Emigrazione italiana
L'Italia è stata interessata al fenomeno dell'emigrazione soprattutto nei secoli XIX e XX. Il fenomeno ha riguardato dapprima il Settentrione (Piemonte, Veneto e Friuli in particolare) e, dopo il 1880, anche il Mezzogiorno. Dai porti del mediterraneo partirono molte navi con migliaia di italiani diretti in America per l'economia più favorevole.
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Caratteristiche [modifica]
Tra il 1860 e il 1985 sono state registrate più di 29 milioni di partenze dall'Italia[1]. Nell'arco di poco più di un secolo un numero quasi equivalente all'ammontare della popolazione al momento dell'Unità d'Italia (23 milioni nel primo censimento italiano) si trasferì in quasi tutti gli Stati del mondo occidentale e in parte del Nord Africa.
Si trattò di un esodo che toccò tutte le regioni italiane. Tra il 1876 e il 1900 interessò prevalentemente le regioni settentrionali, con tre regioni che fornirono da sole circa il 47% dell'intero contingente migratorio: il Veneto (17,9%), il Friuli-Venezia Giulia (16,1%) ed il Piemonte (13,5%)[2]. Nei due decenni successivi il primato migratorio passò alle regioni meridionali, con quasi tre milioni di persone emigrate soltanto da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, e quasi nove milioni da tutta Italia.
Si può distinguere l'emigrazione italiana in due grandi periodi: quello della grande emigrazione tra la fine del XIX secolo e gli anni trenta del XX secolo (dove fu preponderante l'emigrazione americana) e quello dell'emigrazione europea, che ha avuto inizio a partire dagli anni cinquanta.
La grande emigrazione [modifica]
| (PT) « Que coisa entendeis por uma nação, senhor ministro?". È a massa dos infelizes? Plantamos e ceifamos o trigo, mas nunca provamos do pão branco. Cultivamos a videira, mas não bebemos o vinho. Criamos os animais, mas não comemos a carne... Apesar disso, vós nos aconselhais a não abandonar a nossa pátria. Mas è uma pátria a terra em que não se consegue viver do próprio trabalho? » |
(IT) « Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro? » |
| (Risposta di un emigrante italiano ad un ministro italiano, sec. XIX[3][4][5][6], riportata da Costantino Ianni - Homens sem paz, Civilização Brasileira, 1972, ed esposta nel Memoriale dell'immigrato di San Paolo) | |
La grande emigrazione ha avuto come punto d'origine la diffusa povertà di vaste aree dell'Italia e la voglia di riscatto d'intere fasce della popolazione, la cui partenza significò per lo Stato e la società italiana un forte alleggerimento della "pressione demografica": infatti in media ogni famiglia aveva ben dieci o più figli. Essa ebbe come destinazioni soprattutto l'America del sud ed il Nord America (in particolare Argentina, Stati Uniti e Brasile, paesi con grandi estensioni di terre non sfruttate e necessità di mano d'opera) e, in Europa, la Francia. Ebbe modalità e forme diverse a seconda dei paesi di destinazione.
A partire dalla fine del XIX secolo vi fu anche una consistente emigrazione verso l'Africa, che riguardò principalmente l'Egitto, la Tunisia ed il Marocco, ma che nel secolo XX interessò pure l'Unione Sudafricana e le colonie italiane della Libia e dell'Eritrea.[7]
Negli Argentina e in Stati Uniti si caratterizzò prevalentemente come un'emigrazione di lungo periodo, spesso priva di progetti concreti di ritorno in Italia, mentre in Brasile ed Uruguay fu sia stabile che temporanea (emigración golondrina[8]).
I periodi interessati dal movimento migratorio vanno dal 1876 al 1915 e dal 1920 al 1929 circa. Sebbene il fenomeno fosse già presente fin dai primi anni dell'Unità d'Italia è nel 1876 che viene effettuata la prima statistica sull'emigrazione a cura della Direzione Generali di Statistica.
Si stima che solo nel primo periodo partirono circa 14 milioni di persone[2] (con una punta massima nel 1913 di oltre 870.000 partenze), a fronte di una popolazione italiana che nel 1900 giungeva a circa 33 milioni e mezzo di persone.
