Mestre

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Mestre
Sopra, la torre dell'orologio: era una delle quindici o diciassette torri che costituivano il Castelnuovo, demolito tra il XVIII ed il XIX secolo. Sotto, lo stemma di Mestre, con l'acronimo del motto: Mestre Fidelissima.
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: Italia
Regione:
Veneto
Provincia:
stemma Venezia
Comune:
Venezia
Coordinate: 45°30′N 12°14′E / 45.49389, 12.24139Coordinate: 45°30′N 12°14′E / 45.49389, 12.24139
Altitudine: 3 m s.l.m.
Superficie: {{{superficie}}} km²
Abitanti:
89.527 ab.
(Municipalità di Mestre-Carpenedo, che salgono a 180.295 ab. per l'intera terraferma)[1]
02-06-2009
Nome abitanti: mestrini
Santo patrono: San Michele Arcangelo
Giorno festivo: {{{festivo}}}
Giorno festivo: 21 novembre (Madonna della Salute)
Pref. telefono: 041 CAP: 30170
Frazione
Posizione della frazione sulla mappa dell'Italia
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Mestre[2] è un centro abitato[3] compreso nel territorio comunale della Città di Venezia. Costituisce assieme all'ex quartiere 9 Carpenedo-Bissuola la Municipalità di Mestre-Carpenedo (Mestre Centro).
Un tempo ben distinta dagli altri centri della terraferma, Mestre, soprattutto dal secondo dopoguerra ha visto una rapida crescita urbana che l'ha portata a costituire con gli stessi una vasta conurbazione. Per questo motivo, con il toponimo "Mestre" spesso si intende, per estensione, tutta la terraferma veneziana.
Già comune autonomo, dal 1808 al 1926, nel 1923 le è stato conferito il titolo di città con il quale è tuttora nota.

Indice

[modifica] Stemma, gonfalone, onorificenze

[modifica] Stemma

Lo stemma della città riporta una croce argento in campo azzurro, con il Leone di San Marco nel quarto superiore sinistro e le lettere M e F (iniziali del motto Mestre Fidelissima) nei quarti inferiori.

Come gli stemmi di molti altri centri storicamente assoggettati alla dominazione del Libero Comune di Treviso, lo stemma originario di Mestre ricalcava quello dei dominatori trevigiani, ed era rappresentato da una croce d'argento racchiusa in un scudo sannitico in campo rosso. Venne modificato una prima volta con il passaggio del castello sotto il dominio della Serenissima sostituendo il rosso con l'azzurro - colore ricorrente negli antichi stendardi veneziani - e con l'aggiunta del leone marciano nel quarto superiore sinistro. Nel 1513 fu aggiunto l'acronimo del motto Mestre Fidelissima in onore dell'eroica resistenza di Mestre nel corso della guerra della Lega di Cambrai. Infine, la corona muraria venne inserita nel 1923 con la concessione del titolo di Città.

[modifica] Onorificenze conferite alla città

Il 13 novembre 1898, Mestre, allora comune, fu nominata XI città decorata con Medaglia d'Oro come "Benemerita del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento (che, secondo la definizione dei Savoia, è compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale).

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale

«In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza alla presa del forte di Marghera la notte del 22 marzo 1848 e nella sortita di Marghera del 27 ottobre successivo. Entrambi gli episodi si riferiscono alla breve ma intensa stagione repubblicana di Venezia, iniziata il 22 marzo 1848 con l’occupazione del forte di Marghera, dell’arsenale e del palazzo del governatore. Sfiancata dal blocco posto alla città il 17 marzo 1849, distrutto il forte di Marghera il 27 maggio, la Repubblica Veneziana capitolò per fame il 23 agosto. [4]»

[modifica] Geografia

Mestre è situata nella Pianura Veneta a margine della Laguna di Venezia (3 m s.l.m.) e funge da porta d'accesso a Venezia tramite il Ponte della Libertà. Il principale corso d'acqua è il Marzenego il cui alveo originale è stato nel tempo più volte modificato e tombinato. Esso si biforca per circondare la città antica nel ramo Campana o delle Muneghe a sud e nel ramo delle Beccherie o di San Lorenzo a nord. I due bracci si riuniscono all'altezza del ponte di via Colombo formando l'Osellino, il canale artificiale che ne convoglia le acque verso la foce[5]. Altra via d'acqua rilevante è il Canal Salso che mette in comunicazione la città e la laguna.

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

Bonaventura Barcella[6], segretario dell'Archivio Comunale nell'Ottocento, propone per Mestre un'origine fantasiosa, ricollegandosi alle vicende dell'eroe Antenore, ricordato da Livio e da altri autori antichi come il capostipite dei Veneti. Questi, fuggito da Troia distrutta, dopo un lungo peregrinare per mare trovò rifugio nella regione che lui stesso chiamò Veneto dove fondò la città di Padova. Al suo seguito c'era anche Mesthle, valoroso guerriero figlio del re Pilemene, che invece si stabilì con altri presso un bosco di fronte alla Laguna Veneta — la Selva Fetontea — fondando una città fortificata che, dal suo nome, chiamò Mestre.

