Emigrazione italiana

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Coloni modenesi a Capitan Pastene (Cile) nel 1910: la Famiglia Castagnoli

L'Italia è stata interessata dal fenomeno dell'emigrazione soprattutto nei secoli XIX e XX. Il fenomeno ha riguardato dapprima il Settentrione (Piemonte, Veneto e Friuli in particolare) e, dopo il 1880, anche il Mezzogiorno. In particolare, dai porti del mediterraneo partirono molte navi con migliaia di italiani diretti in America per un'economia più favorevole.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1860 e il 1985 sono state registrate più di 10 milioni di partenze dall'Italia[1]. Nell'arco di poco più di un secolo un numero quasi equivalente all'ammontare della popolazione che vi era al momento dell'Unità d'Italia (23 milioni nel primo censimento italiano) si trasferì in quasi tutti gli Stati del mondo occidentale e in parte del Nord Africa.

Si trattò di un esodo che toccò tutte le regioni italiane. Tra il 1876 e il 1900 interessò prevalentemente le regioni settentrionali, con tre regioni che fornirono da sole circa il 47% dell'intero contingente migratorio: il Veneto (17,9%), il Friuli-Venezia Giulia (16,1%) ed il Piemonte (13,5%)[2]. Nei due decenni successivi il primato migratorio passò alle regioni meridionali, con quasi tre milioni di persone emigrate soltanto da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, e quasi nove milioni da tutta Italia.

Si può distinguere l'emigrazione italiana in due grandi periodi: quello della grande emigrazione tra la fine del XIX secolo e gli anni trenta del XX secolo (dove fu preponderante l'emigrazione americana) e quello dell'emigrazione europea, che ha avuto inizio a partire dagli anni cinquanta.

La grande emigrazione[modifica | modifica sorgente]

Stima del numero di emigranti nei periodi 1876-1900 e 1901-1915, divisi per regione di provenienza[2]
(PT)
« Que coisa entendeis por uma nação, senhor ministro?". È a massa dos infelizes? Plantamos e ceifamos o trigo, mas nunca provamos do pão branco. Cultivamos a videira, mas não bebemos o vinho. Criamos os animais, mas não comemos a carne... Apesar disso, vós nos aconselhais a não abandonar a nossa pátria. Mas è uma pátria a terra em que não se consegue viver do próprio trabalho? »
(IT)
« Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro? »
(Risposta di un emigrante italiano ad un ministro italiano, sec. XIX[3][4][5][6], riportata da Costantino Ianni - Homens sem paz, Civilização Brasileira, 1972, ed esposta nel Memoriale dell'immigrato di San Paolo)

La grande emigrazione ha avuto come punto d'origine la diffusa povertà di vaste aree dell'Italia e la voglia di riscatto d'intere fasce della popolazione, la cui partenza significò per lo Stato e la società italiana un forte alleggerimento della "pressione demografica": infatti in media ogni famiglia aveva ben dieci o più figli. Essa ebbe come destinazioni soprattutto l'America del sud ed il Nord America (in particolare Argentina, Stati Uniti e Brasile, paesi con grandi estensioni di terre non sfruttate e necessità di manodopera) e, in Europa, la Francia. Ebbe modalità e forme diverse a seconda dei paesi di destinazione.

Mercanti italiani in Jequié, Brasile, anno 1930.

A partire dalla fine del XIX secolo vi fu anche una consistente emigrazione verso l'Africa, che riguardò principalmente l'Egitto, la Tunisia ed il Marocco, ma che nel secolo XX interessò pure l'Unione Sudafricana e le colonie italiane della Libia e dell'Eritrea.[7]

In Argentina e negli Stati Uniti si caratterizzò prevalentemente come un'emigrazione di lungo periodo, spesso priva di progetti concreti di ritorno in Italia, mentre in Brasile ed Uruguay fu sia stabile che temporanea (emigración golondrina[8]). A dare avvio alla possibilità di emigrazione verso le Americhe fu il progresso in campo navale della seconda metà dell'Ottocento, con navi a scafo metallico e sempre più capienti, che ridusse sia il costo (prima improponibile per un emigrante povero) sia la pericolosità del viaggio. L'emigrazione verso il Brasile fu favorita a partire dal 1888 quando in quel paese fu abolita la schiavitù, cosa che rese favorevole quel paese all'accoglienza di manodopera d'immigrazione.

