Catanzaro
| Catanzaro comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Sergio Abramo (Popolo della Libertà) dal 21/01/2013 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 38°54′36″N 16°35′15″E / 38.91°N 16.5875°ECoordinate: 38°54′36″N 16°35′15″E / 38.91°N 16.5875°E | ||||
| Altitudine | 320 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 111,34[1] km² | ||||
| Abitanti | 88 970[2] (30-09-2012) | ||||
| Densità | 799,08 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Borgia, Caraffa di Catanzaro, Gimigliano, Pentone, San Floro, Sellia, Settingiano, Simeri Crichi, Tiriolo | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 88100 | ||||
| Prefisso | 0961 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 079023 | ||||
| Cod. catastale | C352 | ||||
| Targa | CZ | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 328 GG[3] | ||||
| Nome abitanti | catanzaresi | ||||
| Patrono | San Vitaliano da Capua | ||||
| Giorno festivo | 16 luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Catanzaro all'interno dell'omonima provincia |
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| Sito istituzionale | |||||
| « Qui mi sento bene, anzi molto bene, perché è qui che è più bello vivere. Nella mia geografia ancora sta scritto che tra Catanzaro e il mare si trovano i Giardini delle Esperidi. » |
| (George Gissing, Sulla riva dello Jonio, 1901) |
Catanzaro /ˌkatan'ʣaro/ (Catanzaru in dialetto catanzarese[4] /ˌkatan'ʦaru/, Κατανγτζαριον, Katantza'rion in Greco), è un comune italiano di 88.970 abitanti[5], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Calabria.
È il secondo[6] comune della regione per popolazione ed è il centro di una area urbana che conta circa 150.000 abitanti.
Storico capoluogo dell'antica provincia di Calabria Ultra per oltre 200 anni[7], la città di Catanzaro è sede dell'Università degli Studi "Magna Græcia", il secondo ateneo calabrese per numero di iscritti[8]. Nei mesi estivi il litorale ionico da Catanzaro a Soverato è soggetto a importanti flussi turistici, soprattutto giovanili, per la presenza di numerose strutture ricettive.
Catanzaro è conosciuta come la "Città tra due mari"[9], in quanto è situata nell'istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra più stretta d'Italia, dove soli 30 km separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Ciò consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della città in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. È detta inoltre Città dei tre colli[10] corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni).
Catanzaro era infine anticamente conosciuta, come la Città delle tre "V", riferite a tre caratteristiche distintive della città, ovvero:
- V di San Vitaliano, santo patrono;
- V di vento in quanto costantemente battuta da forti brezze provenienti dal Mar Ionio e dalla Sila;
- V di velluto in quanto importante centro serico fin dai tempi dei Bizantini
("V V V" era la sigla con cui venivano identificati, sui mercati nazionali ed esteri i velluti, i damaschi ed i broccati provenienti dalla città)[11].
Geografia fisica [modifica]
Territorio [modifica]
Catanzaro si affaccia sul golfo di Squillace, nel mar Ionio, dove secondo alcuni studiosi[12] si trovava il porto del regno dei Feaci, nel quale, come racconta Omero nell'Odissea, Ulisse fu accolto e raccontò la sua storia.[13]
Il territorio comunale si estende dal mare fino all'altezza di circa 600 metri, La casa comunale sorge a 320 m. Comprende una zona costiera sul mar Ionio che ospita 8 km di spiaggia e un porto turistico, da qui il centro abitato risale la valle della Fiumarella (anticamente detta fiume Zaro), sede di un forte sviluppo urbanistico, fino ai i tre colli: del Vescovado, di San Trifone (o di San Rocco) e di San Giovanni (o del Castello) su cui sorge il centro storico della città e che si ricollegano con la Sila verso Nord. Per la sua particolare orografia il territorio comunale è bagnato dal mare, ma soggetto a fenomeni nevosi d'inverno.
- Classificazione sismica[14]: zona 2 (sismicità media), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Idrografia [modifica]
I corsi d'acqua principali sono il torrente Fiumarella (nel dialetto locale Hjiumareddha, anticamente detto Zaro), nel quale confluisce il torrente Musofalo, il torrente Corace (anticamente detto Crotalo), il maggiore in termini di portata d'acqua che delimita il confine comunale a sud e il torrente Alli che delimita il confine comunale a nord. Per loro natura i corsi d'acqua sono a carattere torrentizio ed hanno una scarsa portata nella maggior parte dell'anno, mentre si gonfiano dopo le piogge.
Clima [modifica]
| Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Catanzaro. |
| « Trovare un vero amico è così raro / come un dì senza vento a Catanzaro. » |
| (antico proverbio catanzarese) |
Il clima di Catanzaro è tipicamente mediterraneo, è di tipo temperato, caratterizzato dalla presenza costante di fenomeni ventosi anche di forte intensità nei mesi primaverili ed autunnali.
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +8,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +24,5 °C.
Il clima, come detto, è segnato dalla presenza del vento, anche di forte intensità, soprattutto nei mesi primaverili ed autunnali. L'intensità media annuale è di circa 4 nodi con picchi che sfiorano la media di 6 nodi nei mesi di aprile e maggio caratterizzati da forti venti di scirocco e libeccio.
Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 1.000 mm e si distribuiscono mediamente in 87 giorni, con un prolungato minimo estivo e un picco tra l'autunno l'inverno[15].
| CATANZARO | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 11,5 | 11,7 | 13,2 | 16,1 | 20,9 | 25,0 | 27,8 | 28,1 | 25,1 | 20,5 | 16,3 | 13,2 | 12,1 | 16,7 | 27 | 20,6 | 19,1 |
| T. min. media (°C) | 6,3 | 6,6 | 7,7 | 10,0 | 14,2 | 17,9 | 20,3 | 20,9 | 18,2 | 14,3 | 10,8 | 7,8 | 6,9 | 10,6 | 19,7 | 14,4 | 12,9 |
| Precipitazioni (mm) | 144 | 118 | 114 | 68 | 39 | 20 | 13 | 17 | 51 | 120 | 119 | 172 | 434 | 221 | 50 | 290 | 995 |
| Giorni di pioggia | 11 | 10 | 10 | 9 | 5 | 3 | 2 | 2 | 6 | 8 | 9 | 12 | 33 | 24 | 7 | 23 | 87 |
| Vento (direzione-m/s) | NW 3,3 |
SE 3,4 |
SE 4,6 |
SE 5,8 |
SW 5,3 |
SW 4,7 |
SW 2,7 |
SE 2,8 |
E 4,5 |
E 5 |
SE 3,3 |
NW 2,5 |
3,1 | 5,2 | 3,4 | 4,3 | 4 |
- Classificazione climatica: zona C
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia di Catanzaro. |
| « L'intiera terra fra i due golfi di mari, il Nepetinico [S. Eufemia] e lo Scilletinico [Squillace], fu ridotta
sotto il potere di un uomo buono e saggio, che convinse i vicini, gli uni con le parole, gli altri con la forza. Questo uomo si chiamò Italo che denominò per primo questa terra Italia. E quando italo si fu impadronito di questa terra dell'istmo, ed aveva molte genti che gli erano sottomesse, subito pretese anche i territori confinanti e pose sotto la sua dominazione molte città. » |
| (Antioco di Siracusa, Sull'Italia, V secolo a.C.) |
Alcune ipotesi fanno risalire l'origine di Catanzaro a un'antica colonia greca nel luogo che in seguito divenne l'antica Scolacium, oppure ritengono che sia sorta sulle rovine dell'antica città di Trischines.
Altre ipotesi più accreditate individuano la fondazione da alcuni insediamenti posti in ordine sparso nella zona dell'attuale Catanzaro Marina, Tiriolo (anticamente Teura), Santa Maria di Catanzaro, sul colle Trivonà (Trischines) e lungo la valle del Corace che formavano l'antica "Terra dei Feaci". E proprio alla foce del torrente, secondo la leggenda, Ulisse fondò l'antica Skilletion. Di recente ritrovamento nel quartiere Germaneto lungo la valle del Corace, una necropoli greca del V secolo a.C. e un antico centro romano[16] testimoniano la presenza di antichi insediamenti lungo la valle del Corace. Dai ritrovamenti archeologici emerge che l'attuale territorio comunale era compreso nell'area abitata fin dall'età del ferro dalla popolazione dei "Vituli", così chiamati perché adoratori del simulacro del vitello, che i greci ribattezzarono "Italoi" (adoratori del vitello) e governati dal famoso re Italo (dal quale in seguito prese il nome tutta la penisola italiana), fratello di Dardano progenitore dei troiani.
Secondo la leggenda due condottieri bizantini, Cattaro e Zaro, condussero le popolazioni rivierasche della città magno-greca di Skilletion o Skillakion, corrispondente alla romana Scolacium (nei pressi dell'odierna Catanzaro Marina), prima sullo Zarapotamo (oggi Santa Maria di Catanzaro) poi successivamente sul Trivonà, in una fortezza militare (secondo alcune ipotesi già esistente da qualche secolo nel luogo che attualmente è il quartiere che porta il nome di Grecìa). La scelta territoriale sarebbe stata legata alle continue incursioni saracene, che spinsero a spostare l'abitato in zone più elevate. Tale fondazione è attribuita tradizionalmente alla seconda metà del IX secolo, per decisione del generale bizantino Niceforo Foca il vecchio, dal quale avrebbe inizialmente preso il nome di "Rocca di Niceforo". Il passaggio da fortezza a centro urbano vero e proprio avvenne ad opera del generale Flagizio che avviò la costruzione di una cittadella, di un recinto fortificato e infine la sistemazione di cisterne e provviste di grani. Potenziato dall'accentramento di popolazione, prese forma urbana ed in seguito fu incastellato e assunse la denominazione di Katantzárion, con il permesso dell'Imperatore ottenuto da Flagizio. Secondo alcune ipotesi, proprio da questo periodo che vide lo sviluppo di officine per la lavorazione della seta importata dall'oriente e delle coltivazioni di gelso, deriva il nome attuale della città dal termine greco "Katartarioi", ovvero filatori di seta.
Agli inizi del X secolo la città bizantina fu occupata dai Saraceni, che vi fondarono un emirato[17] e prese il nome arabo di Qatansar. La presenza araba è testimoniata da ritrovamenti ottocenteschi[18] di una necropoli che restituì oggetti con iscrizioni arabe. Durante il periodo Arabo la città si ribellò più volte. Nel 929 a seguito di una nuova rivolta e del rifiuto di pagare i tributi Catanzaro venne duramente saccheggiata dal generale saraceno Al-Mahdi[19].
Intorno al 1000 Catanzaro si ribellò al dominio saraceno, tornando per un breve periodo nuovamente sotto controllo bizantino. Nel 1069 fu l'ultima città calabrese, dopo mesi di resistenza, a cadere sotto l'assedio dei Normanni di Roberto il Guiscardo che eressero il Castello Normanno, e la città fu feudo della famiglia Altavilla con il conte Rodolfo († 1098), figlio di Goffredo d'Altavilla[20]. In quest'epoca conobbe una fioritura di arti e dei mestieri, e in particolare la lavorazione della seta, con scambi commerciali sia con le altre regioni d'Italia che con i paesi orientali ed europei.
Alla metà del XIII secolo l'imperatore Federico II fece di Catanzaro un diretto possesso della corona. In seguito la città fu feudo delle famiglie Ruffo, Caraffa e Soriano. Per farne un centro di dominio, i Normanni l'elessero a Contea, conferendola a Pietro Ruffo, grande marescalco di Federico II. Da questi perduta nelle sue lotte contro Manfredi, la città ritornò ai Ruffo quando Carlo I d'Angiò la donò al secondo Pietro Ruffo, nipote del precedente, suo generale nella guerra del Vespro. Per quattordici anni, ad opera del Re Ladislao, rimase nel demanio regio. Nel 1420, ritornò a Nicolò Ruffo, che la diede in dote alla figlia Enrichetta che andava sposa ad Antonio Centelles. In seguito alla ribellione di costui che fomentò le plebi rurali, Alfonso I ne fece di nuovo una città demaniale. Per cui pochi anni dopo (1460) si accese nuova guerra durante la quale Catanzaro trucidò i partigiani di Centelles. Ritornata la pace, la città ebbe concessi nuovi privilegi che favorirono enormemente l'affermarsi della sua industria della seta, per cui i suoi damaschi andavano noti in tutta Europa. Da quel tempo Catanzaro acquista sempre più l'aspetto e l'importanza di quieta città aristocratica ed artigianale. Tuttavia questa condizione le conferisce l'energia di comportarsi eroicamente, nel 1528, e di resistere all'assedio posto dai francesi, meritandosi da Carlo V il titolo di "Fedelissima" e l'autorizzazione a fregiare il proprio stemma con l'aquila imperiale. L'importanza economica, ma soprattutto militare portò, pochi anni dopo, nel 1593 la città ad essere nominata capoluogo della provincia Calabria Ulteriore, ruolo che detenne per oltre 220 anni fino al 1816[7], anno in cui avvenne la divisione amministrativa della provincia.
La sua importanza per tutto il territorio regionale ebbe conferma nel 1970, anno in cui venne nominata capoluogo della regione Calabria.
