Abbiategrasso

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Abbiategrasso
Abbiategrasso - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Milano
Coordinate: 45°24′0″N 8°55′0″E / 45.4, 8.91667Coordinate: 45°24′0″N 8°55′0″E / 45.4, 8.91667
Altitudine: 120 m s.l.m.
Superficie: 47,10 km²
Abitanti:
31.105 30-11-2008
Densità: 660,40 ab./km²
Frazioni: Ca´Di Biss, Castelletto, Mendosio 
Comuni contigui: Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Cassolnovo (PV), Cerano (NO), Morimondo, Ozzero, Robecco sul Naviglio, Vermezzo, Vigevano (PV)
CAP: 20081
Pref. telefonico: 02
Codice ISTAT: 015002
Codice catasto: A010 
Class. sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)
Class. climatica: zona E, 2386 GG
Nome abitanti: abbiatensi 
Santo patrono: Beata Vergine Addolorata 
Giorno festivo: terza domenica di ottobre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Abbiategrasso (Biegràss, Biagràss o Bià in dialetto locale) è un comune di 31.105 abitanti della pianura padana in provincia di Milano, a circa 20 km dal capoluogo.

Indice

[modifica] Geografia

Immerso nel Parco del Ticino, di cui include una buona parte nel proprio territorio, pur non essendo fortemente popolato è il comune con la superficie più vasta nella provincia dopo il capoluogo.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Abbiategrasso.

[modifica] Storia

Le origini della città risalgono all'epoca romana quando il villaggio trasse il nome dalla gens Avia o Abia. Il nome indica che sorgeva nel territorio denominato "valle grassa". In un antico documento (Testamento dell'Arcivescovo Ariberto da Intimiano,1034) per la prima volta è riportato il nome Habiate qui dicitur Grassus che si è poi trasformato nell'attuale Abbiategrasso.

[modifica] Variazioni territoriali e di nome

  • 1869: Aggrega soppresso comune di Castelletto Mendosio.

[modifica] Le chiese

[modifica] Basilica di Santa Maria Nuova

La facciata rinascimentale della Basilica di Santa Maria Nuova

La basilica, edificata nel 1388 in occasione della nascita in città del figlio di Gian Galeazzo Visconti, Giovanni Maria, è preceduta da un quadriportico rinascimentale che rivela in facciata la grande arcata del pronao (1497) lasciato incompiuto, secondo alcune interpretazioni, da Donato Bramante e che rappresenta l'ultima opera eseguita dal maestro in terra lombarda. Divenuta il principale centro religioso della città già a partire dal XIV secolo, divenne sede parrocchiale solo a partire dal 1578, in occasione di una visita di San Carlo Borromeo. Con questo nuovo status, la struttura dell'edificio variò nel corso dei secoli, soprattutto nell'area del pronao che venne concluso brillantemente nel '500 da Tolomeo Rinaldi, mentre nel XVIII secolo venne eretta una nuova sagrestia sul lato settentrionale del presbiterio.

A questi lavori di ampliamento, si affiancò anche l'edificazione di un ossario ai piedi del campanile e la realizzazione di un nuovo ingresso nell'attuale quadriportico. Le modifiche interne allo stabile, realizzate nel 1740, sono oggi attribuite a Francesco Croce, impostate su una concezione dello spazio tipicamente barocca con una navata centrale rialzata, illuminata da finestroni eclettici che accompagnano la luce nelle grandi volte a crociera che andarono a sostituire le precedenti strutture a capriate. Lungo i lati della chiesa, nel medesimo periodo, vennero realizzate cinque nuove cappelle.

Il chiostro della Basilica

L'Ottocento apportò nuovi lavori di ristrutturazione, soprattutto nella decorazione delle volte affrescate e nello specifico delle balaustre e nella pavimentazione marmorea.

La chiesa è stata meta di un lungo lavoro di ristrutturazione iniziato nel 1987 e conclusosi tre anni dopo, nel 1990, grazie al quale è stata riportata al proprio antico splendore, grazie alla pulizia degli affreschi ed al rafforzamento della struttura.