I periodi interessati dal movimento migratorio vanno dal 1876 al 1915 e dal 1920 al 1929 circa. Sebbene il fenomeno fosse già presente fin dai primi anni dell'Unità d'Italia è nel 1876 che viene effettuata la prima statistica sull'emigrazione a cura della Direzione Generale di Statistica.

Manifesto Emigrazione San Paolo del Brasile del 1886

Si stima che solo nel primo periodo partirono circa 14 milioni di persone[2] (con una punta massima nel 1913 di oltre 870.000 partenze), a fronte di una popolazione italiana che nel 1900 giungeva a circa 33 milioni e mezzo di persone.

Molti piccoli paesi (in particolare quelli a tradizione contadina) si spopolarono. Particolare il caso del comune di Padula, piccolo centro nel salernitano, che tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo ha visto, nell'arco di 10 anni, la sua popolazione dimezzarsi.[9]

L'emigrazione americana[modifica | modifica sorgente]

Mulberry Street, Little Italy, New York, primi del '900

La simbolica data d'inizio dell'emigrazione italiana nelle Americhe può essere considerata il 4 ottobre 1852, quando venne fondata a Genova la Compagnia Transatlantica per la navigazione a vapore con le Americhe, il cui principale azionista era Vittorio Emanuele II. Tale compagnia commissionò ai cantieri navali di Blackwall i grandi piroscafi gemelli Genova, varato il 12 aprile 1856, e Torino, varato il successivo 21 maggio.[10]

L'emigrazione nelle Americhe fu enorme nella seconda metà dell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Quasi si esaurì durante il Fascismo, ma ebbe una piccola ripresa subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Le nazioni dove più si diressero gli emigranti italiani furono gli Stati Uniti, il Brasile e l'Argentina nel Sudamerica. In questi tre Stati attualmente vi sono circa 64,15 milioni di discendenti di emigrati italiani.

Una quota importante di Italiani andò in Uruguay, dove i discendenti di Italiani nel 1976 erano 1.300.000 (oltre il 40% della popolazione del piccolo Stato).[11]

Quote consistenti di emigranti italiani si diressero anche in Venezuela e in Canada, ma vi furono anche nutrite colonie di emigranti italiani in Cile, Peru, Messico, Paraguay, Cuba e Costa Rica.

Praticamente l'emigrazione massiccia italiana nelle Americhe si esaurì negli anni sessanta del Novecento, dopo il miracolo economico italiano, anche se continuò fino agli anni ottanta in Canada[12] e Stati Uniti.

L'emigrazione europea[modifica | modifica sorgente]

L'emigrazione europea della seconda metà del XX secolo, invece, aveva come destinazione soprattutto stati europei in crescita come Francia (a partire dagli anni 1850)[13], Svizzera, Belgio (a partire dagli anni 1940)[14][15] e Germania ed era considerata da molti, al momento della partenza, come un'emigrazione temporanea - spesso solo di alcuni mesi - nella quale lavorare e guadagnare per costruire, poi, un migliore futuro in Italia. Questo fenomeno si verificò però soprattutto a partire dagli anni 1970, periodo in cui molti italiani rimpatriarono.

Lo stato italiano firmò nel 1955 un patto di emigrazione con la Germania con il quale si garantiva il reciproco impegno in materia di migrazioni e che portò quasi tre milioni di italiani a varcare la frontiera in cerca di lavoro. Al giorno d'oggi sono presenti in Germania circa 650.000 cittadini italiani fino alla quarta generazione, mentre sono più di 500.000 in Svizzera: prevalentemente di origine siciliana, calabrese, abruzzese e pugliese, ma anche veneta ed emiliana dei quali molti ormai con doppio passaporto e possibilità di voto in entrambe le nazioni.

In Belgio e Svizzera le comunità italiane restano le più numerose rappresentanze straniere, e nonostante molti facciano rientro in Italia dopo il pensionamento, spesso i figli e i nipoti restano nelle nazioni di nascita, dove hanno ormai messo radici.

