Bareggio

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Bareggio
comune
Bareggio – Stemma Bareggio – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Sindaco Giancarlo Lonati (PD) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 45°28′00″N 8°59′00″E / 45.466667°N 8.983333°E45.466667; 8.983333 (Bareggio)Coordinate: 45°28′00″N 8°59′00″E / 45.466667°N 8.983333°E45.466667; 8.983333 (Bareggio)
Altitudine 138 m s.l.m.
Superficie 11,29 km²
Abitanti 17 157[1] (30-11-2012)
Densità 1 519,66 ab./km²
Comuni confinanti Cisliano, Cornaredo, Cusago, Pregnana Milanese, Sedriano.
Altre informazioni
Cod. postale 20010
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015012
Cod. catastale A652
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bareggesi
Patrono santi Nazario e Celso
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bareggio
Posizione del comune di Bareggio nella provincia di Milano
Posizione del comune di Bareggio nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Bareggio (Baréč in dialetto milanese[2]) è un comune di 17.157 abitanti della provincia di Milano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Bareggio è un centro molto antico: furono i Galli Insubri, di lingua celtica, a scacciare dal territorio dove ora sorge il paese gli etruschi, suoi antichi abitanti. Dai Galli si passò ai Romani nel 197 a.C. ed ancora ai Longobardi, che regnarono su queste terre dal 569 al 774 quando i Franchi di Carlo Magno ebbero il sopravvento. La prima documentazione relativa al paese risale infatti al 780 e si riferisce ad una permuta di fondi.

Con i Franchi la comunità di Bareggio visse un lungo periodo sotto il diretto potere temporale dell'Abate della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano, uno dei grandi feudatari dell'impero (come ricordato dalla famosa sferza che attraversa in fascia lo stemma comunale). In un documento del 1570 risulta che le attività degli abitanti, in tutto 740 persone, sono quelle di contadino, ferraro, prestinaro, mulinaro, camparo e legnamaro.

Del flagello della peste del XVI secolo, resta una traccia significativa nell'oratorio di San Rocco, fatto costruire in quell'occasione. Negli ultimi secoli Bareggio subì altresì l'alternarsi di molti dominatori: gli austriaci, i francesi e poi ancora gli austriaci sino a giungere all'unità d'Italia.

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso[modifica | modifica sorgente]

Per la Chiesa Parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso di Bareggio, non è stata trovata con esattezza una precisa data di costruzione, ma essa era sicuramente presente già nel XIII secolo quando viene menzionata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolanensis di Goffredo da Bussero.

Anticamente si sa che la chiesa era direttamente sottoposta all'amministrazione della Collegiata di San Vittore di Corbetta nell'ambito dell'omonima pieve, dalla quale si sarebbe staccata come parrocchia già a partire dal XII secolo, conservando però il privilegio di godere dell'influenza della giurisdizione della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano che qui possedeva diversi fondi agricoli e terreni. Questa predominanza è oggi ricordata anche dalla frusta di Sant'Ambrogio che è possibile ammirare trasversalmente allo stemma comunale di Bareggio. La chiesa subì notevoli variazioni nel corso dei secoli, ed in particolare ottenne l'aspetto attuale dopo i lavori di ammodernamento eseguiti nel 1727, che si conclusero ufficialmente solo nel 1893. Dell'antica chiesa romanica oggi si trovano solo alcune tracce nella torre campanaria.

Esternamente, la facciata presenta una struttura tipicamente barocca, tripartita, sormontata da un grande timpano ricongiunto ai lati della chiesa con due volute terminate da angeli annuncianti con trombe. Due nicchie accolgono le statue dei Santi Nazaro e Celso, inframezzati da una lapide con la dedicazione della chiesa.

L'interno, anch'esso di stampo puramente barocco, presenta un complesso di tre navate di cui la maggiore di grandezza quasi doppia rispetto alle laterali. Le pareti sono perlopiù bianche, mentre il tripudio di stucchi e colori si identifica all'altezza del cornicione e dei capitelli corinzi che decorano le lesene e la parte superiore della chiesa. A perpendicolo dell'altare, sul soffitto, un affresco settecentesco, realizzato in un riquadro stuccato, rappresenta "Il martirio dei Santi Nazaro e Celso".

