Vanzago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vanzago
comune
Vanzago – Stemma Vanzago – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Guido Sangiovanni (lista civica) dal 29/05/2014
Territorio
Coordinate 45°32′00″N 9°00′00″E / 45.533333°N 9°E45.533333; 9 (Vanzago)Coordinate: 45°32′00″N 9°00′00″E / 45.533333°N 9°E45.533333; 9 (Vanzago)
Altitudine 161 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 8 894[1] (31-12-2010)
Densità 1 482,33 ab./km²
Frazioni Mantegazza, Tre Campane, Valdarenne
Comuni confinanti Arluno, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Sedriano
Altre informazioni
Cod. postale 20010
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015229
Cod. catastale L665
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vanzaghesi
Patrono Santi Ippolito e Cassiano
Giorno festivo 13 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vanzago
Posizione del comune di Vanzago nella provincia di Milano
Posizione del comune di Vanzago nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Vanzago (Vansàgh in dialetto milanese) è un comune italiano di 8.783 abitanti della provincia di Milano, situato a nord-ovest dal capoluogo lombardo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fonte è principalmente La Storia di Vanzago scritta da Gioachino Mauri e pubblicata dal Comune di Vanzago nel 1999.

Le origini del paese vanno probabilmente fatte risalire ad antichi insediamenti di popoli celti, come testimonierebbero la radice -an- e la terminazione -ac- presenti nella forma più antica del toponimo V-an-(t)-ac, secondo l'ipotesi interpretativa proposta originariamente dall'autore della citata Storia. Un'altra proposta etimologica farebbe derivare il toponimo dal latino Ventiacum, nome prediale assegnato al possesso di un tale Venetius o Aventius di origini autoctone, come testimonia il suffisso -acum che aveva tale valore nella toponomastica romana. Tuttavia i primi riscontri documentali risalgono all'anno 864, trascritti nel Codex Diplomaticus Langobardorum.

Per secoli Vanzago visse, come la gran parte dei comuni della zona, di un'economia prevalentemente agricola, e questa antica vocazione contadina è testimoniata anche oggi dalle molte aree verdi e dalla presenza di alcuni vecchi cascinali. Tuttavia fu anche sede di importanti opifici industriali, specie cotonieri, nella prima metà del Novecento; basta citare il Cotonificio Valle Ticino, una grossa tessitura che diede lavoro ad oltre 350 operai ed operaie negli anni trenta e che chiuse nel 1955; e la ditta Cuoital all'apice nei momenti dell'autarchia nazionale, ma anche negli anni del dopoguerra con prodotti calzaturieri. E l'Officina meccanica di Ulisse Cantoni, il salumificio fratelli Carini ed altri ancora, tutti ormai spenti ed estinti. Ancora in attività benché un po' ridotta l'officina GIPRON dei Pronzati, ottimi produttori di attrezzi per gli sport sciistici a livello mondiale. Per il resto attualmente è pressoché de-industrializzato totalmente e costituisce un agglomerato residenziale che ha attirato nell'ultimo decennio molte nuove costruzioni. Grazie al parco WWF, al Parco Agricolo Sud Milano ed al nuovo PLIS del Basso Olona conserva aree a verde protette per un totale di 3.565.925 m² corrispondenti a ben il 58% circa del territorio comunale. Sotto il regno di Napoleone, vanzago fu annessa a Pogliano.

Negli ultimi anni Vanzago ha vissuto un'esplosione demografica, facilitata sia dall'edificazione residenziale realizzata nella ex area industriale della Zust Ambrosetti (in origine il citato Cotonificio Valle Ticino) sia dalla relativa vicinanza a Milano, raggiungibile con la linea S5 del Servizio ferroviario suburbano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale dei Santi Ippolito e Cassiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa parrocchiale dei Santi Ippolito e Cassiano.

