Lecco

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Lecco
comune
Lecco – Stemma Lecco – Bandiera
Panorama di Lecco visto dai Piani d'Erna
Panorama di Lecco visto dai Piani d'Erna
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Sindaco Virginio Brivio (PD) dal 29/03/2010
Territorio
Coordinate 45°51′00″N 9°24′00″E / 45.85°N 9.4°E45.85; 9.4 (Lecco)Coordinate: 45°51′00″N 9°24′00″E / 45.85°N 9.4°E45.85; 9.4 (Lecco)
Altitudine 214 m s.l.m.
Superficie 45,14 km²
Abitanti 48 143[2] (30-11-2013)
Densità 1 066,53 ab./km²
Frazioni Acquate, Belledo, Bonacina, Castello, Chiuso, Germanedo, Laorca, Maggianico, Malavedo, Olate, Pescarenico, Rancio, San Giovanni alla Castagna, Santo Stefano[1]
Comuni confinanti Abbadia Lariana, Ballabio, Brumano (BG), Erve, Galbiate, Garlate, Malgrate, Mandello del Lario, Morterone, Pescate, Valmadrera, Vercurago
Altre informazioni
Cod. postale 23900
Prefisso 0341
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 097042
Cod. catastale E507
Targa LC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti lecchesi
Patrono san Nicolò
Giorno festivo 6 dicembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Lecco
Posizione del comune di Lecco nell'omonima provincia
Posizione del comune di Lecco nell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Lecco, la principale di quelle terre, e che dà nome al territorio, giace poco discosto dal ponte, alla riva del lago, anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso , quando questo ingrossa: un gran borgo al giorno d’oggi, e che s’incammina a diventar città …. »
(Alessandro Manzoni, Promessi Sposi, 1840)

Lecco (IPA: [ˈlekko][3][4]; pronuncia locale [ˈlɛˑkko][5]; Lècch [ˈlɛkː] in dialetto lecchese[6][7]) è un comune italiano di 47.366 abitanti.[8] La città ha ottenuto il titolo Città alpina dell'anno 2013.[9]

Capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia, la città è situata sul lago di Lecco, ramo orientale del lago di Como, e sulla sponda sinistra del fiume Adda, tra i monti della Grigna e del Resegone. Vertice orientale del Triangolo Lariano, è da sempre città di grande richiamo per pittori, letterati e scienziati a partire da Leonardo da Vinci che, dopo aver indagato sui segreti geologici e studiato progetti per un canale navigabile verso il Lambro, si dilettò a riprodurre schizzi della conca di Lecco e delle Grigne descrivendole nella raccolta del Codice Atlantico oltre ad esserne ispirato nei due celebri dipinti della Vergine delle Rocce rispettivamente conservati presso i musei del Louvre a Parigi ed alla National Gallery di Londra. Per quanto concerne gli scrittori si ricordano Stendhal e, in modo particolare, Alessandro Manzoni vissuto nella villa di famiglia nel rione del Caleotto fino all'adolescenza. La città, di fatto, è nota per la proposta dell'itinerario Manzoniano sulle tracce dell'ispirazione letteraria del grande romanziere milanese che qui ambientò I promessi sposi. La città è illustre poiché ha dato i natali al geologo e letterato Antonio Stoppani (1824-1893), al poeta Antonio Ghislanzoni (1824-1893), celebre librettista dell'Aida di Giuseppe Verdi e al campione olimpico Antonio Rossi.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale copre una superficie di circa 45,93 km², di cui 11,75 km² corrispondono all'estensione della porzione urbanizzata che si sviluppa in prevalenza su depositi di conoide alluvionale e nei fondovalle delle incisioni torrentizie.[10] Sorge in una conca delimitata dalle Prealpi ad est e dal lago Lario, nel suo tratto terminale del ramo orientale a ovest, nel punto in cui il Lario finisce e l'Adda riprende il suo corso per poi riallargarsi nel lago di Garlate. Il territorio cittadino è solcato da tre torrenti principali, il Gerenzone, il Caldone e il Bione. Le montagne che circondano la conca naturale dove si adagia l'abitato sono: a nord il monte Coltignone e il San Martino, a est il monte Due Mani, il Pizzo d'Erna e il Resegone, a sud il Magnodeno. A ovest, sulla riva destra dell'Adda si trova il Monte Barro. Sull'Adda nei pressi del ponte Azzone Visconti si trova la piccola Isola Viscontea.

Il territorio comunale ha una distribuzione altimetrica molto variabile; essa infatti varia dai 198 metri s.l.m. nella zona a lago sino alla quota massima di 1875 metri s.l.m. del monte Resegone e ciò offre alla città tre ambiti diversamente caratterizzati sia a livello morfologico che climatico dovuti appunto all'ambito montuoso, a quello lacuale e al terzo di collegamento tra la fascia montuosa e quella lacustre.

Morfologicamente il territorio lecchese è il risultato delle numerose glaciazioni che hanno colpito il pianeta, circostanza ben evidente nell'aspetto delle montagne circostanti, una su tutte la Grigna, che mostrano tutte le caratteristiche dell'escavazione glaciale.

Dista 25 km da Como, 27 km da Bergamo, 32 km da Monza, 45 km da Milano e Varese, 50 km da Sondrio, 60 km da Lodi, 74 km da Brescia, 77 km da Pavia, 93 km da Cremona, 132 km da Mantova, 164 km da Genova, 214 km da Bologna, 232 km da Venezia, 272 km da Firenze, 503 km da Roma, 680 km da Napoli, 798 km da Bari, 1004 km da Reggio Calabria.[11]

Vista di Lecco dal Monte Barro, da sinistra si vedono: il Moregallo, il Lario, il Monte San Martino e la città di Lecco

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

L'idrografia lecchese è costituita principalmente dal tratto del fiume Adda in uscita dal ramo orientale del lago di Como. Vi scorrono inoltre una serie di torrenti, con relativi affluenti, che hanno origine nella fascia montuosa che sovrasta la città. Essi sono interessati da diffusi fenomeni franosi e quindi soggetti a particolare erosione del corso, presentano un corso relativamente breve e, con uno scorrimento prevalentemente da Nord-Est a Sud-Ovest, sfociano tutti nel golfo di Lecco o nel Lago di Garlate. Da nord a sud troviamo il torrente Val Cascee; il torrente Gerenzone, che scorrendo per poco più di 4 km ha dato da vivere per molti anni, grazie ai suoi sfioratoi e al suo ripido corso, agli abitanti del luogo che convogliavano l'acqua in tratti di rogge e a cascatelle utili al lavaggio e al pescaggio delle ruote dei magli, i quali man mano coprivano l'intero corso del torrente facendo sorgere sulle sue rive fabbriche metallifere e facendo sviluppare al contempo i quartieri alti di Lecco tra cui Malavedo e Laorca, in passato vera patria dei lavoranti del ferro, quei ferascét o tirabagia che sono la fama della città. Esso riceve nel suo breve percorso i torrenti Valle Calolden, Val di Streciura, Val Pozza e il Valle Spesseda; il torrente Val Nera, il torrente Caldone si sviluppa per circa 7,5 km. Possiede quattro affluenti: il Varigione, il Valle del Pieno, il Val Boazzo e il Grigna tutti immissari nel Lago di Lecco. A partire però dal 1965 fu quasi interamente coperto per creare un viale di circonvallazione. Nel lago di Garlate, invece, sfociano il torrente Bione che, col suo affluente Valle Comera, percorre il suo tragitto per 4 Km; il torrente Tuf; il torrente Cif col suo affluente Valle Ibraula; il torrente Valle di Culigo, il Merla e il Roggia Fornace Lansera. Nel tratto sud-orientale scorre per un certo tratto il torrente Valle Galaveso[12].

Monte Resegone in un'immagine invernale dal versante di Lecco.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

La conca nella quale giace Lecco è circoscritta, a nord, a est e a sud-est, da una catena montuosa di notevole altezza, calcarea e dolomitica, dominata dal celebre Resegone e dal gruppo delle Grigne[13], a ovest è delimitata dai rilievi collinosi della Brianza nord-orientale che culminano nel monte Barro. Lecco è più propriamente così delimitata: a nord si innalza il massiccio del Monte Coltignone, prevalentemente di calcare e dolomia di Esino, affacciando direttamente sulla conca cime meno elevate, come il monte San Martino, il Monte Melma e il Monte Albano. A est il gruppo del Resegone, che, con i suoi 1875 metri s.l.m. domina la città caratterizzando il paesaggio lombardo sin da Milano, è così chiamato a causa dei suoi molteplici denti rocciosi che, visti dall'abitato, lo fanno assomigliare ad una sega di gigantesche dimensioni, il Monte Serada, che domina imponente con le sue propaggini, che sono i Piani d'Erna e il Pian Serada[14]. A sud-est, oltre Maggianico, la maggiore elevazione è rappresentata dal Magnodeno[15]. A ovest si elevano i rilievi collinari estremi della Brianza nord-orientale, tra cui spicca il monte Barro[16] nel quale è sorto l'omonimo parco regionale a tutela della flora e fauna che custodisce.

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

La posizione geografica favorevole e il conseguente clima mite ha permesso lo sviluppo sulle sponde del Lago di una lussureggiante vegetazione e dalla presenza di numerose varietà di piante, arbusti e fiori che normalmente crescono in regioni molto più meridionali. Nelle aree montuose si trovano numerose zone boschive di cui le più abbondanti sono le foreste ad aghifoglie nelle quali si possono ammirare fiori rari come le genziane. Le montagne circostanti, a parte sulle pendici, si presentano piuttosto spoglie con zone estese di prati adatti al pascolo. Nei parchi circostanti il fiume Adda la vegetazione è molto ricca di latifoglie tra cui querce e pioppi.
Dal punto di vista faunistico il territorio lacustre presenta una grande varietà di specie ittiche tra cui trote, lucci, alborelle, cavedani, agoni e persici mentre le specie di uccelli che popolano l'area, molte delle quali considerate specie protette, sono le anatre tuffatrici, anatre di superficie, cigni, germani reali, cormorani, gabbiani e aironi. La fauna delle valli e delle vette circostanti, invece, sono popolate da cinghiali, caprioli, volpi, lepri e cervi, mentre i cieli sono spesso sorvolati da falchi e poiane.[17]

Sismologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista sismico la città di Lecco presenta un rischio molto basso e distribuito in modo uniforme sul territorio. Il comune è stato infatti classificato come zona 4[18] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale. Le località epicentrali per gli eventi che hanno prodotto i maggiori risentimenti/danni (osservazioni macrosismiche) provengono da zone appartenenti alle province vicine, corrispondenti al Bresciano, al Bergamasco e, soprattutto, all’Appennino EmilianoRomagnolo. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato comunque nel database macrosismico italiano del 2004[19] una serie di eventi piuttosto sporadici sul territorio nell'arco temporale di circa 110 anni dal 1884 al 1995. Nello specifico sono ben 17 gli eventi tellurici fra i quali spicca il terremoto del 24 aprile 1918 di magnitudo 5.07 che ebbe come epicentro la bassa val Brembana. Altri tre episodi hanno invece avuto come epicentro proprio il territorio lecchese e sono riportati dalla letteratura[20]; essi sono risalenti al 1887 (raccontato dal libro di Giuseppe Mercalli: Il terremoto di Lecco del 20 maggio 1887), al 5 marzo 1894 (raccontato nel libro di Mario Baratta: Il terremoto di Lecco del 5 marzo 1894) e al 1695 (raccontato sempre da Mario Baratta nel 1901 nel suo saggio di storia e geografia sismica: I terremoti d'Italia).

