Sesto San Giovanni

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Sesto San Giovanni
comune
Sesto San Giovanni – Stemma Sesto San Giovanni – Bandiera
(dettagli)
Sesto, zona Marelli
Sesto, zona Marelli
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Monica Luigia Chittò (PD) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°32′00″N 9°14′00″E / 45.533333°N 9.233333°E45.533333; 9.233333 (Sesto San Giovanni)Coordinate: 45°32′00″N 9°14′00″E / 45.533333°N 9.233333°E45.533333; 9.233333 (Sesto San Giovanni)
Altitudine 140 m s.l.m.
Superficie 11,74 km²
Abitanti 82 078[1] (31/12/2013)
Densità 6 991,31 ab./km²
Frazioni Cassina de' Gatti
Comuni confinanti Bresso, Brugherio (MB), Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Milano, Monza (MB)
Altre informazioni
Cod. postale 20099
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015209
Cod. catastale I690
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 404 GG[2]
Diffus. atmosf. alta
Nome abitanti sestesi
Patrono San Giovanni
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sesto San Giovanni
Posizione del comune di Sesto San Giovanni all'interno della provincia di Milano
Posizione del comune di Sesto San Giovanni all'interno della provincia di Milano
Sito istituzionale

Sesto San Giovanni (Sèst San Giuàn in dialetto locale) è un comune italiano di 82.078 abitanti[1] della provincia di Milano in Lombardia. Il nome del comune si compone di Sesto, ad indicare la distanza in miglia da Milano lungo un'antica strada romana che collegava Milano e Monza (ad sextum lapidem, ovvero presso la sesta pietra miliare)[3][4] e San Giovanni, indicazione introdotta a partire dal 1100, per rendere chiara la dipendenza di Sesto dalla Basilica di San Giovanni a Monza e dal suo territorio, la Corte di Monza[5][6].

Nel XX secolo è stata sede di una delle più grandi ed estese concentrazioni industriali d’Italia, con stabilimenti metallurgici, elettronici ed elettrotecnici; nello stesso secolo era fiorente anche l’industria tessile, e la produzione libraria e della carta[7].

Per numero di abitanti è il sesto comune della regione e il secondo della provincia di Milano dopo il capoluogo.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Sesto San Giovanni si sviluppa su un territorio di circa 12 km² ad un'altitudine che va dai 147 metri s.l.m. a nord in corrispondenza della dell'autostrada Milano-Bergamo, ai 126 metri s.l.m. a sud-est, nell'ansa di territorio comunale dove il fiume Lambro interseca il Naviglio della Martesana[8]. Il comune confina a nord con il comune di Monza, a est con i comuni di Cologno Monzese e Brugherio, a sud con il comune di Milano e a ovest con i comuni di Cinisello Balsamo e Bresso. Sesto è inserita nell'area metropolitana di Milano e non presenta soluzione di continuità con il capoluogo, del quale è la naturale prosecuzione. Il territorio comunale è intersecato in direzione nord-sud dalla rete ferroviaria. A est della ferrovia, oltre al centro storico, si trovano le grandi aree ex-industriali. Lungo buona parte del confine orientale del comune scorre il fiume Lambro, mentre a sud-est un breve tratto del confine del territorio comunale è tracciato dal Naviglio della Martesana.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista legislativo il comune di Sesto San Giovanni ricade nella Classificazione climatica E: i gradi giorno della città sono 2404[9]. La diffusività atmosferica è alta (> 2000 m)[10]. In città è installata una centralina di rilevazione della qualità dell'Aria, collegata all'Agenzia regionale per la protezione ambientale della regione Lombardia[11]. La centralina rileva i livelli di diossido di azoto e monossido di carbonio presenti nell'aria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Sesto San Giovanni.

Dalle origini al XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio di una mappa del 1790 circa, dove è indicata Sextum.

Nato probabilmente come agglomerato di case contadine, fondato dai romani, Sesto rimane un minuscolo borgo fino all'Ottocento. Alcune fonti attribuiscono la fondazione del primo borgo ai Longobardi, giunti in Italia fra il 568 e il 569 d.C. Di sicuro, questa popolazione fu una presenza fissa e dominò il territorio di Sesto: il borgo di Cassina de' Gatti in origine si chiamava Sundro, dal termine longobardo sundrium (terreno mantenuto e lavorato dai padroni per conto proprio e con l'opera di servi)[12]. Il nome Sesto è dato dalla distanza in miglia dalla Milano del periodo romano, mentre l'ipotesi più accreditata per l'appellativo San Giovanni è del 1100, quando fu aggiunto ad indicare la dipendenza del territorio sestese alla Basilica di San Giovanni a Monza. Ma già un secolo prima alcuni documenti riportano l'appellativo Giovanni: Sexto qui dicitur Johannis in un documento del 1007. Durante tutto il medioevo, il comune era conosciuto come Sesto Zohanno, Sesto Zane o più frequentemente Sesto Johanno[13].

