Mestre

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Mestre
frazione
La Torre dell'orologio, parte del Castello di Mestre, demolito tra il XVIII e il XIX secolo
La Torre dell'orologio, parte del Castello di Mestre, demolito tra il XVIII e il XIX secolo
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Comune Venezia-Stemma.png Venezia
Territorio
Coordinate 45°29′38″N 12°14′29″E / 45.49389°N 12.24139°E / 45.49389; 12.24139 (Mestre)Coordinate: 45°29′38″N 12°14′29″E / 45.49389°N 12.24139°E / 45.49389; 12.24139 (Mestre)
Altitudine 3 m s.l.m.
Abitanti 89 376 (2012[1])
Altre informazioni
Cod. postale 30170
Prefisso 041
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti mestrini
Patrono San Michele Arcangelo
Localizzazione
Mestre è posizionata in Italia
Mestre

Mestre è una storica città del Veneto attualmente inclusa nel territorio comunale di Venezia. Comune autonomo fino al 1926, in tale anno un decreto del regime fascista aggregò la città al Comune di Venezia. Nel 1923 il Comune di Mestre era stato insignito del titolo onorifico di Città, potendo così fregiarsi di una corona turrita nel proprio stemma.

Un tempo ben distinta dagli altri centri della terraferma, di cui era capoluogo mandamentale, Mestre, soprattutto dal secondo dopoguerra, ha visto una rapida e disordinata crescita urbana che l'ha portata a costituire con gli stessi un vasto agglomerato urbano. Anche per questo motivo, con il toponimo Mestre spesso si intende, per estensione, tutta la terraferma veneziana[2], dove risiedono i due terzi della popolazione del comune di Venezia.[senza fonte]

Dopo la perdita dell'autonomia comunale, in seguito alle varie riorganizzazioni amministrative dei decenni successivi tra cui l'istituzione delle circoscrizioni di decentramento del 2005, la città storica di Mestre è stata frammentata in varie circoscrizioni e quartieri. Attualmente, la maggior parte del territorio di Mestre fa parte della municipalità di Mestre-Carpenedo[3], formata dai precedenti quartieri Carpenedo-Bissuola e Mestre centro[4], a sua volta divisa in 7 delegazioni di zona, due delle quali riportano il toponimo Mestre: Mestre centro (solo parzialmente coincidente con l'omonimo quartiere abrogato nel 2005 e da non confondere con il nome con cui viene informalmente chiamata la municipalità intera) e Mestre est[5]. La parte della vecchia città di Mestre situata più ad Ovest (località "Gazzera" e "Cipressina") è invece attualmente inclusa nella municipalità di Chirignago-Zelarino (fino al 1926 comuni autonomi del distretto di Mestre), la quale, proprio per questo motivo, è altresì chiamata informalmente Mestre ovest [6].

Quattro referendum sono stati tenuti per istituire i due distinti comuni di Venezia e Mestre (nel 1979[7], 1989[8], 1994[9] e 2003[10], con percentuali di partecipazione via via decrescenti fino alla mancanza del quorum nel più recente di essi[10]), tali referenda hanno avuto esito negativo.

Indice

Geografia fisica [modifica]

Il Canal Salso in prossimità di viale Ancona; sullo sfondo il centro direzionale La Vela.

Mestre è situata nella Pianura Veneta a margine della Laguna di Venezia (3 m s.l.m.) e funge da porta d'accesso a Venezia tramite il Ponte della Libertà. L'affaccio sulla Laguna è costituito dal Parco di San Giuliano, inaugurato l'8 maggio 2004 ed esteso per 74 ettari.

Il principale corso d'acqua è il Marzenego il cui alveo originale è stato nel tempo più volte modificato e tombinato. Esso si biforca, circondando la città antica, nel ramo nord detto ramo delle Beccherie o San Lorenzo e nel ramo sud detto ramo delle Muneghe o della Campana. I due bracci si riuniscono all'altezza del ponte di via Colombo formando l'Osellino, il canale artificiale che ne convoglia le acque in laguna, sfociando a Tessera[11].

Altra via d'acqua rilevante è il Canal Salso che mette in comunicazione la città e la laguna; l'ultimo tratto in prossimità, che terminava all'altezza di piazza XXVII ottobre, è stato interrato nel Novecento per la realizzazione della piazza stessa (allora denominata piazza Barche, toponimo tutt'oggi molto usato) e di via Forte Marghera.

Storia [modifica]

Le origini [modifica]

In base a quanto si legge nell'Iliade, nella quale è citato un Mesthle, figlio di Pilemene re degli Eneti, alcuni storici del passato[12] hanno proposto per la città un'origine leggendaria ricollegandosi alle vicende dell'eroe Antenore, capostipite dei Veneti. Questi, fuggito da Troia distrutta, dopo un lungo peregrinare per mare trovò rifugio nella regione che lui stesso chiamò Veneto dove fondò la città di Padova. Al suo seguito c'era anche Mesthle che invece si stabilì con altri presso un bosco di fronte alla Laguna, la cosiddetta Selva Fetontea, fondando una città fortificata che, dal suo nome, chiamò Mestre[13].

Leggende a parte, anche per la scarsità di reperti e notizie riguardanti l'età antica, l'origine di Mestre rimane ancora oscura. Pure il toponimo resta inspiegabile: l'ipotesi più accreditata, proposta da Dante Olivieri, lo fa derivare dal personale romano Mester e Mestrius, documentato specialmente nell'Italia settentrionale; il Filiasi resta nel vago e asserisce che l'etimo sarebbe etrusco; l'Agnoletti invece sottolinea la possibile presenza della radice mad-, riferita ad una località paludosa; chi invece vuole ricollegarsi al mito, individua una somiglianza con dei nomi di origine orientale (frigia e greca in particolare)[14].

Per quanto riguarda la fondazione della città, sembra che né in epoca PaleovenetaRomana nella zona sorgessero insediamenti di particolare rilevanza. L'Itinerarium Burdigalense, una guida per pellegrini del IV secolo, citava nella zona solo una «mutatio ad nonum», cioè "una stazione di posta per il cambio dei cavalli situata a nove miglia" (13,5 km ca.) dalla città di Altino, lungo la Via Annia. Appare tuttavia possibile l'esistenza di un castrum, un piccolo centro fortificato embrione del medievale Castelvecchio[15].

Il medioevo e l'epoca della Serenissima [modifica]

Mestre in una mappa del XVI secolo: allora il borgo era difeso da una cinta muraria costituente il cosiddetto Castelnuovo; le località Molini e Folli ivi riportate corrispondono rispettivamente alle zone delle odierne via Caneve e via Spalti.

Mestre è citata una prima volta in un documento del 710 riguardante delle donazioni al monastero di San Teonisto di Casier. Compare poi in un diploma dell'Imperatore Ottone III, il quale dava a Rambaldo, conte di Treviso, terreni nella zona.

La zona era in quest'epoca divenuta terra di confine tra il Sacro Romano Impero e il Ducato di Venezia, luogo di passaggio per uomini e merci diretti da e per la vicina Venezia. Attraverso il porto di Cavergnago, situato sul basso corso del flumen de Mestre, infatti, passavano la dogana le merci e gli uomini diretti in Laguna; inoltre, di qui passavano incrociandosi tre importanti arterie di collegamento con l'entroterra: la Padovana (l'odierna Miranese, o Via Miranese), la Castellana ed il Terraglio.

Nel 1153, infatti, la bolla in cui riconosceva signore di Mestre il vescovo di Treviso Bonifacio, papa Eugenio III specificava tra le proprietà un porto, il castello e la chiesa arcipretale di San Lorenzo[16].

La potestà vescovile venne però minacciata nel XIII secolo dalle prepotenze di Ezzelino III da Romano. Nel 1237 le sue soldatesche si spinsero nel territorio mestrino, devastandolo, tanto da costringere le monache del Monastero di San Cipriano, che sorgeva nei pressi, a fuggire sotto la protezione di Venezia[17]. Tra il 1245 e il 1250 Ezzelino occupò il castello di Mestre in contrasto con il fratello Alberico, divenuto podestà di Treviso, sino a che tra i due fratelli si giunse ad un accordo: nel 1257 il vescovo Adalberto III Ricco venne costretto a cedere il possesso del borgo e del castello all'amministrazione civile di Treviso, che prese a nominarvi un capitano per l'esercizio del potere amministrativo, militare e giudiziario.

Nel 1274 un incendio danneggiò gravemente il Castelvecchio[18].

Nel 1317 Cangrande della Scala incominciò a minacciare Treviso, che come contromisure rinforzò tra l'altro il castello di Mestre. Nel 1318 gli Scaligeri tentarono a più riprese di conquistare la piazzaforte, che però resistette contro ogni aspettativa. Le soldatesche, ritirandosi, saccheggiarono i territori dei dintorni provocando una grave crisi economica. Alla fine, nel 1323 Treviso, stremata dalla lunga guerra e abbandonata dall'imperatore, capitolò finendo sotto il dominio veronese — e con essa Mestre.

Pianta del Castelnuovo di Mestre

La consapevolezza che lo strapotere degli Scaligeri sulla terraferma era una minaccia per gli interessi commerciali della Serenissima spinse verso la metà del XIV secolo Venezia a prendere il controllo di Mestre, principale via d'accesso all'entroterra: così il 29 settembre 1337, giorno di San Michele Arcangelo, il comandante veneziano Andrea Morosini, corrompendo i 400 mercenari tedeschi di guardia, conquistò il castello di Mestre. Il borgo e il territorio limitrofo fu da allora governato da un rettore avente il titolo di Podestà e Capitanio: il primo fu Francesco Bon. L'espansione non si arrestò: Treviso venne conquistata il 2 dicembre 1338 e il 21 gennaio dell'anno successivo venne firmata la pace tra Venezia e Verona, che pose fine definitivamente alle ostilità.

In quest'epoca il traffico di merci tra Mestre e Venezia era diventato così importante da richiedere la costruzione di un canale artificiale, il Canal Salso, che dalla laguna arrivava fino al cuore del borgo. D'altra parte la successiva deviazione del fiume Marzenego, che venne portato a sfociare in corrispondenza di Altino, rese impraticabile al commercio tale via d' acqua, rendendo ancor più importante il Canal Salso e la sua terminazione in laguna nella zona denominata San Giuliano. In ragione di ciò il commercio si spostò dalla parte nord di Mestre alla parte sud contribuendo allo sviluppo del suo nuovo centro commerciale, attorno alla Piazza Maggiore. Da lì partiva anche una via acquea (oggi interrata) chiamata "Brenta vecchia" che percorreva le odierne vie Brenta vecchia, Dante, Fratelli Bandiera, e confluiva nel naviglio Brenta a Malcontenta, e consentiva alle imbarcazioni di raggiungere Padova dal centro di Mestre. L'accresciuta posizione strategica di Mestre rese così necessaria la realizzazione di una nuova fortezza: il Castelnuovo, cui seguì un progressivo abbandono del Castelvecchio, che venne infine demolito nel XV secolo.