Cappella del Monasterolo[modifica | modifica sorgente]

All'interno della Corte del Monasterolo, sorta sull'area che ospitava fino alla metà del XV secolo un Monastero delle Monache, la cui origine è riportabile ad un più antico "monastero di santa Maria de Cornate" documentato fin dal tardo Trecento, si trova un Oratorio settecentesco dedicato a Maria Santissima Immacolata. Tale Oratorio, in sostituzione di una più antica cappella descritta nelle visite pastorali borromee del 1566 e seguenti e collocata al centro del cortile, fu edificato al limitare del nuovo cortile più esteso tra il 1745 ed il 1748, a cura e spese del proprietario di allora, il Conte Antonio Simonetta, e fu benedetta il 21 giugno 1748. Frazionato in piccole proprietà all'inizio del XX secolo l'antico cortile che ospita l'Oratorio dell'Immacolata, non è venuta meno l'affettuosa cura alla piccola chiesa locale da parte dei "condomini" del Monasterolo ed anche da parte della parrocchia di Vanzago. La cappella è a pianta rettangolare, ad unica navata, in due campi sagomati sia all'esterno che all'intero. La facciata, decorata con piccoli fregi in stucco e modanature settecentesche, presenta un unico portale d'ingresso, sormontato da un ampio finestrone, il tutto coronato da un timpano triangolare. L'altare, in piccolo presbiterio separato da una balaustra, è addossato al muro di fondo e sormontato da una tela d'autore ignoto, con tutta probabilità di "scuola varesina" e di notevole pregio stilistico, risalente alla prima metà del XVIII secolo e riproducente la figura di Maria Santissima con in braccio il Bambino e con una falce di luna a sorreggerla. La tela viene definita, nel verbale della Visita pastorale del card. Pozzobonelli del 1761 come dipinta da non spernendo pennicillo.

Vi è a lato un piccolo locale ad uso sacrestia ed un piccolo campanile.

Cappella di San Giovanni Battista[modifica | modifica sorgente]

Da sottolineare anche la presenza, in Via Roma, nella frazione di Mantegazza, l'antica Chiesa di San Giovanni Battista, una chiesetta che conserva al suo interno affreschi di buona fattura e che si inserisce perfettamente nell'assetto edilizio dal sapore antico del borgo

Ville e Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Calderara[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo Calderara.

Villa Gattinoni[modifica | modifica sorgente]

Rinnovata e restaurata agli inizi degli anni settanta del XX secolo e valorizzata nel suo aspetto monumentale, la villa Gattinoni fa bella mostra di sé in rappresentanza di uno degli edifici caratteristici tipici di Vanzago. Oggi la villa è sede della "Fondazione Ferrario" che ha come scopo istituzionale la promozione di attività assistenziali a favore degli anziani. La ricca ed imponente costruzione, edificata nei primi anni del XVIII secolo probabilmente su precedente edificio cinquecentesco appartenuto ai Croce, già dimora di campagna della famiglia dei banchieri Belinzaghi e poi dei Milesi nel Settecento e inizio Ottocento, e poi dei Padulli e dei Gattinoni tra Ottocento e prima metà del Novecento, si sviluppa nelle forme di un barocco lineare. La facciata settentrionale, contraddistinta da decorazioni e riquadrature d'intonaco delle finestre, è munita di due balconcini in ferro battuto con un bel porticato a tre arcate distinte da colonne binate, elementi che accolgono l'ingresso dall'attuale Via Vittorio Emanuele II. Il retro è contraddistinto da una facciata semplice e piatta. Il piano terra è noto per un importante salone di rappresentanza affrescato e stuccato, che conserva anche alcune tele originali del Settecento. Al primo piano, dove attualmente si trovano gli uffici della direzione, si accede attraverso una scala elicoidale di 74 gradini con mosaici e sotto la medesima si trovava un tempo un pozzo che forniva l'acqua necessaria a tutta l'abitazione e che giungeva ai piani superiori attraverso una carrucola che ancora oggi è visibile presso la scala. oltre al soffitto a volta dello scalone padronale, che venne affrescato nel 1949 dal pittore milanese Natale Penati (autore fra l'altro degli affreschi delle chiese di San Vittore martire, San Nicolao e San Sebastiano di Corbetta e della chiesa parrocchiale di Vittuone e di quella di Pregnana) di notevole rilievo è anche la cappella padronale settecentesca e delicatamente affrescata, posta al primo piano e con piccolo accesso "di servizio" (ad uso del sacerdote officiante) dallo scalone stesso. Molto interessante è anche il parco retrostante, di impianto settecentesco ed ancora ricco di alberi notevoli, tra cui una "ginkobiloba", albero di origine giapponese, della cui specie l'esemplare vanzaghese nel parco in parola è stato al tempo del suo impianto tra i primi in Italia.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale ospita un'Oasi del WWF, denominata Bosco di Vanzago e costituita nel 1978. Attualmente risulta essere interessata da un progetto di ampliamento del Parco Agricolo Sovracomunale del Roccolo, istituito nel 1991 tra i Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate e Nerviano (dal 1997), e che si estende per circa 15.000.000 di m²; tale progetto prevederebbe l'assorbimento dell'Oasi, ma ciò non è ancora passato alla fase di vaglio. Vanzago, insieme alle frazioni di Mantegazza e Valdarenne fanno parte dell'Oasi del Ticino, la quale comprende molti paesi nell'area nord ovest di Milano.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 414 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 100 1,12%