Le primissime notizie storiche relative a Sesto risalgono al IX secolo e testimoniano l'importanza del paese a cui facevano riferimento, per questioni legali o notarili, gli allora comuni limitrofi, Cinexellum, Balsamum o Colonia. Anche il fatto che già allora vi fossero sul territorio sei chiese denota la rilevanza di Sesto e la sua vastità di territorio e popolazione rispetto ai borghi confinanti[14]. Intorno all'anno 1000 fu "terra fortificata" e disponeva di un vallo difensivo e di un castello piuttosto grande, non espressione della potenza di un feudo, quanto della potenza di qualche famiglia privata[15].

Nel XIII secolo la sua parrocchiale era l'unica di rito ambrosiano soggetta alla Basilica di Monza[16]. Vi era presente un monastero dedicato a San Nicolao. Le prime testimonianze di un ordinamento comunale sono presenti in un documento del 1244 inserito negli "Atti del Comune di Milano”. In tale documento Sesto San Giovanni è citato come comune[17]. Fu più volte interessata a fatti d'arme: nel 1259 Martino della Torre signore di Milano vi riunì l'esercito che si diresse poi verso Monza per sorprendervi Ezzelino da Romano che cercava di impadronirsi della Corona ferrea. L'11 giugno del 1323 fu il campo di Re Roberto forte di 30.000 fanti e 8.000 cavalieri, che si scontrò con Galeazzo e Marco Visconti. La vicina località della Bicocca degli Arcimboldi vide lo scontro tra i Visconti e i Torriani e successivamente nel 1522 una battaglia tra l'esercito imperiale condotto da Prospero Colonna e i Francesi comandati dal Lautrech. Negli "Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346" Sesto San Giovanni risulta facente parte della corte di Monza. Il censimento del 1751 documenta che il comune contava 725 abitanti e veniva amministrato da consiglio generale, convocato almeno una volta all’anno. A metà del XVIII secolo il comune di Sesto San Giovanni era direttamente sottoposto alla giurisdizione del podestà di Milano[17]. Nel 1771 gli abitanti di Sesto San Giovanni erano 1.682[18].

XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Un tram a due piani al Rondò, inizi del Novecento.

Nel 1809 al comune di Sesto San Giovanni furono aggregati, non uniti, i comuni soppressi di Cassina de' Gatti e di Sant’Alessandro[19] e la popolazione raggiunse 2.248 unità[20]. La prima filanda viene aperta nel 1832 da Giuseppe Puricelli Guerra in un cortile della villa di famiglia, Villa Puricelli Guerra. Nel 1840 viene ammodernata con l'introduzione delle "bacinelle da macero" a vapore). Nei decenni seguenti altre se ne aggiungono: quella di Enrico Mylius, la Savini (poi Gaslini, in quanto acquisita dai nobili Gaslini, una famiglia proveniente da Milano), sulla vecchia strada per Monza, la De Ponti in via Vittorio Emanuele, la Gnocchi, la Chiavelli alla cascina Valdimagna. Nel 1878 le filande di Sesto San Giovanni sono sette e occupano 738 persone. Nel 1840 entra in funzione la seconda linea ferroviaria d'Italia dopo la Napoli-Portici, la Milano-Monza, che ha a Sesto una stazione intermedia. Nel 1876 viene inaugurata anche la tranvia Milano-Monza, parallela alla ferrovia, inizialmente a trazione equina, e in seguito elettrificata dalla società Edison nel 1901.

Insieme ai primissimi insediamenti industriali, è in questo secolo che vengono ampliate e costruite le ville destinate alle famiglie industriali di allora: ad esempio, la Villa Mylius, accanto a Villa Zorn, residenza di Enrico Mylius dall'inizio del XVIII secolo. Divenne un vivace salotto culturale, da cui passarono personalità come Carlo Cattaneo, Massimo D'Azeglio, Alessandro Manzoni e Vincenzo Monti. E sempre a villa Mylius, Barnaba Oriani condusse, dalla torretta della villa, parte dei suoi studi astronomici[21].

Nel 1861, con la costituzione del Regno d’Italia, il comune di Sesto contava 4.344 abitanti[22]. Nel 1866 la frazione di Occhiate venne separata da Sesto e venne aggregata a Brugherio. Nel 1869, il comune soppresso di Cassina de' Gatti viene definitivamente unito al comune di Sesto San Giovanni[23]. Nel 1880 Sesto contava circa 6.000 abitanti e disponeva già delle infrastrutture che ne favoriranno il successivo sviluppo.

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

A cavallo tra Ottocento e Novecento Sesto si industrializza e aprono diverse fabbriche con l'investimento di molti industriali milanesi.

Le principali industrie sono Osva, Breda, Ercole Marelli, Magneti Marelli, Falck, Spadaccini, Gabbioneta, Campari, Garelli, Balconi. Con l'industrializzazione aumenta esponenzialmente il numero di abitanti (14.000 nel 1911) e molte aziende costruiscono alloggi per operai nella città.