Leggende a parte, anche per la scarsità di reperti e notizie riguardanti l'età antica, l'origine di Mestre rimane ancora oscura. Pure il toponimo resta inspiegabile: l'ipotesi più accreditata, proposta da Dante Olivieri, lo fa derivare dal personale romano Mester e Mestrius, documentato specialmente nell'Italia settentrionale; il Filiasi resta nel vago e asserisce che l'etimo sarebbe etrusco; l'Agnoletti invece sottolinea la possibile presenza della radice mad-, riferita ad una località paludosa; chi invece vuole ricollegarsi al mito, individua una somiglianza con dei nomi di origine orientale (frigia e greca in particolare)[7].
Per quanto riguarda la fondazione della città, sembra che né in epoca PaleovenetaRomana nella zona sorgessero insediamenti di particolare rilevanza. L'Itinerarium Burdigalense, una guida per pellegrini del IV secolo, citava nella zona solo una «mutatio ad nonum», cioè "una stazione di posta per il cambio dei cavalli situata a nove miglia" (13,5 km ca.) dalla città di Altino, lungo la Via Annia. Appare tuttavia possibile l'esistenza di un castrum, un piccolo centro fortificato embrione del medievale Castelvecchio[8].

[modifica] Il medioevo e l'epoca della Serenissima

Mestre in una mappa del XVI secolo: allora il borgo era difeso da una cinta muraria costituente il cosiddetto Castelnuovo; le località Molini e Folli ivi riportate corrispondono rispettivamente alle zone delle odierne via Caneve e via Spalti.

Mestre è citata una prima volta nel 994, quando un diploma dell'Imperatore Ottone III dona a Rambaldo, conte di Treviso, terreni nella zona.

La zona era in quest'epoca divenuta terra di confine tra il Sacro Romano Impero e il Ducato di Venezia, luogo di passaggio per uomini e merci diretti da e per la vicina Venezia. Attraverso il porto di Cavergnago, situato sul basso corso del flumen de Mestre, infatti, passavano la dogana le merci e gli uomini diretti da e per Venezia: qui si incontravano le tre principali strade di collegamento con l'entroterra: la Padovana (odierna Miranese), la Castellana ed il Terraglio.

Nel 1153, infatti, la bolla in cui riconosceva signore di Mestre il vescovo di Treviso Bonifacio, papa Eugenio III specificava tra le proprietà un porto, il castello e la chiesa arcipretale di San Lorenzo[9].

La potestà vescovile venne però minacciata nel XIII secolo dalle prepotenze di Ezzelino III da Romano. Nel 1237 le sue soldatesche si spinsero nel territorio mestrino, devastandolo, tanto da costringere le monache del Monastero di San Cipriano, che sorgeva nei pressi, a fuggire sotto la protezione di Venezia [10]. Tra il 1245 e il 1250 Ezzelino occupò il castello di Mestre in contrasto con il fratello Alberico, divenuto podestà di Treviso, sino a che tra i due fratelli si giunse ad un accordo: nel 1257 il vescovo Adalberto III Ricco venne costretto a cedere il possesso del borgo e del castello all'amministrazione civile di Treviso, che prese a nominarvi un capitano per l'esercizio del potere amministrativo, militare e giudiziario.

Nel 1274 un incendio danneggiò gravemente il Castelvecchio[11].

Nel 1317 Cangrande della Scala incominciò a minacciare Treviso, che come contromisure rinforzò tra l'altro il castello di Mestre. Nel 1318 gli Scaligeri tentarono a più riprese di conquistare la piazzaforte, che però resistette contro ogni aspettativa. Le soldatesche, ritirandosi, saccheggiarono i territori dei dintorni provocando una grave crisi economica. Alla fine, nel 1323 Treviso, stremata dalla lunga guerra e abbandonata dall'imperatore, capitolò finendo sotto il dominio veronese — e con essa Mestre.

La consapevolezza che lo strapotere degli Scaligeri sulla terraferma era una minaccia per gli interessi commerciali della Serenissima spinse verso la metà del XIV secolo Venezia a prendere il controllo di Mestre, principale via d'accesso all'entroterra: così il 29 settembre 1337, giorno di San Michele Arcangelo, patrono di Mestre, il comandante veneziano Andrea Morosini, corrompendo i 400 mercenari tedeschi di guardia, conquistò il castello di Mestre. Inglobata nei territori metropolitani del Dogado, Mestre venne governata attraverso un rettore avente il titolo di Podestà e Capitanio: il primo fu Francesco Bon. L'espansione non si arrestò: Treviso venne conquistata il 2 dicembre 1338 e il 21 gennaio dell'anno successivo venne firmata la pace tra Venezia e Verona, che pose fine definitivamente alle ostilità.

In quest'epoca il traffico di merci tra Mestre e Venezia era diventato così importante da richiedere la costruzione di un canale artificiale, il Canal Salso, che dalla laguna arrivava fino al cuore del borgo. D'altra parte la successiva deviazione del fiume Marzenego, che venne portato a sfociare in corrispondenza di Altino, rese impraticabile al commercio tale via d' acqua, rendendo ancor più importante il Canal Salso e la sua terminazione in laguna San Giuliano. In ragione di ciò il commercio si spostò dalla parte nord di Mestre alla parte sud contribuendo allo sviluppo del suo nuovo centro commerciale, attorno alla Piazza Maggiore. Da lì partiva anche una via acquea (oggi interrata) chiamata "Brenta vecchia" che percorreva le odierne vie Brenta vecchia, Dante, Fratelli Bandiera, e confluiva nel naviglio Brenta a Malcontenta, e consentiva alle imbarcazioni di raggiungere Padova dal centro di Mestre. L'accresciuta posizione strategica di Mestre rese così necessaria la realizzazione di una nuova fortezza: il Castelnuovo, cui seguì un progressivo abbandono del Castelvecchio, che venne infine demolito nel XV secolo.

Nel 1452 venne costituito un Consiglio per affiancarsi nell'amministrazione del borgo all'autorità dei rettori veneziani: nel 1459 il consiglio prende così sede nella nuova Provvedaria.

