Mauritania

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Mauritania
Mauritania – Bandiera Mauritania - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Onore, Fraternità, Giustizia
Mauritania - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Islamica della Mauritania
Nome ufficiale الجمهورية الإسلامية الموريتانية
Lingue ufficiali arabo
Capitale Nouakchott  (881.000 ab.)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale islamica
Capo di Stato Mohamed Ould Abdel Aziz
Capo di Governo Moulaye Ould Mohamed Laghdaf
Indipendenza Dalla Francia il 28 novembre 1960
Superficie
Totale 1.030.700 km² (29º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 3 359 185 ab. (2012) (132º)
Densità 2,6 ab./km²
Tasso di crescita 2,323% (2012)[1]
Geografia
Continente Africa
Confini Senegal, Mali, Algeria, Sahara Occidentale (territorio conteso)
Fuso orario UTC +0
Economia
Valuta Ouguiya
PIL (nominale) 3 939[2] milioni di $ (2012) (154º)
PIL pro capite (nominale) 1 086 $ (2012) (152º)
PIL (PPA) 7 604 milioni di $ (2012) (150º)
PIL pro capite (PPA) 2 096 $ (2012) (153º)
ISU (2011) 0,453 (basso) (159º)
Fecondità 4,5 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 MR, MRT, 478
TLD .mr
Prefisso tel. +222
Sigla autom. RIM
Inno nazionale Inno Nazionale della Mauritania
Festa nazionale 28 novembre, Festa dell'Indipendenza
Mauritania - Mappa
 

Coordinate: 19°34′N 10°39′W / 19.566667°N 10.65°W19.566667; -10.65

La Mauritania (in arabo: الجمهورية الإسلامية الموريتانية, Al-Jumhūriyya al-Islāmiyya al-Mawrītāniyya, in francese République Islamique de Mauritanie) è uno Stato dell'Africa Occidentale che confina con il Marocco a nord, l'Oceano Atlantico ad ovest, il Senegal a sud ovest, il Mali al sud e ad est e l'Algeria a nord-est.

Non va confusa con l'antica nazione di Mauretania. La Mauritania e il Madagascar sono le uniche nazioni ad utilizzare una moneta non decimale. La città capitale, e la più grande, è Nouakchott, che si trova sulla costa atlantica.

La Mauritania è attraversata al proprio interno dal confine tra mondo arabo e Africa nera. Inoltre, circa il 45% della popolazione vive con meno di 2 dollari statunitensi al giorno.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Mauritania.
Incisioni rupestri in Mauritania

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

I numerosi dipinti e incisioni rupestri nelle parte inferiore di grotte e scogliere ci dicono che la Mauritania non è sempre stata una regione desertica, ma fertile e piena di corsi d'acqua. Il ritrovamento di ciottoli lavorati su due lati ci testimonia la presenza dell'uomo sin dal Paleolitico inferiore. Si stabilirono in epoca preistorica e protostorica popolazione melanoderme di cacciatori e pastori nomadi a cui si aggiunsero popolazioni berbere che fondendosi progressivamente con quelle autoctone diedero origine ai Mauri.

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Mauritania deriva dalle antiche tribù berbere dei Mauri e dal loro regno, la parte settentrionale della Mauritania, divenne parte della provincia romana della Mauretania nel 33 d.C. I romani chiamavano con il nome Mauri tutti i popoli nativi del Nord Africa. Da ciò deriverà l'espressione romana Mauri genus ("discendente dei Mauri, del popolo dei Mauri"), che si trasformerà nel cognome Mauroceno e derivati.

L'Impero del Ghana[modifica | modifica wikitesto]

Dal III al VII secolo d.C. le tribù Berbere dal Nord Africa migrarono verso l´odierna Mauritania spostando il popolo dei Bafours, abitanti originari di quella zona e antenato del popolo Soninke. I Bafours erano essenzialmente agricoltori e furono una delle prime popolazioni del Sahara ad abbandonare il tradizionale stile di vita nomade. Questo popolo migrò a Sud a causa del progressivo inaridimento della zona del Sahara. A loro volta tribù berbere, arabe ed altri popoli centro-sahariani migrarono verso l´Africa occidentale. Nell'XI secolo la piccola tribù dei Bafours si era evoluta in un grande e relativamente ricco impero (impero Sononke), che si estendeva dall´odierno stato del Ghana sino alla Mauritania includendo parte del Senegal e del Mali. Allo stesso modo nel Nord Africa gli Arabi avevano conquistato gran parte della sponda sud del Mar Mediterraneo, nonché parte della Spagna, del Portogallo e della Sicilia. Le popolazioni berbere, seppur influenti, rimasero sostanzialmente senza potere, essendo state conquistate dall'impero Soninke.