Molti piccoli paesi (in particolare quelli a tradizione contadina) si spopolarono. Particolare il caso del comune di Padula, piccolo centro nel salernitano, che tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo ha visto, nell'arco di 10 anni, la sua popolazione dimezzarsi.[9]
L'emigrazione americana [modifica]
La simbolica data d'inizio dell'emigrazione italiana nelle Americhe può essere considerata il 4 ottobre 1852, quando venne fondata a Genova la Compagnia Transatlantica per la navigazione a vapore con le Americhe, il cui principale azionista era Vittorio Emanuele II. Tale compagnia, all'uopo, commissionò ai cantieri navali di Blackwall i grandi piroscafi gemelli Genova, varato il 12 aprile 1856, e Torino, varato il successivo 21 maggio.[10]
L'emigrazione nelle Americhe fu enorme nella seconda metà dell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Quasi si esaurì durante il Fascismo, ma ebbe una piccola ripresa subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Le nazioni dove più si diressero gli emigranti italiani furono gli Stati Uniti, il Brasile e l'Argentina nel Sudamerica. In questi tre Stati attualmente vi sono circa 74,1 milioni di discendenti di emigrati italiani.
Una quota importante di Italiani andò in Uruguay, dove i discendenti di Italiani nel 1976 erano 1.300.000 (oltre il 40% della popolazione, per via della ridotta dimensione dello Stato).[11]
Quote consistenti di emigranti italiani si diressero anche in Venezuela e in Canada, ma vi furono anche nutrite colonie di emigranti italiani in Cile, Peru, Messico, Paraguay, Cuba e Costa Rica.
Praticamente l'emigrazione massiccia italiana nelle Americhe si esaurì negli anni sessanta, dopo il miracolo economico italiano, anche se continuò fino agli anni ottanta in Canada[12] e Stati Uniti.
L'emigrazione europea [modifica]
L'emigrazione europea della seconda metà del XX secolo, invece, aveva come destinazione soprattutto stati europei in crescita come Francia (a partire dagli anni 1850)[13], Svizzera, Belgio (a partire dagli anni 1940)[14][15] e Germania ed era considerata da molti, al momento della partenza, come un'emigrazione temporanea - spesso solo di alcuni mesi - nella quale lavorare e guadagnare per costruire, poi, un migliore futuro in Italia. Tuttavia questo fenomeno non si verificò e molti degli emigranti sono rimasti nei paesi di emigrazione.
Lo stato italiano firmò nel 1955 un patto di emigrazione con la Germania con il quale si garantiva il reciproco impegno in materia di migrazioni e che portò quasi tre milioni di italiani a varcare la frontiera in cerca di lavoro. Al giorno d'oggi sono presenti in Germania circa 650.000 cittadini italiani fino alla quarta generazione, mentre sono più di 500.000 in Svizzera: prevalentemente di origine siciliana, calabrese, abruzzese e pugliese, ma anche veneta ed emiliana dei quali molti ormai con doppio passaporto e possibilità di voto in entrambe le nazioni.
In Belgio e Svizzera le comunità italiane restano le più numerose rappresentanze straniere, e nonostante molti facciano rientro in Italia dopo il pensionamento, spesso i figli e i nipoti restano nelle nazioni di nascita, dove hanno ormai messo radici.
Un importante fenomeno di aggregazione che si riscontra in Europa come anche negli altri paesi e continenti meta dei flussi migratori italiani è quello dell'associazionismo di emigrazione. Il Ministero degli Esteri calcola che sono presenti all'estero oltre 10.000 associazioni costituite dagli emigrati italiani nel corso di oltre un secolo. Associazioni di mutuo soccorso, culturali, di assistenza e di servizio, che hanno costituito un fondamentale punto di riferimento per le collettività emigrate nel difficile percorso di integrazione nei paesi di arrivo. Le maggiori reti associative di varia ispirazione ideale, sono oggi riunite nella CNE (Consulta Nazionale dell'Emigrazione). Una delle maggiori reti associative presente nel mondo, assieme a quelle del mondo cattolico è quello della FILEF - Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie.