Nel 1509, durante la Guerra della Lega di Cambrai, le forze veneziane in ritirata dopo la sconfitta nella battaglia di Agnadello, si asserragliarono al comando del Pitigliano nel castello di Mestre, che divenne l'estremo baluardo sulla terraferma e da dove partirono le spedizioni in soccorso di Treviso, assediata, e alla riconquista di Padova, occupata dagli Imperiali. Nel 1513 Mestre dovette però affrontare nuovamente l'assalto dei Francesi, che ne incendiarono il castello, venendo però ugualmente respinti. A onore dell'eroica resistenza la città ricevette dalla Serenissima il titolo di Mestre Fidelissima, che tutt'oggi ne è il motto.

Nel Settecento furono demolite le mura del Castelnuovo, ormai in grave stato di deterioramento. Di esse restarono solo la Torre dell'Orologio e la gemella Torre Belfredo.

Con la caduta della Repubblica di Venezia, Mestre venne occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte nel maggio del 1797, che posero fine al governo dell'ultimo podestà e capitano veneziano, Daniele Contarini.

[modifica] L'Ottocento e i moti patriottici

Nel 1798 il borgo passò assieme al resto degli ex-territori veneziani all'Impero d'Austria, salvo subire una nuova occupazione francese nel 1805 a seguito del trattato di Presburgo, venendo inglobata nel neonato Regno d'Italia. Mestre, adeguandosi al modello francese, nel 1808 si costituì in Comune, dotandosi di un consiglio di 40 membri e di un Podestà nominato dal governo centrale.

La sortita di Mestre del 27 ottobre 1848.

Alla caduta di Napoleone, nel 1814, Mestre tornò sotto il dominio austriaco del Regno Lombardo-Veneto, vedendosi ingrandito il territorio comunale con l'incorporazione dei limitrofi comuni di Carpenedo e Marocco.

Nel 1842 venne aperta la Ferrovia Milano-Venezia, che, passando a sud dell'abitato, ne spostò il baricentro, con lo sviluppo delle vie Cappuccina e Piave.

Nel 1848 sulla scia dei moti insurrezionali e patriottici risorgimentali, nel marzo 1848, mentre a Venezia Daniele Manin, a capo degli insorti, cacciava gli austriaci e proclamava la Repubblica di San Marco, a Mestre molti patrioti, disarmati con facilità i pochi soldati di guardia, presero il controllo della città. Istituita una Guardia Civica, i mestrini marciarono contro il Forte Marghera, sopraffacendo gli Austriaci ed impadronirsi della fortezza.

Mentre gli Austriaci, incalzati in tutto il Lombardo-Veneto si rinchiudevano tra le fortezze del Quadrilatero, Mestre divenne crocevia di passaggio per i molti volontari che affluivano da ogni parte d'Italia. Vittoriose, però, contro le truppe del Piemonte e volte alla riconquista dell'intero Lombardo-Veneto, il 18 giugno le truppe austriache fecero nuovamente ingresso a Mestre, rioccupandola ed usandola come testa di ponte per l'assedio di Venezia. Nonostante l'ardita Sortita di Forte Marghera del 27 ottobre e la temporanea liberazione di Mestre, il 4 maggio 1849 la città venne definitivamente riconquistata dagli Austriaci, seguita, il 22 agosto, dalla resa della stessa Venezia.

Per approfondire, vedi la voce Forte Marghera.

Nel 1866 Mestre venne infine annessa assieme al resto del Veneto al Regno d'Italia: il 4 aprile venne così inaugurata in Piazza Barche una colonna commemorativa dei caduti nella resistenza del 1848-1849, mentre infine il 17 ottobre i primi reparti del Regio Esercito entrarono in città. Il 6 marzo 1867 giunse a Mestre anche Giuseppe Garibaldi, arrigando la folla da un balcone di Piazza Maggiore, evento poi commemorato da una lapide.

Nel 1876 venne demolita dai privati che la possedevano la vecchia Torre Belfredo, una delle ultime vestigia dell'antico castello.

[modifica] Il Novecento

I referendum

A partire dalla fine degli anni settanta iniziarono a presentarsi i primi progetti di separazione di Mestre da Venezia, per la creazione di due comuni distinti, con la richiesta di indire dei Referendum popolari. Le varie consultazioni tenutesi negli anni (1979, 1989, 1994 e 2003) hanno tuttavia sempre visto rigettare tali proposte da parte della popolazione.

Alle suddette consultazioni, vennero chiamati a votare tutti gli abitanti dell'intero territorio comunale di Venezia, come richiesto dalla Corte Costituzionale per i distacchi di territori comunali che abbiano popolazione superiore al 10% dell'intero comune scindendo. In tutti i referendum prevalse il No sia a Mestre sia a Venezia. Tuttavia nei primi tre referendum una percentuale sempre più ampia dei votanti si espresse per il Sì. Durante l'ultima consultazione, al contrario, l'affluenza alle urne non ha neppure raggiunto il 50% degli aventi diritto (quorum non necessario per convalidare il referendum a norma di legge ma che la Regione aveva previamente richiesto per tenere conto di un eventuale risultato positivo) e inoltre i voti espressi e regolarmente conteggiati indicavano una maggioranza contraria alla separazione più ampia rispetto agli ultimi due referendum[12].

Nel 1917, con l'ausilio di una nuova legge sui porti, un quarto del territorio comunale di Mestre (Bottenigo, il cui nome venne da allora mutato in Marghera) veniva integrato al comune di Venezia e affidato alla Società Porto Industriale di Venezia la quale avviò le opere che portarono alla creazione del primo nucleo di Porto Marghera, inizialmente detto Porto di Mestre.

