Toyota

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Toyota Motor Corp
Logo
Stato Giappone Giappone
Tipo public company
Borse valori
Fondazione 1933
Fondata da Kiichiro Toyoda
Sede principale Toyota
Filiali
Persone chiave
Settore Casa automobilistica
Prodotti
Fatturato Green Arrow Up.svg16,2 trilioni di ¥[1] (2012)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg818,5 miliardi di ¥[1] (2012)
Utile netto Green Arrow Up.svg648,1 miliardi di ¥[1] (2012)
Dipendenti 333.498[2] (2013)
Slogan «Always a better way»
Note Bilanci dal 01/04 al 31/03
Sito web www.toyota.co.jp

La Toyota Motor Corporation (トヨタ自動車株式会社 Toyota Jidōsha Kabushikigaisha?, TMC) è una multinazionale giapponese che produce autoveicoli. La sede si trova nell'omonima città di Toyota.

La Toyota è la maggiore società automobilistica del Giappone, con una produzione stimata in circa nove milioni di veicoli l'anno. La società domina il mercato giapponese con circa il 40% delle nuove auto registrate nel 2004, e gode di una consistente fetta di mercato sia in Europa che negli Stati Uniti. Ha quote di mercato significative anche in diversi paesi del sud-est asiatico.

L'azienda produce una grande varietà di veicoli generalmente stimati per qualità dei materiali e buona progettazione.

Nel corso del 2008 la Toyota superò la General Motors, diventando la prima azienda automobilistica al mondo per numero di veicoli e per fatturato[3][4].

Nel 2009 il gruppo Audi-Volkswagen ha superato Toyota[5][6].

Ai primi del 2011 Toyota è tornata leader mondiale nelle vendite, con quasi 8 milioni e mezzo di veicoli venduti nel 2010, con un aumento di circa l'8% rispetto al 2009 (a ruota seguono il gruppo GM e il gruppo VW)[7][8]. Il colosso automobilistico giapponese nel 2012 ha venduto 9,75 milioni di auto, livello record che ha permesso il sorpasso sull’americana General Motors e sulla tedesca Volkswagen. Si tratta di un incremento delle immatricolazioni del 22,6% rispetto all’esercizio precedente: in Giappone le vendite sono aumentate del 35,2% a 2,41 milioni, mentre sui mercati esteri la crescita si è attestata al 19% a 7,34 milioni di unità. Toyota torna quindi sul gradino più alto del podio, dove aveva già soggiornato dal 2008 al 2010, mentre nel 2011 era scivolata al terzo posto in scia all’impatto devastante del disastro di Fukushima.

Inoltre, nonostante i richiami del 2009, Toyota è tornata nel 2011 il marchio con il più alto valore aggiunto come percezione da parte del pubblico[9].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Sakichi Toyoda

La storia della Toyota Motor Corporation iniziò nel settembre del 1933, quando la Toyoda Automatic Loom (nata nel 1890 come produttore di telai tessili, che ebbe un grande successo grazie all'invenzione del suo creatore: il telaio tessile in legno) aprì una nuova divisione destinata alla produzione di automobili, sotto la direzione di Kiichiro Toyoda, figlio del proprietario Sakichi Toyoda.

Nel 1934 vennero prodotti i primi motori Type A Engine, usati l'anno seguente sull'automobile Model A1 e sull'autocarro G1. Nel 1936 iniziò la produzione in serie dell'automobile Model AA.

Replica della Toyota Model AA, il primo modello Toyota entrato in produzione (1936)

Benché il gruppo Toyota sia oggi conosciuto soprattutto per le automobili, esso è ancora attivo nel settore tessile e continua a produrre telai, ovviamente automatizzati, e macchine per cucire venduti in tutto il mondo. La Toyota Motor Company fu istituita come società indipendente nel 1937.

Il nome della ditta era stato trasformato dal cognome del fondatore Sakichi Toyoda (豊田 - tradotto significa: fertile campo di riso) in Toyota per motivi scaramantici, potendosi quest'ultimo scrivere, in giapponese, con 8 colpi di pennello (l'8 è considerato un numero fortunato in Giappone e Cina[10]). Inoltre il nome fu cambiato per distinguere vita privata e carriera dei fondatori, e semplificarne la pronuncia.

Durante la guerra del Pacifico l'azienda fu impiegata nella la produzione di autocarri per l'Esercito imperiale giapponese, impiegando i processi più economici possibile: ad esempio erano dotati di un solo proiettore, al centro del tetto.

Fortunatamente per Toyota la guerra finì poco prima che un bombardamento pianificato dagli alleati ne colpisse le fabbriche nella prefettura di Aichi.