L'Islamizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1076 guerrieri-eremiti musulmani attaccarono e conquistarono l´antico impero del Ghana. Durante i successivi 500 anni gli Arabi, affrontando la resistenza delle popolazioni locali (berbere e non berbere), riuscirono a dominare la Mauritania. La guerra mauritana dei 30 anni (1644-1674) fu l´ultimo e fallimentare tentativo di respingere gli invasori arabi.
In questo periodo i Mauri, dapprima predoni, si sedentarizzarono e vennero impiegati dai berberi Almoravidi come mercenari nelle guerre con gli Stati vicini.

La colonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi della colonizzazione si possono far risalire ai tentativi portoghesi del XV secolo, due secoli più tardi la regione vide la rivalità tra olandesi, francesi e inglesi per ottenere il monopolio del traffico degli schiavi e della gomma arabica.

Nel 1903 la Mauritania viene definita dai francesi «protectorat des pays maures», la zona fu governata da capi locali sotto il protettorato francese. Nel 1920, la Mauritania entra a far parte ufficialmente dell'Africa Occidentale Francese (AOF), ma solo nel 1934 i francesi avranno ragione della resistenza armata e nel 1936 completeranno l'occupazione militare.

Nel 1946, la Mauritania raggiunge lo status di territorio francese d'oltremare e il 10 novembre 1946, Ahmeddou Ould Horma Ould Pet diventa il primo deputato mauritano all'Assemblea nazionale francese.

Nel 1958 la Mauritania ebbe accesso all'autonomia nel quadro della Comunità franco-africana. Durante il periodo coloniale la popolazione locale rimase nomade, ma molti popoli sedentari, i cui antenati erano stati allontanati dalla Mauritania secoli prima, iniziarono a ritornare in Mauritania.

L'Indipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 novembre 1960 il paese divenne indipendente e Moktar Ould Daddah fu il primo presidente, tuttavia i francesi mantennero il controllo sull'economia. L´odierna capitale Nouakchott fu fondata dove sorgeva un piccolo villaggio coloniale, Ksar. In quell'anno il 90% della popolazione era ancora nomade. Con l´indipendenza, un gran numero di popoli indigeni (Haalpulaar, Soninke, Wolof) arrivarono in Mauritania, attraversando il fiume Senegal. Istruiti in francese molti di loro divennero funzionari, soldati e amministratori del nuovo stato. La vita politica dello Stato è stata inizialmente caratterizzata dai contrasti con il Marocco per ragioni di frontiera. Nel 1972 il presidente Moktar Ould Daddah uscì dalla zona franca istituendo l'ouguiya come valuta della Mauritania, nel 1974 nazionalizzò la MIFERMA (Società delle miniere di ferro della Mauritania). A causa di numerose difficoltà come il Polisario, i conflitti al confine nord, la siccità che nel 1975 decimò il bestiame e i relativi ingenti problemi economici, il governo si indebolì e il 10 luglio 1978 un golpe instaurò una dittatura militare. Nel 1984 l'ascesa al potere di Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya reindirizzò la Mauritania verso la democrazia, istituendo elezioni amministrative nel 1986 e una nuova costituzione aperta al multipartitismo e alla libertà di stampa.Le successive presidenziali del 1992 e 1997 vedono ancora l'affermazione di Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya. Le presidenziali del 1997 sono caratterizzate dal boicottaggio dell'opposizione che criticava la mancanza di trasparenza di tali elezioni.

La parte del paese più vicina alla cultura araba, nel tempo cercò di arabizzare molti aspetti della società, soprattutto lingua e leggi. Si sviluppò una frattura tra chi considerava la Mauritania uno stato arabo e chi poneva maggiore importanza sugli aspetti non arabi. Questa disaccordo sulla visione della società mauritana si esternò durante gli "eventi del 1989", quando si verificarono episodi di violenza tra le due fazioni. La tensione è ancora una delle principali caratteristiche della vita politica mauritana, ma un considerevole numero di persone, di entrambe le parti, è favorevole a una società più diversa e pluralistica.