Nel 1452 venne costituito un Consiglio per affiancarsi nell'amministrazione del borgo all'autorità dei rettori veneziani: nel 1459 il consiglio prese così sede nella nuova Provvedaria.

Nel 1509, durante la Guerra della Lega di Cambrai, le forze veneziane in ritirata dopo la sconfitta nella battaglia di Agnadello, si asserragliarono al comando di Niccolò di Pitigliano nel castello di Mestre, che divenne l'estremo baluardo sulla terraferma e da dove partirono le spedizioni in soccorso di Treviso assediata, e alla riconquista di Padova, occupata dagli Imperiali. Nel 1513 Mestre dovette però affrontare nuovamente l'assalto di Spagnoli e Tedeschi, che conquistarono il castello, saccheggiando e incendiando il centro abitato. A onore dell'eroica resistenza, la città ricevette dalla Serenissima il titolo di Mestre Fidelissima, che tutt'oggi ne è il motto.

Nel Settecento furono demolite le mura del Castelnuovo, ormai in grave stato di deterioramento; di esse restarono solo la Torre dell'Orologio e la gemella Torre Belfredo.

Con la caduta della Repubblica di Venezia, Mestre fu occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte nel maggio del 1797, che posero fine al governo dell'ultimo podestà e capitano veneziano, Daniele Contarini.

L'Ottocento e i moti patriottici [modifica]

Nel 1798 il borgo passò assieme al resto degli ex-territori veneziani all'Impero d'Austria, salvo subire una nuova occupazione francese nel 1805 a seguito del trattato di Presburgo, venendo inglobata nel neonato Regno d'Italia. Mestre, secondo il modello francese, nel 1806 divenne una "Comune" nell'ambito del Dipartimento del Tagliamento (l'attuale provincia di Treviso), dotata di un consiglio di 40 membri e di un Podestà nominato dal governo centrale. Nel 1808 passò al Dipartimento dell'Adriatico (l'attuale provincia di Venezia) e nel 1810 assorbì i comuni di Carpenedo, Trevignan e Favero.

La sortita di Mestre del 27 ottobre 1848.

Alla caduta di Napoleone, nel 1814 Mestre tornò sotto il dominio austriaco del Regno Lombardo-Veneto.

Nel 1842 venne aperta la Ferrovia Milano-Venezia che, passando a sud dell'abitato, ne spostò il baricentro, con lo sviluppo delle vie Cappuccina e Piave.

Il 22 marzo 1848, sulla scia dei moti patriottici risorgimentali, mentre a Venezia gli insorti guidati da Daniele Manin cacciavano gli Austriaci e proclamavano la Repubblica di San Marco, a Mestre la Guardia Civica, costituita fin dal giorno 18, prendeva il controllo della città. Rinforzata da soldati, finanzieri e volontari, otteneva la resa di Forte Marghera e lo difendeva contro gli austriaci che tentavano di rioccuparlo.

Mentre gli Austriaci, incalzati in tutto il Lombardo-Veneto si rinchiudevano tra le fortezze del Quadrilatero, Mestre divenne crocevia di passaggio per i molti volontari che affluivano da ogni parte d'Italia. Vittoriose però contro le truppe piemontesi e volte alla riconquista dell'intero Lombardo-Veneto, il 18 giugno le truppe austriache fecero nuovamente ingresso a Mestre, rioccupandola ed usandola come testa di ponte per l'assedio di Venezia. Nonostante l'ardita Sortita di Forte Marghera del 27 ottobre che liberò di Mestre solo per poche ore, il 26 maggio 1849 il Forte fu riconquistato dagli Austriaci, ed alla capitolazione del forte seguì il 22 agosto la resa della stessa Venezia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Forte Marghera.

Nel 1866 Mestre vide l'assedio di Forte Marghera da parte delle truppe italiane (giunte in città il 15 luglio) e fu annessa assieme al resto del Veneto al Regno d'Italia. Il 6 marzo 1867 giunse a Mestre anche Giuseppe Garibaldi, arringando la folla da un balcone di Piazza Maggiore, evento poi commemorato da una lapide.

Nel 1876 venne demolita dai privati che la possedevano la vecchia Torre Belfredo, una delle ultime vestigia dell'antico castello. Attualmente, resta traccia della pianta della torre, nella pavimentazione dell'omonima via, attigua ai "Giardini delle Mura" ove son visibili i resti (oltre che di un lungo tratto murario) di uno dei torricini minori del castello.

A ricordo degli avvenimenti del 1848, il 4 aprile 1886 venne inaugurata in Piazza Barche una colonna commemorativa dei caduti nella resistenza del 1848-1849, mentre il 13 novembre 1898 veniva concessa alla città la medaglia d'oro al valor militare.

Tale motivo di orgoglio cittadino è sopravvissuto nel tempo, e negli anni 2000 la "sortita di Mestre" è stata più volte rievocata in varie occasioni celebrative.

Il Novecento [modifica]

I sindaci di Mestre
  • 1866-1870: Girolamo Allegri
  • 1871-1881: Napoleone Ticozzi
  • 1882-1892: Pietro Berna
  • 1892-1893: Agostino Tozzi
  • 1894-1899: Pietro Berna
  • 1899-1902: Jacopo Rossi
  • 1903-1906: Giuseppe Frisotti
  • 1907-1910: Pietro Berna
  • 1910-1913: Aurelio Cavalieri
  • 1914-1919: Carlo Allegri
  • 1920-1922: Ugo Vallenari
  • 1923: Gustavo Soranzo
  • 1923-1924: Massimiliano Castellani
  • 1924-1926: Paolino Piovesana

Va ricordato inoltre che il 1º maggio 1945, all'indomani della Liberazione, gli Alleati insediarono a Mestre una giunta di otto membri con a capo l'ex sindaco Vallenari, ma venne sciolta una decina di giorni dopo dal prefetto Camillo Matter[19]

I referendum

A partire dalla fine degli anni settanta alcuni comitati proposero ciclicamente ai cittadini dei referendum per chiedere la separazione di Venezia da Mestre: tra il 1979 e il 2003 se ne tennero quattro, due dei quali a distanza di solo cinque anni. Ai quesiti partecipò tutta la popolazione del comune di Venezia perché gli abitanti di Mestre costituiscono più del 10% del totale della popolazione comunale.

Tutti e quattro i referendum furono sfavorevoli ai promotori della separazione, i primi tre per vittoria dei "No", il quarto per mancanza del quorum.

Il primo referendum con il quale si tentò la separazione si tenne nel 1979[7] e vide una partecipazione del 79% degli elettori del comune di Venezia[10], con una percentuale di favorevoli alla separazione pari al 27,7%[7]; dieci anni più tardi, nel referendum del 25 giugno 1989, i "Sì" alla separazione incrementarono in cifra percentuale, al 42,2%, anche se i votanti alla consultazione furono di meno, il 74%[10].

Nel febbraio 1994, a poco meno di cinque anni dal referendum precedente, il quesito fu riproposto ai veneziani, e l'affluenza alla consultazione scese al 67%[10], anche se il "Sì" incrementò percentualmente fino al 44,4%[9]. Nel novembre 2003 il quarto e, allo stato, più recente referendum, non raggiunse la soglia minima di partecipazione: infatti solo il 39,3% degli elettori si recò alle urne[10], rendendo inutile il quesito (al quale, peraltro, il 65,3% degli elettori aveva risposto "No"[10]).

Tale quarta sconfitta del fronte separatista pare aver sancito il definitivo tramonto del progetto di scissione comunale[10]; tra le ragioni di coloro che propugnano un Comune autonomo figurano l'impossibilità per Venezia di amministrare le molte diversità di un territorio che si espande tra chilometri quadrati di terraferma e laguna e che privilegia il centro storico cittadino rispetto alla periferia[10]; il fronte antiscissionista invece sostiene che con la separazione entrambi i centri, Venezia e Mestre, da soli avrebbero avuto grosse difficoltà a sostenersi, in quanto la prima progressivamente spopolata e invecchiata, ancorché meta turistica, mentre la seconda avrebbe smesso di essere parte di Venezia per divenire una località anonima[10].

Anche in vista della futura città metropolitana di Venezia, la cui istituzione è prevista per il 2014, le istanze separatiste sono state accantonate, in quanto la legge che istituisce tali macroaree permette di istituire nuovi comuni all'interno di esse.

Nel 1917, con in virtù di una nuova legge sui porti, un quarto del territorio comunale di Mestre (Bottenigo, il cui nome venne da allora mutato in Marghera) veniva integrato al comune di Venezia e affidato alla Società Porto Industriale di Venezia, la quale avviò le opere che portarono alla creazione del primo nucleo di Porto Marghera, inizialmente detto Porto di Mestre.

Un decreto del re Vittorio Emanuele III 26 agosto 1923 attribuì a Mestre il titolo onorifico di "Città", cosa che consentiva al comune di fregiarsi nel proprio stemma di una corona muraria dorata.

Nell'agosto del 1926 (decreto G.U. n. 183 del 09/08/1926, R.D. 15.07.1926 n° 1317)[20] il comune di Mestre, assieme ai comuni Chirignago, Zelarino e Favaro Veneto, venne incorporato nel comune di Venezia.

Il tutto avveniva nell'ambito di una generale riorganizzazione e razionalizzazione delle istituzioni comunali che, in tutta Italia, portò all'accorpamento di diversi comuni. A Venezia, l'atto era anche legato alla nascita del polo industriale di Marghera, creato dalle politiche economiche di quegli anni, incentrate attorno all'attività dell'industriale e politico Giuseppe Volpi conte di Misurata e del conte Vittorio Cini. Il primo, ministro delle Finanze e del Tesoro, nonché presidente della Società Porto Industriale di Venezia e della Società Adriatica di Elettricità (allora principale industria elettrica dell'Italia nord-orientale), fortemente interessata ad un forte sviluppo industriale dell'area; il secondo, presidente della Società Adriatica di Navigazione, della SITACO interessata alla realizzazione dei nuovi quartieri residenziali, nonché commissario governativo per le acciaierie ILVA. Venezia, per la propria conformazione urbana, pur con la propria ampia disponibilità di manodopera, non disponeva di spazi idonei ad ospitare una propria area industriale moderna: l'espansione in terraferma divenne la soluzione necessaria per dare nuovo sviluppo della città lagunare.

Moderno edificio di via Torino, nuova zona dirigenziale.

Nel 1933 venne costruito il Ponte della Libertà e con esso il tratto stradale che portava all'odierna autostrada per Padova. Per unirla a Mestre fu costruito il Corso del Popolo e, per dare più spazio a tale strada, fu interrato un tratto del Canal Salso. Nel 1955, in concomitanza con l'edificazione di Viale San Marco, fu costruito il cavalcavia di San Giuliano, che consentiva così di raggiungere Venezia direttamente senza dover transitare per Corso del Popolo. Tale cavalcavia rappresenta il tratto finale della strada statale per Trieste.