Un importante fenomeno di aggregazione che si riscontra in Europa come anche negli altri paesi e continenti meta dei flussi migratori italiani è quello dell'associazionismo di emigrazione. Il Ministero degli Esteri calcola che sono presenti all'estero oltre 10.000 associazioni costituite dagli emigrati italiani nel corso di oltre un secolo. Associazioni di mutuo soccorso, culturali, di assistenza e di servizio, che hanno costituito un fondamentale punto di riferimento per le collettività emigrate nel difficile percorso di integrazione nei paesi di arrivo. Le maggiori reti associative di varia ispirazione ideale, sono oggi riunite nella CNE (Consulta Nazionale dell'Emigrazione). Una delle maggiori reti associative presente nel mondo, assieme a quelle del mondo cattolico è quello della FILEF - Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie.

Emigrazione interna[modifica | modifica sorgente]

Un primo tipo di emigrazione "interna" che caratterizzò la seconda metà dell'Ottocento e la prima del Novecento fu quella che dai territori irredenti (in particolare da Trentino-Alto Adige e Venezia Giulia) portava gli emigranti ai lavori stagionali verso il vicino regno d'Italia: "segantini" (impiegati nella sega a mano dei tronchi), "moléti" (arrotini) e salumai; le donne invece emigravano per lavorare nelle città come badanti o personale di servizio nelle famiglie ricche. Tale emigrazione era usualmente stagionale (soprattutto per gli uomini) e caratterizzava il periodo invernale in cui i contadini non potevano lavorare la terra. Questo contesto migratorio di fine ottocento fu studiato dal prete trentino e giudicariese don Lorenzo Guetti,[16] padre della cooperazione trentina, che in un suo articolo scriveva: "Se non ci fosse l'Italia, noi giudicariesi, dovremmo crepare dalla fame".[17]

Le migrazioni interne diventarono poi importanti negli anni '50 e '60, esse furono essenzialmente di due tipi:

  • "Migrazione di gentiluomini" ovvero lo spostamento di giovani rampolli dalle campagne alle città per motivi di studi.
  • Trasferimento nelle città industriali dell'area Nord-ovest di giovani maschi, sposati o in procinto, con basso titolo di studio, prevalentemente dal Sud e dal Triveneto. Le donne, invece, emigrarono secondo il modello "catena di richiamo" ovvero partono prima gli uomini e successivamente c'è il ricongiungimento familiare.

A partire dal 1995 l'istituto SVIMEZ (Istituto Sviluppo Mezzogiorno) inizia ad osservare una certa ripresa dell'emigrazione interna. L'origine dei flussi continua ad essere dalle regioni del Mezzogiorno ma la destinazione prevalente è diretta, adesso, verso il Nord-est e parte del Centro. Le regioni più attive sono la Lombardia orientale, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria.

Tuttavia la figura dell'emigrante contemporaneo è in generale molto diversa dal suo omologo della generazione precedente. Infatti solo alcuni emigrano insieme alla famiglia, la maggior parte lo fa individualmente, si sottopone a lunghi spostamenti pendolari e condivide con altri, nella stessa condizione, un alloggio, spesso sovraffollato. Sull'asse dell'emigrazione sud-nord, bisogna segnalare i laureati che non trovando lavoro nelle vicinanze di casa, si spostano nelle regioni del nord, dove la richiesta di "cervelli" (insegnanti, medici, avvocati, ecc.) è costante, con una domanda spesso superiore all'offerta, in particolare per quel che concerne la scuola. Un altro filone è rappresentato da giovani arruolati nelle forze dell'ordine (Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia) che prestano servizio nelle caserme del nord.

Oriundi italiani[modifica | modifica sorgente]

Italo-argentini celebrano la "Festa dell'immigrante" in Argentina

Nei secoli XIX e XX, quasi 30 milioni di italiani hanno lasciato l'Italia con destinazioni principali le Americhe, l'Australia e l'Europa occidentale.[1]

Attualmente esistono circa 80 milioni di oriundi italiani[18][19] in differenti nazioni del mondo: i più numerosi sono in Argentina, Brasile e Stati Uniti d'America.

Si consideri che un oriundo può avere anche solo un antenato lontano nato in Italia, quindi la maggioranza degli oriundi ha solo il cognome italiano (e spesso neanche quello) ma non la cittadinanza italiana.

In molti Paesi, specialmente del Sud America, le stime sono molto approssimative poiché non esiste alcun tipo di censimento sulle proprie origini (come accade invece in Stati Uniti o Canada).