Un colpo di Stato militare avvenuto nella mattina del 3 agosto 2005, pianificato dal Conseil Militaire pour la Justice et la Démocratie, ha posto fine al governo ormai ventennale di Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya, approfittando della temporanea assenza del presidente, in Arabia Saudita per i funerali di re Fahd, i golpisti hanno sferrato un assalto e conquistato i centri strategici del Paese portando al potere Ely Ould Mohamed Vall, prima segretario della sicurezza personale del presidente. Il consiglio militare nel primo comunicato "si impegna di fronte al popolo a creare condizioni favorevoli alla nascita di una democrazia aperta e trasparente", precisando di restare al governo della repubblica islamica per due anni e di indire successivamente elezioni democratiche.

L'11 marzo 2007, al primo turno delle elezioni, nessuno dei 19 candidati ha superato il 50%, rendendo necessario il ballottaggio tra Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, economista (e più volte ministro, appoggiato anche dai militari), e Mohamed Khouna Ould Haidalla, storico esponente dell'opposizione. Il 25 marzo 2007 Abdallahi è diventato presidente con il 53% dei voti, al termine di un voto tranquillo e regolare, e con un'affluenza del 67%.

Il 24 dicembre 2007 quattro turisti francesi sono stati assassinati nella regione di Aleg. Per questo motivo il governo francese ha cancellato l'edizione 2008 del rally di Dakar, nonostante le rassicurazioni del governo locale si è arrivati alla conclusione che attraversare la Mauritania sarebbe stato molto pericoloso per il convoglio in gara.

Il 6 agosto 2008 le Forze armate hanno preso il controllo del palazzo presidenziale nella capitale Nouakchott, e unità dell'esercito hanno circondato i principali edifici pubblici, nell'ambito di un colpo di stato militare che ha portato all'arresto del presidente Sidi Ould Cheikh Abdallah, del primo ministro Yahya Ould Ahmed Waghf e del ministro dell'interno. A guidare il colpo di stato è proprio l'ex capo della guardia presidenziale, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz che era stato rimosso dal presidente Abdallah insieme a diversi ufficiali. Come primo atto, i golpisti annullano proprio le ultime nomine militari decise dal presidente.

Il 9 agosto 2008, il presidente di turno dell'Unione Africana, Bernard Membe, annuncia che "l'Unione africana sospenderà la Mauritania fino a quando la democrazia non sarà ripristinata nel paese". Oltre la condanna della Commissione europea e della Casa Bianca, arriva anche la condanna di al-Qāʿida che indica come complici del golpe "i paesi miscredenti" come gli Stati Uniti, la Francia e Israele.

Il 14 agosto 2008, la giunta militare nomina Moulaye Ould Mohamed Laghdaf, ex ambasciatore in Belgio, nuovo Primo ministro.

Il 21 agosto 2008, la polizia arresta l'ex premier Yahya Ould Ahmed El Waghef, il giorno prima aveva guidato una grande manifestazione pacifica contro il colpo di stato. Yahya Ould Ahmed El Waghef era stato arrestato il giorno del golpe insieme al presidente e liberato 5 giorni dopo. Subito dopo la liberazione si era impegnato in una grande campagna per riportare Abdallahi presidente.

Il 15 settembre 2008, Dodici soldati mauritani di pattuglia nell'estremo nord del Paese (nei pressi di Toutine) vengono catturati in un'imboscata, cinque giorni dopo vengono ritrovati morti, sgozzati. L'attentato è stato rivendicato dalla branca di al-Qāʿida nel Maghreb islamico. L'Unione europea esprime subito la propria "solidarietà" alla Mauritania "nella lotta contro il terrorismo".

Il 5 ottobre 2008, alla vigilia della scadenza di un ultimatum posto dall'Unione Africana, i manifestanti anti-golpisti del Fronte nazionale di difesa della democrazia (Fndd), sostenitori di Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, vengono dispersi dalla polizia con gas lacrimogeni a Nouakchott. I manifestanti volevano il reintegro del presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi nelle sue funzioni entro il 6 ottobre, come espresso dal Consiglio di pace e di sicurezza dell'organizzazione continentale.