La caratteristica zona vecchia di Pescarenico sotto una suggestiva nevicata.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Lecco risulta ben riparato dalle catene montuose, e dal punto di vista climatico, gode dei benefici influssi delle acque del lago e del soffio della Breva, il vento che soffia da sud fra le 10 e le 18 nelle ore pomeridiane.[21] Nell'insieme essa gode di un clima continentale, solitamente accompagnato da un alto tasso di umidità, mitigato appunto dai suoi venti presentando inverni non particolarmente rigidi ed estati piuttosto gradevoli fermo restando che nel territorio comunale si registrano notevoli differenze termiche nei valori minimi tra i quartieri, sia per l'altitudine sia per l'esposizione o meno alle brezze del lago. Altro vento che soffia in città è il Tivano che spira dalla Valtellina da nord-est tutto l’anno nelle prime ore del mattino, dalle 6 alle 10[21] ma la sua totale assenza indica l’avvicinarsi del brutto tempo. Questi due venti in passato venivano sfruttati per la navigazione: i barcaioli discendevano verso sud nelle prime ore del mattino e risalivano le acque del Lario nelle ore pomeridiane. Dalle valli che sboccano sul lago soffiano all'improvviso le varie montive, brezze che nelle giornate estive attenuano gradevolmente la calura ma, durante i temporali possono essere anche molto violenti e forti. Altro vento poco noto ma assai violento con raffiche intorno ai 40/60 km/h è il Ventone che soffia dalla Valchiavenna all'improvviso solitamente in primavera. Quasi inesistente in città la nebbia che caratterizza invece la vicina pianura padana, già in parte presente oltre le colline della Brianza in alcune occasioni. La neve è abbastanza frequente, pur discontinua a seconda degli inverni, con valori di nevosità media annua che si differenzia molto procedendo verso le località site in collina come Bonacina, Malavedo e Laorca. La piovosità è abbastanza elevata con una media annua di circa 1500 mm e presenta un' importante esposizione a fenomeni di tipo temporalesco. Le ultime grandi nevicate risalgono al 14 dicembre 2012, al 17 dicembre 2010, al 21-22 dicembre 2009, al 2 febbraio e 6-7 gennaio 2009, al 26, 27 e 28 gennaio 2006 e al 18 gennaio 2005; piuttosto rilevante la nevicata che ha interessato buona parte della regione tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 2012, non per la quantità ma per il manto nevoso rimasto al suolo a lungo a causa delle bassissime temperature registrate (con valori minimi sino a -15 °C nella Brianza e Valsassina e valori massimi sotto lo zero anche in centro per circa una settimana). La dolcezza del clima e la buona esposizione al sole in passato favorì l’agricoltura, infatti vi si produceva olio e vino ed erano molto apprezzati fichi, noci, noccioli e castagne.

Lecco Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 8 12 16 21 25 28 27 23 18 11 6 6,7 16,3 26,7 17,3 16,8
T. min. mediaC) -2 0 3 7 11 14 17 17 14 9 4 -1 -1 7 16 9 7,8
Precipitazioni (mm) 71 64 83 89 127 113 110 129 94 109 111 56 191 299 352 314 1 156
Giorni di pioggia 6 6 8 9 12 10 7 9 7 7 8 6 18 29 26 22 95
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,4 3,8 4,7 5,5 5,5 6,8 7,9 7,1 5,7 4,6 3,0 3,1 3,4 5,2 7,3 4,4 5,1
Vento (direzione-m/s) NNE
5,1
NNE
4,3
NNE
4,5
NNE
4,3
NNE
5,9
NNE
5,2
NNE
5,5
NNE
5,4
NNE
6,1
NNE
4,8
NNE
5,3
NNE
5,6
5,0 4,9 5,4 5,4 5,2

Storia di Lecco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Lecco.
Origine e sviluppo del nome[22]

L'origine del toponimo Lecco non è certa ma probabilmente è di provenienza celtica che si collega a Lech o Loch e cioè lago, come ancora oggi in numerosi dialetti e toponimi di tale derivazione (Irlanda, Scozia, Galles, Bretagna, Galizia). Di fatto poco prima dell’anno 1000 a.C. alcune popolazioni di Galli e Celti emigrarono nel territorio lecchese per motivi di commercio. Questo tende ad escludere l'ipotesi paventata dagli storici che hanno individuato in Lecco la città romana fondata nel 95 a.C. da Licinio Crasso nell'area lariana. Altre teorie, forse leggendarie, fanno risalire l'etimologia dal greco leukos (bianco), probabilmente a cause delle bellissime rocce calcaree bianche; dal latino lucus (bosco) e/o lacus (lago). Altre credono in una derivazione dall'antico indiano lokas (paese) o dal lituano laukas (campo aperto)[23]. L'esistenza della città è stato documentato per la prima volta nell'845, con la comparsa di un documento dal nome Leuco.

Epoca celtica e romana[modifica | modifica sorgente]

La storia di Lecco risale intorno al 2500 a.C. col primo insediamento umano di abitazioni a palafitta nel quartiere di Pescarenico[24]. Gli scavi, dopo il sondaggio del 1988 dei Musei civici di Lecco, hanno portato alla scoperta di un villaggio della Cultura di Golasecca (prima Età del Ferro) alla Rocca di Chiuso. L'orizzonte cronologico va dal IX secolo a.C. al IV secolo d.C. Quindi l'insediamento dei Celti golasecchiani nella zona precede di oltre 4 secoli l'arrivo dei Celti La Tène da oltralpe e numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza della cultura di Golasecca e di La Tène nella zona (Olate di Lecco, Valsassina). Nel 2005 ai Piani d'Erna gli scavi dei Musei Civici di Lecco e della Università di Bergamo hanno portato alla luce il più antico sito di produzione metallurgica dell'intero arco alpino (II secolo a.C. - I secolo d.C.). I resti di forni fusori e di scorie di lavorazione comprovano che questa attività, che sarà poi per duemila anni tradizionale per Lecco, era allora già fiorente.[25] Anche la principale arteria militare proveniente da Aquileia, attraverso Bergamo, diretta a Como, non transitava da Lecco ma più a sud, sul ponte romano di Olginate. Il castrum del colle di Santo Stefano, individuato da Bognetti, e sul quale condusse i primi scavi archeologici il padre di Alessandro Manzoni, Pietro, risale al periodo Tardoantico-Altomedivale e faceva parte delle possenti fortificazioni del limes, poste a difesa di Mediolanum, che circondavano tutto il Lario Orientale da monte Barro a Lavello[26].

Il medioevo[modifica | modifica sorgente]

Durante l'alto medioevo la zona dei dintorni di Lecco acquista una notevole importanza militare. Punto nodale di diverse vie che mettevano in comunicazione l'attuale Lombardia con i territori d'Oltralpe, la regione diviene teatro di scontri e decisive battaglie, come è dimostrato dall'improvvisa scomparsa dell'importante fortificazione dei Goti sul Monte Barro, dove gli scavi archeologici hanno messo in luce i resti di un castello del VI secolo, del quale sono stati riconosciuti un'area abitata ai Piani di Barra ed un sistema difensivo tra l'Eremo ed il versante sud-orientale del monte. Il sistema fortificato di Lecco (Castrum Leuci) diventa sede, con i Carolingi, di un importante Comitato affidato alla famiglia degli Attonidi. Nel 960 l'ultimo di questi conti fu privato del potere dall'imperatore Ottone I e Lecco fu sottoposta alla signoria dell'Arcivescovo di Milano. La signoria arcivescovile su tutte le terre orientali del Lario durerà per molti secoli.

Per tutto il medioevo il nome di Lecco non indica un particolare centro abitato, ma comprende tutta la zona tra il lago e la Valsassina. Lecco era un abitato policentrico, in cui i vari rioni erano strettamente interdipendenti, ognuno con una specializzazione funzionale ed economica.[27]

Il periodo Comunale[modifica | modifica sorgente]

Ponte Azzone Visconti (comunemente chiamato Ponte Vecchio)

Nel 1117 scoppiò una lunga guerra, durata 10 anni, che vide contrapposti molti paesi dei laghi di Como e di Lugano contro Milano, di cui Lecco era alleata. I lecchesi presero parte allo scontro e nel marzo del 1125, con una flotta di oltre 30 navi (15 cocche e 21 galee dotate di cannoni a lunga gittata), assediarono Como e la incendiarono. Le cronache dell'epoca redatte dai monaci cistercensi (antenati dei fondatori dell'Abbazia di Piona) censirono oltre 3500 comaschi uccisi nell'assedio. I rapporti con Milano rimasero però sempre molto tesi finché si arrivò alle armi. Dopo alterne vicende si raggiunse la pace nel 1219 e, nel 1224, si ottenne il riconoscimento di alcuni diritti dei lecchesi.

Nel tentativo di affrancarsi dal dominio milanese, durante la contrapposizione tra Milano e l'imperatore Federico II - nipote del Barbarossa - Lecco sostenne quest'ultimo, ma alla sua morte i milanesi attaccarono il castello che sorgeva sulla collina di S. Stefano e nel 1250 lo rasero al suolo. Successivamente Lecco rimase coinvolta nelle lotte tra le potenti famiglie milanesi dei Visconti e dei Torriani, questi ultimi proprietari dei territori valsassinesi. Le lotte portarono Matteo I Visconti a distruggere il borgo dando ordine che non risorgesse mai più (1296). Nonostante la distruzione Lecco venne però ricostruita e successivamente riconquistata da Azzone Visconti. Questi fece edificare il ponte tuttora esistente che da lui ha preso il nome e, considerando l'importanza strategica della zona posta al confine con il territorio di Venezia, ne fortificò il borgo. Per tutto il periodo la Comunità Generale di Lecco, che comprendeva tutto l'attuale territorio comunale si eresse a libero Comune con propri Statuti. La Comunità Generale di Lecco, che de facto fu, fino al 1757, un piccolo Stato autonomo (con un proprio diritto civile e penale), ma inserito nel più grande Ducato di Milano, era costituito da comuni vicani o vicini e che variarono di numero nel corso dei secoli.

La dominazione spagnola[modifica | modifica sorgente]

« Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia. »
(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, 1840)

Con la caduta del Ducato di Milano, Lecco passò alla Spagna e, sotto Carlo V, venne trasformata in una piazzaforte militare. In questo tormentato periodo si colloca la figura di Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, signore di Musso, un capitano di ventura che dominò la scena lombarda dapprima con azioni piratesche e, successivamente, con una disinvolta e machiavellica condotta politica. Gian Giacomo Medici ottenne il dominio di Lecco, della Valsassina e di parte della Brianza; dominio che perse quando, momentaneamente, questi territori tornarono sotto Francesco Sforza duca di Milano. Il Medeghino passò quindi agli ordini di Carlo V, facendosi onore come condottiero dell'esercito imperiale. Di fatto in questo periodo il potere rimase nelle mani del Patriziato Milanese, secondo la tradizionale politica spagnola che mantenne l'autonomia dei vari Paesi dipendenti dalla Corona di Spagna.[28] L'attività siderurgica continuò a fiorire, anche per l'azione di numerosi mercanti-imprenditori lecchesi, il principale dei quali fu Giacomo Maria Manzoni, il quadrisavolo del romanziere. In questo periodo si soffrì, come in tutto il milanese, di pestilenze e carestie, che il Manzoni ha mirabilmente descritto nei Promessi Sposi. Nel 1746 la Lombardia passò agli Asburgo e Maria Teresa d'Austria pose Lecco a capo delle Pievi di Bellano, Mandello, Varenna, Vedeseta e Valsassina.

La dominazione Austriaca[modifica | modifica sorgente]

« ...un gran borgo al giorno d’oggi, e che s’incammina a diventar città... »
(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, 1840)

Nel 1784 Giuseppe II d'Asburgo-Lorena visita la città e decide la definitiva soppressione della cinta muraria. Con la discesa di Napoleone e la nascita nel 1797 della Repubblica Cisalpina, la Riviera di Lecco si trova a far parte dell'effimero dipartimento della Montagna (del quale Lecco è il capoluogo). Nel 1799 un reparto dell'esercito austro - russo di Suvorov al comando del principe Pëtr Ivanovič Bagration si scontrano a Lecco con i francesi e li sconfiggono. La battaglia apre loro le porte di Milano che cade in loro possesso. L'anno successivo, con il ritorno di Napoleone si ha la Seconda Battaglia di Lecco che è vinta, questa volta, dai francesi. La città è incorporata prima nel Dipartimento del Lario con capoluogo a Como, e poi in quello del Serio con capoluogo a Bergamo. Nel 1814, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, l'esercito austriaco riprende possesso della regione, sopprime ogni istituzione francese, riporta Lecco nel territorio della provincia di Como (da cui si renderà indipendente solo nel 1995) e suddivide definitivamente la città in tanti piccoli Comuni che verranno riaccorpati nel 1923, durante il Ventennio fascista.
Il periodo del Regno Lombardo-Veneto conobbe effetti positivi sulla storia di Lecco: in questi anni si collocano numerosi interventi di ammodernamento e sviluppo del territorio, come l'introduzione di una burocrazia efficiente, l'incremento del catasto, introdotto già da Giuseppe II, e lo sviluppo industriale che portarono ad un diffuso benessere; l'industria serica, tradizionale nell'area, venne meccanizzata con l'uso del vapore e crebbe impetuosamente la tradizionale lavorazione del ferro, dando vita a grandi Industrie meccaniche come la Badoni che domineranno il mercato italiano anche per tutto il XX secolo. Negli anni trenta dell'Ottocento era attivo in città un centro di reclutamento per gli svizzeri che intendevano arruolarsi nelle guardie pontificie.