La facciata della chiesa risale invece al XV secolo e si trova posta in un quadriportico rinascimentale realizzato con colonne a capitelli di stile gotico, accompagnati da arcate in cotto, inframezzate da medaglioni molti dei quali originali mentre all'interno, la cappella è arricchita da una decorazione a graffito quattrocentesca, tipicamente lombarda.

[modifica] Chiesa di Santa Maria Vecchia

La chiesa di Santa Maria Vecchia era l'antica chiesa di Abbiategrasso. L'edificio, ancora persistente nel complesso, custodisce alcuni affreschi risalenti all'epoca rinascimentale, anhce se il nucleo originale della chiesa è riconducibile al XII secolo.

La chiesa, nel corso dei secoli, venne anche utilizzata a partire dalla prima metà del Quattrocento dalle monache benedettine del Convento di Santa Maria della Rosa, fondato non lontano e sprovvisto di una propria cappella per i divini offici. Le monache però dovettero abbandonare presto questa tradizione in quanto così facendo si trovavano costrette a dover infrangere la regola della clausura per assistere quotidianamente alla messa. Per questo San Carlo Borromeo, nel corso di una visita pastorale in cui prese coscienza del problema, fece modificare la struttura dell'edificio e fece costruire una piccola chiesetta interna ad uso del convento, cambiando l'ingresso principale della struttura che venne completamente rivoltata, con l'altare in luogo dell'abside e viceversa.

Alle riforme di Giuseppe II, sul finire del XVIII secolo, il convento venne chiuso e la chiesa sconsacrata, rimanendo tale per tutto il periodo napoleonico sino ai giorni nostri, quando la struttura è stata affidata ad una scuola di danza. Importanti restauri sono stati compiuti nel 1972.

La struttura della chiesa è costituita da una pianta rettangolare, con un'unica navata. Il campanile venne costruito, sulla base di un mattone datato dello stesso, nel 1408.

[modifica] Chiesa di San Bernardino

La chiesa di San Bernardino costituisce in Abbiategrasso un esempio notevole del barocco lombardo del XVII secolo, dopo le ristrutturazioni appostate da Francesco Maria Richini.

La chiesa venne originarmanete eretta nel XV secolo in onore di San Bernardino che la tradizione vuole essere stato accolto in città nel 1431. Col tempo si sentì la necessità di realizzare una chiesa più grande che potesse accogliere un numero sempre maggiore di fedeli, la cui prima pietra venne posta il 30 agosto 1614. I lavori si protrassero in vari stadi: nel 1686 venne progettato e realizzato il coro, mentre il campanile venne eretto solo nel 1717.

La chiesa dispone ancora oggi di una pianta rettangolare, caratterizzata da una facciata tipicamente barocca sempre progettata dal Richini, decorata con lesene, statue e ornamenti architettonici che arricchiscono l’impatto visivo dello spettatore sulla chiesa. L’interno è invece contraddistinto da un'unica navata con una volta a botte, decorata con stucchi e marmi, mentre l'altare risale all'inizio del XIX secolo. Sul medesimo si trova una nicchia con una statua raffigurante la Vergine del Rosario, opera dello scultore Grazioso Brusca, risalente al 1820.

[modifica] Chiesa di San Gaetano

La chiesa di San Gaetano è la più recente delle chiese di Abbiategrasso e si trova sottoposta alla parrocchia di Santa Maria Nuova.

La struttura venne inaugurata nel 1955 assieme all'oratorio annesso, dopo alcuni anni di lavoro guidati dall'architetto progettita Galesio.

Il progetto interno si articola su tre navate, di cui la centrale di dimensioni maggiori, mentre l'area absidale è stata recentemente completata con l'aggiunta di una grande vetrata di fattura moderna raffigurante la "Resurrezione di Cristo" su disegno di Don Domenico Sguaitamatti, abbiatense. Nelle navate laterali si trovano due statuel l'una dedicata alla Madonna che tiene in braccio il divino Bambino e l'altra dedicata a San Gaetano, realizzate dallo scrittore Ferdinando Perathoner. Altra statua si trova sul fondo della chiesa e rappresenta San Padre Pio da Pietralcina.

