Gimigliano

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Gimigliano
Gimigliano - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Calabria
Provincia: stemma Catanzaro
Coordinate: 38°58′0″N 16°32′0″E / 38.96667, 16.53333Coordinate: 38°58′0″N 16°32′0″E / 38.96667, 16.53333
Altitudine: 600 m s.l.m.
Superficie: 32,5 km²
Abitanti:
3.612
Densità: 111,3 ab./km²
Frazioni: Cavorà, Tre Arie Corbino, Madonna di Porto, Umbri, Canne, Cuturelle 
Comuni contigui: Carlopoli, Catanzaro, Cicala, Decollatura, Fossato Serralta, Pentone, San Pietro Apostolo, Sorbo San Basile, Soveria Mannelli, Tiriolo
CAP: 88045
Pref. telefonico: 0961
Codice ISTAT: 079058
Codice catasto: E031 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: gimiglianesi 
Santo patrono: San Giuseppe 
Giorno festivo: 19 marzo 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Gimigliano è un comune di 3.612 abitanti della provincia di Catanzaro. Parte del centro abitato, soprattutto la parte bassa e ormai conurbato con i quartieri nord di Catanzaro.

Indice

[modifica] Geografia

Gimigliano è posto nel versante meridionale della Sila Piccola, su un monte ("Monte San Salvatore") che si affaccia nella valle del Corace. Esistono due distinte località ciascuna delle quali può essere considerata nucleo urbano di Gimigliano: Gimigliano superiore (in dialetto "Susu") e Gimigliano inferiore (in dialetto "Jiusu").

[modifica] Geologia

La zona di Gimigliano è alquanto complessa dal punto di vista geologico, ed è stata oggetto di numerosi studi, per la coesistenza di rocce di differente origine, natura ed età. Ne sono espressione la presenza di due pietre che sono state utilizzate fino a un recente passato in edilizia: il "marmo rosa" (marmo persichino) e la "pietra verde", una roccia metamorfica (ofiolite) molto comune nel massiccio del Reventino[1]. Walter Alvarez ha ipotizzato che queste ultime formazioni si siano originate durante le fasi di chiusura dell'Oceano Tetide, per la collisione della Placca africana con quella euroasiatica che ha dato origine alle catene montuose delle Alpi, si siano staccate dalle Alpi e trasportate nella posizione attuale[2].

[modifica] Storia

Il monte San Salvatore cominciò a essere popolato alla fine del IX secolo verosimilmente da immigrati delle coste ioniche che cercavano rifugio dalle incursioni dei Saraceni. I due nuclei urbani si formarono in seguito all'invito del generale bizantino Niceforo Foca il vecchio, durante la vittoriosa campagna nel biennio 885-886, a stabilirsi in kastellion, borghi posti nelle alture più facilmente difendibili grazie alla configurazione naturale del terreno, [3]. Nei secoli seguenti le vicende politiche di Gimigliano furono le stesse di quelle di Tiriolo: nel 1481 fu acquistata dai Carafa di Soriano che nel 1630 la vendettero alla famiglia dei Cicala la quale resse il paese fino al 1806, anno in cui, per la legge 24 del 2 agosto 1806, fu abolita la feudalità. Nel 1807, l'anno in cui Gimigliano ottenne l'autonomia amministrativa, l'abitato venne dato alle fiamme dai francesi di Giuseppe Bonaparte.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Eventi e tradizioni

Per approfondire, vedi la voce Festa della Madonna di Porto.

La festa della Madonna di Porto ha una durata di tre giorni. Il rituale civile-religioso inizia la domenica di Pentecoste e si conclude la sera del martedì.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Massimo Chiarella (lista civica Rinascita per Gimigliano) dal 08/06/2009
Centralino del comune: 0961 995014
Posta elettronica: segreteriagimigliano@alice.it

[modifica] Personalità legate a Gimigliano

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Punturo R. et al, "Le cave storiche della 'Pietra Verde' di Gimigliano e Monte Reventino (Calabria): studio petrografico e geochimica." Acc. Gioen. Sci. Nat., Catania, 37(364): 35-57, 2004.
  2. ^ Walter Alvarez (August 2005). Structure of the monte Reventino greenschist folds: a contribution to untangling the tectonic-transport history of Calabria, a key element in Italian tectonics . J. Struct. Geol. 27 (8): 1355-1378. DOI:10.1016/j.jsg.2005.05.012.
  3. ^ Ulderico Nisticò (dicembre 1999). Ascendant ad montes. La difesa passiva ed attiva della costa ionica in età bizantina . Vivarium Scyllacense. Bollettino dell'Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria. 10 (2): 41-118.
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