La produzione commerciale di automobili iniziò nel 1947 con il modello SA. Nel 1950 nacque una società distinta per la vendita, la Toyota Motor Sales Company (che durò fino al luglio del 1982). Nell'aprile del 1950 venne costituita la catena di vendita Toyopet.

Presenza nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

La sede della Toyota a Toyota City, Giappone

Toyota possiede stabilimenti in tutto il mondo per produrre o assemblare i veicoli destinati ai mercati locali. Esse sono presenti in Stati Uniti, Giappone, Australia, Canada, Indonesia, Polonia, Sudafrica, Turchia, Gran Bretagna, Francia, Brasile, e, più recentemente, anche in Pakistan, India, Argentina, Repubblica Ceca, Messico e Venezuela.

In Europa, è attiva una joint venture con il gruppo PSA Peugeot Citroën che in un impianto situato a Kolín, nella Repubblica Ceca produce, nelle sue varie versioni, un modello di city car progettato in comune e commercializzato con i marchi Toyota Aygo, Peugeot 107 e Citroën C1.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Toyota investe molto della sua ricerca in veicoli ibridi come la Toyota Prius, basata sulla tecnologia Hybrid Synergy Drive.Nel corso del 2013 è stato raggiunto l'incredibile numero di 3'000'000 di Toyota Prius nel Mondo, che porta la cifra, inclusa Lexus, ad oltre 5'000'000 di Hybride nel Mondo, solo nel corso del 2012 Toyota ne ha vendute 1,22 milioni e con l'arrivo delle nuove Prius Wagon, Yaris HSD, Auris HSD e Auris Wagon HSD, il numero aumenterà considerevolmente. Nel 2002, Toyota testò con successo una nuova versione della RAV4 a celle a combustibile. Scientific American dichiarò l'azienda Business Leader of the Year nel 2003 per commercializzare automobili ibride a un prezzo abbordabile.

La Toyota Prius, il primo veicolo ibrido prodotto in massa dalla Toyota

Toyota è famosa anche per la sua filosofia di produzione, chiamata Sistema di produzione Toyota, in particolare per il metodo Just in time che viene adottato in tutto il mondo da molte aziende manifatturiere.

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

La Toyota è una società per azioni quotata alla borsa di Tokyo con il numero 7203 (prima sezione), a quella di New York con la sigla TM e alla borsa di Londra come TYT.

Marchi e holding[modifica | modifica wikitesto]

La Toyota commercializza i suoi prodotti con i marchi Toyota, Scion e Lexus. Lexus viene utilizzato per il settore delle automobili di lusso mentre il marchio Scion viene utilizzato solo negli Stati Uniti per commercializzare modelli destinati ad un pubblico giovane. La Toyota conta 529 sussidiarie e 226 affiliate.

Le società controllate dalla Toyota sono:

Le partecipazioni sono:

Attività non automobilistiche[modifica | modifica wikitesto]

Finanza[modifica | modifica wikitesto]

  • Toyota Financial Services, società che fornisce finanziamenti ai clienti Toyota.

Movimentazione Merci[modifica | modifica wikitesto]

  • TMHG - Toyota Material Handling Group società che si contende il primato europeo di primo costruttore di macchine per la movimentazione di magazzino, transpallets e carrelli elevatori. Possiede il gruppo BT Industries AB in Svezia di cui fa parte Cesab Carrelli Elevatori SpA in Italia e Lte (Lift Truck Equipment).
  • Cascade Corporation: nel corso del 2013, il Gruppo Toyota ha acquisito il controllo della società Cascade Corporation e, di conseguenza, dell'intero Gruppo Cascade (di cui fa parte l'italiana Cascade Italia S.r.l., società con sede a Lavagno).

Biotecnologie agricole[modifica | modifica wikitesto]

Toyota investe in molte piccole aziende e partnership nel settore delle biotecnologie, fra le quali:

Corse automobilistiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Toyota Motorsport GmbH.
Rally Dakar, 1992

Rally[modifica | modifica wikitesto]

Toyota ha partecipato a gare di rally con la Toyota Celica e la Toyota Corolla ed è stata campione del mondo 7 volte: 4 tra i piloti (1990 e 1992 con Carlos Sainz, 1993 con Juha Kankkunen e 1994 con Didier Auriol) e come costruttore (1993, 1994, 1998).

