782 abitanti), (consultazione popolare il 15 giugno 2003),
- Cureggia[47] (2000: 112 abitanti),
- Davesco-Soragno[48] (2000: 1.288 abitanti),
- Gandria[49] (2000: 207 abitanti),
- Lugano (2000: 26.560 abitanti),
- Pambio Noranco[50] (2000: 570 abitanti),
- Pazzallo[51] (2000: 1.162 abitani),
- Pregassona[52] (2000: 7.354 abitanti)
- Viganello[53] (2000: 6.284 abitanti).
Il 20 aprile 2008 al comune di Lugano (2000: 48.319 abitanti) si aggregano inoltre i comuni di
- Barbengo[54] (2000: 1.559 abitanti), (consultazione popolare ottobre 2007),
- Carabbia[55] (2000: 512 abitanti), (consultazione popolare ottobre 2007),
- Villa Luganese (2000: 467 abitanti) (consultazione popolare ottobre 2007). Successivamente nel gennaio 2008 il Gran Consiglio ticinese ha espresso la sua ratifica
che diventano quartieri insieme a:
Con tale operazione, la popolazione è quasi raddoppiata, il territorio è passato da 11 km2 agli attuali 48 km2 e Lugano è diventata una delle più grandi città della Svizzera. Statisticamente i numeri, in seguito alle aggregazioni, sono i seguenti:
- 3a piazza finanziaria svizzera
- 9a città svizzera per popolazione
- 8a città svizzera per estensione
[modifica] La città del futuro
La Città è impegnata in numerosi grandi progetti che ne cambieranno radicalmente il volto durante il prossimo decennio. Tra questi figurano:
- La costruzione di un polo culturale con sala per teatro e concerti nella zona dell'ex Albergo Palace. L'intervento - che dovrebbe concludersi nel 2012 - riguarda un'area di 20'000 m2: verrà inoltre riqualificato il lungolago, tolto spazio alle auto per attribuirlo ai pedoni e al verde, si realizzerà una nuova piazza e aree pedonali per 10'000 m2. Saranno inoltre edificati appartamenti e uffici da parte di un gruppo di imprenditori privati (Mantegazza, Albek e Garzoni).
- Il Nuovo Quartiere di Cornaredo: l'apertura della nuova galleria Vedeggio-Cassarate (prevista per il 2011) collegherà l'asse autostradale Milano-Zurigo con il comparto nord della città, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo urbano. Il Nuovo Quartiere di Cornaredo, che si estende su circa 1 milione di metri quadri, diventerà la nuova porta di accesso alla città, risolvendo nel contempo importanti esigenze funzionali relazionate al nuovo collegamento viario, quali strutture intermodali e posteggi per pendolari. Vi sorgerà inoltre un centro fieristico.
- Il collegamento ferroviario Lugano-Mendrisio-Varese-Gallarate-Malpensa (termine previsto dei lavori: 2013) permetterà di unire più efficacemente i poli di Lugano, Varese e Como-Chiasso e di garantire un accesso ferroviario diretto all'aeroporto di Malpensa. La nuova linea costituirà inoltre un importante elemento funzionale in vista dell'Esposizione internazionale del 2015 a Milano a cui Lugano e il cantone Ticino intendono contribuire attivamente. In quest'ottica, la città di Lugano ha firmato un protocollo di collaborazione con Milano il 30 maggio 2007.
- Stazione ferroviaria: la Città di Lugano diventerà la principale fermata in territorio ticinese dei treni ad alta velocità che dal 2017 sfrutteranno la nuova ferrovia transalpina e la galleria ferroviaria più lunga del mondo (progetto Alptransit). Con la costruzione di AlpTransit, Zurigo e Milano saranno a 2h40 di distanza. Inoltre, i tempi di percorrenza dal Ticino verso il resto della Svizzera verranno drasticamente ridotti; con la galleria del Monte Ceneri anche i collegamenti interni al Cantone si accorceranno: tra Bellinzona e Lugano a 12 minuti invece dei 27-31 attuali; tra Locarno e Lugano a 20-25 minuti invece dei 48 di oggi. Il progetto per la ristrutturazione della stazione di Lugano prevede il recupero di un'area pregiata, l'insediamento di servizi e il miglioramento dei collegamenti tra il centro e la parte a monte della città.
[modifica] Economia
Lugano, oltre che sul turismo, basa le sue risorse sulle numerose banche e sul settore finanziario in generale che non cessa di accrescersi. La capitale finanziaria luganese ospita anche altre industrie quali, ad esempio, le fabbriche di macchinari, l'industria tessile, i resti di quella che era una florida industria di lavorazione del tabacco, la fabbricazione di cioccolata. Merita di essere segnalata anche la produzione di carta. Lugano è inoltre azionista di maggioranza del Casinò cittadino, sala da grandi giochi con ristorante.
[modifica] Demografia
| Anno | Totale | Barbengo | Breganzona | Carabbia | Cureggia | Davesco-Soragno | Gandria | Lugano | Pambio Noranco | Pazzallo | Pregassona | Viganello | Villa Luganese |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1591 | 35 fuochi | 110 | 330 | 110 | |||||||||
| 1643 | 205 | 3278 | |||||||||||
| 1670 | 245 | 3402 | 464 | ||||||||||
| 1696 | 143 | 182 | |||||||||||
| 1769 | 155 | 4351 | |||||||||||
| 1783 | 238 | ||||||||||||
| 1801 | 227 | 62 | 194 | 147 | 244 | ||||||||
| 1850 | 552 | 399 | 143 | 53 | 299 | 235 | 5939 | 170 | 131 | 464 | |||
| 1860 | 490 | 443 | |||||||||||
| 1870 | 484 | 482 | 6836 | ||||||||||
| 1880 | 510 | 459 | |||||||||||
| 1888 | 558 | 483 | 8185 | ||||||||||
| 1900 | 481 | 521 | 138 | 47 | 356 | 235 | 10847 | 298 | 154 | 652 | 319 | ||
| 1910 | 496 | 696 | 14988 | 1477 | |||||||||
| 1920 | 444 | 658 | |||||||||||
| 1930 | 448 | 708 | 17672 | ||||||||||
| 1941 | 480 | 745 | |||||||||||
| 1950 | 503 | 883 | 122 | 24 | 456 | 227 | 21448 | 438 | 297 | 1204 | 2163 | ||
| 1960 | 492 | 1455 | 110 | ||||||||||
| 1970 | 611 | 2759 | 27121 | 3633 | |||||||||
| 1980 | 632 | 3444 | 707 | 848 | |||||||||
| 1990 | 1018 | 4654 | 25334 | 610 | 5587 | ||||||||
| 2000 | 1559 | 4782 | 512 | 112 | 1288 | 207 | 26560 | 570 | 1162 | 7354 | |||
| 2004 | |||||||||||||
[modifica] Ripartizione linguistica
| % | Ripartizione linguistica (gruppi principali) Fonte: Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000 |
| 7,1% | madrelingua tedesca |
| 80,3% | madrelingua italiana |
| 2,7% | madrelingua serbo-croata |
[modifica] Monumenti religiosi e civili
La città e la sua architettura hanno un carattere prettamente lombardo.
[modifica] Edilizia religiosa
[modifica] Centro storico
Tra gli edifici notevoli la Cattedrale di San Lorenzo della seconda metà del XI secolo, ricostruita e voltata di 180º all'inizio del Cinquecento, terminata (con i soli elementi decorativi dei tre portali) nel 1517.
Accanto al lato meridionale, nel Borghetto, sorgono la Casa dei canonici e il Palazzo vescovile che ospita il prezioso Archivio diocesano aperto agli studiosi; nell'annessa Cappella si ammirano le vetrate di Emilio Ferrazzini (1895-1975) di Lugano.
Scendendo lungo la via San Gottardo, sulla destra, si situa il Convento della Santissima Trinità dei frati Minori Cappuccini, circondato dal vigneto. Fondato nel 1646, i frati provenienti da Sorengo vi si trasferirono nel 1653. Nei corridoi si ammirano gli affreschi dei fratelli Giuseppe Antonio Maria e Giovanni Antonio Torricelli di Lugano, della seconda metà del secolo XVIII, sulla scala che porta al dormitorio: Immacolata Concezione; nel refettorio: Cristo servito da angeli e una preziosa serie di incisioni di Marco Pitteri su disegno di Giovanni Battista Piazzetta (Venezia, 1683-1754), raffiguranti gli Apostoli con Dio Padre, Gesù e la Madonna; nel corridoio al pianterreno: San Francesco d'Assisi orante; collocato nel 1909 al piano superiore, San Francesco d'Assisi che riceve le stimmate (già sulla precedente facciata della chiesa conventuale), attribuito a Giuseppe Antonio Petrini (1677-1759) di Carona . A sud del chiostrino quadrilatero interno vi è la Biblioteca conventuale dei Cappuccini, progettata negli anni 1975-1979 dall'architetto Mario Botta (n. 1943), completamente interrata, illuminata da un grande lucernario che sovrasta la sala di lettura, aperta al pubblico.