Il 18 dicembre 2009, una coppia di italiani in viaggio nel deserto del Sahara viene rapita, Sergio Cicala e la moglie Philomène Kabouré (originaria del Burkina Faso). Il sequestro viene rivendicato dall'organizzazione Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, già nota come «al-Qāʿida per il Maghreb Islamico». I coniugi vengono liberati il 17 aprile dopo una lunga trattativa condotta dal presidente del Burkina Faso, Blaise Campaoré.

Il 18 luglio 2010, Mohamed Ould Abdel Aziz, viene eletto IV presidente con il 52% dei suffragi, capo della giunta militare e autore del golpe del 6 agosto 2008 che aveva rovesciato il presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, si propone di combattere con il pugno di ferro il terrorismo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Principalmente sahariana e saheliana a sud, il suo territorio è per il 75% deserto sabbioso e roccioso. La cima principale è il Kédia d'Idjil di 915 m. Situata a nord nei pressi di Zouérate, a causa del selvaggio sfruttamento minerario sta subendo una lenta erosione. I principali massicci montuosi, Adrare e Tagant, non superano l'altitudine di 600m, ai loro piedi si estendono grandi altopiani che caratterizzano la parte settentrionale e orientale della Mauritania.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

L'unico corso d'acqua è il Senegal che si snoda per 1440 km all'interno del confine mauritano, gli altri sono corsi d'acqua stagionali (wed). Il Sebkha de Norhamcha è il lago più esteso.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

In Mauritania esistono tre regioni climatiche: quella di Nouakchott, con influenza marittima e alisei costanti; la regione del fiume Senegal con alte temperature per sei o sette mesi l’anno, il clima più umido favorisce la savana; la regione sahariana dal clima torrido (le temperature possono superare i 45°) con forti escursioni termiche giornaliere, in inverno le temperature notturne possono avvicinarsi allo zero. Da marzo a settembre le temperature tendono ad aumentare nelle zone interne; in marzo e aprile vi possono essere tempeste di sabbia. Da novembre a febbraio fa molto caldo di giorno ma le notti sono fresche. La stagione delle piogge (detta hivernage), da luglio a settembre, si presenta sotto forma di temporali torrenziali ma brevi, più rilevanti a sud, in questo periodo le dune si ricoprono da un leggero strato di vegetazione e i wadi si trasformano in torrenti.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione della Mauritania ammonta, secondo le stime del 2011, a 3.541.540 abitanti, con un incremento annuo del 2,4%, una natalità del 34,1 per mille, una mortalità del 9,2 per mille, una mortalità infantile del 63,4 per mille e un'aspettativa di vita alla nascita di 60,37 anni.

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista etnico, la popolazione è così composta: arabi 30%, neri 30%, individui di origine mista (arabo-nera) 40%. Il rapporto tra la comunità di colore e quella di origine araba risulta ancora oggi caratterizzato da forti contrasti (basti considerare che la schiavitù fu abolita solo nel 1961[5]).

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il 99,84% degli abitanti professa la religione islamica, soprattutto nella confessione sunnita.
La costituzione sancisce che la Mauritania è una repubblica islamica e decreta che l'Islam è la religione dei cittadini dello Stato. Il governo limita la libertà di religione. La professione di una differente religione è tollerata, con limitazioni nel proselitismo e nella diffusione di materiale religioso. Comunque i rapporti con le piccole comunità non musulmane sono generalmente pacifici. In Mauritania esistono piccole comunità di cattolici (Chiesa cattolica in Mauritania) e altri cristiani.

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Lingua ufficiale nonché nazionale è il dialetto arabo noto come Hassaniya. Il francese, lingua ufficiale "de iure" assieme all'arabo fino al 1991, mantiene un ruolo di seconda lingua "de facto" del Paese.

Sono inoltre parlati diversi idiomi nero-africani (wolof, pulaar (o peul o fulfulde) e soninke). Benché manchino stime precise, esiste ancora un certo numero di parlanti il berbero, la cui lingua, denominata zenaga, presenta numerose particolarità rispetto agli altri dialetti berberi.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regioni della Mauritania.
Mappa delle regioni della Mauritania

La Mauritania si divide in 12 regioni (wilāya) e un distretto (della capitale). Ogni regione è divisa in dipartimenti (moughataa, termine derivante dall'arabo classico muqaṭaʿa), a loro volta suddivisi in comuni.