Comunque, la cifra totale degli oriundi italiani oscilla approssimativamente intorno agli 80 milioni, secondo i Padri Scalabriniani.[18]

Principali comunità di oriundi italiani nel mondo Note
Brasile Brasile 27.2 milioni (circa 13% pop. totale) italo-brasiliani (categoria) [20][21]
Argentina Argentina 19.7 milioni (circa 47% pop. totale) italo-argentini (categoria) [1][22]
Stati Uniti Stati Uniti 17.250.000 (circa 6% pop. totale) italoamericani (categoria) [23]
Francia Francia 4 milioni (circa 6% pop. totale) italo-francesi (categoria) [1][24]
Canada Canada 1.445.335 (circa 4% pop. totale) italo-canadesi (categoria) [25]
Perù Perù 1.400.000 (circa 3% pop. totale) italo-peruviani (categoria) [26]
Uruguay Uruguay 1.2 milioni (circa 35% pop. totale) italo-uruguaiani (categoria) [1][11]
Venezuela Venezuela 1.000.000 (circa 3% pop. totale) Italo-venezuelani (categoria) [27]
Australia Australia 916.000 (circa 4% pop. totale) italo-australiani (categoria) [28]
Messico Messico 850.000 ( <1% pop. totale) italo-messicani (categoria)
Germania Germania 700.000 (< 1% pop. totale) italo-tedeschi (categoria) [18]
Svizzera Svizzera 527.817 (circa 7% pop. totale) italo-svizzeri (categoria) [18]
Regno Unito Regno Unito 500.000 (< 1% pop. totale) italo-britannici (categoria)
Belgio Belgio 290.000 (circa 2,6% pop. totale) italo-belgi (categoria) [29]
Cile Cile 150.000 (< 1% pop. totale) Italo-cileni (categoria) [30]
Paraguay Paraguay 100.000 (circa 1,4% pop. totale) Italo-paraguaiani (categoria)

Bisogna precisare che queste stime si riferiscono agli oriundi, e quindi non tengono conto degli italiani residenti all'estero, censiti dall'AIRE[31].

Emigrazione italiana nel XXI secolo[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni del 2000 si è attenuato il flusso emigratorio dall'Italia nel mondo, caratterizzato attualmente per un quarto da professionisti spesso laureati (la cosiddetta "fuga dei cervelli"). Tuttavia, a seguito degli effetti della grave crisi economica del 2007-2008, dalla fine del decennio ad oggi (2013), è ripartito un flusso consistente di espatrii dall'Italia verso il nord Europa (in particolare la Germania dove sono giunti solo nel 2012, oltre 35.000 italiani) ma anche verso altri paesi come il Canada, l'Australia, gli Usa e i paesi sud-americani. Si tratta di un flusso che, stando ai dati AIRE del 2012, si aggira intorno alle 78.000 persone con un aumento di circa 20.000 rispetto al 2011, anche se si stima che il numero effettivo delle persone che sono emigrate sia notevolmente superiore (tra il doppio e le tre volte), in quanto molti connazionali cancellano la loro residenza in Italia con molto ritardo rispetto alla loro partenza effettiva. Il fenomeno della cosiddetta "Nuova Emigrazione" causata dalla grave crisi economica riguarda peraltro tutti i paesi del sud Europa, come Spagna, Portogallo e Grecia (oltre all'Irlanda) che registrano analoghi, se non maggiori, trend emigratori negli ultimi anni. È opinione diffusa che ove non si registrino mutamenti strutturali nelle politiche comunitarie (austerity), questi flussi sono destinati a crescere considerevolmente. Per quanto riguarda l'Italia è anche significativo il fatto che tali flussi non riguardino più soltanto le regioni del meridione italiano, ma anche quelle del nord (come Lombardia ed Emilia-Romagna).

Secondo le statistiche disponibili, la collettività italiana stabilizzata nel mondo conta oltre 4 milioni di Italiani residenti all'estero, anche se ridotta di molto dai 9.200.000 dei primi anni venti (quando era circa un quinto dell'intera popolazione italiana).[32]

Il "Rapporto Italiani nel Mondo 2011" realizzato della Fondazione Migrantes, che fa capo alla Cei, ha precisato che:

« Gli italiani residenti all'estero al 31 dicembre 2010 risultavano 4.115.235 (il 47,8% sono donne).[33] La comunità italiana emigrata continua ad aumentare sia per nuove partenze, che proseguono, sia per crescita interna (allargamento delle famiglie o persone che acquistano la cittadinanza per discendenza). L'emigrazione italiana si concentra in prevalenza tra l'Europa (55,8%) e l'America (38,8%). Seguono l'Oceania (3,2%), l'Africa (1,3%) e l'Asia con lo 0,8%. Il Paese con più italiani è la Argentina (648.333) seguito da Germania (631.243) e Svizzera (520.713).Inoltre, il 54,8% degli emigrati italiani è di origine meridionale (oltre 1 milione e 400 mila del Sud e quasi 800mila delle Isole); il 30,1% proviene dalle regioni settentrionali (quasi 600mila dal Nord-Est e 580mila dal Nord-Ovest); il 15% (588.717) è, infine, originario delle regioni centrali. Gli emigrati del Centro-Sud sono la stragrande maggioranza in Europa (62,1%) e in Oceania (65%). In Asia e in Africa, invece, la metà degli italiani proviene dal Nord. La regione che ha più emigrati è la Sicilia (646.993), seguita da Campania (411.512), Lazio (346.067), Calabria (343.010), Puglia (309.964) e Lombardia (291.476). Quanto alle province con più italiani all'estero, il record spetta a Roma (263.210), seguita da Agrigento (138.517), Cosenza (138.152), Salerno (108.588) e Napoli (104.495).[34] »

Nel 2008, circa 60.000 italiani hanno cambiato nazionalità di residenza, provenendo per lo più dal Nord Italia (74%) e prediligendo la Germania come patria di adozione (12% del totale emigrato).[35]

Evoluzione degli iscritti all'AIRE (in migliaia)[36]