Sul lato meridionale del convento sta la chiesa conventuale della Santissima Trinità, un'aula rettangolare rivolta a nord, eretta secondo il modello italiano delle chiese francescane, con tre cappelle laterali a ovest, presbiterio e coro dei frati separato, dietro l'altare maggiore. Consacrata nel 1654.
Nel cuore della città vecchia in Via Pietro Peri troviamo la chiesa di Santa Maria Immacolata, fatti pochi passi sulla via San Gottardo al margine nord del centro storico, ai piedi della collina col convento dei Cappuccini, si situa il Monastero di San Giuseppe, fondato nel 1747 dal vescovo di Como Agostino Maria Neuroni di Lugano, grazie alla liberalità della famiglia Conti che donò alle monache Clarisse cappuccine un suo palazzo con terreno adiacente. Esse vi tennero un istituto per le fanciulle del borgo. Nel 1748 iniziarono i lavori di ampliamento dell'edificio, in parte secondo il progetto dell'architetto Giambattista Casasopra di Gentilino; si aggiusero negli anni 1770-1777 un'ala nuova e alcune costruzioni di servizio.
L'elegante facciata ha un portale ornato di mascherone e ghirlande di frutta. Il piccolo cortile interno porticato, decorato da pitture a soggetto biblico, è coperto a una vetrata all'inizio del Novecento. Le sale sono coperte da soffitti lignei dipinti e volte a schifo, decorate d'affreschi illusionistici. Nei corridoi dall'ala est: affreschi dei fratelli Giovanni Antonio e Giuseppe Antonio Maria Torricelli di Lugano, raffiguranti la Sacra Famiglia, la Lavanda dei piedi, l'Orazione di Gesù nell'orto del Getsemani e le stazioni della Via Crucis, eseguiti nel 1774, e San Francesco d'Assisi nel 1761. Restauro e ristrutturazione diretti negli anni 1987-1990 dall'architetto Giampiero Camponovo.
L'annessa chiesa di San Giuseppe, fu edificata negli anni 1758-1759 su progetto dell'architetto Giambattista Casasopra (1720-<1773) di Gentilino. Invece andando verso il centro storico, in piazza Dante la chiesa di Sant'Antonio abate, edificio orientato a sud, costruito sul posto di quella dei religiosi Umiliati del sec. XIII, ordine che nel 1571 fu sciolto dal Papa San Pio V.
Agli inizi della via Nassa, ma più vicina al centro cittadino da vedere è la chiesa di San Carlo Borromeo, barocca, per decisione dell'omonima Confraternita fondata nel 1619 fu eretta negli anni 1640-1642, progettata da Giovanni Angelo Galassini (noto dal 1616 al 1644) cui subentrò nel 1641 Antonio Castelli.
Al termine sud della via, celebre per i suoi negozi di articoli di gran lusso, troviamo la notissima chiesa di Santa Maria degli Angioli con meravigliosi affreschi cinquecenteschi di Bernardino Luini, (della famiglia Scappi di Dumenza)[58].
Situata più ad oriente, sulla Via Cànova che porta verso il Parco Ciani[59] s'incontra la chiesa di San Rocco eretta al posto della precedente dedicata a San Biagio. Lungo il viale Carlo Cattaneo la chiesa evangelica è una costruzione storicistica del sec. XX, edificata dagli architetti Otto Pfleghard e Max Haefeli.
[modifica] Intorno al centro
A Cassarate al margine meridionale del parco dell'albergo Villa Castagnola il medioevale oratorio di San Pietro delle Erbette conserva un notevole affresco luinesco. Sul fianco del Monte Brè le case dell'antico comune di Castagnola sono sovrastate dall'antica chiesa di San Giorgio, ricca di tesori artistici e in posizione panoramica.
Oltre la valletta del riale Tassino, su un poggio sorge la chiesa di Santa Maria di Loreto, eretta nel 1524 dai Francescani. Dal centro verso nord si dirige il Corso Elvezia che porta nel popoloso quartiere di Molino Nuovo, a nord del centro storico, qui sorge la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, un edificio neoromanico a croce latina realizzato negli anni 1922-1927.
Proseguendo a settentrione si incontra la chiesa di Santa Maria dello Stradone, edificio del 1725.
La chiesa parrocchiale del Cristo Risorto edificata da Rino Tami (1908-1994) di Mugena dal 1974 al 1976; la chiesa, in calcestruzzo armato a vista, è impostata secondo il triangolo equilatero e si qualifica in particolare per lo spazio interno disegnato dalla differente intensità della luce naturale. Tra gli arredi liturgici, notevole è il Gruppo scultoreo ligneo della Pietà, dell'inizio del secolo XIX, il tabernacolo di Albert Schilling; all'ingresso il Crocifisso e gli Evangelisti di Remo Rossi (1909-1982) di Locarno; sulla parte di fondo la composizione allegorica della Resurrezione è di Rino Tami. L'organo è moderno. Le pareti esterne corrose dall'inquinamento furono risanate, non senza dissensi, nel 2002.
Salendo sulla collina che a ovest spazia sulla città e sullo stadio di Cornaredo, a Rovello, in posizione elevata e tranquilla, il complesso di San Maurizio è formato dalla masseria, l'oratorio e il cimitero. Già di proprietà degli Umiliati, fu acquistato dall'industriale dello zucchero Emilio Maraini[60] nel 1906. La masseria, che si sviluppa attorno ad una corte di forma triangolare ha forse origini tardomedievali come rivelano i poderosi contrafforti del settore nord-est.
Qui l'Oratorio di San Maurizio, documentato per la prima volta nel 1203, è un'aula trapezoidale con abside semicircolare all'esterno. All'interno è coperto da una volta a crociera costolonata a capriate scoperte.
L'attiguo cimiterino voluto alla contessa Carolina Maraini per accogliere le spoglie del marito, fu progettato da Mario Chiattone (1891-1957) nel 1935.
A nord-ovest della stazione ferroviaria si sale nel quartiere di Besso ove negli anni 1949-1950 fu edificata la chiesa parrocchiale di San Nicolao della Flüe fu eretta come chiesa votiva negli anni 1943-1950.
Ancora in territorio di Lugano, nella località di Pazzallo, l'Oratorio di San Barnaba è documentato dal 1523 e subì interventi barocchi nei secoli XVII e XVIII; la piccola aula rettangolare con coro; la navata è voltata a vela e, sul coro, a botte; il bell'altare in stucco del secondo quarto del Seicento reca una pala pure seicentesca del Santo patrono davanti il Crocefisso; l'olio su tela della Natività è della prima metà del secolo XVII.
Sopra il quartiere di Cassarate l'Oratorio di San Michele nel parco omonimo sul poggio dove sorgeva un castello attestato nel secolo XII è una piccola aula conclusa da un coro rettangolare forse del secolo XVII, con un campaniletto a vela sul lato sud.
Nella località di Cavallino sulla riva del golfo opposta a quella di Lugano l'Oratorio di San Carlo Borromeo è un'aula settecentesca conclusa da un coro rettangolare; l'altare in stucco reca un olio su tela con la Madonna venerata dal Santo titolare.
[modifica] Viganello
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa parrocchiale di Santa Teresa di Lisieux (Viganello). |
Nell'ex Comune di Viganello, ora quartiere di Lugano, in via alla Chiesa, sorge la chiesa parrocchiale di Santa Teresa di Lisieux, edificio inaugurato nel 1937, dapprima rettoria sotto la parrocchia di Pregassona, eretta definitivamente in parrocchia il 1º giugno 1988. L'aspetto attuale della facciata è il frutto delle modifiche apportate dai Padri Redentoristi che vi hanno vissuto per circa 50 anni.
[modifica] Pregassona
Nell'ex Comune di Pregassona, ora quartiere di Lugano, sul colle di Pazzalino sopra le case di Viganello, spicca la chiesa parrocchiale di Santa Maria, notevole edificio rettangolare orientato, già documentata nel 1222, eretta in parrocchia nel 1468. L'aspetto attuale è il frutto delle trasformazioni realizzate tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento.