Nomi storici [modifica]
Catanzaro ha avuto differenti nomi, che corrispondono alle diverse epoche storiche attraversate dalla città:
- Katantza'rion, insediamento greco-romano;
- Catacium, durante epoca tardo-romana;
- Cantacium, Catanzium, Catancium, altre varianti latino-medievali del toponimo[21];
- Quatansàr, quinquiennio saraceno;
- Rocca di Niceforo, periodo Bizantino;
- Cathacem, periodo Normanno;
- Cathanzario, regno di Napoli;
- Catanzaro, unità d'Italia.
Gli statuti dell'arte della seta [modifica]
| Per approfondire, vedi Seta. |
| Catanzaro, nel suo nome il segreto della seta |
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Perché l'arte della seta si sia sviluppata solo a Catanzaro è un mistero ancora irrisolto, considerando il fatto che a quei tempi tutto il meridione d'Italia era sotto dominio bizantino. Alcuni studiosi ritengono che il significato stesso del nome primitivo della città, Katantzárion, potrebbe essere fatto risalire al verbo greco katartizen, il cui significato è "preparare", "confezionare" ed anche "lavorare" e denota chiaramente l'azione che appartiene ad un qualche processo preparatorio, con riferimento ad un luogo "segreto" (ant) "posto sotto" (katà) "le terrazze" (anzar) "di un monte". Laggiù (katacì) oltre il fiume Zaro, il cui accesso, consentito solo a chi conosceva il posto, era controllato dalla porta di Stratò, su cui erano presenti tutte le risorse ambientali per l'impianto di un opificio, l'acqua necessaria in tutte le fasi della lavorazione, il vento per allontanare il cattivo odore, il sole per asciugare la seta. In quel luogo occulto, gli artigiani (katartarioi) esercitavano la trattura della seta grezza (katarteon sericon) e con le loro "segrete invenzioni" per la filatura e la torcitura, preparavano il prezioso filo di seta (katartizein metaxa). La presenza di una tale struttura ovvero uno stabilimento imperiale (risalente alla prima colonizzazione), con manodopera qualificata e speciali attrezzature tecniche, nel quale potrebbero essere confluiti sia gli artigiani espulsi dalle corporazioni e mandati in esilio, sia schiavi orientali giustificherebbe lo sviluppo e la successiva affermazione dell'Arte della seta nella sola Catanzaro, dove più profonde erano le radici bizantine. |
| « Hora godendo Catanzaro una perfettissima quiete diedesi alla coltura delle piante sudette, appellate Celsi, o come altri dicono Mori, e col beneficio dell'acque, che l'irrigavan, crebbero in breve con le foglie poi delle quali comincionsi a nutrir il Verme; indi da gusci del detto a cavar nell'acqua bollente la seta; con la pratica d'alcuni Orienteli nella Città commoranti imparando molti la testura di quella, ne fecero drappi di varie sorti; onde in modo vi si stabilì l'Arte » |
| (Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, e fedelissima città di Catanzaro, 1670) |
Sulla base di questo testo, si ritiene che l'arte della seta sia stata introdotta a Catanzaro nel 1072, da una casta di Orientali che abitava la città. Secondo una tradizione catanzarese, sia il gelso che il baco sarebbero stati introdotti in Europa, proprio in quel secolo che vide la nascita della città e alcune ipotesi fanno derivare il nome stesso della città dal termine "Katartarioi" ovvero "filatori di seta"[22]. È certo che i primi centri europei dove si lavorò la seta, tra la fine del IX e i primi anni del X secolo d.C., sono italiani, per l'esattezza Catanzaro e Palermo. La spiegazione è abbastanza intuitiva: la prima era sotto il dominio dei bizantini, mentre la seconda era araba e, quindi, tutte e due strettamente legate a culture orientali allora molto forti. Agli inizi del Quattrocento, sotto il dominio Aragonese si ebbe un ulteriore periodo di sviluppo, dovuto all'antica tradizione della lavorazione e del commercio della seta. Nel 1519 Re Carlo V "riconosce" il Consolato dell'Arte della Seta, anche se gli Statuti dell'Arte della Seta,[23], a noi pervenuti sono dell'8 maggio 1568, è certo che a Catanzaro l'Arte della seta era già florida in tempi precedenti, infatti alcuni artigiani furono chiamati in Sicilia (a Palermo nel 1432 e a Messina nel 1468) per insegnare l'arte del velluto, e in Francia (a Lione nel 1466 e Tours nel 1470) quando il re Luigi XI decise di istituire nei propri domini la manifattura della seta, dove comparve il primo telaio meccanizzato attribuito a "Giovanni il Calabrese".
Grande importanza ebbero gli Ebrei, ma quando vennero banditi da tutti i territori dominati dalla Spagna, anche la tradizione manifatturiera declinò, in quanto opera prevalentemente di questa popolazione[23]. Ne resta traccia nel quartiere tuttora chiamato Filanda, dove anticamente erano ubicati i laboratori per la tessitura e la filatura della seta.
Città fortezza [modifica]
| « Entrò vittorioso Roberto [il Guiscardo] anno 1055 - si fè giurare homaggio e conoscendo, che il dominio della Calabria dipendeva assolutamente dall'assicurarsi di questa Piazza, sì per esser in sito naturalmente inespugnabile, come per star situata nel centro della Provincia, per dove con facilità si può tramandar a gli altri luoghi soccorso in tempo di guerra, vi fondò un fortissimo Castello in quell'estremo della Città, sopra un masso di scoglio al di fuori tagliato, con torri e bastioni sì bene intesi, che alla fortezza sua naturale congiunti, lo resero sicuri di batteria e di scalate... » |
| (Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, e fedelissima città di Catanzaro, 1670) |
Fin dalla sua fondazione, la città fu costruita con precisi scopi difensivi, capace di resistere a lunghi assedi. Era una città fortezza dotata, di torri, bastioni, porte civiche e racchiusa in una cinta muraria di circa 7 km. L'impianto difensivo era di tipo complesso, la città era difesa dalla sua stessa posizione, accerchiata da profondi e ripide valli ed inoltre in prossimità delle mura c'erano fossati e trincee fortificate. In realtà la struttura difensiva iniziava fin dalla costa, infatti sulle colline che fiancheggiano la valle dove oggi sorgono i quartieri Sala, Santa Maria e Lido, erano costruite un susseguirsi di torri d'avvistamento fino alla costa, una delle torri cavallare è ancora visibile sulle colline del quartiere Aranceto. Le porte di accesso erano 6:
- Porta Marina o Granara, sicuramente la porta principale perché consentiva l'accesso dalla costa ed era utilizzata per il commercio del frumento, secondo il D'Amato qui erano posizionate 4 torri di guardia, 3 bastioni con cannoni e poco distante il Baluardo dei Palmeti;
- Porta di San Giovanni o Castellana, posizionata nei pressi dell'attuale piazza Matteotti, adiacente a questa porta vi era un profondo fossato, chiamato fosso rivellino, attraversabile tramite un ponte levatoio;
- Porta Pratica, consentiva l'accesso da Occidente al rione Paradiso, oggi quartiere Case Arse, di fianco a difesa della porta vi era il Bastione di San Nicola Caracitano;
- Porta Stratò, situata nell'omonimo rione ad Oriente del centro storico, era una porta civica ad arco a sesto chiuso nascosta dalla chiesetta di Santa Maria della Portella, che svolgeva la duplice funzioni di luogo di culto e di postazione di avvistamento, in quanto in caso di pericolo veniva suonata la campana che avvertiva la popolazione della chiusura delle porte. È tuttora visibile il sentiero che sale dalla valle del Musofalo è giunge fino alla chiesetta. Il nome stesso "Stratò" deriverebbe dal toponimo greco che significa occulto, nascosto;
- Porta del Gallinaio, era un porta civica secondaria, utilizzata per l'accesso del bestiame;
- Porta Silana, anch'essa porta civica secondaria, utilizzata per il passaggio di bestiame, consentiva l'accesso alla città dal retrostante altopiano della Sila.
In posizione rialzata rispetto al resto dell'antica città, sul colle del Castello fu costruito il Castello Normanno o d'Altavilla, oggi complesso monumentale San Giovanni, sotto il quale erano costruiti lunghi cunicoli sotterranei, i quali possono essere visitati ancora oggi.
La rivolta di Catanzaro [modifica]
Il 1461 fu un anno sanguinoso per la città. Da tempo il potente Marchese Centelles, uomo avido e violento che tiranneggiò in modo spietato sulla città, appoggiato da vari nobili dell'epoca, cercava di organizzare una rivolta contro il sovrano Carlo V.
I primi mesi del 1461 furono particolarmente spietati, per timore di essere scoperto, il Marchese non esitava a far imprigionare o giustiziare chiunque destasse sospetto ai sui occhi.
La pazienza dei catanzaresi terminò l'8 maggio 1461 quando la città intera si ribellò al feudatario tiranno. Durante la notte un gruppo di cittadini tentarono un assalto al castello in cui viveva il Marchese. La notizia si sparse rapidamente in tutta la città dando vita alla sommossa che costrinse il Marchese Centelles alla fuga. Durante gli scontri scoppiò un grande incendio nel quartiere Paradiso adiacente al castello, ma le fiamme (secondo la leggenda per intercessione di San Vitaliano) furono miracolosamente deviate dal mutare del vento contenendo il numero di vittime ed evitando che il fuoco si propagasse all'interno della città.
In seguito a questo evento l'antico rione Paradiso fu ribattezzato con il nome, che tuttora possiede, di Case Arse.
Assedio alla città sotto l'imperatore Carlo V [modifica]
Quando l'imperatore Carlo V divenne re di Napoli, la città dimostrò la propria fedeltà alla Corona. Nel 1528 il francese Odet de Foix de Lautrec fu incaricato dal re Francesco I di conquistarla al Regno di Francia. Perciò inviò in Calabria due contingenti, al comando rispettivamente di Simone Tebaldi, conte di Capaccio, e di Francesco di Loria da Tortorella. Ad essi si associarono diversi nobili calabresi come il Marchese di Crotone e pugliesi come il Marchese di Taranto parteggianti per la Francia che formarono un esercito di circa 35.000 uomini. Il Viceré della Provincia di Calabria Ulteriore, Don Pedro d'Alarcon de Mendoza, con 11 000 uomini forniti dai nobili rimasti fedeli alla Corona, organizzò la difesa della Calabria Ulteriore eleggendo la città di Catanzaro, considerata inespugnabile, Piazza d'Armi e comando generale delle operazioni.
La città venne invano assediata per settimane, nonostante la netta inferiorità numerica, i catanzaresi resistettero eroicamente fino al 28 agosto 1528 dopo la vittoria, l'Imperatore le concesse il diritto di utilizzare come suo simbolo l'Aquila imperiale, recante sul petto uno scudo rappresentante i tre colli della città sormontati da una corona, e reggente col becco un nastro azzurro col motto Sanguinis Effusione . Nello stesso periodo a Catanzaro fu concessa l'esenzione dai tributi regi e la facoltà di battere moneta, del valore di un carlino. Le monete provenienti da Catanzaro recavano su una faccia la scritta "OBSISSO CATHANZARIO" e sull'altra "CAROL. V S IMP".
Il Capoluogo di Calabria Ulteriore [modifica]
Nel 1584 la città di Reggio Calabria riuscì a farsi trasferire da Catanzaro gli Uffici della Regia Udienza della Calabria Ulteriore. Ma nel 1594, quando per la disastrosa incursione di Bascià Cicala la città di Reggio fu terribilmente saccheggiata, compresi gli archivi e i tribunali, gli uni e gli altri ebbero definitiva sistemazione in Catanzaro e la loro permanenza divenne fondamentale per l'affermarsi di quella città quale sede centrale della vita civile della regione. Catanzaro divenne così punto di riferimento fondamentale dell'attività burocratica e giudiziaria della provincia, che portò un afflusso considerevole di forestieri. Emerse un forte ceto burocratico che già agli inizi del '600 contava un gran numero di avvocati, ma soprattutto ne conseguì che ogni avvenimento avesse luogo a Catanzaro si diramasse successivamente lungo tutto il territorio. Tra i vari fenomeni, si ricorda la congiura di Fra Tommaso Campanella che influenzò il pensiero dei catanzaresi per molti anni sino al terremoto del marzo 1638 che a Catanzaro provocò più paura che danni[24][25]. Comunque sia nella città furono registrati in quegli anni fenomeni in controtendenza rispetto al resto del Mezzogiorno, come l'aumento demografico registrato nel censimento del 1669 e la crescita d'importanza che acquistarono nella vita politica cittadina medici e avvocati, che godevano di prerogativa di nobiltà. Medici e avvocati, assieme agli onorati e al popolo, divennero i tre ceti egemoni della città. Questi avevano ugual potere all'intero dell'amministrazione cittadina e ciò permise loro di mantenere l'ordine pubblico attraverso squadre armate che li rappresentarono durante i conflitti scoppiati nel periodo successivo, in maniera particolare durante i moti del 1647- 48.