Nella parte finale della navata di destra si trova anche una piccola cappella un tempo utilizzata come sacrestia che oggi viene utilizzata come luogo di ritrovo spirituale, mentre tutto attorno alle mura della chiesa si trovano i ritratti dei dodici apostoli, opere realizzate da una serie di pittori abbiatensi in occasione del giubileo del 2000.

[modifica] Convento dell'Annunciata

Abbiategrasso si pregia di un'ulteriore monumento storico: l'eccezionale quattrocentesco Convento dell'Annunciata, da poco restaurato. Voluto da Galeazzo Maria Sforza a seguito di un voto formulato nel 1466 per essere miracolosamente scampato a un agguato militare, venne destinato all'ordine religioso dei Minori Osservanti, particolarmente caro alla madre Bianca Maria. Dopo la soppressione del 1810 per due secoli la chiesa ha subito consistenti trasformazioni: da ospedale a deposito a fabbrica ad abitazione nel ’97 con gravi problemi igienici, sociali e conservativi. Poi nel 2003 la sottoscrizione da parte delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, dell'Università degli Studi di Milano e dell'Agenzia del Demanio di un accordo di programma per il restauro e il recupero dell'edificio - condotto da Pinin Brambilla Barcilon -, che ha portato ad una sorprendente scoperta: il ritrovamento di un intero ciclo di affreschi sulle pareti dell'abside della chiesa con le Storie della Vergine, datato 1519 e firmato dal pittore caravaggino Nicola Mangone detto il Moietta, noto nell'ambito dei leonardeschi, e degli affreschi delle pareti e della volta del refettorio. L'intero edificio è stato suddiviso in più sale che verranno utilizzate per iniziative culturali e sociali.

[modifica] Edifici notevoli

[modifica] Il castello

Il Castello visconteo dopo i recenti restauri

Di matrice duecentesca, eretto nel 1382 da Gian Galeazzo Visconti e fatto abbellire dopo il 1438 da Filippo Maria Visconti, il castello di Abbiategrasso era stato strategicamente costruito in asse con il Naviglio Grande e con la strada di collegamento Milano-Vigevano. Sotto la direzione del Visconti stesso vennero realizzati anche nuovi lavori di ampliamento e restauro della struttura, che venne affrescata e munita di bifore di stile rinascimentale, che donarono alla struttura l'aspetto di una residenza estiva più che di una fortezza medioevale.

Malgrado questo, il castello fu chiamato a svolgere un ruolo di primaria importanza nella vita politica del Ducato di Milano per tutto il XV secolo sino al 1635, quando la struttura perse la sua importanza. Il castello venne quindi smantellato a partire dal 1668 per ordine del Governatore di Milano per impedire che esso cadesse nelle mani dei francesi durante gli scontri. Successivamente i resti del castello furono adibiti a residenza privata sino al 1865 quando il complesso venne donato dai proprietari alla cittadinanza per essere adibito, in un primo momento a scuola e poi per essere utilizzato come sede di alcune asociazioni del territorio abbiatense.

Recentemente, nel 1995, la struttura è stata completamente restaurata, recuperando anche gli antichi affreschi e i graffiti, ove vi è stata anche inaugurata la biblioteca civica intitolata a "Romeo Brambilla".

La struttura è molto semplice, a pianta quadrangolare, circondata da un fossato, con torri poste agli angoli del medesimo, ma dotata anche di un gustoso cortile porticato in stile. Malgrado questo la struttura è molto differente dall'originaria: ovunque si vedo i segni degli interventi di consolidamento adoperati dai proprietari nel corso dei secoli.