Nella frazione di Rolino l'Oratorio dei Santi Pietro e Paolo è un'aula rettangolare rivolta a nord-est con abside semicircolare all'esterno e trapezoidale all'interno. Eretta nel secolo XIV, fu rinnovata nel 1915 (data in facciata). Restauro negli anni 1983-1984.
Nella frazione di Terzerina la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Massimiliano Kolbe fu edificata nel 1995 da Alberto Finzi. Sul lato sud è preceduta da un porticato quadrilatero recante sulle pareti le stazioni della Via Crucis in monocromo, opera significativa di Giancarlo Tamagni.
Nella frazione di Bozzoreda l'Oratorio della Madonna di Fatima è un'aula rettangolare preceduta da un portico e caratterizzata da facciate in pietra a vista, opera di Giacomo Alberti di Bedigliora. All'interno dietro l'altare in una nicchia: bella statua della Vergine Immacolata; alle pareti quadretti di terracotta con le stazioni della Via Crucis.
[modifica] Cureggia
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Gottardo (Cureggia). |
Nell'ex Comune di Cureggia la chiesa di San Gottardo è un edificio documentato dal 1565, originariamente rivolto a nord, fu ricostruito nel 1591 con un giro d'asse verso est e ampliamento nel 1934 su progetto di Giacomo Alberti di Bedigliora. Restauri negli anni 1976 e 1998.
[modifica] Davesco-Soragno
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Bartolomeo (Davesco). |
Nella frazione di Davesco dell'ex Comune di Davesco-Soragno la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo è documentata dal 1366, lavori di trasformazione nel 1814 e radicale ristrutturazione nel 1969.
Sotto il portico di una casa nel nucleo abitato del villaggio: affresco con Sant'Antonio abate, San Rocco, San Sebastiano e San Cristoforo, opera ascrivibile alla bottega dei Seregnesi con iscrizione contenente il nome del committente e la data 1485.
Nella frazione di Soragno l'Oratorio di San Giuseppe è un'aula rivolta ad ovest con volta a botte ribassata e coro rettangolare eretta negli anni 1812-1815 e ampliata nel 1820. Il campaniletto si erge sul fianco destro. All'interno l'altare in stucco reca un olio su tela del secolo XVIII con la figura del Santo titolare.
Nella località di Cossio la Cappella di Santa Maria del Soccorso, fondata nel 1575 è una piccola aula quadrata (con la data 1936 in facciata) decorata con affreschi ridipinti. Nell'antistante portico con tetto a due falde si aprono tre nicchie vuote.
[modifica] Gandria
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa parrocchiale di San Vigilio (Lugano). |
Nell'ex Comune di Gandria annesso ora a quello di Lugano la chiesa parrocchiale di San Vigilio ricevette i diritti parrocchiali nel 1463. L'edificio rettangolare orientato, di stile barocco, termina con un coro. Restauro parziale negli anni 1985-1986.
L'Oratorio di San Rocco, accanto al cimitero, è un'aula rettangolare voltata a botte, con coro, eretta nel 1645 e ampliata negli anni 1740-1745.
[modifica] Breganzona
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta (Breganzona). |
Nell'ex Comune di Breganzona, nella frazione di Biogno, sulla collina sorge la chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, preceduta da un viale d'accesso affiancato dalle cappelle della Via Crucis creata nel 1713.
Nel nucleo abitato di Breganzona l'oratorio di San Sebastiano fu consacrato nel 1595. La costruzione quadrata ha un coro allineato e due piccole cappelle laterali; ampliata a trasformata in stile barocco nel 1643 e rimaneggiata nel 1719 (data sul muro esterno nord-ovest). Restauro e ristrutturazione negli anni 1960-1961.
Il cimitero è dominato dall'imponente edicola funeraria della famiglia Polar, con notevoli busti attribuiti ad Alessandro Rossi (1820-1891). Pure notevole la tomba con busto marmoreo di Carlo Frasca (1803-1868), già sindaco di Lugano, opera del 1869 di Vincenzo Vela di Ligornetto.
[modifica] Pambio-Noranco
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Pietro (Lugano). |
Il soppresso comune di Pambio-Noranco fu costituito nel 1904 dall'unione amministrativa dei due villaggi. Nel'attuale quartiere di Pambio-Noranco, posta inferiormente al nucleo abitato, la chiesa parrocchiale di San Pietro è documentata dal 1335, ottenne i diritti parrocchiali nel 1468 staccandosi dalla collegiata di San Lorenzo di Lugano.
Nel villaggio l'Oratorio di San Rocco è un'aula rettangolare con coro, eretta nel secolo XVI e trasformata in epoca barocca; all'interno: olio su tela raffigurante l'Assunta coi Santi Giovanni Battista, Francesco d'Assisi e Rocco, assai ridipinta.
[modifica] Castagnola
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Giorgio (Lugano). |
La chiesa parrochiale di San Giorgio in magnifica posizione panoramica sul golfo del Ceresio (il Regio).
[modifica] Brè-Aldesago
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa dei Santi Simone e Fedele (Lugano-Brè). |
Nell'ex Comune di Brè la chiesa parrocchiale dei Santi Simone e Fedele al margine ovest del nucleo, basilica originariamente rivolta a est è documentata solamente dal 1591, ma forse risale al Medioevo; subì trasformazioni nei secoli XVII-XVIII con un giro d'asse di 180º e un prolungamento verso est forse durante i lavori di trasformazione degli anni 1831-1834.
Sulla vetta del Monte Brè l'Oratorio di Santa Maria Assunta fu realizzato negli anni 1913-1914 da Giuseppe Bordonzotti (1877-1932) di Croglio; l'altare è di Pietro Andreoletti (1860-1933).
Ad Aldesago l'Oratorio del Cuore Immacolato di Maria era un edificio menzionato nel 1636 dedicato all'Immacolata, eretto nel nucleo abitato; fu demolito nel 1941 e ricostruito nel 1943 nei pressi della strada cantonale. L'aula rettangolare è preceduta da un portico cui si accede per un'ampia scalinata; i dipinti murali sono del pittore Luigi Taddei di Brè.
[modifica] Pazzallo
L'Oratorio di San Barnaba è documentato al 1523 e subì interventi barocchi nei secoli XVII e XVIII; la piccola aula rettangolare coperta con volta a vela ha un coro con volta a botte. Il bell'altare in stucco è del secondo quarto del Seicento con pala col Santo titolare davanti al Crocefisso, del XVII secolo; la tela della Natività è della prima metà del Seicento.
In località Senago l'Oratorio privato di Santa Maria Ausiliatrice in stile neoromanico eretto nel 1925 ha una navata unica con facciata preceduta da protiro.
[modifica] Edilizia civile
Tra gli edifici civili spiccano:
- per antichità la Piccionaia, raro esempio nel Luganese d'architettura del secolo XV.
- Più abbondanti invece i palazzi barocchi quali il Palazzo della Banca della Svizzera Italiana, già dei Conti Riva;
- l'altro Palazzo Riva in via Pretorio;
- il Palazzo Primavesi già Riva, in piazza Cioccaro, tutti del secolo XVIII.
- Il primo Palazzo vescovile in Via nassa n. 66 in origine casa Vanoni degli anni 1881-1882, trasformata in palazzo nel 1904 dall'architetto Emilio Zanini; sopra il portale reca le insegne papali ed episcopali; nella cappella conserva un affresco di Guido Gonzato;
- Costruita tra il 1816 e il 1818 la Palazzina Albertolli in via Cànova è di stile neoclassico;
- il Palazzo civico in Piazza della Riforma è stato eretto tra il 1840 e il 1844 dall'architetto neoclassico milanese Giacomo Moraglia.
- In fondo al viale Carlo Cattaneo al numero 4 sorgono il Palazzo degli Studi, opera del 1904 degli architetti Augusto Guidini[61] e Otto Maraini[62], e
- la Biblioteca cantonale eretta tra il 1940 e il 1941 dagli architetti Carlo Tami e Rino Tami[63].
- Il Campus dell'Università della Svizzera Italiana comprende il palazzo del vecchio Ospedale civico, costruito dal 1905 al 1908 da Giuseppe Ferla (1859-1916). I nuovi edifici sorti dal 1998 al 2002 s'inseriscono nel parco secondo le direttive dell'arch. Aurelio Galfetti (nato nel 1936) e Jachen Könz, progettisti dell'aula polivalente. Le altre costruzioni sono state assegnate per concorso; l'edificio delle aule agli architetti Bruno-Fioretti-Marquez-Martini; i laboratori a Sandra Giraudi (n. 1962) e Felix Wettstein (n. 1962); la biblioteca (corpo aggiunto al vecchio ospizio per i poveri, eretto nel 1891) a Giorgio (n. 1957) e Michele Tognola (n. 1959), la facoltà di teologia a Michele Christen.
