Falerna
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| Falerna | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 550 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 23,85 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 165,78 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Castiglione Marittimo, Falerna Centro Capoluogo, Falerna Scalo | ||||||||
| Comuni contigui: | Gizzeria, Lamezia Terme, Nocera Terinese | ||||||||
| CAP: | 88042 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0968 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 079047 | ||||||||
| Codice catasto: | D476 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 1 (sismicità elevata-catastrofica) | ||||||||
| Nome abitanti: | falernesi | ||||||||
| Santo patrono: | S. Tommaso d'Aquino | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Falerna è un comune di 3.954 abitanti della provincia di Catanzaro.
La comunità falernese è stata colpita duramente dai fenomeni migratori che interessarono la Penisola all'inizio del XX secolo. Diverse delle 956 vittime della più grave sciagura mineraria mai accaduta negli Stati Uniti d'America - avvenuta il 6 dicembre 1907 a Monongah, West Virginia - erano emigranti provenienti da Falerna. Nel corso del 2006 il Comune di Falerna ha contribuito finanziariamente[1] all'iniziativa della costruzione di un monumento intitolato all' Eroina di Monongah, dedicato alle vedove dei minatori periti nella tragedia e situato nei pressi del Municipio della cittadina della Virginia Occidentale.
Indice |
[modifica] Le origini
Il primo riferimento storico fino ad oggi conosciuto su Falerna è un Regesto Vaticano di novembre 1606, ripreso da padre Francesco Russo nelle sue opere. Il centro abitato di Falerna nacque, presumibilmente, nei primi anni del Seicento, e si popolò di nuove genti a seguito del rovinoso terremoto del 1638, che colpì il Lametino e la Valle del Savuto.
Nei feudi dei d’Aquino, i paesi si trovarono al centro del disastro e i danni furono ingenti. Castiglione, l’antico feudo della famiglia, contò 101 morti e complessivamente, nello stato feudale, i morti furono oltre 4.000.
Il terremoto scoppiò in una fase delicata per la famiglia d’Aquino, quando i feudatari cercavano di arrestare l’esodo della popolazione per disporre di maggiore forza lavoro da utilizzare nello sfruttamento delle campagne, al fine di acquisire ulteriori ricchezze e consolidare il prestigio all’interno della nobiltà calabrese.
L’opera di ricostruzione fu, pertanto, indispensabile, e sotto il dominio di Giovanna Battista d’Aquino, quarta principessa di Castiglione, gli sforzi per combattere la tendenza allo spopolamento portarono al centro dell’attenzione il nuovo centro abitato di Falerna.
Il villaggio si sviluppò alle falde del Monte Mancuso, in posizione ancora più elevata rispetto a Castiglione, su un territorio dove i feudatari raccolsero pastori e agricoltori provenienti dai paesi vicini, promuovendo così la trasformazione dei “pagliai” in case in muratura. Il centro crebbe rapidamente e raccolse tutti i contadini sparsi nei piani di Stia, Carito, Canne e Polpicello.
Nella “numerazione dei fuochi” delle province meridionali, Falerna compare per la prima volta nel 1648 con 32 fuochi; lo stesso anno Castiglione registrava 213 fuochi. Nei Registri per il “Relevio” (tassa dovuta dal feudatario all’atto della prima investitura o nella successione feudale in cui avveniva il trapasso dal primo investito) Falerna figura per la prima volta nel 1636, feudatario Cornelia d’Aquino, assieme a Conflenti, Castiglione, Serrastretta, Martirano, Motta S. Lucia, Nicastro, Zangarona.
I nuclei familiari di Falerna passarono da 32 nel 1648 a 57 nel 1669, fino ad arrivare a mille abitanti sul finire del Seicento, ivi compresi quelli di Castiglione.
I d’Aquino, trasferitisi prima a Nicastro e poi a Napoli, lasciarono la conduzione dei feudi a diversi procuratori, e nel corso del Settecento Castiglione decadde, cedendo la guida del territorio a Falerna, che nel 1783 arrivò a contare circa 800 abitanti, contro i 366 di Castiglione. Da allora Castiglione, antico feudo dei d’Aquino, divenne una frazione di Falerna.
[modifica] Il fenomeno evangelico
La fondazione della Chiesa Valdese a Falerna si inserisce in un movimento più generale, che si sviluppò in Italia a metà Ottocento e che fu in diretto contatto con le idee politiche che sfociarono nella formazione della nazione italiana.
Dopo l’Unità d’Italia, si diffuse anche in Calabria un movimento di conversione che consentì la formazione di piccole comunità metodiste, e nacquero così le Chiese di Falerna e di Cosenza, che furono più tardi incorporate nella Chiesa Valdese.
La sociologa francese Elena Cassin, autrice di un saggio sulla vita religiosa in Calabria commissionato dalla Fondazione Nazionale di Scienze Politiche di Parigi, ritiene che nel 1877 si contavano a Falerna 30 convertiti.
