Falerna
| Falerna comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giovanni Costanzo (lista civica Rinascita Democratica Popolare) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°0′0″N 16°10′0″E / 39°N 16.16667°ECoordinate: 39°0′0″N 16°10′0″E / 39°N 16.16667°E | ||||
| Altitudine | 550 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 23,85 km² | ||||
| Abitanti | 4 043[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 169,52 ab./km² | ||||
| Frazioni | Castiglione Marittimo, Falerna Centro Capoluogo, Falerna Marina | ||||
| Comuni confinanti | Gizzeria, Lamezia Terme, Nocera Terinese | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 88042 | ||||
| Prefisso | 0968 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 079047 | ||||
| Cod. catastale | D476 | ||||
| Targa | CZ | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Nome abitanti | falernesi | ||||
| Patrono | S. Tommaso d'Aquino | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Falerna all'interno della provincia di Catanzaro |
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| Sito istituzionale | |||||
Falerna è un comune italiano di 4.050 abitanti[2] della provincia di Catanzaro in Calabria.
La comunità falernese è stata colpita duramente dai fenomeni migratori che interessarono la Penisola all'inizio del XX secolo. Diverse delle 956 vittime della più grave sciagura mineraria mai accaduta negli Stati Uniti d'America[3] - avvenuta il 6 dicembre 1907 a Monongah, West Virginia - erano emigranti provenienti da Falerna. Nel corso del 2006 il Comune di Falerna ha contribuito finanziariamente[4] all'iniziativa della costruzione di un monumento intitolato all' Eroina di Monongah, dedicato alle vedove dei minatori periti nella tragedia e situato nei pressi del Municipio della cittadina della Virginia Occidentale.
Indice |
[modifica] Le origini
Il primo riferimento storico fino ad oggi conosciuto su Falerna è un Regesto Vaticano di novembre 1606, ripreso da padre Francesco Russo nelle sue opere. Il centro abitato di Falerna nacque, presumibilmente, nei primi anni del Seicento, e si popolò di nuove genti a seguito del rovinoso terremoto del 1638, che colpì il Lametino e la Valle del Savuto.
Nei feudi dei d’Aquino, i paesi si trovarono al centro del disastro e i danni furono ingenti. Castiglione, l’antico feudo della famiglia, contò 101 morti e complessivamente, nello stato feudale, i morti furono oltre 4.000.
Il terremoto scoppiò in una fase delicata per la famiglia d’Aquino, quando i feudatari cercavano di arrestare l’esodo della popolazione per disporre di maggiore forza lavoro da utilizzare nello sfruttamento delle campagne, al fine di acquisire ulteriori ricchezze e consolidare il prestigio all’interno della nobiltà calabrese.
L’opera di ricostruzione fu, pertanto, indispensabile, e sotto il dominio di Giovanna Battista d’Aquino, quarta principessa di Castiglione, gli sforzi per combattere la tendenza allo spopolamento portarono al centro dell’attenzione il nuovo centro abitato di Falerna.
Il villaggio si sviluppò alle falde del Monte Mancuso, in posizione ancora più elevata rispetto a Castiglione, su un territorio dove i feudatari raccolsero pastori e agricoltori provenienti dai paesi vicini, promuovendo così la trasformazione dei “pagliai” in case in muratura. Il centro crebbe rapidamente e raccolse tutti i contadini sparsi nei piani di Stia, Carito, Canne e Polpicello.
Nella “numerazione dei fuochi” delle province meridionali, Falerna compare per la prima volta nel 1648 con 32 fuochi; lo stesso anno Castiglione registrava 213 fuochi. Nei Registri per il “Relevio” (tassa dovuta dal feudatario all’atto della prima investitura o nella successione feudale in cui avveniva il trapasso dal primo investito) Falerna figura per la prima volta nel 1636, feudatario Cornelia d’Aquino, assieme a Conflenti, Castiglione, Serrastretta, Martirano, Motta Santa Lucia, Nicastro, Zangarona.
I nuclei familiari di Falerna passarono da 32 nel 1648 a 57 nel 1669, fino ad arrivare a mille abitanti sul finire del Seicento, ivi compresi quelli di Castiglione.