Particolare del campanile simbolo della città inaugurato nel 1904.

Dal risorgimento al dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

La prima meta del XIX secolo portò Lecco ad essere uno dei cuori pulsanti della cultura italiana: gli Scapigliati, famoso gruppo di letterati milanesi fecero di Maggianico uno dei loro luoghi di ritrovo preferiti. Il fermento culturale del periodo era associato anche al fermento politico, e Lecco ed i suoi abitanti ebbero un ruolo molto importante nel Risorgimento lombardo.
Alla notizia dell'insurrezione milanese contro l'Austria – marzo 1848 – fu un prete, don Antonio Mascari, ad incitare alla ribellione dal pulpito. Subito si raccolsero denaro e volontari. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo i cittadini assediarono il Commissariato e costrinsero il comandante a cedere le armi ma la rivolta non ebbe comunque successo. Con il decreto 22 giugno 1848 il governo provvisorio della Lombardia (quello austriaco era decaduto in seguito alle Cinque Giornate di Milano) promosse Lecco al rango di città grazie al contributo che la città stava dando alla causa risorgimentale: molti lecchesi vennero inviati al Passo dello Stelvio per impedire la discesa in Lombardia degli Austriaci. Tuttavia, con loro ritorno, Lecco nel 1859 venne nuovamente declassata a Borgo fino a che, con il conseguimento dell’Unità d’Italia, non venne definitivamente riconosciuta Città[29].
Nel 1859, con la Seconda Guerra d'Indipendenza, Lecco e la Lombardia, furono unite al Regno di Sardegna, primo troncone del Regno d'Italia. Primo sindaco fu il notaio Francesco Cornelio.
Nel 1923 il territorio comunale, ormai insufficiente a contenere l'espansione urbana, venne notevolmente ampliato con l'aggregazione dei comuni limitrofi di Acquate, Castello sopra Lecco, Germanedo, Laorca, Rancio di Lecco e San Giovanni alla Castagna, nonché di parte del territorio comunale di Maggianico[30]; nel 1928 venne aggregata anche la restante parte di Maggianico, mentre Malgrate e Pescate, di cui era prevista l'aggregazione, mantengono la loro autonomia. La città in seguito si sviluppò di pari passo con il paese, fu centro di aspre lotte sindacali per il miglioramento delle condizioni negli stabilimenti tessili e dovette pagare un enorme tributo di sangue nel corso delle due guerre mondiali, furono molti i caduti ricordati nei numerosi monumenti presenti in città. Tra il settembre del '43 e l'aprile del '45 Lecco si distinse nella resistenza ed è quindi tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune di Lecco

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del Comune di Lecco ha subito molte modifiche col susseguirsi degli eventi storici. Dopo la raffigurazione più antica risalente al Seicento, ci è stato tramandato lo stemma degli Statuta Civilia Comminitatis Leuci (1691). Esso subì dalle varianti, più o meno elaborate e ad oggi raffigura uno scudo partito con croce rossa in campo bianco di origine guelfa che compare negli stemmi dei liberi Comuni del Nord Italia anti-imperiali sulla sinistra, il quale ricorda quello della famiglia Visconti di Milano ed un leone rampante d’oro in campo azzurro, simbolo del Comune Popolare, sulla destra inserito nel nostro emblema per evidenziare le doti congenite delle nostre genti: la forza, il coraggio, la fierezza. Sullo scudo, sorretto ai lati da due tritoni, (divinità della mitologia greca dalla doppia natura: metà uomini e metà pesci, a ricordo delle origini di popolo vissuto in un villaggio di pescatori) è posta una corona comitale a nove palle, simbolo di Reggia città da quando fu creato il Regno d’Italia nel 1861.[31][32]

Gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Lecco presenta un gonfalone di colore azzurro con al centro lo stemma del comune. Esso è decorato con Medaglia d’argento al Valor militare.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Lecco è decorato di Medaglia d’argento al valor militare per attività partigiana per la partecipazione alla Lotta di Liberazione dal 1943 al 1945, concessa con decreto del Presidente della Repubblica del 19 settembre 1974 e consegnata in una memorabile cerimonia allo stadio comunale Rigamonti-Ceppi dall'allora Presidente della Camera On. Sandro Pertini.[33][34]

Medaglia d’argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d’argento al valor militare
«Durante venti mesi di dura lotta contro l’oppressione tedesca e fascista, dava sublimi esempi di patriottismo opponendo ai rastrellamenti e alle deportazioni in Germania delle sue genti una fiera resistenza.

Mentre i volontari, inquadrati nelle formazioni, impegnavano il nemico nella lotta armata che costò grave contributo di sangue fra combattenti e cittadini vittime delle rappresaglie, uomini e donne d'ogni estrazione sociale si ritrovarono uniti nell'opporre coraggiose compatte manifestazioni di ostruzionismo, che oltre ad isolare psicologicamente l'avversario ne impedivano l'utilizzazione delle risorse locali. Il prezzo di sangue generoso offerto dai combattenti e dai cittadini colpiti dalle rappresaglie suggella il contributo offerto delle genti di Lecco alla causa della libertà della Patria.»
— Zona di Lecco, 8 settembre 1943 - aprile 1945

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Lecco è designata Città alpina dell'anno 2013 conferitole dall'associazione internazionale della Convenzione delle Alpi per il particolare impegno all’attuazione e allo sviluppo sostenibile.[35]

Lecco ha conferito la cittadinanza onoraria al Reggimento artiglieria a cavallo "Voloire" mediante una manifestazione ufficiale tenutasi il 7 maggio 2011 con la partecipazione del Carosello a cavallo e lancio di paracadutisti svolta presso il Centro Sportivo Bione in occasione dei festeggiamenti del 150º Anniversario dell'Unità d'Italia.[36]

Il 12 aprile 2011 il Comune di Lecco è stato nominato Socio d'onore dell'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, che riunisce i combattenti e decorati al valor militare.[37]

Ricorrenze ed eventi[modifica | modifica sorgente]

  • 7 marzo: Commemorazione dei lavoratori di una fabbrica lecchese deportati al campo di concentamento di Mauthausen nel 1944 in seguito ad uno sciopero;[38]
  • 12 luglio: Anniversario dell’eccidio che portò alla morte di 67 cittadini, chiamati "i martiri di Fossoli", quattro dei quali provenienti da Lecco;
  • Prima domenica di ottobre: Festa di Lecco con manifestazioni varie e mercatino dell'Antiquariato;
  • 4 novembre: Commemorazione dei Caduti in Guerra e in Servizio al Santuario di Nostra Signora della Vittoria e deposizione di una corona di alloro nella cripta del Sacrario sottostante il Santuario e al Monumento ai Caduti;
  • 6 dicembre: Festa di San Nicolò, patrono della città da circa 1000 anni; consegna delle "Civiche Benemerenze" e concerti presso il Teatro della Società; è solito regalare ai bambini durante questo giorno una grossa mela a ricordo del santo che aiutò tre bimbi così poveri da non avere nulla da mangiare. Nicola, diventato poi Nicolò, regalò una mela a ogni bambino, tutto ciò che possedeva. I tre pomm durante la notte si trasformarono in mele d'oro e salvarono la famiglia dalla fame e dalla povertà.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Numerosi edifici religiosi e civili sono presenti nella città di Lecco[21], i principali sono: la basilica minore romana di San Nicolò, il Teatro della Società, il Ponte Azzone Visconti e la Torre Medievale.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Basilica romana Prevositurale minore di San Nicolò e adiacente campanile
Basilica di Nostra Signora della Vittoria, nei pressi del monumento ad Alessandro Manzoni.
L'attuale facciata e campanile della chiesa dei Santi Materno e Lucia a Pescarenico
Chiesa di Santa Marta nota per i suoi interni barocchi
La Basilica minore romana di San Nicolò è la principale struttura religiosa della città ed è dedicata al patrono dei naviganti; si trova in un ampio sagrato preceduto da una doppia scalinata in pietra grigia nei pressi di Piazza Mario Cermenati. Ha un impianto di tipo neoclassico datole dall'Architetto Giuseppe Bovara nel suo ampliamento. Al suo interno custodisce arredi seicenteschi, una fonte battesimale del 1596 e parti romaniche del secolo XI. Il campanile che si innalza al suo fianco è alto ben 96 metri poggia su un'antica torre medievale. È in stile neogotico di forma poligonale a cuspide. Chiamato comunemente Il matitone fu inaugurato la notte di Natale del 1904 ed è tuttora uno dei dieci campanili più alti d'Italia oltre ad essere l'indiscusso simbolo della città.[39]
Sita nella centrale via Mascari è considerata fra i luoghi di culto più antichi della città poiché fu costruita nel Duecento ed inizialmente dedicata a San Calimero, presenta oggi una facciata porticata a vento del Settecento e ricche decorazioni barocche all'interno; la semplice navata con volta a botte è del 1615. Subì un completo restauro nel 2012[40].
Si trova in Via Azzone Visconti e fu eretto a memoria dei caduti della Grande Guerra e concepito come voto popolare per lo scampato pericolo; i lavori di costruzione, finanziati grazie alla donazione della signora Domenica De Dionisi, ebbero inizio nel 1818, protaendosi fino al 1932, anno della sua consacrazione. L'edificio è caratterizzato da rivestimenti in granito alternati a pietra bianca della Val Chiavenna.
La chiesa dei Santi (oggi) Materno e Lucia e l'ex Convento dei Cappuccini si trovano a Pescarenico, in Piazza Padre Cristoforo, e sono stati resi celebri dal Manzoni il quale, nei Promessi Sposi, lo cita come sede conventuale di Fra Cristoforo. La chiesa fu iniziata nel 1576 da Hurtaldo Mendoza, cavaliere di Sant'Jago e governatore della piana di Lecco, come tempio per l'adiacente Convento dei Cappuccini. Nel 1789 divenne caserma per le truppe francesi mentre nel 1810 il convento fu soppresso per volere di Napoleone Bonaparte e la chiesa venne riattata, specie nella facciata, attribuita all'architetto Giuseppe Bovara, e dedicata a San Materno, associato più tardi a Lucia, presumibilmente in omaggio al Manzoni. Oggi è sede parrocchiale. Al suo interno sono contenute alcune pregevoli opere.
si trova nel rione di Castello e i primi documenti la datano intono alla fine del Duecento con un'architettura principale di tipo romanico ed è stata fino al 1584 la sede prepositurale poi trasferita presso la basilica di San Nicolò.
  • Chiesa dei Santi Vitale e Valeria
si trova nel rione di Olate nella piazza omonima è creduta come la chiesa di don Abbondio; costruita fra il Quattrocento e il 1765 con un ulteriore prolungamento della navata nel 1934, quando si ripristinò la facciata in stile barocchetto.[41]
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista
si trova nel rione di San Giovanni alla Castagna in Via Don Antonio Invernizzi; fu ricostruita alla fine del XVII secolo e contiene vari arredi lignei risalenti al Seicento, una pala con la Deposizione di un seguace di Vincenzo Civerchio e una statua in terracotta dipinta della Vergine addolorata.[42]
  • Chiesa di Sant'Andrea
è la chiesa parrocchiale si trova nel rione di Maggianico in via Zelioli; fu eretta parrocchia per volere di San Carlo nel 1567, nel 1615 il Card. Federico Borromeo nella sua visita ordina la costruzione di una nuova chiesa (dando specifiche indicazioni sulla sua struttura) perché la precedente giaceva in pessimo stato e non era più sufficiente per accogliere la popolazione del periodo. I lavori si protrassero per alcuni anni fino a quando il 30 novembre 1631 venne solennemente consacrata nel giorno della festa di Sant'Andrea. L'impianto della chiesa è rimasto sostanzialmente invariato, sottolineando altresì l'opera dell'architetto Giuseppe Bovara che la restaurò e che progettò anche gli altari laterali in stile neoclassico per accogliere due polittici rinascimentali di Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari

Nel 1763 venne costruito il campanile mentre per le campane bisogna attendere oltre un decennio quando il 23 gennaio 1777 giunsero a Maggianico i Crespi di Crema che predisposero tutto per la fusione delle nuove 5 campane che avvenne nel mese di aprile con grande soddisfazione del parroco Giovan Battista Conti, che fece pochi anni + tardi nel maggio 1790 fece ripavimentare la chiesa parrocchiale da Antonio Conca di Varenna. Giuseppe Bovara negli anni 20 del 1800 giunge a Maggianico restaurando il portico seicentesco, progettando il nuovo altare laterale dedicato alla Madonna, promosse e seguì in prima persona l'opera di restauro dei polittici. Nel 1843 venne costruito il nuovo altare maggiore in stile neoclassico su disegno dell'architetto Adriano Gazzari mentre le statue degli angeli sono di Gaetano Benzoni. Nei decenni successi si susseguirono le opere di restuaro dell'esterno della chiesa ricavando nella facciata l'ampio rosone ad arco; mentre a fine '800 l'allora parroco Giuseppe Dell'Oro fece affrescare episodi della vita di Sant'Andrea nel presbiterio. Oltre ai grandi due polittici rinascimentali, la chiesa parrocchiali accoglie altre tele di pregio del seicento e settecento poste nel battistero.

