Rally Dakar
| Rally Dakar | |
|---|---|
| Altri nomi | La Dakar, Parigi-Dakar |
| Sport | |
| Continente | Europa e Africa (1979–2007)
Sud America (2009–presente) |
| Organizzatore | Amaury Sport Organisation |
| Cadenza | annuale |
| Formula | Gara a tappe |
| Sito Internet | http://www.dakar.com/ |
| Storia | |
| Fondazione | 1979 |
| Numero edizioni | 34 |
| Ultima edizione | Rally Dakar 2013 |
| Prossima edizione | Rally Dakar 2014 |
Il Rally Dakar (o semplicemente La Dakar e precedentemente Parigi-Dakar), è uno dei rally più famosi al mondo.
È noto anche come "Parigi-Dakar" in quanto nelle prime edizioni (dal 1979 al 1991 e ancora nel 1993, 1994, 1998, 2000 e 2001) il percorso iniziava appunto dalla capitale francese per terminare in quella del Senegal. In seguito, mentre l'arrivo si è mantenuto quasi sempre a Dakar, la sede di partenza ha subito diversi spostamenti dal 1995.
La gara, dopo un prologo in Europa, attraversava diversi paesi africani e il deserto del Sahara fino ad arrivare a Dakar. Dopo l'annullamento dell'edizione 2008, proprio quando la gara era pronta a partire, per le serie minacce di attentati terroristici[1], dal 2009 la corsa ha spostato il suo percorso in Sudamerica, mantenendo comunque la denominazione di Dakar.
Alla gara partecipano auto, moto, camion e quad. I mezzi che intraprendono questa durissima gara sono dotati di GPS e si vedono rinforzare le proprie parti meccaniche per sopportare il gran caldo e le sollecitazioni.
Indice |
Storia [modifica]
La gara è stata ideata da Thierry Sabine, che dopo aver rischiato di perdersi nel deserto durante la Abidjan-Nizza (un altro raid) nel 1976, decise di creare un rally raid che percorresse la direzione inversa della Abidjan-Nizza.
Dal 1979 (anno della prima gara) la Parigi-Dakar ha toccato praticamente tutti i paesi dell'Africa nord-occidentale e parecchi paesi dell'Africa centrale e meridionale nel corso dell'edizione del 1992, quando la corsa arrivò addirittura a Città del Capo, in Sudafrica.
L'edizione del 1982 fu caratterizzata dalla costosissima missione internazionale di ricerca e salvataggio di Mark Thatcher, figlio dell'allora Primo Ministro britannico Margaret smarritosi nel Sahara mentre partecipava alla competizione con la sua Peugeot 504. La notizia ebbe immediata e vastissima eco nei mass media di tutto il mondo. Sua madre intervenne personalmente e, alla fine, il 14 gennaio 1982, un Hercules C-130 dell'aviazione militare algerina lo ritrovò[2].
Oltre all'indiscusso fascino questa competizione è tristemente famosa per la sua pericolosità, infatti molti piloti hanno perso la vita nel tentativo di compiere questa impresa, come ad esempio il campione toscano Fabrizio Meoni, vincitore delle edizioni 2001 e 2002, è deceduto tre anni dopo l'ultimo successo. Anche la popolazione locale è stata spesso coinvolta in incidenti mortali mentre il fondatore della corsa, Thierry Sabine, ha perso la vita precipitando in elicottero.
L'organizzazione [modifica]
Thierry Sabine fondatore della corsa, aveva dato vita alla TSO (Thierry Sabine Organization), dopo la sua morte, avvenuta nel 1986, l'organizzazione del rally raid, fu assunta dal padre Gilbert, dentista di professione.[3] Di seguito l'elenco dettagliato delle persone che si sono succedute alla guida della corsa.[4]
- Thierry Sabine (1979-1986)
- Gilbert Sabine (1987-1993)
- Jean-Claude Morellet "Fenouil" (1994)
- Hubert Auriol (1995-2003)
- Etienne Lavigne (2004-) per conto della Amaury Sport Organisation[5]
Edizioni recenti [modifica]
L'edizione del 2008 è stata annullata dall'organizzazione a causa della situazione di pericolo per gli europei in Mauritania, dove quattro turisti francesi sono stati uccisi il 24 dicembre; quello stato doveva ospitare otto prove speciali.
Nel 2009, la gara si è spostata in Sudamerica, tra Argentina e Cile, con partenza da Buenos Aires, giro di boa a Valparaiso e ritorno; curiosamente, la gara delle auto è stata vinta per la prima volta da un africano, il sudafricano Giniel de Villiers.
Sempre nel 2009 la Mitsubishi Motors a causa della crisi si ritira dalla competizione[6].
