Davesco-Soragno

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Davesco-Soragno
frazione
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Lugano
Comune Lugano
Territorio
Coordinate 46°02′02″N 8°59′05″E / 46.03389°N 8.98472°E / 46.03389; 8.98472 (Davesco-Soragno)Coordinate: 46°02′02″N 8°59′05″E / 46.03389°N 8.98472°E / 46.03389; 8.98472 (Davesco-Soragno)
Altitudine 655 m s.l.m.
Abitanti 1 288 (2000)
Frazioni confinanti Valsolda
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6964
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Davesco-Soragno è posizionata in Svizzera
Davesco-Soragno
Davesco-Soragno – Mappa

1leftarrow.pngVoce principale: Lugano.

Davesco-Soragno[1] è un ex comune svizzero del Canton Ticino. Il 4 aprile 2004 si è realizzata la fusione con i comuni di Breganzona, Cureggia, Gandria, Pambio Noranco, Pazzallo, Pregassona e Viganello nel nuovo comune di Lugano.

Indice

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[2] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti, degli acquedotti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[3].

L'ufficio patriziale di Davesco-Soragno rieletto il 26 aprile 2009 è presieduto da Flavio Gianini.

[modifica] Personalità

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

  • La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo[6] nella frazione di Davesco dell'ex comune di Davesco-Soragno è documentata dal 1366. Ha subito lavori di trasformazione nel 1814 e una radicale ristrutturazione nel 1969.
  • Sotto il portico di una casa nel nucleo abitato del villaggio: affresco con Sant'Antonio abate, san Rocco, san Sebastiano e san Cristoforo, opera ascrivibile alla bottega di Cristoforo da Seregno, con iscrizione contenente il nome del committente e la data 1485.
  • Nella frazione di Soragno l'Oratorio di San Giuseppe[7] è un'aula rivolta ad ovest con volta a botte ribassata e coro rettangolare eretta negli anni 1812-1815 e ampliata nel 1820. Il campaniletto si erge sul fianco destro. All'interno l'altare in stucco reca un olio su tela del secolo XVIII con la figura del santo titolare.
  • Nella località di Cossio la Cappella della Madonna del Soccorso[8], fondata nel 1575 è una piccola aula quadrata (con la data 1936 in facciata) decorata con affreschi ridipinti. Nell'antistante portico con tetto a due falde si aprono tre nicchie vuote.

[modifica] Edilizia civile

  • Elevata sopra un dosso sulla valle del torrente Cassarate è la villa-castello dei Merenda[9].
  • Un atelier d'artista[10]
  • Il monumento commemorante l'istituzione della scuola di Soragno contro il volere di quelli di Davesco[11].
  • A Davesco in via Al Ram un muro di sostegno di un parchetto giochi reca un concio scolpito con la data del 1899[12].
  • Sempre in via Al Ram una palazzina con due serie di logge ad arco reca sul muro l'affresco della Madonna in trono con sant'Antonio abate[13].
  • Nei pressi nella via Luigi Monteverde sotto il portico di una casa è conservato il lavatoio Monteverde[14].
  • A Davesco a sinistra dell'inizio della via Belvedere il lavatoio coperto[15] è posto all'interno di una costruzione di mattoni in cotto.
  • Poco più in alto sulla sinistra si trova un piccolo vecchio lavatoio formato da una sola vasca di pietra (sarcofago?)[16].
  • La scala esterna di una casa presenta una copertina di sasso con coppelle[17].
  • A Soragno merita una visita il bel lavatoio con copertura sorretta da pilastri[18] ai lati della Strada di Soragno che ha migliorato le dure condizioni di lavoro del vecchio lavatoio scoperto[19] in via Carlo Bossoli.
  • Sulla strada di Soragno un fondo al mappale 762 conserva un vecchio pozzo[20].

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 322.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 275.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 295, 326.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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