- In via Curti n. 19/via Fusini n. 4 la Casa d'appartamenti, esempio di edilizia abitativa improntata ad un moderno razionalismo derivato dai corsi al Bauhaus, realizzata dall'architetto Orfeo Amadò nel 1933, si affaccia su piazzale Paride Pelli con un fronte simmetrico contraddistinto dalle fasce orizzontali dei balconi arrotondati.
Nell'ex Comune di Breganzona tra gli edifici civili notiamo:
- in via Polar n. 52 la Villa Censi è una residenza signorile neoclassica circondata a un parco, edificata dall'architetto Carlo Frasca nel 1850 circa. All'interno: locali con arredi e decorazioni pittoriche coeve. Sul soffitto del salone: affresco raffigurante il Tempo che scopre la Verità e vedute luganesi di Giuseppe Piattini.
- In via Camara la Scuola elementare (Centro civico), progettata da Mario Chiattone (1891-1957) [64] nel 1952, è affiancata ad un edificio scolastico del primo Novecento e mescola elementi architettonici razionalisti ad altri desunti dalla tradizione locale.
- Al n. 59 la Scuola media è un sobrio edificio costruito negli anni 1991-1999 da Claudio Negrini e Alvaro Bühring.
- Al n. 63 la Scuola dell'infanzia, realizzata da Dolf Schnebli (nato nel 1928) e associati nel 1972 è costituita da corpi volumetricamente diversi disposti attorno al cortile.
- In via Lucino n. 82 la casa unifamiliare realizzata da Mario Campi (nato nel 1936) e Franco Pessina (nato nel 1933)[65] negli anni 1984-1986 presenta un impianto a corte.
- In via Visano n. 7 la casa unifamiliare è una reinterpretazione della casa rurale realizzata da Cino Chiesa (1905-1971) nel 1941 circa. Sul prospetto ovest: pannello centrale dell'affresco Vita ticinese, eseguito da Pietro Chiesa[66] (1876-1959) per l'Esposizione nazionale svizzera[67] di Zurigo nel 1939.
- In via dei Panora n. 2 casa unifamiliare costruita negli anni 1986-1988 da Mario Botta (nato nel 1943); l'abitazione è caratterizzata dall'intersecarsi dei volumi e dell'enfatizzazione della situazione d'angolo segnata dal corpo concluso dal belvedere con copertura vetrata.
Lugano grazie al suo clima mite ha favorito l'edificazione di importanti ville e alcune sono sopravvissute alla demolizione: Villa Saroli, Villa Florida, Villa Malpensata, Villa Ciani, ex Villa Giambonini e Villa Favorita.
- La Villa Saroli si trova al centro di Lugano e il suo giardino è oggi sede di un parco pubblico. Venne costruita nel 1904 dall'architetto Giuseppe Pagani per la famiglia Enderlin. Lo stile è neogotico con spunti decorativi Liberty. È proprietà del Comune dal 1961 e negli anni settanta ha visto alcune migliorie ad opera dell'architetto Willy Neukom con l'area di giochi per bambini e con la creazione di un'orangerie. Oggi è sede del Museo storico della città.
- Nel meridionale quartiere di Loreto troviamo la Villa Florida, con un giardino degli anni venti costruito su due livelli. Il parco è stato realizzato nel 1985, unendo due parchi confinanti acquistati dal comune di Lugano. Il parco ha elementi recuperati dai precedenti insediamenti come finte grotte, fontane, e belvederi. Precedentemente vi avevano sede villa Florida, abbattuta nel 1977 lasciando intatti solo la casa del custode e alcuni elementi del parco, e la villa Mazzini, abbattuta nel 1985.
- Nella Villa Malpensata, sul lungolago, ha sede il Museo d'arte moderna.
- È possibile rinvenire nell'archivio privato G. C. A dell'ex Comune di Castagnola, ora frazione della città, un fatto interessante: la Villa Wesphal a Cassarate è stato uno dei punti d'appoggio dei servizi segreti americani in Ticino durante la seconda guerra mondiale.
- Sul Viale Castagnola al n. 4 la Piscina coperta comunale fu edificata da Rino Tami negli anni 1977-1978.
- Al n. 27 la Villa ex Giambonini è un significativo esempio di costruzione in stile lombardo realizzata da Bernardo Ramelli (1873-1930)[68] nel 1909 circa, con facciate in finto mattone, finestre ispirate al primo Rinascimento e torre angolare.
- Al n. 31 l'Hotel Villa Castagnola aperto nel 1885 da Charlotte Schnyder von Wartensee-Zeiger, più volte ingrandito, è un vasto complesso su pianta angolare all'interno di un parco.
- In via Lido lo stabilimento balneare realizzato da Americo Marazzi (1879-1963)[69] nel 1928 è formato da un edificio principale con terrazza-ristorante semicircolare coperta; i corpi laterali comprendono le cabine in legno; la spiaggia di sabbia ha una fontana: raro esempio di lido d'epoca, poi trasformato parzialmente.
- In Viale dei faggi al n. 9 si nota la Casa d'appartamenti edificata da Aurelio Galfetti (nato nel 1936) e Antonio Antorini (nato nel 1936) negli anni 1988-1989 avente il quadrato come modulo compositivo sia nell'impostazione planimetrica che nel disegno delle facciate.
- In Via maggio n. 1 l'edificio amministrativo Caimato della fiduciaria Fidinam è una vasta costruzione ad U, in laterizio, con bracci a testate oblique e corte interna eretto da Mario Botta negli anni 1986-1993.
- In Via delle scuole la Casa d'appartamenti La Torre è un piccolo grattacielo realizzato da Rino Tami negli anni 1956-1957, presenta una struttura portante a lame in calcestruzzo armato poste obliquamente in modo da offrire la vista sul lago a tutti gli appartamenti.
- In Via Concordia l'edificio della scuola elementare, progettato nel 1927 da Mario Chiattone, presenta un risalto centrale con pilastri ionici; nello stesso anno progetta in via Riviera n. 1 la Casa d'appartamenti con elementi art déco.
- In magnifica posizione sul lago la Villa Favorita fu costruita forse nel 1687 per Karl Konrad von Beroldingen (1624-1706)[70], i cui famigliari ricoprivano la carica di landscriba (segretario di concetto) nel baliaggio di Lugano. Nel 1732 passò alla famiglia dei conti Riva[71] che fece eseguire dei lavoro di rinnovo, e nel 1919 al principe di Prussia Frederick Leopold Hohenzollern (1865-1931)[72]. Nel 1926 ampliò l'edificio mediante l'aggiunta di due ali laterali e un corpo a tre piani a monte, al di sopra del cortile a forma di esedra già esistente. Al posto di un terrazzamento ornato di statue, fu inoltre edificata ad ovest una galleria di collegamento all'edificio el 1692 denominato Glorietta. Nel 1932 la proprietà fu acquistata dal barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza de Kászon (1875-1947) che vi trasferì la sua celebre collezione di quadri del castello di Rohoncz per cui fu costruita la pinacoteca su progetto di Giovanni Geiser; (dopo la sua vendita la collezione dal 1992 si trova a Madrid) al Museo del Prado. La villa è inserita in un parco impostato nel 1919 con il lungo viale fiancheggiato da cipressi e pregiata e rara vegetazione, in cui sorgono diverse case e ville (trasformate in edifici accessori), limoniere, darsene, statue e fontane. All'entrata ovest del parco e davanti la villa in corrispondenza della scala a due rampe che conduce al lago, vi sono due bei portali del secolo XVIII con cancelli in ferro battuto e pilastri sormontati da vasi e leoni. La villa a tre piani con facciata a cinque assi è caratterizzata da un portico su colonne binate a pianterreno e balcone dalla ringhiera in ferro battuto con lo stemma dei Riva; decorazione pittorica neoseicentesca sui prospetti esterni eseguita nel 1926.
- Al n. 18 la Villa Helios è una dimora signorile realizzata da Otto Maraini (1863-1944) per Rosa Lepori negli anni 1901-1902; eretta su un terreno terrazzato, l'edificio alla volumetria articolata è caratterizzata da elementi architettonici e decorativi neobarocchi e dalla torre belvedere poligonale.
- Al n. 34 altra Villa del 1901 contraddistinta da un esuberante eclettismo.
- In Via Cortivo n. 24 la Villa Heleneum (ora Museo delle culture, proprietà del Comune di Lugano) è una residenza signorile classicheggiante con giardino e terrazze a scalea verso il lago, costruita per Héléne Biber su progetto del berlinese Hugo Dunkel negli anni 1930-1934.