Le regioni della Mauritania sono:

Principali città, oasi e villaggi[modifica | modifica wikitesto]

Corano: raccolta in una biblioteca di Chinguetti

Nouakchott (558.195 ab.) è la capitale del paese e l'unica grande città.

Nouadhibou (72.337 ab.) è il capoluogo dell'omonima regione e seconda città del Paese. Oltre il 90% della popolazione della regione vive in questa città che fino al 1969 si chiamava Port Etienne. Principale porto commerciale e di pesca della zona, si affaccia sulla Baia del Levriero nell'Oceano Atlantico. Le industrie principali sono quelle conserviere.

Rosso (48.922 ab. in arabo Rusu) è il capoluogo della regione Trarza. La città si trova sulla sponda destra del fiume Senegal a circa 220 km dalla capitale Nouakchott. È un importante porto fluviale e mercato agricolo (gomma arabica).

Kaedi (34.227 ab.) è il capoluogo della regione Gorgol vicino al confine con il Senegal e sulla riva destra del fiume Senegal. Grazie al terreno reso fertile dalle inondazioni stagionale del Senegal e dei suoi affluenti si sono sviluppate in modo considerevole le culture di cereali e gomma arabica. Buona la pesca. La città possiede inoltre l'unico ospedale della regione ed un aeroporto.

Una via ad Aleg

Zouérat (33.929 ab.) è il capoluogo della regione Tiris-Zemmour. Notevole centro minerario (ferro) attraversato dalla ferrovia che collega Nouakchott (distante 650 km) al Marocco.

Kiffa (32.716 ab.) capoluogo della regione Assaba si trova ai piedi dell'altopiano di Hodh, nel sud della Mauritania. La città è famosa per le sue case colorate e per le “perline di vetro” (palline di vetro colorate) le cui origini risalgono a circa 1.000 fa.

Atar (24.021 ab.) capoluogo della regione Adrar nella zona montana dell'Adrar sulla strada carovaniera per il Marocco. La città possiede l'aeroporto e vanta una delle moschee più antiche di tutta la nazione (datata 1674) inoltre alcuni anni fa è stato aperto anche un museo con reperti archeologici rinvenuti nel vicino deserto del Sahara. Recentemente è stato scoperto un fiume sotterraneo, grazie ad un satellite russo lanciato per studiare la topografia dei deserti, la cui acqua “disseterà” tutta la città.

Sélibabi (15.289 ab.) capoluogo della regione Guidimagha nella Mauritania meridionale, quasi al confine con il Senegal ed il Mali, a 500 km dalla capitale. La città, che possiede un aeroporto, è un importante mercato agricolo (cereali ed arachidi) e del bestiame.

Néma (13.759 ab.) capoluogo della regione Hodh-Charghi all'estremità sud-orientale del paese. La città è l'ultima raggiungibile dalla camionabile in partenza dalla capitale. È una delle due città (l'altra è Ayoun el-Atrouss) dalle quali si può raggiungere il Mali

Tijikja (altresì chiamata Tijigje) (13.532 ab.) capoluogo della regione Tagant al limite del deserto sahariano. Possiede un aeroporto ed è la maggiore produttrice di palme da datteri della Mauritania.

Bareina, un villaggio nel sud-est della Mauritania

Aleg (12.898 ab.) capoluogo della regione Brakna è un grosso centro agricolo (cereali e gomma arabica) nel settore sud-occidentale del Paese. La città è stata al centro delle cronache mondiali il 24 dicembre 2007 quando in un attentato, rivendicato da un gruppo terroristico di Al Qaeda, furono uccisi 4 turisti francesi ed uno fu ferito gravemente.

Ayoun el-Atrouss (11.867 ab.) capoluogo della regione Hodh-Gharbi è una città “oasi” su una delle due strade sconnesse che portano in Mali. Ha un aeroporto ed è un fiorente mercato del bestiame.

Akjoujt (7.904 ab.) capoluogo della regione Inchini si chiamava fino al 1969 Fort Repoux. Si tratta di un centro minerario (rame e ferro) a 250 km da Nouakchott e concentra quasi tutta la popolazione della regione.