Moti 1647-48 [modifica]
Nel corso del Cinquecento erano stati costruiti edifici di culto che si erano affiancati ai più antichi insediamenti francescani e domenicani già presenti in città. Nel corso del Seicento tale fenomeno si ridimensionò e vennero mantenuti solamente il convento del Carmine e quello dei Teatini ed entrambi svolgevano un'illecita attività finanziaria di prestito ad interesse, che aggravò maggiormente la condizione economica della popolazione già soggetta all'ennesimo aumento della gabella. Il 26 luglio 1647 i catanzaresi al grido di fuori gabella s'avviarono verso l'ufficio degli arrendatori, ovvero coloro i quali riscuotevano la gabella, ma trovandoli vuoti, sfogarono la rivolta sulle abitazione degli stessi. Alcune vennero incendiate, mentre altre vennero risparmiate dall'intervento delle squadre armate inviate dai tre ceti influenti della città che mantennero l'ordine cittadino anche nei mesi successivi. Quando il Preside della Provincia si accorse che i moti non erano del tutto sedati, ordinò di impiccare i capi dei ribelli provocando la fuga del resto dei rivoluzionari dalla città.
Tra il 1657 -'58 la Calabria fu messa in ginocchio da particolari eventi che si presentarono a distanza di poco tempo l'uno dall'altro: una carestia, un'eccezionale nevicata e due terremoti. Solo il catanzarese rimase miracolosamente indenne, ma a provocare danni furono due incendi che distrussero la sagrestia della Cattedrale e la volta del Collegio di Gesù tra il 1660 e 1661[26].
Il Risorgimento catanzarese [modifica]
A seguito della perdita del ruolo di capoluogo di Calabria Ulteriore a favore di Monteleone (l'odierna Vibo Valentia), Catanzaro era priva di funzioni amministrative e giudiziarie, anche se restava pur sempre un caposaldo militare e civile. Tali ruoli le permisero tramite la riforma dell'istruzione di Giuseppe Bonaparte di promuovere la rigenerazione della società tramite la scuola e la cultura. Le idee illuministe che avevano animato gli anni della rivoluzione francese erano giunte infatti, anche a Catanzaro. Uomini di cultura quali il filosofo Gregorio Aracri ed il poeta e cantante Luigi Rossi avevano apertamente diffuso le nuove idee e all'interno della città operavano logge massoniche fondate e dirette su principi che avevano animato il periodo della rivoluzione. Nel 1808 a Catanzaro fu istituito un Real Collegio di cui si distinsero uomini di cultura come Orazio Lupis e un Real Liceo nel 1812, al quale fu annesso un corso universitario di medicina e giurisprudenza. Nello stesso anno fu aperta la Scuola Agraria che ebbe notevole importanza nello sviluppo economico e culturale della città, così come anche l'industria tipografica che venne favorita dal sostegno degli avvocati della città. Se Catanzaro, grazie a questi nuovi istituiti di formazione, acquistava credito in campo intellettuale e culturale, continuavano a sussistere gravi problemi strutturali, come la necessità di un nuovo acquedotto che erogasse acqua pulita all'interno della città. Qui infatti giungevano solo acque malsane erogate da due fontane pubbliche, insufficienti ai bisogni della popolazione oltre che dannose. Nel corso del tempo, problemi tecnici, sociali e d'interesse privato, portarono la Nuova Fontana ad essere una sorta di miraggio, tanto che Pietro Colletta osservò che Catanzaro era come Tantalo nella favola, nuota nell'acqua e soffre la sete, almeno fino al 22 Giugno 1810. In tale data, Gioacchino Murat decretò l'avvio alla costruzione della Fontana che sarà completata nel 1840. Tutto ciò continuava però a non soddisfare le esigenze del popolo, povero e sofferente, come testimoniava il copioso numero di neonati abbandonati all'Ospedale dei Projetti (o Trovatello) in cui si trovava la Ruota della città[27].
Già agli inizi del secolo, il governo aveva imposto ai comuni delle onerose tassazioni a beneficio dei Projetti, ma quando le risorse finanziarie si rivelarono insufficienti e i pagamenti alle nutrici si fermarono, i bambini furono abbandonati sulla pubblica via. Nel Consiglio Generale degli Ospizi vi è inoltre riportata la statistica annotata dal canonico Greco, secondo cui dal 1802 al 1811 su circa 498 nati, 162 erano i morti per scarsa assistenza ricevuta durante i primissimi giorni di vita; invece nel 1813, è riportato un numero di nascite pari a 509: 398 legittimi, 9 illegittimi e ben 95 trovatelli. La perdita del ruolo di capoluogo, aveva portato nella città di Catanzaro a creare un nuovo organismo decurionale. Quest'organismo permetteva al governo centrale di avere un maggior controllo sul governo locale; pertanto il ruolo di decurione (o sindaco) non acquisì una buona reputazione, tanto che i cittadini tentavano a mantenersi ben distanti da esso[28].
Con il ritorno di Ferdinando I sul trono regio a Napoli nel 1816, Catanzaro conquistò quella ripartizione amministrativa già auspicata dagli illuministi riformatori prima della caduta borbonica e acquistò il ruolo di capoluogo della neo nata Calabria Ulteriore Seconda, lasciando a Reggio Calabria il capoluogo della Calabria Ulteriore Prima. Catanzaro ebbe merito di ospitare la Gran Corte Civile delle Calabrie e divenne un luogo importante per il governo centrale, dove nel frattempo erano tornati i Borboni, che avevano l’obiettivo di reintegrare il vecchio ordine così come deciso nel Congresso di Vienna. Catanzaro rientrò perfettamente nell'immobilismo che sembrava dover caratterizzare il periodo della Restaurazione. Tuttavia le idee liberali continuavano a circolare soprattutto tra le menti più giovani e nel tempo, accolsero un cospicuo numero di persone, tanto da rendere Catanzaro uno dei centri carbonari più attivi del Mezzogiorno, merito oltretutto dell'arciprete Domenico Angherà. Non si conoscono i nomi dei carbonari di Catanzaro, ma si suppone ci fossero personalità d' importanza e di cultura che ostentavano un rispetto formale per il governo borbonico, nascondendo le loro reali intenzioni. Tale atteggiamento portò ad accrescere dubbi sugli ideali che animavano gli animi, soprattutto all'interno della scuola: i docenti sospettati di avere contatti con la Carboneria vennero dimessi dalle loro cariche. Iniziò così anche a Catanzaro la persecuzione borbonica contro i principi liberali e si fece spazio l'idea di instaurare un governo cittadino che punisse i liberali. A Catanzaro vennero richiamate a tale scopo personalità d'eccellenza quali: i magistrati Ilario de Basio e Carlo De Nobili, il professor Costantino Lopez e il giurista Vincenzo Catalani. Nonostante l'assopimento generale, la diffusione del pensiero liberale acquistò maggior vigore con l'avvento di Luigi Settembrini, giunto da Napoli nel 1835 per la cattedra di eloquenza e di greco presso il liceo cittadino, attraverso la quale faceva proseliti alle idee liberali e alla società segreta fondata da Benedetto Musolino “Figlioli della Giovane Italia”, omonima della Giovane Italia mazziniana. Con l'inizio degli anni '50, l'ambiente catanzarese si apre progressivamente alla cultura europea e nazionale come prova l'ampia attività pubblicistica di carattere politico-culturale ed economico dell'epoca. La Società Economica catanzarese s'interessò particolarmente ai temi di sviluppo economico e sociale e tra i membri si ricordano i nomi di: Carlo De Nobili, Giuseppe Caruso, Giuseppe Cua, Francesco Codispoti, Antonio Zuccaro, Vincenzo De Grazia e Gennaro Menichini. Altre personalità di spessore estranee all'ambiente economico, ma ugualmente impegnate al recupero economico e civile di Catanzaro, furono il letterato Liborio Menichini e il tecnico dinamico e dalla mente poliedrica, Luigi Grimaldi.
Moti 1848 [modifica]
Dopo i moti del 1821, del 1837 e del 1844, il 1848 non colse i Catanzaresi impreparati. Causa scatenante furono i fatti di Napoli del 15 maggio[29], che fratturarono definitivamente l'equilibrio dei rapporti tra la monarchia e la borghesia. Inoltre il tentativo del re Ferdinando II di rendere inoperante la Costituzione da lui stesso concessa a Febbraio, provocò un fremito d'indignazione in tutto il regno. La Calabria fu in subbuglio; Catanzaro e Cosenza furono i focolari più importanti, mentre Reggio Calabria, che aveva tentato di insorgere già un anno prima, risentiva ancora del recente fallimento. Pertanto anche a Catanzaro vennero a formarsi dei comitati aventi lo scopo di organizzare la lotta armata contro la prevedibile reazione borbonica. La partecipazione fu numerosa soprattutto da parte di contadini e agricoltori. I comitati avevano però carenza di fondi e ciò rese inoperosi i volontari che non vennero né armati né remunerati e con l'avvicinarsi del periodo della mietitura, preferirono abbandonare gli ideali per tornare ai loro campi. Pertanto all'alba del 27 giugno 1848, giorno del combattimento all'Angitola, i rivoltosi dimezzati ricevettero una dura sconfitta dal generale Alessandro Nunziante che invece aveva ricevuto rinforzi da Napoli[30].
Stessa sorte toccò ai rivoltosi di Pizzo Calabro e Filadelfia, portando diversi comitati cittadini a sciogliersi, compreso quello di Catanzaro i cui capi più compromessi e sopravvissuti alle battaglie, si diedero alla fuga per non rischiare l'ergastolo, come invece accadde a chi fu catturato[31]. Ciò non spense gli animi rivoluzionari catanzaresi, piuttosto per citare Basile: in Calabria il 1848 preparò il 1860[32].
Dopo l'unificazione [modifica]
Lo sbarco di Giuseppe Garibaldi e i Mille in Reggio Calabria il 21 agosto 1860 diede nuova speranza agli animi liberali calabresi e risolse contrasti e incertezze di nuovi gruppi finora titubanti che si schierarono a favore dei liberali, incrementando concretamente le condizioni favorevoli all'insurrezione. Ancora una volta però il moto insurrezionale filounitario non era presente in tutta la regione e soprattutto a Catanzaro vi erano forti disaccordi tra i pensatori liberali radicali come Antonio Greco, Domenico Angherà e il generale Francesco Stocco ed i liberali moderati guidati dal sindaco Giovanni Marincola e l'Intendente Leonardo Larussa. I contrasti si acutizzarono nel momento della designazione dei candidati per le elezioni politiche fissate il 26 Agosto 1860 in Calabria e che videro predominare nel capoluogo, Greco per l'ala democratica e Vincenzo Stocco, nipote del generale Francesco Stocco, per l'ala moderata. La scelta di due uomini d'orientamento tanto diverso non fece altro che rallentare il moto d'insurrezione nella provincia di Catanzaro; inoltre il dissidio non aveva tanto valore ideologico quanto era strettamente correlato a rivalità locali, inerenti per lo più interessi amministrativi o familiari. Intanto il generale Stocco, richiamato a Napoli da Garibaldi e ormai governatore riconosciuto dei moderati, non faceva altro che rafforzare via via il desiderio di annessione al Piemonte, che gli permise di confermare la vittoria nel Plebiscito del 21 Ottobre 1860, inserendo la provincia di Catanzaro nell'ala conservatrice. Ancora una volta il risultato non piacque all'ala democratica che non fece altro che accentuare il dissidio ancora una volta all'elezione del primo parlamentare catanzarese in seguito all'unificazione. Il passaggio dal vecchio al nuovo regime e l'importanza del Plebiscito del 1860 ebbe una valenza politica piuttosto contraddittoria, ma fu un momento di particolare importanza nel processo di sviluppo del moto unitario.
Durante i moti del '48, i catanzaresi si rifugiarono all'interno della recinzione muraria tipica della città. La protezione fornita dalle mura le fece riacquistare il ruolo di 'città-guarnigione', che era andato perduto assieme al ruolo di capoluogo di Calabria Ulteriore nel 1806. Non a caso nel 1857 da Catanzaro partirono le operazione contro il brigantaggio guidate da Afan De Rivera[33]. Catanzaro a metà del XIX secolo subì un processo di trasformazione e adeguamento delle strutture urbanistiche che aveva come obiettivi di restituire decoro alla skyline cittadina e migliorare le condizioni di vita attraverso l'attivazione di strutture pubbliche: fu completata la Nuova Fontana, venne costruito il Teatro Comunale e nuovi palazzi privati di pregevole fattura, quali palazzo Alemanni e palazzo Doria, mentre altre strutture ancora danneggiate dal sisma del 1783, vennero restaurate. I lavori proseguirono anche per gran parte del Novecento. Le varie migliorie permisero oltretutto di sviluppare il mercato edilizio che, almeno per i palazzi nobiliari, riuscì a risollevarsi, mentre per le zone abitate da contadini e artigiani, bisognerà aspettare il periodo post-unificazione prima di vedere miglioramenti. La componente sociale cittadina era nel frattempo mutata: la fetta più larga era composta da professionisti e funzionari amministrativi, mentre il resto della popolazione (contadini, artigiani, operai sottopagati) formavano una quota certamente rilevante, ma meno cospicua rispetto al passato. Nel dibattito sul piano regolatore approvato nel 1877, Catanzaro veniva allargata e il Corso e le aree limitrofe coincidenti con l'asse centrale della città, dovevano essere livellate per riordinare le costruzioni che furono erette in seguito al terremoto distruttivo del 1783 e per adeguare il tessuto cittadino alle nuove esigenze di traffico, mobilità e conservare il ruolo amministrativo della giustizia negli istituti universitari, nei comandi militari e altre istituzioni regionali.
