Gasperina

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Gasperina
comune
Gasperina – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
Sindaco Gregorio Gallello (Gasperina cambia) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 38°44′00″N 16°30′00″E / 38.733333°N 16.5°E38.733333; 16.5 (Gasperina)Coordinate: 38°44′00″N 16°30′00″E / 38.733333°N 16.5°E38.733333; 16.5 (Gasperina)
Altitudine 489 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 2 124[1] (31-10-2012)
Densità 354 ab./km²
Frazioni Aurunci, Melitì, Montagnola, Pilinga, Zilleria
Comuni confinanti Montauro, Montepaone, Palermiti
Altre informazioni
Cod. postale 88060
Prefisso 0967
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079056
Cod. catastale D932
Targa CZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti gasperinesi
Patrono sant'Innocenzo Martire
Giorno festivo 6 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gasperina
Posizione del comune di Gasperina all'interno della provincia di Catanzaro
Posizione del comune di Gasperina all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Gasperina è un comune di 2.124 abitanti della provincia di Catanzaro, sorge su una collina che si affaccia sulla costa jonica della Calabria.

Cenni Storici[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista storico, non vi sono notizie certe sulla fondazione di Gasperina; è da ritenersi, tuttavia, che il primo nucleo dell’abitato sia sorto intorno ai secoli VII-VIII d.C. ad opera di popolazioni rivierasche che, per sfuggire alle incursioni dei pirati saraceni, si spostarono dal litorale trovando rifugio nelle parti più nascoste delle prospicienti colline dalle quali era più facile scorgere il nemico, senza essere visti e, quindi, provvedere alla difesa. Le prime notizie certe risalgono all’epoca normanna e al Conte Ruggero che, affascinato dalla personalità di San Brunone di Colonia, indusse questi a fondare l’eremo di Santo Stefano del Bosco, dotandolo di ricche ed estese donazioni, tra cui il casale di “Gasparrina”.

Da quel momento la storia di Gasperina si lega indissolubilmente a quella della Certosa di Serra San Bruno e, per secoli, ne seguirà le vicende. Fatto di certa importanza fu la costruzione del Monastero di S. Giacomo detto anche “Grancia di Sant’Anna”, dal nome della collina sulla quale fu eretto, nel territorio di Montauro a limite con Gasperina.

Le disposizioni del Conte Ruggero furono poi rinnovate dagli altri sovrani normanni, dagli Svevi e poi ancora da Carlo V d’Asburgo e da Carlo II di Spagna.

La storia di Gasperina si intreccia, per altri versi, con quella del Principato di Squillace. Infatti, nel 1497, la comunità di Gasperina finì, insieme a tanti altri casali, sotto la potestà di Goffredo Borgia della casata di Papa Alessandro VI e sposo di Sancia, figlia di Alfonso II di Napoli. Dopo alterne vicende e dopo il catastrofico terremoto del 1783, l’immensa proprietà del monastero venne incamerata dal governo dell’epoca e in seguito, nel 1819, ceduta a vari acquirenti. In anni ancora successivi la comunità di Gasperina, divenuta autonoma, in virtù dell’antico prestigio e forte dei suoi valori spirituali e morali, quale sede naturale di incontri, traffici, commerci, attività artigianali e rurali, diviene Capitale di Mandamento ed è sede di numerosi uffici periferici dello Stato (Giustizia con la Pretura, Finanza, Lavoro, Difesa con la Leva, ecc.) In epoche recenti, Gasperina ha seguito le vicende che, dal punto di vista politico, sociale, economico, hanno caratterizzato tutto il Mezzogiorno d’Italia: crisi, emigrazione massiccia, spopolamento.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Secondo la leggenda, la statua della Madonna dei Termini fu trovata in mare da alcuni pescatori. Contesa dagli abitanti di Gasperina, Montauro e Montepaone fu posta al di sopra di un carro trainato da due buoi e sarebbe rimasta nel luogo dove questi ultimi si sarebbero fermati. Poco prima del borgo Gasperina, i buoi si sarebbero fermati e inginocchiati esattamente nel luogo dove oggi sorge l'omonimo santuario all'interno del quale sarebbe custodita la statua.
  • Durante la seconda guerra mondiale il paese è sempre stato risparmiato dai bombardamenti, secondo gli anziani del luogo ciò è dovuto alla presenza di un'importante personalità all'interno del palazzo Manni sito nell'omonima via, in stretto contatto e costante collegamento via radio con il Duce in persona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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