Una minuscola parte delle immense aree industriali dismesse di Sesto

La presenza operaia rende molto fervente l'attività politica sestese e il regime fascista faticherà molto ad imporsi, anzi non riuscirà mai ad imporsi seriamente. Nelle fabbriche si organizza una lotta clandestina contro il fascismo. Tuttavia fu grande l'entusiasmo (c'è chi dice obbligato sotto minaccia[senza fonte]) durante la visita del duce nel 1934 alla Ercole Marelli, ben più fredda l'accoglienza alla Falck. L'armistizio dell'8 settembre 1943 e la caduta del fascismo furono salutati dai sestesi con grandi manifestazioni di gioia, la militarizzazione dei lavoratori aveva causato molti problemi economici e sociali, sfociati nei grandi scioperi tra il 1942 e il 1943.

Al crollo del fascismo si introduce il controllo dei nazisti, ostacolato dalle formazioni Sap (Squadre di azione patriottica) che si riuniscono e si formano nelle varie fabbriche. Prende inizio la strenua resistenza contro i nazisti, le attività economiche si fermano quasi totalmente con l'ondata continua di scioperi del 1944 e 1945. Si susseguono arresti, deportazioni, fucilazioni e atti di sabotaggio e guerriglia. Il 28 aprile gli alleati entrano a Sesto San Giovanni.

Nel 1954 Sesto San Giovanni fu insignita del titolo di città[24].

Sesto San Giovanni è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita il 18 giugno 1971 della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. A ricordo delle fasi della lotta di liberazione è stato eretto un monumento nella piazza della Resistenza antistante agli edifici del comune. Dopo il difficile dopoguerra Sesto ricomincia la sua espansione urbana e demografica e continua ad essere un importante centro economico e durante gli anni di piombo sarà lo scenario di alcune azioni e propaganda delle Brigate Rosse.

La crescita economica prosegue fino alla crisi degli anni novanta del XX secolo quando chiusero tutte le fabbriche storiche di Sesto, ultima la Falck nel 1996. Sesto dovette trasformarsi completamente da città industriale a città del terziario avanzato, fase ancora in corso con la riconversione delle aree prima occupate dalle fabbriche.

La Stalingrado d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Il capannone bramme nella ex Falck Unione

I motivi di questo soprannome sono soprattutto di natura sociale e storica: la massiccia presenza operaia, i continui scioperi tra il 1942 e il 1944, la strenua resistenza contro il nazismo e il fascismo e la presenza di amministrazione comunale di sinistra e centro-sinistra dall'immediato dopoguerra fecero di Sesto San Giovanni una roccaforte storica della sinistra italiana[25]. Nei primi anni del '900 la città conobbe una forte crescita industriale, tanto da essere soprannominata la Piccola Manchester, per la forte presenza in città di industrie pesanti.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

  • Stemma
« D'argento, al castello torricellato di due, di rosso, aperto e finestrato del campo, sormontato sulle due torri da un compasso, al naturale[26]»
  • Gonfalone
« Drappo di stoffa colore avorio, con fregim ornamentali e al centro lo stemma comunale, con sovrastante corona a cinque punte, segno di Città, contornato da un ramo di quercia e da un ramo di alloro[27]»
  • Bandiera
« Drappo a bande verticali nei colori blu e bianco con al centro lo stemma civico[28]»

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— DPR del 10 aprile 1954, firmato da Luigi Einaudi e controfirmato da Mario Scelba[29].

Sesto San Giovanni è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché Il 18 giugno 1971 è stata insignita della Medaglia d'oro al valor militare per il tributo dei propri concittadini alla Resistenza.[30].

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Centro industriale fra i primi d’Italia, durante venti mesi d’occupazione nazifascista fu cittadella operaia della resistenza, che la lotta di liberazione condusse con la guerriglia, di sabotaggio esterno e nel chiuso delle fabbriche, l’intensa attività d'aggressive formazioni partigiane di città e di campagna, le coraggiose aperte manifestazioni di massa, la resistenza passiva e gli scioperi imponenti, esiziali per la produzione bellica dello straniero oppressore. Irriducibili a lusinghe, minacce e repressioni, maestranze e popolazione, di contro alle ingenti perdite umane e materiali del nemico pagarono con perdite in combattimento, dure rappresaglie, deportazioni e lutti atroci il prezzo della loro battaglia offensiva, di cui furono epilogo alla liberazione, gli ultimi scontri sanguinosi, la difesa delle fabbriche dalla distruzione, per la salvezza di un quinto del patrimonio industriale della Nazione. Decine di fucilati, centinaia di caduti in armi e in deportazioni, migliaia di partigiani e patrioti di ogni estrazione e di diversi ideali testimoniano il valore e il sacrificio del popolo sestese, ispirati da unico anelito d’indipendenza dallo straniero invasore e da comune amore di Patria e di libertà.»
— Sesto San Giovanni (Milano), settembre 1943 - aprile 1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Bernardino Luini, Raccolta della manna, parte degli Affreschi di VIlla Pelucca (1520-1523).