  • Chiesa di San Rocco
si trova nel rione di Maggianico nella località di Barco e fu eretta nel 1843 dall'architetto Giuseppe Bovara dopo il voto che la popolazione del rione fece contro il colera.
  • Chiesa di San Giovanni Battista
situata nel rione di Chiuso è celebre poiché al suo interno custodisce le spoglie di Don Serafino Morazzone, parroco della chiesa dal 1773 al 1822, divenuto poi Beato nel 2011, in Piazza Duomo a Milano dai Cardinali Dionigi Tettamanzi e Angelo Amato. Ha un aspetto tipicamente romanico mentre all'interno contiene numerosi affreschi del XV secolo attribuiti a Giovan Pietro da Cemmo raffiguranti la Crocifissione ed una balaustra in arenaria del XVII secolo. Nel XIX secolo furono rinnovati la facciata ed il campanile.[43]
  • Chiesa di San Giuseppe
si trova nel rione del Caleotto in via Baracca e fu eretta fra il 1947 e il 1951 su progetto di Carlo Wilhem. Nel tempio si possono ammirare i dipinti di Orlando Sora, divenute le opere maggiori e famose di questo artista molto legato alla città. La chiesa è stata dedicata, mediante una celebrazione eucaristica tenutasi il 18 marzo 2012[44] da parte del Cardinale Angelo Scola, a San Giuseppe, patrono dei lavoratori, poiché sorge infatti in una zona in cui, a partire dalla fine del XIX secolo e per tutto il Novecento fiorirono le più importanti industrie a livello nazionale del ferro grazie alle quali venne attribuito alla città di Lecco il soprannome di "Manchester d'Italia".
sorge nella località della Rovinata su una terrazza panoramica posta sul pendio morenico nel rione di Germanedo ed è stato edificato tra il 1849 e il 1859 a seguito di una frana che si abbatté in quell'area lasciando intatta la cappella eretta precedentemente come luogo di culto lungo il percorso che portava gli uomini ai campi e tale avvenimento, giudicato miracoloso dalla popolazione germanedese, portò ad una crescente venerazione del posto, tanto che l’allora parroco don Andrea Magni, con l'assistenza e l'aiuto della popolazione, decise di erigervi una chiesa; si raggiunge mediante una mulattiera in acciottolato che si snoda in territorio boscoso, lungo la quale sono distribuite le prime tredici cappelle dedicate ad altrettante stazioni della Via Crucis, le ultime due invece sono poste a fianco del santuario stesso. Essa custodisce sopra l’altare un elegantissimo quadro raffigurante la Madonna Addolorata trafitta da sette spade donato dal marchese Paolo Serponti Mirasole.[45]
  • Chiesa dei Santissimi Cipriano e Giustina
sorge a pochi passi dall'ospedale di Lecco nel rione di Germanedo ma non si hanno notizie certe sulla sua costruzione anche se le poche informazioni permettono comunque di stabilire che le sue origini siano del 1500. Inizialmente dedicata solo a Santa Giustina fu dedicata a San Cipriano solo nel 1608.[46]
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi
si trova in Piazza Cappuccini, al termine di Viale Filippo Turati nel rione di Santo Stefano e fu eretta nel 1962, qualche anno dopo il ritorno dei frati cappuccini in città.
  • Chiesa Dei Santi Giorgio, Caterina, Egidio
si trova nel rione di Acquate ed era già esistente nel 1232 e nel tempo l’edificio subì varie migliorie fino al 1846 quando gli fu donato l'attuale aspetto neoclassico così come il campanile, il quale, in principio era una massiccia torre romanica[47].

Altri edifici religiosi in città sono:

  • Beata Vergine Assunta di Versasio
  • Beata Vergine del Rosario di Malnago
  • Beata Vergine del Rosario di Varigione
  • Madonna della neve ai Piani d'Erna
  • Cappella dei Morti di Peste
  • Immacolata a Germanedo
  • San Carlo a Castione
  • San Francesco a Falghera
  • San Giovanni di Laorca
  • Sant'Antonio a Maggianico
  • Sant'Antonio Abate a Malavedo
  • Santa Maria Assunta a Chiuso
  • Santa Maria Assunta a Rancio
  • Santi Nazario e Celso a Castello
  • San Bartolomeo detta del Seminario a Castello
  • Santuario di Lourdes ad Acquate
  • Chiesa dedicata all'Immacolata Concezione

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Memoriale ai Caduti
  • Monumento a Giuseppe Garibaldi
si trova nella piazza omonima e fu eretto nel 1884 a, soli due anni dalla sua morte, da Francesco Confalonieri per celebrare le tre visite dell'eroe dei due mondi in città; è il secondo monumento eretto in Italia per volere del sindaco Ghislanzoni che invitò la cittadinanza ad una raccolta di offerte.
si trova in piazza G. Garibaldi e risale al 1844 per opera dell'Architetto Giuseppe Bovara[48]; è adornata nella volta dalle Età della Vita affrescata da Orlando Sora nel 1979.
  • Monumento ad Alessandro Manzoni
è stato inaugurato nel 1891 alla presenza di Giosuè Carducci nell'omonima piazza ove lo raffigura in meditazione mentre guarda assorto quel lago che fu la radice del suo amore lombardo assiso sopra un alto piedistallo di granito rosso di Baveno decorato da bronzi con le storie dei Promessi Sposi[49].
  • Monumento a Mario Cermenati
è una statua in marmo che si trova al centro della vecchia Piazza del Grano dedicata a lui nel 1927; inizialmente in bronzo venne poi sostituito da quello attuale in marmo nel 1943, in seguito alla requisizione del bronzo avvenuta in epoca fascista.
Il palazzo municipale di Lecco
Villa Manzoni
  • Memoriale ai Caduti
è un maestoso monumento ai caduti lecchesi della Prima guerra Mondiale; si affaccia sul golfo di Lecco nei pressi della foce del torrente Caldone. Opera dello scultore Giannino Castiglioni venne inaugurato nel 1926 e raffigura una stele di granito rappresentante una donna afflitta da dolore alla cui base vi sono quattro altorilievi bronzei con scene di guerra.
si trova nella centrale piazza XX settembre ed è stato costruito durante il periodo della Repubblica Cisalpina di cui Lecco ne era la capitale del Dipartimento della Montagna. Venne edificato in un tratto delle vecchie mura per ospitare la sede della Camera del Commercio istituita da Napoleone, lasciando al piano terra, un ampio e luminoso porticato in modo che dalla piazza del mercato, ora XX settembre, si potesse vedere il golfo. Il palazzo, che non si armonizza con le altre case e la struttura della piazza, è noto nel dialetto lecchese come “Palazz di pagur” perché era il luogo dove si andava a pagare le tasse. La Camera del Commercio venne soppressa dal governo fascista ed il palazzo, divenuto di proprietà dell’Unione Industriali, subì alcune modifiche e, con un ulteriore restauro terminato nel 2012 si è apprestato a divenire una nuova sede museale con mostre fotografiche e temporanee.[50]
in piazza G. Garibaldi risale al 1900 e fu costruito da Giuseppe Ongania per ospitare la sede cittadina della Banca d'Italia, successivamente venne intitolato al senatore Enrico Falk. Rimase chiuso per anni fino ad ospitare oggi la sede della ConfCommercio.
in piazza Armando Diaz e la sede dell'amministrazione comunale; fu costruito da Giuseppe Bovara fra il 1836 e il 1852 come ospedale civile convertito nel 1928 con l'inaugurazione da parte del re Vittorio Emanuele III, dopo l'unificazione di tutti gli ex comuni del circondario lecchese che attualmente costituiscono i rioni della città; a seguito di questi lavori, l’allora Cappella dell’Ospedale ospita oggi la Sala del Consiglio Comunale. Nel cortile interno fu posta nel 1958 una lapide in occasione del 110º anniversario da Borgo a Città.[51]
è stato eretto a cavallo fra il 1336 e il 1338, dopo la conquista del borgo nel 1335 da parte di Azzone Visconti. Si presenta attualmente assai diverso dall'antico ponte poiché fu progettato come fortezza. In principio era difeso da due torri munite di ponte levatoi posti in corrispondenza delle fortificazioni, di una rocchetta, una torre colombaia per i piccioni viaggiatori, una torre centrale e un’altra torre più grande verso Lecco, mentre le sue due testate erano protette da un rivellino presentando solo otto arcate. Il ponte, simbolo della città di Lecco, è una delle più importanti testimonianze di ingegneria militare dell'epoca ma per accontentare i comaschi, i quali pensavano che causasse una strozzatura del fiume e l'allagamento della loro città, fu scavato e allargato il letto del lago, e nel 1440 fu aggiunta un’ulteriore arcata. Nel 1450 Francesco Sforza portò le arcate a diciotto, ma i comaschi, non ancora contenti, nel 1489 fecero allargare di nuovo il letto del fiume. Si scavò moltissimo materiale il quale, una volta depositato, formò la zona del Lazzaretto. Dopo le guerre combattute dal Medeghino, il ponte era rimasto piuttosto danneggiato, ma nei primi del Seicento era stato ristrutturato su incarico degli Spagnoli. Ospitava anche una propria guarnigione, formata da una ventina di uomini armati di balestra, ed aveva un proprio castellano. Il ponte era anche uno strumento di esazione fiscale; chi vi transitava doveva pagare un pedaggio, che era gestito da un consorzio di una dozzina di comproprietari appaltatori, nobili lecchesi e milanesi, oltre al convento delle benedettine. Un affresco del 1529 che mostra il ponte con queste fortificazioni lo si può trovare esposto al Castello di Melegnano.[52][53]
in stile neoclassico era la residenza paterna di Alessandro Manzoni e si trova nel quartiere del Caleotto; ospita al suo interno il Civico museo manzoniano. Fanno parte del percorso anche la Cappella dell'Assunta all'interno del cortile d'onore cinto dal porticato e le cantine con una ghiacciaia e due torchi originali di metà Ottocento. Gli ambienti del piano terra sono rimasti con gli arredamenti originali del 1818, quando lo scrittore vendette la villa. Nelle varie sale ospita dipinti, stampe, documenti, i costumi realizzati per la versione televisiva del romanzo e la culla dello stesso Manzoni[54]. Il brano più celebre della letteratura italiana "Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti..." nasce proprio dai minuziosi ricordi visivi del paesaggio che da questa villa lo scrittore vedeva.
  • Villa Gomes
si trova nel rione di Maggianico nell'omonimo parco sito nei pressi della stazione ferroviaria. Costruita per il musicista brasiliano Antônio Carlos Gomes (1836-1896) nel 1880 dall'architetto lecchese Attilio Bolla segue la corrente filosofica dell'eclettismo imperante, è di prevalente richiamo neorinascimentale. L’edificio è un blocco rettangolare a due piani con due prospetti ugualmente importanti, uno orientato verso il paese di Maggianico e 1’altro, preceduto da un’ampia scalinata, verso il lago. Sul lato occidentale si imposta il lungo corpo già adibito a serra e oggi trasformato in auditorium. L’interno è arricchito da uno scalone il cui soffitto presenta ricchi affreschi, gli unici sopravvissuti al degrado in cui la villa per molti anni è stata lasciata. Splendido il pavimento alla veneziana del salone a pian terreno mentre è stato inspiegabilmente eliminato l’attico a balaustrini che, oltre a nascondere la copertura, dava slancio e logico coronamento alla costruzione. La villa e stata radicalmente restaurata nel 1987 su progetto degli ingegneri Terragni di Como che, dovendola convertire alle esigenze della scuola civica di musica Giuseppe Zelioli che vi ha sede, ne hanno stravolto 1’impianto originario.[55]
Vallo delle Mura