Chiesa di Santa Maria alla Brughiera[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria, ambientata tra gli alberi ed il verde dell'antica cascina Brughiera, risale al 1482. Caratterizzata inizialmente da una struttura quadrata, attorno al 1700 la chiesetta fu ingrandita, nel rispetto però della parte antica. Fu in quel periodo che comparve anche il campanile lineare di forma quadrangolare. A 500 anni dalla sua costruzione, la chiesetta è tornata al proprio splendore grazie a recenti restauri.

Chiesa di Santa Maria della Neve[modifica | modifica sorgente]

Situata in via Battisti, la chiesa di Santa Maria della Neve consiste in un pregevole edificio seicentesco in mattoni a vista alternato con parti intonacate o stuccate. La chiesa è dotata anche di un piccolo campanile, pure esso di origine seicentesca[3].

La chiesa è stata sottoposta ad un totale restauro in occasione del giubileo del 2000, anno nel quale è stato anche sostituito il semplice finestrone sovrastante il portale d'ingresso con un'opera grandiosa di vetreria, raffigurante il simbolo dell'anno giubilare 2000.

Santuario della Madonna Pellegrina (loc. San Martino)[modifica | modifica sorgente]

Edificato nel 1960 nella vicina frazione di San Martino di Bareggio, la chiesa venne eretta su volere degli abitanti della frazione divenendo presto il luogo di culto ufficiale del borgo. Qui si consumò l'attentato alla statua della Madonna Pellegrina.

Edifici notevoli[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Visconti di Modrone[modifica | modifica sorgente]

Tra i palazzi e le ville storiche del paese, il più importante è senz'altro il palazzo Visconti di Modrone, che è l'attuale sede del municipio di Bareggio.

Il palazzo venne voluto dal conte Melchiorre Gerra nel 1647, il quale nel 1640 era divenuto feudatario di Modrone ed aveva sposato una discendente della ricca prosapie milanese dei Visconti.

Nel 1836, il palazzo passò alla famiglia Radice Fossati.

L'ingresso di questa interessante costruzione era anticamente sotto un arco monumentale, inserito nella cinta delimitante la proprietà, sovrastato dallo stemma dei Visconti di Vimodrone, costituito da due leoni addossati ad una torre, che ancora oggi è possibile vedere all'interno, nell'ingresso.

Nella parte interna un grandioso scalone barocco, con balaustra e colonnine di granito, conduceva alla dimora dei proprietari, contraddistinto sul soffitto da un grandioso dipinto ad affresco (uno dei migliori conservati del complesso) raffigurante due puttini che sostengono lo stemma dei Visconti di Modrone.

Sono giunte a noi solo tracce di affreschi e decorazioni risalenti allo stesso periodo nell'atrio ed alle finestre.

La facciata, ancora originale, è oggi contraddistinta da un portico a tre arcate, chiuso su quelle laterali da due piccole balaustre barocche di marmo.

La struttura padronale era circondata di alcune corti rustiche deciate all'allevamento dei bachi ed alla produzione di seta ed all'allevamento di piccolo pollame.

Trovandosi in pessimo stato di degrado, nel 1977 lo stabile venne acquistato dal comune di Bareggio che si occupò delle operazioni di restauro, adibendo la struttura ad accogliere gli uffici comunali.

Villa Marietti[modifica | modifica sorgente]

Villa Marietti è contraddistinta dal suo ingresso da un lungo viale che conduce ad un arco dove ancora si possono ammirare pregevoli seppur frammentarie tracce di pitture ad affresco.

L'abitazione padronale, parallela all'ingresso, si sviluppa su due piani e presenta anche una torretta belvedere.

Nell'ala destra dell'edificio, un portico colonnato ed architravato conduce ad un ponticello sovrastante il vicino Fontanile Barona, che scorre parallelamente alla lunghezza dell'edificio e che un tempo penetrava nel giardino della villa, il che ha fatto sorgere notevoli legami con una possibile attività agricola, legata alla presenza di un'abitazione signorile o della casa di una congregazione religiosa.

Villa Vittadini[modifica | modifica sorgente]

La villa venne progettata nel suo nucleo iniziale dalla famiglia Villa, la quale nel 1798, con Luigi, si appropriò di un terreno circostante il Fontanile Barona per l'edificazione di una strada che collegasse la chiesa parrocchiale con la cascina di proprietà della casata dei Villa di Desio.

Nell'Ottocento, questa prosapie si imparentò con i conti Vittadini, possidenti ai quali confluì la proprietà del palazzo.