Brigata Catanzaro [modifica]
| Per approfondire, vedi Brigata Catanzaro. |
| (LA) « Sanguinis mortisque colores gestamus ubique victores » |
(IT) « Portiamo i colori del sangue e della morte ovunque vincitori » |
| (Motto della Brigata) | |
| « … nella Brigata Catanzaro fatalmente si muore, speranza non c'è » |
| (Attilio Frescura, Diario di un imboscato, 1916) |
Si formò a Catanzaro nel quartiere Lido, sotto il comando del colonnello Ferella Gaetano, nei primi mesi del 1915. Pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra il reggimento era stanziato in Friuli e faceva parte della Terza Armata (Armata del Carso), agli ordini di Emanuele Filiberto di Savoia, Duca d'Aosta. Ebbe il battesimo del fuoco partecipando con la Brigata Sassari all'assalto del Trincerone di Bosco Cappuccio che riuscì a conquistare con slancio ammirevole. In seguito fu impiegata come brigata d'assalto, in tutte le battaglie dell'Isonzo, fu una delle più valorose e sfruttate unità del Regio Esercito. Formata per lo più da calabresi (circa 6.000), comprendeva il 141º e 142º Reggimento fanteria. Fu protagonista dell'episodio del recupero dei cannoni italiani caduti in mano nemica, dopo un furibondo combattimento in cima al Mosciagh (Altopiano dei Sette Comuni) che si svolse nella notte tra il 27 ed il 28 di maggio. L'ardita impresa fu marcata dalla differenza di armamento che c'era tra la Brigata italiana e i corrispettivi austriaci. Fu in seguito a questo evento che nacque il nuovo motto della Brigata Catanzaro:
| « Su Monte Mosciagh la baionetta ricuperò il cannone » |
Lo stesso Cadorna dopo quell'operazione scrisse:
| « … Pure, fra tante angosce, una sensazione si faceva strada in me. Era, in principio, assai incerta e debole, e poteva apparire più illusione che speranza. Ma, dal 27 al 28 di maggio mi era parso, a un tratto, che fosse finita per gli austriaci la fase bella del tentativo, l'avanzata irresistibile, quella che ogni giorno ci apriva una ferita di più nella carne … » |
| (Luigi Cadorna, Corrispondenza di guerra, 1915) |
Fu proprio dopo quest'episodio che la Brigata ricevette la prima Medaglia d'Oro al Valor Militare.
La rivolta della brigata del 16 luglio 1917 [modifica]
La brigata Catanzaro, come tante altre, aveva avuto i suoi giorni in linea (23 e 24 maggio) e pur con perdite notevoli era stata ricondotta in trincea (Hermada) 10 giorni dopo. Ritirata nuovamente a Santa Maria la Longa, paesino della bassa friulana il 24 giugno (64% gli effettivi) si paventò subito un suo reimpiego. Il malcontento divampò tra i soldati, privati dello sperato riposo. Il parroco del paese aveva avuto sentore che qualcosa si andava tramando, dai discorsi fatti nelle osterie. Credette suo dovere mettere sull'avviso il comandante della Brigata, ma fu tranquillizzato dal fatto che quelle erano ritenute normali lamentele. Quando di lì a qualche giorno la Brigata ricevette l'ordine di tornare al fronte, la sommossa divampò. Alle 22.30 del 15 luglio, con un violento fuoco di fucileria, razzi multicolori ascesero il cielo per dare il segnale della rivolta ad altre Brigate. Viene dato l'allarme al Comando Supremo a Udine. Nel cuore della notte gruppi di artiglieria, carabinieri e squadroni di cavalleria circondano la Brigata Catanzaro.
Verso le 3.00 del mattino la rivolta è spenta. Si istruì il processo per direttissima a seguito del quale 28 militari furono condannati a morte, passati per le armi e gettati in una fossa comune. Qualche ora dopo, sotto buona scorta la Catanzaro fu rispedita nella bolgia. Lungo la strada altri dieci vennero condannati e fucilati per insubordinazione di fronte al nemico. Facevano parte di quei 114 uccisi con esecuzione sommaria.
Così Gabriele D'Annunzio[34] commentò l'accaduto:
| « Di spalle al muro grigio furono messi i fanti condannati alla fucilazione, tratti a sorte dal mucchio dei sediziosi……Siete contadini. Vi conosco alle mani. Vi conosco al modo di tenere i piedi in terra. Non voglio sapere se siete innocenti, se siete colpevoli. So che foste prodi, che foste costanti. La legione tebana, la sacra legione tebana, fu decimata due volte. Espiate voi la colpa? O espiate la patria contaminata?……Il Dio d'Italia vi riarma e vi guarda. » |
I moti di Reggio e il ruolo di capoluogo della Calabria [modifica]
| « Sono lieto di essere qui in Calabria e di trovarmi ora in questa città di Catanzaro, città dinamica che, per la centralità della sua posizione geografica e per le mansioni amministrative che le competono, è chiamata a svolgere un importante ruolo di servizio a favore di tutta la Calabria. » |
| (Papa Giovanni Paolo II, Catanzaro, 6 ottobre 1984) |
La tragica vicenda della rivolta di Reggio Calabria per la scelta del capoluogo della regione venne vissuta in maniera meno drammatica a Catanzaro. Dopo le elezioni regionali del 1970, era previsto che la prima riunione del nuovo consiglio regionale si tenesse nelle città sede di Corte d'Appello, quindi, per la Calabria, a Catanzaro. Ma rimaneva e rimase impregiudicato per mesi quale sarebbe stata la scelta della città capoluogo, che spettava comunque al consiglio regionale. Alle manifestazioni reggine c'era il timore che si reagisse con manifestazioni catanzaresi e qualche avvisaglia la si ebbe con l'attentato che, durante una manifestazione antifascista, costò la vita all'operaio Malacaria. La città e la sua classe dirigente dimostrarono nell'occasione maturità civile e democratica. La scelta di suddividere tra Catanzaro e Reggio le nuove istituzioni regionali, concentrando nella prima, nominata capoluogo della Calabria, la giunta e gli assessorati, e nella seconda il consiglio regionale, fu accettata dai catanzaresi come politicamente equa.[35]
Simboli [modifica]
| Per approfondire, vedi Stemma di Catanzaro. |
| « Fa la città per la sua impresa un'aquila imperiale con la testa rivolta a destra, armata di corona, con le ali e coda sparse, in atto di sollevarsi a volo, nel di cui seno, che forma uno scudo, vi sono tre monti in campo vermiglio, sopra dei quali vi è una corona; tiene l'aquila col becco una fascia, nella quale sta questo motto delineato: "Sanguinis effusione" per dimostrare che col sangue dei suoi cittadini, mai sempre sparso, in servigio della Cattolica Corona, ha quell'aquila meritato, che le concesse la sempre gloriosa memoria dell'imperatore Carlo V per aggiungerla alla sua antica insegna » |
| (Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, fedelissima città di Catanzaro, 1670) |
L'elemento centrale dello stemma della città è l'aquila imperiale accordata da Carlo V; lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell'aquila, su cui è riportato il motto "Sanguinis effusione" ("con spargimento di sangue, ottenuta è sottinteso"), motivato dalle perdite riportate in varie battaglie dai combattenti catanzaresi.
| « Drappo palato di otto, di giallo e di rosso... » |
| (Blasonatura del gonfalone) |
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Architetture religiose [modifica]
- Il Duomo
- Sorge nel sito della prima cattedrale, eretta nel 1121 in epoca normanna e dedicata a Santa Maria Assunta e agli Apostoli Pietro e Paolo. La chiesa venne fortemente rimaneggiata nel 1511 con una facciata rinascimentale, che crollò a causa del terremoto del 1638. Danneggiata dai bombardamenti nell'agosto del 1943 venne completamente stravolta nel dopoguerra. I bombardamenti provocarono solo il crollo del transetto sinistro e il danneggiamento del campanile. Il resto della sua distruzione fu ad opera di un'anacronistica ristrutturazione.
- Chiesa del Santissimo Rosario
- Sorto alle spalle della cattedrale, presenta una facciata rinascimentale e interno a navata unica, coperta da volta a botte lunettata, con transetto e quattro cappelle per lato; all'incrocio tra navata e transetto si eleva una cupola priva di tamburo. La costruzione risale al XV o XVI secolo, con numerosi rifacimenti, dovuti ai danni dei terremoti del 1638, del 1783 e del 1832, dopo il quale era rimasta chiusa fino al 1891. È annessa la Congrega del XVII secolo con intagli lignei e stucchi.
- Chiesa di San Rocco
- Settecentesca, presenta navata unica e cappelle laterali e conserva stucchi decorativi e affreschi moderni.
- Dedicata alla patrona della città, era sorta inizialmente come chiesa dedicata alla Trinità nel 1254. Rimaneggiata tra il 1750 e il 1763 con l'aggiunta delle navate laterali e la cupola. Tra il 1783 e il 1833 svolse le funzioni di cattedrale, essendo stato il Duomo" danneggiato dal terremoto. La facciata venne ricostruita nel 1913 e venne rimaneggiato anche il campanile. Ha tre navate con cappelle gentilizie e transetto.
- Chiesa di Sant'Omobono
- Risale probabilmente all'XI-XII secolo.
- Situata nel rione Grecîa fu edificata nel XVII secolo e rimaneggiata nel secolo seguente, presenta una facciata modificata nel XX secolo e l'interno a navata unica con cappelle laterali. La chiesa era annessa all'omonimo convento carmelitano ed all'oratorio del secolo XVII.
- Chiesa di Santa Teresa o dell'Osservanza
- Con l'annesso convento, secondo la tradizione sarebbe sorta in luogo di una precedente cappella, dedicata alla Madonna della Ginestra. All'interno vi si aprono la cinquecentesca cappella del Santo Sepolcro, che ospitava reliquie della Terra Santa, e la cappella del Santissimo Crocefisso. Conserva la statua della Madonna delle Grazie, opera di Antonello Gagini.
- Chiesa del San Giovanni
- Sorse sull'elevazione maggiore della città, in corrispondenza dei resti dell'antico castello tra il XV e il XVI secolo e venne rimaneggiata nel Seicento; in seguito venne aggiunta la scalinata ottocentesca. All'interno presenta navata unica, cappelle laterali comunicanti e transetto.
- Chiesa del Monte dei Morti e della Misericordia
- Seicentesca, presenta un ricco portale barocco al centro della facciata e interno a croce greca, con incrocio coperto da una cupola priva di tamburo, e cappelle laterali.
- Chiesa Santa Maria di Portosalvo
- Costruita agli inizi dell'ottocento è dedicata alla patrona dei pescatori e delle vittime del mare. L'interno è a croce greca con un'unica navata. Si trova nel quartiere Lido.
Architetture civili [modifica]
Palazzi storici [modifica]
- Palazzo De Nobili
- Situato nella zona sud-est del centro storico, è la sede del Comune dal 1863.[1]
- Palazzo Menichini
- Palazzo Ricca
- Palazzo Ferrari/De Riso
- Palazzo Ruggero/Raffaelli
- Palazzo della Prefettura
- Palazzo Anania
- Palazzo Grimaldi/Montuori
- Palazzo Pecorini/Manzoni
- Palazzo Rocca/Grimaldi
- Palazzo Alemanni
- Palazzo Doria
- Palazzo Fazzari
- Palazzo dell'Intendenza
- Palazzo ex Amministrazione Provinciale
Altri monumenti [modifica]
Altri monumenti che nel corso del tempo si sono ritagliati uno spazio importante nella storia e nella memoria dei catanzaresi sono quasi tutti disseminati nel centro storico o perlomeno ai limiti dei suoi confini. Sicuramente rappresenta un simbolo della città la fontana monumentale del Cavatore. Incastonata nel muro dell'antico castello normanno, affaccia su piazza Matteotti, apparendo come la prima immagine che introduce al centro storico. Ideata e costruita da Giuseppe Rito, scultore alla cui opera si fanno risalire le origini del contemporaneo in Calabria, rappresenta la forza e la tenacia dei catanzaresi. Fa parte del complesso monumentale del san Giovanni. Spesso luogo di ritrovo dei ragazzi del capoluogo è l'imponente monumento ai caduti della Grande Guerra del 1915-1918, sito anch'esso nella centralissima piazza Matteotti. È un poderoso gruppo scultoreo in bronzo di connotazione classica. Opera dello scultore Michele Guerrisi, la sua inaugurazione risale al 1933 e risulta parzialmente danneggiato dai bombardamenti che colpirono duramente la città nel 1943. Ad un altro eroe nazionale è dedicato il monumento al generale Stocco, sito nella piazzetta dell'Osservanza che affaccia sull'antico ospedale militare. La statua dedicata al generale garibaldino, risale al 1898 ed è opera dello scultore Francesco Scerbo. Sempre opera di giuseppe Rito è la statua dell'Assunta, installata su un alto piedistallo situato nella cima del campanile dell'omonima basilica nel cuore di Gagliano.