Secondo novecento: la crescita selvaggia [modifica]

A partire dagli anni '50 tutti i maggiori centri urbani d'Italia subirono una tumultuosa e disordinata crescita, che ebbe luogo nelle rispettive periferie. Nemmeno Venezia sfuggì a tale fenomeno: la differenza fu che la città, situata al centro di una laguna, non disponeva dei necessari spazi di crescita. Questa ebbe pertanto luogo nella sua terraferma e in particolare a Mestre. L'impatto fu notevole: in pochi anni Mestre, da piccolo centro di campagna di 20.000 abitanti, si trasformò in una cittadina di circa 200.000 abitanti, per merito di un flusso migratorio alimentato tanto dal centro storico, quanto dalla campagne circostanti.

La crescita demografica divenne vertiginosa a partire dagli anni sessanta, quando alle politiche abitative e del lavoro, che non favorivano i residenti lagunari, si sommarono i disastrosi effetti dell'alluvione del 1966, che mostrò la vulnerabilità delle abitazioni ai piani bassi di Venezia. Sull'onda dell'emigrazione dal centro storico, la massima espansione edilizia e demografica venne raggiunta negli anni settanta, periodo in cui Mestre e la terraferma toccarono i 210.000 abitanti. L'incredibile rapidità dello sviluppo fece sì che questo avvenisse in modo alquanto disordinato e al di fuori di un piano regolatore (è il cosiddetto sacco di Mestre). Questo fece si che nella vulgata popolare, Mestre ebbe spesso l'appellativo (probabilmente immeritato) della "più brutta città d'Italia".

"Mestre alle Barche" di Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto (Venezia 1697-1768). Dipinto di metà '700.

Notevole fu lo stravolgimento urbanistico, con cambiamenti radicali di intere aree cittadine e con la demolizione di monumenti e luoghi storici in un modo che non ebbe paragoni in Italia[senza fonte]. Vennero tombinati, ristretti, deviati molti dei suoi navigli. Anche nelle parti più centrali, come in via Alessandro Poerio (la tombatura del Marzenego), vi fu la costruzione dell'edificio "Cel-Ana" addossato alla Torre, primo simbolo della città, l'interratura del Canal Salso da Piazza XXVII ottobre (la storica "Piazza Barche", riportata anche nel celebre quadro del Canaletto), ecc.. Mestre "la città del cemento", con soli 20 centimetri quadrati di verde per abitante (1980), record assoluto in Italia.

Albergo Laguna Palace in viale Ancona.

La crisi dell'industria chimica tra la fine degli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta, assieme al generale ridimensionamento delle grandi città del nord Italia, hanno fatto sì che a Mestre e nei sobborghi limitrofi si registrasse un sensibile calo di residenti. Tuttavia, con oltre 180.000 abitanti Mestre costituisce oltre il 66% della popolazione del comune.

Il nuovo millennio: la rinascita urbana [modifica]

A partire dall'ultimo decennio del ventesimo secolo, il centro storico di Mestre ha visto una progressiva mutazione del suo originario aspetto, con la pedonalizzazione delle aree centrali e con alcuni interventi di riqualificazione in chiave moderna di ciò che resta del vecchio borgo, i quali, tuttavia, non hanno raccolto unanime consenso, poiché, secondo l'opinione di molti cittadini, avrebbero snaturato l'aspetto antico delle vecchie vie e piazze con l'inserimento di superfetazioni moderne considerate talvolta aggressive e fuori contesto (vedi questione relativa a Piazza Ferretto anche in questa voce). Negli anni, si sono aggiunti la costruzione della tranvia, l'apertura al pubblico del bosco di Mestre, la creazione di nuove zone commerciali e del nuovo ospedale dell'Angelo. Altri esempi sono il palazzo-congressi del Centro Candiani, piuttosto discusso anche per i notevoli costi di manutenzione, il restauro del Teatro Toniolo, i nuovi quartieri dirigenziali nella parte meridionale e il parco San Giuliano.

Grande importanza assume la riqualificazione dell'area dell'ex ospedale Umberto I, aperto nel 1906 e dismesso nel giugno 2008 con l'apertura del nuovo ospedale dell'Angelo in una zona periferica della città. L'abbattimento dell'ex nosocomio si è concluso nel 2009. Il progetto prevede la realizzazione di tre moderni grattacieli da 115m, 110m e 92m ad uso residenziale, direzionale e commerciale, e 32.000 m² di spazi pedonali e a verde pubblico. Il completamento era previsto per la fine del 2013[21] ma i lavori del progetto, per vari motivi, non sono mai iniziati.

Gli allagamenti del 26 settembre 2007 [modifica]

Il 26 settembre 2007[22] la terraferma veneziana è stata colpita da un eccezionale evento pluviometrico che ha causato l'allagamento di una vasta parte del territorio. Alla base dell'evento vi è stato un intenso e persistente sistema temporalesco che ha colpito nella mattina di tale giorno la fascia costiera del Veneto centro-meridionale. Sotto accusa anche la progressiva cementificazione delle campagne circostanti la città, che continuano ad essere urbanizzate malgrado tutto. Nel corso dell'evento alla stazione pluviometrica di Mestre-Marghera è stata registrata una precipitazione di 260.4 mm, pari a circa un terzo della precipitazione media annua della zona. Un dato ancora più elevato (324.6 mm) è stato registrato nella stazione di Valle Averto (VE).

L'eccezionalità del fenomeno è indicata da alcuni dati registrati dalla stazione di Mestre-Marghera:

  • 24.0 mm caduti in 5 minuti (dalle 6.25 alle 6.30)
  • 42.2 mm caduti in 10 minuti (dalle 6.20 alle 6.30)
  • 91.2 mm caduti in 30 minuti (dalle 6.15 alle 6.45)
  • 126.6 mm caduti in 1 ora (dalle 6.15 alle 7.15)
  • 201.0 mm caduti in 3 ore (dalle 5.35 alle 8.35)
  • 246.8 mm caduti in 6 ore (dalle 3.25 alle 9.25)
  • 260.4 mm caduti in un giorno.

Moltissime furono le aree allagate; in molte strade l'acqua raggiungeva anche il metro d'altezza. Per la prima volta dalla definizione delle emergenze, il sito del Comune di Venezia ha attivato il "codice rosso", il più grave dei tre previsti.

In seguito all'evento alluvionale, la Regione Veneto ha dichiarato lo stato di emergenza per una parte del territorio regionale. Successivamente, con l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri OPCM n° 3621 del 18/10/2007[23] l'ingegner Mariano Carraro è stato nominato commissario delegato per l'emergenza concernente gli eventi meteorologici del 26/9/07. Tra i principali compiti del commissario vi sono l'uscita dalla situazione di emergenza verificatasi (provvedendo anche alla liquidazione dei danni) e l'adozione di provvedimenti atti a scongiurare o ridurre il rischio del ripetersi di allagamenti analoghi[24].

Storia dell'autonomia amministrativa [modifica]

  • 1339: istituzione della podesteria di Mestre formata da diversi villaggi tra i quali Borgo di Mestre e Villa Mestrina
  • 1797: caduta della Repubblica di Venezia e riformulazione delle podesterie. Quella di Mestre risulta quindi formata da 18 ville
  • 22 dicembre 1807: istituzione del cantone di Mestre formato da comuni. Il capoluogo di cantone è il comune di Mestre
  • 1816: Mestre è capoluogo del distretto omonimo della provincia di Venezia[25]
  • 1917: parte del comune di Mestre è annesso al comune di Venezia
  • 1926: parte del distretto di Mestre (comuni di Chirignago, Zelarino, Mestre, Malcontenta e Favaro) viene annesso al comune di Venezia[26].

Onorificenze conferite alla città [modifica]

Ricostruzione della medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale, assegnata a Mestre nel 1898 per i contributi offerti durante la prima guerra d'indipendenza. Ricostruzione della medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale, assegnata a Mestre nel 1898 per i contributi offerti durante la prima guerra d'indipendenza.
Ricostruzione della medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale, assegnata a Mestre nel 1898 per i contributi offerti durante la prima guerra d'indipendenza.

Il 13 novembre 1898 Mestre fu decorata con medaglia d'oro come "Benemerita del Risorgimento nazionale" per le azioni eroiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento (che, secondo la definizione dei Savoia, è compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della Prima guerra mondiale).

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza alla presa del forte di Marghera la notte del 22 marzo 1848 e nella sortita di Marghera del 27 ottobre successivo. Entrambi gli episodi si riferiscono alla breve ma intensa stagione repubblicana di Venezia, iniziata il 22 marzo 1848 con l’occupazione del forte di Marghera, dell’arsenale e del palazzo del governatore. Sfiancata dal blocco posto alla città il 17 marzo 1849, distrutto il forte di Marghera il 27 maggio, la Repubblica Veneziana capitolò per fame il 23 agosto[27].»

Stemma, gonfalone, onorificenze [modifica]

Stemma [modifica]

L'antico stemma di Mestre
Lo stemma di Mestre fino al 1926

Lo stemma "ufficiale" della città riportava una croce argento in campo azzurro, con il Leone di San Marco nel quarto superiore sinistro e le lettere M e F (iniziali del motto Mestre Fidelissima) nei quarti inferiori.

Come gli stemmi di molti altri centri storicamente assoggettati alla dominazione del Libero Comune di Treviso, lo stemma originario di Mestre ricalcava quello dei dominatori trevigiani, ed era rappresentato da una croce d'argento racchiusa in un scudo sannitico in campo rosso. Le lettere C ed M nei riquadri inferiori identificavano la città e la comunità mestrina ("Communitas Mestrensis").

Lo stemma fu mantenuto anche nel periodo della dominazione Veronese (1323-1337).

Venne modificato una prima volta con il passaggio del castello sotto il dominio della Serenissima sostituendo il rosso con l'azzurro - colore ricorrente negli antichi stendardi veneziani - e con l'aggiunta del leone marciano nel quarto superiore sinistro. Nel 1513 fu aggiunto l'acronimo del motto Mestre Fidelissima in onore dell'eroica resistenza di Mestre nel corso della guerra della Lega di Cambrai.

Infine, la corona muraria venne inserita nel 1923 con la concessione del titolo di Città.

Mestre ha sempre riconosciuto come proprio patrono San Michele Arcangelo, malgrado il duomo cittadino sia intitolato a San Lorenzo Martire. Celebre la storica disputa con la vicina città di Mirano, che pure ha in San Michele il proprio patrono, relativamente alla fiera cittadina che entrambi i centri avrebbero dovuto tenere nello stesso giorno. Per evitare una concorrenza sleale tra i due importanti paesi, un decreto della Serenissima, nel 1477, stabilì che Mirano avrebbe dovuto anticipare i festeggiamenti del patrono al giorno di San Matteo (21 settembre), con l'omonima grande fiera tutt'ora molto famosa, mentre Mestre avrebbe tenuto la propria fiera il giorno di San Michele Arcangelo (29 settembre). A partire dagli anni ottanta, il comune di Venezia, dopo aver fatto spostare il Luna Park in un'area periferica della città (via Torino), ne decise l'abolizione definitiva.

Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]

La chiesa di Santa Maria della Salute.

La piazza intitolata ad Erminio Ferretto, un tempo chiamata Piazza Maggiore da cui il nome del giornale cattolico cittadino, è la principale della città. Sviluppatasi nel medioevo come piazza del mercato e, nei primi anni del '900, come capolinea della rete tranviaria, si arricchì poi di esercizi commerciali e del noto Teatro Toniolo, posto in una piazzetta contigua. Sulla piazza sorgono il settecentesco Duomo di San Lorenzo, il Palazzo da Re, il cui portico ospitava il mercato delle granaglie e la Torre dell'Orologio, comunemente detta "Torre Civica". Quest'ultima era originariamente una casa-torre fatta erigere dai Collalto nel 1108, ma fu poi inglobata nel secondo castello di Mestre (il Castelnuovo). Oggi è l'unica rimasta delle tre torri principali del Castello di Mestre (Civica, Belfredo, Porta Altinate), delle quindici — o, secondo altre fonti storiche, diciassette — torri che componevano la fortezza, e custodisce (in attesa di riapertura) l'unica sopravvissuta delle porte medievali della città (antico accesso al Castelnuovo dal "Borgo San Lorenzo").

Nella Via Torre Belfredo son attualmente visibili, riportati nella pavimentazione stradale, i "segni" della omonima Torre-porta demolita nel 1876 ("per far passare il tram" e recuperare i materiali), e negli attigui "giardini delle mura" son visibili i resti della cinta muraria con anche un "torricino minore", poi trasformato in abitazione nella parte superiore (con architetture ottocentesche). Attiguo alle mura (ma con accesso dalla via Giordano Bruno) il "Teatrino della Murata", piccolo teatro d'essai dalla lunga tradizione cittadina.

All'angolo della contigua Via Spalti son visibili (all'interno dello spazio della rimessa comunale, il cui edificio in stile Liberty ne copre parzialmente la visuale) i resti delle mura angolari del Castello, nonché della torre angolare ivi realizzata, sulle basi della quale è stata eretta sin dall'Ottocento una grande abitazione civile.

Oggi del Castelvecchio (sul sito del Castrum romano, oggi area del "vecchio ospedale") resta ben poco in superficie, e viene ricordato dal toponimo via Castelvecchio (laterale di via Einaudi). La strada, oggi attorniata da condomini, un tempo partiva da piazza Ferretto e oltrepassava il ramo nord del Marzenego sul ponte di Castelvecchio, tale ponte, costruito in pietra attorno al XIV secolo, è ancora oggi visibile ma si trova, come molte vestigia storiche di Mestre, in abbandono e in forte stato di degrado.

Altri edifici di rilievo sono il Palazzo Podestarile (poi Municipio cittadino e attuale sede di una delle due sale consiliari del Comune di Venezia), la Provvedaria e la scuola dei Battuti o scholetta, piccolo edificio trecentesco con finestre trilobate prospettante sulla via Poerio, accanto al Duomo di S. Lorenzo.

Panoramica di piazza Ferretto

Tra il 1995 e il 1998 Piazza Ferretto è stata ristrutturata secondo il progetto (tuttora piuttosto discusso in quanto non allineato all'architettura antica che caratterizza la piazza) dell'architetto Guido Zordan. In particolare, al centro è stata collocata una lunga fontana con una scultura in bronzo dorato di Alberto Viani intitolata "Nudo". La trasformazione principale della piazza ha riguardato il rovesciamento delle pendenze, in quanto la superficie è passata da "dorso di mulo" ad "impluvio". Questo, secondo il progettista, permetterebbe di vivere l'ambiente con le "giuste" proporzioni degli edifici e dei porticati racchiudenti la piazza, mentre precedentemente (giungendo dalla Torre e fino ad oltre la metà piazza) lo spettatore, sempre secondo l'autore del progetto, si sarebbe trovato rialzato in un podio centrale che avrebbe portato le chiavi degli archi delle volte dei portici ad altezza d'occhio umano, "alterando lo sky-line e la percezione visiva della piazza nel suo insieme". Nel restauro si decise di non conservare i vecchi marciapiedi laterali in lastre di trachite, che furono eliminati, tuttavia furono recuperate, riposizionandole poi "ri-bocciardate", le pietre della pavimentazione precedente, oggi visibili nelle fasce laterali delimitate dai filari dei lampioni. Gli avveniristici lampioni, elementi ultra-moderni certamente inusuali per una piazza antica, sostituiscono il precedente sistema di illuminazione fatto da una rete di cavi tesi tra i palazzi che era stato installato negli anni sessanta. Secondo i detrattori del progetto "Zordan", sarebbe stato più opportuno inserire i classici lampioni "alla veneziana" che caratterizzano le piazze storiche delle principali cittadine venete, tra cui la vicina Mirano.

Il Palazzo Podestarile, oggi sede della Municipalità.

In Piazza Ferretto papa Giovanni Paolo II tenne un discorso il 17 giugno 1985 durante la sua visita pastorale a Venezia[28].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piazza Ferretto.

Presso la chiesa dei frati Cappuccini, in via Cappuccina, è custodita l'icona della Madonna del Don, trovata dagli Alpini in Russia nel 1943. Tale icona è venerata dagli Alpini, che ogni anno nel mese di settembre si ritrovano da tutta Italia per celebrare la ricorrenza, alternandosi tra le varie sezioni dell'Associazione Nazionale Alpini nell'offrire l'olio destinato ad alimentare la lampada votiva per l'anno a seguire.

Altre opere di interesse sono il moderno monumento alla Resistenza di Augusto Murer in Piazza XXVII ottobre (conosciuta comunemente con il nome di "Piazza Barche", toponimo che ricorda quando il Canal Salso giungeva al centro dell'odierna piazza collegando Mestre alla Laguna Veneta) e la fontana di Gianni Aricò nella vicina via Piave.

Prospiciente la piazza XXVII Ottobre, sorgono i ruderi dell'edificio Posta di Mestre. L'edificio, ritratto dal Canaletto nell'opera Mestre alle barche, fungeva da ufficio postale e da capolinea sia della diligenza per Vienna sia del corriere imperiale, oggi come molte altre testimonianze storiche della città, versa in forte stato di degrado ed è in pratica un rudere. In Piazza Barche sorge anche la colonna raffigurante il leone alato di S. Marco, innalzata nel 1886 in ricordo della storica Sortita di Mestre. Al momento, tale colonna, asportata dal suo luogo originario per decisione del Comune di Venezia, si trova depositata da anni in un magazzino in attesa di tempi migliori.

All'imbocco della Piazza Barche vi è la via Teatro Vecchio, il cui edificio (parzialmente rimaneggiato) all'ingresso dell'omonima Galleria è tutto ciò che resta dello storico e famosissimo Teatro Balbi (inaugurato il 15 ottobre 1778), dall'acustica rinomatissima e meta di pellegrinaggio di tutta la nobiltà veneziana e veneta. Dopo la demolizione avvenuta nel 1811, parti degli arredi (la sala grande, i palcoscenici, i candelabri, gli arredamenti) furono recuperati e riutilizzati nel Teatro alla Scala di Milano.[29].

Alla fine anni 1990 e poi 2000, nei pressi della via Alessandro Poerio ed il Ponte della Campana la storica sortita (motivo di particolare orgoglio cittadino, nonché la "11^ Medaglia al Valor Risorgimentale") è stata rievocata, anche con figuranti e manifestazioni di vario tipo, anche all'interno del "settembre Mestrino" (mese celebrativo, che si conclude con la festa del Santo Patrono, San Michele Arcangelo il 29 settembre).

Architetture religiose [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Mestre.
La chiesa di San Girolamo, situata lungo l'omonima via.
La Chiesa del Sacro Cuore.

La maggior parte delle chiese di Mestre sono state costruite nel secondo dopoguerra in concomitanza con l'espansione dei quartieri residenziali, tuttavia sono degni di nota alcuni luoghi di culto ben più antichi.

Il luogo di culto più rilevante è senza dubbio il Duomo di San Lorenzo. Antichissima pieve citata sin dal 1152, appartenente alla Diocesi di Treviso fino al 1927 come tutte le chiese della città, l'attuale aspetto è dovuto alla ricostruzione neoclassica del 1781-1805. Le precedenti costruzioni riflettevano lo stile dell'epoca in cui vennero edificate, con ogni probabilità in stile romanico e gotico. All'interno, opere del Pozzoserrato (pala del monumentale altare maggiore raffigurante i due patroni cittadini S. Michele Arcangelo e S. Lorenzo Martire), del Diziani e del Canal. Inoltre, la copia (un tempo ritenuta opera originale) di un'importante pala di Cima da Conegliano. Per antica consuetudine, il Duomo di S. Lorenzo è sede del vicario episcopale per la Terraferma (delegato del Patriarca di Venezia).

La chiesa di San Girolamo, l'edificio religioso più antico della città e l'unico di età medievale ad essere sopravvissuto, risale al 1261[30], anche se fu più volte rimaneggiato nei secoli successivi. Sorge lungo l'omonima via pedonale dove un tempo erano edificate le mura est del Castelnuovo, di fronte ad un canale derivato dal Marzenego e oggi interrato. Officiato dai Servi di Maria a partire dal 1349 e oggi affidato alle Figlie della Chiesa, il tempio, che riflette lo stile di passaggio dal romanico al gotico, si trova purtroppo in una grave situazione di dissesto statico e con varie problematiche di tipo conservativo. Nel giardino adiacente il campanile, in uno stato di abbandono, due preziose lastre sepolcrali in pietra del XIV e XV secolo, raffiguranti, a bassorilievo, le figure giacenti di due frati serviti. Presso l'altare maggiore è collocata una pregiata pala attribuita a Palma il Giovane. Dietro la chiesa, i resti di una delle torri medievali del Castelnuovo (il cosiddetto "torresino"), venuti alla luce durante un recente scavo.

La chiesa di San Rocco, che sorge lungo l'attuale via Manin, fu eretta dai Francescani nel 1476 ed oggi è parrocchiale greco-cattolica rumena[31]. Conserva un pregevole interno barocco, mirabilmente restaurato nel 1991. Sulla parete d'ingresso, all'interno, un'antica croce dipinta in monocromo rosso risalente al XV secolo.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie e l'annesso convento vennero completati nel 1520 dalle monache benedettine (da cui il toponimo ramo delle muneghe riferito ad un ramo del Marzenego ora tombato). Situata presso l'attuale via Poerio, è oggi sconsacrata e adibita a libreria[32].

La chiesa di Santa Maria della Salute, in via torre Belfredo, fu edificata fra il XVII e il XVIII secolo, ma demolita nel 1903 e successivamente ricostruita nel 1906, su progetto dell'architetto Raffaele Cattaneo[33].