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Facciata esterna della Villa Puricelli Guerra.
Il Carroponte di Sesto San Giovanni
Villa situata lungo Viale Gramsci

Ville[modifica | modifica sorgente]

Tra le più significative ville sestesi si segnalano:

  • Villa Torretta (origini medievali), di proprietà, nel corso dei secoli, di nobili famiglie milanesi, nel 1903 viene acquistata dalla Società Breda; conserva interessanti affreschi; oggi è sede di un importante e rinomato hotel di lusso.
  • Villa Pelucca (nucleo centrale medievale), acquistata all'inizio dell'Ottocento dalla nobile famiglia dei Puricelli Guerra; gli affreschi all'interno della cappella, di Bernardino Luini (1485 - 1532), sono oggi conservati in buona parte presso la Pinacoteca di Brera. Altre parti si possono invece trovare presso la Wallace Collection di Londra, al Museo del Louvre e al Museo Condé di Chantilly. La villa è oggi sede di una casa di riposo per anziani.
  • Villa Visconti d'Aragona (inizi XVI secolo), ornata di affreschi, nel 1873 viene venduta alla famiglia De Ponti; ospitava anch'essa una filanda; oggi è sede della biblioteca centrale di Sesto San Giovanni.
  • Villa Mylius (XVIII secolo), che ospita negli ultimi anni della sua vita il famoso astronomo Barnaba Oriani (1752 - 1832); è stata sede del Municipio dal 1921 al 1971, ed ora dell'ISEC.
  • Villa Puricelli Guerra (nucleo centrale medievale), ospita dal 1832 la prima filanda impiantata a Sesto San Giovanni;
  • Villa Campari, originariamente Casa Alta (fine XVIII secolo), voluta da una delle più illustri famiglie patrizie di Milano, gli Arese-Lucini.
  • Villa Vigoni-Zoffa (inizi XVII secolo), di cui si possono ammirare solamente alcuni ruderi in un giardino pubblico;
  • Villa Zorn (inizio XIX secolo), di proprietà della nobile famiglia Marzorati.
  • Villa Gaslini (inizio XIX secolo), di proprietà della nobile famiglia dei Gaslini, oggi scomparsa.

Altri edifici e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco Nord Milano e Parco Media Valle del Lambro.

Al confine con i comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano sorge il Parco Nord Milano, vasto parco (circa 600 ettari), dal 1975 parco regionale della regione Lombardia. Lungo l'asta del Lambro, che scende da Monza toccando Brugherio e Cologno Monzese è situato il Parco Media Valle del Lambro, di rilevanti contenuti naturalistici ma soprattutto di archeologia industriale. Sesto è il comune capofila del consorzio che lo gestisce.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[33]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 11.686 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Egitto Egitto 2600
2 Romania Romania 1253
3 Perù Perù 1097
4 Filippine Filippine 952
5 Ecuador Ecuador 929
6 Cina Cina 664
7 Albania Albania 598
8 Ucraina Ucraina 462
9 Marocco Marocco 412
10 Sri Lanka Sri Lanka 339

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Il sistema bibliotecario sestese aderisce al Consorzio Sistema Bibliotecario Nord-Ovest. In città sono presenti tre biblioteche e una fototeca:

  • Biblioteca Centrale Pietro Lincoln Cadioli, con sede nella Villa Visconti d'Aragona, dispone di 60.000 volumi
  • Biblioteca Karl Marx, in zona periferica
  • Biblioteca dei Ragazzi, in piazza Oldrini
  • Civica Fototeca Nazionale Tranquillo Casiraghi[34]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Il sistema scolastico di Sesto San Giovanni si divide in sette comprensori che raggruppano e amministrano dodici scuole dell'infanzia, dieci scuole primarie e otto scuole secondarie di primo grado statali. A queste si aggiungono quattro scuole secondarie di secondo grado e diverse scuole paritarie di tutti i gradi.

Università[modifica | modifica sorgente]

Sesto San Giovanni ospita alcuni istituti dell'Università degli Studi di Milano: il polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione.

Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Esterno della sede della Fondazione ISEC a Sesto San Giovanni

L'Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea è uno dei più importanti d'Italia per la raccolta di archivi di imprese industriali.

Media[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

  • Lo Specchio di Sesto San Giovanni
  • Nuovasesto
  • Il Giorno - edizione Sesto, Cinisello e Nord Milano -
  • L'Altra Sesto
  • Il Gazzettino di Sesto
  • Milano Today - quotidiano web di Milano con una parte interamente dedica a Sesto San Giovanni.[35]
  • sesto notizie via web.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Premio "Torretta" - ogni anno a Sesto viene consegnato questo premio a personalità sportive.