Nel 1898 un missionario si recò a visitare la cittadina e subito dopo Raffaele Gatti si fece promotore dell’Associazione Cristiana di Falerna, chiedendo, assieme ad altri 53 cittadini, l’adesione alla Chiesa Valdese. Da quel momento si intensificò la propaganda in seno alle famiglie, e nel giugno 1899 a Falerna prese stabile dimora un Ministro Evangelico, che iniziò l’esercizio del Culto.
Qualche anno dopo fu istituita una scuola vera e propria, frequentata non solo da fanciulli, e furono impartite lezioni di lingua francese ed inglese, con gran sollievo per gli emigrati che tornavano e per le persone che avevano intenzione di emigrare. Nel 1904 fu inaugurato un edificio di proprietà, utilizzato per l’esercizio del Culto e per altre azioni umanitarie.
L’Evangelismo a Falerna, pur dovendo far fronte ai violenti attacchi della gerarchia cattolica, fu caratterizzato da un’intensa e feconda attività, e con il ritorno di qualche emigrato, nei primi anni del Novecento, iniziò una nuova ondata di conversioni che raggiunse pure le masse contadine.
Dopo la pausa obbligata imposta dal Fascismo, il fenomeno riprese con vigore e negli anni Cinquanta si arrivò a contare oltre 70 valdesi, per la maggior parte artigiani ed impiegati. Un gruppo importante, se si considera che in quel periodo lo stesso numero era vantato da Cosenza e Reggio, mentre Catanzaro arrivava a contare un centinaio di convertiti.
Nel 1973 Falerna fu scelta come sede dei campi estivi e per organizzare la Conferenza Distrettuale di Catanzaro.
Ma nel corso degli ultimi anni il fenomeno evangelico ha subìto una battuta d’arresto, e a distanza di settant’anni dalla sua edificazione, è stato venduto l’edificio della Chiesa Valdese, utilizzato per lunghi anni per lo svolgimento di attività umanitarie che hanno contribuito ad elevare le condizioni di vita della cittadina e che hanno lasciato nella memoria collettiva un buon ricordo.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Costanzo (lista civica Rinascita Democratica Popolare) dal 08/06/2009.
Centralino del comune: 0968 95002
Posta elettronica: Info@comune.falerna.cz.it
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Bibliografia
- Armando Orlando - Giovanni Nicastri, Castiglione e Falerna. Storia di una comunità del Tirreno, prefazione di Gregorio Corigliano, Calabria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli, 1986, pp. 192 (22 illustrazioni).
- Armando Orlando, Storia di Falerna. Dalle origini ai nostri giorni, Edizioni Valle del Savuto, San Mango d'Aquino, 2000 pp. 86 (38 illustrazioni).
- Armido Cario, La chiesa di S.Tommaso a Falerna, "Il Lametino", n. 5/2004, p. 37.
- Armido Cario, Falerna, da casale a comune. Dall’occupazione francese al riflusso spagnolo. Società, istituzioni, economia del comune tirrenico (1811-1815), "Il Lametino", n. 20/2005, p. 37.
- Armido Cario, Falerna e il Risorgimento. Dai Borboni ai Savoia passando per Garibaldi (1815-1860), "Il Lametino", n. 21/2005, p. 37.
- Armido Cario, E i contadini persero il diritto alla terra. La storia del Comune di Falerna (1861-1905), "Il Lametino", n. 22/2005, p. 37.
- Armido Cario, Dai doppiopetti alle camicie nere. Il passaggio di testimone dall’oligarchia borghese alla lobby fascista (1905-1945), "Il Lametino", n. 23/2005, p. 38.
- Armido Cario, Falerna e la primavera del pluralismo. Dalla contrapposizione Dc-Pci alle sfide politiche del XXI secolo (1945-2005), "Il Lametino", n. 24/2005, p. 24.
- Armido Cario, Liturgia sacra e riti profani. Tradizioni e ricorrenze del periodo natalizio, tra storia e leggenda, "Il Lametino", n. 40/2005, p. 22.
- Armido Cario, Istruzione e riscatto sociale in Calabria ed a Falerna, (in quattro parti), "Il Lametino", nn. 41-44/2006.
- Armido Cario - Mario Folino Gallo, Falerna a metà Settecento. Il Catasto onciario del 1752, Comune di Falerna, pubblicato on-line, luglio 2008.
- Catasto onciario di Castiglione - Mario Folino Gallo, Castiglione Marittimo a metà settecento Catasto Onciario 1742, Pro Loco Falerna Luce, pubblicato on-line, luglio 2008.
- I Valdesi a Falerna - Mario Folino Gallo e Vittoria Butera, Falerna e la Comunità Evangelica, Comune di Falerna, pubblicato on-line, marzo 2009.
[modifica] Note
- ^ Comune di Falerna, delibera della Giunta Comunale n. 186 del 16.05.2006