Ben più recente ma degna di nota è l'avveniristica chiesa del Sacro Cuore (1970), dalla caratteristica e alquanto discussa architettura "post-conciliare" formata da due vele discendenti alte quaranta metri. Notevole, infine, la bella ed armoniosa chiesa dei Cappuccini (1967), costruzione in stile neo-romanico che ha inglobato l'antica chiesetta dei frati datata 1619 e dedicata a San Carlo Borromeo, purtroppo quasi interamente demolita. Dell'antica costruzione secentesca rimangono il piccolo campanile e la mura prospiciente via Cappuccina.

Merita un cenno anche la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, a Carpenedo, antica pieve indipendente dal Duomo di Mestre, citata dal 1152 e ricostruita nel 1852 in stile neogotico.

Al Santo Patrono della città è dedicata la chiesa di San Michele Arcangelo situata nella municipalità di Marghera.

Ville Venete [modifica]

Villa Querini, tra via Verdi e via Circonvallazione.

Quando la Serenissima, esaurito il suo ruolo di potenza marittima, volse i suoi interessi economici verso la Terraferma, affidò la gestione dell'agricoltura ai patrizi che, presso il loro podere, avevano l'usanza di edificare la propria villa. Per la vicinanza a Venezia, il territorio mestrino fu una delle prime località coinvolte in questo fenomeno e tuttora vi si ergono numerosi palazzi signorili. La recente espansione urbana ne ha inglobato la maggior parte nella conurbazione, ma si tenga presente che, originariamente, si trovavano tutti in aperta campagna.
Tra le più centrali si ricordano:

  • villa Erizzo (XVII secolo), oggi affacciata su piazzale Donatori di Sangue (già Foro Boario), è interamente circondata da edifici moderni, ma in passato le erano annessi quasi 5.000 mq di parco. Conserva alcuni affreschi del Settecento di tema bucolico, attribuibili ad Andrea Urbani. Le è annessa anche una cappellina privata dedicata alla Vergine (1686), dove papa Pio VI, ospite dei proprietari, vi celebrò una Messa (1782). L'edificio fu in seguito molto rimaneggiato e assunse l'attuale aspetto quando furono completati gli ampliamenti (1939) voluti da Giuseppe Volpi per farne la sede di terraferma della società elettrica SADE. È destinata a divenire sede della biblioteca cittadina; in quest'ottica nel maggio 2011 è stato completato il restauro dell'edificio[34].
I giardini di Villa Querini, in via Circonvallazione.
  • villa Querini (XVIII secolo), si trova all'angolo tra le attuali via Verdi e via Circonvallazione. Appartenuta ai Querini Stampalia fino al 1869, è di proprietà comunale e il parco è oggi un giardino pubblico.
  • villa Della Giusta, in via Torre Belfredo, costruita dai Contarini (seconda metà del XVIII secolo), è attualmente sede dell'Istituto Parini. Nel giardino si trovano ancora alcuni resti delle mura del Castelnuovo.
  • villa Settembrini, situata in via Carducci, è un edificio tardo (seconda metà dell'Ottocento) di dimensioni modeste e dalle linee semplici. Ospita oggi la sede della Fondazione Gianni Pellicani.
  • villa Ponci, con gli attigui parco e laghetto, è stata rasa al suolo nel 1951 ed oggi al suo posto sorgono dei condomini ed un parcheggio. Attualmente resta il toponimo "via parco Ponci" luogo dove avviene il mercato bisettimanale cittadino.

Architetture militari: i forti [modifica]

Antica pianta del Forte Marghera, principale caposaldo del campo trincerato di Mestre.

Di interesse sono inoltre i forti, che costituivano il campo trincerato di Mestre, realizzati nel corso del XIX secolo e nei primi anni del XX secolo. Il campo, costituito da 12 forti[35], iniziò ad essere realizzato nel 1883 (con i primi tre forti) e venne terminato nel 1912; già a aprtire del 1915 fu disarmato vista l'inadeguatezza nel far fronte alla Grande Guerra[36]. Dopo la dismissione militare, i forti rimasero inaccessibili per molti decenni; nel 1995 il comune di Venezia ottenne dal Demanio Militare la concessione temporanea di alcuni di essi e ad oggi 7 di questi sono stati definitivamente acquistati dal comune: forte Marghera, forte Gazzera, forte Carpenedo, forte Tron, forte Pepe, forte Rossarol e forte Mezzacapo[37].

I forti più importanti sono:

  • Forte Marghera, il più grande e importante di essi, antecedente di quasi un secolo la creazione dello stesso campo. Si estende per 48 ettari in un'area posta tra la città e la laguna, vicino al Parco di San Giuliano. Costruita per scopi militari, la struttura fu poi abbandonata e nella seconda metà del 2008 è stata acquistata dal Comune, mettendo così a disposizione dei cittadini una grande area verde all'interno della città.
  • Forte Carpenedo, costruito a nord del precedente, è posto sulla via di accesso a Venezia proveniente da Treviso e si estende per 18 ettari. Il forte è situato in prossimità del Bosco di Carpenedo, una parte del Bosco di Mestre[38].
  • Forte Gazzera, infine, si trova a nord-ovest di Forte Marghera nell'omonimo rione. Attualmente è sede del Museo delle attività umane tradizionali dell'entroterra veneziano[39].

Parchi urbani principali [modifica]

Incidente all'Heineken Jammin' Festival

Il Parco di San Giuliano è stato scelto per ospitare il festival rock Heineken Jammin' Festival, dal 14 al 17 giugno 2007. La manifestazione, giunta alla sua decima edizione, avrebbe dovuto svolgersi come tradizione all'Autodromo di Imola, ma la direzione decise di spostarlo nel parco mestrino per sfruttare, oltre alla grande capienza di pubblico, il bellissimo panorama di Venezia, che si scorge da San Giuliano. Nel pomeriggio del 15 giugno, violente raffiche di vento causarono il crollo di alcune torrette per l'illuminazione e il ferimento di una trentina di persone, rendendo necessaria la chiusura anticipata della manifestazione. La manifestazione dell'anno successivo, tenutasi sempre al parco di San Giuliano, ha avuto un esito positivo, essendosi svolta con ottime condizioni meteo.

Mestre conta due grandi parchi urbani:

  • il Parco Alfredo Albanese (dedicato al vice-questore ucciso dalle Brigate Rosse) chiamato popolarmente parco della Bissuola ha un'estensione di 33 ettari e ospita alcuni campi sportivi, una palestra e una piscina comunale.
  • il Parco San Giuliano prospiciente la Laguna è stato inaugurato l'8 maggio 2004, attualmente si estende per 74 ettari ma, secondo il piano guida del parco, si estenderà per ben 700 ettari, di cui 475 ettari di terreno e 225 di canali, barene e laguna, risultando quindi il più vasto parco urbano italiano[40].

Altri parchi di minori dimensioni sono il parco del Piraghetto, il parco Allende, i giardini di Villa Querini e il parco Sabbioni che nel novembre del 2012 è stato raso al suolo per metà a causa dei lavori della stazione ferroviaria Mestre Gazzera.

Il Bosco di Mestre [modifica]

Il Bosco di Mestre è un bosco periurbano che nasce da un'idea di Gaetano Zorzetto[41] (prosindaco di Mestre e politico locale dal 1970 al 1995) e si compone di parecchie aree ex agricole riforestate di diversa ampiezza alcune vicine altre un po' più distanti tra loro, ma con il progetto di essere tutte collegate da percorsi ciclo-pedonali. Si sviluppa in tutta la terraferma.

Parte del Bosco dell'Osellino, a ridosso del quartiere Pertini.

Attualmente le aree completate e fruibili sono:

  • Bosco Zaher (situato tra le località di Favaro e Dese), 44 ettari;
  • Bosco Ottolenghi (situato tra le località di Favaro e Dese), 20 ettari;
  • Bosco di Carpenedo (ultimo residuo dell'antica foresta planiziale che ricopriva l'intero entroterra mestrino, situato a ridosso della SR 14 di Mestre ex SS 14 bis) 10 ettari.
  • Bosco dell'Osellino (situato lungo l'omonimo canale, a ridosso del quartiere Pertini) 8,1 ettari;
  • Bosco di Campalto (situato nella omonima località) 6,7 ettari;

Le Aree Querini sono diverse zone ex agricole acquistate dal comune di Venezia nel 2003, con usufrutto trentennale, dalla Fondazione Scientifica Querini Stampalia (che aveva iniziato l'opera di rimboschimento già nel 1997). L'estensione complessiva è di 200 ettari, dei quali 64 già riforestati ed aperti al pubblico (corrispondenti ai boschi Zaher ed Ottolenghi)[42].

Nel 2006 sono iniziati gli impianti dei cosiddetti nuovi boschi, comprendenti il Bosco Campagnazza (situato a ridosso della Diramazione aeroporto "Marco Polo") 25 ettari ed il Bosco Zaher (aperto nell'ottobre 2010) 40 ettari.

Completano l'opera i due boschi privati Bosco del Montiron (nei pressi dell'abitato di Ca' Noghera) ed il Bosco della Malcontenta (nell'omonima località). Gli impianti, iniziati nel 1993, continuano ancora e sono composti principalmente da farnie, carpini, aceri, frassini, pioppi, tigli e salici. All'interno delle aree già inaugurate esistono zone umide, zone ricreative, culturali e percorsi naturalistici. A lavori ultimati, con i suoi 1400 ettari di superficie, il Bosco di Mestre sarà il bosco periurbano più grande d'Italia[43].

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Il seguente grafico riporta l'evoluzione demografica del comune di Mestre sino alla sua soppressione nel 1926.

Abitanti censiti

Cultura [modifica]

Istruzione [modifica]

Scuole [modifica]

Il liceo classico Raimondo Franchetti.

A Mestre si contano numerose scuole secondarie (le ex "superiori") dislocate in varie zone della città: il liceo classico Raimondo Franchetti; due licei scientifici; un liceo linguistico; un liceo scientifico tecnologico; un liceo delle scienze sociali; un liceo psicopedagogico; un liceo artistico (ex istituto d'arte) e di svariati istituti tecnici e professionali sia statali che privati i quali attirano in città numerosi studenti e docenti dalle varie zone della conurbazione mestrina, da Venezia e dai comuni attigui.

Biblioteche [modifica]

La Biblioteca Civica Centrale di Mestre è il perno del Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Venezia. Istituita nel 1952, conta oggi circa 106.700 testi e attualmente, dopo vari traslochi, è sita in via Miranese. Ne è previsto però il trasferimento a villa Erizzo, acquistata nel 2008 dal comune di Venezia e situata nel centro città. Il Sistema offre alla città altre nove biblioteche dislocate nelle varie zone del territorio mestrino.

Università [modifica]

Di recente la città ha cominciato ad ospitare diverse sedi distaccate di alcuni atenei.
A Mestre si trovano la sede di infermieristica dell'Università di Udine e il Laboratorio di Scienza delle costruzioni dell'Università IUAV di Venezia.