Gli interni sono arricchiti da affreschi originali di diverse epoche, ove è possibile leggere anche il motto visconteo "A bon droit". Curiosa è anche l'ala est, ultimo piano, un tempo destinata a carcere, ove ancora si possono ammirare i graffiti dei prigionieri che vi furono rinchiusi.

[modifica] Casa del guardiano delle acque

[modifica] Casa Orsini

[modifica] Casa Pianca Albini

[modifica] Palazzo Cittadini Stampa

[modifica] Palazzo Corio

[modifica] Villa Citterio

[modifica] Istituto Golgi

[modifica] Lo Stemma

Abbiategrasso è uno dei pochi comuni rurali lombardi che possieda un suo stemma già dal 1400; forse perché aveva ottenuto il potere di emettere sentenze in materia giudiziaria sin dal 1373, per le cause civili, e dal 1437 per quelle penali. Il più antico stemma che si ricordi risale al XV sec. ed è stato rintracciato su un marchio a secco riprodotto su un documento cartaceo in cui si vede San Pietro, antico protettore della città, che sostiene uno scudo in cui campeggia un leone rampante. A colori, invece, il primo stemma della città è stato possibile rintracciarlo su una bolla di Papa Paolo III del 24 aprile 1544 in cui è rappresentato un leone rampante di rosso, senza corona, su un campo di colore argento. L'ultima sua trasformazione risale al 1930 quando, variati gli smalti, il leone è stato sormontato da una corona all'antica d'oro.

[modifica] Personaggi celebri

[modifica] Calciatori e altri personaggi sportivi

Giovanni Invernizzi, bandiera dell'Inter negli anni '50, squadra con la quale ha anche vinto uno Scudetto da allenatore nel 1971. A lui è dedicato lo stadio comunale cittadino.

Christian Abbiati, portiere, ha giocato nella Juventus, nel Torino, nell'Atletico Madrid e difende tuttora i pali del Milan.

Marco Villa, ciclista su pista, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Sydney nel 2000.

[modifica] Stilisti

Franco Moschino stilista (1950-1995) nato ad Abbiategrasso, qui riposa nella cappella di famiglia.

[modifica] Altri personaggi

[modifica] Economia

Nel comune si denotano attività legate a tutti i settori produttivi: primario (cerealicultura, con particolare prevalenza per riso e mais), secondario (industrie alimentari, tessili e metalmeccaniche di una certa notorietà vi hanno stabilimenti o sedi) e terziario.

Solo il 16% del territorio comunale è urbanizzato o urbanizzabile, mentre l'84% può essere sfruttabile dall'attività agricola.

È il più importante centro agricolo-industriale a Sud-Ovest di Milano da cui dista 23 chilometri. Il territorio abbiatense giunge fino alle sponde del fiume Ticino ed è attraversato dai Navigli, canali costruiti per collegare il fiume con il capoluogo.

[modifica] Istruzione

Nella città sono presenti scuole di diverso ordine e grado. Partendo dalle scuole materne ed elementari, è possibile giungere fino al termine dell'istruzione media superiore, poiché la recente intesa siglata con l'Università Statale di Milano, non prevede l'apertura di corsi di laurea in città, ma probabilmente di soli spazi per seminari e laboratori per la ricerca.

Tra le scuole della città è possibile ricordare:

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Trasporti e viabilità

Abbiategrasso dispone di un collegamento ferroviario grazie alla linea Milano-Mortara. Nella stazione, in Piazza Fratelli Rossi, fermano treni per Milano, diretti a Milano San Cristoforo e Milano Porta Genova) e, in direzione opposta, per Vigevano, Mortara e Alessandria.

I collegamenti stradali sono assicurati dalla statale "vigevanese" oltre che dalla SS 526

Il collegamento principale di autobus che collega Abbiategrasso a Milano (Romolo M2) è assicurato dall'ATM dalla linea 324.

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Roberto Albetti (centrodestra) dal 12/06/2007
Centralino del comune: 02 946921
Posta elettronica: sportellocittadino@comune.abbiategrasso.mi.it

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali