Brusson (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Brusson
comune
Brusson – Stemma Brusson – Bandiera
Panorama di Brusson
Panorama di Brusson
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Valle d'Aosta-Stemma.svg Valle d'Aosta
Provincia Non presente
Amministrazione
Sindaco Giulio Grosjacques (Autonomie communale) dal 24/05/2010
Territorio
Coordinate 45°46′00″N 7°44′00″E / 45.766667°N 7.733333°E45.766667; 7.733333 (Brusson)Coordinate: 45°46′00″N 7°44′00″E / 45.766667°N 7.733333°E45.766667; 7.733333 (Brusson)
Altitudine 1.338 m s.l.m.
Superficie 55,32[1] km²
Abitanti 859[2] (31-12-2010)
Densità 15,53 ab./km²
Frazioni La Croix, La Pila, Arcésaz, Curien, Estoul, Extrepiéraz, Fénille, Fontaine, Graines, Pasquier, Vollon
Comuni confinanti Ayas, Challand-Saint-Anselme, Emarèse, Gaby, Gressoney-Saint-Jean, Issime, Saint-Vincent
Altre informazioni
Cod. postale 11022
Prefisso 0125
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 007012
Cod. catastale B230
Targa AO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 453 GG[3]
Nome abitanti
brussonins (fr.)
breutsonèt (patois)
Patrono san Maurizio
Giorno festivo 22 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brusson
Posizione del comune di Brusson all'interno della Valle d'Aosta
Posizione del comune di Brusson all'interno della Valle d'Aosta
Sito istituzionale

Brusson (Breutson in patois valdostano; Britse o Brützu in walser (rispettivamente in Titsch e in Töitschu); italianizzato in Brussone durante il fascismo dal 1939[4] al 1946) è un comune italiano di 840 abitanti[5] della Valle d'Aosta, nella media Val d'Ayas.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Valle di Challant vista dalla strada per Estoul: si nota in basso il villaggio di Fénille, poi il castello di Graines, in fondo a sinistra il col Courtil che separa la valle di Champorcher dalla valle centrale della Valle d'Aosta

Il comune si trova nella media Val d'Ayas, tra il comune di Challand-Saint-Anselme a valle e quello di Ayas a monte.

Nel comune è ubicata la stazione meteorologica di Brusson.

Laghi naturali[modifica | modifica sorgente]

Séraphin Vuillermin[7] elenca i laghi del territorio di Brusson:

  • il lac de Litteran (accento sulla a finale) dalla circonferenza di circa mezz'ora
  • il Lac Vert (o lago verde)
  • il lac de Coliou (che significa approssimativamente grosso colino per il latte)
  • il lac de la Paucha (pronunciato Pòtcha, che significa mestolo)
  • il lac Long (o Lago lungo)
  • il lac de la Chaudière (tchoudìra in patois che significa caldaia per la fabbricazione della fontina)
  • il lago de la Bataille (o della battaglia), ove secondo un'antica tradizione, i francesi avrebbero respinto un gran corpo di truppe austriache, ma l'autore non ha certezze ed ipotizza soltanto che tale evento vada collocato durante la guerra dei trent'anni. È molto più probabile che si tratti di una delle tante battaglie medievali fra valligiani combattute per assicurarsi l'uso dell'acqua e lo sfruttamento dei ricchissimi pascoli circostanti. Questi laghi sono sulle montagne dette di Palasinaz (pron. "Palasìna")

Poi ci sono nel vallone di Frudière:

  • il Lago
  • il lago di Frudière

Infine c'è il

  • lago di Bringuez


Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel medioevo il territorio di Brusson faceva parte del patrimonio dell'abbazia di Saint-Maurice d'Agaune (il santo Patrono del comune) situata nel Vallese, ma era "affittato" ai signori di Challant. Questi dichiararono sempre di tenerlo in feudo dall'abbazia a partire dal 1263.

La miniera di Tchamousira[modifica | modifica sorgente]

È nota anche la grafìa Chamosiraz, o in francese Chamousière, indicanti un luogo in cui si trovano camosci (tchamòs in patois locale, chamois in lingua francese).

La Société des Mines d'or de l'Évançon prima e poi, tra il 1902 ed il 1908 la società inglese The Évançon Gold Mining Company Ltd. sfrutta la ricca miniera d'oro di Tchamousira cavando i filoni di quarzo aurifero. Nel 2012 è stato annunciato il progetto di trasformare le miniere d'oro di Brusson in un polo museale entro il 2015.[8]

La diga ed il lago artificiale[modifica | modifica sorgente]

Negli anni Venti del secolo scorso è stata costruita una diga e quindi un lago artificiale per alimentare la centrale idroelettrica sita ad Isollaz nel comune di Challand-Saint-Victor attraverso un canale in roccia che alimenta la vasca di carico di Pianabeyéche a monte del villaggio di Orbeillaz, situato nel vicino comune di Challand-Saint-Anselme. La condotta forzata che da qui giunge a Isollaz realizza un salto di 600 metri.