Emigrazione interna [modifica]
Un primo tipo di emigrazione "interna" che caratterizzò la seconda metà dell'Ottocento e la prima del novecento fu quella che dai territori irredenti (in particolare da Trentino-Alto Adige e Venezia Giulia) portava gli emigranti ai lavori stagionali verso il vicino regno d'Italia: "segantini" (impiegati nella sega a mano dei tronchi), "moléti" (arrotini) e salumai; le donne invece emigravano per lavorare nelle città come badanti o personale di servizio nelle famiglie ricche. Tale emigrazione era usualmente stagionale (soprattutto per gli uomini)e caratterizzava il periodo invernale in cui i contadini non potevano lavorare la terra. Questo contesto migratorio di fine ottocento fu studiato dal prete trentino e giudicariese don Lorenzo Guetti,[16]padre della cooperazione trentina, che in un suo articolo scriveva "Se non ci fosse l'Italia, noi giudicariesi, dovremmo crepare dalla fame".[17]
Le migrazioni interne diventarono poi importanti negli anni '50 e '60, esse furono essenzialmente di due tipi:
- Gentlemen Migration ovvero lo spostamento di giovani rampolli dalle campagne alle città per motivi di studi.
- Trasferimento nelle città industriali dell'area Nord-ovest di giovani maschi, sposati o in procinto, con basso titolo di studio, prevalentemente dal Sud e dal Triveneto. Le donne, invece, emigrarono secondo il modello "catena di richiamo" ovvero partono prima gli uomini e successivamente c'è il ricongiungimento familiare.
A partire dal 1995 l'istituto SVIMEZ (Istituto Sviluppo Mezzogiorno) inizia ad osservare una certa ripresa dell'emigrazione interna. L'origine dei flussi continua ad essere dalle regioni del Mezzogiorno ma la destinazione prevalente è diretta, adesso, verso il Nord-est e parte del Centro. Le regioni più attive sono la Lombardia orientale, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria.
Tuttavia la figura dell'emigrante contemporaneo è in generale molto diversa dal suo omologo della generazione precedente. Infatti solo alcuni emigrano insieme alla famiglia, la maggior parte lo fa individualmente, si sottopone a lunghi spostamenti pendolari e condivide con altri, nella stessa condizione, un alloggio, spesso sovraffollato. Sull'asse dell'emigrazione sud-nord, bisogna segnalare i laureati che non trovando lavoro nelle vicinanze di casa, si spostano nelle regioni del nord, dove la richiesta di "cervelli" (insegnanti, medici, avvocati, ecc.) è costante, con una domanda spesso superiore all'offerta, in particolare per quel che concerne la scuola. Un altro filone è rappresentato da giovani arruolati nelle forze dell'ordine (Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia) che prestano servizio nelle caserme del nord.
Oriundi italiani [modifica]
Nei secoli XIX e XX, quasi 30 milioni di italiani hanno lasciato l'Italia con destinazioni principali le Americhe, l'Australia e l'Europa occidentale.[1]
Attualmente vivono circa 80 milioni di oriundi italiani[18][19] in differenti nazioni del mondo: i più numerosi sono in Argentina, Brasile e Stati Uniti d'America.
Si consideri che un oriundo può avere anche solo un antenato lontano nato in Italia, quindi la maggioranza degli oriundi ha solo il cognome italiano (e spesso neanche quello) ma non la cittadinanza italiana.
In molti Paesi, specialmente del Sud America, le stime sono molto approssimative poiché non esiste alcun tipo di censimento sulle proprie origini (come accade invece in Stati Uniti o Canada).
Comunque, la cifra totale degli oriundi italiani oscilla approssimativamente intorno agli 80 milioni, secondo i Padri Scalabriniani.[20]
| Principali comunità di oriundi italiani nel mondo | Note | ||
|---|---|---|---|
| 25 milioni (circa 13-14% pop. totale) | italo-brasiliani (categoria) | [21][22] | |
| 24 milioni (circa 50% pop. totale) | italo-argentini (categoria) | [1][23] | |
| 18.086.617 (circa 6% pop. totale) | italoamericani (categoria) | [24] | |
| 4 milioni (circa 6% pop. totale) | italo-francesi (categoria) | [1][25] | |
| 1.445.335 (circa 4% pop. totale) | italo-canadesi (categoria) | [26] | |
| 1.5 milioni (circa 44% pop. totale) | italo-uruguaiani (categoria) | [1][27] | |
| 900.000 (circa 3% pop. totale) | italo-venezuelani (categoria) | [28] | |
| 852.421 (circa 4% pop. totale) | italo-australiani (categoria) | [29] | |
| 850.000 ( <1% pop. totale) | italo-messicani (categoria) | ||
| 750.000 (< 8% pop. totale) | Italo-cileni (categoria) | [30] | |
| 700.000 (< 1% pop. totale) | italo-tedeschi (categoria) | ||
| 527.817 (circa 7% pop. totale) | italo-svizzeri (categoria) | ||
| 500.000 (< 1% pop. totale) | italo-britannici (categoria) | ||
| 290.000 (circa 2,6% pop. totale) | italo-belgi (categoria) | [31] | |
| 180.000 (circa 1,7% pop. totale) | Italo-peruviani (categoria) | ||
| 100.000 (circa 1,4% pop. totale) | Italo-paraguaiani (categoria) | ||
Bisogna precisare che queste stime si riferiscono agli oriundi, e quindi non tengono conto degli italiani residenti all'estero, censiti dall'AIRE[32].