- In Via San Michele la Casa Tettamanti unifamiliare progettata da Franco Ponti (1921-1984)[73] e Milo Navone (nato nel 1933) negli anni 1969-1972, il tetto assume la forma di una cupola che sovrasta gli spazi di soggiorno, giocando con le forme del circolo e del quadrato.
Nella frazione di Aldesago nel nucleo spicca Casa Gianini, un edificio seicentesco con arcate su colonne e loggia. Sul Sentiero Trona la unifamiliare Casa Cattaneo progettata da Carlo Ponti e Milo Navone negli anni 1974-1975, in legno e pietra, assume il camino come fulcro della vita domestica intorno cui ruotano gli ambienti.
Nell'ex Comune di Brè, villaggio elevato sul versante nord del monte omonimo presenta nel nucleo abitato un percorso artistico con opere di noti artisti contemporanei tra cui spiccano quelle del locale pittore e scultore Marco Prati.
Nel cimitero si segnalano il rilievo con la dea della pace, concepito per la tomba della famiglia Guggenheim dall'artista locale Pasquale Gilardi detto Lelèn (nel 1916) e la tomba del pittore Wilhelm Schmid (1892-1971), vissuto a Brè, con il mosaico l'Ultima cena, da lui ideato.
Sulla vetta giunge la funicolare progettata dagli ingegneri E. Straub e Hans Heinrich Peter (1875-1931) fu inaugurata nel 1912; la stazione intermedia a Suvigliana e la stazione sommitale sono ispirati allo Heimatstil e all'architettura del châlet. Sullo sperone sud-ovest: ristorante con torre angolare e terrazza panoramica del 1912 circa.
Nella località di Caprino situata sulla riva sud-ovest del Ceresio sotto il Monte Caprino in faccia a Lugano è nota soprattutto per le sue cantine ricavate nella roccia fin dal secolo XVII da famiglie patrizie luganesi ed ora in gran parte riattate. Due case di vacanza sono state realizzate da Peppo Brivio (nato nel 1923)[74] negli anni 1962-1963.
A Ligaino frazione dell'ex Comune di Pregassona, la Casa Pedrozzi è la dimora natale dello stuccatore Giovanni Battista Pedrozzi, attivo in Baviera, Turingia e Sassonia, ha un portale murato con l'affresco del secolo XVII raffigurante l'Annunciazione; all'esterno e in numerosi vani sono conservasti stucchi figurativi e ornamentali, in parte attribuiti al citato artista, della metà del secolo XVIII; sulle pareti della loggia dell'ala ovest, la più antica, è dipinta una serie di figure mitologiche, la Vergine, Santi, filosofi e altri personaggi, eseguiti forse dopo il 1779.
- Nella facciata di una casa vicina si conserva un portale murato sovrastato da un affresco tardocinquecentesco detto della Madonna della tenda verde.
[modifica] Architettura contemporanea
Per quanto riguarda l'architettura contemporanea, degni di nota sono: la Biblioteca cantonale, eretta dall'architetto Rino Tami (1940-41), autore della Chiesa di Cristo Risorto (1976) con moderne concezioni spaziali; il Palazzo dei Congressi, opera dell'architetto Rolf Otto (1965-1975); molteplici sono le costruzioni dell'architetto Mario Botta (1943, vivente): ricordiamo la Biblioteca del convento della Santissima Trinità, la Banca del Gottardo (1988) e Palazzo Ransila in pieno centro città, la pensilina della stazione degli autobus, nonché alcuni palazzi amministrativi o commerciali.
[modifica] Parchi
[modifica] Parco Ciani
Il Parco Ciani è il polmone verde della città, esso circonda l'omonima Villa Ciani (ora Museo di Belle Arti), una delle più belle residenze ticinesi ottocentesche, eretta per Giacomo Ciani[75] e Filippo Ciani[59] dall'architetto Luigi Clericetti nel 1840. I fratelli Ciani, durante le lotte per il Risorgimento italiano, diedero ospitalità a parecchi fuoriusciti tra cui Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo. Questi si accasò definitivamente a Castagnola nel villino di caccia di Pietro Peri.
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Statua lignea di Ugo Giacometti intitolata "I due guardiani" - Anno 2002 |
[modifica] Parco Tassino
Il Parco Tassino, posto in prossimità della stazione ferroviaria in posizione panoramica. Nel punto più alto c'è la Torre Enderlin, dipinta di rosa. Grazie alla posizione, vi crescono piante come magnolie e rose a cespuglio, e vi è anche una colonia di daini e mufloni. Infatti il parco era in passato una piccola riserva di caccia della famiglia Enderlin. Passato poi ad alberghi come il Métropole e il Majestic, diventa proprietà delle Ferrovie Federali Svizzere[76] che poi lo vendono alla Città di Lugano nel 1970.
[modifica] Parco San Michele
Il Parco San Michele Situato a Castagnola, sopra Lugano, si adagia sui pendii del Monte Brè come una terrazza panoramica in posizione privilegiata e può essere raggiunto partendo da Cassarate. I suoi romantici sentieri, coperti di fronde di palme e fiancheggiati da cipressi, da fontane e da sculture di pietra grigia, conducono nel cuore di una flora tipicamente meridionale, ricca di glicini, di ibischi e oleandri che costituiscono il parco vero e proprio, ampio 12.000 m2, nel quale sorge la cappella dedicata a San Michele. Dietro la Cappella si estende la terrazza principale del parco, quella panoramica, dalla quale si gode una vista notevole; vi si trovano anche quattro colonne che rappresentano, sotto forma di figure sedute, modellate in sabbia rossa, quattro dei nostri sensi: l'udito, la vista, il tatto e il gusto. E proprio come in questa rappresentazione delle statue, il visitatore, attraverso la varietà e la bellezza della natura, ha la percezione concreta dei propri sensi. La Città sottostante e il suo traffico paiono cosa insignificante a confronto degli orizzonti e delle attitudini che lo sguardo può abbracciare.
Da qui il golfo di Lugano, con i suoi porticciuoli, il Lido e l'arcuato lungolago si offrono alla vista nella loro interezza: lo scenario è chiuso dal Monte San Salvatore che da questa angolazione rivela tutta la sua imponenza. In lontananza emergono le cime delle catene alpine in una fantasmagorìa di forme e di colori che al tramonto si fanno incandescenti. Sulla sinistra l'occhio può spaziare fino alla pianura padana dopo aver accarezzato le località di Melide, Campione d'Italia, Bissone, gli approdi sulla riva opposta ed i fianchi del Monte San Giorgio e della Sighignola. La sensazione che se ne trae è suggestiva: si è di fronte ad un angolo di terra privilegiata ammirabile da una delle più fortunate terrazze panoramiche che è preludio alle montagne più soleggiate d'Europa. Nel 1963 il parco fu acquistato dall'ex Comune di Castagnola che non era ancora unito a quello della Città di Lugano; l'aggregazione risale al 1972.
[modifica] Istruzione, cultura, sport e salute
[modifica] Istruzione
A Lugano ha sede l'Università della Svizzera Italiana con le facoltà di Scienze della comunicazione, Scienze economiche e Scienze informatiche. Nello stesso campus - anche se amministrativamente separata dall'Università della Svizzera Italiana - si trova la facoltà di teologia. Lugano è anche sede della SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) che propone il modello formativo delle University of Applied Sciences e rappresenta l'unica università di questo tipo in lingua italiana al mondo.
Nei pressi di Lugano (Manno) ha pure sede il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico, un'organizzazione nazionale con il compito di mettere a disposizione della comunità accademica - come pure della ricerca e del settore industriale - soluzioni tecnologiche avanzate nell'ambito del calcolo ad alte prestazioni. Il Centro, amministrativamente affiliato al Politecnico federale di Zurigo, sarà trasferito a Lugano (quartiere di Cornaredo) per il 2013.
[modifica] Cultura e spettacolo
Nonostante la folta presenza a Lugano di diversi artisti e magnati, la città non sempre ha seguito una politica culturale brillante. Infatti ha perso diversi pezzi artistici importanti come la Collezione Thyssen-Bornemisza che è stata trasferita a Madrid nel Museo del Prado, e destino simile hanno rischiato in passato altre collezioni.
Negli ultimi periodi si sta cercando di recuperare il patrimonio artistico come la stessa Villa Favorita, che in passato conteneva la collezione Thyssen (Swissinfo: Il risveglio di Villa Favorita).
In occasione dell'anniversario borrominiano l'architetto Mario Botta ha fatto erigere davanti alla Rivetta Tell lo spaccato del modellino della chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane a Roma.
