Prospero Colonna (condottiero)

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Prospero Colonna

Prospero Colonna (Lanuvio, 1452Milano, 1523) è stato un condottiero italiano.

Stemma dei Colonna

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'antica famiglia nobiliare dei Colonna, nacque a Civita Lavinia (l'attuale Lanuvio nei Castelli Romani) e fu cugino di Fabrizio Colonna.

La sua prima impresa come capo militare risale al 1484, quando difese il castello di famiglia a Paliano dall'assalto dei rivali Orsini e Riario. Dopo aver condotto altre battaglie, Prospero si unì alla causa del cardinale Giuliano Della Rovere (il futuro Giulio II) e venne imprigionato per questo da papa Alessandro VI nella prigione di Castel Sant'Angelo a Roma. Dopo essere stato liberato subì un secondo arresto per la sua alleanza con Carlo VIII di Francia durante la sua discesa in Italia, ma nel 1495, anche grazie alla protezione di Prospero e di Fabrizio Colonna, il sovrano francese ebbe la meglio sul papa e poté entrare a Roma indenne.

Durante il breve periodo di dominio della corona francese su Napoli, Prospero ottenne il ducato di Traetto e la contea di Fondi. Tuttavia, quando Carlo VIII valicò nuovamente le Alpi, Prospero aiutò il re Ferdinando II di Napoli a scacciare il viceré francese.

La situazione mutò nuovamente con la nuova invasione francese guidata da Luigi XII di Francia, mentre il sovrano napoletano Federico I di Napoli fuggiva ad Ischia, Prospero e Fabrizio Colonna cercarono di difendere il regno dall'invasione. Entrambi i cugini vennero battuti dai francesi che li imprigionarono a Castel Nuovo a Napoli e subirono la scomunica da parte del papa Alessandro VI, che requisì i loro castelli nel Lazio. Dopo essere stati riscattati, entrambi entrarono al servizio di Consalvo de Cordoba di Spagna, viceré di Napoli.

Prospero Colonna ebbe un importante ruolo prima nella Disfida di Barletta e pochi mesi dopo nella vittoria degli spagnoli alla Battaglia di Cerignola del 1503, nella quale la Spagna ottenne le chiavi della città di Napoli. Dopo la morte di Alessandro VI poté riappropriarsi di tutti i suoi possedimenti del Lazio, dopo di che ebbe un ruolo fondamentale nella Battaglia del Garigliano dove guidò la cavalleria leggera. Grazie alle sue vittorie militari, Prospero poté annettere ai suoi possedimenti i territori di Sperlonga, Itri, Ceccano e Sonnino, diventando un importante feudatario dell'Italia meridionale.

Nel 1515 fu sconfitto e catturato da Jacques de La Palice a Villafranca Piemonte. Tornato nuovamente al servizio della Spagna nel 1522, ottenne diverse vittorie contro i francesi nel Nord Italia e vinse alla battaglia della Bicocca.

Tuttavia la sua carriera militare venne stroncata da un improvviso calo della sua salute che lo portò alla morte nel 1523 presso l'Hôtel Clemenceau a Milano.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Si sposò con Covella di Sanseverino, dalla quale ebbe un figlio, Vespasiano.

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