Altri edifici civili in città sono:

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Torre Viscontea o Torre Medievale
è probabilmente l'edificio lecchese più antico ed è tutto ciò che rimane della cinta muraria a forma triangolare e del castello della città abbattuti questi ultimi da Giuseppe II nel 1782. Dopo la restaurazione del 1816, fu utilizzata come carcere e nel 1932, dopo un ulteriore restauro, fu affidata dallo Stato al Comune di Lecco per diventare il Museo del Risorgimento e della Resistenza della città prima e sede di mostre temporanee dei Musei Civici e dell’Assessorato Cultura del Comune di Lecco poi. Al piano terreno sono ancora visibili gli alloggi del corpo di guardia e alcune palle di cannone in pietra mentre al secondo e il terzo piano è ospitato il Museo della Montagna e dell’Alpinismo lecchese.[56]
  • Vallo delle Mura
si trova nei pressi della stazione ferroviaria ed è l'unica parte rimasta dei Bastioni di Porta Nuova dopo l’eliminazione nel corso dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento della cinta muraria di origine viscontea a forma triangolare che racchiudeva il borgo. Attende di essere valorizzato[57].

Vie e piazze[modifica | modifica sorgente]

Particolare di Piazza Era
  • Piazza Era
è il cuore pulsante del quartiere di Pescarenico, unico luogo lecchese citato esplicitamente ne I promessi sposi. In principio era il luogo di ritrovo serale delle famiglie dei pescatori nonché adibito alla pulizia delle reti e punto di approdo delle barche poiché nel Seicento il villaggio era abitato esclusivamente dai nuclei familiari che detenevano il diritto di esercitare la pesca nel tratto dell'Adda tra i due laghi di Lecco e Garlate. Il fronte della piazza è dominato dal monumentale edificio delle case popolari "Bigoni" progettate dall'architetto Mino Fiocchi nel 1929. La piazza rimane un luogo assai frequentato di giorno come transito obbligato per la pista ciclo-pedonale che da qui, lungo un percorso a fianco del lago, raggiunge il campeggio del Bione spingendosi fino a Vercurago, e la sera dai frequentatori dei locali siti nella zona tra cui il "Soqquadro". Nonostante la riqualificazione del 2008 le sue caratteristiche tradizionali e l'atmosfera letteraria del luogo sono state salvaguardate[58].
  • Via Giuseppe Bovara
è una piccola strada molto caratteristica che dal Vallo delle Mura scende verso Piazza XX settembre. Considerata una delle vie più antiche della città è stata dal 1993 al 2009 tutelata e valorizzata grazie ad una associazione fondata da un gruppo di commercianti e residenti. In questa via ha sede la Biblioteca Civica Umberto Pozzoli. Diverse le manifestazioni che si sono susseguite negli anni passati tra cui la festa del Borgoantico, gli spettacoli musicali e la «crostata» lunga decine di metri[59].

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Parco di Villa Gomes
è il più vasto della città (circa 37.000 mq) e vanta alberature molto varie e di grande pregio. il musicista Antônio Carlos Gomes diede alla sua casa 1'appellativo di "Villa Fiori", per la rarità e la varietà delle piante da lui importate. Il 27 luglio 2012 presso il parco, l'ex Ministro del Turismo e fondatrice della LEga Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente (LEIDA) Michela Vittoria Brambilla, ha affidato i primi cuccioli di Beagle scampati all'allevamento Green Hill di Montichiari nelle mani di nuove famiglie.[60]
è l'area protetta istituita nel 1973 che costeggia il fiume Adda a valle del lago di Lecco raggiungendo il comune di Truccazzano in provincia di Milano. La vasta area, che si formò in seguito al ritiro del ghiacciaio che nel quaternario scendeva dalle Alpi fino alla pianura, ospita una flora e fauna di grande importanza ed il suo territorio è, in parte, sottoposto a tutela ambientale e a leggi di salvaguardia. Il parco nei confini comunali è interamente percorso dalla pista ciclabile.[61]

Luoghi manzoniani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luoghi manzoniani.
Frontespizio del romanzo I Promessi Sposi
« Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. »
(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, 1840)

Sono i luoghi, o quello che ne rimane, serviti da ispirazione ad Alessandro Manzoni e citati nell'opera I promessi sposi, spunto per un itinerario storico-letterario-turistico tra le poche parti vecchie della città, risparmiate dall'espansione urbanistica legata allo sviluppo industriale. Alcuni luoghi sono storici, come il convento di Pescarenico o il ponte Azzone Visconti, altri indicati dalla tradizione, come la presunta casa di Lucia Mondella nel quartiere di Olate, il tabernacolo dei Bravi, il Palazzotto di don Rodrigo, la casa del sarto a Chiuso e l'attigua Rocca dell'Innominato. A tutto questo si aggiunge la già citata Villa Manzoni situata nel quartiere Caleotto (oggi Museo civico manzoniano), residenza della sua famiglia nella quale egli visse la sua infanzia, adolescenza e prima giovinezza come lui stesso scrive nell'introduzione del romanzo Fermo e Lucia.
L'abitato di Pescarenico, che è la culla del romanzo, viene descritta dal Manzoni con queste parole:

« Il sole non era ancor tutto apparso sull'orizzonte, quando padre Cristoforo uscì dal suo convento di Pescarenico, per salire alla casetta dove era aspettato. È Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell’Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare. »

Centro storico[modifica | modifica sorgente]

La piazza principale di Lecco, Piazza XX settembre, e sullo sfondo il monte San Martino

Il centro storico si presenta di aspetto prevalentemente ottocentesco. Architetture d'interesse si hanno con la Basilica romana
minore di San Nicolò e la Chiesa di Santa Marta sita poco distante. Percorrendo la traversa di Via Giuseppe Bovara si giunge nella centrale Piazza XX settembre, un tempo la piazza grande del borgo dove, fin dal 1149, si svolgeva, il mercoledì e il sabato, il mercato cittadino ora trasferito all'ex scalo merci della Piccola. In questa piazza che si presenta con una struttura particolare, stretta ed irregolare dove le botteghe si allineano sotto i colonnati dei portici non allineati, ricostruiti con sapore neoclassico tra il 1820 e il 1839 partono svariati vicoli che si inoltrano nel cuore pulsante della città: scalinate, san pietrini e statue. I palazzi borghesi che la fiancheggiano offrono balconi e finestre ricche di verde e decori; ad una di esse che conserva ancora la conformazione preottocentesca, una lapide ricorda che lì nacque Antonio Stoppani (1824-1891), geologo naturalista ma anche patriota e letterato. In questo cuore del borgo avevano sede il palazzo del podestà, di cui rimane lo stemma dei Visconti murato sulla casa che fu dogana, ed il castello che aveva come caposaldo il confine verso la Svizzera e la Repubblica di Venezia, ora sovrastato dalla Torre Medievale meglio conosciuta come Torre Viscontea. Nella piazza, denominata nel 1895 piazza XX settembre, per un brevissimo tempo, sempre nel periodo fascista, prese il nome di “Costanzo Ciano” si trova inoltre il Palazzo delle Paure. Fu totalmente ristrutturata nella pavimentazione e nella discutibile illuminazione nel 2006 dall'allora Sindaco di Lecco Lorenzo Bodega insieme all'attigua piazza Mario Cermenati affacciata sul golfo e da allora furono installate in ognuna delle due piazze fontane futuristiche intervallate dai numerosi caffè, ristoranti e trattorie che si susseguono. Bella e non particolarmente caotica la movida serale che qui si concentra. Carattere classico lo ha invece la centrale via Cavour, che sfocia ad oriente sulle piazze del Municipio e della stazione ferroviaria tra le prime di Lombardia essendo stata avviata nel 1863; nella stessa piazza si trova Villa Locatelli, equilibrato edificio umbertino oggi sede di rappresentanza della Provincia di Lecco. La via scende dal lato opposto incrociando alla sua sinistra L'Isolago, dal 1984 complesso commerciale di prestigio ma che in passato era sede della filanda Bellingardi, produzione, quest'ultima, assai diffusa nel territorio. Poco a sud si trova la piazza intitolata a Giuseppe Garibaldi, già Piazza del Prato o del teatro, col monumento a lui dedicato e chiusa dal Teatro della Società costruito dal già citato Arch. Giuseppe Bovara intervenuto all'impianto quadrilatero della piazza anche per la non realizzata nuova chiesa parrocchiale. Si affacciano sulla piazza anche il palazzo Falk e il Palazzo sede della Banca Popolare di Lecco. Rientrano nel centro storico anche la statua di Alessandro Manzoni e l'attiguo Santuario di Nostra Signora della Vittoria dove, proseguendo verso sud a breve distanza troviamo un'ulteriore importante testimonianza del glorioso passato della città: il Ponte Azzone Visconti o, Ponte Vecchio. Al suo fianco sorge la piccola Isola Viscontea, un tempo proprietà privata ma con un recente progetto dell'Amministrazione comunale e dell'Associazione Appello per Lecco si sta cercando di consentire l'accesso al pubblico e lo sfruttamento turistico dell'Isola con proiezioni di film all'aperto e rappresentazioni teatrali. Nel febbraio 2013, il Fondo Ambiente Italiano, ha riconosciuto l'isola classificandola al 121º posto del censimento I luoghi del cuore fra le oltre mille segnalazioni oltre al decreto emesso solo un mese prima dal direttore generale per i Beni Culturali e paesaggistici della Lombardia che la dichiarò di interesse storico-culturale particolarmente importante[62].

Società[modifica | modifica sorgente]

Lecco al tramonto

Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1822.[63]

Agglomerato urbano[modifica | modifica sorgente]

Lecco è il centro di un agglomerato urbano che sulla sponda sinistra del Lago di Garlate prosegue con Vercurago, cui segue Calolziocorte; sulla sponda destra dell'Adda comprende Pescate, Garlate, Olginate, Malgrate, Valmadrera e Civate, a nord Ballabio.

La popolazione di questo agglomerato conta più di 107.000 abitanti ed è in costante crescita.

Luci notturne sul lungolago
Torri del centro Meridiana nel rione del Caleotto progettate da Renzo Piano
Panorama dal Magnodeno

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[66]

Il lungolago di Lecco nel centro della città
Scorcio della località della Malpensata nei pressi del centro storico

La popolazione lecchese al 31 dicembre 2012 conta 48608 individui (di cui 23196 maschi e 25412 femmine) ed è il 17º comune più popoloso della Lombardia con una densità media di circa 1070 ab./km².
Dal grafico si nota come la popolazione sia aumentata quasi ininterrottamente fino al 1971 per poi registrare un periodo di crisi all'inizio degli anni novanta, durante il quale la popolazione è diminuita tornando ad incrementarsi, seppur lievemente ma in modo costante, dal 2001 in gran parte grazie al progressivo aumento dei flussi migratori in entrata da diverse parti del mondo. Dal 2011 al 2012 la popolazione si è incrementata di 278 unità. Nello specifico, nei dati diffusi dal comune nel gennaio 2013[67], sui movimenti della popolazione, si registra un aumento dell’emigrazione (popolazione che si è trasferita da Lecco in altre località) che per l’anno 2012 si è attestata a 1466 unità rispetto ai 1396 del 2011, raggiungendo la punta massima degli ultimi 7 anni. Stabile invece il numero di persone che hanno scelto di venire a Lecco (1912 nel 2012 e 1717 nel 2011). Il tasso di natalità rimane pressoché invariato: le nascite diminuiscono da 403 del 2011 a 401 del 2012 (dato più basso dal 2005 ad oggi). Leggero aumento invece per il tasso di mortalità: i decessi sono passati da 508 del 2011 a 569 del 2012. Si registra infine un aumento del numero di matrimoni: si passa dai 147 del 2011 ai 176 del 2012 (di cui 92 religiosi e 84 civili).