Frattanto un decreto del re Vittorio Emanuele III 26 agosto 1923 attribuì a Mestre il titolo di "Città". Appena il 24 agosto 1926, però, un nuovo decreto pose fine all'autonomia amministrativa della città: il distretto costituito dai comuni autonomi di Mestre, Chirignago, Zelarino e Favaro Veneto venne dichiarato parte integrante del comune di Venezia.
L'atto era legato alla nascita del polo industriale di Marghera, creato dalle politiche economiche di quegli anni, incentrate attorno all'attività dell'industriale e politico Giuseppe Volpi conte di Misurata, ministro delle Finanze e del Tesoro, presidente della Società Porto Industriale di Venezia, nonché della Società Adriatica di Elettricità, allora principale industria elettrica dell'Italia nord-orientale, fortemente interessata ad un forte sviluppo industriale dell'area, e del conte Vittorio Cini, presidente della Società Adriatica di Navigazione, della SITACO, interessata alla realizzazione dei nuovi quartieri residenziali, e commissario governativo per le acciaierie ILVA. Venezia si rivelava infatti per la propria conformazione urbana incapace, pur con la propria ampia disponibilità di manodopera, di avere una propria compiuta area industriale: l'espansione in terraferma divenne la soluzione necessaria per dare nuovo sviluppo della città.

Nel 1933 venne costruito il Ponte della Libertà e con esso il tratto stradale che portava all'odierna autostrada per Padova. Per unirla a Mestre fu costruito il Corso del Popolo. Per dare più spazio a tale strada fu interrato un tratto del Canal Salso. Nel 1955 in concomitanza con l'edificazione di Viale San Marco fu costruito il cavalcavia di S.Giuliano, che consentiva così di raggiungere Venezia direttamente senza dover transitare per Corso del Popolo. Tale cavalcavia rappresenta il tratto finale della strada statale per Trieste.

In conseguenza di ciò Mestre vide una forte crescita demografica che divenne vertiginosa a partire dagli anni sessanta, quando alle politiche abitative e del lavoro, che non favorivano i residenti lagunari, si sommarono i disastrosi effetti dell'alluvione del 1966, che mostrarono la vulnerabilità delle abitazioni ai piani bassi di Venezia. Sull'onda dell'emigrazione dal centro storico, la massima espansione edilizia e demografica venne raggiunta negli anni settanta, periodo in cui a Mestre vennero toccati i 220.000 abitanti. L'incredibile rapidità dello sviluppo fece sì che questo avvenisse in modo alquanto disordinato e al di fuori di un piano regolatore.

La crisi dell'industria chimica tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90, assieme al generale ridimensionamento delle grandi città del nord Italia hanno fatto sì che a Mestre e nei sobborghi limitrofi si registrasse un sensibile calo di abitanti. Tuttavia, con oltre 180.000 abitanti (oltre il 66% della popolazione del comune), la terraferma veneziana contribuisce ancora largamente a posizionare il comune di Venezia come primo del Veneto e undicesimo in Italia per popolazione.

Nel corso dell'ultimo decennio l'assetto urbano della città ha avviato una progressiva mutazione, con la riqualificazione delle aree centrali del vecchio borgo, la creazione di aree pedonali e la costruzione di nuove aree verdi, di zone commerciali e del nuovo ospedale dell'angelo. Esempi sono l'importante palazzo-congressi del Centro Candiani, la riqualificazione del Teatro Toniolo, i nuovi quartieri dirigenziali nella parte meridionale e il grande parco San Giuliano.

[modifica] Gli allagamenti del 26 settembre 2007

Il 26 settembre 2007[13] la terraferma veneziana è stata colpita da un eccezionale evento pluviometrico che ha causato l'allagamento di una vasta parte del territorio. Alla base dell'evento vi è stato un intenso e persistente sistema temporalesco che ha colpito nella mattina di tale giorno la fascia costiera del Veneto centro-meridionale. Nel corso dell'evento alla stazione pluviometrica di Mestre-Marghera è stata registrata una precipitazione di 260.4 mm, pari a circa un terzo della precipitazione media annua della zona. Un dato ancora più elevato (324.6 mm) è stato registrato nella stazione di Valle Averto (VE).

L'eccezionalità del fenomeno è indicata da alcuni dati registrati dalla stazione di Mestre-Marghera:

  • 24.0 mm caduti in 5 minuti (dalle 6.25 alle 6.30)
  • 42.2 mm caduti in 10 minuti (dalle 6.20 alle 6.30)
  • 91.2 mm caduti in 30 minuti (dalle 6.15 alle 6.45)
  • 126.6 mm caduti in 1 ora (dalle 6.15 alle 7.15)
  • 201.0 mm caduti in 3 ore (dalle 5.35 alle 8.35)
  • 246.8 mm caduti in 6 ore (dalle 3.25 alle 9.25)
  • 260.4 mm caduti in un giorno.

Moltissime furono le aree allagate; in molte strade l'acqua raggiungeva anche il metro d'altezza. Per la prima volta dalla definizione delle emergenze, il sito del Comune di Venezia ha attivato il "codice rosso", il più grave dei tre previsti.

In seguito all'evento alluvionale, la Regione Veneto ha dichiarato lo stato di emergenza per una parte del territorio regionale. Successivamente, con l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri OPCM n° 3621 del 18/10/2007[14] l'ing.Mariano Carraro è stato nominato commissario delegato per l'emergenza concernente gli eventi meteorologici del 26/9/07. Tra i principali compiti del commissario vi sono l'uscita dalla situazione di emergenza verificatasi (provvedendo anche alla liquidazione dei danni) e l'adozione di provvedimenti atti a scongiurare o ridurre il rischio del ripetersi di allagamenti analoghi[15].