I d’Aquino, trasferitisi prima a Nicastro e poi a Napoli, lasciarono la conduzione dei feudi a diversi procuratori, e nel corso del Settecento Castiglione decadde, cedendo la guida del territorio a Falerna, che nel 1783 arrivò a contare circa 800 abitanti, contro i 366 di Castiglione.
Nel 1799, muore l'ultima feudataria, Vincenzina D'Aquino Pico. Nel 1806, gli occupanti francesi aboliscono la feudalità, attraverso le c.d. Leggi eversive della feudalità. Nel 1807, con legge 19 gennaio, Falerna veniva riconosciuto come luogo, ossia Università, nel governo di Martirano. Col successivo riordino, disposto con decreto 4 maggio 1811, Falerna venne riunito a Castiglione Marittimo, dando vita al comune: Castiglione mantenne il capoluogo per il primo quinquennio, in virtù del suo glorioso e nobile passato. Nel 1816, con il decreto reale 1 maggio n. 360, emanato da Ferdinando I delle Due Sicilie e con il conseguente riordino amministrativo, Falerna fu elevato a capoluogo, in ragione del ridotto peso demografico di Castiglione.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giovanni Costanzo (lista civica Rinascita Democratica Popolare) dal 08/06/2009
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Dato Istat al 30/06/2010
- ^ Disastro di Monongah
- ^ Comune di Falerna, delibera della Giunta Comunale n. 186 del 16.05.2006
[modifica] Bibliografia
- Armando Orlando - Giovanni Nicastri, Castiglione e Falerna. Storia di una comunità del Tirreno, prefazione di Gregorio Corigliano, Calabria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli, 1986, pp. 192 (22 illustrazioni).
- Armando Orlando, Storia di Falerna. Dalle origini ai nostri giorni, Edizioni Valle del Savuto, San Mango d'Aquino, 2000 pp. 86 (38 illustrazioni).
- Armido Cario, Oltre il tempo. Lampi di storia falernese, pubblicato in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia e del bicentenario dell'unione comunale, Ma.Per. Editrice, Nocera Terinese, 2011, pp. 64, ISBN 9788890428067.
- Armido Cario, La chiesa di S.Tommaso a Falerna, "Il Lametino", n. 5/2004, p. 37.
- Armido Cario, Falerna, da casale a comune. Dall’occupazione francese al riflusso spagnolo. Società, istituzioni, economia del comune tirrenico (1811-1815), "Il Lametino", n. 20/2005, p. 37.
- Armido Cario, Falerna e il Risorgimento. Dai Borboni ai Savoia passando per Garibaldi (1815-1860), "Il Lametino", n. 21/2005, p. 37.
- Armido Cario, E i contadini persero il diritto alla terra. La storia del Comune di Falerna (1861-1905), "Il Lametino", n. 22/2005, p. 37.
- Armido Cario, Dai doppiopetti alle camicie nere. Il passaggio di testimone dall’oligarchia borghese alla lobby fascista (1905-1945), "Il Lametino", n. 23/2005, p. 38.
- Armido Cario, Falerna e la primavera del pluralismo. Dalla contrapposizione Dc-Pci alle sfide politiche del XXI secolo (1945-2005), "Il Lametino", n. 24/2005, p. 24.
- Armido Cario, Liturgia sacra e riti profani. Tradizioni e ricorrenze del periodo natalizio, tra storia e leggenda, "Il Lametino", n. 40/2005, p. 22.
- Armido Cario, Istruzione e riscatto sociale in Calabria ed a Falerna, (in quattro parti), "Il Lametino", nn. 41-44/2006.
- Armido Cario - Mario Folino Gallo, Falerna a metà Settecento. Il Catasto onciario del 1752, Comune di Falerna, pubblicato on-line, luglio 2008.
- Catasto onciario di Castiglione - Mario Folino Gallo, Castiglione Marittimo a metà settecento Catasto Onciario 1742, Pro Loco Falerna Luce, pubblicato on-line, luglio 2008.
- I Valdesi a Falerna - Mario Folino Gallo e Vittoria Butera, Falerna e la Comunità Evangelica, Comune di Falerna, pubblicato on-line, marzo 2009.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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