Ora l'impianto è proprietà della Compagnia Valdostana delle Acque/Compagnie Valdôtaine des Eaux (CVA). Contrariamente a quanto è avvenuto in altri casi, l'impatto ambientale del bacino artificiale è stato minimo[senza fonte]. Anzi, la presenza dello specchio d'acqua dai riflessi blu chiaro ed il verde del parco circostante hanno contribuito a valorizzare una zona altrimenti priva di interesse naturalistico[senza fonte].

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome Brusson sembrerebbe derivare dal latino Bruxeum = Aureo, in basso latino; in effetti nelle montagne circostanti vi è una rilevante presenza di filoni di quarzo aurifero.[9] Tale ipotesi non trova però alcuna conferma nella grafìa utilizzata nei documenti medievali che indicano questo toponimo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Casa Beretta
  • La Villa Helvetia, tipica villa di inizio secolo (la costruzione risale al 1913), si trova davanti alla cappella di Sant'Antonio, patrono della frazione La Pila.
  • La Casa Beretta, realizzata tra il 1968 ed il 1974 secondo i principi dell'ecologia formale, è opera dell'architetto Mario Galvagni. È collocata in prossimità del primo tornante della strada per il Col de Joux. Casa Beretta è soprannominata anche Il fuoriclasse.
  • Villa Rollandin, realizzata nel 1941, sorge all'inizio del paese, è stata interamente ristrutturata nel corso del 2010 da privati.
  • La Colonia Olivetti di Brusson, realizzata nel 1956 dagli architetti Claudio Conte e Leonardo Fiori, è dei rari esempi di residenze temporanee eseguite "a secco", mediante l'uso di pannelli prefabbricati in legno. Dopo un progressivo abbandondo a partire dagli anni '80, nell'agosto del 2007 è stata venduta alla Pirelli Re.
  • La Casa Quey, in località Extrepierre, fu costruita nel Seicento e conserva alcune iscrizioni del Sei-Settecento e lo stemma araldico dei nobili Quey in stucco.
  • Casa Yonzo, della famiglia Yonzo, la cui presenza a Brusson è testimoniata in documenti del 1600, e oggi sede della biblioteca

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Il castello di Graines alla confluenza delle valli di Graines e di Ayas. È interessante perché è l'unico castello valdostano che non ha subito pesanti modifiche rispetto all'architettura originaria del X secolo ad unico mastio.
  • In località Fontaine, la Casa del conte di Challant (Maison du Comte), restaurata nel XVII secolo, prende il nome dal conte di Challant che qui nel 1433 concesse le franchigie alla castellania di Graines.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca-museo

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

In Rue La Pila 36 ha sede la biblioteca comunale, nella casa che fu degli Yonzo (in patois, Miete di Yonzo).

Musei[modifica | modifica sorgente]

Nello stesso edificio della biblioteca ha sede un piccolo museo che ospita la mostra dei sabotiers.

È in corso di progettazione il museo delle miniere, con probabile istituzione nel 2015[13]

Persone legate a Brusson[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Brusson e lo Zerbion, nel 1954. Notare la totale assenza di edilizia sopra la chiesa parrocchiale e l'ancora ben distinguibile ripartizione del paese nelle frazioni originarie.
Panorama dei trois villages in estate, visti dall'Alpe Salomon

È formato dal capoluogo denominato "Trois Villages", un agglomerato di 3 villaggi originari (Fontaine, La Pila e Pasquier), da cui deriva anche il nome della strada regionale che lo attraversa (rue Trois Villages).

Gli altri villaggi sono Arcésaz (situato ai bordi di un pianoro di un antico lago), Vollon, Curien, Fénille, Estoul, Graines, La Servaz ed Extrepiéraz.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le principali attività sono il turismo sia estivo che invernale, l'allevamento bovino e la produzione di formaggi tra i quali spicca la fontina biologica. Nel territorio c'è il caseificio "Fromagerie Haut Val d'Ayas" al quale conferiscono il latte gli allevatori del comune vicino di Ayas, quelli di Brusson e parte di quelli di Challand-Saint-Anselme.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1948 1956 Séraphin Court Sindaco
1956 1957 Giuseppe Grosjacques (Grapìn) Sindaco
1957 1960 Federico Vicquéry Sindaco
1960 1965 Cornélius Colombatto Sindaco
1965 1970 Arduino Vuillermin Sindaco
1970 1975 Gianpiero Turcotti Sindaco
1975 1978 Augusto Rollandin Sindaco
1978 1980 Ignazio Lévêque Sindaco
1980 1985 Roberto Vicquéry Sindaco
1985 1990 Renato Vuillermin (dou Bél) Sindaco
1990 2005 Elso Gérandin Sindaco
2005 2010 Giulio Grosjacques Sindaco

Fa parte della Comunità Montana Evançon.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il col de Joux visto dalla sciovia dell'alpe di Palasinaz, si noti la seggiovia, la testa di Comagna a sinistra, più sotto la montagna di Chamoursière ed a destra in fondo la Valle d'Aosta ed infine il Monte Bianco

Stazione sciistica, Brusson è attrezzata con impianti di risalita e piste per sci di fondo; ha ospitato varie tappe della Coppa del Mondo di sci di fondo.