Persone legate a Sesto San Giovanni[modifica | modifica sorgente]

Vedi anche Vedi anche la sezione Personalità sportive legate a Sesto San Giovanni.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Sesto San Giovanni è suddiviso in cinque circoscrizioni (o quartieri):

  • Circoscrizione 1 - Rondò Torretta
  • Circoscrizione 2 - Rondinella, Baraggia, Restellone
  • Circoscrizione 3 - Isola del Bosco, delle Corti
  • Circoscrizione 4 - Pelucca, villaggio Falck
  • Circoscrizione 5 - Dei Parchi, Cascina de' Gatti, Parpagliona

La popolazione residente in ogni circoscrizione elegge il Consiglio di Circoscrizione, in concomitanza con le elezioni comunali. Il Presidente della Circoscrizione viene poi eletto dal Consiglio circoscrizionale.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Dal medioevo al XIX secolo Sesto era un borgo contadino con grandi cascine. È nel 1840 che aprono le prime filande Sestesi, che alla fine del secolo occupano circa 800 persone. Ed è a cavallo tra Ottocento e Novecento che comincia l'industrializzazione sestese: alcuni imprenditori milanesi (Breda, Camona, Marelli, Spadaccini) hanno necessità di spostare dal capoluogo lombardo i propri stabilimenti e Sesto fa al caso loro: il territorio sestese offre ampi spazi per imprese sempre più grandi e moderne, terreni a prezzi più bassi e di ottima qualità perché lontani dalle marcite della bassa milanese; frequenti e comodi collegamenti con Milano grazie alla tramvia e grazie a ferrovia e scalo merci venivano raggiunte le regione del centro Europa. Le aziende che iniziano le attività produttive a Sesto San Giovanni necessitano di manodopera in abbondanza e gran parte dei primi operai sono pendolari che dal Lecchese, dal Comasco, dal Bresciano e dal Bergamasco arrivano a Sesto grazie alla ferrovia. Da Milano invece, arrivano in tram i tecnici che studiano e progettano i futuri stabilimenti produttivi[37].

Lo Stabilimento Vittoria delle Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck.

Con le prime fabbriche vi è anche un notevole incremento della popolazione: nel 1901 gli abitanti sono 6.952, dieci anni dopo raggiungono le 13.667 unità. Questo aumento favorisce, parallelamente, lo sviluppo urbanistico della città: tra il 1903 e il 1911 nasce la Sesto nuova, a ovest della ferrovia, attorno al Rondò. Alcuni degli imprenditori che a Sesto hanno partecipato all'industrializzazione contribuiscono in modo determinante alla crescita urbanistica della cittadina. Ernesto Breda e Luigi Spadaccini, tra le attuali vie Rovani, Cattaneo e Carducci costruiscono diverse case d'abitazione per i propri operai e impiegati. La Falck costruisce il Villaggio Falck, ampliando l'originario villaggio operaio delle fonderie Attilio Franco. Questa tendenza perdura sino al 1940 circa: per poter avere a disposizione manodopera stabile vengono costruiti alloggi e stabili abitativi da diverse imprese sestesi, come ad esempio Osva, Gabbioneta ed Ercole Marelli[38].

Nei primi 20 anni del Novecento aprono a Sesto San Giovanni moltissime imprese: nel 1903 la Breda e lo stabilimento Campari; due anni dopo è la volta della Ercole Marelli, delle Edizioni Madella, delle fonderie di ghisa di Attilio Franco e di Luigi Balconi, dello stabilimento delle Pompe Gabbioneta e delle corderie Luigi Spadaccini. Nel 1906 aprono gli stabilimenti delle Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck e nel 1910 la Società italiana dei prodotti alimentari Maggi[39].

La sirena dello Stabilimento Unione della Falck, che per anni ha scandito i tempi della città.

Dal 1922 al 1930 l'industria sestese vede un lungo periodo di ripresa dopo la crisi economica dovuta al primo conflitto mondiale. Le imprese si consolidano, vengono rinnovati i macchinari, ampliata e diversificata la produzione. Nasce tra gli altri lo stabilimento B (accumulatori) della Magneti Marelli, nel 1927. La grande depressione del 1929 ha ripercussioni sull'economia italiana a partire dall'anno successivo. A Sesto la crisi si traduce in licenziamenti e tagli ai salari. L'economia riparte intorno al 1935, in concomitanza con la guerra d'Etiopia e con l'appoggio dell'Italia fascista alle truppe di Franco in Spagna, quando l'industria sestese si converte (nuovamente) alla produzione di armi. Tra il 1936 e il 1942 Sesto San Giovanni vede l'insediamento sul territorio di diverse piccole e medie imprese meccaniche ed elettromeccaniche. La popolazione cresce: nel 1940 si contano circa 40.000 abitanti[40].