In via Torino è in costruzione una cittadella universitaria che verrà a costituire il polo scientifico dell'Università "Ca' Foscari" di Venezia, riunendo i dipartimenti di informatica, di chimica, di scienze ambientali e di chimica-fisica, oggi divisi tra Mestre e Venezia[44]. Il progetto, redatto dallo Studio Mar, prevede la realizzazione di sette edifici, il più alto dei quali arriverà a 44 metri ed ospiterà la Presidenza, la biblioteca e l'auditorium.[45][46].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università "Ca' Foscari" di Venezia.

Musei [modifica]

Sono in via di realizzazione il Museo di Mestre e l'M9 (Museo del Novecento). Quest'ultimo è un progetto che interessa un'area di circa 9000 m2 collocata nel centro di Mestre tra le vie Poerio, Brenta Vecchia e Pascoli, più precisamente nelle aree denominate ex caserma Matter, ex caserma Pascoli ed ex proprietà Volpato. A lavori ultimati il Museo avrà un'esposizione permanente (Museo del Novecento), varie esposizioni temporanee, un auditorium ed una mediateca[47].

Obiettivi dell'intervento sono: la riqualificazione dell'area, rendendo accessibili al pubblico luoghi finora non fruibili, la convivenza di edifici storici con nuove architetture e la creazione di un polo culturale per la città[48].

Le aree sono state acquistate nel 2008 dalla Fondazione di Venezia, la quale ha provveduto all'attuazione del progetto affidandone la progettazione al vincitore di un concorso internazionale, al quale hanno partecipato Carmassi Studio di Architettura (Italia), David Chipperfield Architects (Gran Bretagna/Italia), Agence Pierre-Louis Faloci (Francia), Mansilla+Tuñón Arquitectos (Spagna), Sauerbruch Hutton (Germania) e Souto Moura Arquitectos (Portogallo).

Il 27 agosto 2010, in occasione della mostra organizzata in concomitanza con la 12esima Biennale di Architettura per presentare i progetti alla cittadinanza e al pubblico, è stato rivelato il vincitore, lo studio Sauerbruch Hutton di Berlino[49].

Nel 2011 sono iniziate le demolizioni di alcuni vecchi edifici, mentre l’inaugurazione è prevista per il 2014.[47]

Bisogna però sottolineare, a onor del vero, che non tutti sono concordi nel ritenere positiva la costituzione di un museo del novecento che, lungi dal valorizzare quanto rimane delle antiche memorie storiche della città, potrebbe rivelarsi come un contenitore di idee e concetti più astratti che concreti, non si sa bene quanto apprezzati e graditi dalla cittadinanza.

Peraltro, la proposta fatta alla Fondazione di Venezia di acquistare il celebre dipinto del Canaletto raffigurante "Piazza Barche", capolavoro artistico a cui si sarebbe potuto riservare un posto d'onore nel nuovo museo, è caduta nel vuoto.

Resta il fatto che, a tutt'oggi, non esiste ancora un vero museo di storia cittadina che raccolga reperti e memorie antiche di Mestre. Soltanto di recente, l'arciprete del duomo di San Lorenzo, Mons. Fausto Bonini, ha proposto di costituire un "Museo del Duomo" simile a quanti già esistono in molte città d'Italia e d'Europa. Esso dovrebbe conservare molte memorie storiche legate alla vita religiosa della città, nonché suppellettili e paramenti sacri che compongono il tesoro del duomo.

Personalità legate a Mestre [modifica]

Eventi [modifica]

Il teatro Toniolo (1912)

Ogni anno nel centro cittadino si svolge Mestre più, una manifestazione con mercatini, concerti ed intrattenimenti. L'evento dura un mese e si ripete due volte l'anno, la prima a cavallo del natale, la seconda tra maggio e giugno. Per l'occasione i negozi del centro posticipano la chiusura. Il primo sabato di ogni mese si svolge, sotto i portici del Corso del Popolo, il mercatino dell'antiquariato. Per le festività di san Michele (29 settembre) strade e piazze del centro ospitano mercatini, stand gastronomici, spettacoli e un piccolo luna park.

Teatri e cinema [modifica]

La città offre un'importante rete di teatri e cinema: oltre allo storico Toniolo (1912), degni di nota sono il Teatrino della Murata, il teatro Arnaldo Momo, il teatro del Parco e il complesso cinematografico CityPlex che comprende anche il cinema più grande, il cinema-teatro Corso.
Il primo teatro di Mestre fu il Balbi, inaugurato nel 1778. Pregevole opera architettonica progettata da Bernardino Maccaruzzi, fu molto frequentato dalla nobiltà veneziana, ma venne chiuso nel 1811. L'edificio sorge ancora oggi nei pressi di piazza Barche, rinominato come Galleria Teatro Vecchio.

Mass media [modifica]

Stampa [modifica]

A Mestre ha sede Il Gazzettino, l'ottavo quotidiano italiano ed il primo del Triveneto. La testata propone varie edizioni locali, tra queste quella di Mestre comprende notizie e cronache dalla città e dal suo territorio. Altro quotidiano importante è La Nuova di Venezia e Mestre del gruppo editoriale "L'Espresso".

In città vengono inoltre diffusi vari giornali gratuiti, Il Nuovo Boom (annunci economici), Piazza Maggiore il giornale del duomo di Mestre e L'Incontro, organo di stampa di varie associazioni solidali della città.

Radio [modifica]

La città riceve i principali network radiofonici nazionali ed è coperta da un buon numero di emittenti regionali e locali.

A Mestre hanno visto la luce diverse emittenti storiche dell'area come Radio Venezia, Radio Mestre, Beautiful Radio e Radio Carpini.

Televisione [modifica]

A Mestre si ricevono tutte le emittenti televisive nazionali e sono presenti anche svariati canali regionali con programmazione dedicata alla città.

Oltre a Televenezia, con sede a Mestre, propongono informazione e produzioni inerenti alla città anche Antenna Tre Nordest, Tele Alto Veneto, 7 news e Rete Veneta che offrono fra l'altro un'edizione dedicata del proprio telegiornale.

Internet [modifica]

Mestre non dispone di un vero e proprio portale ufficiale, al di là di alcune aree del sito del Comune di Venezia. Esistono svariati portali non ufficiali con finalità commerciali, divulgative o sociali. Autonomamente, molte realtà cittadine si sono comunque dotate di propri spazi web.

A partire dal 2009 i mestrini possono segnalare disservizi, guasti e problemi nel territorio tramite il sito comunale I.R.I.S. che raccoglie, pubblica e consente di commentare le segnalazioni ricevute, inoltrandole contemporaneamente alle aziende preposte alla loro soluzione.

Dallo stesso anno alcune aree della città (ad esempio Piazza Ferretto, i parchi comunali, diverse biblioteche, ecc...) sono coperte dagli hot-spot della rete wireless gratuita attivata dal Comune nel 2009 e disponibile, previa registrazione, per i residenti e per chi lavora o studia in città.

L'area di Mestre è coperta dai principali servizi di mappe online sia per quanto riguarda la cartografia sia per le immagini. A seguito del rilascio della cartografia di Venezia e Mestre a cura del Comune nell'ambito del progetto Open Data, la copertura della città sul sito OpenStreetMap risulta particolarmente accurata.
Per quanto concerne le immagini, i servizi che offrono questa funzionalità contengono immagini aeree ad alta risoluzione riprese fra il 2003 ed il 2012. Sia Bing mappe sia Google maps offrono anche le foto oblique che consentono di visionare Mestre da qualsiasi angolazione. L'intera città, comprese le aree pedonali, può essere esplorata a livello stradale tramite il sito Venice Connected che si avvale delle immagini aeree di TuttoCittà e di foto ad alta risoluzione a 360 gradi acquisite dalla società italiana GeoMondo. Il servizio è esteso a Venezia e comprende anche tutti i canali. Un sottoinsieme delle strade di Mestre è presente nel servizo TuttoCittà di Pagine Gialle che copre anche varie aree pedonali. Da giugno 2011 anche Google Street View offre la copertura pressoché totale della città e delle zone limitrofe, eccetto le aree pedonali. La città è inoltre esplorabile in 3D simulato tramite il servizio Nokia Maps 3d.

Trasporti [modifica]

Trasporto ferroviario [modifica]

La stazione di Venezia Mestre Ospedale.

La stazione ferroviaria di Mestre fa parte del progetto Grandi Stazioni ed ha un flusso di utenti di circa 85.000 persone al giorno per 31 milioni di frequentatori annui, risultando la settima stazione per passeggeri in Italia[50]. In tale stazione convergono le linee Milano-Venezia, Venezia-Trieste, Venezia-Udine, Venezia-Trento e Adria-Mestre.
Da questa stazione inoltre parte la linea AV/AC Milano-Venezia, che attualmente arriva fino alla stazione di Padova.

La stazione di Mestre risulta centrale nell'ambito del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR), in quanto vi convergono cinque delle sei linee che costituiscono la prima fase del progetto. È interessata dal transito di circa 500 treni al giorno; nel 2010 raggiungerà il volume di 570 treni/giorno e avrà una potenzialità di gestione di 750 treni giornalieri[51].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale.

Sempre nell'area mestrina si trovano le stazioni di Venezia Carpenedo, Venezia Porto Marghera e Venezia Mestre Ospedale. Sono in costruzione le stazioni di Venezia Mestre Gazzera (nella confluenza delle linee Venezia-Trieste e Venezia-Udine) e di Venezia Mestre Via Olimpia (sulla linea Venezia-Trieste)[52].

Trasporto aereo [modifica]

In località Tessèra, a circa 7 km dal centro di Mestre, si trova l'aeroporto internazionale di Venezia, intitolato all'esploratore veneziano Marco Polo; lo scalo rappresenta oggi il terzo polo aeroportuale italiano. Gestito dalla Società Aeroporto Venezia (SAVE), offre voli nazionali ed internazionali, nonché alcuni voli intercontinentali.
È raggiungibile attraverso l'A57 (diramazione aeroporto) e con alcune linee automobilistiche delle società ACTV, ATVO e Sita Sogin.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Venezia-Tessera.

Nei pressi di Treviso, a circa 30 km dal centro di Mestre, si trova inoltre l'aeroporto Antonio Canova, gestito da Aer Tre S.p.A., controllata però dalla Società Aeroporto Venezia. Lo scalo è utilizzato principalmente dalle compagnie low-cost e da voli charter.
È raggiungibile attraverso alcune linee automobilistiche delle società ACTT e ATVO.

Trasporto stradale [modifica]

Il sistema autostradale di Mestre

Mestre è un importante snodo viario; le principali infrastrutture stradali che la servono sono:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Passante di Mestre.

Trasporto pubblico [modifica]

Bus ACTV a Mestre.

Il trasporto pubblico urbano a Mestre è gestito da ACTV. L'area urbana di Mestre è servita da 41 linee ACTV, di cui una tranviaria e 21 servono il collegamento con Venezia - Piazzale Roma[53]. Il servizio è garantito anche di notte grazie alle linee notturne (N1 e N2) che a frequenza alternata collegano alcune zone della conurbazione mestrina a Venezia - Piazzale Roma e sono in coincidenza con il servizio notturno di navigazione. Transitano inoltre per Mestre tutte le linee ACTV extraurbane che collegano Venezia ai comuni attigui e alle città di Padova e Treviso.