Altri centri degni di menzione sono: Fderik, già Fort Gouraud, centro minerario (ferro) sul versante occidentale del Kedia d'Idjil collegata alla capitale da una ferrovia; El-Mreiti, importante oasi nel Sahara occidentale; Chinguetti, dove sono stati riportati alla luce i resti di antichi insediamenti musulmani; Bir-Moghrein, fino al 1969 Fort Trinquet, oasi e stazione carovaniera sulla rotabile per l'Algeria; BouTilimit, importante stazione climatologica; Kankossa, 500 km a sud della capitale sul fiume Karakoro affluente del Senegal e Timbedra, oasi nella regione di Hodh-Charghi.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

La Costituzione della Repubblica islamica di Mauritania è datata 12 luglio 1991. Si ricorda, nel suo preambolo il suo impegno per l'Islam, l'adesione alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e alla Carta Africana dei Diritti dell'Uomo e dei Popoli. Diversi articoli legano definitivamente la costituzione all'Islam:

  • "La Mauritania è una Repubblica islamica"
  • "L'Islam è la religione del popolo e dello Stato"
  • "Il Capo di Stato è musulmano"

Il Presidente della Repubblica è il capo di Stato. Egli è il custode delle istituzioni, come garante della indipendenza della nazione e l'integrità territoriale. Egli è il capo del potere esecutivo e presidente del Consiglio dei ministri. Viene eletto per sei anni a suffragio universale diretto e a maggioranza assoluta.
I candidati devono avere almeno 40 anni e devono presentare la domanda al Consiglio costituzionale.
Il Presidente nomina il Primo ministro e può sciogliere l'Assemblea nazionale. Ha il potere di emanare leggi ed è il comandante supremo delle forze armate. Dopo aver consultato il suo primo ministro, i presidenti delle due assemblee e il Consiglio costituzionale, il Presidente può adottare misure eccezionali se il paese è minacciato e le istituzioni non sono più in grado di funzionare.
Il Parlamento è composto da due camere: l'Assemblea nazionale e Senato che rappresentano il potere legislativo. Il Parlamento può essere convocata in sessione straordinaria con decreto del Presidente della Repubblica. Il Parlamento si riunisce di diritto due volte l'anno in sessione ordinaria (nel mese di novembre e in maggio). Nel corso di tali sessioni i parlamentari godono di immunità (a meno rinuncia) e non può essere perseguito o arrestato. E 'il Parlamento che sancisce disposizioni legislative, ma può autorizzare il governo (in accordo con il presidente) ad adottare misure che sono all'interno della legge.

I deputati sono eletti per 5 anni a suffragio universale diretto. L'età minima è di 25 anni; I senatori sono eletti per 6 anni a suffragio indiretto, il mandato deve essere rinnovato ogni due anni. L'età minima è di 35 anni.

Il Consiglio costituzionale è composto da 6 membri, ogni mandato dura 9 anni e non è rinnovabile. Il mandato deve essere rinnovato ogni 3 anni.
Il Consiglio Costituzionale garantisce la regolarità delle elezioni o dei referendum e prende in considerazione qualsiasi rivendicazione. Proclama i risultati e verifica la costituzionalità delle leggi. I membri devono avere almeno 35 anni:

  • 3 membri sono nominati dal Presidente della Repubblica;
  • 2 membri dal Presidente dell'Assemblea Nazionale;
  • 1 membro dal presidente del Senato.

La magistratura è indipendente dal potere esecutivo e legislativo. Il Presidente della Repubblica è il garante della sua indipendenza e presiede il Consiglio supremo della magistratura.

L'Alta Corte di giustizia è composto da membri eletti dall'Assemblea Nazionale e del Senato. "Il Presidente è responsabile per atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni in caso di alto tradimento." Il Presidente può essere accusato dalle due camere a maggioranza assoluta e a scrutinio pubblico. I membri del governo sono considerati penalmente responsabili, ma la procedura di cui sopra è applicabile nei casi di danni alla sicurezza dello Stato.

Altre istituzioni: Alto Consiglio Islamico: composto da 5 membri, viene consultato dal Presidente della Repubblica. Il Consiglio economico e sociale: dà il proprio parere su ogni questione della vita economica, sociale e dei progetti, proposta di legge o decreti in questo settore.