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La popolazione straniera residente al 1º gennaio 2009 è di 3.637 residente pari al 7,65% degli abitanti.[68]

Gli stranieri residenti nel comune di Lecco sono 4.388 (al 31 dicembre 2010). Essi provengono in particolare dall'Europa dell'est, dal Nord Africa e dall'Africa Nera. In totale sono 1.532 gli Africani residenti in città. La zona intorno a Viale Filippo Turati è la più multietnica della città essendo in gran parte abitata da nuclei Senegalesi, Ivoriani, Marocchini e Cinesi.
I dieci gruppi più consistenti di residenti stranieri sono i seguenti:

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

A Lecco si parla una declinazione del dialetto lombardo occidentale chiamato anche dialetto insubre[69] (parlato nelle province di Lecco, Como, Varese, Sondrio, Monza e Brianza, Milano, Lodi e nel Canton Ticino) appartenente al ceppo linguistico gallo-italico. A seconda delle zone ha influssi dialettali di origine bergamasca, brianzola, valtellinese e comasca.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La principale confessione religiosa a Lecco è quella cattolica. La liturgia differisce da quella tipica della maggior parte del mondo cattolico in quanto in città si segue il rito ambrosiano, come in buona parte dell'arcidiocesi di Milano[70].
Si trovano inoltre altre piccole comunità di altre religioni: Chiesa Cristiana Evangelica (con una sede in centro), Testimoni di Geova, Islam (con il centro maggiore nel rione di Chiuso)[71], Chiesa ortodossa (con due chiese nei rioni di Castello e Belledo).

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Lucia con le guazze in testa

Il tradizionale abito femminile lecchese è legato all'immagine di Lucia dei Promessi Sposi e si caratterizza per la bella raggiera composta da spilloni d'argento, chiamati guazze, che corona la testa accuratamente descritto da Alessandro Manzoni nel settimo capitolo con queste parole:

« I neri e giovanili capelli di Lucia si ravvolgean, dietro il capo, in cerchi molteplici di trecce, trapassati da lunghi spilloni d'argento, che si dividevano all'intorno, quasi a guisa de' raggi d'un'aureola.... »

I principali appuntamenti della città sono:

  • 17 gennaio: in occasione di Sant'Antonio Abate nell'omonima piazzetta nel rione di Malavedo suggestiva benedizione di automobili e bimbi con i loro animaletti;
  • maggio (data variabile): L'Europa sul lungolago di Lecco è un evento del week-end di recente introduzione (2011) dove commercianti da tutta Europa con i loro prodotti tipici offrono ai lecchesi le proprie specialità nel centro cittadino dove è possibile assaggiare e acquistare, in un'atmosfera conviviale, le specialità provenienti da oltre dieci rappresentanze europee tra cui Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Olanda, Russia, Spagna e Ungheria con più di cinquanta operatori provenienti dall'estero, selezionati in base a criteri di qualità e professionalità; oltre alle leccornie vi è la possibilità di acquisto di prodotti artigianali dei Paesi europei;[72]
  • 2 giugno: Assegnazione della "Coppa della Repubblica" mediante la regata velica che si svolge nel golfo antistante la città;
  • Ultima domenica di giugno: Spettacolo pirotecnico nel golfo a conclusione dei festeggiamenti della Benedizione del Lago con la processione del Santo Patrono;
  • Prima domenica di luglio: "Assalto al Resegone"
  • 16 luglio: Festa rionale a Laorca per la Madonna del Carmine;
  • novembre (data variabile): Festival di Immagimondo promosso dall'Associazione Les Cultures Onlus, con il Patrocinio del Comune di Lecco che prevede la rappresentazione di un ricco programma di eventi culturali come incontri con reporter e artisti noti al grande pubblico, presentazioni di libri sul tema del viaggio, documentari amatoriali e professionali, filmati, rassegna di novità editoriali, eventi musicali e conferenze; occasione unica per entrare in contatto con popoli, luoghi e culture da tutto il mondo, anche attraverso il racconto di artisti, studiosi, viaggiatori e la promozione di un reale spazio d'incontro e di dialogo interculturale.[73]
Cannonata delle ore 12[modifica | modifica sorgente]

È un colpo di cannone a salve, che viene sparato nella zona di Sant'Ambrogio a Maggianico per scandire lo scoccare del mezzogiorno e non è difficile sentirlo distintamente fra i quartieri di Belledo e Pescarenico oltre a Maggianico.

Mercatini della Domenica[modifica | modifica sorgente]

Ogni prima domenica del mese nell'area della Piccola, nei pressi del centro cittadino, si svolge un mercatino del collezionismo, antiquariato, modernariato, artigianato e hobbistica di vario genere. Ogni seconda domenica nella centrale Piazza XX settembre e sul lungolago è il mercatino del piccolo artigianato creativo locale a farla da padrona chiamato Chi Cerca Trova. Nell'ultima domenica del mese, ad esclusione di luglio e dicembre, sempre nell'area della Piccola chiunque può partecipare da protagonista nel mercatino delle pulci Vendo Compro Baratto[74].

Carnevalone di Lecco[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di febbraio, sin dal 1884, in occasione del "Carnevalone di Lecco" si ha la consueta incoronazione di Re Resegone e Regina Grigna consegnando loro le chiavi della città da parte del Sindaco dando il via al folclore che raggiunge il suo apice, secondo il rito ambrosiano quale la città segue, il giorno di Sabato Grasso con il corteo dei carri allegorici per le vie cittadine al pomeriggio ed una tradizionale festa in maschera con animazione e musica nelle piazze centrali della città la sera stessa premiando il carro dell'anno[75].

Sagra de Pescarenech[modifica | modifica sorgente]

È una festa che si svolge nel mese di luglio coinvolgendo le contrade Biun, Cucagna, Cunvent, Era, Fussaa, Isola, Piscen, S. Ambros e Stradun nella frazione di Pescarenico all'interno dell'oratorio omonimo dove, oltre al servizio gastronomico con specialità di pesce, animazione ed intrattenimanto musicale, si svolgono i Tornei di Green Volley. La sagra nel 2012 ha festeggiato la sua 28ª edizione.

Regata dei Batej[modifica | modifica sorgente]
  • luglio (data variabile): Tradizionale "Regata dei batèj" in occasione del Palio delle contrade di Pescarenico

Tradizionale regata che si svolge sulle sponde del fiume Adda nel mese di luglio in occasione del Palio delle contrade di Pescarenico. Le imbarcazioni sono di semplice struttura, ognuna di colore diverso, a differenziare le nove contrade della frazione che si sfidano nella prova più attesa e palpitante della Sagra de Pescarenech, a partire dalla seconda edizione; essa è abbinata al Palio delle Contrade e nell'albo d'oro spiccano i nomi della contrada Era, che vinse molte gare tra cui le prime due disputate. Nell’albo d'oro vi sono anche le contrade Sant'Ambros, Fussaa, Stradun e anche un pari merito con Piscen ed Isula. La regata è preceduta dalla regata delle "Lucie", le imbarcazioni tipiche del lago.

Sagra di Sant'Egidio[modifica | modifica sorgente]

Piccola sagra che si svolge nel mese di luglio nella tensostruttura nel campo sportivo del rione di Bonacina; offre un servizio gastronomico, musica e spettacoli dal vivo. Ogni anno richiama migliaia di persone anche per sottolineare il tema della sagra e cioè: Facciamo festa pro bambini missioni africane. Fra gli eventi in programma, la gara per cercatori di funghi.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Enti e Associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Circolo Cooperativo "Libero Pensiero"
  • Associazione "Cenacolo Francescano"
  • Associazione GLBTS "Renzo e Lucio"[76]
  • Associazione per i Diritti degli Anziani
  • Associazione per la Ricerca Neurochirurgica
  • Associazione "Corpo Musicale Alessandro Manzoni"
  • Associazione Lecchese Turismo Manifestazioni
  • Associazione "Les Cultures"
  • Associazione "Appello per Lecco"
  • Accademia Corale di Lecco
  • Coro Alpino Lecchese
  • Associazione "Gruppo Astrofili DEEP SPACE Lecco"

Ospedali[modifica | modifica sorgente]

Ospedale Alessandro Manzoni nel rione di Germanedo

L'ospedale principale della città è l'Ospedale Alessandro Manzoni, facente parte dell' "Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco" (quest'ultima comprende altri due presidi ospedalieri: il "Leopoldo Mandic" situato a Merate e l' "Umberto I" situato a Bellano). Questo ospedale sorge nel quartiere di Germanedo, dove il comune aveva acquistato nel 1949 Villa Eremo; provvista di vasta superficie agricola ha dato l'impulso per la costruzione del nuovo nosocomio cittadino. Nel 1989 infatti partono i lavori della grande opera, inaugurata nel 2000 ed intitolata allo scrittore Alessandro Manzoni.

Esistono inoltre diverse cliniche private tra cui quella fondata dal Dott. Giovanni Battista Mangioni ad esso denominata dal 1987 e la Casa di Cura Beato Luigi Talamoni; entrambe si trovano nel centro cittadino. In quest'ultima per anni è stata ricoverata Eluana Englaro, la cui vicenda, a seguito dell'incidente che la costrinse in stato vegetativo, sollevò diverse polemiche mediatiche e politiche a seguito della sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione che la portarono alla morte per volontà della famiglia i quali consideravano le cure come accanimento terapeutico.

Giustizia[modifica | modifica sorgente]

A Lecco è presente la Procura della Repubblica, gli uffici del Giudice di Pace e dell'Unep, tutti presenti all'interno del Tribunale cittadino, che, in attesa del termine dei lavori di ampliamento della sede storica nei pressi del lungolago, sono ubicati temporaneamente nella cittadella della giustizia in Corso Promessi Sposi. In città si trova inoltre la Casa Circondariale nel rione di Pescarenico[77].

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Nell'indagine annuale del quotidiano Il Sole 24 ORE diffusa a fine novembre 2012 sulla qualità della vita delle 107 province italiane, quella di Lecco è stata classificata al 57º posto collocandosi dopo Massa Carrara e prima di Vercelli con un punteggio di 508, perdendo ben 17 posti rispetto all'anno precedente. In Lombardia hanno ottenuto un punteggio inferiore solo le province di Pavia, Varese e Lodi.[78]. Nel 2010 era posta al 51º posto e l'anno successivo fece un balzo di 11 posti in classifica. Fra i 36 indicatori suddivisi in 6 macroaree l'unica eccellenza riguarda il tasso di emigrazione ospedaliera dove è prima in classifica con l'1.82 % e il 4º posto per la media delle pensioni con 940€ al mese.

Secondo il XIX Rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia, pubblicato nell'ottobre 2012 da Legambiente, Lecco si piazza al 31º posto della classifica generale nella categoria con popolazione inferiore ad 80.000 abitanti. I migliori punteggi, nei singoli indicatori, riguardano la capacità di depurazione (dove si colloca al 1º posto a pari merito con altre sei città), la raccolta differenziata sul totale dei rifiuti prodotti (dove risulta 10°), passeggeri trasportati annualmente per abitante per quanto riguarda il trasporto pubblico (collocata al 7º posto), auto circolanti ogni 100 abitanti (collocata al 5º posto) e nella sottocategoria indice di ciclabilità (risultata 9°).[79]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore)
Dato riferito alla provincia
Ecosistema Urbano (Legambiente) Qualita della Vita (Italia Oggi)
Dato riferito alla provincia[80]
2004 21ª posizione 4ª posizione 19ª posizione
2005 21ª posizione 1ª posizione 18ª posizione
2006 27ª posizione 3ª posizione 9ª posizione
2007 24ª posizione 12ª posizione 35ª posizione
2008 58ª posizione 30ª posizione 35ª posizione
2009 74ª posizione 44ª posizione 51ª posizione
2010 51ª posizione 79ª posizione 28ª posizione
2011 40ª posizione 33ª posizione (città piccole) 23ª posizione
2012 57ª posizione 31ª posizione (città piccole) 26ª posizione
2013 45ª posizione 12ª posizione (città piccole) 11ª posizione

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Lecco è sede di numerosi istituti d'istruzione secondaria.