Il ponte di Catanzaro [modifica]
Il ponte Bisantis (detto anche Viadotto Bisantis, Viadotto Morandi o "U ponta e Catanzaru" in dialetto catanzarese) è un ponte ad arco stradale e pedonale. Composto da un'unica carreggiata e da 3 corsie, due in direzione Sud-Ovest e una in direzione Nord-Est, costruito su una sola arcata, collega il centro di Catanzaro con il rione De Filippis e con la periferia nord della città (Mater Domini, Gagliano) situati dall'altro lato della valle del torrente Fiumarella. Fu costruito su progetto del già illustre Ing. Riccardo Morandi e per questo è anche conosciuto come Viadotto Morandi. All'epoca dell'inaugurazione era il secondo ponte ad arco singolo in C.A. al mondo per ampiezza della luce. Al giorno d'oggi, pur essendo uscito dai primi 20 di questa classifica, rimane una pietra miliare nella storia dell'ingegneria mondiale, della città di Catanzaro e della Nazione. È considerato come un vero e proprio monumento, nonché il simbolo della città dei tre colli. La lunghezza della sede stradale è di 468,45 m mentre 110 m è l'altezza massima che lo separa dal fondo valle. il caratteristico arco ha un'ampiezza di 231 m luci mentre la sua struttura scatolare misura in chiave 10,50 m e alla base 25 m.
Parchi e giardini [modifica]
| Villa Margherita | ||
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Dal punto di vista urbanistico, ed in “chiave” moderna, la realizzazione della Villa comunale, rappresenta il primo intervento di riqualificazione urbana operato nella città di Catanzaro. Il primo giardino pubblico della città, in occasione della visita della Famiglia reale, venne intitolato alla regina Margherita il 21 gennaio 1881. L'epigrafe, sistemata all'ingresso sulla facciata del Museo provinciale, così ricorda l'evento:
Oggi, le eccezionali caratteristiche naturalistiche ed ambientali di “Villa Margherita” risultano protette. Con D.M. 10 gennaio 1972, infatti, la zona comprendente la “Villa”, nonché le aree ed i fabbricati ad essa circostanti, sono stati dichiarati di notevole interesse pubblico ai sensi della L. 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali. |
- È un vasto parco comprendente aree a prato, un giardino botanico all'italiana (comprendente 20.000 piante da siepi, 2.000 piante d'alto fusto e 200 specie) e due laghetti. Sono presenti anche numerose specie di uccelli, mammiferi mediterranei. Al suo interno sono presenti: percorso Jogging e ciclabile di 4,5 km; area pattinaggio di 2.561,28 m²; parco giochi di 3.500 m²; laghetto delle piante acquatiche; laghetto dei Cigni; labirinto Verde; teatro da 700 posti; area bar; servizi igienici; parcheggio di 1.665 m².
In origine era denominato Parco della scuola Agraria.
- Pineta e giardino botanico Li Comuni
- Ubicato nel quartiere Siano, importante centro per il turismo integrato mare-monti. Si estende su una superficie di 700 ettari e al suo interno si sviluppano tracciati vari per circa 30 km. È diviso in tre grandi aree: la prima è interamente salvaguardata a fruibilità ridotta e specializzata (escursioni, itinerari guidati, ecc.); la seconda, a larga fruibilità; la terza in cui si concentrano i parcheggi, gli spazi per la didattica, l'orto botanico, i laghetti e il teatro.
- La pineta di Giovino
- Situata nel quartiere Lido, è una vasta pineta parallela alla spiaggia attualmente sono in fase di realizzazione spazi per la didattica, aree campeggio e il prolungamento del lungomare.
- Giardini di San Leonardo - Piazza Montegrappa 700 m²
- Giardini "Nicholas Green" - Corso Mazzini 700 m²
- Villa Pangea - Via De Gasperi/Stretto Cappuccini 750 m²
- Villa Genziana - viale Tommaso Campanella, quartiere Mater Domini, 2.700 m²
- Villa "Florestano Pepe" - Via Vittorio Pugliese 2.000 m²
- Area verde Porta di Mare “Pino Longo” - via D. Marincola Pistoia 3.000 m²
- Area verde Fortuna – loc. Fortuna di fronte area polifunzionale Magna Grecia
- Area verde - Viale De Filippis di fronte Regione Calabria 800 m²
- Area verde - viale dei Normanni, Piano Casa 540 m²
- Area verde CZ Sala – viale Degli Angioini di fianco Chiesa 200 m²
- Area verde – quartiere S. Maria 460 m²
- Area verde - quartiere Gagliano 150 m²
- Area verde del Lungomare
- Una lunga striscia di verde di 3.800 m² attraversata da una pista ciclabile.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[36] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
I cittadini stranieri residenti a Catanzaro sono 2.550[37], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 100 unità):
Lingue e dialetti [modifica]
| Per approfondire, vedi Dialetti calabresi e Dialetto catanzarese. |
Il dialetto catanzarese è di tipo siciliano, distinguendosi sia da quello cosentino (di tipo napoletano), sia dal dialetto reggino, anch'esso di tipo siciliano ma con maggiore influenza greca.
Proprio per la sua posizione centrale, l'istmo di Catanzaro, fa da linea di demarcazione tra queste due aree presentando una forma linguistica con caratteristiche autonome e nello stesso tempo influenzata da entrambe. Per quanto riguarda la pronuncia l'eredità lasciata dal greco è evidente nella pronuncia aspirata della lettera f accompagnata dalle vocali che trasformano ad esempio fi in hi e quindi fiato in hiatu, mentre dal latino la pronuncia marcata delle lettere t,d e p (molto simile al sardo) e la presenza della lettera u in chiusura di parola in sostituzione della o esempio torno si trasforma in tornu. Molto utilizzata tra la popolazione cittadina l'espressione dialettale Jamma Ja a scopo esortativo, equivalente alle espressioni imperative avanti! - andiamo!, derivata dal termine greco Yagma Ya utilizzato per comandare le cariche in battaglia.
Istituzioni, enti e associazioni [modifica]
Catanzaro, fregiandosi del ruolo di capoluogo di regione, è sede di molti enti, istituzioni e associazioni. La città accoglie la Giunta Regionale della Calabria, che ha sede a Palazzo Alemanni, nel centro storico, uno degli edifici più antichi e importanti del capoluogo, e inoltre tutti gli assessorati regionali e tutte le istituzioni di valenza regionale. Hanno sede in città i consolati per Calabria e Basilicata del Marocco e della Russia e per la sola Calabria della Spagna[38]. Nell'ambito delle forze di polizia, sono presenti a Catanzaro la Polizia Scientifica, il centro operativo Direzione investigativa antimafia (DIA) e il comando regionale della Guardia di Finanza. La città dispone di un carcere minorile, che ha sede nel quartiere Stadio, e di un carcere sito nel quartiere Siano.
Essendo capoluogo dell'omonima provincia e della regione Calabria, Catanzaro ospita, nel comparto della Pubblica amministrazione, le varie sedi regionali della Protezione Civile, nel quartiere Germaneto, dell'Inps, dell'Inail e, nel quartiere marinaro, dell'Ufficio Scolastico Regionale. È sede anche della direzione regionale dell'Agenzia delle entrate. Nell'ambito della Magistratura, la Corte d'appello di Catanzaro è la principale della regione, la più antica e prestigiosa. Fu inaugurata nel 1809 con decreto 29 maggio 1809 n. 381 da parte del re Gioacchino Murat. Nel 1817, dopo la restaurazione Borbonica assunse la denominazione di Gran Corte Civile per volere di re Ferdinando I. L'antica e definitiva denominazione fu ripristinata dopo l'unità d'Italia con decreto del 17 febbraio 1861 da parte di Eugenio Emanuele di Savoia-Villafranca. Precedentemente già dal 1606 esisteva a Catanzaro la Regia Udienza con sentenza del consiglio Collaterale che vi stabilì definitivamente la sua sede il 6 aprile 1606 proclamando che "la Regia Udienza non dovevasi più muovere da Cathanzario e che in perpetuum vi Rimanesse". È attualmente in costruzione (2013) il nuovo edificio del tribunale, che va ad affiancare quello già esistente. Sui tre colli hanno sede importanti istituzioni religiose. Un esempio è rappresentato dal seminario arcivescovile liceale, fondato nel 1567. Catanzaro è inoltre sede arcivescovile dell'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace.
L'Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" coordina il presidio ospedaliero Pugliese, uno dei più grandi e importanti della regione, e il presidio ospedaliero Ciaccio. Un altro ospedale, sito nel quartiere Pontepiccolo è il Sant'Anna Hospital alla quale si aggiungono la casa di cura Villa del Sole e il Centro Medico Diagnostico Igea - Villa Serena.
Cultura [modifica]
Istruzione [modifica]
Biblioteche [modifica]
Si può definire ampio il patrimonio bibliotecario a disposizione nel capoluogo calabrese. La biblioteca principale è la Biblioteca comunale "Filippo De Nobili" che possiede attualmente circa 120.000 opere tra volumi ed opuscoli. Successivamente si pone la Biblioteca provinciale "Bruno Chimirri", situata in Villa Margherita che dispone di un patrimonio librario di oltre 20.000 volumi. L'Archivio di Stato di Catanzaro è costituito invece da oltre 50.000 documenti, fra cui ben 1359 pergamene (1307-1859). I documenti cartacei datano dal secolo XVI. Sono da segnalare, in particolare, i seguenti fondi: l'Archivio delle Ferriere di Mongiana, la Cassa sacra e la Regia udienza, gli atti notarili antichi, documenti sul brigantaggio e sui moti patriottici. Anche la Camera di commercio della città dispone di una propria biblioteca. L'ateneo di Germaneto ne possiede ben tre: la biblioteca di giurisprudenza, quella di farmacia e quella di medicina. Occupano un posto di rilievo anche la Biblioteca "San Pio X" del Pontificio seminario regionale e la Biblioteca arcivescovile intitolata ad Antonio Lombardi. Per ultima si segnala la Biblioteca del Comando militare regionale "Calabria".
Università e accademie [modifica]
La città dei tre colli è da sempre molto attiva e dedita nel campo della cultura. A questo proposito nel 1998 è stata fondata l'Università degli Studi "Magna Græcia", la seconda università calabrese per numero di iscritti, imperniata sulle facoltà principali di medicina, farmacia, giurisprudenza, sociologia e scienze motorie. Nonostante la recente fondazione del polo universitario, sito nel quartiere Germaneto, la presenza dell'istituzione universitaria nella città è radicata nel passato e la sua storia si sviluppa in tre tappe:
- nel 1967 viene istituito il Consorzio per l'Università di Reggio Calabria che prevede la dislocazione di alcuni corsi di studio a Catanzaro;
- nel 1979, con decreto prefettizio del 18 gennaio, viene istituito il Consorzio per la Promozione della Cultura e degli Studi Universitari di Catanzaro, finalizzato alla stabilizzazione di insediamenti universitari nel territorio;
- nel 1982 nasce l'Università degli studi di Reggio Calabria, che contempla l'istituzione di tre facoltà a Catanzaro.
Dopo una prima fase di attività, utile all'assestamento delle facoltà, si pongono le basi per la nascita dell'Ateneo: tale obiettivo viene sancito da un decreto ministeriale del 29 dicembre 1997: così, nel 1998, nasce appunto l'Università degli Studi di Catanzaro "Magna Grecia". All'interno dell'ateneo è istituito anche il Policlinico Universitario "Mater Domini", che conta 400 posti circa ed è dotato di avanzate tecnologie per la lotta ai tumori. È inoltre un centro oncologico d'eccellenza.
Tuttavia la città può contare anche sull'Accademia di Belle Arti, istituita con D.P.R. n° 1162 del 30.10.1972, che ha una bacino d'utenza che comprende le provincie di Vibo Valentia, Crotone e Cosenza. L'istituto è composto da 11 dipartimenti. Importante istituzione religiosa è il Pontificio Seminario Regionale "S. Pio X"[39], fondato nel 1912. È un istituto aggregato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale ed è tra i 15 seminari regionali esistenti in tutta Italia per la formazione di nuovi sacerdoti. Catanzaro è inoltre sede del conservatorio musicale, che offre corsi di formazione musicale di base promossi dall'istituto F. Torrefranca di Vibo Valentia. Sempre nel campo delle arti, occupa grande rilevanza l'accademia d'arte teatrale "Officina Teatrale" che con l'istituto Silvio D'amico di Roma e la scuola civica parificata Paolo Grassi di Milano è il terzo polo artistico nazionale. I corsi sono di durata triennale, alla fine dei quali dopo aver superato un esame, viene rilasciato il diploma di attore professionista riconosciuto in tutta Italia e nei paesi dell'Unione Europea. Nel campo della ricerca, l'Istituto di ricerca regionale educativa, istituto per la ricerca, la formazione e l'innovazione educativa, opera in collaborazione con il MIUR e l'Unione Europea.
Musei [modifica]
- Situato nel Parco della Biodiversità Mediterranea, presenta una vastissima collezione di armi, equipaggiamenti militari e mappe d'epoca dal 1600 fino alla seconda guerra mondiale. Tra le caratteristiche del museo è la riproduzione delle trincee, con effetti sonori che riproducono le ambientazioni della Grande Guerra.