Negli anni del fascismo e della seconda guerra mondiale le condizioni di vita nelle fabbriche sono sempre più difficili a causa anche della decisione governativa di militarizzare i lavoratori: con il pessimo andamento del conflitto in corso aumenta l'inflazione e gli stipendi non crescono di conseguenza, scarseggia il cibo e prende piede il mercato nero. Tra il 1942 e il 1943 avvengono i primi scioperi spontanei che culmineranno con gli scioperi del marzo 1943, quando incrocia le braccia l'intero reparto Bulloneria dello stabilimento Concordia della Falck, dando inizio agli scioperi di marzo nell'area milanese. In seguito, si fermano altri stabilimenti Falck, la Ercole Marelli, la Pirelli e i reparti siderurgica e aeronautica della Breda. Le autorità arrestano decine di lavoratori. Il crollo del regime nazi-fascista, nel luglio 1943, è accompagnata da grandi manifestazioni di gioia da tutti i lavoratori delle fabbriche di Sesto San Giovanni. Durante i 45 giorni del governo Badoglio non si fermano le agitazioni operaie che hanno due obiettivi principali: far cessare la guerra e ottenere tutte le libertà democratiche[41].

Terminata la guerra e la resistenza, Sesto si trova in problemi molto gravi dal punto di vista economico e sociale: vi è innanzitutto una grave carenza di cibo e alcuni magazzini statali vengono requisiti, coloro che nascondono derrate alimentari per la borsa nera sono perseguiti. Nello stesso tempo vengono realizzate aziende agricole sui terreni liberi di alcune grandi imprese che hanno sede a Sesto. La città sembra così superare il momento più difficile. Un altro grosso problema è quello del lavoro: le fabbriche di Sesto, a eccezione per la Breda, non hanno subito pesanti bombardamenti, ma sono comunque in ginocchio: tutte hanno prosperato grazie alla produzione di armamenti e ora i loro organici si sono ingigantiti. Dopo un primo tentativo, poi fallito, da parte dei sindacati e delle organizzazioni dei lavoratori, di contribuire alla riconversione della produzione mantenendo i livelli occupazionali, l'iniziativa torna nelle mani delle imprese e dei proprietari, che attuano decise politiche di risanamento e ristrutturazione con costi sociali altissimi. Tra il 1949 e il 1951 vengono licenziati migliaia di lavoratori sestesi, nonostante le aspre lotte di difesa dell'occupazione da parte degli operai. Nello stesso periodo, grazie al sostegno statale che utilizza i fondi del Piano Marshall, vengono rinnovati gli impianti e i macchinari e vengono tagliati alcuni settori produttivi: il caso più eclatante è quello della Breda che dismette la produzione aeronautica[42].

La storica sede liberty della Campari "incorniciata" da quella nuova

A partire dal 1953 e fino al 1962 le industrie sestesi partecipano al miracolo economico italiano: aumenta la produzione e nasce un mercato di beni di consumo di massa (radio, televisioni, frigoriferi, automobili etc.). Imprese quali Breda, Ercole e Magneti Marelli, Osva lanciano nuovi prodotti che ottengono considerevoli successi. È questo il periodo in cui si rafforza il mito di Sesto San Giovanni come "città delle fabbriche" o "piccola Manchester". Ovunque sul territorio fioriscono nuove imprese e tra il 1954 e il 1963 le aree territoriali destinate all'industria crescono del 35,6%. Dall'inizio degli anni sessanta sino a metà anni settanta, diversi eventi hanno un forte impatto sulle aziende sestesi: tutto il paese conosce la recessione economica, dal 1968 c'è una contrazione dell'elettromeccanico e della meccanica pesante, dal 1971 la crisi della siderurgia mondiale e infine la crisi energetica, nel 1974. Le aziende sestesi fronteggiano queste difficoltà riducendo drasticamente il personale e varando radicali piani di ristrutturazione e riorganizzazione aziendali[43].

Quegli degli anni settanta sono solo i prodromi di ciò che inevitabilmente succederà a partire dagli anni ottanta, quando le grandi imprese sestesi cominciano a chiudere i battenti. Nel 1983 chiude la Ercole Marelli, l'anno successivo è la volta della Magneti Marelli. Negli stessi anni Breda e la Falck affrontano le difficoltà dei settori produttivi in cui sono impegnate: meccanica pesante, siderurgia, nucleare. Si susseguono chiusure di stabilimenti, reparti e riduzioni di personale. Nei primi anni novanta anche le due più grandi imprese storiche di Sesto San Giovanni mettono la parola fine alla loro quasi centenaria storia produttiva[44].

Negli anni novanta avviene la cosiddetta "terziarizzazione" di Sesto e molte sono le aziende nazionali ed internazionali che scelgono la città per insediare le loro sedi o filiali. Tra queste, Alitalia, Oracle, Wind, Epson, ABB e Alstom[45].

Trasporti e mobilità[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

L'uscita dell'A4 per Sesto San Giovanni.
La banchina del binario 1 della stazione di Sesto 1º Maggio FS della metropolitana.

Sesto San Giovanni è raggiungibile tramite l'autostrada A4 Torino-Venezia (nel tratto Milano-Bergamo), la tangenziale Nord di Milano (A52) e la tangenziale Est di Milano (A51). È lambita dalla strada statale 36 che la collega con Lecco e Sondrio. Le direttrici urbane principali verso Milano sono viale Monza e viale Fulvio Testi.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Sesto San Giovanni.