Cittadini italiani residenti all'estero
Comunità con oltre 350 residenti
(censimento AIRE 31-12-2012)[37]
Argentina Argentina 691 481
Germania Germania 651 852
Svizzera Svizzera 558 545
Francia Francia 373 145
Brasile Brasile 316 699
Belgio Belgio 254 741
Stati Uniti Stati Uniti 223 429
Regno Unito Regno Unito 209 720
Canada Canada 137 045
Australia Australia 133 123
Spagna Spagna 124 013
Venezuela Venezuela 116 329
Uruguay Uruguay 90 603
Cile Cile 52 006
Paesi Bassi Paesi Bassi 35 715
Sudafrica Sudafrica 31 734
Perù Perù 30 513
Lussemburgo Lussemburgo 23 960
Austria Austria 21 581
Ecuador Ecuador 14 835
Colombia Colombia 14 216
Messico Messico 13 409
Croazia Croazia 13 019
San Marino San Marino 11 934
Israele Israele 11 328
Grecia Grecia 10 982
Svezia Svezia 9 666
Irlanda Irlanda 8 545
Paraguay Paraguay 8 502
Monaco Monaco 6 803
Cina Cina 6 746
Rep. Dominicana Rep. Dominicana 6 077
Danimarca Danimarca 5 328
Portogallo Portogallo 4 955
Costa Rica Costa Rica 4 661
Guatemala Guatemala 4 370
Egitto Egitto 4 139
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 4 133
Turchia Turchia 3 921
Romania Romania 3 810
Panamá Panamá 3 688
Tunisia Tunisia 3 537
Slovenia Slovenia 3 425
Polonia Polonia 3 392
Norvegia Norvegia 3 309
Rep. Ceca Rep. Ceca 3 208
Thailandia Thailandia 3 081
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 2 947
Bolivia Bolivia 2 891
Giappone Giappone 2 789
Finlandia Finlandia 2 747
Marocco Marocco 2 680
Ungheria Ungheria 2 566
Palestina Palestina 2 518
El Salvador El Salvador 2 377
Russia Russia 2 355
Cuba Cuba 2 266
Singapore Singapore 1 968
Malta Malta 1 858
Libano Libano 1 770
Kenya Kenya 1 602
Liechtenstein Liechtenstein 1 513
Etiopia Etiopia 1 318
Nicaragua Nicaragua 1 162
Indonesia Indonesia 1 105
Honduras Honduras 1 103
Serbia Serbia 1 100
India India 1 066
Filippine Filippine 1 035
Nigeria Nigeria 1 022
Slovacchia Slovacchia 1 010
Giordania Giordania 910
Bulgaria Bulgaria 889
Arabia Saudita Arabia Saudita 883
Eritrea Eritrea 742
Albania Albania 735
Cipro Cipro 719
Zimbabwe Zimbabwe 703
Algeria Algeria 699
Senegal Senegal 684
Qatar Qatar 676
Malesia Malesia 674
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 666
RD del Congo RD del Congo 632
Libia Libia 624
Mozambico Mozambico 593
Siria Siria 506
Zambia Zambia 501
Ucraina Ucraina 474
Madagascar Madagascar 431
Andorra Andorra 431
Tanzania Tanzania 431
Camerun Camerun 388
Vietnam Vietnam 387
Mauritius Mauritius 372
Kuwait Kuwait 368
Costa d'Avorio Costa d'Avorio 359
Uganda Uganda 357
Cittadini italiani residenti all'estero
Comunità con meno di 350 residenti
(censimento AIRE 31-12-2012)[37]
Iran Iran 333
Taiwan Taiwan 323
Ghana Ghana 314
Corea del Sud Corea del Sud 302
Capo Verde Capo Verde 293
Angola Angola 265
Bahrein Bahrein 249
Montenegro Montenegro 244
Kazakistan Kazakistan 243
Estonia Estonia 234
Seychelles Seychelles 209
Islanda Islanda 208
Moldavia Moldavia 202
Oman Oman 205
Bahamas Bahamas 199
Rep. del Congo Rep. del Congo 198
Namibia Namibia 198
Pakistan Pakistan 197
Bangladesh Bangladesh 188
Macedonia Macedonia 180
Gabon Gabon 174
Malawi Malawi 162
Bielorussia Bielorussia 159
Lituania Lituania 145
Haiti Haiti 134
Sudan Sudan 123
Gibuti Gibuti 122
Lettonia Lettonia 119
Ruanda Ruanda 116
Sri Lanka Sri Lanka 115
Burundi Burundi 103
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 95
Yemen Yemen 87
Cambogia Cambogia 86
Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda 85
Giamaica Giamaica 77
Botswana Botswana 76
Georgia Georgia 66
Burkina Faso Burkina Faso 65
Guinea Equatoriale Guinea Equatoriale 62
Guinea Equatoriale Guinea Equatoriale 62
Swaziland Swaziland 62
Afghanistan Afghanistan 51
Mali Mali 51
Mauritania Mauritania 51
Azerbaigian Azerbaigian 50
Rep. Centrafricana Rep. Centrafricana 50
Kosovo Kosovo 50
Armenia Armenia 49
Ciad Ciad 49
Benin Benin 45
Laos Laos 42
Grenada Grenada 40
Barbados Barbados 39
Maldive Maldive 38
Papua Nuova Guinea Papua Nuova Guinea 36
Kirghizistan Kirghizistan 35
Nepal Nepal 32
Iraq Iraq 31
Tonga Tonga 31
Guinea-Bissau Guinea-Bissau 30
Birmania Birmania 30
Figi Figi 28
Vanuatu Vanuatu 28
Uzbekistan Uzbekistan 26
Guinea Guinea 24
Timor Est Timor Est 24
Santa Lucia Santa Lucia 22
Mongolia Mongolia 22
Città del Vaticano Città del Vaticano 22
Liberia Liberia 21
Brunei Brunei 21
Sierra Leone Sierra Leone 21
Niger Niger 19
Belize Belize 17
Samoa Samoa 17
Gambia Gambia 15
Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine 11
Lesotho Lesotho 9
São Tomé e Príncipe São Tomé e Príncipe 8
Turkmenistan Turkmenistan 8
Isole Salomone Isole Salomone 4
Sudan del Sud Sudan del Sud 4
Somalia Somalia 4
Micronesia Micronesia 3
Comore Comore 3
Palau Palau 3
Corea del Nord Corea del Nord 2
Guyana Guyana 2
Saint Kitts e Nevis Saint Kitts e Nevis 2
Dominica Dominica 1
Isole Cook Isole Cook 1

