Cislago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cislago
comune
Cislago – Stemma
Cislago – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Luciano Biscella (lista civica) dal 30-5-2006
Territorio
Coordinate 45°39′00″N 8°58′00″E / 45.65°N 8.966667°E45.65; 8.966667 (Cislago)Coordinate: 45°39′00″N 8°58′00″E / 45.65°N 8.966667°E45.65; 8.966667 (Cislago)
Altitudine 237 m s.l.m.
Superficie 10,92 km²
Abitanti 10 063[1] (31-12-2010)
Densità 921,52 ab./km²
Frazioni Cascina Visconta, Massina, Mombello, Santa Maria
Comuni confinanti Gerenzano, Gorla Minore, Limido Comasco (CO), Mozzate (CO), Rescaldina (MI), Turate (CO)
Altre informazioni
Cod. postale 21040
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012050
Cod. catastale C732
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Cislaghesi
Patrono Madonna Assunta, sant'Abbondanzio
Giorno festivo 15 agosto, Il secondo lunedì dopo Pasqua
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cislago
Posizione del comune di Cislago nella provincia di Varese
Posizione del comune di Cislago nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Cislago (Cislagh in dialetto varesotto) è un comune italiano di 10.063 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Cislago è posizionato nell'alta pianura lombarda, poco distante dalle Prealpi. Il territorio cislaghese è interessato da boschi di robinia, farnia e carpino con sottoboschi dove massiccia è la presenza di mughetto. Il torrente Bozzente, nel nuovo corso extracittadino, è interessato da inquinamento fognario e industriale (prima di entrare nel territorio cislaghese). Storicamente il paese è stato associato al Seprio e alla Valle Olona perché inserito nella Pieve di Olgiate Olona, pur non essendo lambito dal fiume. Amministrativamente Cislago appartiene alla provincia di Varese e, con Gerenzano e Saronno, forma una "penisola" tra le province di Como e Milano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Protostoria e età antica[modifica | modifica sorgente]

Le sue origini si pensa risalgano al Neolitico[senza fonte], vista anche la vicinanza con la cultura di Golasecca. Il castello gentilizio che appare oggi al centro del paese è sorto probabilmente su una torre di guardia o un accampamento romano (castrum) e nel Medioevo aggiunto di piani e migliorato.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Cislago divenne feudo dei Visconti nel XIII secolo. Interessato suo malgrado dalla calata dei Lanzichenecchi svizzeri nel 1505, il castello fu raso al suolo, perché importante crocevia fra Castel Seprio, Como, Milano e Stazzona (Angera). Il nuovo castello venne ricostruito aggiungendo due bracci laterali e ricostruendo le due torri, di cui una insolitamente pentagonale.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Il paese crebbe e passò nel 1620 a Cesare Visconti che restaurò il castello in stile barocco. Nel XVIII secolo il feudo di Cislago (un tutt'uno di territori collegati a Castelseprio passò alla nobile famiglia di origine trentina dei Castelbarco che, divisi in numerosi rami collaterali, abitano ancora parte del castello. Cislago all'inizio nel XVIII secolo fu interessato dalla deviazione del torrente Bozzente all'infuori del centro abitato viste le numerose inondazioni che provocava. Il vecchio corso del fiume comprendeva il castello e alcune corti attigue e divideva l'attuale centro cittadino in due.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Oasi del Partito Popolare durante buona parte del ventennio fascista, fu teatro di bombardamenti lungo il territorio attraversato dalle Ferrovie Nord Milano e per la presenza di un'importante centrale elettrica di smistamento.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

In passato si credeva che l'origine del nome fosse cistellum , ma è stato accertato da recenti studi che il documento del 998, con il quale Liutefredo vescovo vende alcune porzioni di estesi beni è da riferirsi a Cittiglio[2]. Nel medioevo il toponimo è citato come Cistellago e, in forma attuale Cislago. Secondo alcuni, derivebbe da cista (col significato di "cesta") dovuto alla posizione in una conca [senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa dell'Annunciata (Oratorio Visconteo)[modifica | modifica sorgente]

(XIV sec) – Espressione del potere visconteo, l'oratorio sorse come edificio privato per il culto del castellano e per la sepoltuta dei suoi familiari. Ha pianta quadrata e presenta finestre ogivali con decorazioni a trilobi e quadrilobi. In stile gotico-lombardo ne presenta gli elementi tipici: utilizzo del cotto, facciata a vela, costoloni esterni alla muratura e arcatelli pensili a sesto acuto come decorazioni. All'interno sono stati portati alla luce affreschi trecenteschi di S. Martino e S. Antonio abate. (Visitabile su richiesta ai proprietari Conti Castelbarco - visite guidate ProLoco)

Chiesa di Santa Maria della Neve[modifica | modifica sorgente]