Persone legate a Vanzago[modifica | modifica sorgente]

  • Monsignor Marco Ceriani, sacerdote dell'arcidiocesi di Milano che svolse la sua intensa e variegata attività religiosa civile e sociale dal 1930 fino alla sua morte in Parabiago; tra l'altro esperto di paleografia, archivista titolare dell'archivio della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano e principale storico parabiaghese del XX secolo; cultore delle figure storiche locali, valorizzò - anche da esperto di mobili antichi - con mostre e studi la figura dell'ebanista e celebre artigiano parabiaghese Giuseppe Maggiolini., ivi nato
  • Gian Galeazzo Castelli (1831 - 1896)- ingegnere, figlio del barone Antonio di Villanova e di Maria Luigia Serbelloni. Fu un eminente esperto di idraulica e propose un progetto, in alternativa a quello di Eugenio Villoresi per la derivazione di acque dal lago di Lugano per alimentare l'irrigazione delle terre "asciutte" dell'Alto Milanese. Fu amministratore e consulente tecnico del consorzio del fiume Olona, oltre che dirigente tecnico delle Ferrovie Alta Italia. Fu sindaco di Vanzago per diversi anni e promosse, nel 1883, l'impianto della locale stazione ferroviaria sulla linea Milano - Gallarate. A lui è intitolata la via che conduce alla detta Stazione.
  • Luigi Meraviglia (Vanzago 1830 - Barbajana di Lainate 1907). Figlio di Giuseppe, possidente e primo sindaco di Vanzago dall'Unità d'Italia, e di Amalia Villoresi. Sposò la contessa Angelina Maffeis di Bergamo. Ingegnere e co - progettista con lo zio Eugenio Villoresi del Canale Villoresi per l'irrigazione dell'Alto Milanese.
  • Ulisse Cantoni (1903 - 1977) industriale milanese e vanzaghese di adozione, sindaco di Vanzago dal 1960 al 1969. Valorizzò naturalisticamente e fece lascito testamentario al WWF Italia della vastissima (250 ettari circa) ex Riserva di caccia "Bandita" o "del Castelass" da lui acquistata e recintata negli anni quaranta del XX secolo; oggi denominato "Bosco di Vanzago". Certa faziosità ha voluto ignorare e cancellare riconoscimenti al Cantoni, persino nella toponomastica vanzaghese, per quanto ampliata negli anni recenti.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il centro abitato di Vanzago, la frazione di Mantegazza e la località di Valdarenne[3].

Trasporti e mobilità[modifica | modifica sorgente]

Strade e autostrade[modifica | modifica sorgente]

In pochi minuti è facile raggiungere anche la Strada statale 33 del Sempione.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Vanzago, assieme a Pogliano Milanese, è dotata di una stazione lungo la ferrovia Domodossola-Milano, da cui passano anche i treni della linea S5 del Servizio ferroviario suburbano di Milano.

Autolinee[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altomilanese Portale Altomilanese: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Altomilanese