La schiavitù in Mauritania[modifica | modifica wikitesto]

Per generazioni gli abitanti di colore della Mauritania (noti come "mauri neri" o haratin) vissero come schiavi dei loro padroni, i "mauri bianchi" o bidhan, discendenti dai conquistatori arabi. Nel corso del Novecento la schiavitù fu abolita ben tre volte: nel 1905 dai francesi, nel 1965 dalla costituzione e infine nel 1981; nonostante ciò, tale istituto permane sotto diverse forme ancora oggi: basti pensare che solo nell'agosto del 2007 la schiavitù è stata ufficialmente "criminalizzata".

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Pescatori a Nouakchott

La Mauritania è dotata di un certo quantitativo di riserve di petrolio e di gas nelle acque territoriali oltre che di una quantità sufficiente di oro e di diamanti. È a tali riserve che essa affida le proprie speranze di rilancio economico.

Importante centro economico a nord del paese sull'oceano Atlantico è Nouadhibou, collegato a Las Palmas (Canarie) con un volo Air Mauritanie di 1 ora e 15. Non secondario è lo scalo e l'attività legata alla ferrovia della Snim, la società nazionale mineraria, che con un treno, considerato il più lungo al mondo (2,4 km per 254 vagoni), trasporta i minerali ferrosi dall'interno (Zouerat) al porto. La miniera a cielo aperto di Zouerat è considerata una delle più grandi miniere attive di ferro al mondo.

Agricoltura e allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Dei 103 milioni di ettari di superficie territoriale, tre quarti sono costituiti dal deserto del Sahara, il resto ricade nel Sahel. I pascoli occupano il 38 per cento della superficie totale, mentre i terreni coltivabili non superano i 500.000 ettari (ovvero lo 0,5 per cento del totale). La superficie coperta da foreste supera appena i 200.000 ettari[6][7].

L’agricoltura è concentrata nel meridione del paese, lungo il fiume Senegal ed i suoi affluenti, dove si coltivano riso e altri cereali, fagiolo dell’occhio e ortaggi. In seccagno, sul 40 per cento dell’area coltivata, si coltivano sorgo, miglio, mais, leguminose da granella e arachide. Nelle oasi, la palma da datteri è coltivata in associazione principalmente con ortaggi e foraggi (erba medica). La quasi totalità della produzione è destinata al consumo interno[6][8].

L’allevamento, soprattutto di piccoli ruminanti (15,6 milioni di capi nel 2012), bovini (1,7 milioni di capi) e cammelli (1,4 milioni di capi), praticato in forma estensiva soprattutto nella zona saheliana, è la principale attività del settore rurale[8][9].

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

La pesca e il commercio dei prodotti ittici sono la principale attività, disponendo del mare forse più pescoso al mondo.

Produzione, commercio e sicurezza alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Il Prodotto interno lordo (PIL) per abitante si aggira sui 2.200 dollari all’anno[10] con una partecipazione del settore agricolo del 14,9 per cento nel 2012. Nello stesso anno, il settore impiega il 50 per cento della popolazione attiva, senza apprezzabili differenze di genere (donna 55,5 per cento)[11]. Importatore netto di frumento, riso, zucchero, oli e latte in polvere, il paese esporta prodotti dell’allevamento (8 milioni di dollari nel 2011) e della pesca (140 milioni di dollari nel 2010)[12][13].

Il 42,0 per cento della popolazione vive sotto la soglia della povertà (nel 2008) che colpisce in particolare la popolazione rurale (59,4 per cento)[14]. Secondo il Programma Alimentare Mondiale, il 20 - 30 per cento della popolazione soffre di forte insicurezza alimentare[15].

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

La flora della Mauritania è tra le più povere del continente africano: poche piante grasse e spinose crescono nell'interno desertico, mentre lungo la costa, dove le precipitazioni sono leggermente superiori, vive una stentata vegetazione arbustiva. Nella fascia saheliana la vegetazione si arricchisce procedendo verso sud con praterie e con le prime savane; non mancano qui gli alberi d'alto fusto: palme, acacie, piante locali come il sump (Balanites ægyptiaca).