Gli ultimi eredi dei Vittadini, infine, vendettero la villa ad un'impresa edile che si occupò della ristrutturazione dello stabile, che venne in seguito venduto ad appartamenti di lusso ricavati dai vari piani dello stabile (una simile sorte è recentemente toccata alla Villa Clari Monzini di Cassinetta di Lugagnano).

Una volta superata la cancellata d'ingresso, realizzata in ferro battuto, si trovava in origine un vasto cortile contraddistinto da alberi che correvano lungo i lati della struttura. Da un portone, sulla sinistra, decorato da una cornice riportante il monogramma "V" della famiglia Vittadini, si accedeva ad un piccolo cortile di forma quadrata attorno al quale si sviluppava il resto dell'edificio.

La parte settentrionale, ben più antica del resto del complesso, era collegata alla villa dei Radice Fossati ed è caratterizzata ancora oggi sulla facciata da un portico tripartito e da una torretta belvedere.

Dall'ingresso si accede ad un atrio decorato con affreschi settecenteschi ed ottocenteschi, rappresentanti paesaggi di stile neoclassico, motivi che ricorrono anche nelle sale del primo piano e del piano terreno.

Dal portone di sinistra del complesso del cortile, si poteva un tempo anche accedere ad un sontuoso ed elegante parco all'inglese contraddistinto da statue di divinità greche e romane oggi irrimediabilmente distrutto.

Villa Gallina Radice Fossati[modifica | modifica sorgente]

La villa, di origine seicentesca, venne costruita dalla famiglia milanese dei Gallina la quale nel 1832, alla morte dell'ultimo della casata, Francesco, venne rilevata dal l'Ingegnere Luigi Radice Fossati che l'acquistò nel 1836.

Essa si sviluppa intorno ai tre lati di un cortile, dove un vialetto delimitato da leoni di pietra su pilastrini conduce alla strada principale del paese.

La facciata è contraddistinta da un portico oggi chiuso da vetrate protettive ma un tempo aperto, dal quale si accedeva al vero corpo dell'abitazione.

Gli affreschi delle sale interne sono contraddistinti da delicati motivi floreali e paesaggistici con ninfe e putti, posizionati sulla parte superiore delle pareti, a cornice degli splendidi soffitti cassettonati.

La facciata si presenta con splendide volute e decorazioni di spirito barocco, alla sommità della quale si trovava un tempo lo stemma dei Gallina ed una meridiana a muro affrescata. Dietro la villa si trova anche una scuderia con colonne in granito, sostenenti un soffitto architravato, che custodisce la collezione delle carrozze di famiglia dei Radice Fossati, risalenti alla fine dell'Ottocento ed ai primi del Novecento.

Il giardino, retrostante la villa, ospita un complesso insieme di alberi secolari. La villa è ancora oggi di proprietà della famiglia Radice Fossati.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Vi sono diverse interpretazioni per definire le origini del nome Bareggio. Alcuni studiosi lo fanno derivare da Baradigium o Baradeglum che significa "lontananza dai monti" e risalirebbe all'epoca longobarda. Altri lo fanno derivare invece da Baraggia ("luogo incolto"): questa interpretazione è però in contrasto con la realtà del paese in quanto l'agricoltura della zona è molto fiorente.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia era basata, negli anni passati, su un'agricoltuira fiorente, con coltivazioni soprattutto di cereali e foraggi: oggi accanto all'agricoltura, vi è un'industria piuttosto sviluppata soprattutto nel settore delle maglierie, dei manufatti aerotermici, dei prodotti per l'edilizia e metalmeccanici.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

L'accademia dell'Arcadia[modifica | modifica sorgente]

Un dato poco conosciuto risale al XVII secolo quando gli aristocratici del luogo come i Visconti, i Sormani, gli Arconati fondarono a Bareggio un movimento letterario con un'Arcadia che romanticamente aveva sede sulle sponde di una chiara sorgente, in campagna.

La bomba sulla Madonna[modifica | modifica sorgente]

La bomba alla statua della Madonna Pellegrina venne lanciata durante il trasferimanto della statua stessa da Bareggio a Cornaredo con una processione solenne. Era il 31 agosto 1948, parroco di Bareggio era Don Felice Biella. Il simulacro della Vergine, proveniva dalla vicina Sedriano e, dopo aver sostato alcuni giorni a Bareggio, si apprestava a prendere la via di San Pietro All'Olmo. Proprio su questa strada (ora Via Madonna Pellegrina) circondata, all'epoca, da campi di grano, avvenne il fattaccio. I facinorosi, nascosti nel grano, lanciarono due bombe a mano, una non esplose, la seconda colpì la statua all'altezza del braccio sinistro ed esplose.