Per alcuni anni, nell'ex comune di Viganello, presso la sede in disuso dei Molini Bernasconi, aveva trovato sede il CSOA il Molino, che ha proposto attività sociali e culturali nel quartiere. La presenza del centro è stata osteggiata da una parte della popolazione per questioni legate all'ordine pubblico. Contro la presenza del centro è stata fondata l'associazione ARDOS. Nel giugno del 1997 un incendio doloso brucia la struttura e sulle sue ceneri nel 2006 verrà edificato il nuovo centro commerciale Coop[77]. Il centro sociale trova oggi spazio dentro le strutture dell'ex macello comunale.
Nell'attuale scena, composita dal profilo sia organizzativo che stilistico (teatro di prosa, teatro di marionette, teatro-danza, teatro-multimediale) si possono ricordare: I Teatranti di Pietro Ajani, il Teatro Pan, il Teatro Sunil, Luganoteatro, la Markus Zohner Theater Compagnie, il Teatro delle Radici, il Teatrodanza Margit Huber, ecc.
Ogni autunno Lugano propone la tradizionale festa d'autunno - festa della vendemmia (prima settimana di ottobre).
[modifica] Musica
A Lugano, che è anche sede del Conservatorio della Svizzera italiana, vi sono diverse manifestazioni musicali quali "Estival Jazz" (prime settimane di luglio), "Blues To Bob" (tra agosto e settembre) il "Progetto Martha Argerich", la "Primavera Concertistica" o "Palco ai giovani". L'Auditorio Stelio Molo (della RSI) offre durante l'anno una lunga serie di concerti (soprattutto jazz, musica classica e musica da camera ma non solo). Numerosi sono i gruppi ticinesi che spaziano in diversi generi musicali. Si può dire che la scena musicale non manca certo di componenti anche se molti musicisti, ormai da anni, rivendicano maggiori spazi in cui potersi esibire.
Famosa anche la cultura HipHop tra i giovani. Luoghi ed eventi ad esempio il Club Metrò di Molino Nuovo e il Palco Ai Giovani in centro hanno interessato molte persone nella città. Cantanti conosciuti di Lugano sono: Maxi B; Karma Krew; MC Soul; Malon; Havana Club; Dogo Gang; Tony Resta; Lowa Man;...
A Lugano ebbe luogo, nel 1956, la prima edizione del primo Eurofestival.
[modifica] Sport
Lugano è storicamente una città sportiva le cui formazioni, nonostante il numero di abitanti piuttosto modesto, hanno sempre primeggiato a livello nazionale.
[modifica] Squadre cittadine
[modifica] Hockey
L'Hockey Club Lugano (HCL), si è laureato campione svizzero sette volte: nel 1986, 1987, 1988, 1990, 1999, 2003 e 2006. A livello europeo, l'HCL è giunto due volte terzo nella Continental Cup, una volta quarto nella European Hockey League ed ha partecipato due volte alla fase finale della Coppa dei Campioni. La squadra femminile ha vinto il titolo svizzero nel 2006, nel 2007 e nel 2009.
[modifica] Calcio
L'Associazione Calcio Lugano (AC Lugano), nasce all'inizio del 2003 dal settore giovanile del FC Lugano, fallito dopo alcune traversie economiche e dopo aver militato per diversi anni nella serie maggiore. Il Football Club Lugano ha conquistato tre Coppe svizzere, ha sfiorato la vittoria del campionato elvetico e ha partecipato a diverse competizioni europee, eliminando l'Inter nella Coppa Uefa del 1995/1996.
La nuova squadra del Lugano partecipa nel 2003 al campionato di 2º Lega Interregionale. Sempre lo stesso anno, a giugno, un'altra formazione luganese, il Malcantone-Agno viene promossa in LNB svizzera, ora Challenge League. Le due società a metà del 2004 si uniscono con l'intento di riportare nel campionato Super League svizzera la squadra della città. Il 4 giugno 2008, la società ha ripreso la vecchia denominazione: Football Club Lugano.
Il 20 giugno 1954 lo stadio di Cornaredo ha ospitato una partita dei Campionati Mondiali di Calcio (Italia-Belgio 4-1).
[modifica] Pallacanestro
A Lugano ha sede la squadra del Lugano Tigers, campione svizzero nel 2006.
[modifica] Pallavolo
Vi ha sede la squadra della Pallavolo Lugano che milita nella massima serie.
[modifica] Pallanuoto
Vi ha sede la squadra della Pallanuoto Lugano, campione svizzero nel 2006. Inoltre questa squadra ha vinto la coppa svizzera nel 2009. Sempre nel 2009 si sono disoutati al Lido di Lugano i campionati europei di pallanuoto B.
[modifica] Eventi sportivi
[modifica] Tennis
A Lugano si disputa un importante torneo ATP Challenger Series a livello mondiale. Ha vinto il premio come miglior Challenger ed è stato premiato da Marat Safin.
| Per approfondire, vedi la voce Challenger Lugano. |
[modifica] Eventi sportivi occasionali
[modifica] Tiro a Segno
Dal 11 al 14 settembre 1997 si è disputata la Finale di Coppa del Mondo di Tiro a segno. Tutte le discipline Olimpiche erano rappresentate (pistola e carabina) alle distanze di 10, 25 e 50 m. Alla manifestazione erano qualificati diversi campioni olimpici.
[modifica] Olimpiadi
Il 30 gennaio 2006 la fiaccola olimpica, sulla strada dei Giochi olimpici invernali di Torino è transitata da Lugano con una manifestazione seguita da un grande pubblico. Tedofori famosi hanno portato la fiaccola: una tra i tanti Michela Figini, vincitrice della medaglia d'oro nella discesa libera alle Olimpiadi invernali di Sarajevo del 1984.
[modifica] Ciclismo
Nel 1953 con la vittoria di Fausto Coppi e nell'ottobre del 1996 con la vittoria di Johann Museeuw a Lugano si sono svolti i Campionati del mondo di ciclismo su strada.
Il 6 giugno 1998 la 21a tappa del Giro d'Italia 1998, una cronometro individuale, si è conclusa a Lugano con la vittoria dell'ucraino Serhiy Honchar.
Nel 2003 Lugano ha ospitato il Campionato del mondo di mountain bike, sulla pendici del monte Tamaro. Dopo il Gran Premio Insubria vinto dal toscano Francesco Ginanni il 28 febbraio, il 1º marzo 2009 si è tenuto il Gran Premio di Lugano per professionisti, - vinto da Remi Pauriol, - quale prologo al Campionato mondiale di ciclismo su strada 2009 che si terrà sul circuito di Mendrisio.
[modifica] Salute
L'Ospedale regionale di Lugano si suddivide in due sedi, ubicate in zone diverse della città: l'Ospedale Civico e l'Ospedale italiano. Il nosocomio ha il compito di assicurare al distretto di Lugano l'assistenza ospedaliera di base e una serie di servizi specialistici di dimensione regionale e cantonale.
A Lugano ha inoltre sede il Cardiocentro Ticino, uno dei più importanti centri specializzati a livello svizzero e internazionale. Gestito da una fondazione privata, ma integrato nel servizio sanitario cantonale, il Cardiocentro Ticino è una struttura all'avanguardia nelle specializzazioni di Cardiologia, Cardiochirurgia e Cardioanestesia. È un ospedale acuto, cioè garantisce cure di primissimo intervento, ma dispone anche di un servizio di Day Hospital. La Fondazione non ha scopo di lucro ed è stata espressamente concepita per fini di pubblica utilità, in particolare a favore dei pazienti ticinesi.
[modifica] Trasporti
I trasporti pubblici cittadini sono garantiti dalla TPL SA che offre linee di bus in città. ARL SA gestisce la rete di bus per i comuni del Luganese e i collegamenti con il resto del cantone sono assicurati dal sistema ferroviario suburbano ticinese. Le relazioni internazionali con l'Italia e oltre-Gottardo sono garantite dalle Ferrovie Federali Svizzere e da Cisalpino.
Una volta c'erano quattro ferrovie nella regione: la Ferrovia Lugano-Ponte Tresa, che è l'unica ancora in servizio, la Ferrovia Lugano-Cadro-Dino (LCD), la Ferrovia Lugano-Tesserete (LT) e il tram di Lugano. Tra il 1954 e il 1959 il tram è stato gradualmente sostituito da filobus, il quale a sua volta, dopo essere stato trascurato e dopo che alcuni veicoli avevano addirittura perso il diritto a circolare, è stato tolto dal servizio il 30 giugno 2001 e sostituito da bus a benzina.
A ovest di Lugano si trova l'aeroporto di Lugano-Agno.
