Turbigo

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Turbigo
comune
Turbigo – Stemma Turbigo – Bandiera
Il Castello
Il Castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Christian Garavaglia (centrodestra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°32′00″N 8°44′00″E / 45.533333°N 8.733333°E45.533333; 8.733333 (Turbigo)Coordinate: 45°32′00″N 8°44′00″E / 45.533333°N 8.733333°E45.533333; 8.733333 (Turbigo)
Altitudine 146 m s.l.m.
Superficie 8 km²
Abitanti 7 485[1] (31-12-2010)
Densità 935,63 ab./km²
Comuni confinanti Cameri (NO), Castano Primo, Galliate (NO), Robecchetto con Induno
Altre informazioni
Cod. postale 20029
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015226
Cod. catastale L471
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti turbighesi
Patrono Beata Vergine Assunta
Giorno festivo 15 agosto (festeggiato la terza domenica di settembre)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Turbigo
Posizione del comune di Turbigo nella provincia di Milano
Posizione del comune di Turbigo nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Turbigo (Türbigh in dialetto milanese) è un comune italiano di 7.475 abitanti della provincia di Milano situato lungo il Naviglio Grande. Fa parte dei Comuni consorziati del Parco Lombardo della Valle del Ticino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Citata nei documenti a partire dal 1150, ha importanza storica come luogo strategico per l'attraversamento del Ticino tra Como e Novara. Nel 1164 Federico I ricompensa il suo cancelliere con un feudo comprendente tutti i paesi della pieve di Dairago, divenendo così il primo feudatario del borgo. L'escavazione del Naviglio iniziata dai milanesi nel 1179, è importante per la nascita di quella parte della città denominata Turbigh in giò, con la nascita di rogge, ponti e nuove strade. Il basso Medioevo è caratterizzato dall'insediarsi nel territorio turbighese della famiglia Piatti che tenderà a porsi come guida materiale e spirituale del borgo. Già feudo dei d'Adda, passò in seguito ai Gallarati nel 1599 e ai Doria Landi, che lo tennero fino alla fine del Settecento. La vita di Turbigo nei due secoli successivi è segnata dalla presenza delle famiglie Tatti e De Cristoforis, di cui rimangono i rispettivi palazzi, oggi di proprietà comunale. Definito nei secoli come un vero paradiso terrestre, per l'eccezionalità del paesaggio e la ricchezza faunistica dei suoi boschi, il borgo di Turbigo vide sorgere numerose dimore gentilizie. In età napoleonica il comune si espanse molto, annettendo dapprima Robecchetto e poi Nosate. Il 3 giugno 1859 il paese fu teatro dello scontro tra franco-piemontesi e austriaci nella famosa Battaglia di Turbigo che si concluse il giorno seguente a Magenta.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Sulle origini del nome ci sono due tesi contrastanti: una lo farebbe risalire alla voce germanica "turba" (capanna), l'altra dal latino "turris bis", dalle due torri di testa del ponte sul Ticino esistente in età romana tardo imperiale. Il comune di Turbigo, di fatto, utilizzava già lo stemma (quello della famiglia Piatti) raffigurante l'antico ponte fin dal 1922; stemma visibile su un antico camino esistente all'interno di Palazzo De Cristoforis Gray. Secondo altri studi il nome deriverebbe invece da "Turbigium" o "Turbiscus" ed evocherebbe l'irrompere violento e l'infrangersi delle onde del Ticino su quell'antico borgo situato sulla riva del Naviglio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il Castello[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie in merito all'esistenza del castello risalgono al IX secolo. La struttura, a pianta quadrangolare, è in ciottoli di fiume, pietra squadrata e mattoni; edificato intorno a una torre presumibilmente romana, porta lo stemma dei Visconti. Conquistato e parzialmente demolito nel Duecento, poi nuovamente ricostruito, nel 1569 passò alla famiglia Gallarati, con la giurisdizione di tutto il territorio, e nel 1591 arrivò il casato piacentino dei Landi. Il complesso si struttura attorno a un'ampia corte quadrata con ala porticata sullo sfondo, che presenta un cornicione a sguscio con oculi, dovuto ad interventi cinque-secenteschi atti a trasformare il castello in residenza signorile. Attualmente si presenta in forme trecentesche grazie all'intervento di restauro attuato nel 1922 dall'architetto Carlo Bonomi di Turbigo. Il maniero, un tempo presidio strategico dei Visconti, è attualmente una residenza privata e non è visitabile. Per accedervi si può salire la ripida via della Chiesa, oppure la scenografica scalinata che da via Vittorio Veneto porta direttamente al terrazzamento. Da qui si gode un bel panorama su tutto il paese e il suo circondario. Notevole è il parco circostante, che con una dura battaglia legale è stato risparmiato dai piani di lottizzazione di alcune amministrazioni del passato. Oggi è l'unica area verde al centro del paese e ospita una notevole fauna di animali selvatici (fagiani, rapaci di varie specie, ghiri, lepri, picchi rossi e verdi e molti altri).