Emigrazione italiana moderna [modifica]
Nei primi anni 2000 si è attenuato il flusso emigratorio dall'Italia nel mondo, caratterizzato attualmente per un quarto da professionisti spesso laureati (la cosiddetta "fuga dei cervelli").
Resta comunque una collettività di oltre 4 milioni di Italiani residenti all'estero, anche se ridotta di molto dai 9.200.000 dei primi anni venti (quando era circa un quinto dell'intera popolazione italiana).[33]
Il "Rapporto Italiani nel Mondo 2011" realizzato della Fondazione Migrantes, che fa capo alla Cei, ha precisato che:
| « Gli italiani residenti all'estero al 31 Dicembre 2010 risultavano 4.115.235 (il 47,8% sono donne).[34] La comunità italiana emigrata continua ad aumentare sia per nuove partenze, che proseguono, sia per crescita interna (allargamento delle famiglie o persone che acquistano la cittadinanza per discendenza). L'emigrazione italiana si concentra in prevalenza tra l'Europa (55,8%) e l'America (38,8%). Seguono l'Oceania (3,2%), l'Africa (1,3%) e l'Asia con lo 0,8%. Il Paese con più italiani è la Argentina (648.333) seguito da Germania (631.243) e Svizzera (520.713).Inoltre, il 54,8% degli emigrati italiani è di origine meridionale (oltre 1 milione e 400 mila del Sud e quasi 800mila delle Isole); il 30,1% proviene dalle regioni settentrionali (quasi 600mila dal Nord-Est e 580mila dal Nord-Ovest); il 15% (588.717) è, infine, originario delle regioni centrali. Gli emigrati del Centro-Sud sono la stragrande maggioranza in Europa (62,1%) e in Oceania (65%). In Asia e in Africa, invece, la metà degli italiani proviene dal Nord. La regione che ha più emigrati è la Sicilia (646.993), seguita da Campania (411.512), Lazio (346.067), Calabria (343.010), Puglia (309.964) e Lombardia (291.476). Quanto alle province con più italiani all'estero, il record spetta a Roma (263.210), seguita da Agrigento (138.517), Cosenza (138.152), Salerno (108.588) e Napoli (104.495).[35] » |
Nel 2008, circa 60.000 italiani hanno cambiato nazionalità di residenza, provenendo per lo più dal Nord Italia (74%) e prediligendo la Germania come patria di adozione (12% del totale emigrato).[36]
Film sull'emigrazione italiana [modifica]
- 1948 Emigrantes di Aldo Fabrizi
- 1950 Il cammino della speranza di Pietro Germi con Raf Vallone
- 1959 I magliari di Francesco Rosi con Alberto Sordi: storia di emigrati in Germania
- 1960 Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti con Alain Delon, Claudia Cardinale, Katina Paxinou
- 1960 Napoletani a Milano con Edoardo de Filippo
- 1964 Siamo italiani di Alexander J. Seiler coadiuvato da Rob Gnant e June Kovach
- 1964 Il gaucho con Vittorio Gassman, Amedeo Nazzari e Nino Manfredi, commedia all'italiana che considera anche gli emigrati italiani in Argentina
- 1971 Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata di Luigi Zampa con Alberto Sordi e Claudia Cardinale
- 1971 Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo con Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla
- 1973 Pane e cioccolata, soggetto e sceneggiatura di Franco Brusati, con la straordinaria interpretazione di Nino Manfredi
- 1978 Emigration di Nino Jacusso
- 1978 I fabbricasvizzeri di Rolf Lyssy: film satirico sull'integrazione forzata
- 1979 Alamanya Alamanya, Germania Germania di Hans Andreas Guttner
- 1980 Ritorno a casa film documentario di Nino Jacusso
- 1987 China Girl di Abel Ferrara: storia di emigrati negli USA, uno dei quali si fidanza con una ragazza cinese
- 1988 Mamma Lucia, miniserie televisiva prodotta in USA tratta dall'omonimo romanzo di Mario Puzo, regia di S.Cooper
- 1989 Fa' la cosa giusta di Spike Lee, interpretato dallo stesso regista con Danny Aiello e John Turturro: storia di conflitto etnico tra italoamericani e afroamericani di New York
- 1993 Nel continente nero con Diego Abatantuono, commedia che considera anche gli emigrati italiani in Kenya
- 1994 Lo zio d'America
- 1995 O Quatrilho - Il quadriglio con Patrícia Pillar e Glória Pires, fu nominato all'Oscar al miglior film straniero. Storia conflittuale di due famiglie italiane emigrate in Brasile.