- Polo museale multifunzionale sviluppato su tre piani.
- Museo provinciale "Villa Margherita"
- Contiene collezioni di monete, vari reperti ed una raccolta di materiale preistorico.
- La casa della memoria
- Voluta dall'artista catanzarese Mimmo Rotella, inventore del decollage, si pone come obiettivo la divulgazione e la promozione dell'arte contemporanea.
- Un ampio edificio stile medioevale ospita la collezione di preziose carrozze del barone De Paola utilizzate per le riprese di numerosi film italiani e stranieri tra cui Via col vento, annesso all'edificio si trova un altro museo sulla civiltà contadina.
- Museo risorgimentale.
- Contiene vari cimeli, biffettiere, armi dell'epoca garibaldina e delle guerre d'Africa e di Spagna, carte cospirative, i diari di guerra e i documenti mazziniani. Sito nei locali concessi dal Comando Militare Esercito "Calabria".
- Museo della seta
- Presenta collezioni di attrezzature e documentazioni della lavorazione e della commercializzazione della seta.
- Gipsoteca Jerace
- Raccoglie le opere in gesso e marmo del famoso scultore Francesco Jerace.
- Museo diocesano
- Presso l'Arcivescovado, con opere provenienti dal Duomo e da altre chiese.
Media [modifica]
Radio [modifica]
- Radio Catanzaro Centro
- Radio Catanzaro Classic
- Radio Amica
- RTC radio catanzaro
- Radio Amore
Stampa [modifica]
Le testate giornalistiche con sede a Catanzaro sono:
- Il Giornale di Calabria fondato nel 1962
- Il Domani della Calabria fondato nel 1997
- Catanzaroinforma.it fondato nel 2004
- Il Corriere dei due Mari fondato nel 2007
- Kalabrians fondato nel 2009
Altre testate regionali con sedi distaccate a Catanzaro sono:
Televisione [modifica]
Catanzaro è sede delle due più importanti emittenti televisive regionali terrestri e di una satellitare:
- Telespazio TV, fondata nel 1976 da Tony Boemi, è la principale emittente televisiva calabrese con una copertura del 95% che comprende anche parte delle Basilicata e della Sicilia.
- Calabria Channel, emittente satellitare, sul canale 875 di Sky con copertura internazionale che comprende tutti gli Stati europei e i Paesi extra europei che si affacciano sul Mediterraneo.
- Infospazio Tv, emettente regionale sul ch 71, con sede in catanzaro.
Teatro [modifica]
| Maschera tipica "Giangurgolo" |
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Nata in città nel tra il XI e il XII secolo[40], al tempo della Commedia dell'arte, divenne famosa in quanto rappresentava la figura del Capitano di origine spagnola, vanitoso e bugiardo, che ha più del furfante che dell'uomo d'armi. Secondo l'opinione più accreditata, dal punto di vista etimologico Giangùrgolo vuol dire “Gianni l'ingordo”, per la sua caratteristica distintiva: l'ingordigia. La figura è caratterizzata da una maschera rossa con un nasone di cartone, in testa un cappello a forma di cono, di colore nero, con fascia rossa, ornato con una piuma di pavone. Grande mangiatore, consuma carretti di maccheroni, molto pane e intere botti di vino, adopera la spada per inezie, ma è sempre pronto a fuggire come il vento.La simpatica maschera, era protagonista sui palcoscenici dei teatri secenteschi soprattutto perché rappresentava la realtà regionale e dialettale calabrese durante la dominazione spagnola. Intorno al 1600 le rappresentazioni si diffondono in tutta Italia, un importante interprete è Ottavio Sacco. Ecco cosa si racconta nelle scene: "Nel convento delle Suore di Santa Maria della Stella di Catanzaro,il 24 giugno 1596 nasce il personaggio Giangurgolo. Il suo nome deriva da Giovanni, in onore del Santo del giorno del suo ritrovamento. Trascorre la sua infanzia presso il Convento dei Cappuccini del Monte dei Morti, dove un prete provvede alla sua educazione e insegna al giovane le tecniche di caccia. Ed è proprio in una battuta che inizia la sua storia: nei boschi Giovanni cerca di salvare uno spagnolo che era stato aggredito da briganti; lo spagnolo riceve da lui tutte le cure possibili, ma nonostante tutto muore. Poco prima di morire, in segno di riconoscenza, nomina Giovanni suo erede, consegnandogli, oltre alle sue immense ricchezze, una lettera che contiene il modo per salvare Catanzaro. Da questo momento, in onore del defunto spagnolo, Giovanni tramuta il suo nome in Alonso Pedro Juan Gurgolos (Giangurgolo). Egli inizia la sua personale lotta contro l'occupazione spagnola che in quegli anni si abbatteva su Catanzaro: Giangurgolo si organizza con un carrozzone da teatro col quale, insieme ad alcuni suoi amici, propone spettacoli satirico - politici incitando alla rivolta il popolo catanzarese. Questo piano però fallisce quando le sue intenzioni vengono alla luce e Giangurgolo viene condannato a morte. La scoperta delle sue origini nobili gli salva però la vita, costringendolo però a fuggire in Spagna. La permanenza in quel luogo a lui sconosciuto non dura a lungo, ed egli riesce a tornare a Catanzaro, dove però la peste aveva colpito gran parte della città. Al suo ritorno egli riesce a ritrovare il suo amico di teatro Marco, anch'esso malato, e per un abbraccio tra i due la peste viene trasmessa anche a Giangurgolo. La sua morte chiude il sipario della rappresentazione". |
La tradizione teatrale della città risale al tardo Seicento quando in occasione della nascita dell'erede al trono spagnolo, ci furono quasi due mesi di rappresentazioni che animarono piazza San Giovanni. Le attività teatrali si continuarono a svolgere nelle piazze cittadine e in un piccolo teatro in piazza Duomo, distrutto dal terremoto del 1783.
In seguito venne costruito lo storico Teatro Comunale, progettato dall'architetto Vincenzo De Grazia nel 1818 e terminato nel 1830. Il teatro rappresentava opere di Pergolesi, Rossini, Goldoni, Giacosa e D'Annunzio, Scribe, Sardou, Mirabeau, Dumas, Ibsen, Tolstoj, Shakespeare, Dostoevskij. Ne calcarono il palcoscenico i più noti artisti del tempo, da Ermete Novelli a Ermete Zacconi, da Giovanni Emanuel a Gustavo Salvini.
In seguito alla crisi economica e sociale che investì la città dopo la prima guerra mondiale, il teatro declinò e venne infine demolito nel 1938, mentre l'attività teatrale continuò in modo diseguale con il teatro Masciari, fino alla costruzione del teatro Politeama nel 2002.
Attualmente è sede dell'Accademia D'Arte Teatrale "Officina teatrale". Il terzo polo artistico italiano con Milano e Roma.
Teatro Politeama [modifica]
38°54′21″N 16°35′39″E / 38.90583°N 16.59417°E
Il Teatro Politeama, situato nel centro storico, è stato inaugurato nel 2002, su progetto di Paolo Portoghesi. Occupa lo spazio dove si trovava l'omonimo cinema e teatro costruito negli anni trenta e un vicino mercato coperto della stessa epoca. Il palcoscenico è uno dei più avanzati in Italia dal punto di vista tecnologico ed è il "cuore" del teatro: largo 22,30 m e profondo 20 m, ha un'altezza di 30 m. La sala centrale a forma di ferro di cavallo, intorno a cui si articola l'edificio, riprende la tradizione del teatro classico all'italiana. Lo spazio disponibile è di 53.000 m3 e di 5.700 m².
Tradizioni e folclore [modifica]
Il culto di San Vitaliano da Capua venne introdotto, con la traslazione delle reliquie del santo, giunte dal santuario di Montevergine e da Benevento, in un'apposita cappella della cattedrale voluta dal conte Pietro Ruffo nel 1311. Dopo la rovina della cappella le reliquie furono trasferite ufficialmente dal vescovo Nicolò Orazio nel 1583. Secondo la tradizione dal suo sepolcro sarebbe trasudato un liquido miracoloso detto "manna".
Il santo è ricordato il 16 luglio, in ricordo probabilmente della prima traslazione delle reliquie, ma viene celebrato a Catanzaro anche in occasione della domenica in albis. Nel 1922 fu celebrato solennemente il settimo centenario dell'arrivo delle reliquie.
Cucina [modifica]
La gastronomia di Catanzaro, che affonda le sue radici nella tradizione tipicamente mediterranea, è caratterizzata da una forte presenza di sapori forti e aromatici. Frequente l'uso del peperoncino piccante, presente in quasi tutti i piatti tradizionali, spesso associato ad altre spezie aromatiche come l'origano, il basilico e l'alloro.
Il piatto forte della gastronomica locale è il Morzello (U Morzeddhu in dialetto), di solito servito caldo nella pitta, pane casereccio piuttosto schiacciato e dalla forma circolare, tagliato a libretto. L'ingrediente base è costituito dalle interiora di vitello (diuneddhi), con conserva di peperoni piccanti, sale, origano, alloro, e vino rosso. Simile al Morzello è il soffritto (U Suffrittu), che i catanzaresi amano mangiare a cena la vigilia di Capodanno. È un piatto a base di carne magra di maiale che viene soffritta nella tiana, una caratteristica pentola di terracotta, e insaporita con alloro, origano, vino bianco e concentrato di pomodoro. Anche il soffritto si serve nella pitta.
Altro piatto tipico locale sono i Vermituri ossia le lumache di terra bollite al sugo con l'aggiunta di peperoncino. Il piatto ha radici molto antiche, vengono raccolte durante le prime piogge nel mese di ottobre e la preparazione è rimasta intatta nel tempo. L'usanza prevede che siano lavate bene per eliminare la terra, poi lasciate riposare in un recipiente forato munito di coperchio per 24 ore. Dopo vengono risciacquate e fatte bollire per più di mezz'ora in una padella con olio, pomodori, aglio, sale, origano e peperoncino piccante.
I primi piatti più caratteristici della molto varia cucina catanzarese sono la 'pasta e ceci con finocchi selvatici, la pasta dei mietitori, con un sugo a base di cipolle, zucchine e patate, la pasta di casa (Pasta 'e casa) che ha una preparazione tutta particolare e che è condita con un ragù particolare caratterizzato da 'nduja, carne macinata, carote, patate bollite, peperoni, olio extravergine di oliva, aglio, cipolla, sale e infine parmigiano o pecorino; inoltre la pasta con le alici, preparata con alici sotto sale, mollica di pane e peperoncino piccante. Molto utilizzata la carne di maiale e di manzo.
Altra specialità locale del periodo estivo è la granita di mandorle (detta anche orzata) con la brioche. La tradizione vuole che venga consumata al mattino, inzuppando la brioche calda appena sfornata nella granita di mandorle servita in una coppa di vetro[41].
Tra i dolci i Monaceddhi, ovvero uova sode farcite di cacao e fritte, la pitta 'nchiusa, le "nipitelle", mezzelune di pasta frolla farcite con uva passa, noci e miele. Una tipicità delle feste natalizie è rappresentata dalle cuzzupe, ciambelle decorate con uova, tipiche di Pasqua.
Tra i drink da aperitivo si segnala il cocktail piccante di origine catanzarese chiamato Momò. Molto bevuto soprattutto nei mesi estivi, è composto da Bitter Campari, Vecchio Amaro del Capo, Seltz con l'aggiunta di uno spiedino di frutta e di un peperoncino locale interamente immerso nel drink che rende la bevanda leggermente piccante[42].
Personalità legate a Catanzaro [modifica]
- Francesco Acri, filosofo.
- Corrado Alvaro, scrittore, giornalista e poeta
- Damiano Assanti, patriota e politico
- Umberto Bosco, storico e letterato
- Vittorio Butera, poeta
- Mario Casalinuovo, politico e avvocato
- Aurelio Cassiodoro, politico, letterato e storico
- Antonio Catricalà, giurista
- Nicola Ceravolo, avvocato, storico ex presidente U.S. Catanzaro
- Luigi Daga, magistrato
- Renato Dulbecco, biologo e premio Nobel
- Alfonso Frangipane, pittore, disegnatore e decoratore
- Tommaso Giardino patriota
- George Gissing, scrittore
- Alessandro Grande, regista
- Bernardino Grimaldi, politico
- Margherita Isnardi Parente, filosofa e storica
- Francesco La Monaca, scultore
- Orazio Lupis, presbitero, storico e poeta
- Massimo Mauro, calciatore, attualmente opinionista per Sky
- Riccardo Morandi, architetto
- Massimo Palanca, calciatore, il più importante della storia dell'U.S.
- Pierfrancesco Pingitore, autore e regista
- Claudio Ranieri, calciatore e allenatore, ex capitano in serie A dell'U.S.
- Francesco Saverio Petroni, politico
- Tony Pileggi, pittore e caricaturista
- Mimmo Rotella, pittore
- Felice Tocco, filosofo
- Emilia Zinzi, docente univeristaria e storica d'arte
- Giovanni Battista Zupi, detto Zupus, gesuita, astronomo e matematico.