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

La piazza initolata ad Erminio Ferretto è la principale della città. Sviluppatasi nel medioevo come piazza del mercato e, in tempi più recenti, come capolinea della rete tranviaria, si arricchì poi di esercizi commerciali e del noto Teatro Toniolo, posto in una piazzetta contigua. Sulla piazza sorgono il seicentesco Duomo di San Lorenzo, il Palazzo da Re, il cui portico ospitava il mercato delle granaglie e la Torre dell'Orologio. Quest'ultima era originariamente una casa-torre fatta erigere dai Collalto nel 1108, ma fu poi inglobata nel secondo castello di Mestre (il Castelnuovo). Oggi è l'unica rimasta delle quindici — o, secondo altre fonti storiche, diciassette — torri che componevano la fortezza. Altri edifici di rilevo sono il Palazzo Podestarile, la Provvedaria e la scuola dei battuti o scholetta piccolo edificio trecentesco con finestre trilobate prospettante sulla via Poerio. Tra il 1995 e il 1998 Piazza Ferretto è stata ristrutturata secondo il progetto dell'architetto Guido Zordan. In particolare, al centro è stata collocata una lunga fontana con una scultura in bronzo dorato di Alberto Viani intitolata "Nudo".

In Piazza Ferretto Papa Giovanni Paolo II tenne un discorso il 17 giugno 1985 durante la sua visita pastorale a Venezia[16].

Per approfondire, vedi la voce Piazza Ferretto.

Altre opere di interesse artistico sono il monumento alla Resistenza di Augusto Murer in Piazza XXVII Ottobre (conosciuta comunemente con il nome di "Piazza Barche", toponimo che ricorda quando il Canal Salso giungeva al centro dell'odierna piazza collegando Mestre alla Laguna Veneta) e la fontana di Gianni Aricò nella vicina via Piave.

[modifica] Architetture religiose

Quasi tutte le chiese di Mestre sono state costruite nel secondo dopoguerra in concomitanza con l'espansione dei quartieri residenziali, tuttavia sono degni di nota alcuni luoghi di culto ben più antichi.
La chiesa di San Girolamo è la più antica della città risalendo al 1261. Sorge lungo l'omonima via pedonale dove un tempo erano edificate le mura est del Castelnuovo, di fronte ad un canale derivato dal Marzenego e oggi interrato.
La Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, a Carpenedo, ha pure origini molto antiche, ma l'edificio precedente, di cui si hanno notizie sin dal 1152, è stato sostituito nel 1852 da una nuova e più grande costruzione in stile neogotico.
La chiesa di San Rocco, che sorge nell'attuale via Manin, fu eretta nel 1476 ed oggi è parrocchiale greco-cattolica rumena[17].
La chiesa di Santa Maria delle Grazie e l'annesso convento vennero completati nel 1520 dalle monache benedettine (da cui il toponimo ramo delle muneghe riferito ad un ramo del Marzenego ora tombato). Situata presso l'attuale via Poerio, è oggi sconsacrata e adibita a libreria[18].
Ben più recenti ma degne di nota sono la chiesa del Sacro Cuore costruita nel 1970 dalla caratteristica forma a due vele discendenti alte quaranta metri; e la chiesa dei Cappuccini del 1967, costruzione che ha inglobato l'antica chiesetta dei frati datata 1619 e dedicata a S. Carlo Borromeo.
Tra i luoghi di culto più rilevanti va annoverato, ovviamente, anche il Duomo.

Per approfondire, vedi la voce Duomo di Mestre.

[modifica] Ville Venete

Quando la Serenissima, esaurito il suo ruolo di potenza marittima, volse i suoi interessi economici verso la Terraferma, affidò la gestione dell'agricoltura ai patrizi che, presso il loro podere, avevano l'usanza di edificare la propria villa. Per la vicinanza a Venezia, il territorio mestrino fu una delle prime località coinvolte in questo fenomeno e tuttora vi si ergono numerosi palazzi signorili. La recente espansione urbana ne ha inglobato la maggior parte nella conurbazione, ma si tenga presente che, originariamente, si trovavano tutti in aperta campagna.
Tra le più centrali si ricordano:

  • villa Erizzo (XVII secolo), oggi affacciata su piazzale Donatori di Sangue, è interamente circondata da edifici moderni, ma in passato le erano annessi quasi 5.000 mq di parco. Conserva alcuni affreschi del Settecento di tema bucolico, attribuibili ad Andrea Urbani. Le è annessa anche una cappellina privata dedicata alla Vergine (1686), dove papa Pio VI, ospite dei proprietari, vi celebrò una Messa (1782). L'edificio fu in seguito molto rimaneggiato e assunse l'attuale aspetto quando furono completati gli ampliamenti (1939) voluti da Giuseppe Volpi per farne la sede di terraferma della società elettrica SADE. Tutt'ora ospita uffici dell'ENEL.
  • villa Querini (XVIII secolo), si trova all'angolo tra le attuali via Verdi e via Circonvallazione. Appartenuta ai Querini Stampalia fino al 1869, è di proprietà comunale e il parco è oggi un giardino pubblico.
  • villa Della Giusta, in via Torre Belfredo, costruita dai Contarini (seconda metà del XVIII secolo), è attualmente sede dell’Istituto Parini. Nel giardino si trovano ancora alcuni resti delle mura del Castelnuovo.
  • villa Settembrini, situata in via Carducci, è un edificio tardo (seconda metà dell'Ottocento) di dimensioni modeste e dalle linee semplici. Ospita oggi la sede della fondazione Gianni Pellicani.

[modifica] Architetture militari: i forti

Antica pianta del Forte Marghera, principale caposaldo del campo trincerato di Mestre.