La prima stazione di Sesto San Giovanni fu aperta nel 1840, e costituiva l'unica stazione intermedia della linea Milano–Monza; era posta presso il Rondò, l'attuale piazza IV Novembre. Con lo sviluppo industriale e l'incremento demografico del XX secolo, la vecchia stazione era ormai diventata troppo angusta per l'afflusso di passeggeri; venne quindi spostata di alcune centinaia di metri più a nord, su un preesistente e ampio scalo merci e venne inaugurata nel 1969.

La stazione è servita dai treni delle linee S8 (Milano Porta GaribaldiCarnateLecco), S9 (AlbairateSaronno) e S11 (Milano Porta Garibaldi–Chiasso) del servizio ferroviario suburbano di Milano, e dai treni regionali delle linee Milano Porta Garibaldi–Molteno–Lecco e Milano Porta Garibaldi–Carnate–Bergamo.

Metropolitana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sesto Marelli, Sesto Rondò e Sesto 1º Maggio FS.

La Metropolitana di Milano serve il territorio di Sesto San Giovanni tramite la Linea M1, sin dalla sua inaugurazione, nel 1964, con la stazione di Sesto Marelli. Nel 1986 aprono le stazioni di Sesto Rondò e Sesto 1º Maggio FS, che collega la metropolitana con la stazione di Sesto. Per il 2015, in occasione dell'Expo, è prevista l'apertura della stazione di Sesto Restellone, grazie al prolungamento sino a Monza Bettola.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

il municipio, opera di Piero Bottoni.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1862 Antonio Chiavelli Sindaco -
1862 1866 Giuseppe Puricelli Guerra Sindaco -
1866 1868 Achille Marazza Sindaco -
1868 1882 Giulio Vigoni Sindaco -
1883 1892 Giuseppe Puricelli Guerra Sindaco -
1893 1902 Carlo Marazza Sindaco -
1902 1905 Antonio Trasi Sindaco -
1905 1913 Carlo Marazza Sindaco -
1913 1914 Ugo Fornari Commissario prefettizio -
1914 1917 Giuseppe Puricelli Guerra Sindaco -
1917 1920 Luca Cazzaniga Commissario prefettizio -
1920 1922 Umberto Comi Sindaco -
1923 1925 Giovanni Cairo Commissario prefettizio -
1925 1929 Aquilino Bianchi Podestà -
1930 1934 Strambio Vacha Commissario prefettizio -
1934 1935 Giuseppe Minari Podestà -
1935 1940 Cesare Dorici Sindaco -
1940 1945 Vaj, Varcaponti, Locatelli, Solazzo Commissari prefettizi -
1945 1946 Rodolfo Camagni PCI Sindaco -
1946 1962 Abramo Oldrini PCI Sindaco -
1962 1970 Giuseppe Carrà PCI Sindaco -
1970 1985 Libero Biagi PSI Sindaco -
1985 1994 Fiorenza Bassoli PCI Sindaco -
1994 2002 Filippo Penati PDS Sindaco -
2002 2012 Giorgio Oldrini DS Sindaco -
2012 in carica Monica Chittò PD Sindaco -

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sesto San Giovanni è gemellata con:

Sesto San Giovanni ha stretto "Patti di amicizia" con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La Pro Sesto è la squadra di Sesto per eccellenza. Fondata nel 1913 da tre fratelli. Nella stagione 2012-13 ha giocato nella Serie D. Esistono poi altre squadre sestesi in cui molti ragazzi giocano come hobby: Rondinella Calcio, A.s.d. Città di Sesto, G.s. Dinamo Rondò, e A.s.d. Sesto 2012.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

La pallacanestro maschile a Sesto è simboleggiata da due grandi squadre sestesi: la POSAL e la Rondinella Basket. La POSAL (che milita nel campionato regionale C2) nasce nel 1955, mentre la Rondinella Basket (che nella stagione 2012/2013 ha ottenuto la promozione in serie D) nasce nel 1963. Queste squadre sono in rivalità, ma c'è anche uno scambio di giocatori e una solidarietà molto forte. Nel basket femminile Sesto è rappresentata dalla Geas Basket che milita in A3, dopo aver giocato molti anni in A1.

Marcia[modifica | modifica sorgente]

Il I maggio si disputa la Coppa Città di Sesto San Giovanni garain cui da decenni gareggiano molti dei migliori marciatori internazionali.