(XV sec) in località S. Maria Inziata – santuario restaurato dalla ProLoco, ricco di affreschi devozionali. Le prime fonti ne citano l'esistenza già nel 1256 come col nome di S. Maria del Siate. L'ordine degli Umiliati insedia in questa chiesa una confraternita laica detta Scuola di S. Maria che amministrerà questa chiesa e i suoi beni fino al 1806. Tra il '400 e il '500 l'edificio fu interessanto da un intervento di ampliamento di tutta l'aula che portò la chiesa ad avere così 7 nicchie semicircolari che vennero dipinte nel 1525. Nel 1620 venne ampliato il presbiterio e innalzata la volta; mentre nel 1731 si abbatterono due nicchie laterali per costruire la cappella di S. Antonio. La chiesa era completamente affrescata dal soffitto al pavimento e sulle pareti si ripeteno i dipinti della Madonna come protettrice della maternità (Madonna del Latte, della Tenerezza, delle Rose....) e dei santi ausiliatori della peste. Molti di questi dipinti sono attribuiti a Giangiacomo Lampugnani. Il recente restauro ne ha riportato l'antico splendore anche ai molti che nell'800 erano stati coperti. Il bellissimo altare ligneo barocco presenta la rara immagine della Madonna del Parto che ha accompagnato la sua fama nei secoli. La festa della Madonna della Neve, patrona delle chiesa, si celebra la prima domenica di agosto. (visitabile Parrocchia - visite guidate ProLoco)

Chiesa Parrocchiale Santa Maria Assunta[modifica | modifica sorgente]

(XVII sec) – Ricostruita nel 1608 e ampliata nel 1931 presenta notevoli affreschi del 1642 ad opera di Giovan Francesco Lampugnani ed enormi tele di pregevole fattura. Dell'epoca antica è il dipinto trecentesco della Veronica, un antico dipinto quattrocentesco di Madonna con bambino e sull'architrave della porticina del campanile è presente scolpita su una pietra la data 1492. Dietro l'altare maggiore è visibile l'imponente organo seicentesco con un prospetto di 29 canne suddivise in 5 campate a cuspide inserito in una cassa ottocentesca con splendidi lavori d'intaglio e statue di angeli musicanti che esaltano la Madonna Assunta patrona della chiesa. Compatrono è il martire Abbondazio il cui corpo santo venne estratto nelle catacombe di Roma e arrivò a Cislago come reliquia personale dei Visconti che in seguito lo donarono alla parrocchia. Il suo corpo è conservato in un'artistica urna di fine Ottocento. Il giorno della sua festa che si celebra il lunedì in Albis si esegue l'antico rito dell'incedio del pallone di ovatta da cui si traevano gli auspici per il raccolto. (Visitabile Parrocchia)

Cappella della Madonna dell'Aiuto[modifica | modifica sorgente]

(XVIII sec) – di patronato dei Visconti di Modrone. Costruita nei pressi dell'antico corso del torrente Bozzente dove vi sorgeva un ponte. Conserva l'affresco della Madonna dell'Aiuto contornata dai santi ausiliatori della peste e da S. Giovanni Neponucemo patrono degli affogati a cui ci si rivolgeva per chiedere protezione contro le periodiche piene del torrente che portavano distruzione e morte. (Visitabile)

Chiesa dei SS. Giulio prete e Antonio Abate[modifica | modifica sorgente]

XIX sec) alla frazione Massina – in stile neoclassico con particolare pianta ottagonale. Eseguita per volere testamentario della Marchesa Visconti nel 1883 al posto dell'antico oratorio della frazione. All'interno presenta un seicentesco quadro del Beato Bernardino Caimi ideatore dei Sacri Monti; mentre la pala dell'altare maggiore presenta la Madonna con ai lati i patroni S. Giulio e S. Antonio Abate. Singolare è la presenza in quattro nicchie di statue ottocentesche raffiguranti donne dell'antico testamento. (visitabile Parrocchia - visite guidate ProLoco)

Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore[modifica | modifica sorgente]

(XX sec) alla frazione Visconta. Costruita all'inizio del secolo scorso per gli abitanti della frazione che anticamante era il padiglione di caccia dei Visconti poi trasformato in corte rurale.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Castello Visconti Castelbarco[modifica | modifica sorgente]

(XVII sec) – Sui ruderi del vecchio castello medioevale abbattuto dai Lanzichenecchi si ricostruì nel 1620, in stile barocco, un palazzo signorile dalle forme più consone a una residenza di campagna. Ha pianta rettangolare con due importanti torri a merlatura ghibellina a ricordo dell'antico poterere militare che esercitava; mentre sul lato opposto la struttura diventa villa di campagna e si apre sul grande cortile d'onore. Intorno il grande giardino chiuso da murature e da un'artistica cancellata in ferro battuto del XVIII sec. Attorno al castello sorgono le vecchie corti rurali che recano ancora lo stemma in pietra dei Visconti. Il castello è tuttora abitato dai conti Castelbarco che succedettero ai Visconti. (Non visitabile).