[modifica] Personalità legate a Lugano
Fra le persone nate, vissute o viventi tuttora a Lugano, ricordiamo:
- Egidio Amadeo (Lugano, XIV secolo), notaio e vicario di Guido Orelli in Val di Blenio[78]
- Pietro de Amadeo (Lugano, XIV secolo), notaio, estensore del patto d'alleanza tra Como, Franchino Rusca e Matteo Orelli[79]
- Francesco Morosini (conte) capostipite della famiglia, il 13 luglio 1397 in Pragavenne creato con tutti i discendenti conte palatino dal re romano Venceslao del Sacro Romano Impero [80].
- Giovanni Pietro Albuzio (Lugano, 1507 - Pavia, 14 febbraio 1583, medico umanista e docente universitario [81]
- Andrea Camuzzi (Lugano, 1512 - Milano o Como, 1587), medico[82]
- Eugenio Camuzzi (Lugano, prima del 1568 - Roma, 1602), vescovo di Bobbio[83], figlio di Andrea; il 24 giugno 1595 la Dieta richiese al papa Innocenzo IX di eleggerlo a vescovo di Como, ma fu eletto un milanese, perciò la Dieta espresse il suo disappunto, chiedendo la separazione diocesana dei baliaggi italiani[84]
- I membri della famiglia Lucchesi di Pambio, ramificata a Melide, Carabbia, Calprino, stuccatori, architetti e ingegneri nell'impero austro-ungarico[85]
- Giovanni Lucchesi, di Pambio, bisnonno di Filiberto[86], architetto e capomastro a Innsbruck, in Boemia e a Praga
- Lodovico Antonio David (Lugano, 13 giugno 1648 - Roma, circa 1620), pittore [87]
- Francesco Robbiano, musicista, organista della collegiata di San Lorenzo, compositore[88]
- Giovanni Battista Carlone, pittore, autore della pala d'altare della cappela di Santa Maria delle Grazie nella collegiata di San Lorenzo di Lugano[89]
- Giovanni Battista Ricca da Pambio, attivo come architetto nell'impero asburgico, in Ungheria e nell'attuale Romania[90]
- Diego Maderni (Lugano, prima del 1646 - prima del dicembre 1680), luogotenente del balivo e mastro di posta[91]
- Diego Girolamo Maderni (Lugano, prima del 25 settembre 1725 - 20 agosto 1761), frate cappuccino e ministro della provincia di Milano[92]
- Costante Tencalla, architetto, autore dei finestroni e del coronamento del campanile della collegiata di San Lorenzo a Lugano
- Francesco Soave (Lugano, 10 giugno 1743 – Pavia, 17 gennaio 1806), sacerdote somasco, filosofo e pedagogo, che annoverò tra i suoi allievi Alessandro Manzoni
- Agostino Maria Neuroni (Lugano, 19 febbraio 1690 - Como, 22 aprile 1760), frate capuccino, sacerdote, vescovo di Como; il 13 maggio 1748 con istrumento di fondazione istituisce il convento delle cappuccine di Lugano.
- Gian Pietro Riva, insegnante, poeta, arcade romano, traduttore delle commedie di Molière[93]
- Francesco Saverio Riva, dottore in diritto, conte abate, poeta, membro dell'Accademia romana dell'Arcadia[94]
- Giovanni Battista Riva, ufficiale, deputato, membro del Piccolo Consiglio, sindaco di Lugano, possidente[95]
- Antonio Albrizzi (Torricella (31 marzo 1773 - 1º luglio 1846), giureconsulto, ispettore scolastico e deputato alla Dieta federale [96]
- Gian Domenico Cetti (Lugano, 14 maggio 1780 - 23 febbraio 1817), colonnello dell'esercito, medico, poliglotta, traduttore dal russo, storico[97]
- Giovanni Battista Riva, avvocato, uomo politico filocisalpino, deputato al Gran Consiglio, poi esiliato a Milano[98]
- Pietro Bianchi (Lugano, 28 marzo 1787 - Napoli, 28 dicembre 1849), architetto[99]
- Giacomo Ciani, commerciante e banchiere nato a Milano il 2 ottobre 1776 e morto a Lugano il 15 maggio 1868[75]
- Filippo Ciani, commerciante e banchiere nato a Milano il 28 luglio 1778 e morto a Lugano il 12 dicembre 1867[59]
- Luigi Amadio (Lugano, 1794 - 1882), canonico, arciprete di Lugano e vicario foraneo
- Angiola Pizzagalli Maghetti, benefattrice, il 20 luglio 1831 lasciò considerevoli somme per un orfanotrofio a Lugano[100].
- Stefano Franscini (Bodio, 23 ottobre 1796 – Berna, 19 luglio 1857), pedagogo, scrittore e statista
- Carlo Battaglini (Cagiallo, 2 luglio 1807 - Lugano, 3 agosto 1888), avvocato e uomo politico liberale[101]
- Giovanni Airoldi (Lugano, 16 gennaio 1823 - 3 agosto 1894), deputato al Consiglio degli Stati e al nazionale[102]
- Ferdinando Bernasconi senior (1867-1919), architetto, edificatore del crematorio ispirato ad un tempio dorico nel 1913[103]
- Antonio Bossi (Lugano, 23 gennaio 1829 - Porza, 25 agosto 1893), deputato al Consiglio degli Stati e al nazionale[104]¨$
- Carlo Conti, avvocato, giornalista, presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino[105]
- Antonio Caccia (Trieste, 11 novembre 1829 - Lugano, 18 febbraio 1893), architetto, collezionista d'arte, poeta e drammaturgo [106]
- Clemente Maraini (Lugano, 19 dicembre 1838 - Roma, 31 marzo 1905)[107], industriale e cofondatore della Banca della Svizzera Italiana[108]
- Curzio Curti (Cureglia, 15 aprile 1847 - Lugano, 28 aprile 1913), dottore in diritto, deputato al Gran Consiglio e Consigliere di Stato [109]
- Romeo Manzoni (Arogno ,29 settembre 1847 - Lugano, 23 novembre 1912), filosofo, fondatore dell'Estrema sinistra radicale[110]
- Otto Maraini (Lugano, 8 novembre 1863 - 16 gennaio 1944), architetto, granconsigliere e Consigliere nazionale[62]
- Cesare Alessandri (Firenze, 13 febbraio 1869 - Roma), giornalista socialista [111]
- Carolina Maraini Sommaruga (Lugano, 15 giugno 1869 - Savosa, 22 gennaio 1959), contessa, benefattrice dell'Ospedale civico[112]
- Emilio Bossi (Bruzella, 31 dicembre 1870 - Lugano, 27 novembre 1920), deputato, libero pensatore e giornalista[113]
- Francesco Chiesa (Sagno, 1º luglio 1871 - Lugano, 10 giugno 1973), avvocato e scrittore[114]
- Flavia Steno, pseudonimo di Amelia Cottini Osta (Lugano, 1877 – Genova, 1946), scrittrice
- Angelica Balabanoff (Černivci, 7 maggio 1878 - Roma, 25 novembre 1965), dottoressa in filosofia e lettere ed attivista socialista[115]
- Americo Marazzi (Lugano, 12 aprile 1879 - 11 dicembre 1963), architetto [69]
- Fausto Agnelli (Lugano, 12 settembre 1879 - 17 febbraio 1944), scultore e pittore divisionista [116]
- Giuseppe Prezzolini (Perugia, 27 gennaio 1882 – Lugano, 14 luglio 1982), giornalista e scrittore
- Antonio Galli (Bioggio, 24 aprile 1883 - Lugano, 28 luglio 1942), storico e consigliere di Stato[117]
- Giuseppe Foglia (Lugano, 3 aprile 1888 - 16 dicembre 1950), scultore e pittore [118]
- Virgilio Chiesa (Sessa, 21 novembre 1888 – Lugano, 14 novembre 1971), storico cittadino
- Ugo Donati (Molinazzo, 14 ottobre 1891 - Lugano, 23 luglio 1967), storico dell'arte e antiquario [119]
- Luigi Brentani (Lugano, 2 gennaio 1892 - 14 luglio 1962), avvocato e storico dell'arte[120]
- Aldo Patocchi, (Basilea, 22 luglio 1907 - Lugano, 4 settembre 1986), silografo, promotore della Biennale internazionale del Bianco e Nero[121]
- Bixio Bossi (Lugano, 29 settembre 1896 - 30 dicembre 1990) [122], figlio di Emilio, deputato al Consiglio degli Stati e al nazionale
- Giuseppe Filippo Lepori (Massagno, 2 giugno 1902 - Serravezza, 6 settembre 1968), deputato al Gran Consiglio e giudice del Tribunale d'Appello[123]
- Giuseppe Martinoli (Marolta, 28 febbraio 1903 - Lugano, 7 dicembre 1994), vescovo della diocesi di Lugano[124]
- Serge Brignoni (San Simone, 12 ottobre 1903 - Zollikofen, 6 gennaio 2002), artista ed etnologo [125]
- Romano Amerio (Lugano, 17 gennaio 1905 - 16 gennaio 1997), filosofo, docente al Liceo di Lugano e all'Università Cattolica di Milano[126]
- Adriana Ramelli, dottoressa in lettere italiane, direttrice della Biblioteca cantonale di Lugano[127]
- Pino Bernasconi, (Riva San Vitale, 22 aprile 1904-Lugano, 22 aprile 1983), principe del foro luganese, poeta dialettale, pubblicista[128].
