Tangeri

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Tangeri
città
طنجة
Tangeri – Stemma Tangeri – Bandiera
Tangeri – Veduta
Localizzazione
Stato Marocco Marocco
Regione Tangeri-Tétouan
Provincia o prefettura Tangeri-Assilah
Amministrazione
Sindaco Mohamed Hassad
Territorio
Coordinate 35°46′N 5°48′W / 35.766667°N 5.8°W35.766667; -5.8 (Tangeri)Coordinate: 35°46′N 5°48′W / 35.766667°N 5.8°W35.766667; -5.8 (Tangeri)
Altitudine 80 m s.l.m.
Superficie 199,5 km²
Abitanti 669 680 (2004)
Densità 3 356,79 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 90000
Fuso orario UTC+0
Nome abitanti tangerini o tingitani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Marocco
Tangeri
Il minareto della Moschea Grande

La città di Tangeri (arabo طنجة, Tanja; latino Tingis) è un porto del Marocco settentrionale con una popolazione di 669.685 abitanti (censimento del 2004).

Il suo nome deriverebbe da una corruzione del toponimo latino Tingis di probabile origine berbera.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tangeri ha una storia antica e ricca, fu città fenicia, cartaginese, romana, e poi vandala, bizantina, araba, portoghese, spagnola e britannica.

Strappata dai Romani a Cartagine nel 146 a.C., al termine dei conflitti che opposero le due grandi potenze mediterranee, Tangeri divenne colonia nel 38 a.C. durante il secondo triumvirato con il nome di Tingi. Dopo la conquista di Claudio divenne capitale della Mauretania Tingitana. Nell'VIII secolo d.C. Tangeri divenne musulmana quando il governatore di Ifriqiya, Mūsà b. Nusayr, vi nominò come suo rappresentante il berbero Tāriq b. Ziyād.

Nell'area si insediarono poi comunità kharigite e lo Sharīf Idrīs b. ‘Abd Allāh vi fondò un Emirato.

Nel XV secolo i Portoghesi occuparono Ceuta (in arabo: Sebta) e nel 1471 Tangeri, dove rimasero fino al 1662, anno in cui gli Inglesi occuparono la città in quanto bene dotale di Caterina di Braganza, andata sposa a re Carlo II Stuart.[1]

Nel XVII secolo inizia l'azione indipendentista musulmana, impersonificata da al-Khadir Ghaylan dei Banu Gurfat. Solo nel 1684 però, con l'arrivo della dinastia alawita, Tangeri recuperò la sua indipendenza dall'occupante cristiano. Fu merito del sultano Mawlāy Ismā‘īl (1672-1727) se la città e il suo territorio tornarono a far parte della dār al-Islām (il territorio sottoposto alla Legge islamica).

Nel XIX secolo la città conobbe una crescente fortuna commerciale. Nel 1856 un Trattato anglo-marocchino vietò i monopoli di Stato che fino ad allora ne avevano frenato lo slancio economico e finanziario. La popolazione passò da 5000 abitanti degli inizi del secolo ai 20.000 del 1878, un quinto dei quali di religione israelitica.

Nel 1903-04 lo Sharīf Ahmad al-Raysuni s'impadronì di alcuni cittadini occidentali e nel 1905 il Kaiser Guglielmo II inviò una piccola squadra navale, con l'incrociatore Panther, sbarcando le sue truppe per proteggere gli interessi tedeschi in città (la cosiddetta "crisi di Tangeri").

Nel 1912 con la soluzione della seconda crisi marocchina fu stabilito che Tangeri fosse sottoposta a regime internazionale.

L'effettiva applicazione di tale regime iniziò peraltro solo nel 1923, e durò fino all'indipendenza del Marocco nel 1956. Esso comportava per Tangeri la neutralità politica e militare, la totale libertà di impresa e l'amministrazione internazionale sotto il controllo della Francia, della Gran Bretagna e della Spagna, cui si aggiunsero nel 1928 anche l'Italia, il Portogallo ed il Belgio.

Il 4 novembre 1940, dopo aver attraversato lo stretto di Gibilterra, braccati da due cacciatorpediniere britanniche, trovarono rifugio nel porto di Tangeri i due sommergibili italiani Michele Bianchi e Benedetto Brin[2]. Già territorio internazionale, tre mesi prima Tangeri era stata occupata dall'esercito spagnolo[2].

In tutto questo periodo l'economia crebbe vertiginosamente e Tangeri contava nel 1950 85 banche e oltre 200498[quante?] società anonime, impegnate nel commercio e negli affari finanziari, mentre la popolazione si quadruplicava e gli europei (specialmente spagnoli) diventavano circa 40.000.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

La città è servita via terra dalla stazione di Tangeri-Ville, mentre via mare dal porto di Tangeri Med.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Tangeri è gemellata con:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Con molti dettagli e anche illustrazioni, in Martin Malcolm Elbl, Portuguese Tangier (1471-1662): Colonial Urban Fabric as Cross-Cultural Skeleton (Peterborough: Baywolf Press, 2013).
  2. ^ a b Goly Maioli, Squali d'acciaio, Fratelli Melita Editori, La Spezia, 1988, pag. 134.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • J.-L. MIège, Le Maroc et l'Europe, 1830-1894, Parigi, 1961-3
  • A. Bendaoud - Mohammad Maniar (edd.), Tanger 1800-1956, Rabat et Tanger, 1991
  • F. Tamburini, L'internazionalizzazione di Tangeri nella politica estera italiana (1919-1956), Pisa, 2007
  • Martin M. Elbl, Portuguese Tangier (1471-1662): Colonial Urban Fabric as Cross-Cultural Skeleton, Peterborough, 2013

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