L'edizione 2010 (1-16 gennaio) è stata disputata nello scenario sudamericano come nell'anno precedente: delle quattordici tappe sette erano sul territorio argentino e sette su quello cileno con partenza e arrivo a Buenos Aires e giro di boa ad Antofagasta in Cile. I vincitori della corsa sono gli spagnoli Carlos Sainz e Lucas Cruz nella categoria automobili, il francese Cyril Despres nella categoria moto, l'equipaggio russo Chagin, Savostin e Nikolaev nella categoria camion e l'argentino Marcos Patronelli (dietro di lui il fratello Alejandro, che vincerà l'anno dopo) nella categoria quad.
A partire dall'edizione 2012 non si ha più un percorso ad anello, ma un tracciato che va da costa a costa del sud America[7].
Albo d'oro [modifica]
- Auto, Moto e Camion
- Quad
| Anno | Quad | ||
|---|---|---|---|
| Pilota | Mezzo | ||
| 2009 | Yamaha | ||
| 2010 | Yamaha | ||
| 2011 | Yamaha | ||
| 2012 | Yamaha | ||
| 2013 | Yamaha | ||
Plurivincitori [modifica]
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Vittorie di tappa [modifica]
È il pilota di camion russo Vladimir Chagin il dakariano che ha vinto il maggior numero di tappe, 63 a tutta la Dakar 2012. Chagin stacca il francese Stéphane Peterhansel, anche nel numero di tappe totali: 63 contro le 59 di Peterhansel (33 nelle moto e 26 nelle auto).[8] [9] [10]
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Incidenti mortali in gara [modifica]
Ad oggi sono 26 i piloti di qualunque mezzo (tra essi ben 15 sono francesi) ai quali la Dakar è stata fatale[12]. Due di essi (Lalay e Meoni) la Dakar l'avevano anche vinta in precedenza.
- 1979:
Patrick Dodin (moto) - 1982:
Bert Osterhuis (moto) - 1983:
Jean-Noël Pineau (moto) - 1986:
Giampaolo Marinoni (moto),
Jasuo Kaneko (moto) - 1988:
Jean-Claude Huger (moto),
Patrick Canado (auto),
Kees van Loevezijn (camion) - 1991:
François Picquot (auto),
France Charles Cabannes (camion),
Laurent Le Bourgeois (auto),
Jean-Marie Sounillac (auto) - 1992:
Gilles Lalay (moto) - 1994:
Michel Sansen (moto) - 1996:
Laurent Gueguen (camion) - 1997:
Jean-Pierre Leduc (moto) - 2002:
Daniel Vergnes (auto) - 2003:
Bruno Cauvy (auto) - 2005:
José Manuel Pérez (moto),
Fabrizio Meoni (moto) - 2006:
Andy Caldecott (moto) - 2007:
Elmer Symons (moto),
Eric Aubijoux (moto) - 2009:
Pascal Terry (moto) - 2012:
Jorge Andrés Martínez Boero (moto) - 2013:
Thomas Bourgin (moto)
Note [modifica]
- ^ Dakar 2008: Annullata ad 1 giorno dalla partenza. autoblog.it. URL consultato in data 24 ottobre 2011.
- ^ Mark Thatcher: Lost in the desert | Sport | The Guardian
- ^ (FR) DAKAR RETRO 1979-2009. dakar.com. URL consultato in data 14 novembre 2011.
- ^ (FR) Dakar 2004: ce sera sans Hubert Auriol. sport.fr. URL consultato in data 14 novembre 2011.
- ^ (FR) Dakar - Le plus grand rallye raid du monde. aso.fr. URL consultato in data 14 novembre 2011.
- ^ repubblica.it Mitsubishi Motors, quanto mi costi Rally Dakar!
- ^ Dakar 2012: percorso tutto nuovo
- ^ (FR) DAKAR RETRO 1979-2009. dakar.com. URL consultato in data 24 ottobre 2011.
- ^ Dakar Standings 2010. dakar.com. URL consultato in data 24 ottobre 2011.
- ^ Dakar Rankings 2011. dakar.com. URL consultato in data 24 ottobre 2011.
- ^ A queste di aggiungono cinque successi di tappa in auto
- ^ (ES) Terry agranda la maldición del Dakar
Galleria [modifica]
-
Nissan Lisbon-Dakar 2007
-
Un Unimog U400L n.541 durante la seconda tappa dell'edizione 2006
-
La Kamaz, sette volte vincitore
-
Bowler Wildcat nel 2007
-
Tre motociclisti su moto KTM
-
Jean-Louis Schlesser e la sua dune buggy
-
La Hummer H3 guidata Robby Gordon nel 2006
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Parigi-Dakar
Articolo su Wikinotizie: Rischio terrorismo: annullata la Dakar 2008 4 gennaio 2008
Collegamenti esterni [modifica]
- (DE, EN, ES, FR) Sito ufficiale