Eventi [modifica]
- Naca: processione del Venerdì Santo si svolge nel centro storico;
- processione del Corpus Domini;
- Notte Marina si svolge nel quartiere Marina ultimo week-end di luglio
- Festa della Madonna di Porto Salvo: ultima domenica di luglio: parrocchia omonima - piazza A. Garibaldi - quartiere Marina
- Festa di San Giuseppe: 1º maggio: parrocchia omonima - via Mattia Preti rione Piano Casa
- Festa di Santa Rita: 22 maggio: parrocchia Sacro Cuore- quartiere marinaro
- Festa del pane: 13 giugno: Chiesa del Monte, via XX Settembre
- Festa di S. Antonio: 13 giugno: parrocchia omonima - via Elvidio Borelli rione S. Leonardo
- Festa di San Vito: 13-15 giugno:parrocchia Santa Maria di Porto Salvo- Catanzaro Lido
- Fiera di Sant'Antonio e San Vito- piazza A. Garibaldi- Via Bausan- Catanzaro Lido
- Festa di San Giovanni- 24 Giugno-quartiere Santo Janni-
- Festa del patrono san Vitaliano: 16 luglio
- Mirabilia (rappresentazione storica in costume)) 9/16 luglio in coincidenza con la Festa di San Vitaliano
- Fiera di San Lorenzo: 5/10 agosto: quartiere Mater Domini
- Festa della Maria SS. delle Grazie: 1ª domenica di settembre: parrocchia Maria Immacolata - quartiere Pontegrande
- Festa di S. Maria di Zarapoti: 2ª domenica di settembre: parrocchia omonima - via Santa Maria - quartiere S. Maria * Festa di Santa Croce: 3ª domenica di settembre: parrocchia omonima - via Madonna dei Cieli - rione Pontepiccolo
- Festa della Madonna dei Cieli: 3ª domenica di settembre: parrocchia omonima - via Madonna dei Cieli - rione Stadio
- Festa di S. Maria del Carmelo: 3ª domenica di settembre: parrocchia omonima - via Ferdinandea - quartiere Siano
- Festa dell'Uva e fiera del Vino: 2ª settimana di ottobre
- Settembre al Parco delle Biodiversità: 1ª settimana di settembre
- Marinfest: rassegna musicale quartiere Marina - agosto/settembre
- Festival dell'autunno: settembre/dicembre all'Auditorium "Casalinuovo"
- Catanzarock: autunno (selezione regionale Arezzo Wave)
- Fiera della trottola: 2* domenica di ogni mese: corso Mazzini
- Mostra dei presepi: dicembre
- CatanzaroJazz: mesi primaverili
- Carnevale con i carri- Febbraio- Lungomare Catanzaro Lido
La Notte delle Lanterne [modifica]
La Notte delle Lanterne, originariamente denominata La Notte piccante, è una manifestazione che viene organizzata ogni mese di settembre a Catanzaro, nel centro storico, sulla scia della Notte Bianca e consiste nell'organizzazione di varie iniziative culturali o di intrattenimento, di spettacoli vari, all'apertura prolungata di negozi e di musei durante tutta la nottata, con particolare attenzione però alle tradizioni folcloristiche e culinarie della città, che la fanno distinguere appunto dalla classica notte bianca. La Notte delle Lanterne, è articolata in una serie di eventi, mostre, esibizioni, degustazioni, concerti fino all'alba. Si svolgono contemporaneamente una serie di varie iniziative artistiche, culturali, gastronomiche, musicali, mondane e sportive. Tutti i musei, i palazzi d'epoca e le chiese storiche della città rimangono aperti al pubblico per l'occasione e possono essere visitate con il prezioso supporto di guide che restano a disposizione dei cittadini per organizzare itinerari guidati ed illustrare agli stessi i beni artistici in essi custoditi. I concerti generalmente sono in programma ininterrottamente in Piazza Duomo e in Piazza Prefettura.
La manifestazione ha come filo conduttore il colore rosso tipico ed identificativo della tradizione Catanzarese nel suo complesso ed eno-gastronomico in particolare i cui massimi rappresentanti sono il peperoncino, u Morzeddhu, (piatto tipico catanzarese) e il vino locale. Il nome Notte piccante per l'appunto traeva il nome dalla tradizionale cucina catanzarese, nella quale il peperoncino è un elemento fondamentale e caratterizzante. La prima edizione della "Notte Piccante" è stata organizzata il 29 settembre 2007 ed è stata replicata da allora ogni anno rispettivamente il 20 settembre 2008, il 3 ottobre 2009 (originariamente prevista per il sabato precedente ma poi rinviata a causa del maltempo), il 25 settembre 2010 e il 9-10-11 settembre 2011. Dal 2012 la serata cambia il proprio nome in quello attuale.
Geografia antropica [modifica]
Urbanistica [modifica]
| Per approfondire, vedi I tre colli di Catanzaro. |
A causa della situazione orografica l'espansione urbanistica della città si è avuta soprattutto dopo la seconda guerra mondiale: verso nord sono sorti i quartieri San Leonardo, Bellamena e Stadio, e quindi, lungo la strada per la Sila, quelli di Pontepiccolo, Pontegrande, Piterà e Sant'Elia. L'espansione urbana si è sviluppata, mediante la costruzione di nuovi ponti verso est con i quartieri Siano, Campagnella e Cava e verso ovest con i quartieri Gagliano, Mater Domini e Sant'Antonio.
Negli ultimi 20 anni l'abitato si è espanso verso la costa, lungo la valle della Fiumarella e del Corace, verso i quartieri di Sala, Santa Maria, Pistoia, Corvo, Lido e Giovino e intorno a preesistenti piccole frazioni che sono state inglobate nella città.
Con il recente sviluppo urbanistico si sta delineando un modello di città "tripolare" organizzata per funzionalità, in cui il centro cittadino rimarrà polo d'indirizzo politico e organizzativo, il quartiere Lido centro turistico e il nuovo quartiere Germaneto centro universitario e direzionale.
Lungo la costa si è assistito ad una progressiva conglomerazione con alcune frazioni di comuni limitrofi come Roccelletta di Borgia, Caraffa di Catanzaro, Sarrotino, Simeri Crichi.
Suddivisioni storiche [modifica]
| Per approfondire, vedi Antichi rioni di Catanzaro. |
Suddivisioni amministrative [modifica]
Il territorio comunale è suddiviso in 22 quartieri a loro volta ripartiti in vari sobborghi e rioni, inizialmente raggruppati in 11 circoscrizioni e successivamente, dopo il 2005, ridotte a 4.
| Circoscrizione | Quartieri | Superficie in km² | Popolazione | Densità ab./km² |
|---|---|---|---|---|
| I | Sant'Elia - Pontegrande - Pontepiccolo - Gagliano - Mater Domini - Sant'Antonio | 43,25 | 17.285 | 399,67 |
| II | Stadio - Centro storico - San Leonardo | 10,11 | 27.981 | 2.767,66 |
| III | Sala - Siano - Santa Maria - Germaneto | 32,08 | 25.759 | 802,97 |
| IV | Aranceto - Corvo - Fortuna - Lido | 17.81 | 24.974 | 1.402,25 |
Economia [modifica]
Catanzaro con un reddito pro-capite di 18.416[43] € annui è il capoluogo di provincia calabrese con il reddito più elevato. L'economia è stata caratterizzata da periodi di forte sviluppo alternati a fasi di declino. Agli inizi del secolo è sede del primo Congresso eucaristico della regione, oltre ad essere un punto di riferimento commerciale e industriale; risale a questo periodo la nascita di numerose fabbriche, situate nella zona sud, come la "Tonnina" (produzione del tannino) di proprietà francese, la "Ladoga" e la "Gaslini" oltre ad altre fabbriche situate nelle zone di Santa Maria e Sala. Durante la seconda guerra mondiale si assiste ad un declino economico dovuto alla chiusura della maggior parte della precedenti attività produttive. Nel dopoguerra inizia un forte ripresa; in questo periodo è sede della prima Fiera Campionaria del meridione. Attualmente l'economia è incentrata nei settori dei servizi telematici alle imprese e alle amministrazioni pubbliche. Il settore della pubblica amministrazione fa registrare il più alto numero di addetti, seguito da quello dei servizi. Il settore industriale è per lo più rappresentato da aziende di media e piccola dimensione incentrato su produzioni per il mercato locale e nazionale (esempi di aziende catanzaresi degne di nota sono: Guglielmo Caffè, Telespazio Tv, RTC Telecalabria, Cal.Me, SIARC, AZ spa distributore del marchio Sidis per la Calabria). Di recente costruzione la centrale di turbogas della Edison situata all'entrata della città in prossimità del torrente Alli. Catanzaro è il principale mercato agricolo della regione, sede del COMALCA (Centro agroalimentare regionale) ed è anche un importante centro alimentare con numerosi oleifici, pastifici e distillerie.
| Settore | Industrie | Servizi | Amministrazione | Altro |
|---|---|---|---|---|
| Numero di imprese | 1.151 | 2.716 | 633 | 2.227 |
| Addetti per settore | 5.048 | 5.577 | 26.673 | 7.314 |
| Percentuale sul totale | 11,32% | 12,50% | 59,79% | 16,39% |
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Strade [modifica]
Catanzaro non è direttamente servita dalla rete autostradale. L'autostrada più vicina (la A3) corre lungo la costa tirrenica nei pressi di Lamezia Terme, ed è raggiungibile percorrendo la strada statale 280, che ha funzione di raccordo autostradale con caratteristiche di superstrada. La realizzazione di questo collegamento ha comportato la realizzazione di imponenti opere d'arte, necessarie a causa della morfologia della città. Fra di esse spicca il noto Ponte Bisantis, che attraversa la valle della Fiumarella, costruito nel 1962 su progetto dell'ing. Riccardo Morandi.
Un'altra importante arteria che serve Catanzaro è la SS 106 Jonica, che attraversa il quartiere costiero di Lido.
In passato, fino alla realizzazione delle nuove strade a scorrimento veloce, Catanzaro era raggiungibile percorrendo le tortuose strade statali dell'entroterra, la 19 (per Cosenza e Battipaglia) e la 109 (per Petilia Policastro).
Il quartiere direzionale di Germaneto è servito dalle varianti alle strade statali 106 e 280. I lavori per la costruzione di queste due importanti arterie sono stati terminati fra il 2011 e il 2012.
Ferrovie [modifica]
| Per approfondire, vedi Metropolitana di Catanzaro. |
Catanzaro costituisce un nodo ferroviario di importanza regionale.
La città è servita dalla ferrovia Jonica e dalla trasversale Catanzaro - Lamezia che la collega alla ferrovia Tirrenica. Vi è anche una linea a scartamento ridotto, gestita dalle Ferrovie della Calabria, diretta a Cosenza.
La stazione principale della città, posta nel punto di incontro delle tre linee, è quella di Catanzaro Lido, posta nell'omonimo quartiere. Importante anche la stazione di Catanzaro Germaneto, situata nell'omonima zona di espansione nella valle del Corace, alcuni kilometri ad ovest della città.
Il centro cittadino è invece servito dalla linea per Cosenza delle Ferrovie della Calabria, particolarmente dalle stazioni Catanzaro Sala e Catanzaro Città. La tratta urbana di questa linea, comprendente ben 11 stazioni, costituisce un'importante infrastruttura per la mobilità cittadina; il servizio ferroviario (definito impropriamente "metropolitana"[44]) è integrato con la rete di autobus urbani.
Porti [modifica]
38°49′38″N 16°38′5″E / 38.82722°N 16.63472°E
- Superficie totale = 76.000 m²
- Superficie avamportuale = 9.800 m²
- Superficie bacino interno = 67.000 m²
- Superficie a terra = 48.000 m²
Si tratta di un porto turistico sito nel quartiere Lido, costituito da un molo foraneo e da un molo di sottoflutto leggermente distrutti dal mare. Ad uso soprattutto per i pescatori locali come porto rifugio, attualmente sono in fase di completamento i lavori di ristrutturazione con la creazione di una darsena di 280 ml di banchine d'accosto riservata soprattutto per i pescherecci con pontili d'attracco composti da elementi gallegianti della larghezza di 2,50 m e lunghezza 8,60 m e il potenziamento dei due moli principali che porterà la capacità a circa 400 ormeggi così suddivisi:
| Classe | Lunghezza in m | Ormeggio |
|---|---|---|
| A | 18,00 | 16 |
| B | 15,00 | 29 |
| C | 12,00 | 51 |
| D | 10,00 | 60 |
| E | 8,00 | 164 |
| F | 5,50 | 65 |
Aeroporti [modifica]
La città è servita da due aeroporti. Il principale è lo scalo internazionale di Lamezia Terme, posto a circa 30 km di distanza e raggiungibile tramite la statale "dei Due Mari"; l'altro è l'aeroporto di Sant'Anna situato nel comune di Isola di Capo Rizzuto, distante circa 50 km e raggiungibile tramite la statale Jonica.
Mobilità urbana [modifica]
Il sistema dei bus urbani, con fermata anche nei comuni di Gimigliano, San Floro, Caraffa di Catanzaro, Roccelletta di Borgia e Pentone comprende 49 linee ed è gestito dalla società AMC (Azienda per la mobilità di Catanzaro) che gestisce anche i parcheggi con le strisce blu.