Università[modifica | modifica sorgente]

A Lecco vi sorge una sezione del Politecnico di Milano dal 1993, dopo la sperimentazione positiva delle scuole di specializzazione e i corsi di laurea breve. A Lecco è possibile conseguire i seguenti corsi di laurea:

  • Scienze Infermieristiche (Università Bicocca – Ospedale A. Manzoni di Lecco)
  • Ingegneria civile e ambientale e territoriale (Politecnico di Milano - sede di Lecco)
  • Ingegneria della Produzione Industriale (Politecnico di Milano – sede di Lecco)
  • Ingegneria Meccanica (Politecnico di Milano – sede di Lecco).
  • Ingegneria Edile - Architettura (Politecnico di Milano - sede di Lecco).
La torre viscontea, tra i pochi reperti delle fortificazioni anticamente esistenti

Musei[modifica | modifica sorgente]

Fondati nel 1888 da Carlo Vercelloni, i Musei civici di Lecco sono oggi una serie di strutture riunite in un sistema museale (Sistema Museale Urbano di Lecco, acronimo SiMUL) costituito da cinque istituti[81]:

Fanno parte del sistema anche la sezione separata d'archivio, la biblioteca specializzata e la fototeca.

Sedi principali dei musei lecchesi sono:

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

  • Radio Cristal
  • Radio LeccoCittà Continental
  • Rete 104

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni grazie alla Lecco Film Commission la città ha ricevuto numerose richieste da parte della più prestigiosa industria di cinema indiana. Bollywood ma più precisamente Kollywood, seconda industria cinematografica indiana con sede a Kodambakkam, sobborgo di Chennai, con produzioni che si differenziano dalla prima soprattutto per la lingua tamil ha girato fra ottobre 2011 e giugno 2012 ben cinque produzioni cinematografiche.

  • Segni particolari: bellissimo (1983), diretto da Adriano Celentano
  • Kathale Unnahl (Amore, quando ci sei tu) (2011), diretto da Meganathan Dhandapani
  • Vandanga Jeychangu (2012), diretto da Meganathan Dhandapani
  • Uyir eluthu (2012), diretto in Italia da Syed Sameer Mohamed Khadar Sirajuddin
  • Karuppampatti (2012), diretto da Prabu Cholan Raja

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Teleunica

Internet[modifica | modifica sorgente]

  • laprovinciadilecco.it
  • lecconotizie.com
  • corrieredilecco.it
  • leccosportweb.it

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Teatro della Società

A Lecco sono presenti due teatri ad uso lirico:

A cui si aggiungono altre due sale cine-teatrali:

  • Palladium
  • Cinema Nuovo-Mignon

Musica[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Risotto al pesce persico

I piatti tipici di Lecco sono in gran parte legati all'attività di pesca che, con i pochi pescatori rimasti nel rione di Pescarenico a gettare le reti nel tratto di fiume Adda e dintorni, offrono oltre cento tonnellate di pesci all'anno tra cui agoni, le piccole alborelle, i pregiati lavarelli (talvolta chiamati anche coregoni), persici, cavedani, lucci e tinche. Piatto tipico sono i famosi missoltini, ossia agoni sviscerati subito dopo la pesca, passati nel sale e appesi al sole per circa cinque giorni per poi essere affogati nell'aceto o grigliati e serviti con la polenta. La polenta è un altro dei piatti tradizionali della cucina lecchese. Spesso accompagna portate a base di selvaggina o le tagliate di formaggio casera, prodotto in due qualità: grasso e semigrasso. Con le sue infinite varianti spiccano la polenta uncia, la taragna, la polenta e usei (piatto però di origine bergamasca), ricotta di polenta, polenta e patate. Un gustoso piatto unico tradizionale è il riso bianco o, talvolta, allo zafferano, con il pesce persico. Lo squartone o carpione è il pesce di lago servito in salsa verde di basilico, aglio e pinoli; gli Scapinasc sono ravioli con ripieno di uvetta, amaretti e pane grattato; un altro piatto di pesce divenuto ormai un classico della cucina regionale sono le trote affumicate sott'olio.

Per quanto riguarda la carne, una peculiarità lecchese sono i capponi, che abitualmente vengono cucinati dai lecchesi ripieni con prugne, castagne e uvetta. Sempre più ricercati i piatti a base di ungulati, come capriolo e camoscio. Altri piatti tipici, seppur a livello regionale, sono la cassoeula, a base di maiale e verze e la büseca. Attivissima a Lecco, e in particolar modo nella vicina Valsassina, la produzione di formaggio vaccino e caprino: di straordinario livello la qualità di taleggio, Robiola, quartirolo, ricotta e caprini. Sulle tavole di Lecco molti piatti e bevande vengono condivisi con la Valtellina: dai pizzoccheri al vino.

Persone legate a Lecco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Persone legate a Lecco.

Sono numerose e varie le personalità celebri che a Lecco sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, il suo spirito ed i suoi ruoli. Per l'elenco si rimanda alla categoria apposita.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio del comune sono incluse due frazioni: Piani d'Erna e Piani dei Resinelli

Rioni[modifica | modifica sorgente]

La città è suddivisa in 15 rioni:

Economia[modifica | modifica sorgente]

La storia economica di Lecco ha attraversato tre fasi ben distinte: quella serica, quella siderurgica e quella edilizia. Oggi, invece, sviluppate sono l'attività commerciale e l'industria, in particolare metalmeccanica, siderurgica ed elettrotecnica.

  1. Durante la sua prima fase industriale (Settecento - metà Ottocento) Lecco fu caratterizzata dalla presenza di numerose filande per la produzione serica. Esse rappresentavano praticamente la totalità delle attività industriali di tutto il lecchese. Dopo la metà del XIX secolo si ha un veloce declino della lavorazione della seta. Rimangono a Lecco alcuni edifici ex filande, poi trasformate ad uso residenziale.
  2. Durante la seconda fase industriale (fine Ottocento - metà del Novecento) Lecco diviene una delle prime città industriali d'Italia con il sorgere sul suo territorio di numerose acciaierie ed una quantità elevata di industrie utilizzanti il ferro per i più diversi scopi. Molte aree allora periferica furono urbanizzate con capannoni di grandi dimensioni, colmando gradualmente il territorio della conca tra il lago ed i monti, storicamente insediata in piccoli paesi isolati intorno alla "Lecco murata".
  3. Nella seconda metà del Novecento le crisi delle grandi industrie italiane causarono l'inizio di un rapido processo di smantellamento delle principali acciaierie cittadine, e con esso l'avvento di una terza fase in cui Lecco trova la sua ricchezza nel settore terziario, nel turismo e nell'esplosione dell'edilizia.

Delle antiche e gloriose fabbriche seriche non ne sopravvive neanche una, delle acciaierie sopravvive solo l'Arlenico (di proprietà del gruppo Lucchini Piombino spa); delle altre attività industriali sono sopravvissute alla fine della Seconda Fase poche fabbriche d'eccellenza, testimoni dell'antica identità industriale della città, non completamente sepolta ma ancora all'avanguardia in alcuni settori:

  • Icam (lavorazione del cioccolato)
  • File Leuci (produzione di lampadine con il marchio Leuci)
  • Fiocchi Munizioni (produzione di munizioni di piccolo calibro)
  • Riello (Produzione di caldaie domestiche)

In ordine di tempo l'ultima grande industria a chiudere nel 1993 è stata la Antonio Badoni Lecco, leader in Italia nelle costruzioni di locomotive da manovra, di carpenterie metalliche e veicoli speciali per il trasporto.
Ad oggi risultano sul territorio circa 1300 attività industriali con oltre 9000 addetti pari a quasi il 40% della forza lavoro occupata. Risultano occupati complessivamente più di 24000 individui, pari al 51,57% del numero complessivo di abitanti del comune.

Isola Viscontea

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Nonostante il pessimo risultato ottenuto nell'ultimo rapporto annuale curato dal Sole 24 Ore nel novembre 2012 sull'appeal turistico fra i 107 comuni capoluogo, dove la città si è piazzata solo 90°, l'economia locale, superati gli splendori dell'epoca industriale, si concentra sulla promozione turistica dei luoghi decantati dal romanzo di Alessandro Manzoni, dal suo lago e le vicine montagne. Sono proprio i borghi divenuti celebri con I promessi sposi a registrare il maggior numero di turisti in città tra cui Pescarenico, racchiusa tuttora intorno a Piazza Era negli stretti vicoli in riva all'Adda. La stagione di maggior afflusso turistico è il periodo fra marzo e ottobre ma grazie agli svariati appuntamenti tematici il territorio riceve presenzedurante tutto l'arco dell'anno in particolar modo da Germania e Paesi Bassi. Al di là del centro storico e dei musei che la città offre ci sono altre piccole perle poco note ma molto suggestive come il piccolo cimitero di Laorca che si trova arroccato ai piedi del Corno Medale dove, fra gli speroni rocciosi, si aprono grotte e anfratti creando una sorta di anfiteatro naturale che ospita il cimitero con diverse cappelle private di fine Ottocento e primi Novecento, l’antica chiesa cimiteriale di San Giovanni ai morti e le cappelle della Via Crucis. L’insieme può definirsi un Sacromonte oggetto di forte devozione nel corso dei secoli e dai terrazzamenti si gode uno splendido panorama della città di Lecco e del lago. Difeso dagli abitanti del quartiere attende di essere valorizzato.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Strada Statale 36 nei pressi dell'uscita Lecco Bione sul ponte A. Manzoni

La principale arteria stradale della città è la strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga che attraversa l'abitato.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Facciata della Stazione ferroviaria

Lecco è collegata alle altre città lombarde e a Milano tramite il "Servizio Ferroviario Regionale". Sono due le stazioni ferroviarie in città, entrambe servite da Trenord:

Dal 2009, in concomitanza col raddoppio ferroviario tra Carnate ed Airuno, la città è stata designata come stazione d'arrivo della linea S8 del servizio ferroviario suburbano di Milano collegandola, tramite un orario cadenzato, con la stazione di Porta Garibaldi ed entro breve diverrà operativa anche la linea S7 che arriverà anch'essa a Milano attraverso la ferrovia a binario semplice che percorre la Brianza via Molteno-Besana Brianza confluendo a Monza per poi proseguire verso Milano.

Navigazione[modifica | modifica sorgente]

Batel, noto anche come Lucia

La navigazione lacustre è attiva fin dal 1826 con l'avvio dei servizi passeggeri tramite il varo del primo piroscafo a vapore collegando la città con le località rivierasche situate verso nord arrivando a trasportare nella prima metà del Novecento un significativo trasporto di passeggeri. Durante gli ultimi anni la domanda è drasticamente calata e i servizi tra la città e i paesi della sponda orientale del lago subirono cambiamenti che videro ormai l'utilizzo di un solo imbarcadero nei pressi di Piazza M. Cermenati con corse limitate al solo periodo estivo per il trasporto turistico collegandola con Bellagio o per minicrociere serali con cena e ballo a bordo. (vedi Lago di Como). Tuttavia nel golfo di Lecco è presente un servizio di taxiboat. Di recente, le ultime amministrazioni comunali, hanno in esame la costruzione di un porto turistico nei pressi della zona detta delle Caviate, sul confine nord della città.[82]

Riguardo alle imbarcazioni una nota di merito si ha per il Batell, divenuto erroneamente famoso sotto il nome di "Lucia" per essere stata, secondo il romanzo del Manzoni, l'imbarcazione che portò Lucia Mondella da Lecco a Monza per sottrarsi alle mire di Don Rodrigo.

Impianti a fune[modifica | modifica sorgente]

Dal 1965 dalla frazione di Malnago è in funzione una funivia che la collega ai Piani d'Erna dove fu realizzato un piccolo comprensorio sciistico. Dopo il suo completo rinnovo nell'estate 2008 il futuro dei Piani d'Erna non sarebbe stato più quello di località sciistica, ma di area divertimenti estiva ed invernale, oltre a restare un importante punto di partenza per le escursioni verso il Resegone, celebre infatti la ferrata che parte poco distante dalla funivia. In seguito fu deciso di non riattivare più gli impianti sciistici. La località vide, quindi, la realizzazione di un parco avventura, attivo durante la stagione estiva, e l'installazione di un tapis roulant, a servizio di una pista di tubing in estate e di una per snow-tubing, bob e slittini durante l'inverno.[83] Dalla stazione sommitale partono diversi sentieri per le celebri ferrate verso i rifugi del Resegone. Inoltre dalla sommità della funivia, nei pressi della croce, nelle giornate limpide si possono distinguere verso ovest, il Gran Paradiso, il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino e il Passo del Sempione oltre al panorama su Lecco e i laghi della Brianza[84].