Chiesa della Beata Vergine Assunta[modifica | modifica sorgente]

Sul medesimo piazzale del Castello, si erge l'imponente chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, edificio in stile neo-romanico edificato nel 1936 da Giovanni Battista Maggi che si avvalse della consulenza artistica di Carlo Bonomi (1880-1961), al quale spettano anche l'allestimento di piazza San Francesco, risalente al 1936, e il Monumento ai Caduti del 1945-1946.

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano[modifica | modifica sorgente]

Chiesa dei SS. Cosma e Damiano

Uno dei monumenti più significativi di Turbigo; viene eretta su una preesistente chiesa, sempre dedicata a San Damiano, a partire dal 1669, data della possa della prima pietra. Ispirata a chiesa del Gesù di Roma, com'è possibile ravvisare anche dalle due volute di raccordo angolare, presenta un generale schematismo nella facciata, a causa di difficoltà economiche incorse durante le fasi costruttive. La chiesa e l'annesso convento furono officiati da una comunità di Agostiniani Scalzi, fino al 1807 quando quest'ultimo venne soppresso dal regime napoleonico. Delle quattro cappelle originarie, - oltre all'altare maggiore - una sola è giunta fino a noi: si tratta della cappella del Crocifisso, già dedicata a Santa Rosalia, restaurata nel 1991. La cappella della Madonna della Rosa è stata, invece, ricostruita nel 1879, per volere del parroco di Turbigo don Pietro Bossi. Dietro il settecentesco altare maggiore è posta la botola di accesso alla cripta dei frati, da cui partivano una serie di passaggi ai sotterranei della chiesa, murati nel 1962. Davanti alle cappelle laterali si trovavano le botole che conducevano a camere ipogee, destinare ad alcune sepolture particolari.

Palazzo Gray de Cristoforis[modifica | modifica sorgente]

Situato nei pressi della riva sinistra del Naviglio Grande, è composto dall'integrazione di una villa settecentesca con un edificio cinquecentesco. I due edifici prospettano sulla medesima corte. L'edificio settecentesco presenta un portico centrale su archi a sesto ribassato e ha all'interno decorazioni con finte architetture. La parte più antica conserva un bel camino in pietra, decorato in altorilievo e con la cappa affrescata. Nella corte più antica lungo via Roma troviamo un affresco datato 1595. L'edificio, di proprietà comunale, è attualmente sede municipale.

Villa Barozza Vezzani[modifica | modifica sorgente]

Adiacente alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano, conserva l'impianto originario di un convento seicentesco degli Agostiniani Scalzi, con volte a botte e a crociera. Un portale lungo via Volta, sormontato da una conchiglia in marmo, apre su un pregevole chiostro settecentesco.

Villa Tatti[modifica | modifica sorgente]

Portale seicentesco di Villa Tatti

Nel centro storico del paese sorge Villa Tatti. Di probabile origine religiosa, la villa fu adattata a residenza civile solo nel XVII secolo. L'impianto della villa ad "u", risale al secolo scorso, quando furono aggiunte le ali laterali, di cui una terrazzata. L'ingresso della villa è contrassegnato da un portale seicentesco con fastigio ad edicola. All'interno, collocato nella parte ovest del complesso, si trova un camino cinquecentesco. Nel 1932, l'amministrazione fascista di Turbigo, la adottò come sede del Fascio locale. Negli anni ha ospitato tra gli altri: due sezioni della locale scuola media inferiore, la banda musicale "la Cittadina", l'Unione Sportiva Turbighese, uffici di altre associazioni cittadine, fino a che, restaurata completamente, oggi ospita l'asilo nido.

Ponte sul Naviglio Grande[modifica | modifica sorgente]

Uscendo dal centro del paese, a poca distanza da Palazzo de Cristoforis, si trova il seicentesco ponte; si presenta a tre arcate in mattoni a vista. È affiancato dai resti della vecchia dogana austriaca risalenti alla fine del Settecento.