Corse di prototipi sportivi e 24 ore di Le Mans[modifica | modifica wikitesto]

Dopo vari tentativi nel Gruppo C con auto molto veloci ma poco affidabili e in molti casi molto sfortunate nel 1998 la Toyota fece debuttare alla 24 ore di Le Mans il nuovo prototipo Gt-One nella classe GT1. Le tre Toyota GT-One (nome in codice TS020) furono tra le auto più veloci della competizione ma mancarono la vittoria a causa di vari problemi meccanici ed elettronici. Toyota partecipò nuovamente alla competizione l'anno successivo con una versione riveduta del prototipo GT-One (iscritto in quest'anno nella casse LMGTP). Le auto furono ancora più veloci della volta precedente ma anche questa volta due di esse furono costrette al ritiro a causa di problemi di affidabilità, mentre la superstite conquistò il secondo posto. Dopo questa partecipazione l'azienda fermò lo sviluppo della GT-One per concentrarsi sulla prossima entrata in campo nella Formula Uno.

Olivier Panis alla guida della Toyota F1 durante il Gran Premio degli Stati Uniti del 2004

Due Toyota ibride sono state schierate nel 2012 a Le Mans. Per la numero 8 la gara finisce quando era terza alle 8 di sera si scontra con la ferrari 458 italia della categoria gte-am guidata dal gentleman Perazzini,Davidson (pilota Toyota) si rompe tre vertebre. La numero 7 invece si scontra con la Nissan Delta Wings numero 0 e tutte due le vetture terminano la gara prima della sera

Formula Uno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Toyota F1 Team.

Dal 2002 Toyota ha partecipato al campionato di Formula Uno con il Toyota Team Europe, con sede a Colonia. Nonostante il grande investimento le prestazioni della scuderia sono state per 3 stagioni mediocri. Nel 2004 fu ingaggiato il noto designer Mike Gascoyne; solo nel 2005, con Jarno Trulli e Ralf Schumacher, la scuderia avanzò dalle posizioni di metà classifica entrando in competizione per le posizioni di testa. Trulli arrivò due volte secondo ed una volta terzo (con una pole-position a Indianapolis) nelle prime cinque gare della stagione, aiutando la squadra a mantenere la seconda posizione nella Classifica Costruttori per diverse gare. A fine stagione chiuderà al quarto posto. La coppia di piloti è confermata per altre due stagioni, ma con risultati inferiori. Nel 2008 e nel 2009 ad affiancare Trulli è stato chiamato un altro tedesco, Timo Glock. A seguito della crisi economica e degli scarsi risultati il 4 novembre 2009 la Toyota, che stava preparando la vettura per il 2010, annuncia, tra le lacrime di un dirigente, l'intenzione di abbandonare la Formula 1.[12]

NASCAR[modifica | modifica wikitesto]

Toyota partecipa con la Tundra alla Craftsman Truck Series e con la Camry alla Busch Series e alla Nextel Cup (campionati NASCAR).

JGTC[modifica | modifica wikitesto]

Nel JGTC/SuperGT GT300, la Reckless's MR-S guidata da Kota Sasaki & Tetsuya Yamano ha vinto il campionato del 2005, precedentemente, nel 2002 Morio Nitta & Shinichi Takagis' con una ARTA Toyota MR-S hanno conseguito lo stesso titolo. Toyota è stata presente per anni nel campionato delle super gran turismo giapponesi con Supra, Celica, MR2 e MR-S.

Con la Apexi MR-S ha sfiorato la vittoria nel 2000 e nel 2002 ed è presente tuttora in tale campionato. Inoltre il marchio Toyota è stato presente nelle versioni televisive di "best motoring" con auto test quali Corolla Trueno AE86, e Techno Pro Spirit MR-S, il tutto testato dal pilota pluripremiato Keiichi Tsuchiya.

Formula Atlantic[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1989 e il 2006 la casa nipponica si impegnò nella fornitura dei propulsori per la Formula Atalntic.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Toyota è lo sponsor principale e il fondatore di tre squadre sportive giapponesi:

L'azienda inoltre sponsorizza e dà il proprio nome a varie strutture sportive in tutto il mondo come:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Risultati Toyota a fine dicembre 2012.
  2. ^ (EN) Numero dipendenti nel 2013.
  3. ^ Sorpasso della Toyota su Gm
  4. ^ Lista completa
  5. ^ Audi-Volkswagen raggiunge il primo posto
  6. ^ Volkswagen supera Toyota
  7. ^ Toyota è sempre leader mondiale, nel 2010 vendute 8.418.000 auto
  8. ^ Toyota ancora primo, GM incalza e Volkswagen terzo sul podio
  9. ^ BrandZ Top 100 2011: Toyota torna il marchio che vale di più
  10. ^ Fonte: Corriere della Sera
  11. ^ (EN) Scheda sul sito Daihatsu
  12. ^ Toyota, addio alla Formula 1-"La crisi globale ce lo impone", gazzetta.it, 4 novembre 2009. URL consultato il 4 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Toyota's plan for Lexus is a reminder of its real goal" (1 agosto 2005). Financial Times, pagina 16.
  • Toyota up close "Toyota da vicino", dettagli sulle vendite.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]