- 1996 Il barbiere di Rio, con Diego Abatantuono, commedia che considera anche gli emigrati italiani in Brasile
- 1999 Terra Nostra, telenovela prodotta in Brasile
- 1999 Oriundi, con Anthony Quinn, Leticia Spiller e Paulo Betti, regia di Ricardo Bravo, il racconto di quattro generazioni della famiglia Padovani, veneti emigrati a Curitiba all'inizio del 1900
- 2001 Azzurro, regia di Denis Rabaglia con Paolo Villaggio
- 2001 Come l'America, miniserie televisiva della RAI con Sabrina Ferilli: storia di emigranti dal Polesine in Canada dopo l'alluvione del 1951
- 2002 Vento di settembre, di Alexander J.Seiler
- 2003 Marcinelle, miniserie televisiva della RAI sul disastro di Marcinelle
- 2004 Corrispondenza d'amore, italiani emigrati in Australia
- 2004 La terra del ritorno, miniserie televisiva di Mediaset con Sophia Loren e Sabrina Ferilli: storia di emigranti in Canada
- 2005 Sacco e Vanzetti di Fabrizio Costa con Ennio Fantastichini e Sergio Rubini prodotta da Mediaset
- 2006 Monongah, Marcinelle americana, documentario del più grave incidente sul lavoro della storia statunitense che è pure il più luttuoso disastro nella storia dei minatori italiani emigrati
- 2006 Nuovomondo di Emanuele Crialese, nella quale l'emigrazione italiana durante il ventesimo secolo viene raccontata attraverso le vicende di una famiglia siciliana, i Mancuso
- 2007 Merica di F.Ferrone, M.Manzolini, F.Ragazzi, documentario sull'emigrazione italiana in Brasile e sul rientro dei brasiliani in Italia
- 2010 Una vita tranquilla di Claudio Cupellini, con Toni Servillo, nel quale il protagonista è un ex camorrista emigrato da quindici anni in Germania rifacendosi un nome ed una vita.
Note [modifica]
- ^ a b c d e La diaspora italiana in cifre. URL consultato in data 19-5-2010.
- ^ a b c Fonte: Rielaborazione dati Istat in Gianfausto Rosoli, Un secolo di emigrazione italiana 1876-1976, Roma, Cser, 1978
- ^ (PT) [1]
- ^ Introdução
- ^ http://www.familiasoldati.com.br/1042.html
- ^ Carlos Fatorelli: QUE COISA ENTENDEIS POR UMA NAÇÃO?
- ^ Emigrazione italiana in Africa
- ^ Cfr. a tale proposito Google libri
- ^ Informazioni sul progetto "Padulesi all'Estero"
- ^ Alfredo Comandini, L'italia nei cento anni del secolo XIX, Tomo III 1850-1860, Antonio Vallardi Editore, Milano, 1907-1918
- ^ Favero, Luigi e Tassello, Graziano. Cent'anni di emigrazione italiana (1876-1976) p.86
- ^ Broggini, 2009.