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Dal 1927 al 1953 fu in esercizio una linea tranviaria urbana che attraversava la città da nord a sud passando per il centro e per la stazione ferroviaria. Il servizio era affidato alla "Società Tramvie Elettriche Comensi Alessandro Volta - STECAV" ed era collegata alla tranvia interurbana per Como che entrava in città dal ponte Azzone Visconti. La rete tranviaria venne definitivamente sostituita da servizi di autobus nel 1953.

La rete dei trasporti pubblici urbani è dotata di nove linee di autobus[85] gestite da LineeLecco S.p.A. facente parte del consorzio Lecco Trasporti. Nel parco mezzi dell’azienda, sono stati introdotti negli ultimi anni veicoli elettrici e a combustibile eco-compatibile in rispetto delle norme anti-inquinamento.[86]
La rete dei trasporti extraurbani è gestita principalmente da SAL Lecco con sede legale e amministrativa in città che iniziò l'attività con piccole corriere verso la Valsassina.[87] Anch'essa parte del consorzio Lecco Trasporti, collega la città con il resto della provincia. I collegamenti con Como (con la linea C40) sono invece gestiti da ASF Autolinee.

Esiste inoltre una rete di taxi[88], la cui sede è situata nel piazzale esterno della stazione ferroviaria, e un servizio di bike-sharing, con cinque postazioni di noleggio, entrambe gestite dal Comune.[89]

Piedibus[modifica | modifica sorgente]

Dall'anno 2004 è in funzione un progetto-servizio promosso e finanziato dall'amministrazione comunale di Lecco in collaborazione con il Settore Educazione della Cooperativa sociale ECO 86 denominato Piedibus.[90]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Lecco.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Lecco è gemellata con[91]:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo sport nella città di Lecco è da sempre legato alle peculiarità del suo territorio: la montagna e il lago.

Sport di montagna[modifica | modifica sorgente]

  • Il gruppo dei Ragni di Lecco si occupa di spedizioni alpinistiche e attività legate alla valorizzazione della montagna sul territorio;
  • Le piste da sci lecchesi (ai Piani d'Erna) sono da alcuni anni chiuse e perciò gli appassionati sono costretti a spostarsi in provincia nella vicina Valsassina nei Piani di Bobbio.
  • Da qualche anno si è diffuso anche nel territorio lecchese lo Skyrunning. Praticato da centinaia di persone più o meno allenate, porta queste ultime a percorrere chilometri e dislivelli immersi nelle montagne lecchesi. Una delle gare che si svolge a Lecco è la Reseg up, la cui prima edizione avvenuta nel 2010 su un percorso di 24 km con 1800 m di dislivello positivo. La gara, disputata il 5 giugno alle ore 16, è partita dal lungolago di Lecco e ha portato gli skyrunner ad attraversare tutto il centro città, percorrere il sentiero nº 1 del Resegone per poi ridiscendere dal versante di Morterone percorrendo il passo del Giuff, quindi risalendo e nuovamente scendendo dapprima in Erna e successivamente fino al centro città.[92]

Sport acquatici[modifica | modifica sorgente]

Sport di squadra[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1912 nasce la squadra di calcio della città, la Calcio Lecco 1912, che vanta nella sua storia tre stagioni in Serie A e numerose partecipazioni in Serie B; attualmente milita nel campionato di Serie D;
  • Numerose sono le squadre di calcio che militano nei campionati dilettanti: Osvaldo Zanetti (1ª categoria), Polisportiva 2001, Aurora San Francesco, Rovinata e Oratorio San Giovanni (2ª Categoria);
  • L'A.S.D. Lecco Calcio a 5, fondata nel 2001, milita nel Campionato italiano di calcio a 5 in Serie A2[93];
  • Il Rugby Lecco fu fondato nel 1975. Attualmente milita nel campionato di Serie B (promosso nella stagione 2007/2008);
  • Il Basket Lecco, che milita nel campionato nazionale di Divisione Nazionale B (promosso nella stagione 2011/12);
  • Nella pallavolo, la squadra della Picco Lecco ha trascorsi in Serie A e, dal 2010/11, è risalita nel campionato di Serie B2 femminile;
  • La squadra Sportivi Ghiaccio Lecco pratica l'hockey su ghiaccio presso il PalaTaurus in località Bione;
  • È attiva anche una sezione di scherma che pratica presso la palestra comunale;
  • È del 1990 la fondazione del Badminton & Croquet Club Lecco. Pur essendo tradizionalmente il Badminton uno sport individuale, disciplina Olimpica dal 1992, vengono anche praticate competizioni a squadre. Il B&CC Lecco gioca in Serie A ininterrottamente dalla stagione 2006-07.
  • Nel football americano la città viene rappresentata dai Commandos Lecco[94] militano nel campionato CIF9.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Dal 1956 Lecco è stata sede di tappa in varie edizioni del Giro d'Italia.

Tappe del Giro d'Italiaː

Dal 2011 la città è stata inoltre sede di arrivo delle ultime tre edizioni del Giro di Lombardia conosciuta anche come "classica delle foglie morte".

Cronologia del Giro di Lombardiaː

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Rigamonti-Ceppi.

L'impianto sportivo principale della città, essendo il campo da gioco ufficiale della squadra calcistica Calcio Lecco 1912, è lo Stadio Rigamonti-Ceppi che si trova, dal 1922, in via Don Pozzi nel rione di Castello. La struttura, intitolata al giocatore del Grande Torino, Mario Rigamonti, e al Presidentissimo Mario Ceppi, ha una capienza di circa 5000 persone e al suo interno vi si trova anche la sede della società.

Personalità sportive legate a Lecco[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 2014 a Lecco è stato vinto il primo premio della Lotteria Italia.[95]
  • Lecco è stato il primo comune italiano ad adottare la rotatoria alla francese nelle intersezioni stradali a raso nel 1989.[96]
  • Alla città, nel 1874, fu intitolato un piroscafo Lecco, costruito dalla Escher Wyss di Zurigo insieme al gemello Como ed ospitò nel 1923 il principe Umberto di Savoia alla commemorazione manzoniana nella città di Lecco.[97]
  • Negli anni trenta dell'Ottocento era attivo in città un centro di reclutamento per gli svizzeri che intendevano arruolarsi nelle guardie pontificie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comuni italiani
  2. ^ [1]
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 20 maggio 2013.
  4. ^ Luciano Canepari, Il DiPI - Dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999.
  5. ^ Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini; Pietro Fiorelli, Il DOP - Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2ª ed., Roma, ERI, 1981. Lemma «Lecco»
  6. ^ Amanzio Aondio - Felice Bassani (a cura di), Dialetto da salvare, Oggiono, Cattaneo Editore, 1983, p. 223.
  7. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 348.
  8. ^ Popolazione a Lecco, statistiche 2013. URL consultato il 7 novembre 2013.
  9. ^ Lecco è la "Città alpina dell'anno 2013" — Verein Alpenstadt des Jahres
  10. ^ Superficie del comune e morfologia del terreno. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  11. ^ Distanze dai comuni capoluogo lombardi e principali città italiane.
  12. ^ Relazione geologica. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  13. ^ Descrizione gruppo montuoso delle Grigne. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  14. ^ Descrizione gruppo montuoso del Resegone. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  15. ^ Descrizione del monte Magnodeno. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  16. ^ Descrizione Monte Barro. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  17. ^ Flora e fauna locale. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  18. ^ Classificazione sismica per provincia. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  19. ^ Database macrosismico italiano 2004. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  20. ^ Elenco terremoti nel lecchese. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  21. ^ a b c Lecco il Lago. URL consultato il 18/03/2013.
  22. ^ Cenni storici sull'origine del toponimo. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  23. ^ Altra ipotesi sull'etimologia. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  24. ^ Primo insediamento umano. URL consultato il 24 febbraio 2013.
  25. ^ Approfondimento sull'epoca antica nel lecchese. URL consultato il 24 febbraio 2013.
  26. ^ Epoca celtica e romana del territorio. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  27. ^ Epoca Mediaevale. URL consultato il 24 febbraio 2013.
  28. ^ Dominazione Spagnola. URL consultato il 24 febbraio 2013.
  29. ^ Epoca Rosorgimentale. URL consultato il 24 febbraio 2013.
  30. ^ Regio Decreto 27 dicembre 1923, n. 3121
  31. ^ Descrizione dello Stemma di Lecco. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  32. ^ Evoluzione dello Stemma di Lecco. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  33. ^ Decreto del Presidente della Repubblica. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  34. ^ Descrizione storica sul conferimento della medaglia al valore. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  35. ^ Sito ufficiale della Convenzione delle Alpi. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  36. ^ Conferimento della cittadinanza onoraria alle Voloire. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  37. ^ Assegnazione a Lecco del Nastro Azzurro al valor militare. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  38. ^ Commemorazione del 7 marzo 2013. URL consultato il 7 marzo 2013.
  39. ^ Basilica di San Nicolò, storia. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  40. ^ Chiesa di Santa Marta, storia. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  41. ^ Chiesa dei Santi Vitale e Valeria, storia. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  42. ^ cronistoria della chiesa di San Giovanni Evangelista. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  43. ^ Chiesa di San Giovanni Battista, descrizione e storia. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  44. ^ Video della dedicazione della chiesa a San Giuseppe. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  45. ^ Cronistoria del Santuario della Madonna alla Rovinata. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  46. ^ Cronistoria del della Chiesa dei SS. Cipriano e Giustina. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  47. ^ Chiesa di San Francesco, storia. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  48. ^ Cenni storici del Teatro della Società. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  49. ^ Descrizione del Monumento ad Alessandro Manzoni. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  50. ^ Cenni storici sul Palazzo delle Paure. URL consultato il 20 febbraio 2013.
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  54. ^ Museo Manzoniano. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  55. ^ Descrizione di Villa Gomes. URL consultato il 23 febbraio 2013.
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  59. ^ Articolo giornalistico del quotidiano Il Giorno. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  60. ^ Foto e descrizione dell'evento. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  61. ^ Sito ufficiale del parco. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  62. ^ Articolo giornalistico sui Luoghi del Cuore. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  63. ^ Comune di Lecco, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  64. ^ Comune di Lecco, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  65. ^ Comune di Lecco, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  66. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  67. ^ Movimenti popolazione, dati comunali, anno 2012. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  68. ^ Dati Istat
  69. ^ Dialetto insubre
  70. ^ Liturgia praticata nel territorio. URL consultato il 20 febbraio 2013.
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  76. ^ Sito ufficiale dell'Associazione Renzo e Lucio. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  77. ^ Uffici giudiziari presenti in città. URL consultato il 20 febbraio 2013.
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  79. ^ Ecosistema urbano XIX (PDF), Legambiente.
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  82. ^ Storia sulla navigazione lacustre. URL consultato il 24 febbraio 2013.
  83. ^ Attività e parco avventura sul Resegone. URL consultato il 24 febbraio 2013.
  84. ^ Le montagne di Lecco
  85. ^ Orari e percorsi delle linee. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  86. ^ Cronostoria di LineeLecco. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  87. ^ Storia dell'azienda Sal. URL consultato il 20 febbraio 2013.
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  90. ^ Il Piedibus. URL consultato il 20 marzo 2013.
  91. ^ Gemellaggi della città di Lecco. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  92. ^ Reseg UP. URL consultato l'8 ottobre 2011.
  93. ^ Serie A2, si parte il 6 ottobre: due gironi da dodici squadre, ripescate Lecco e Cus Chieti. URL consultato il 15 marzo 2013.
  94. ^ Commandos Lecco Scheda FIDAF, 15 marzo 2013.
  95. ^ Primo premio Lotteria Italia. URL consultato il 7 gennaio 2014.
  96. ^ Articolo del Corriere della Sera sulla rotatorie. URL consultato il 14 marzo 2013.
  97. ^ informazioni sul piroscafo Lecco. URL consultato il 14 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Cereghini Immagini di Lecco nei secoli - Carlo Signorelli Editore 1965
  • Lecco città manzoniana - Azienda autonoma soggiorno e turismo Lecco 1977

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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