Di interesse sono inoltre i forti, che costituivano il campo trincerato di Mestre, realizzati nel corso del XX secolo. Il più grande e importante di essi, antecedente di quasi un secolo la creazione dello stesso campo, è Forte Marghera, il quale si estende per 48 ettari in un'area posta tra la città e la laguna, vicino al Parco di San Giuliano. Costruita per scopi militari, la struttura fu poi abbandonata e nella seconda metà del 2008 è stata acquistata dal Comune, mettendo così a disposizione dei cittadini una grande area verde all'interno della città.

[modifica] Parchi urbani principali

Degni di nota sono inoltre i due grandi parchi cittadini, il Parco Alfredo Albanese (dedicato al vice-questore ucciso dalle Brigate Rosse) noto popolarmente come parco della Bissuola in quanto sorge nella zona così denominata, e il Parco di San Giuliano prospiciente la Laguna. Il primo ha un'estensione di 33 ettari, mentre il secondo, inaugurato il giorno 8 maggio 2004, attualmente si estende per 74 ettari. Secondo il Piano Guida del Parco, esso però si estenderà per ben 700 ettari, di cui 475 ettari di terreno e 225 di canali, barene e laguna, risultando quindi il maggior parco cittadino italiano[19]. Il Parco di San Giuliano è stato scelto per ospitare il festival rock Heineken Jammin' Festival, dal 14 al 17 giugno 2007. La manifestazione, giunta alla sua decima edizione, avrebbe dovuto svolgersi come tradizione all'Autodromo di Imola, ma la direzione decise di spostarlo nel parco mestrino per sfruttare, oltre alla grande capienza di pubblico, il bellissimo panorama di Venezia, che si scorge da San Giuliano. Nel pomeriggio del 15 giugno, violente raffiche di vento causarono il crollo di alcune torrette per l'illuminazione e il ferimento di una trentina di persone, rendendo necessaria la chiusura anticipata della manifestazione. La manifestazione dell'anno successivo, tenutasi sempre al parco di San Giuliano, ha avuto un esito positivo, essendosi svolta con ottime condizioni meteo.

[modifica] Il Bosco di Mestre

Il Bosco di Mestre è un bosco periurbano che nasce da un'idea di Gaetano Zorzetto [20] (prosindaco di Mestre e politico locale dal 1970 al 1995) e si compone di parecchie aree ex agricole riforestate di diversa ampiezza alcune vicine altre un po più distanti tra loro, ma con il progetto di essere tutte collegate da percorsi ciclo-pedonali. Esso è composto da:

  • Bosco Ottolenghi (situato tra le località di Favaro e Dese), 20 ettari;
  • Bosco di Campalto (situato nella omonima località) 6.7 ettari;
  • Bosco dell'Osellino (situato a ridosso del Quartiere Pertini lungo l'omonimo canale) 8.1 ettari;
  • Bosco Querini (diverse aree ex agricole acquistate dal comune di Venezia nel 2003 attigue al Bosco Ottolenghi, non ancora completamente riforestate) 200 ettari;
  • Bosco di Carpenedo (ultimo residuo dell'antica foresta planiziale che ricopriva l'intero entroterra mestrino, situato a ridosso della SR 14 di Mestre ex SS 14 bis) 10 ettari.

Completano l'opera i due boschi privati Bosco del Montiron (nei pressi dell'abitato di Ca' Noghera) ed il Bosco della Malcontenta (nell'omonima località). Gli impianti, iniziati nel 1993, continuano ancora e sono composti principalmente da farnie, carpini, aceri, frassini, pioppi, tigli e salici. All'interno delle aree già inaugurate esistono zone umide, zone ricreative, culturali e percorsi naturalistici. A lavori ultimati, con i suoi 1400 ettari di superficie, il Bosco di Mestre sarà il bosco periurbano più grande d'Italia[21].

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

A Mestre si contano numerose scuole secondarie (le ex "superiori") dislocate in varie zone della città: si tratta di un liceo classico, di due licei scientifici e di svariati istituti tecnici e professionali statali che attirano studenti dai centri della conurbazione mestrina e dai comuni della "cintura" veneziana.

[modifica] Biblioteche

La Biblioteca Civica Centrale di Mestre è il perno del Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Venezia. Istituita nel 1952, conta oggi circa 90.000 testi e attualmente, dopo vari traslochi, è sita in via Miranese. Ne è previsto però il trasferimento a villa Erizzo, acquistata nel 2008 dal comune di Venezia e situata nel centro città. Il Sistema riunisce altre diciannove biblioteche, delle quali dodici si trovano in Terraferma.

[modifica] Università

Di recente la città ha cominciato ad ospitare diverse sedi distaccate di alcuni atenei.
E' particolarmente presente l'Università "Ca' Foscari" di Venezia con i dipartimenti di informatica, di chimica e di scienze ambientali (facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali).
A Mestre si trovano anche la sede di infermieristica dell'Università di Udine e il Laboratorio di Scienza delle costruzioni dell'Università IUAV di Venezia. In via Torino è in costruzione inoltre una cittadella universitaria (l'apertura è prevista per il 2010) che verrà a riunire le varie sedi in un unico complesso.

[modifica] Musei

È in via di realizzazione il Museo di Mestre chiamato M9 (Museo del Novecento). Il progetto interessa un'area di circa 8000 mq collocata nel centro di Mestre in Via Poerio, più precisamente nelle aree denominate ex caserma Matter, ex caserma Pascoli e ex proprietà Volpato. A lavori ultimati il Museo avrà un'esposizione permanente, varie esposizioni temporanee, un auditorium ed una mediateca.[22]

[modifica] Eventi

Ogni anno nel centro cittadino si svolge Mestre più, una manifestazione con mercatini, concerti ed intrattenimenti. L'evento dura un mese e si ripete due volte l'anno, la prima a cavallo del natale, la seconda tra maggio e giugno. Per l'occasione i negozi del centro posticipano la chiusura. Il primo sabato di ogni mese si svolge, sotto i portici del Corso del Popolo, il mercatino dell'antiquariato.