- Paride Pelli (Cava Manara, 4 giugno 1910 - Locarno, 2 aprile 1968), già sindaco di Lugano[129]
- Brenno Galli[130], avvocato, uomo politico liberale radicale, deputato al Gran Consiglio e al Consiglio nazionale, consigliere di Stato.
- Lauro Amadò detto Laio (Lugano, 22 marzo 1912 – 6 giugno 1971), calciatore della nazionale svizzera di calcio
- Luigi Molfino (Lugano, 22 giugno 1916), direttore d'orchestra
- Youssef Nada, (17 maggio 1931), banchiere uomo d'affari
- Flavio Ambrosetti (Lugano, 8 ottobre 1919), industriale e musicista jazz[131]
- Adriano Soldini, dottore in lettere, direttore del liceo cantonale di Lugano e della Biblioteca cantonale
- Mario Agliati (Lugano, 29 gennaio 1922), giornalista e storico della città [132]
- Franco Marazzi (Lugano, 4 novembre 1925), figlio di Americo, direttore della RTSI[133]
- Imre Reiner, grafico, pittore, tipografo ed illustratore vissuto a Ruvigliana.
- Giovanni Orelli (Bedretto, 30 ottobre 1928), insegnante, scrittore e poeta
- Franco Pessina (Lugano, 27 gennaio 1933), architetto[134]
- Clay Regazzoni (Lugano, 5 settembre 1939 – Fontevivo, 15 dicembre 2006), pilota di Formula 1
- Tiziano Moccetti (Lugano, 4 dicembre 1938), medico, cardiochirurgo di fama mondiale, creatore del Cardiocentro Ticino a Lugano, grazie alla donazione del medico tedesco Eduard Zwick e all'aiuto finanziario di Helmut Horten
- Silvio Moser (Zurigo, 24 aprile 1941 – Locarno, 26 maggio 1974), pilota di Formula 1
- Carla Del Ponte (Lugano, 9 febbraio 1947), magistrato, procuratrice del Tribunale internazionale dell'Aia ed ambasciatrice
- Roberto Bianchi (Lugano, 29 maggio 1949 - 21 marzo 1996), storico e docente di liceo[135]
- Loris Kessel (Lugano, 1º aprile 1950), pilota di Formula 1
- Patrizia Barbuiani, attrice e scrittrice
- Paolo Meneguzzi, pseudonimo di Pablo Meneguzzo (Lugano, 6 dicembre 1976), cantante
- Michelle Hunziker (Sorengo, 24 gennaio 1977), presentatrice televisiva
- A. Ghaleb Himmat, ( 16 giugno 1938), banchiere uomo d'affari
- Mina, cantante italiana, tra le più celebri della storia della musica leggera.
- Carlo Piccardi, insigne musicologo, già direttore di Rete due della RTSI.
- Diego Fasolis, direttore d'orchestra, collaboratore di Claudio Abbado.
- Fulvio Pelli, avvocato, statista, consigliere nazionale, presidente del partito radicale democratico svizzero.
[modifica] Soggiorni
Lugano è stata ed è meta di soggiorno di diversi uomini illustri.
Sotto la guida dei Padri Somaschi presso l'Istituto scolastico Sant'Antonio, che si trovava dove sorge tuttora la chiesa dedicata all'omonimo santo, studiò dal 1796 al 1798 Alessandro Manzoni.
Nel 1946 si stabilì a Brè l'artista Joseph Birò che lavorò tantissimo anche nella locale Chiesa di San Fedele. Rimase qui fino al 1974. Si trasferì in seguito a Lugano, dove morì nel 1975.
Vi ha soggiornato per un giorno (18 agosto 1832) François-René de Chateaubriand in Villa Tanzina. Tuttavia è stato un soggiorno molto intenso che aveva colpito molto il poeta e scrittore che vi aveva dedicato un intero capitolo nelle sue "Mémoires d'outre-tombe". Lo aveva colpito l'atmosfera molto vicina all'anima del Romanticismo, e aveva avuto anche l'intenzione di crearvi una stamperia.
A Lugano aveva soggiornato anche Friedrich Nietzsche a causa del suo cattivo stato di salute. Era stato un soggiorno durato dal 16 febbraio 1871 all'Hôtel du Parc, fino al 2 aprile 1871.
La cantante Mina ha scelto Lugano come luogo nel quale vivere, così come aveva fatto Giorgio Strehler, che qui è morto. Vi risiede anche Megan Gale.
Qui è morto anche il pianista italiano Arturo Benedetti Michelangeli nel 1995.
Attualmente vi ha sede lo studio dell'architetto Mario Botta.
Ricordiamo anche il pilota automobilistico tedesco Rudolf Caracciola.
A Montagnola, già comune residenziale della immediata periferia Luganese ed oggi frazione di Collina d'Oro, hanno soggiornato per lunghi periodi sia lo scrittore Hermann Hesse che George Harrison e il direttore d'orchestra Bruno Walter.
Tra il 1957 e il 1967, l'attore comico italiano Antonio De Curtis, in arte Totò, visitò spesso Lugano, prendendo anche in affitto un'abitazione in Riva Caccia.
Alla fine della seconda guerra mondiale vi trovarono rifugio alcuni personaggi italiani come l'attrice Doris Duranti che, imprigionata dalla confederazione, tentò anche il suicidio nella carceri svizzere.
[modifica] Soggiorni politici
Lugano è anche stata luogo di rifugio o di esilio per molti personaggi nell'800 e '900.
Dapprima ospitò i repubblicani, fra cui i fratelli Ciani, Giuseppe Mazzini[136], poi i comunardi o internazionalisti Benoît Malon, Michail Bakunin (che nel 1874 acquistò Villa Besso nel quartiere omonimo alla periferia di Lugano), indi i socialisti Enrico Bignami, Angelo Oliviero Olivetti, Alceste De Ambris. Nel 1894 vi si rifugiò il poeta anarchico Pietro Gori e l'anno dopo, per la sua cattura e l'espulsione da Lugano, compose i versi Addio a Lugano.
Inoltre l'avvocato e poeta dialettale Pino Bernasconi, grazie a Gianfranco Contini, nel 1943 pubblicò a Lugano la raccolta di poesie Finisterre di Eugenio Montale e Ultime cose di Umberto Saba, dato che in Italia vi era censura della dittatura fascista[137].
[modifica] Note
- ^ Lugano sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Comune sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Per facilitare il confronto i risultati percentuali sono calcolati sulle sole schede intestate. Non sono considerate quelle senza intestazione pari al 16.77% dei voti validi, non essendo prevista questa modalità di voto nel 2004
- ^ Partito radicale democratico sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Lega dei Ticinesi sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Partito Popolare Democratico sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Partito Socialista sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Grüne Parteien sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Partito Comunista sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Patriziato sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Sebastiano von Beroldingen sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991, 33.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 38.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 50.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 27.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 12.
- ^ a b Idem, Effemeridi ticinesi, 71.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 29, 55.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 55, 59.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 39, 55, 69.
- ^ a b Idem, Effemeridi ticinesi, 69.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 57.
- ^ Giovanni Battista Quadri sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Repubblica Cisalpina sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Aldo Petralli, 1798 Un anno storico, Arti grafiche Gaggini-Bizzozero SA, Lugano 1979
- ^ Felice Maria Bellasi sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Emanuel Jauch sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 17, 18, 19, 25.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 65.
- ^ Lugano sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giacomo Buonvicini sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 39, 41, 43.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 61.
- ^ a b Idem, Effemeridi ticinesi, 70.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 12, 57.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 9.
- ^ Ponte Tresa sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Agno sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giacomo Luvini Perseghini sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 41.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 26, 62.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 7. 42.
- ^ Carlo Cattaneo sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Sara Nathan sul Dizionario storico della Svizzera
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[modifica] Voci correlate
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