Villa Isacchi[modifica | modifica sorgente]

di impianto settecentesco, fu proprietà di famiglie notabili, i Pagani, i Taverna, quindi degli Isacchi che alla fine del XIX la ristrutturarono come villa di campagna inserita in uno splendido giardino. Dell'antico splendore rimangono i pregevoli soffiti a cassettoni dipinti, lo scalone e il camino nella sala dei convegni. Dal 1979 è diventata di proprietà comunale e ospita diverse associazioni fra cui la ProLoco e vi è la biblioteca comunale. (visitabile)

Casa del Beato don Luigi Monza[modifica | modifica sorgente]

tipico cortile lombardo ottocentesco. In una corte rurale intorno al castello di proprietà dei conti Castelbarco nacque il Beato Luigi Monza il 22 giugno 1898. Visse i suoi anni a Cislago nella miseria in cui vivevano i contadini di allora. L'abilitazione con gli arredi dell'epoca presenta uno spaccato di vita quotidiana dei contadini di inizio Novecento. Il Beato Luigi Monza fondò La Nostra Famiglia ente che si occupa dell'assistenza e riabilitazione dei bambini disabili. (visitabile La Nostra Famiglia di Cislago – visite guidate ProLoco)

Aree Naturali[modifica | modifica sorgente]

PLIS del bosco del Rugareto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco del bosco del Rugareto.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Cislago[modifica | modifica sorgente]

  • Don Luigi Monza, proclamato beato, fu il fondatore dell'associazione "La Nostra Famiglia" che si occupa della scolarizzazione e riabiliatazione di bambini con problemi fisici e psicologici, diffusa in tutto il mondo.
  • Gaetano Strambio, celebre medico operante la sua professione a Milano
  • Francesco De Rocchi, pittore di fama che soggiornò a Cislago e dipinse vedute del Castello
  • Francesca Senette, giornalista e conduttrice televisiva (Tg4 e Rai2) è cresciuta a Cislago, dove ha vissuto fino a 23 anni e dove risiede ancora la sua famiglia di origine.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Cislago fu un centro ad economia principalmente agricola fino agli anni '60. Negli ultimi decenni ha preferito il commerciale e l'industriale. Dagli anni '80 Cislago ha attraversato un'importante espansione dell'urbanizzato a danno dell'agricoltura, portando i suoi abitanti a superare le 8000 unità.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nel paese è presente una società calcistica, l'Accademia Calcio Cislago, che è iscritta a numerosi campionati con diverse squadre (divise per età). Importante è anche la presenza dell'U.S. Cistellum Basket e del Cistellum Karate-Judo. Dal 2010 è presente la nuova US CITELLUM Volley www.cistellum.it che oltre ad un vasto settore giovanile milita nel campionato Nazionale di Pallavolo serie B1. Il presidente è Cristiano Soldi già presidente della sezione Calcio, dell'allora polisportiva, per circa 30 anni. Nel 2010 è stata fondata l'associazione sportiva "5 cascine running Cislago A.s.d. " ( www.5cascine.it ) , che prende il nome dal percorso che si estende tra le cascine di Cislago ( Mombello ) , Limido Comasco ( Cascine Restelli) e Turate ( Cascina Piatti, Cascina S.Maria, Cascina Mascazza )

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

A metà strada tra Milano, Como e Varese, sulla statale Varesina sorge il borgo di Cislago, le cui origini risalgono al Neolitico. Il toponimo Cislago deriverebbe da cista = cesta per la sua posizione in una conca. (Cistello – Cistellago – Cislago). Cislago, inserito nella Pieve di Olgiate Olona, apparteneva al contado del Seprio, sotto il dominio dei Della Torre. Il castello gentilizio che appare al centro del paese è sorto su un castrum romano, ampliato in epoca medioevale. Nel XIII sec il borgo divenne feudo dei Visconti ed è attestata la presenza degli Umiliati con 2 domus. Nel XIV viene fondata la schola o confraternita di S. Maria e, nel 1505, Cislago è soggetto alle distruzioni compiute dai Lanzichenecchi. Il paese crebbe e passò nel 1620 al marchese Cesare II Visconti che restaurò il castello trasformandolo in una grande villa, tuttora fulcro del borgo medioevale ancora ben strutturato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Si confrontino al riguardo gli studi di Andrea Castagnetti, Università di Fermo, Medioevo, Studi e documenti, nonché di Moroni-Stampa, ed infine, l'edizione data in Codice Diplomatico Lombardo della prima pergamena del monastero di san Felice di Pavia
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]