[modifica] Teatri e cinema

La città offre un'importante rete di teatri e cinema: oltre allo storico Toniolo (1912), degni di nota sono il Teatrino della Murata, il cinema-teatro Arnaldo Momo, il teatro del Parco e il complesso cinematografico CityPlex che comprende anche il cinema più grande, il cinema-teatro Corso.
Il primo teatro di Mestre fu il Balbi, inaugurato nel 1778. Pregevole opera architettonica progettata da Bernardino Maccaruzzi, fu molto frequentato dalla nobiltà veneziana, ma venne demolito nel 1811. Sorgeva nei pressi di piazza Barche, dove oggi si trova la Galleria Teatro Vecchio.

[modifica] Trasporti

[modifica] Trasporto ferroviario

Mestre è servita dalla stazione di Venezia Mestre, che fa parte del progetto Grandi Stazioni e il cui flusso di utenti è di circa 85.000 persone al giorno [23]. In tale stazione convergono le linee Milano-Venezia, Venezia-Trieste, Venezia-Udine, Venezia-Trento e Adria-Mestre.

Sempre nella terraferma veneziana si trovano le stazioni di Venezia Carpenedo e Venezia Porto Marghera e la fermata Venezia Mestre Ospedale.

[modifica] Trasporto aereo

In località Tessera, a circa 7 km dal centro di Mestre, si trova l'aeroporto internazionale di Venezia, intitolato all'esploratore veneziano Marco Polo; lo scalo rappresenta oggi il terzo polo aeroportuale italiano. È raggiungibile anche con il trasporto pubblico, con alcune linee automobilistiche delle società ACTV e ATVO e con alcune linee lagunari.

[modifica] Trasporto stradale

Il sistema autostradale di Mestre

Mestre è un importante snodo viario; le principali infrastrutture stradali che la servono sono:

Per approfondire, vedi la voce Passante di Mestre.

[modifica] Trasporto pubblico urbano

Il convoglio 01 presentato alla cittadinanza in via Poerio il 1 marzo 2009.

Il trasporti pubblico urbano a Mestre è gestito da ACTV. L'area urbana di Mestre è servita da 42 linee ACTV, di cui 21 servono il collegamento con Venezia - Piazzale Roma comprese le due linee notturne (N1 e N2) a frequenza alternata che garantiscono il collegamento tra alcune zone della terraferma e Venezia - Piazzale Roma; sono in coincidenza con il servizio notturno di navigazione. Transitano inoltre per Mestre tutte le linee ACTV extraurbane che collegano Venezia ai comuni attigui.

[modifica] Tranvia

Per approfondire, vedi la voce Tranvia di Mestre.

È in corso di realizzazione una tranvia su gomma (Translohr), costituita da due linee: la prima seguirà il percorso Venezia-Mestre centro-Favaro via Monte Celo, mentre la seconda il percorso Marghera-Mestre centro; quest'ultimo capolinea (situato in piazzale Cialdini) fungerà da interscambio tra le due linee. Per dicembre 2009 è previsto il completamento della linea 2 e del tratto via Monte Celo-piazzale Cialdini della linea 1.

[modifica] Car Sharing

A Mestre e terraferma ci sono 11 aree di sosta attrezzate del car sharing del Comune di Venezia, presso le quali, previo abbonamento al servizio, gestito da ASM Venezia, è possibile prelevare o restituire le autovetture del circuito[24].

[modifica] Sport

Le attività sportive sono molto presenti in città e possono servirsi di numerosi impianti (da ricordare lo stadio Francesco Baracca e il palasport Taliercio).

Lo sport che probabilmente ha portato più medaglie alla città è la scherma che fa capo Circolo Scherma Mestre (intitolato a Livio Di Rosa, allenatore di alcuni fra gli atleti più forti). Da ricordare Fabio Dal Zotto, primo oro olimpico mestrino, Andrea Borella, Mauro Numa, Dorina Vaccaroni, Andrea Cipressa, Francesca Bortolozzi e Matteo Zennaro.

Il più vecchio sodalizio sportivo della città è però la S.G.S.D. Spes Mestre, società ginnica fondata nel 1903, da cui provengono i ginnasti olimpionici Diego Lazzarich, Gianmatteo Centazzo, Maria Grazia Mancuso e Valentina Spongia.

La principale squadra di calcio della città, nata con la denominazione Mestrina e divenuta successivamente Calcio Mestre, ha militato per molti anni in serie C, raggiungendo la promozione nella Serie B negli anni quaranta. La squadra venne fusa nel 1987 con il Venezia, ma "risorse" nel 1991, raggiungendo la serie C2 per poi fallire nel 2005.
Attualmente le squadre della città sono tre e militano tutte in campionati dilettantistici: l'Edo Mestre, gioca nel campionato di Eccellenza Veneta, l'A.C. Mestre e la Mestrina, entrambe in Promozione (calcio) Veneta.

Mestre vanta inoltre una forte tradizione cestistica, in passato con il Basket Mestre ed attualmente con i Bears Mestre (solo settore giovanile) e con la Reyer Venezia Mestre (serie A1 femminile e serie A2 maschile).

Degna di nota è anche la squadra di pallavolo Volley Mestre che partecipò ad alcuni campionati di serie A2 negli anni '90. Dall'anno 2007, è nata una nuova società di pallavolo femminile il Mestre Volley Center, neopromossa nella stagione 2008/2009 al campionato di SERIE D, con un settore giovanile molto forte ed organizzato.