Personalità sportive legate a Sesto San Giovanni[modifica | modifica sorgente]

Raffaello Ducceschi all'arrivo di Roma 1987.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

« Arrivò a Sesto, sulla sera; pareva che l’acqua volesse cessare. Ma, sentendosi più in gambe che mai, e con tante difficoltà di trovar dove alloggiare, e così inzuppato, non ci pensò neppure. La sola cosa che l’incomodasse, era un grand’appetito; chè una consolazione come quella gli avrebbe fatto smaltire altro che la poca minestra del cappuccino. Guardò se trovasse anche qui una bottega di fornaio; ne vide una; ebbe due pani con le molle, e con quell’altre cerimonie. Uno in tasca e l’altro alla bocca, e avanti. »
(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, Cap. XXXVII)
  • Nel XVIII secolo il poeta Vincenzo Monti, che frequentava Sesto in villeggiatura, le dedicò questi versi:
« O beato di Sesto aer sincero,
O tranquilli recessi ove l'orrende
Sue nebbie il turbo cittadin non sente,
E franco brilla il cor, franco il pensier! »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Rilevazione mensile degli eventi demografici di stato civile a Sesto S.G. - Dicembre 2013 - Sestosg.net
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Cadioli, op. cit., p. 16
  4. ^ Il caso non è unico: lo stesso metodo di toponomastica è stato applicato per Quarto Oggiaro o Settimo Milanese.
  5. ^ Cadioli, op. cit., p. 18
  6. ^ La storia di Sesto - Il nome, Sestosg.net. URL consultato il 1 aprile 2014.
  7. ^ Sesto San Giovanni nell'Enciclopedia Treccani
  8. ^ Cadioli, op. cit., p. 11
  9. ^ Fonte dal sito Confedilizia.it
  10. ^ Mappa della diffusività atmosferica nel nord Italia - ARPA Emilia-Romagna
  11. ^ Scheda della centralina - Arpa Lombardia
  12. ^ La storia di Sesto - Fra Medioevo e Settecento, Sestosg.net
  13. ^ Cadioli, op. cit., p. 20
  14. ^ Cadioli, op. cit., p. 23
  15. ^ Cadioli, op. cit., p. 24
  16. ^ Storia dei comuni della provincia di Milano p. 408
  17. ^ a b Comune di Sesto San Giovanni, sec. XIII - 1757 - Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 31 marzo 2014.
  18. ^ Comune di Sesto San Giovanni, 1757 - 1797 - Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 31 marzo 2014.
  19. ^ Sant'Alessandro verrà in seguito unito a Monza, nel 1811
  20. ^ Comune di Sesto San Giovanni, 1798 - 1815 - Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 31 marzo 2014.
  21. ^ Villa Mylius VonWiller, Sesto San Giovanni (MI) - Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 1 aprile 2014.
  22. ^ Censimento del 1861
  23. ^ Comune di Sesto San Giovanni, 1859 - 1971 - Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 1 aprile 2014.
  24. ^ D.P.R. 10 aprile 1954
  25. ^ Breve storia della Stalingrado D'Italia
  26. ^ Art. 2, comma 3 dello Statuto Comunale
  27. ^ Art. 2, comma 4 dello Statuto Comunale
  28. ^ Art. 2, comma 5 dello Statuto Comunale
  29. ^ Cadioli, op. cit., pp. 112-113
  30. ^ Conferimento onorificenza - Presidenza della Repubblica
  31. ^ Spazio MIL - Il maglio
  32. ^ Lombardia Beni culturali
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ Biblioteche civiche - Comune di Sesto San Giovanni
  35. ^ sesto-san-giovanni.milanotoday.it
  36. ^ Cadioli, op. cit., p. 64
  37. ^ La storia di Sesto - La trasformazione, Sestosg.net
  38. ^ La storia di Sesti - L'urbanizzazione, Sestosg.net
  39. ^ La storia di Sesto - Principali imprese sorte a Sesto San Giovanni nei primi venti anni del Novecento, Sestosg.net
  40. ^ La storia di Sesto - L'economia, Sestosg.net
  41. ^ La storia di Sesto - Il crollo del regime, Sestosg.net
  42. ^ La storia di Sesto - Il difficile dopoguerra, Sestosg.net
  43. ^ La storia di Sesto - L'economia, Sestosg.net
  44. ^ La storia di Sesto - La fine delle grandi imprese, Sestosg.net
  45. ^ La storia di Sesto - Crisi dell'occupazione e nascita di nuovi soggetti economici, Sestosg.net
  46. ^ I promessi sposi, Capitolo XXXVII

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pietro Lincoln Cadioli, Sesto San Giovanni dalle origini ad oggi, Sesto San Giovanni, Edizioni "Il cavallino d'oro" - Arti Grafiche G. Beveresco, 1976. ISBN non esistente
  • Ezio Parma (a cura di), Famiglie e dimore patrizie, Sesto San Giovanni, Ezio Parma Editore, 1995. ISBN non esistente
  • Ezio Parma, Enciclopedia Sesto San Giovanni, Sesto San Giovanni, Ezio Parma Editore, 2000. ISBN non esistente
  • Istituto milanese per la storia dell’età contemporanea della Resistenza e del movimento operaio (a cura di), Annali 5, Milano, Franco Angeli, 2000, ISBN 9788846422286.
  • Sabrina Greco (a cura di), Costruzione e trasformazione del paesaggio: la città industriale di Sesto San Giovanni, Milano, CLUP, 2002, ISBN 887090508X.
  • La città di Sesto San Giovanni, rivista bimestrale d’informazione e cultura del comune di Sesto San Giovanni, 1963 e 1964.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]