In questo comune si gioca a tsan, caratteristico sport tradizionale valdostano.[14]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.comuni-italiani.it/007/012/
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Regio Decreto 22 luglio 1939, n. 1442
  5. ^ Dato Istat all'1/1/2007.
  6. ^ Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it
  7. ^ Séraphin Vuillermin, Brusson notices historiques, Aosta, La Librairie Valdôtaine, 1985, ristampa dell'opera del 1923.
  8. ^ Le miniere d'oro di Brusson nel 2015 saranno un museo, La Stampa, 16 ottobre 2012.
  9. ^ fonte: Abbé Louis Bonin, Vallée de Challand - Brusson - Guide et folk-lore, Mondovì, Mondovì Tipografia Commerciale, 1928.
  10. ^ Marco Camilli, Approvati i progetti di recupero delle miniere di Brusson e Saint-Marcel, Aosta Oggi, 8 marzo 2013.
  11. ^ Elena Giovinazzo, Brusson, autorizzata la gestione turistica della miniera di Chamousira, Aosta Oggi, 15 giugno 2013. URL consultato il 15 giugno 2013.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Le miniere d'oro di Brusson nel 2015 saranno un museo, La Stampa, 17 ottobre 2012.
  14. ^ Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti (a cura di), Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Abbé Louis Bonin, Vallée de Challand - Brusson - Guide et folk-lore, Mondovì, Mondovì Tipografia Commerciale, 1928.
  • (FR) Séraphin Vuillermin, Brusson... notices historiques, Aosta, La Librairie Valdôtaine, 1985, ristampa dell'opera del 1923.
  • (FR) Berton Robert, Anthroponymie valdôtaine: familiaire de la communauté de montagne de l'Evançon: table alphabétique des noms de famille et prénoms des paroisses de: Ayas, Brusson, Challand-Saint-Anselme,Challand-Saint-Victor, Verrès, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet-Bourg, Montjovet-la-Rivière, Montjovet-Saint-Eusèbe Quart, Musumeci, 1984
  • (IT) Bréan Giuseppe, La chiesa di Brusson, Aosta: Tipografia cattolica, 1939
  • (FR) Jean-Auguste Voulaz, Histoire de papier. Edition de quelques documents des archives historiques communales de Brusson, Quart, Musumeci, 2000.
  • (FR) Jean-Auguste Voulaz. Inventaire des documents conservés à l'abbaye de Saint-Maurice d'Agaune en Valais concernant le fief de Graines, d'après les "cahiers" du chanoine Charles. Bulletin de l'Académie Saint-Anselme, VI (Nouvelle série), Aoste: Imprimerie valdôtaine, 1997.
  • (FR) Jean-Auguste Voulaz. L'or de l'Évançon. Estr. da: Lo Flambò, 1986, n. 3.
  • Anna Maria Vicquéry. Una casa nel centro di Brusson: ipotesi di conservazione e trasformazione relatore: G. Varaldo; correlatore: G. Martinero; 2 volumi, ill. (Tesi di laurea. Torino, Facoltà di architettura, 1988/1989.
  • Vichi Patrizio, 1929: dal Concordato al plebiscito: Brusson e Challant i comuni più antifascisti d'Italia, Aosta 2010
  • Brusson, pubblicato in occasione del XXIX° Concours de Patois "Abbé Cerlogne", Brusson, 20-21 et 22 maggio 1991, Aoste: Duc, 1991.
  • Amé Gorret, Brusson station d'été (hauteur 1345 mètres): notices et excursions, Turin: F. Casanova, 1886
  • Luigi Colomba, Osservazioni mineralogiche sui giacimenti auriferi di Brusson (Valle d'Aosta): nota, Torino: Clausen, 1907
  • Les processions à Brusson, Issogne: Tipografia parrocchiale, 2004
  • Piccola guida turistica di Brusson: Valle dell'Evançon, Aosta a cura di Pro Loco di Brusson, in collaboratore con Gigi Cugnod, Brusson; Pro-Brusson, 1907
  • Alessandro Focarile, Deperimento della foresta Dajey in comune di Brusson (Val d'Ayas, Valle d'Aosta), Aosta: Regione autonoma Valle d'Aosta. Assessorato agricoltura, foreste e ambiente naturale, Servizio selvicoltura, difesa e gestione del patrimonio forestale, 1987
  • Il verde urbano, storico e contemporaneo: problematiche legate alla gestione, atti del convegno a Brusson (Aosta), 17 aprile 1999, Aosta: Tipografia valdostana, 2000.
  • Guida Rurale della Valle d'Aosta. Comunità Montana Evançon, Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali - Regione Autonoma Valle d'Aosta, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]