'Mestre rete urbana' ha un'estensione di 250 km, mentre quella extraurbana raggiunge i 750 km. Ogni anno vengono trasportati 98.136.000 passeggeri; la flotta è costituita da 650 autobus che percorrono 31.899.833 km annui[54]. L'interscambio con il servizio di navigazione di Venezia, gestito sempre da ACTV, avviene a Venezia - Piazzale Roma.

Transitano infine per Mestre tutte le linee extraurbane ATVO che collegano Venezia al Veneto Orientale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi ACTV e ATVO.

Tranvia [modifica]

Convoglio della tranvia di Mestre

È in servizio dal 20 dicembre 2010 una linea tranviaria che assicura il collegamento tra Favaro (capolinea via Monte Celo) e la stazione di Mestre (fermata Stazione FS); è utilizzato un sistema guidato di tipo Translohr.

Il progetto completo, ad oggi realizzato solo in parte e ancora in costruzione, prevede due linee: la linea 1 seguirà il percorso Venezia-Mestre centro-Favaro via Monte Celo, mentre la linea 2 il percorso Marghera-Mestre centro; quest'ultimo capolinea (situato in piazzale Cialdini) fungerà da interscambio tra le due linee. La linea T1 è formata dalla tratta via Monte Celo-piazzale Cialdini della linea 1 e dalla tratta piazzale Cialdini-Stazione FS della linea 2[55].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tranvia di Mestre.

Piste ciclabili e bike sharing [modifica]

Ciclostazione del bike sharing

Nel 2006 il comune di Venezia approvò il BiciPlan, un programma volto a potenziare la rete ciclabile esistente attraverso nuove interconnessioni, nuovi percorsi di collegamento tra il centro città e le periferie ed infine, in una terza fase, percorsi extraurbani per raggiungere le zone più distanti[56]. Ad ottobre 2009 l'estensione complessiva in terraferma delle piste ciclabili era di 89,5 km, con un incremento del 82,65% rispetto al 2005 (quando la rete ciclabile si estendeva per 49 km)[57].

Nel dicembre 2009 l'amministrazione comunale ha aggiudicato l'appalto (vinto dalla società Bicincittà) per l'attivazione e la gestione di un servizio di bike sharing attivo dal 22 settembre 2010 a Mestre[58] e dal 27 agosto 2011 al Lido[59]; attualmente il sistema Bike Sharing Venezia conta 11 "ciclostazioni", di cui 9 a Mestre e 2 al Lido[60]. Il servizio funziona con la tessera imob la medesima del sistema di bigliettazione elettronica dei trasporti pubblici.

Car Sharing [modifica]

Nel territorio mestrino esistono 11 aree di sosta attrezzate del car sharing del Comune di Venezia, presso le quali, previo abbonamento al servizio, gestito da ASM Venezia, è possibile prelevare o restituire le autovetture del circuito[56].

Sport [modifica]

Le attività sportive sono molto presenti in città e possono servirsi di numerosi impianti (da ricordare lo Stadio Francesco Baracca, il palasport Taliercio e lo storico impianto polivalente "CONI" di via Olimpia, attualmente intitolato a Davide Ancilotto).

Calcio [modifica]

Già ai primi del novecento a Mestre si gioca a calcio, o meglio a football come si diceva in quel periodo. La prima sezione calcio è della Società Ginnastica Marziale di Mestre, nel 1905, poi nel 1909 la fondazione del Mestre Foot-Ball Club che però non si affilia alla F.I.G.C. se non nel 1919. Nell'immediato dopoguerra le società principali erano due: A.C. Mestre e Spes. Si giocava in un campo attaccato al cinema Concordia, praticamente confinante con piazza Sicilia (piazzale Donatori di Sangue). Il primo derby ufficiale a Mestre è del 1919, giocato tra l' A.C. Mestre e la Spes Mestre, vinto 2 - 0 dal Mestre (Coppa Beccari). Il campo sportivo Francesco Baracca (nell'omonima via) con l'inaugurazione ufficiale (14 giugno 1925) era quindi diventato il riferimento sia della squadra che rappresentava la Città che dei suoi sostenitori. Nel 1929, presso la sede del Coni si decise per una fusione fra le quattro maggiori rappresentative della città, così nacque U.S. Mestrina[61].

La principale squadra di calcio della città, nata con la denominazione Mestrina nel 1929 e divenuta successivamente Calcio Mestre (1980), ha militato per molti anni in Serie C, raggiungendo la promozione nella Serie B negli anni quaranta. La squadra nel 1987 venne fusa con il Venezia, dando la luce al nuovo Venezia-Mestre (oggi F.B.C. Unione Venezia), dai colori sociali arancio-nero-verde nel rispetto delle due vecchie società calcistiche. Il titolo sportivo del Calcio Mestre venne ceduto dall'allora presidente Zamparini al Palermo Calcio. Il "Calcio Mestre" venne rifondato nel 1991, raggiunse la serie C2 (1996-97) per poi fallire nel 2003.

Nella stagione 2012/2013 le squadre di calcio della città militano solamente in campionati dilettantistici. Le più alte di categoria sono l' Edo Mestre RSM e l' A.S.D. FavaroMarcon (già FavaroMestre) che militano nel girone B dell'Eccellenza Veneto. L' A.C. Mestre A.S.D. partecipa al girone H di Prima Categoria. L'A.C.Femminile Mestre 1999 gioca nel Campionato Nazionale Serie B. A Mestre, inoltre, ha sede e si allena anche la squadra F.B.C. Unione Venezia.

Calcio a 5 [modifica]

Il calcio a 5 è in forte espansione a Mestre. Giocano e si allenano nelle strutture cittadine la Franco Gomme Venezia (già Dese calcio a 5) che milita in serie A (nella stagione 2011-12, neopromossa, ottiene la salvezza allo spareggio, recuperando un disastroso avvio di campionato con 7 sconfitte consecutive), e le squadre Fenice Mestre C5 e Polisportiva Bissuola che partecipano entrambe al campionato di serie C1. Questo sport è in continua crescita contando moltissime squadre nelle categorie inferiori.

Canottaggio [modifica]

La società Canottieri Mestre attiva dal 1974 in prossimità del parco di San Giuliano di Mestre, vanta numerose partecipazioni a campionati italiani e mondiali, ed è una realtà in cui vengono praticate a livello agonistico numerose discipline quali canottaggio, canoa, voga alla veneta, tennis, vela e vela al terzo.

Ciclismo [modifica]

Per quanto riguarda il ciclismo, dal 1984 al 2005 si è svolta la competizione Millemetri del Corso di Mestre. La crono-corsa veniva effettuata ogni anno nel mese di ottobre lungo corso del Popolo e tra i partecipanti figuravano anche grandi campioni del ciclismo. Dal 2006 è stata sostituita da una manifestazione minore tipo-pista denominata prima Mestre in Pista e successivamente Città in Pista. Inoltre Mestre è stata per due volte sede di partenza di tappa del Giro d'Italia, nel 1997 Mestre-Cervia, e nel 2010 Mestre-Monte Zoncolan. Degna di nota è anche la storica società ciclistica mestrina "Coppi Gazzera" con più di mezzo secolo di attività.

Cricket [modifica]

La squadra Venezia Cricket Club, nata attorno agli immigrati bengalesi di Marghera, ha raggiunto la serie B del campionato nazionale.

Football americano [modifica]

A Favaro gioca e si allena la squadra di football americano Islanders Venezia che milita nel campionato nazionale di serie A2.

Ginnastica [modifica]

La società ginnica S.G.S.D. Spes Mestre, fondata nel 1903, è il più vecchio sodalizio sportivo della città. Da questa società provengono i ginnasti olimpici Diego Lazzarich, Gianmatteo Centazzo, Maria Grazia Mancuso e Valentina Spongia.

Hockey in-line [modifica]

L'Hockey Team Mestre è una squadra di hockey in-line che ha militato nel campionato nazionale in serie A2.

Judo [modifica]

L' AS Judo Mestre 2001 è campione nazionale 2013 nella categoria "cadetti". Il titolo è stato vinto dalla squadra femminile ai campionati nazionali disputati ad Ostia.

Pallacanestro [modifica]

Mestre vanta una forte tradizione cestistica, con il Basket Mestre (fondato nel 1958) che ha disputato 14 campionati tra A1 ed A2 tra il 1974 ed il 1988. Tale società vantava uno tra i migliori vivai in Italia, vinse 6 scudetti nelle categorie giovanili (in tutte 4 le categorie dell'epoca, prima in Italia, ed in soli 10 anni di serie A) e vantò la nascita di campioni quali Renato Villalta, Claudio Coldebella, Davide Ancilotto, Stefano Teso, Claudio Pilutti, Giovanni Dalla Libera e moltissimi altri (vedi scheda Basket Mestre).

Nella squadra cittadina arrivarono a giocare campioni internazionali quali Harthorne Wingo, Chuck Jura e molti altri.

Sempre a Mestre hanno allenato Augusto Giomo, Massimo Mangano, Ettore Messina (responsabile settore giovanile), Claudio Bardini, Gianni Asti, Andrea Mazzon (giovanili), e moltissimi altri.

Successivamente i Bears Mestre (fondati nel 1990) arrivarono nel 1999 a giocare la finale della Serie B d'Eccellenza, poi nel 2007 furono assorbiti dalla Reyer Venezia.

Attualmente il Basket Club Mestre (sciolto nel 1989 e rifondato nel 2009) milita in Serie C regionale.

La città ha dato i natali a Davide Ancilotto giovane campione prematuramente scomparso.

Pallavolo [modifica]

Degna di nota è la squadra di pallavolo Volley Mestre che partecipò ad alcuni campionati di serie A2 negli anni '90. Nel 2007, è nata una nuova società di pallavolo femminile il Mestre Volley Center, neopromossa nella stagione 2008/2009 al campionato di serie D.

Rugby [modifica]

Presso gli impianti sportivi siti in via Monte Cervino a Favaro Veneto gioca, si allena ed ha sede la squadra di rugby "Lyons Venezia Mestre" ASD (già Veneziamestre Rugby 1986), che partecipa al campionato di serie B.
Nella medesima sede è inoltre operativo il settore giovanile con due società: il "Venezia Mestre Rugby Junior Team" che raggruppa le categorie U8-U10-U12 ed U14, e la "Junior Rugby Venezia" con le categorie U16 ed U18.
Sempre a Favaro Veneto si allena anche la formazione "old rugby" veneziana de "Le Mummie Old Rugby Club 1989 Venezia Mestre", fondata del 1989 e composta da giocatori over 35.
Infine, presso gli impianti sportivi siti in località Gazzera e dedicati alla memoria del celebre campione Umberto "Lollo" Levorato, è attiva la formazione dei "Putei Veci Rugby", club rugbystico fondato nel 2001, attualmente impegnata per il secondo anno consecutivo, nel Campionato Amatoriale Rugby Union e nel settore giovanile.