A Favaro Veneto gioca, si allena ed ha sede la società Veneziamestre Rugby 1986.

Per quanto riguarda il ciclismo, dal 1984 al 2005 si è svolta la competizione Millemetri del Corso. La crono-corsa veniva effettuata ogni anno nel mese di ottobre lungo corso del Popolo e tra i partecipanti figuravano anche grandi campioni del ciclismo. Dal 2006 è stata sostituita da una manifestazione minore tipo-pista denominata prima Mestre in Pista e successivamente Città in Pista.

Da ricordare è il Tennis club Mestre che milita nella serie A1 del campionato nazionale femminile.

Va menzionato anche l'Hockey Team Mestre, una squadra di hockey in-line che milita nel campionato nazionale in serie A2

[modifica] Consolati stranieri

In città trovano sede alcuni consolati stranieri:

[modifica] Il codice fiscale "mestrino"

Per un breve periodo, con l'introduzione del codice fiscale nel 1976, ai cittadini nati a Mestre venne attribuito il codice terminale F159, corrispondente al codice catastale dell'ex-comune, anziché il codice L736 relativo al comune di Venezia; lo stesso valse per i nati negli altri comuni soppressi (ad esempio, i nati a Favaro ebbero il codice D515). Negli anni successivi l'errore venne corretto con l'emissione di nuovi tesserini, ma sembra in realtà che non tutti siano stati sostituiti.

[modifica] Note

  1. ^ La notevole espansione urbana della città e dei centri limitrofi ha dato luogo ad un'ampia conurbazione, sicché attualmente è impossibile determinare gli esatti confini di Mestre e, di conseguenza, l'ammontare della popolazione. Il 02 giugno 2009 l'ex quartiere di Mestre Centro contava 50.132 residenti, che salgono a 89.527 se si considera l'intera municipalità di Mestre-Carpenedo; gli abitanti della terraferma veneziana sono invece 180.295: spesso quest'ultimo valore viene indicato, per estensione, come l'effettiva popolazione di Mestre.
  2. ^ Analogamente a Marghera, alcuni atlanti geografici (come quelli redatti dalla De Agostini) indicano il centro come "Venezia-Mestre" per sottolinearne la dipendenza amministrativa dal comune di Venezia. Di fatto, però, la denominazione più usata - e comunque ufficiale - è semplicemente "Mestre".
  3. ^ Sebbene molto spesso Mestre venga definita "frazione", ufficialmente il comune di Venezia non riconosce alcun centro abitato con questo titolo; in effetti, lo stesso statuto comunale parla solo di municipalità.
  4. ^ Motivazioni della Medaglia d'Oro sul sito della Presidenza della Repubblica. URL consultato il 23-01-2009.
  5. ^ Modello idrologico-idraulico del fiume Marzenego.. URL consultato il 23-01-2009.
  6. ^ Bonaventura Barcella, Notizie storiche del castello di Mestre dalla sua origine all'anno 1832 e del suo territorio, Venezia, 1839. Come osserva Luigi Brunello, consigliere del Centro Studi Storici di Mestre, l'autore di questo testo non fu certamente uno storico professionista e l'attendibilità delle sue teorie può essere facilmente messa in dubbio (vedi: [1](PDF) ).
  7. ^ Rosanna Saccardo, Il problema dell'origine del nome di Mestre in "Quaderni di Studi e Notizie n. 2", Centro Studi Storici di Mestre, 1962-1963. pp. 11-13
  8. ^ Il territorio mestrino dall'età romana al X secolo, dalla sezione storia del sito della municipalità.. URL consultato il 23-01-2009. (DOC)
  9. ^ Storia di Treviso, 2, a cura di Ernesto Brunetta, La diocesi e i vescovi dall'Alto Medioevo al secolo XIII di Silvio Tramontin, pp. 359-368
  10. ^ Samuele Romanin, Storia documentata di Venezia, Tomo I
  11. ^ Il Castelvecchio era posizionato nella zona dell'ex-Ospedale Umberto I, ma non ne rimane traccia. Unica testimonianza è il tracciato della strada di accesso al castello tramite ponte levatoio (oggi non esistente) chiamata ancor oggi via castelvecchio, intersecata da via Einaudi.
  12. ^ [2] I risultati dei vari referendum, a cura del Servizio Elettorale del Comune di Venezia; sono presenti i dati complessivi, scorporati per quartieri e per sezione
  13. ^ Analisi meteo-climatica dell'evento pluviometrico (Arpav).. URL consultato il 23-01-2009.(PDF)
  14. ^ Nomina del Commissario Allagamenti dalla Gazzetta Ufficiale.. URL consultato il 23-01-2009.(PDF)
  15. ^ Sito ufficiale del Commissario Allagamenti.. URL consultato il 23-01-2009.
  16. ^ Articolo di Repubblica del 1985 sulla visita del Papa a Venezia. URL consultato il 23-01-2009.
  17. ^ Informazioni sulla chiesa dal sito del Duomo.. URL consultato il 23-01-2009.
  18. ^ Sito della parrocchia del Duomo.. URL consultato il 23-01-2009.
  19. ^ I dati tecnici del Parco di San Giuliano, tratti dal sito ufficiale sui parchi di Mestre.. URL consultato il 23-01-2009.
  20. ^ sito del bosco di Mestre, descrizione della fase iniziale.. URL consultato il 23-01-2009.
  21. ^ Sito del bosco di Mestre.. URL consultato il 23-01-2009.
  22. ^ Fondazione Pellicani su M9.
  23. ^ Descrizione della stazione di Mestre dal sito di Grandi Stazioni.. URL consultato il 23-01-2009.
  24. ^ Sito di ASM Venezia. URL consultato il 01-02-2009.

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