Il fatto avvenne nell'immediato secondo dopoguerra ad opera probabilmente di fanatici sostenitori dell'anticlericalismo: vi furono parecchi feriti anche gravi fra i quali dei bambini. La statua era posta su un carro addobbato trainato da cavalli che rimasero infilzati da parecchie schegge ma che fortunatamente non si imbizzarrirono evitando così una strage. I responsabili vennero arrestati e condannati.

La statua mutilata è custodita nel Santuario della Madonna Pellegrina al quartiere San Martino in Bareggio che venne costruito nei primi anni '50 poco distante il luogo dell'attentato. Alla costruzione della nuova chiesa seguì la fondazione di una nuova parrocchia intitolata a Sant'Anna, antica patrona di San Martino.

Un'antica diceria popolare vuole che alla base dell'accaduto vi fosse una secolare rivalità tra corbettesi e bareggesi in quanto si narra che questi ultimi sarebbero stati alla base di una congiura contro la vicina Corbetta, invidiosi della potenza della pieve, da cui la ritorsione dei bombaroli forse filo-corbettesi.

Da qui si originò il famoso detto dialettale "Barigiatt, masamadonn" (Bareggesi, ammazzamadonne), epiteto non corretto in quanto, quasi tutti gli attentatori risultarono essere non di Bareggio.

Via Fiume[modifica | modifica sorgente]

Caratteristica via, affacciata sul fontanile Barona, dove in occasione delle maggiori feste come il Natale o la Pasqua, vengono celebrati eventi e feste accompagnate da spettacoli, mangiate e musica, organizzate spontaneamente dai residenti e riservate agli abitanti della via. Spesso giornali locali riportano notizie sugli avvenimenti legati a queste feste.

Sul palo più alto svetta la bandiera della via, costituita semplicemente dall'accostamento dei due colori rappresentativi della zona: il verde della pianura e l'azzurro dell'acqua del fontanile Barona.

Da molti anni, in prossimità del Natale, due maestri presepisti della Via allestiscono con la collaborazione degli altri residenti un tradizionale presepe che rimane visibile alla cittadinanza per tutto il periodo natalizio.

Fiere e Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Festa di SS Nazaro e Celso (solo religiosa) - 28 luglio
  • Festa Parrocchiale Madonna del Rosario - la prima domenica di ottobre
  • Festa Parrocchiale Madonna Pellegrina (Quartiere San Martino) - la terza domenica di settembre
  • Festa delle Ciliegie - la prima domenica di giugno
  • Fiera di San Giuseppe (o "di Primavera") - la domenica più vicina al 19 marzo
  • Fiera di novembre - 1º novembre

Personalità nate a Bareggio[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Bareggio[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2003 2008 Ernesto Restelli centro-sinistra Sindaco
2008 2013 Monica Gibillini centro-destra Sindaco
2013 in carica Giancarlo Lonati centro-sinistra Sindaco

Collegamenti e trasporti pubblici[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Bareggio, situato lungo la direttrice stradale Milano-Magenta-Novara, è attraversato da numerose corse di trasporto su gomma gestite da 3 società:

MOVIBUS:

  • z620 Magenta - Milano Molino Dorino; Le corse serali e notturne fanno capolinea a Piazzale Lotto.

Autoguidovie: (ex ATINOM)

  • H231A Bareggio - Cornaredo - Rho FS - Passirana;

ATM:

Le autolinee di trasporto su gomma della provincia di Milano sono integrate nel SITAM (Sistema Integrato Tariffario Area Milanese) gestito da ATM di Milano, il quale permette di viaggiare sulle linee urbane ed interurbane con un unico domumento di viaggio.

Le stazioni ferroviarie più vicine si trovano a Rho, a Vittuone e a Pregnana Milanese che collegano Milano con Novara attraverso le Linee del Servizio ferroviario suburbano di Milano:

  • S5 (Treviglio - Gallarate/Varese)
  • S6 (Treviglio/Pioltello - Novara)

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

"Abitanti censiti"[4][5]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 957 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 182 1,05%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 62.
  3. ^ Chiesa di Santa Maria della Neve. URL consultato il 6 luglio 2011.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ 1771, 1805, 1853: archivio parrocchiale di Bareggio