Impianti a fune [modifica]
La funicolare di Catanzaro è il mezzo di trasporto più funzionale per chi deve raggiungere il centro provenendo dai quartieri a sud della città. Le stazioni sono tre: "Sala", "Piano Casa" e "Piazza Roma". Il tempo di percorrenza è di circa 5 minuti. Il servizio è gestito dalle Ferrovie della Calabria. Principali caratteristiche dell'impianto:
- Dislivello: 158,23 m;
- Lunghezza della linea: 678,37 m;
- Pendenza media: 28,14%;
- Capacità di ogni vettura: 70 persone;
- Tempo minimo di corsa: 130 secondi;
- Potenzialità massima per senso di marcia: 1575 persone ogni ora;
- Velocità massima di esercizio: 7 m al secondo.
La funicolare è stata attivata nel 1998 ricostruendo parte della tratta a funicolare della cosiddetta "tranvia automotofunicolare", funzionante dal 1910 al 1954.
Amministrazione [modifica]
| Per approfondire, vedi Elezioni comunali a Catanzaro. |
Dal 21 gennaio 2013 il sindaco di Catanzaro è Sergio Abramo (Popolo della Libertà).
Sport [modifica]
Calcio [modifica]
Calcio a 11
L' Unione Sportiva Catanzaro, è la squadra di calcio della città con più presenze in campionati professionistici (7 stagioni in Serie A e 28 in Serie B). È stata finalista nell'edizione 1965-66 della Coppa Italia (sconfitta ai supplementari dalla Fiorentina) e semifinalista nelle edizioni del 1978-79 (sconfitta dalla Juventus) e 1981-82 (sconfitta dall'Inter). Attualmente milita in Lega Pro Prima Divisione.
Le altre squadre di calcio sono: l' U.S.D. Pro Catanzaro 1967 che milita nel girone B calabrese di 1° Categoria, l' U.S.D. Real Catanzaro 1969 che milita nel girone B calabrese di Promozione e l' A.S.D. Real Sporting Catanzaro che milita nel girone F calabrese di 2° Categoria.
Calcio a 5
- Enotria Calcio a 5 (serie c2 2012-13)
- G.S.D. Atletico Catanzaro Stefano Gallo (serie B 2012-13)
- Tre Colli Futsal (serie c1 2012-3)
- Cavita Calcio a 5 (serie c2 2012-13)
- Sant'Elia c5 (serie c2 2012-13)
Calcio Femminile
- A.S.D. Woman Soccer Catanzaro, che disputa sia campionati di calcio a 11, sia campionati di calcio a 5. Nella stagione 2011/2012 ha militato in serie B di calcio a 11. Inoltre ha vinto la Coppa Italia calcio a cinque, ha disputato la finale Coppa Calabria, si è classificata seconda al torneo Regionale Calcio a cinque, ha vinto il Campionato Regionale di calcio a undici, ha partecipato alle final 16 come vincente e rappresentante della Calabria a Velletri Classificandosi terza.
Beach soccer [modifica]
- iGreco Catanzaro, milita nel campionato di serie A ed è una delle squadre più titolate in Italia, con tre scudetti, quattro coppe Italia e una supercoppa italiana. Inoltre si è qualificata al terzo posto nel Mundialito di beach soccer per club, svoltosi in Portogallo.
- Ecosistem Panarea Soccer, milita nel campionato di serie A. È stata la prima società calabrese ad iscriversi in massima serie.
Pallacanestro [modifica]
- Planet Basket Catanzaro (Divisione Nazionale C 2012-13)
Pallavolo [modifica]
- Nuova Tirrenia, milita nel campionato di serie C.
- Aquila Cz, milita nel campionato di serie C.
- Ludens Catanzaro, milita nel campionato di serie C.
- Pallavolo Stella Azzurra, Formazione di Pallavolo Femminile fondata nel 2003 che milita nel Campionato Regionale di Serie D, IIª Divisione, Under 18, Under 16, Under 14, Under 13; Minivolley. Nella stagione 2010/2011 ha raggiunto il record di 140 tesserate.
Football Americano [modifica]
- Highlanders Catanzaro, team fondato nel 2008, nato sulle ceneri degli storici Red Eagles Catanzaro, compagine fondata nel 1985 e scomparsa nel 1994, una delle prime squadre italiane di football americano. Disputa il Campionato Arena (CIF9), campionato a livello nazionale organizzato dalla FIDAF per squadre di Football Americano a 9 giocatori.
Rugby [modifica]
- Catanzaro Rugby
Pallamano [modifica]
- Handball Club Catanzaro, milita in serie C
Ciclismo [modifica]
Per sei volte Catanzaro è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1930, l'ultima nel 2008.
- Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Catanzaro
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1930 | 4ª | Reggio Calabria | 173 | ||
| 1954 | 3ª | Reggio Calabria | 172 | ||
| 1965 | 8ª | Maratea | 103 | ||
| 1972 | 7ª | Cosenza | 151 | ||
| 1996 | 6ª | Crotone | 179 | ||
| 2008 | 4ª | Pizzo Calabro | 183 |
Olimpiadi [modifica]
Il 28 dicembre 2005 Catanzaro è stata tappa del viaggio della Fiaccola olimpica per le Giochi olimpici invernali di Torino 2006.
Ippica [modifica]
Moto d'acqua [modifica]
- Catanzaro è tappa del Campionato Italiano F.I.M. Endurance[46].
- Catanzaro è tappa del Campionato Italiano F.I.M. Circuito[47]
Impianti sportivi [modifica]
- Stadio Nicola Ceravolo, costruito agli inizi del 1900 e inaugurato nel 1919, ha una capienza di 14.750 posti (attualmente ridotta a 7.500) ed è lo stadio più antico della regione;
- PalaGallo (noto come "PalaCorvo") (Basket, calcio a 5, pallavolo, arti marziali, scherma) situato nel quartiere Lido, zona Corvo, ha una capienza di 3.500 posti
- PalaGreco (Basket, calcio a 5, pallavolo, arti marziali) situato nel quartiere Stadio ha una capienza di 3.000 posti
- PalaGiovino (Basket, calcio a 5, pallavolo, pallamano) situato nel quartiere Lido, zona Giovino, ha una capienza di 2.000 posti
- PalaFermi (Basket, calcio a 5, pallamano) situato nel quartiere Lido ha una capienza di 1.000 posti circa
- Stadio A.Curto (Calcio, Rugby) situato nel quartiere Lido ha una capienza di 1.000 posti
- Poligiovino (Calcio, Calcio a 5, atletica leggera, nuoto, arti marziali, scherma) impianto sportivo polifunzionale comprendente una campo da calcio con una capienza di 2.500 posti, pista d'atletica, piscina con 750 posti e strutture per la pratica di varie specialità sportive.
- Centro sportivo Sant'Elia (Calcio, atletica leggera, Rugby)
- Campo scuola Pontegrande area attrezzata per le specialità d'atletica leggera
- Piscina Comunale situata nel quartiere Pontepiccolo
- Campi da Tennis Dopolavoro situati nel quartiere Lido
- Pista campestre Pineta di Giovino area attrezzata per la corsa campestre.
Galleria fotografica [modifica]
-
Ponte Bisantis da Complesso monumentale San Giovanni
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Piazza Garibaldi, Assessorato alla Cultura e Chiesa di San Giovanni
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Corso Mazzini e Chiesa di San Giovanni
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Piazzale esterno del complesso monumentale del San Giovanni
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Edificio eclettico in via Crispi
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Piazza Matteotti e sullo sfondo a destra la Corte d'appello
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Parata della Brigata Catanzaro su Corso Mazzini ad inizio Novecento
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Il centro storico di Catanzaro, colle del Vescovado
-
Centro storico di Catanzaro visto dalle alture retrostanti della Sila
-
L'estensione della città lungo la valle della Fiumarella fino al mare
Bibliografia [modifica]
- Catanzaro storia, cultura, economia a cura di Fulvio Massa, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 1994.
- John A. Davis, Rivolte popolari e controrivoluzione nel Mezzogiorno continentale, Le insorgenze popolari nell'Italia rivoluzionaria e napoleonica (Apr. - Jun., 1998), No. 2, Studi Storici Anno 39.
- Valentina Rao, Le insorgenze popolari nell'Italia rivoluzionaria e napoleonica , Anno 39, Studi Storici.
Note [modifica]
- ^ tuttitalia.it
- ^ Dato Istat al 30/09/2012
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 182.
- ^ Dato Istat al 30/09/2012
- ^ Comuni calabresi per popolazione
- ^ a b Secondo
- ^ Secondo le statistiche del Ministero dell'Università e della Ricerca gli iscritti per l'anno accademico 2006-2007 sono stati 12.472, contro i 31.771 dell'Università di Arcavacata di Rende e i 10.309 dell'Università di Reggio Calabria.
- ^ Slogan del comune
- ^ Secondo
- ^ La Calabria: storia, geografia, arte (di Cesare Sinopoli, Salvatore Pagano, Alfonso Frangipane)
- ^ Hans-Helmut und Armin Wolf, Der Weg des Odysseus : Tunis, Malta, Italien in den Augen Homers,Tübingen : Wasmuth, c1968.
- ^ Ulisse sbarcò in Calabria. Archiviolastampa.it, 24 agosto 1988. URL consultato in data 8 agosto 2011.
- ^ Classificazione sismica 2010
- ^ erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/621%20%5BCatanzaro%5D%20Catanzaro.Txt Tabella climatica
- ^ www.ansa.it/site/notizie/regioni/calabria/news/2008-05-30_130176619.html
- ^ Del 903 è un riferimento, riportato nel Codice Arabo-Siculo dell'Airaldi, alla conquista della città da parte dell'emiro Aba el Aabass.
- ^ Domenico Marincola Pistoia, Notizia storiche intorno a Catanzaro ed alla Calabria.
- ^ Anno 929 in Cronologia bizantina (610-1195). URL consultato in data 16-10-2009. (archiviato dall'url originale)
- ^ (FR) Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve
- ^ ORBIS LATINUS - Letter C
- ^ Giuseppe Matarese "Catanzaro, nel suo nome il segreto della seta"
- ^ a b La Calabria: storia, geografia, arte. URL consultato in data 4-8-2010.
- ^ Terremoto della Calabria del 27 marzo 1638
- ^ Catanzaro storia, cultura, economia a cura di Fulvio Massa, 'Rubbettino Editore', Soveria Mannelli , pp. 121, 1994.
- ^ Catanzaro storia, cultura, economia a cura di Fulvio Massa, 'Rubbettino Editore', Soveria Mannelli , pp. 128, 1994.
- ^ Archivio di Stato di Catanzaro, Projetti-Pubblica Assistenza,, e. 52..
- ^ Catanzaro storia, cultura, economia a cura di Fulvio Massa, 'Rubbettino Editore', Soveria Mannelli , pp. 155, 1994.
- ^ Ferdinando II delle Due Sicilie#I moti del 15 maggio e lo scioglimento del parlamento
- ^ Catanzaro storia, cultura, economia a cura di Fulvio Massa, 'Rubbettino Editore', Soveria Mannelli , pp. 166, 1994.
- ^ Archivio di Stato di Catanzaro Processi politici, 1852, pp. 626, vol. 110.
- ^ Antonino Basile II clero calabrese e la rivolta del 1848 in Calabria, Roma, 1955, arti grafiche A.Chicca.
- ^ Catanzaro storia, cultura, economia a cura di Fulvio Massa, 'Rubbettino Editore', Soveria Mannelli , pp. 171, 1994.
- ^ La giustizia militare nella grande guerra
- ^ Mario Canino; F.Cozzetto, Calabria difficile, Guida, Napoli, 1972, pp.50 sgg.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Dato Istat al 31/12/2010
- ^ Ministero degli Affari Esteri - Rappresentanze Straniere
- ^ Sito ufficiale del Pontificio seminario teologico calabro "San Pio X" di Catanzaro
- ^ Giangurgolo maschera di Calabria, Vittorio Sorrenti - Casa editrice Pubblisfera, 1993
- ^ . http://catanzaro1.soloaffitti.it. URL consultato in data 15-05-2013.
- ^ MOMO’. http://www.caffo.com/. URL consultato in data 15-05-2013.
- ^ Ricchezza dei Comuni
- ^ http://www.comunecatanzaro.it/?q=node/1859
- ^ Salto Ostacoli - Filippo Moyersoen sigla il primo GP di Catanzaro
- ^ http://www.motodacqua.com/calendari/FIMendurance.html
- ^ http://www.motodacqua.com/calendari/Calendari.html
- ^ Galleria fotografica su YouReporter
Voci correlate [modifica]
- Catanzaro Lido
- Antichi rioni di Catanzaro
- Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace
- Brigata Catanzaro
- Cattaro e Zaro
- I tre colli di Catanzaro
- Istmo di Catanzaro
- Morzeddhu
- Museo Storico Militare
- Naca
- Parco della "Biodiversità mediterranea"
- Ponte Bisantis
- Scolacium
- U.S. Catanzaro 1929
- Università degli Studi "Magna Græcia" di Catanzaro
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Catanzaro su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Catanzaro")
- Storia di Catanzaro dal sito della ProLoco.
- Università Magna Grecia
- Città di Catanzaro