Scherma [modifica]

Il Circolo Scherma Mestre (intitolato a Livio Di Rosa, allenatore di alcuni fra gli atleti più forti), è la più importante società sportiva di scherma italiana, raccogliendo tra olimpiadi, campionati italiani, europei e mondiali svariate decine di medaglie. Tra gli atleti più medagliati sono da ricordare Fabio Dal Zotto, primo oro olimpico mestrino, Andrea Borella, Mauro Numa, Dorina Vaccaroni, Andrea Cipressa, Francesca Bortolozzi e Matteo Zennaro.

Sport acquatici [modifica]

La società sportiva Mestrina Nuoto ha portato la pallanuoto in città ad alti livelli (serie A2 femminile e serie B maschile).

Tennis [modifica]

Il Tennis club Mestre milita nella serie A1 del campionato nazionale femminile.

Personalità sportive legate a Mestre [modifica]

Oltre ai campioni già citati nelle sezioni scherma e pallacanestro si ricordano:

Amministrazione [modifica]

Torre Mestre 1.JPG

Mestre amministrativamente appartiene al Comune di Venezia, tuttavia, a causa della diversità di problematiche tra zone del medesimo Comune, il sindaco di Venezia nominava in passato il prosindaco di Mestre figura alla quale competeva il coordinamento delle quattro municipalità di Mestre (Mestre-Carpenedo, Favaro, Chirignago-Zelarino e Marghera). Dal 29/03/2010 il sindaco Orsoni ha ritenuto superfluo nominare un nuovo prosindaco di Mestre.

Il presidente della Municipalità di Mestre-Carpenedo (Mestre centro), che comprende gli ex quartieri 9 Carpenedo-Bissuola e 10 Mestre centro, è Massimo Venturini (PD) (secondo mandato).

Suddivisione amministrativa [modifica]

La municipalità di Mestre-Carpenedo è a sua volta divisa in 7 delegazioni di zona:[62]

  • Mestre centro
  • Piave-Piraghetto-Rione Sabbioni
  • Mestre est
  • XXV Aprile
  • Bissuola
  • Carpenedo
  • Terraglio-Borgoforte

Consolati stranieri [modifica]

La località è sede di alcuni consolati:

Il codice fiscale "mestrino" [modifica]

Per un breve periodo, con l'introduzione del codice fiscale nel 1976, ai cittadini nati a Mestre venne attribuito il codice terminale F159, corrispondente al codice catastale dell'ex-comune, anziché il codice L736 relativo al comune di Venezia; lo stesso valse per i nati negli altri comuni soppressi (ad esempio, i nati a Favaro ebbero il codice D515). Negli anni successivi l'errore venne corretto con l'emissione di nuovi tesserini, ma sembra in realtà che non tutti siano stati sostituiti.[senza fonte]

Note [modifica]

  1. ^ Dati riferiti alla Municipalità Mestre-Carpenedo (bilancio demografico giugno 2012). Comune di Venezia. URL consultato in data 06 aprile 2013.
  2. ^ Molte fonti bibliografiche assegnano a Mestre l'intera popolazione della terraferma, comprendente anche località distinte quali Marghera, Favaro Veneto, Chirignago e Zelarino; si citano:
    • Enciclopedia Generale De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1988. ISBN 88-402-0073-8
    «Mestre, fraz. (190 000 ab.) del com. di Venezia».
    • L'Universale. La Grande Enciclopedia Tematica, Milano, Garzanti, 2005, Enciclopedia Generale, vol. II.
    «Mestre centro del Veneto, 190.000 ab.».
    «Mestre Città compresa dal 1926 nel comune di Venezia (176.000 ab. ca.)».
  3. ^ Città di Venezia - Regolamento comunale delle municipalità (PDF). Comune di Venezia, 4 febbraio 2010. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  4. ^ Città di Venezia - Divisioni amministrative. Comune di Venezia. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  5. ^ Città di Venezia - Regolamento Delegazioni di Zona. Comune di Venezia. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  6. ^ Città di Venezia - Superfici amministrative. Comune di Venezia. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  7. ^ a b c Roberto Bianchin, Voglia di divorzio in Laguna, la Repubblica, 3 gennaio 1989. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  8. ^ Roberto Bianchin, Venezia e Mestre non tagliano i ponti, la Repubblica, 27 giugno 1989. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  9. ^ a b Roberto Bianchin, Di Venezia ce n'è una sola, la Repubblica, 8 febbraio 1994. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  10. ^ a b c d e f g h i j Roberto Bianchin, Venezia-Mestre, niente divorzio, la Repubblica, 17 novembre 2003.
  11. ^ Modello idrologico-idraulico del fiume Marzenego.. URL consultato in data 23-01-2009.
  12. ^ Cfr. Sertorio Orsato, Historia di Padova, sacra e profana, Padova, Frambotto, 1678.
  13. ^ Bonaventura Barcella, Notizie storiche del castello di Mestre dalla sua origine all'anno 1832 e del suo territorio, Venezia, 1839..
  14. ^ Rosanna Saccardo, Il problema dell'origine del nome di Mestre in "Quaderni di Studi e Notizie n. 2", Centro Studi Storici di Mestre, 1962-1963, pp. 11-13.
  15. ^ Il territorio mestrino dall'età romana al X secolo, dalla sezione storia del sito della municipalità.. URL consultato in data 28-08-2010. (PDF)
  16. ^ Storia di Treviso, 2, a cura di Ernesto Brunetta, La diocesi e i vescovi dall'Alto Medioevo al secolo XIII di Silvio Tramontin, pp. 359-368
  17. ^ Samuele Romanin, Storia documentata di Venezia, Tomo I
  18. ^ Il Castelvecchio era posizionato nella zona dell'ex-Ospedale Umberto I, ma non ne rimane traccia. Unica testimonianza è il tracciato della strada di accesso al castello tramite ponte levatoio (oggi non esistente) chiamata ancor oggi via castelvecchio, intersecata da via Einaudi.
  19. ^ Giovanni Distefano, Giannantonio Paladini, Storia di Venezia, Supernova, 1997, 3 - Dalla Monarchia alla Repubblica, p. 231.
  20. ^ Città di Venezia - Ecografico e Territorio - Aggregazioni e disaggregazioni
  21. ^ . URL consultato in data 24-01-2009.
  22. ^ Analisi meteo-climatica dell'evento pluviometrico (Arpav).. URL consultato in data 23-01-2009.(PDF)
  23. ^ Nomina del Commissario Allagamenti dalla Gazzetta Ufficiale.. URL consultato in data 23-01-2009.(PDF)
  24. ^ Sito ufficiale del Commissario Allagamenti.. URL consultato in data 23-01-2009.
  25. ^ Al 1844; cfr. Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, Firenze, 1844.
  26. ^ http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9104
  27. ^ Motivazioni della Medaglia d'Oro sul sito della Presidenza della Repubblica. URL consultato in data 23-01-2009.
  28. ^ Articolo di Repubblica del 1985 sulla visita del Papa a Venezia. URL consultato in data 23-01-2009.
  29. ^ "Esisteva nel 1777, un grande teatro nella terraferma veneziana, a Mestre ..."
  30. ^ Come appena detto, il Duomo, di origini più remote, è stato ricostruito due secoli fa.
  31. ^ Informazioni sulla chiesa dal sito del Duomo.. URL consultato in data 23-01-2009.
  32. ^ Sito della parrocchia del Duomo.. URL consultato in data 23-01-2009.
  33. ^ I Borghi Antichi - Comune di Venezia. (PDF). URL consultato in data 29 aprile 2012.
  34. ^ Il Gazzettino - 15 maggio 2011. URL consultato in data 15-05-2011.
  35. ^ Sito del Campo Trincerato - I forti.. URL consultato in data 23-02-2012.
  36. ^ Sito del Campo Trincerato. URL consultato in data 23-02-2012.
  37. ^ Sito del Campo Trincerato - Il Campo Trincerato di Mestre dopo la seconda guerra mondiale.. URL consultato in data 23-02-2012.
  38. ^ Sito del Campo Trincerato - Forte Carpenedo.. URL consultato in data 23-02-2012.
  39. ^ Sito del Campo Trincerato - Forte Gazzera.. URL consultato in data 23-02-2012.
  40. ^ I dati tecnici del Parco di San Giuliano, tratti dal sito ufficiale sui parchi di Mestre.. URL consultato in data 23-01-2009.
  41. ^ Sito del bosco di Mestre, descrizione della fase iniziale.. URL consultato in data 23-01-2009.
  42. ^ Sito del bosco di Mestre, descrizione delle Aree Querini.. URL consultato in data 23-01-2009.
  43. ^ Sito del bosco di Mestre.. URL consultato in data 23-01-2009.
  44. ^ Sito dell'Università "Ca' Foscari" di Venezia.. URL consultato in data 13-08-2009.
  45. ^ Descrizione dell'intervento dal sito dello Studio Mar.. URL consultato in data 13-08-2009.
  46. ^ La Nuova Venezia - 24 maggio 2009.. URL consultato in data 13-08-2009.
  47. ^ a b Il Gazzettino - 12 maggio 2011.. URL consultato in data 14-05-2011.
  48. ^ Fondazione Pellicani su M9.. URL consultato in data 17-08-2009.
  49. ^ Lo studio Sauerbruch Hutton vince il Concorso Internazionale di Architettura di M9.. URL consultato in data 31-08-2010.
  50. ^ Descrizione della stazione di Mestre dal sito di Grandi Stazioni.. URL consultato in data 14-08-2009.
  51. ^ RFI - Il nodo di Venezia.. URL consultato in data 14-08-2009.
  52. ^ La Nuova Venezia - 16 settembre 2009.. URL consultato in data 29-12-2009.
  53. ^ ACTV - Orario estivo 2011.. URL consultato in data 10-06-201.
  54. ^ ACTV - Dati economici 2008.. URL consultato in data 15-08-2009.
  55. ^ La Nuova Venezia - 27 novembre 2009.. URL consultato in data 29-12-2009.
  56. ^ a b Sito di ASM Venezia. URL consultato in data 01-02-2009.
  57. ^ Comune di Venezia - Direzione Mobilità e Trasporti. URL consultato in data 08-02-2010.
  58. ^ La Nuova Venezia - 23 settembre 2010. URL consultato in data 23-09-2011.
  59. ^ La Nuova Venezia - 28 agosto 2011. URL consultato in data 23-09-2011.
  60. ^ Bicincittà - Venezia. URL consultato in data 23-09-2011.
  61. ^
  62. ^ http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.cb4718454981eba1b384/P/BLOB%3AID%3D5226

Bibliografia [modifica]

  • Vivante Raffaele, I pianterreni inabitabili di Venezia. L’abitato di Mestre, Venezia 1948
  • Sergio Barizza, Storia di Mestre, Il Poligrafo, Padova 1994 ISBN 88-7115-065-1

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