A causa del suo clima gran parte della Mauritania ospita soltanto animali specifici dell'ambiente arido. I mammiferi sono rappresentati da un tipico montone striato selvatico, dal gerboa (un roditore), nonché da antilopi, gazzelle, sciacalli e iene. Nelle regioni meridionali a vegetazione più intensa si incontrano, ma raramente, leoni e leopardi. Mancano del tutto in Mauritania elefanti, zebre e rinoceronti. Anche le scimmie sono poche e tutte di piccola taglia. Molti, invece, i rettili; nelle zone steppiche pullulano le termiti e vari tipi di roditori; il parco avicolo è notevole con abbondanza di trampolieri lungo il Senegal.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi di Nema, di notevole importanza è Kumbi Saleh, la capitale leggendaria dell'impero medievale del Ghana, nonché il sito archeologico più famoso della Mauritania. I primi ritrovamenti ebbero luogo nel 1913, e da allora è stata riportata alla luce un'imponente moschea, ciò che dà corpo all'ipotesi che migliaia di persone abbiano un tempo popolato la città, rendendola per l'epoca una delle più grandi del mondo. Di grande importanza artistica sono i dipinti rupestri trovati a Bir Moghrein risalenti al sec. XVI a.C. I reperti archeologici rinvenuti presso Kumbi Saleh, Aoudaghost e Azougui, sono esposti al museo nazionale di Nouakchott. Di notevole interesse culturale la biblioteca di Oualâta con antichi manoscritti. Il museo di Zouerate è organizzato in tre sale. La prima è dedicata alla preistoria, la seconda conserva dei documenti e degli oggetti mauritani contemporanei, la terza sala è dedicata alla miniera (la SNIM, Società Nazionale delle Industrie Minerarie, che ha finanziato la realizzazione del museo).

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

La Guetna o fête des dattes (festa dei datteri) è una festa che si svolge tra luglio e agosto in concomitanza della raccolta dei datteri nelle oasi. In questo periodo le famiglie lasciano le città o gli accampamenti per riunirsi nei palmeti (attrezzati con delle capanne) dove in un ambiente festoso si celebrano matrimoni e hanno luogo i concerti dei griot. Come nella maggior parte dei paesi musulmani, anche in Mauritania è praticata la tradizione religiosa dell'henné.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ http://hdr.undp.org/en/media/HDI_2008_EN_Tables.pdf
  5. ^ Walk Free Foundation, Global Slavery Index 2013, pag. 33
  6. ^ a b FAOSTAT (FAO) Data Base della FAO – Ressources http://faostat.fao.org/site/377/default.aspx#ancor
  7. ^ Ahmedou Ould Soule, Mauritania Country Pasture/Forage Resource Profile, FAO, Table 1 http://www.fao.org/ag/AGP/AGPC/doc/Counprof/mauritania/mauritania.htm
  8. ^ a b Ahmedou Ould Soule, Mauritania Country Pasture/Forage Resource Profile, FAO http://www.fao.org/ag/AGP/AGPC/doc/Counprof/mauritania/mauritania.htm
  9. ^ http://faostat.fao.org/DesktopDefault.aspx?PageID=567&lang=fr#ancor
  10. ^ United Nations Development Programme, GDP per capita https://data.undp.org/dataset/GDP-per-capita-2005-PPP-/navj-mda7
  11. ^ Mauritania Economy Profile 2013, Index mundi http://www.indexmundi.com/mauritania/economy_profile.html
  12. ^ FAOSTAT (FAO) Data Base della FAO - Indicatori economici http://faostat.fao.org/CountryProfiles/Country_Profile/Direct.aspx?lang=en&area=136
  13. ^ FAOSTAT (FAO) Data Base della FAO – Bilanci alimentari http://faostat.fao.org/site/368/DesktopDefault.aspx?PageID=368#ancor
  14. ^ Millennium Development Goals Indicators, UNDP http://unstats.un.org/unsd/mdg/Data.aspx
  15. ^ World Food Programme, Mauritania – Overview http://www.wfp.org/countries/mauritania

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Geografia - dizionario enciclopedico - Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano (1984)
  • Francesco Tamburini, "La repubblica Islamica della Mauritania (1984-2007): Da regime delle speranze democratiche tradite a laboratorio della democrazia africana?", in Africana, 2007, pp. 127–146.
  • Francesco Tamburini, "La morte della prima democrazia araba", in Affari Esteri, n. 162, 2009, pp. 384–393.
  • Andrea Menegatti, "Autoritarismo, partecipazione e fondamentalismo in Mauritania. L'Islam confrerico e la democrazia", in Afriche e Orienti, n°3/4 2010, pp. 154–174.

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