- ^ Fonte: quid.fr (FR)
- ^ (FR) Belgique: 60 ans d' intégration italienne
- ^ (FR) L'immigration italienne
- ^ Notizie tratte dal sito http://www.donguettilorenzo.com
- ^ Citazione tratta da http://www.donguettilorenzo.com/2012/02/effetti-della-neve-statistica-sugli.html
- ^ Fondazione Migrantes: Oriundi ed emigrazione italiana nel mondo (dal quotidiano "Repubblica" del 21/06/11)
- ^ [2]
- ^ Scalabriniani
- ^ Dati dell'ambasciata italiana in Brasile
- ^ italplanet
- ^ Unos 20 millones de personas que viven en la Argentina tienen algún grado de descendencia italiana - Asteriscos.Tv
- ^ U.S Census Bureau - Selected Population Profile in the United States
- ^ Documento "Italiens" del CIRCE dell'Università Sorbona - Parigi 3
- ^ Canadesi
- ^ Favero, Luigi e Tassello, Graziano. Cent'anni di emigrazione italiana (1876-1976) p.86
- ^ Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo economico en Venezuela. Editorial Vadell. Valencia, 1978
- ^ Popolazione_australiana
- ^ http://www.migranti.torino.it/Documenti%20%20PDF/italianial%20ster05.pdf
- ^ Informazioni sul Belgio / INCA BE - INCA BE
- ^ Statistiche del Ministero dell'Interno riguardante gli italiani residenti all'estero
- ^ Cannistraro, Philip V. and Gianfusto Rosoli (Winter, 1979). Fascist Emigration Policy in the 1930s: an Interpretative Framework. International Migration Review 13 (4) p. 673–692.
- ^ [3]
- ^ In Italia (ancora nel 2009) ci sono più emigrati che immigrati
- ^ [4]
Bibliografia [modifica]
- Cristiano Caltabiano, Giovanna Gianturco, Giovani oltre confine, Roma, Carocci, 2005.
- Martino Marazzi, Misteri di Little Italy. Storie e testi della letteratura italoamericana, Milano, F.Angeli, 2003. ISBN 88-464-2950-8
- Mario Puzo, Mamma Lucia, Milano, Mondadori, 1988. ISBN 88-04-31519-9
- Ercole Sori, L'emigrazione italiana dall'Unità alla seconda guerra mondiale, Bologna, Il Mulino, 1979. ISBN 88-15-00574-9
- Gian Antonio Stella, L'orda (quando gli albanesi eravamo noi), Milano, Rizzoli, 2002. ISBN 88-17-87097-8
- Giuseppe Meloni, Emigrati sardi a New York ai primi del '900. I berchiddesi (ricerca d'archivio), Sassari, EDES, 2011. ISBN 978-88-6025-178-7
- AA.VV., Cent'anni di emigrazione italiana (1876-1976), Roma, Cser, 1978. (ISBN non disponibile)
- AA.VV., Racconti dal mondo. Scrivere le migrazioni. Antologia di narrazioni 1990-2007, Roma, FILEF, 2007. (ISBN non disponibile)
- Michele Colucci, Lavoro in movimento. L'emigrazione italiana in Europa 1945- 1957, Roma, Donzelli, 2008. (ISBN non disponibile)
- Renata Broggini (a cura di), Eugenio Balzan. L'emigrazione in Canada nell'inchiesta del «Corriere» 1901, Fondazione Corriere della Sera, Milano 2009. (ISBN non disponibile)
- A. DeConde, America half sweet, half bitter, New York, 1975. (ISBN non disponibile)
- Pamela Reeves, Ellis Island, Gataway to American Dream, New York, Barnles-Noble Books, 2002. (ISBN non disponibile)
Voci correlate [modifica]
- Passaporto rosso
- Asilo politico
- Immigrazione
- Questione meridionale
- Decreto Prinetti
- Oriundo
- Diaspora
- Italofilia
- Pregiudizio contro gli italiani
- Emigrazione sarda
- Emigrazione veneta
- Emigrazione italiana in Africa Orientale
- Italiani dello Utah
- Italiani d'Islanda
Altri progetti [modifica]
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Commons contiene immagini o altri file su Emigrazione italiana
Collegamenti esterni [modifica]
Emigrazione italiana su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Emigrazione italiana")
- Sito dedicato alla NUOVA EMIGRAZIONE ITALIANA
- Notizie emigrazione. Documenti e Notizie su emigrazione ed immigrazione
- Documenti e notizie dell'emigrazione rivisondolese - dal sito rivisondoliantiqua.it
- Portale della comunità Trentina dell'Argentina
- Dati AIRE dettagliati emigranti italiani all'estero - 1º gennaio 2011
- Dati AIRE dettagliati emigranti italiani all'estero divisi per stato - 1º gennaio 2010
- MUSEO dell'EMIGRAZIONE ITALIANA on line - Foto, documenti, testi e virtual tour
- FONDAZIONE PAOLO CRESCI per la storia dell'emigrazione italiana - Accesso ai dati dell'archivio di storia dell'emigrazione più importante d'Italia
- Associazione "Forche Caudine", portale dell'emigrazione molisana