Ponte sul Ticino[modifica | modifica sorgente]

Il Naviglio Grande e l'alzaia

Realizzato nel 1887, anno di costruzione della ferrovia Novara-Seregno, su progetto di Luigi e Paolo Tatti a monte dei resti dell'antico ponte romano, tuttora visibili; bombardato durante la seconda guerra mondiale e poi ricostruito, collega la sponda lombarda a quella piemontese.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 800 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Pakistan Pakistan 219 2,95%

Albania Albania 210 2,83%

Marocco Marocco 91 1,23%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Turbigo[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Gené, 1800 - 1847, zoologo ed entomologo
  • Attilio Vigevano, 1874 - 1927 militare negli alpini, storico militare, primo direttore dei servizi segreti dell'esercito italiano (SIM) e antagonista di Benito Mussolini.
  • Flaminio Piatti, cardinale
  • Domizio Piatti, gesuita
  • Girolamo Piatti, gesuita
  • Pietro Bossi, 1809 - 1891, parroco di Turbigo dal 1844 al 1891
  • Edoardo Riboni, 1878 - 1966, parroco di Turbigo dal 1919 al 1959
  • Raffaele Marcoli, 1940 - 1966, ciclista.
  • Giuseppe Leoni, 1949, storico e giornalista.
  • Laura Pariani, 1951, scrittrice.
  • Angelo Paratico 1955, scrittore.
  • Carlo Bonomi, 1880 - 1961, scultore e pittore.
  • Antonio Bonomi, artista, nipote di Carlo.
  • Carlo Gené, 1836 - 1890, generale, figlio di Giuseppe. Comandante del primo corpo di spedizione italiano in Africa (1885-1886). Morto a Stresa.
  • Corinna Teresa Ubertis, detta Teresah, 1877 - 1964, poetessa, educatrice e scrittrice. Suoi libri per bambini vennero pubblicati negli Stati Uniti.
  • Ezio Maria Gray 1886 - 1969, patriota e senatore del MSI, scrittore, marito di Teresah.
  • Libero Pedranti, partigiano comunista, presente alla fucilazione dei gerarchi a Dongo. Nome di battaglia Perotta o Perotti, guidava l'auto del colonnello Valerio.
  • Antonio Bailetti. Nativo di Bosco di Nanto (Vi) nel 1937. Ciclista professionista, vincitore di una medaglia d'oro a squadre alle olimpiadi di Roma del 1960. Vincitore di una tappa del Tour de France e del Giro d'Italia. Residente a Turbigo.
  • Dominga. Nome d'arte di Domenica Torno, è una cantante italiana che ha debuttato nella musica leggera con Pippo Baudo nella metà degli anni sessanta.
  • Diego Sainaghi - Bersagliere e poi contadino, nel 1900 partecipo' alla guerra in Cina contro i Boxer, dato per morto ritorno' a Turbigo nel 1902.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Festa di S. Vincenzo[modifica | modifica sorgente]

Pur ricorrendo il 5 aprile, San Vincenzo Ferreri viene festeggiato per tradizione settecentesca alla prima domenica di maggio. Classica sagra di paese con processioni e mostre di opere di artisti locali, prosegue il lunedì con la fiera nel centro del paese.

Al Santo si raccomandava il lavoro nei campi in quanto la maggior parte dei Turbighesi agli inizi del Novecento era ancora formata da parecchi contadini. Si festeggia la prima domenica di maggio con la tradizionale processione nei campi alle ore 7.00. Il lunedì successivo c'è la tradizionale fiera primaverile

Festa Patronale[modifica | modifica sorgente]

Patrona del paese è la Beata Vergine Assunta (15 agosto) alla quale è dedicata la chiesa parrocchiale; la festa viene, però, celebrata la terza domenica di settembre, in onore della Beata Vergine Addolorata. Il lunedì fiera in via Allea.

Festa rionale della chiesa dei SS. Cosma e Damiano[modifica | modifica sorgente]

Festa d'ingiò - La quarta domenica di ottobre, con bancarelle. Nel pomeriggio, dopo la celebrazione dei Vesperi, come da antica tradizione viene "bruciato il pallone". Si tratta di un grosso pallone avente un'intelaiatura metallica ricoperta da bambagia, sospeso sul sagrato della chiesa, che prende fuoco dalle tre candeline innalzate dal sacerdote durante la messa. Per meglio comprendere il significato dell'antichissimo rito, bisogna ricordare che anticamente il martirio era l'unica forma di santità possibile. Con il rogo del pallone viene rappresentata la vita del martire che si consuma nella fede ardente della Santa Trinità.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia commemorativa del 150º anniversario della Battaglia di Magenta - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa del 150º anniversario della Battaglia di Magenta
«Per essere stato, assieme a Magenta, il teatro principale dei primi scontri del risorgimento italiano che aprirono le porte al processo di unificazione nazionale»
— Magenta, 4 giugno 2009

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 maggio 2001 15 maggio 2011 Laura Mira Bonomi centrodestra Sindaco
16 maggio 2011 in carica Christian Garavaglia centrodestra Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]