Film sull'emigrazione italiana[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e La diaspora italiana in cifre. URL consultato il 19-5-2010.
  2. ^ a b c Fonte: Rielaborazione dati Istat in Gianfausto Rosoli, Un secolo di emigrazione italiana 1876-1976, Roma, Cser, 1978
  3. ^ (PT) [1]
  4. ^ Introdução
  5. ^ http://www.familiasoldati.com.br/1042.html
  6. ^ Carlos Fatorelli: QUE COISA ENTENDEIS POR UMA NAÇÃO?
  7. ^ Emigrazione italiana in Africa
  8. ^ Cfr. a tale proposito Google libri
  9. ^ Informazioni sul progetto "Padulesi all'Estero"
  10. ^ Alfredo Comandini, L'italia nei cento anni del secolo XIX, Tomo III 1850-1860, Antonio Vallardi Editore, Milano, 1907-1918
  11. ^ a b Favero, Luigi e Tassello, Graziano. Cent'anni di emigrazione italiana (1876-1976) p.86
  12. ^ Broggini, 2009.
  13. ^ Fonte: quid.fr (FR)
  14. ^ (FR) Belgique: 60 ans d' intégration italienne
  15. ^ (FR) L'immigration italienne
  16. ^ Notizie tratte dal sito http://www.donguettilorenzo.com
  17. ^ Citazione tratta da http://www.donguettilorenzo.com/2012/02/effetti-della-neve-statistica-sugli.html
  18. ^ a b c d Gli italiani continuano a emigrare; un milione in fuga negli ultimi 4 anni, La Repubblica, 2010.
  19. ^ http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/21532/introduzione.pdf
  20. ^ Dati dell'ambasciata italiana in Brasile
  21. ^ italplanet
  22. ^ Unos 20 millones de personas que viven en la Argentina tienen algún grado de descendencia italiana - Asteriscos.Tv
  23. ^ American FactFinder - Results
  24. ^ Documento "Italiens" del CIRCE dell'Università Sorbona - Parigi 3
  25. ^ Canadesi
  26. ^ Inmigración italiana al Perú
  27. ^ Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo economico en Venezuela. Editorial Vadell. Valencia, 1978
  28. ^ Popolazione_australiana
  29. ^ Informazioni sul Belgio / INCA BE - INCA BE
  30. ^ http://www.migranti.torino.it/Documenti%20%20PDF/italianial%20ster05.pdf
  31. ^ Statistiche del Ministero dell'Interno riguardante gli italiani residenti all'estero
  32. ^ Cannistraro, Philip V. and Gianfusto Rosoli (Winter, 1979). Fascist Emigration Policy in the 1930s: an Interpretative Framework. International Migration Review 13 (4) p. 673–692.
  33. ^ http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/21532/scheda%20definitiva.pdf
  34. ^ In Italia (ancora nel 2009) ci sono più emigrati che immigrati
  35. ^ Trasferimenti di residenza
  36. ^ Statistiche relative all'elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE). URL consultato il 30 giugno 2013.
  37. ^ a b Numero iscritti suddivisi per ripartizioni estere

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cristiano Caltabiano, Giovanna Gianturco, Giovani oltre confine, Roma, Carocci, 2005.
  • Martino Marazzi, Misteri di Little Italy. Storie e testi della letteratura italoamericana, Milano, F.Angeli, 2003. ISBN 88-464-2950-8
  • Mario Puzo, Mamma Lucia, Milano, Mondadori, 1988. ISBN 88-04-31519-9
  • Ercole Sori, L'emigrazione italiana dall'Unità alla seconda guerra mondiale, Bologna, Il Mulino, 1979. ISBN 88-15-00574-9
  • Gian Antonio Stella, L'orda (quando gli albanesi eravamo noi), Milano, Rizzoli, 2002. ISBN 88-17-87097-8
  • Giuseppe Meloni, Emigrati sardi a New York ai primi del '900. I berchiddesi (ricerca d'archivio), Sassari, EDES, 2011. ISBN 978-88-6025-178-7
  • AA.VV., Cent'anni di emigrazione italiana (1876-1976), Roma, Cser, 1978. ISBN non esistente
  • AA.VV., Racconti dal mondo. Scrivere le migrazioni. Antologia di narrazioni 1990-2007, Roma, FILEF, 2007. ISBN non esistente
  • Michele Colucci, Lavoro in movimento. L'emigrazione italiana in Europa 1945- 1957, Roma, Donzelli, 2008. ISBN non esistente
  • Renata Broggini (a cura di), Eugenio Balzan. L'emigrazione in Canada nell'inchiesta del «Corriere» 1901, Fondazione Corriere della Sera, Milano 2009. ISBN non esistente
  • A. DeConde, America half sweet, half bitter, New York, 1975. ISBN non esistente
  • Pamela Reeves, Ellis Island, Gataway to American Dream, New York, Barnles-Noble Books, 2002. ISBN non esistente

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